L’annuncio di Google: fermeremo le nostre emissioni di carbonio entro il 2030

L’azienda di Mountain View fa un passo avanti verso il futuro: tutti i servizi, i data center, gli uffici utilizzeranno 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 esclusivamente energia pulita

Continua a leggere L’annuncio di Google: fermeremo le nostre emissioni di carbonio entro il 2030

App di tracciamento contro il virus, arriva l’interoperabilità tra Paesi

Secondo quanto annunciato da Google in seguito ai feedback dei governi che utilizzano i sistemi di notifica delle esposizioni (in Italia c’è “Immuni”) adesso il tracciamento potrà funzionare anche dopo aver attraversato i confini nazionali

Continua a leggere App di tracciamento contro il virus, arriva l’interoperabilità tra Paesi

Pixel 4 XL, la recensione dello smartphone “umano” progettato da Google

La nostra recensione dello smartphone presentato a ottobre da “Big G”: per caratteristiche e funzionalità è per noi tra i migliori telefoni Android di fascia alta della stagione 2019-2020

Continua a leggere Pixel 4 XL, la recensione dello smartphone “umano” progettato da Google

Emergenza virus e rischi online, ecco come difendersi dagli attacchi: intervista a Mark Risher

Abbiamo intervistato il senior director for account security, identity and abuse di Google, che spiega: con l’emergenza abbiamo identificato oltre 240 milioni di messaggi spam al giorno, target preferito sono gli operatori sanitari

Continua a leggere Emergenza virus e rischi online, ecco come difendersi dagli attacchi: intervista a Mark Risher

Tracciamento dei contatti Coronavirus, ecco come funziona la tecnologia Apple-Google

I due giganti del web hanno annunciato una partnership per creare una tecnologia che funzioni su tutti gli smartphone, sia iOS che Android, basata sui principi di privacy e trasparenza. Ne spieghiamo il funzionamento con un esempio pratico

Continua a leggere Tracciamento dei contatti Coronavirus, ecco come funziona la tecnologia Apple-Google

Le nuove sfide di Google si chiamano sicurezza e privacy, in arrivo fondo da 10 mln euro

L’annuncio a Monaco di Baviera, in Germania, durante l’inaugurazione del GSEC, il nuovo centro ricerca di “Big G” dedicato alla sicurezza globale. Sempre maggiore attenzione ai temi della sicurezza da parte dei giganti del web

Continua a leggere Le nuove sfide di Google si chiamano sicurezza e privacy, in arrivo fondo da 10 mln euro

In Italia è boom per i gruppi d’acquisto online: “Si risparmia fino al 70%”

Gli utenti di siti come Groupon o Living Social, che permettono di ottenere forti sconti su beni e servizi, sono aumentati del 500% in un anno. Ma la sfida parte adesso, con l’ingresso nel mercato di Google e Microsoft

 

di DANIELE SEMERARO

19 euro invece che 100 per una seduta in una beauty farm, 10 euro al ristorante per una cena che ne vale 30, 9 euro invece che 49 per shampoo, taglio e messa in piega. Sono solo alcune delle offerte presenti ogni giorno su siti come Groupon e Living Social, leader nel settore del risparmio online che permettono di pagare beni e servizi anche fino al 70 per cento in meno. Ebbene, i risparmiatori più accorti e “tecnologicamente avanzati” – e tra questi figurano proprio gli italiani – saranno felici di sapere che si stanno affacciando sul mercato due grossi competitor con progetti differenti: Google e Microsoft.

“Big G” avrebbe deciso di mettersi in proprio dopo aver tentato inutilmente di acquistare Groupon per 4,4 miliardi di euro. Così nei prossimi mesi lancerà “Google Offers”, un sito che – secondo quanto riferito dal quotidiano online “Mashable” – “aiuterà clienti e fornitori di servizi ad incontrarsi” su internet sia tramite e-mail promozionali sia con contatti sui social network come Facebook, Twitter e Google Buzz.

Ma come funzionano questi siti? È molto semplice: gli utenti, dopo aver inserito in fase di registrazione i propri dati e compilato una scheda sui propri interessi, ricevono ogni giorno un’offerta in base alla città in cui vivono e alle categorie merceologiche per loro più rilevanti. Dopodiché hanno un arco di tempo di 24 ore per aderire ad ogni singola offerta, pagando il prezzo scontato: una volta raggiunto il numero minimo di partecipanti (deciso dall’attività commerciale), il coupon si trasforma in realtà e l’utente riceve tramite e-mail il buono sconto; se, invece, non si dovesse raggiungere il numero minimo, i soldi vengono immediatamente restituiti al cliente.

Oltre a Google, dicevamo, si affaccia sul mercato anche Microsoft, che ha lanciato “Bing Deals”, una sorta di “contenitore unico” per tutte le centinaia di offerte che arrivano quotidianamente dai diversi siti di coupon online. L’aggregatore, attivo in un primo momento negli Stati Uniti all’interno del servizio “Bing Maps”, raccoglie le proposte semplificandone l’accesso con la possibilità per gli utenti di avere a disposizione oltre 200mila offerte in più in 1.400 città.

Non è un caso che giganti del Web come Google e Microsoft abbiano deciso di investire nei “coupon online”: un po’ per la crisi, un po’ per la comodità di acquistare comodamente seduti alla scrivania, secondo gli ultimi dati forniti da comScore solo nel dicembre 2010 gli utenti di questi siti (tra cui possiamo citare anche TuangOn e Shoppy Group) sono aumentati del 500 per cento rispetto all’anno precedente, con un interesse soprattutto da parte delle donne, dei giovani e delle persone con un elevato tasso di istruzione.

In Europa al top nell’utilizzo di questi servizi ci sono proprio gli italiani, insieme a francesi e inglesi. Basti pensare che la navigazione su siti di questo tipo solo nel nostro paese è aumentata del 162 per cento: “Quello dei gruppi di acquisto – spiega Ombretta Capodaglio, marketing manager di Nielsen – è un sistema di offerta che in Italia sta riscuotendo molto successo: siti come Groupon e Grupalia hanno visto raddoppiare la propria clientela nell’ultimo anno, passando dai 3 milioni di utenti di fine 2009 agli 8,7 milioni nel dicembre 2010”.

Il leader delle offerte online Groupon al momento è valutato quasi un miliardo di euro, è attivo in 37 paesi del mondo (in Europa e in Italia opera con la controllata CityDeal) e conta più di 150 versioni cittadine negli Stati Uniti e 100 nel Vecchio Continente, con oltre 35 milioni di utenti.

Facebook uccide Myspace: Murdoch dimezza i dipendenti

MySpace in crisi taglia 500 posti di lavoro e sul mercato si affaccia l’ipotesi dell’acquisizione da parte di Google

Continua a leggere Facebook uccide Myspace: Murdoch dimezza i dipendenti

Google svela: “Ecco il nostro tablet”. Apple è avvertita

“Big G” pronta a entrare nel mercato delle tavolette elettroniche sensibili al tatto
Il prodotto potrebbe avere tutto ciò che manca al dispositivo siglato Apple

Google svela il suo Tablet
e lancia la sfida all’iPad

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Una mano sinistra tocca lo schermo di un tablet e con il tocco di un dito apre la posta elettronica di Gmail; contemporaneamente una mano destra fa partire la navigazione in rete, fa ricerche online, salva fotografie e organizza le finestre all’interno dello schermo. Non si tratta della dimostrazione del tanto discusso iPad di Apple, ma del “concept” del nuovo prodotto che Google potrebbe presto presentare, e che si pone come valida alternativa alla “tavoletta elettronica” sensibile al tatto appena lanciata dalla casa della Mela morsicata. Si apre, dunque, un nuovo episodio della “guerra” tra Google e Apple, dopo il lancio di Android, il sistema operativo per cellulari avversario dell’iPhone.

Continua a leggere Google svela: “Ecco il nostro tablet”. Apple è avvertita

Auto-completami

Avete mai notato che, quando si fa una ricerca su Google, già mentre si digitano le prime lettere il sistema rimanda una serie di consigli e previsioni su quello che potremmo cercare? La funzione, spesso molto utile, si chiama “Autocomplete”. I grandi server di Google, per spiegare in poche parole come funziona, non fanno altro che registrare tutte le ricerche maggiormente effettuate nel mondo per proporle poi all’utente facendogli, in molti casi, risparmiare tempo. Ci sono ricerche molto popolari, come ad esempio “come ci si cancella da Facebook?” oppure “come cancellare un virus” e così via, e già scrivendo solamente “come”, nella barra di ricerca iniziano ad apparire i risultati più pertinenti. Comodo, no?

In pochi sanno, però, che attraverso la funzione “Autocomplete” è possibile fare una vera e propria analisi sociologica del Web, sia italiano che mondiale. Come? Semplicissimo. Facendo delle prove. Inserendo delle parole molto generiche come ad esempio “come”, “come si fa”, “perché” o “quando” escono fuori dei risultati molto, molto interessanti. E, in alcuni casi, “devastanti”.

Proviamo a scrivere “come”, ad esempio. Scopriremo che in 9.490.000 hanno chiesto a Google “come si fa l’amore?”, in 1.540.000 “come si bacia?”, in 3.200.000 “come far soldi?”. Mentre “solo” in 903.000 “come conquistare una ragazza?”. Come se chiedere a Google fosse meglio che chiedere al fratello maggiore o a un amico più grande!

Proviamo, ancora, a scrivere “perché”: in 23.700.000 hanno chiesto “perché a me?”, magari in un momento di sconforto. Mentre in 40.900 “perché Michael Jackson è bianco?”, in 1.820.000 “perché te lo dice mamma?” (italiani tutti mammoni?) e 1.610.000 “perché si tradisce?”. Ma non è finita: scrivendo “quando” notiamo che in 5.740.000 hanno chiesto “quando inizia uomini e donne?” (no comment, ndr), in 531.000 “quando fare il test di gravidanza?” e in 2.030.000 “quando nasce un amore?”. Per la serie: se non lo sai tu, come fa a saperlo un motore di ricerca?

Ma le domande più incredibili si ottengono, di certo, provando con termini un po’ più specifici. Con “è possibile”, infatti, in 31.600 (tutti matematici in futuro!) si chiedono se sia “possibile calcolare l’area di un pene”. Con “perché le donne”, invece, otteniamo: “perché le donne tradiscono?” (255.000), “perché le donne vanno al bagno in due?” (544.000) e “perché le donne sono stronze?” (117.000). Ma soprattutto a battere il record è “perché le donne non la danno?” (2.270.000). Con “perché gli uomini”, invece, troviamo solamente “perché gli uomini preferiscono le stronze?” (17.000) e “perché gli uomini hanno i capezzoli?” (131.000).

Abbiamo provato anche a inserire altri termini, e – senza farla troppo lunga – ne passiamo in rassegna alcuni. “Come si fa a capire” “se una tartaruga è maschio o femmina?”, si chiedono in ben 36.600. Mentre con “posso rimanere incinta” il risultato che fa più riflettere, tra gli altri, è quello delle 850.000 ragazze che hanno scritto “da un cane”.

Passiamo, invece, al capitolo delle parentele. “La mia ragazza”, si lamentano in ben 2.350.000, “non vuole fare l’amore”. Mentre “il mio ragazzo” “ha il pene piccolo” per 87.500 pulzelle e ahinoi “viene subito” per ben 1.910.000 donne! Mogli e mariti, invece, hanno superato questi problemi di giovinezza e parlano più che altro di tradimenti: “mia moglie” “con un altro” per 1.550.000 mariti, mentre “mio marito” “l’altra volta mi ha scoperto” per ben 1.620.000 mogliettine. Un po’ più di perversione, invece, con i termini “mia madre”, che per 108.000 giovincelli “ha sessant’anni e più la guardo e più mi sembra bella” e “scopa con i miei amici” per 145.000 poveri figlioletti. Parliamo delle sorelle: “mia sorella” “si spoglia” per 17.800 porcelloni e “puzza” per ben 107.000 fratelli! Anche le mamme non sono da meno: “mio figlio” “mi eccita” per ben 57.300 mammine, mentre “sarà un mostro” per 679.000 genitori disperati.

Ci saremmo immaginati di trovare decine e decine di segnalazioni sui propri datori di lavoro, e invece “solo” 2.250.000 persone hanno ammesso che il capo “ci prova”. Mentre alla domanda “mi piace” sono le donne a farla da padrone: hanno risposto “grosso” in 1.400.00 e “ingoiare” in 43.900.

Per concludere la nostra ricerca sociologica non potevamo non vedere come se la cavano gli italini con i problemi a letto. E così scopriamo che scrivendo “perché il pene” otteniamo 227.000 risultati con “perché il pene puzza?”, 896.000 con “perché il pene non entra?” e 36.400 con “perché il pene è storto?”. Mentre, incredibilmente, inserendo il termine “la vagina” non otteniamo alcun risultato. Sarà perché gli uomini italiani sono tutti super-esperti?

Per il momento abbiamo concluso la carrellata delle ricerche più incredibili e più diffuse fatte dagli italiani su internet. E voi, cari lettori, avete trovato termini interessanti? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto!

Tra wanted e funerali

Sostenere 950 volte l’esame di guida? Cambiare il proprio identikit? Cosa non succede nel mondo!

 

“CAMBIATE LA MIA FOTO SUL CARTELLO WANTED!”
Quello che è successo qualche giorno fa in Inghilterra segna davvero il nuovo corso dei tempi. La nostra vita è dominata dalla televisione, che a sua volta è dominata da modelli e veline. E allora l’aspetto fisico va a rivestire un ruolo di fondamentale importanza, anche nei casi totalmente inutili. State a sentire cos’è successo nel sud del Galles: un uomo, che cercava di fuggire dalla polizia, ha mandato una lettera anonima a un giornale con una sua foto. Perché? Perché l’identikit elettronico distribuito dagli agenti ai media lo raffigurava “troppo brutto”. L’uomo, 23 anni, accusato di rapina a mano armata in diverse abitazioni di Swansea – chissà – forse aveva intrapreso la carriera del ladro anche per diventare un “cattivo famoso”. Ingiusto, dunque, essere raffigurato brutto e malandato in prima pagina sul giornale più letto del paese. Peccato che forse il vanitoso non ha pensato che, grazie alla foto aggiornata e diffusa su tutti i mezzi di comunicazione, sarà molto più semplice riconoscerlo e acciuffarlo!

 

ANZIANA SOSTIENE 950 VOLTE L’ESAME PER LA PATENTE
Inutile citare il vecchio adagio della donna al volante, vero? Però – care lettrici – questa volta dovete ammetterlo: ci sono alcune donne davvero negate con le auto e con la guida. Dite di no? Leggete per intero questa storia, come sempre vera e inedita. Siamo nella Corea del Sud, dove una donna 68enne ha tentato ben 949 volte di passare l’esame di teoria per prendere la patente. E l’ha superato solo la 950° volta. “L’aspirante – ha spiegato un ufficiale della polizia stradale – ha iniziato a sostenere gli esami nell’aprile del 2005, ma non è mai riuscita ad ottenere il punteggio minimo per superarli”. Ma la cocciutaggine e la voglia di guidare hanno avuto la meglio, e così dopo aver speso ben cinque milioni di won (pari a 2.285 euro, spicciolo in più – spicciolo in meno) di tasse d’esame, la donna finalmente è riuscita a passare il test con il minimo dei voti dopo averci provato per ben 950 volte. Ora la donna ha già iniziato le guide pratiche e le toccherà sostenere – speriamo non 950 volte! – la prova pratica finale. Impossibile per i giornali contattarla. L’unico commento della signora Cha al Korea Times è stato questo: “Ho bisogno della patente per avviare un’azienda agricola”. E chissà che prima dei 90 anni la signora non ci riesca!

 

SE UN UOMO COMPARE AL PROPRIO FUNERALE
Chi di noi non ha mai pensato al momento del proprio funerale? Sarebbe interessante – per molti se non per tutti – sapere cosa si dirà, chi verrà, chi piangerà, e così via. Un 59enne di Santo Antonio da Platina, in Brasile, è riuscito – involontariamente, è chiaro – a scoprirlo, stupendo anche tutti i presenti. Il suo nome è Ademir Jorge Goncalves, e la notizia ha fatto questi giorni il giro del mondo. Ma iniziamo dal principio: Ademir aveva deciso, in una sera di pioggia, di trascorrere alcune ore con degli amici in pub. Dopo essere uscito visibilmente ubriaco dal locale, ha però rifiutato per diverse volte l’aiuto degli amici per tornare a casa, e così è entrato nella sua macchina sportiva e, sotto un temporale, si è diretto verso la propria abitazione. Nel tornare, però, ha deciso di fare visita a una sua vecchia fiamma, ha staccato il cellulare ed è rimasto con lei per due giorni, facendo perdere le proprie tracce. Nel frattempo, la polizia era stata allertata che per la forte pioggia un’auto sportiva con un uomo a bordo aveva sfondato un guardrail ed era precipitata in una scarpata. L’uomo a bordo, morto sul colpo, è stato ritrovato completamente sfigurato. Ma subito tutti i familiari di Ademir – che come invece noi sappiamo, si era rifugiato da una vecchia fiamma – hanno pensato a lui: l’uomo deceduto aveva lo stesso tipo di auto e vestiva in modo simile. Per questo, senza nemmeno fare il riconoscimento del cadavere (incredibile!) è stata decretata la morte dell’uomo. La salma è stata ricomposta alla buona e si sono indetti i funerali. Intanto il nostro beniamino, tornato in città, non riusciva a trovare né i suoi familiari né i suoi amici né i suoi colleghi. Camminando vicino casa ha notato il “suo” manifesto funebre e così si è precipitato al funerale, interrompendo la cerimonia e – ovviamente – creando scompiglio e scene di panico tra molti dei convenuti. La polizia locale ha chiesto più volte scusa alla “vera” famiglia della vittima: “Siamo stati convinti dai parenti e dagli amici del signor Goncalves che si trattava proprio di lui – ha spiegato il portavoce – e per questo abbiamo tralasciato sia il riconoscimento del corpo sia una prova del Dna. Per questo chiediamo scusa alla vera famiglia della vittima”.

 

VA IN GALERA PER UN “POKE” SU FACEBOOK
Si contano sulle dita di una mano i nostri amici che ancora non utilizzano Facebook. Quindi so di parlare a una platea molto informata dell’argomento. Tutti sapete cos’è un “poke”, vero? Letteralmente in inglese significa “stuzzicare”, “dare una spintarella”. Un poke su Facebook è quel comando che si utilizza per salutare un amico, sollecitarlo a scriverti o semplicemente richiamare la sua attenzione. Si tratta, quindi, di un tentativo di contattare un’altra persona. Il che può mettere nei guai chi, come Shannon D. Jackson di Hendersonville nel Tennessee, è obbligato dal giudice a non contattare un’altra persona. Shannon, incredibile ma vero, è stato arrestato e portato nella prigione della contea di Sumner con una multa di 1.500 dollari (pari a circa mille euro) per aver violato la sentenza che lo obbligava a non contattare “in nessun modo” il suo ex-fidanzato, con cui aveva avuto un passato burrascoso. Shannon, in attesa della sentenza definitiva, rischia addirittura 29 giorni di prigione e l’aumento della multa fino a 2.500 dollari. “La signora Jackson – si legge nella sentenza – è accusata di aver utilizzato la funzione ‘poke’ di Facebook per contattare il suo ex-fidanzato violando i termini di una sentenza del tribunale”. Prova del misfatto, una pagina di Facebook stampata e messa agli atti in cui risulta il “poke”.

 

CERCHI DA ANNI UNA PERSONA? PROVA CON GOOGLE
Google, a volte, riesce a fare miracoli. Non solo riesce a darci consigli estremamente utili su argomenti e attività quotidiane (tra i termini più ricercati in novembre, non stiamo scherzando, figura: “Può una cagnetta rimanere incinta di un uomo?”) ma riesce anche a riunire delle famiglie. Com’è successo a Scott, della California del Sud, e April, del Kansas. I due sono rispettivamente padre e figlia, ma non sono mai riusciti ad incontrarsi per volere della madre della ragazza. Il padre, che in un primo momento non aveva riconosciuto la figlia e aveva ripudiato la neo-mamma, dopo qualche anno di “sbandamento” aveva voluto reincontrare la figlia. Ma purtroppo la madre e la figlia sembravano svanite nel nulla. E così ha creato un sito chiamato “Scott Becker looking for April”: “Ho cercato mia figlia per svariati anni – ha spiegato – ma purtroppo non sono mai riuscito a trovarla, nonostante avessi messo sulle sue tracce anche degli investigatori privati”. Per la serie: oltre 40mila dollari spesi, ma nessuna traccia della ragazza. “Così – prosegue – mi è venuta un’idea: creo un sito internet con il nome di mia figlia, in modo che se un giorno mia figlia volesse scrivere su Google il suo nome, tra i primi risultati uscirebbe il sito internet”. E così – dopo dieci anni – è stato: i due prima hanno iniziato a comunicare via e-mail, dopodiché sono passati al telefono e poi, finalmente, hanno deciso di incontrarsi in un bar, tra l’incredulità dei parenti e la commozione generale.