Dillo con un’immagine (di Flickr)

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Lo volete dire con un’immagine, e per giunta di Flickr? Allora dovete provare Phrasr. Si tratta di un servizio Web che permette di trasformare una frase in diverse immagini prese proprio da Flickr.

Il servizio, in pratica, non fa altro che associare ogni parola a un’immagine che ha nel titolo o nel tag quella parola e a metterle insieme. In fase di creazione, se non siamo soddisfatti delle immagini che rappresentano le nostre parole, possiamo ovviamente cambiarle (ci vengono proposte diverse scelte); se, invece, siamo soddisfatti, possiamo salvare il nostro lavoro e visualizzarlo (o inviarlo) in una grafica molto accattivante.

Non si tratterà del servizio più utile del Web 2.0, ma sicuramente vale la pena “giocarci” cinque minuti. Qui una serie di esempi di Phrasr.

Sfondi del desktop con lettore Rss incorporato

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Se adorate tenere sempre i vostri Feed Rss sott’occhio, allora c’è un’utility (per Windows) che fa per voi.

Si chiama “Chaos Wallpaper” ed è un’applicazione gratuita che inserisce i Feed Rss specificati dall’utente all’interno dello sfondo del desktop. Non solo, con Chaos Wallpaper è possibile anche cambiare lo sfondo del desktop dopo un certo numero di minuti.

Il programma non ha bisogno d’installazione ma va semplicemente eseguito (si può quindi metterlo direttamente nella cartella “Esecuzione automatica” del menu Avvio); tutte le funzioni sono poi gestibili attraverso l’icocina nella taskbar.

Molto utile a mio avviso la funzione che permette di creare da zero (o modificare) il Css della parte che visualizza i Feed.

Le emozioni delle tue foto con Gladorsad

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Il servizio Web che vi segnalo oggi è davvero molto particolare. Si chiama Gladorsad.com (che suona un po’, dall’inglese, come “allegro o triste”) e analizza semplicemente le fotografie che gli “diamo in pasto”, dandoci tutta una serie di statistiche sulle emozioni che, secondo il sistema, la persona sta provando (felicità, sorpresa, disgusto, paura, tristezza, ecc…).

Il servizio, gratuito, è nato in collaborazione con l’università di Amsterdam. Funziona così: noi “uploadiamo” la nostra foto, che va a finire in una galleria. Gli utenti, poi, votano le foto migliori della galleria, e quelle che risultano vincitrici vengono analizzate dal sistema.

È possibile anche giocare con le foto, dando noi dei giudizi: e così ci verranno fatte vedere delle immagini e ci verrà chiesto, ad esempio: “Questa persona ti sembra triste?” e noi dovremo rispondere di sì o di no, in modo che il computer imparerà ancora meglio a riconoscere le foto.

Unica pecca: il sito è olandese e la parte in inglese non è eccessivamente accurata, soprattutto nelle spiegazioni (praticamente assenti) del funzionamento del servizio.

Ah, secondo Gladorsad.com la Monna Lisa era contenta all’83 per cento…

“Geotaggare” le foto: quali i servizi migliori?

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Siete amanti delle foto “geotaggate”, cioè quelle che hanno al loro interno il dato sul luogo, ora e data dove sono state scattate? Se siete fotografi o vi piace tenere in ordine la vostra collezione fotografica, allora eccovi qualche consiglio sui servizi Web che valorizzano al meglio questa funzione.

Il più completo è probabilmente Flickr Maps, che ha un’ottima gestione dei luoghi e delle date e che permette anche di visualizzare le proprie foto su una vera mappa. Flickr, inoltre, dà anche la possibilità di settare il livello di privacy dei geotag (ad esempio, se facciamo foto alla nostra casa e non vogliamo che tutto il mondo sappia dove abitiamo).

Picasa di Google è un po’ meno sofisticato ma ha una marcia in più di Flickr perché permette di utilizzare le mappe di Google e di vedere una piccola anteprima della foto proprio localizzata all’interno della mappa.

Ci sono però anche servizi meno conosciuti. Come Panoramio, sempre di proprietà di Google, che è più incentrato sul turismo virtuale e permette di vedere le foto anche attraverso un apposito livello in Google Earth.

Un altro servizio Web molto valido ma meno famoso è Loc.alaize.us, un sito per divertirsi a geotaggare le foto, che utilizza le potenzialità di Flickr e le mappe di Google.

Poi, ancora, c’è il tedesco Locr, che vi consigliamo per gli slideshow: mostra sulla sinistra dello schermo l’immagine, e sulla destra la mappa dove è stata scattata con delle belle transizioni.

Se poi siete dei maniaci del geotagging e insieme alla macchina fotografica vi portate sempre appresso un Gps, allora c’è Everytrail, che permette di “uploadare” anche i tracciati Gps, salvarli e “editarli” inserendo etichette e punti d’interesse.

Tra i migliori, infine, vi segnalo anche Smugmug che, però, è a pagamento.

Che ne pensate? Conoscevate altri siti e volete proporli?

Cercare scritte all’interno di immagini? Tra poco, con Google, si potrà. Ed è polemica

→ D@di per Geekissimo.com

Google non molto tempo fa (ma la notizia è stata data da pochissimo) ha registrato con un brevetto un sofisticato sistema per cercare testo all’interno di immagini. Il sistema, che sarà usato prevalentemente all’interno di Google Ricerca Immagini, darà la possibilità non solo di effettuare una ricerca nel nome del file, ma anche all’interno delle eventuali scritte (proprio come nella foto qui sopra) presenti in un’immagine.

Così, per fare qualche esempio, sarà più semplice trovare nomi di negozi, le scritte sui muri, i nomi di palazzi, le insegne e così via. Ovviamente, la tecnologia non sarà utilizzata solo per la ricerca immagini, ma potrebbe venire utilizzata all’interno del tanto criticato Google Street View, la funzione di Google Maps (che ancora non è arrivata in Italia) con la quale è possibile vedere fotografie scattate al livello stradale delle vie delle principali città. Ma è subito polemica su un’ennesima invasione della privacy.

Il sistema, spiegano da Big G, potrebbe essere usato per cercare un’attività commerciale inserendo nel campo di ricerca il nome che appare sull’insegna, gli orari di paertura o altre parole chiave. “E poi – spiegano, facendo un esempio – se un utente effettua una ricerca per ‘McDonald’s’ in una particolare città o vicino a un particolare indirizzo, il sistema risponderà con la mappa del luogo ma anche con un’immagine del ristorante”. Ma non è finita qua, perché ovviamente attraverso il sistema Google e le attività commerciali potranno fare parecchi soldini.

Innanzitutto perché il motore di ricerca sfrutterà il riconoscimento del testo all’interno delle foto per fornire pubblicità mirate. E poi perché potrà proporre ai negozi un servizio – ipotizziamo – davvero “fantascientifico”. Prendiamo ad esempio una ferramenta: viene indicizzata nelle mappe di Google, gli viene fatta una foto dall’esterno, ma in più – magari dopo aver stipulato un contratto – vengono fotografati i nomi dei prodotti che vende, in modo che un utente potrà cercare solo i negozi che, per fare un esempio, vendono quella marca di vernice… facendo quindi una ricerca dalla propria scrivania senza nemmeno fare una telefonata.

Di certo è un servizio molto utile, e di certo Google potrà guadagnarci un mucchio di soldi. Ma siamo punto e da capo: si allargano le possibilità di ricerca, StreetView diventa sempre più integrata con i risultati, e la privacy dei cittadini dove va a finire? Cosa succederebbe, ad esempio, se nei tavolini all’esterno del famoso McDonald’s di cui parlavamo prima la vostra fidanzata/il vostro fidanzato stesse baciando l’amante?

Perché un papà non dovrebbe mai comprare magliette per il proprio figlioletto

Tra i siti più visitati di oggi, su Piclicious c’è una bella carrellata di magliette più o meno simpatiche che i papà hanno comprato per i propri figli.

Ecco le più divertenti:


Il mio pipino è più lungo del tuo


Tutto ciò che voleva papà era un… rapporto orale (cattiva questa!)


Il piccolo schizzetto di papà


Papà beve perché io piango


Ti do un calcio in quel baby-culetto!

PicMarkr, e inserisci un watermark facilmente nelle immagini su Flickr

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Per gli appassionati di fotografia Flickr è sicuramente un ottimo posto per archiviare e condividere i propri scatti. A volte, però, l’indicazione del copyright o le specifiche Creative Commons non bastano, e capita spesso che qualcuno rubi i nostri lavori senza attribuirci il giusto merito.

Con questa premessa nasce PicMarkr, una Web-app gratuita che inserisce in filigrana nella foto il nostro copyright. È possibile scegliere qualsiasi immagine già presente su Flickr oppure immagini che abbiamo sul computer; una volta applicato il “watermark”, l’utente potrà decidere se mandare su Flickr la nuova versione della foto, oppure se scaricarla sul computer.

Ovviamente l’applicazione Web va autorizzata dall’interno di Flickr (il tutto, in ogni caso, è molto semplice): una volta ottenuta l’autorizzazione potremo sfogliare le nostre collezioni di immagini già presenti online e scegliere tra diversi tipi di marchio (grafico o testuale) da inserirvi.

Migliorare le immagini in modo… casuale

D@di per Downloadblog.it

Il Natale si avvicina sempre più velocemente, e probabilmente durante i vari cenoni scatterete centinaia di foto, magari con una bella macchinetta digitale nuova di zecca arrivata da Babbo Natale. Ma se le foto vengono scure, sovraesposte, mosse o in generale bruttine e non siete dei maghi di Photoshop&similari… potete sempre affidarvi al caso.

Un po’ come la funzione “mi sento fortunato” di Google, ImproveYourImages.com proverà a migliorare automaticamente le vostre foto. La web-app, gratuita, permette di fare un upload di foto dal nostro hard-disk, o addirittura di aprire fotografie già presenti sul Web (basta fornirgli la Url).

Automaticamente, proverà ad applicare tutta una serie di correzioni in maniera assolutamente incontrollabile (nel senso che decide tutto lui). Se, poi, il risultato vi piace potrete scaricare la nuova foto sul vostro computer.

Io ho fatto prove con quattro immagini, ed effettivamente tre su quattro sono migliorate. Fatemi sapere cosa ne pensate!

Immagini "extra-large" per Google

Piccola novità per Google Image Search: da pochi giorni, come potete vedere anche nella foto, è possibile ricercare immagini “extra-large”.

Per “extra-large” s’intendono immagini con alcune migliaia di pixel. Fino a poco fa, infatti, era possibile cercare solo immagini “piccole”, “medie” e “grandi”.

Sicuramente un’opzione interessante per chi cerca foto da pubblicare o da stampare.

Microsoft Media Photo: addio all'amato Jpeg?

Bill Gates punta a un rivoluzione nella fotografia digitale
Il “WMPhoto” comprimerà più del doppio dei sistemi attuali

Microsoft lancia “Media Photo”
Diremo addio all’amato Jpeg?

L’innovativo formato sarà integrato nel nuovo Windows Vista

di DANIELE SEMERARO

ROMA – In un periodo in cui si cerca di rendere compatibili tutti i formati dei file e i sistemi operativi, Microsoft spariglia e prova ad introdurre un’altra barriera. Questa volta nel campo della compressione fotografica, settore dove adesso regna incontrastato il formato “Jpeg”. Secondo alcune anticipazioni, a partire dal lancio del prossimo sistema operativo, Windows Vista, Microsoft inserirà sul mercato il formato Windows Media Photo (WMPhoto), che andrebbe a migliorare tutti i limiti degli attuali formati di compressione. Così, verrebbero resi meglio i colori (sia per la visualizzazione sullo schermo che per la stampa) e ci sarebbe una minore perdita di qualità nella compressione da un formato grande a WMPhoto. I software, inoltre, interpreterebbero e convertirebbero questi file con una maggiore semplicità e impegnando minimamente la memoria ram. Unico limite è che il nuovo formato non è in grado di lavorare con immagini di peso superiore ai 4 Gb. Ma questa limitazione non darà problemi né all’utente domestico né a quello professionale.

Il formato in arrivo è stato interamente sviluppato dai laboratori Microsoft. Per adesso non sono state fornite altre specifiche né sono stati pubblicati esempi di compressione. È stato solamente reso noto che verrà reso compatibile anche con le attuali versioni di Windows Xp. Windows Media Photo, così, diventerà parte integrante della famiglia Windows Media Audio e Windows Media Video (i formati di compressione già esistenti).

Secondo le indiscrezioni, che come sempre in questi casi viaggiano su internet, il WMPhoto potrebbe arrivare a comprimere una fotografia fino a 24 volte (il formato Jpeg, attualmente lo standard in questo campo, comprime tra le 6 e le 12 volte). Se questi dati fossero confermati, si dimezzerebbe lo spazio necessario per archiviare le fotografie, permettendo ai sistemi di memorizzazione (come le fotocamere digitali) una maggior durata delle batterie e una maggiore velocità di trasferimento delle immagini.

Attualmente i formati di compressione più diffusi sono il Gif (che si utilizza, però, soprattutto per la grafica computerizzata) e il Jpeg. Quest’ultimo, in particolare, è diventato lo standard per lo scambio di fotografie, ed è supportato praticamente da tutti i software e da tutti i sistemi operativi. Così, il successo del WMPhoto sarà determinato proprio dagli scenari futuri: stampanti, macchine fotografiche, programmi di impaginazione, di grafica e browser internet accetteranno la sfida e implementeranno la nuova tecnologia? Oppure si affideranno ancora sul formato Jpeg?

(25 maggio 2006)

(Nella foto: Un’immagine Jpeg, da sinistra verso destra, sempre più compressa)