Sei stato citato in Google News? Manda un commento

D@di per Downloadblog.it

Sì, avete letto bene. Google ha inserito in Google News la possibilità di commentare le notizie di cui si è partecipi o nelle quali si è stati citati.

La funzione, attiva al momento solo nella versione statunitense del servizio, funziona più o meno così: se sei stato citato all’interno di un articolo puoi commentare o controbattere, e ciò che hai scritto verrà affiancato agli articoli originali. Anche i giornalisti, ovviamente, possono commentare, anche se fino ad ora nessuno lo ha ancora fatto.

La funzione, in realtà, esiste già da luglio, ma non è stata molto pubblicizzata, tanto che in sei mesi sono stati postati solamente 150 commenti. Funziona un po’ come le lettere al direttore o le rettifiche, per capirci; Google spiega di aver voluto introdurre questo servizio per dare una copertura totale di ogni argomento.

Inserire un commento, ovviamente, non è un’operazione automatica (come accade ad esempio per i blog): chi è stato citato da un articolo e vuole controbattere, può mandare un’e-mail a news-comments(chiocciola)google.com con il proprio commento, il link all’articolo, i propri dati anagrafici e così via.

Credo che da parte di Google, per far sì che questo servizio – che appare interessante – funzioni al meglio ci voglia un grande impegno di controllo dei commenti e soprattutto dell’identità di chi li invia.

Google News, arrivano i video

Novità per le versioni in inglese (Stati Uniti, Inghilterra e Irlanda) di Google News, l’aggregatore di notizie di casa Google. Da oggi, infatti, alcune notizie si potranno leggere ma anche “vedere”: i testi saranno corredati da video di YouTube.

I contenuti video arrivano dalle telecamere della Reuters, della Cbs e delle emittenti locali americane del circuito Heart.

Al momento non è dato sapere quando i video verranno integrati anche nelle altre versioni, come quella in italiano.

Giornali contro Google News. E viceversa

Se i giornali, da un momento all’altro, si rifiutassero di fornire a Google in modo gratuito i propri contenuti, che vengono poi ripubblicati su Google News… quanto sarebbe il danno economico per il grande motore di ricerca? A porre la questione, che ciclicamente si riapre, è stato Sam Zell, nuovo editore della Tribune (che annovera, tra i propri giornali, il Los Angeles Times e il Chicago Tribune).

In un momento, spiega Zell, in cui ognuno ha un sito o un blog, i quotidiani devono per forza ripensare il proprio rapporto con i lettori, e in particolare con internet. È per questo che vogliamo accendere i riflettori sul problema del riutilizzo gratuito, su internet, dei contenuti dei giornali: contenuti che fanno la differenza rispetto ai blog e al giornalismo partecipativo perché scritti da professionisti.

La questione, però, è più ampia di quanto si pensi. Il lavoro di Google News (e così altri aggregatori simili) è vero che porta denaro al motore di ricerca, ma porta anche un buon 25-30 per cento di accessi in più ai siti dei giornali. Google News, infatti, non copia totalmente il contenuto degli articoli, ma prende solamente il titolo e, eventualmente, una piccola foto. Dopodiché se l’utente vuole leggere l’articolo per intero viene rimandato al sito del giornale. “Per questo – spiegano da Google – non pagheremo mai nessuno per indicizzare gli argomenti delle notizie. Se qualcuno non è d’accordo lo toglieremo dalla lista delle nostre fonti”.

Del problema si è dibattuto ampiamente alcuni mesi fa in Belgio, dove un’associazione di editori ha vinto una causa contro la “grande G”, che è stata condannata dal tribunale locale per violazione delle leggi sul copyright.

Ma quanti di questi editori si staranno ora “mangiando le mani”, col fatto che hanno visto diminuire di una buona percnetuale gli accessi giornalieri ai propri siti?