Se il Tg1 scende sotto quota 4 milioni…

(Fotografia scattata ieri, 20 luglio, intorno alla mezzanotte in un chioschetto di grattachecca sul Lungotevere a Roma)

..vorrà dire che qualcosa non va, vero caro direttore Minzolini? Stiamo parlando di 4 milioni di telespettatori naturalmente. Sarà per caso colpa – oltre che del modo in cui vengono confezionate le notizie di politica, su cui sarebbe necessario un saggio a parte – della sovrabbondanza di questo genere di servizi “leggeri”? E quindi del conseguente graduale abbandono delle notizie serie?

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Il senso del silenzio

Due opinioni sullo sciopero di domani firmate Ezio Mauro e Fiorenza Sarzanini:

“Domani non usciranno i quotidiani, taceranno i notiziari televisivi e radiofonici per lo sciopero nazionale dei giornalisti contro la “legge bavaglio”. Può sembrare una contraddizione davanti ad una legge che limita la libertà d’informazione, firmata da un Premier che invita i lettori a scioperare contro i quotidiani. In realtà è un gesto di responsabilità dei giornalisti italiani per denunciare il governo e richiamare l’attenzione di tutti i cittadini sulla gravità di una norma che colpisce insieme la tutela della legalità, il contrasto al crimine e la libera e trasparente circolazione delle notizie.

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Perché oggi parteciperò alla manifestazione sulla libertà d’informazione

  • Perché nel nostro Paese c’è bisogno non di libertà d’informazione, ma di una maggiore qualità dell’informazione;
  • Perché non è più accettabile che – come minimo – cinque delle sette maggiori reti televisive nazionali siano controllate direttamente o indirettamente dal presidente del Consiglio e dal Governo;
  • Perché il principale telegiornale italiano, pagato da tutti gli italiani, non può continuare a nascondere notizie di fondamentale importanza per l’opinione pubblica;
  • Perché non è possibile che in uno dei Paesi che, nel passato, è stato simbolo di cultura e pensiero illuminato in tutto il mondo, la maggior parte delle persone si faccia un’opinione solo guardando quegli stessi telegiornali pilotati;
  • Perché sui disastri (molti dei quali annunciati) che accadono in Italia il Governo non può farsi bello, sempre grazie all’utilizzo spregiudicato delle televisioni, con la ricostruzione e l’aiuto alla popolazione, quando centinaia di morti possono essere evitate utilizzando le risorse economiche per la prevenzione e la messa in sicurezza delle abitazioni e del nostro territorio, sempre più martoriato dall’abusivismo;
  • Perché il giornalismo dev’essere, come accade in tutti gli altri paesi industrializzati, il cane da guardia del potere: deve poterlo ammonire, massacrare, fare a pezzettini, e non – al contrario, come accade da noi – essere il cane ammaestrato, corrotto, indifeso e assoggettato;
  • Perché certi giornalisti assoggettati e corrotti non meritano di portare con sé il tesserino che in tanti abbiamo sudato e con con il quale ogni giorno teniamo fede alla nostra promessa di raccontare in modo imparziale il mondo che ci circonda;
  • Perché nel nostro Paese X-Factor e Grandi Fratelli vari stanno rendendo imbecille la classe più giovane della popolazione, sempre più disinteressata al bene comune e alla cosa pubblica, e sempre più interessata solamente al proprio orticello;
  • Perché dobbiamo vergognarci, come italiani, a ogni uscita pubblica del nostro presidente del Consiglio;
  • Perché a un governo scandaloso che premia i malfattori e i ladri non c’è da nessuna parte alcuna forza credibile di opposizione, capace di prendere in mano la situazione e riformare la classe politica attuale;
  • Perché sto vivendo in prima persona, insieme a tanti altri ragazzi della mia età, una crisi economica e una carenza di occupazione in un mondo del lavoro in cui la bravura e il merito sembrano non contare affatto;
  • Perché con tutto quello che sta succedendo da qualche anno a questa parte è sempre meno difficile dirsi orgogliosi di essere italiani.

Il nuovo sito dell’Ansa

Tra i grandi siti internet d’informazione in Italia forse quello dell’Ansa è l’unico a non essere stato, almeno fino ad oggi, aggiornato da diverso tempo e adeguato al Web 2.0. È nato finalmente il nuovo sito della principale agenzia di stampa italiana. Da subito si nota una grafica migliorata e un’enorme quantità di notizie (anche se, ammettiamolo, all’inizio l’utente si trova un pochino spaesato).

Una grafica nuova ed originale – scrive l’Ansa – con titoli e notizie più in evidenza, nuove rubriche, molti canali, ossia vere e proprie mini-home page di settore, multimedialità sviluppata: queste alcune delle novità del nuovo ANSA.it, il sito internet della prima agenzia di stampa italiana, completamente rinnovato

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Si rinnova la sezione “news” di Libero.it

→ D@di per Downloadblog.it

Dopo aver parlato approfonditamente, ieri e l’altroieri, dei grossi problemi della Webmail di Libero.it, oggi parliamo invece di una nuova iniziativa del primo portale italiano, che ha deciso di dare una svolta alla sua area news grazie a un accordo tra Wind e Ansa per la diffusione di contenuti multimediali.

Grazie alla partnership con la prima agenzia d’informazione italiana, dunque, la sezione delle notizie viene completamente ridisegnata, a partire da una nuova veste grafica fino ad arrivare alla realizzazione di centinaia di notizie e approfondimenti, ogni giorno, su politica, economia, cronaca e sport.

La sezione “Mediacenter”, inoltre, ospiterà 16 edizioni quotidiane dei tg video “AnsaLive” e gli approfondimenti video “Primo Piano” sulle notizie più significative della giornata. Libero News – tengono a precisare i capi-progetto, “si avvale anche del lavoro della redazione interna di Libero.it, con l’obiettivo di realizzare una forte interazione con i lettori, secondo le logiche consolidate del Web 2.0″.

La Ap cambia le regole per l’utilizzo nei blog delle proprie notizie. E impazza la polemica

È polemica nella blogosfera, soprattutto quella americana, per la decisione dell’Associated Press (Ap), una delle più importanti agenzie di stampa del mondo, di stilare delle linee guida per l’utilizzo dei suoi articoli all’interno di siti e blog. La decisione, unica nel suo genere, vuole stabilire per la prima volta e in maniera chiara quanta parte di articoli è possibile riprodurre liberamente e gratuitamente senza andare a infrangere i copyright.

La Ap, un po’ come l’Ansa in Italia, è una cooperativa di circa 1.500 aziende editoriali di tutto il mondo (tra queste c’è anche il New York Times, solo per fare un esempio) e fornisce ai propri abbonati (l’abbonamento costa migliaia di dollari l’anno) notizie in tempo reale su quello che accade in tutto il mondo. Perché giornalisti e aziende editoriali devono pagare così tanto, e i blogger invece possono pubblicare liberamente tutto ciò che vogliono? Questo, un po’, il ragionamento dei vertici dell’agenzia.

“Tagliare e incollare lunghe porzioni di testo scritte dai nostri giornalisti non è quello che vogliamo vedere – spiega un responsabile dell’Ap – e a chi ci dice che questa è lo spirito di internet, noi rispondiamo che lo spirito di internet in realtà è linkare ai contenuti originali, in modo che le persone possano leggere i contenuti laddove sono stati scritti”.

Insomma, in attesa che l’Ap decida esattamente quali saranno le linee guida per citare i suoi articoli, sono moltissimi i blogger (famosi e no) che stanno protestando per la decisione. Come TechCrunch, ad esempio, dove è stato deciso che se la situazione rimarrà tale non saranno postate più notizie che provengono dalla Ap.

“Eccola la nostra nuova politica sulle notizie della Ap – si legge in un post molto polemico che ha fatto il giro del mondo – per noi non esistono. Non le vediamo, non le citiamo, non le linkiamo. Sono escluse dal nostro sito fino a quando non abbandoneranno questa strategia, e incoraggiamo anche gli altri a fare lo stesso finché questi tentativi ridicoli di evitare la diffusione d’informazioni in rete non cesseranno.

Che ne pensate? Libertà d’informazione più totale o rispetto per le regole del copyright?

Larousse apre a internet la propria enciclopedia “contributiva”. Ma i contributi degli utenti saranno ben distinti da quelli degli “esperti”

→ D@di per Geekissimo.com

Larousse, la famosa enciclopedia francese, approda online con il sito Larousse.fr. E si tratterà, secondo l’editore, della “prima enciclopedia contributiva”, dove i contributi del popolo del Web si affiancheranno a quelli degli “esperti” della famosa casa editrice francese. Anche se non si tratta, hanno tenuto bene a precisare i responsabili del sito, di un’enciclopedia come Wikipedia, ma di un ibrido: da una parte ci saranno i testi “ufficiali”, da un’altra, ben distinti, quelli inseriti dagli utenti.

L’enciclopedia, in francese, è gratuita e porta con sé una dote di circa 150mila voci, con 10mila tra foto, disegni e animazioni. Altra differenza rispetto a Wikipedia: chi vorrà contribuire all’enciclopedia dovrà essere identificato con il proprio nome e cognome, e rimarrà proprietario degli articoli che scrive. Inoltre, solo l’autore potrà modificare ciò che ha scritto. “La gente è sempre più abituata a questa situazione – ha spiegato Line Karoubi, vicedirettore del dipartimento dizionari ed enciclopedie di Larousse – e cioè a fare la differenza fra un articolo di riferimento e un punto di vista”.

Una mossa, dunque, in linea con le decisioni sempre prese da Larousse, del gruppo Hachette, che conta molto sulla sua immagine, sull’affidabilità e sui contributi di qualità. Per evitare “eventuali problemi”, i responsabili del sito hanno messo in blacklist circa duemila parole che apartengono a temi ritenuti sensibili: se queste parole saranno utilizzate in un articolo, interverrà un’equipe di moderatori a controllare i testi degli utenti.

Larousse, dunque, con un modo tutto suo va all’attacco di Wikipedia, fino ad ora abbastanza incontrastata nel settore delle enciclopedie online. Staremo a vedere come andrà a finire. C’è da dire che questa divisione tra contributi dell’enciclopedia e contributi dell’utente apparentemente sembra interessante e abbastanza innovativa, anche se – a mio giudizio – i contributi degli utenti vengono messi un po’ in secondo piano rispetto a quelli “ufficiali”; inoltre, per come siamo stati abituati fino ad ora, la scelta di non permettere la modifica degli articoli se non agli stessi creatori appare quanto meno anacronistica. Che ne pensate?

Da Padova arriva YouReporter, lo YouTube giornalistico

→ D@di per Downloadblog.it

“Sei stato protagonista in prima persona di un fatto di cronaca? Hai scattato una foto o girato un video? Non aspettare: collegati subito a YouReporter.it, il nuovo primo sito italiano di condivisione video e foto di stampo informativo”. Recita così il video introduttivo di YouReporter.it, che si propone di diventare un punto di riferimento per il citizen journalism, cioè il giornalismo fatto dai cittadini, in Italia.

Sviluppato da un gruppo di ragazzi tra Padova e Milano, il sito, spiegano, “vuole semplicemente integrare i media. Questo grazie ai contributi dei cittadini nel caso siano testimoni di eventi di cronaca, oppure abbiano qualcosa da raccontare”.

La novità è che il sito si rivolge direttamente anche agli operatori dell’informazione, dando loro la possibilità di scaricare gratuitamente il materiale caricato dagli utenti su YouReporter, utilizzando così una nuova fonte per il loro lavoro.

Uno “YouTube giornalistico” insomma, se così possiamo dire, diviso per regione e all’interno del quale è possibile caricare foto e video. Tra l’altro, immagini e video presenti sul sito sono già stati utilizzati, nelle ultime settimane, anche dalle versioni online di Repubblica e Corriere, solo per fare due esempi.

Facendo un giro all’interno del sito è possibile trovare immagini di diversa natura, dell’implosione del padiglione della Fiera a Milano a un reportage da Napoli sul problema della spazzatura a incidenti stradali e altri fatti di cronaca.

Dunque un interessante progetto italiano da valorizzare e che merita una buona visibilità. Unico problema, a nostro giudizio: manca purtroppo la possibilità di ottenere un codice html di tipo “embed” per ospitare i video all’interno di un proprio sito o blog. Ma immaginiamo sarà questione di poco!

I blogger incontrano Al Gore (speciale Downloadblog.it)

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Come preannunciato ieri pomeriggio al teatro Ambra Jovinelli a Roma abbiamo partecipato all’incontro del premio Nobel Al Gore con i blogger italiani in occasione della presentazione di Current Tv Italia. È stato un pomeriggio molto interessante in cui si è discusso, tra le altre cose, di libertà d’informazione e nuovi media, di giornalismo ed economia, e che forse non ha lasciato tutti – noi per primi – al cento per cento soddisfatti delle risposte e dei temi trattati. All’incontro, moderato dal direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, oltre ad Al Gore hanno partecipato il direttore dei programmi di Current Tv Italia Tommaso Tessarolo, il blogger e conduttore di “Reporter Diffuso” Marco Montemagno e il Ceo di Current Mark Goldman.

Al Gore, contento per una platea molto entusiasta, ha incentrato il suo discorso tutto sull’esigenza di una televisione e di un’informazione più libera e democratica, che risenta dell’energia del Www e degli individui che popolano Web&blog. Per Gore, da quando internet è diventato un mezzo di comunicazione di facile accesso per molti, è come se l’individuo si fosse ripreso il potere di informarsi, di esprimersi e di informare: “Quando il potere è nelle mani di pochi – spiega il premio Nobel – la democrazia ne soffre”. Così, la missione di questa nuova televisione diventa proprio quella di democratizzare la Tv: “Siamo l’unico network indipendente negli Stati Uniti – Al Gore l’ha ripetuto diverse volte durante l’incontro – e uno dei pochi nel mondo senza un padrone. Non ci faremo mai influenzare dai poteri economici o politici”.

Un bel discorso, almeno in teoria. Staremo a vedere quanto Current riuscirà ad essere indipendente, considerato anche che in Italia si è legata a Sky, che ricordiamo è di proprietà di Rupert Murdoch; non abbiamo niente da dire contro Sky, ma – iniziano a chiedersi molti spettatori durante la presentazione – cosa succederebbe se s’iniziassero a intaccare i poteri forti della politica e della Chiesa? A questa domanda Al Gore risponderà più tardi. Intanto, spiega Gore, ci sono cose più importanti del successo economico: il libero accesso alle informazioni è uno dei presupposti cardine della democrazia, e la democrazia è minacciata in molti paesi. Il primo risultato che si ottiene dal fatto che l’informazione sia gestita da pochi centri di potere è che sappiamo tutto su Paris Hilton o Britney Spears, ma la gente non sa che il Polo Nord si sta squagliando a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale”.

Per Al Gore, dunque, un’informazione libera è la base di una società democratica: basti pensare – spiega – che a causa di un’informazione distorta in molti e per molto tempo negli Stati Uniti hanno pensato che il mandante degli attentati dell’11 settembre fosse Saddam Hussein. “L’informazione oggi – prosegue l’ex-vicepresidente degli Stati Uniti – soffre di un deficit di libertà, i media elettronici di massa sono controllati da governi e corporation, mentre internet ha invece introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni.

Current vuole collegare internet e la tv in modo semplice e accessibile, dando voce alla gente, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo. In molti paesi, Usa inclusi, la concentrazione della proprietà dei media ha portato alla conseguenza che molte voci sono state escluse”. Continuano le domande da parte dei blogger. Un ragazzo affronta il problema dei media tradizionali e dell’ancora scarsa credibilità e penetrazione nella popolazione che hanno i blog e i video online. Come può Current, allora, sovvertire i media tradizionali? “Più la gente è connessa, più la gente ci guarda, più si alzerà automaticamente la qualità dei video su internet. Solo così – racconta Al Gore – riusciremo a far capire alle persone che si può fare dell’ottima informazione anche in rete”.

La domanda più interessante arriva come un fulmine in un momento un po’ di fiacca: l’Italia si trova al sessantaquattresimo posto tra i paesi del mondo per la libertà d’informazione; se venisse pubblicato un video scomodo, ad esempio sul Vaticano, come si comporterebbe Current? E Al Gore: “Lo mostriamo comunque. Noi rispondiamo solo a voi”. Permettetemi su questo punto di essere un po’ scettico: ricordate, solo per fare un esempio, quanto scalpore fece la messa in onda del documentario della Bbc sui preti pedofili qualche tempo fa?

Si arriva poi al problema della proprietà di Current. Non ci sono, assicura Gore, investitori italiani, ma per una legge americana non è possibile dire esattamente chi sono gli investitori: “Diciamo che all’inizio – racconta – ci sono stati dei grossi prestiti, già tutti ripagati, e che nessuno ha mai imposto alcuna regola alla Tv, lasciandoci una libertà completa”. E allora, si chiedono in tanti, come conciliare questa libertà completa col fatto che Current Tv si affidi a Sky, che è proprietà di News Corp. del magnate australiano dei media Rupert Murdoch? “Sky si vuole aprire a ciò che Current rappresenta. È una televisione libera: quando ci siamo seduti al tavolo per iniziare le contrattazioni non abbiamo mai avuto alcuna pressione su nessun argomento. Anche qui in Italia ci sentiamo liberi”. Eppure, aggiungiamo noi, Murdoch è anche proprietario della Fox, che negli Stati Uniti parteggia – anche poco velatamente – per i repubblicani di Bush, mentre Al Gore è nei democratici. Mah.

L’unica domanda intelligente, tra quelle non programmate, è l’ultima: se un blogger/film-maker che invia un video a Current.tv dovesse avere problemi legali, cosa farebbe il sito per aiutarlo? Gore spiega che lo staff è addestrato per essere molto attento a tutto quello che passa in video, che non violi regole né comportamentali né di copyright. E tra l’altro che problemi legali non ce ne sono mai stati. Ma se dovessero esserci, assicura Gore, “il nostro ufficio legale si darebbe da fare per risolverli”.

L’incontro è stato davvero molto interessante, anche se purtroppo l’ex-vicepresidente ha cercato di glissare su un paio di domande, dando risposte un po’ generiche. Molti di voi probabilmente hanno assistito alla conferenza, sul Web come in televisione o di persona. Molti di voi, invece, ne avranno sentito parlare attraverso questo o altri blog. C’è davvero moltissima “carne al fuoco”, e mi piacerebbe sentire la vostra opinione e i vostri commenti in merito.

Parte oggi in Italia Current.tv

→ D@di per Downloadblog.it

Ha fatto parlare molto di sé, sia nel mondo che in Italia. E oggi sbarca finalmente anche nel nostro Paese (dopo Stati Uniti e Inghilterra). Stiamo parlando di Current.tv, il canale televisivo online e satellitare (di cui si sono più volte occupati anche i cugini di Tvblog.it) fondato dal premio Nobel per la pace 2007 Al Gore insieme a Joel Hyatt e che in Italia sarà guidato da Tomaso Tessarolo.

Fulcro della nuova Tv, che sarà ospitata sul canale 130 della piattaforma Sky, sono i VC2, cioè i contenuti creati dagli utenti. Ma a differenza di quanto accade su YouTube, questi materiali sono selezionati e vengono portati in televisione, entrando pienamente a far parte del palinsesto del canale.

La televisione di Al Gore, inoltre, trasmette anche brevi programmi (chiamati Pod) dedicati ad argomenti di attualità. Parte più importante del progetto è sicuramente il sito, che svolgerà un po’ il ruolo di social network e aggregatore di video, ma con una novità: i filmati più interessanti saranno, per gli utenti, fonte di guadagno (con assegni da 200 a 800 euro).

La sede centrale di Current.tv è a San Francisco, dove lavora una redazione di 25 persone; e il canale è stato lanciato nell’agosto del 2005. La sede italiana è invece a Milano.

In occasione del lancio del programma Sky ha organizzato, questo pomeriggio a Roma, un incontro tra i blogger e Al Gore, che risponderà a numerose domande, dal citizen journalism ai cambiamenti climatici, dalla situazione dei media in Italia alle elezioni negli Stati Uniti.

L’incontro sarà trasmesso in diretta su Sky. Downloadblog.it ovviamente parteciperà all’evento e vi racconterà di quello che si è detto. Stay tuned.

Stasera a Tetris Fausto Bertinotti

Fausto Bertinotti è ospite di “Tetris”, il “surreality-show” che incastra politica, tv, fatti, personaggi, informazione e intrattenimento, condotto da Luca Telese in onda stasera su La7 alle 23.50.

“Tetris” propone per questa puntata un’analisi sulle scelte elettorali e post elettorali di Fausto Bertinotti pronto a correre da solo come premier della Sinistra Arcobaleno. Se ne parla in studio con l’organizzatrice delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 Evelina Christillin, i giornalisti Luisella Costamagna e Marco Damilano.

Torna inoltre Uwe Jantsch, l’artista austriaco che l’anno scorso ha creato un’installazione alla Vucciria che ricostruiva la Cattedrale di Palermo con materiali di risulta. Come nella prima puntata, Jantasch improvviserà in esclusiva a “Tetris” un’opera dedicata al tema della puntata.

Non mancheranno le “Storielle d’Italia a fumetti”, ovvero i retroscena della cronaca politica di ieri e di oggi raccontati dalle tavole a fumetti disegnate da Emanuele Fucecchi che in questa puntata saranno dedicati a Bertinotti.

Tra le novità di questa edizione c’è il pubblico, al quale sarà dato più spazio e potrà intervinire al dibattito. In questa puntata, nel pubblico ci saranno Brunello Cucinelli, l’imprenditore di Perugia a capo dell’azienda che produce maglieria e accessori in cashmere e Luca Roda, il designer di cravatte che ha tra i suoi clienti Bertinotti e Montezemolo.

Repubblica.it, ultimo aggiornamento come il New York Times


Qualche giorno fa Repubblica.it ha cambiato (di poco) la grafica della testata, inserendo subito sotto anche l’utile dato dell’ultimo aggiornamento:

Repubblicaitnuovatestata

Ma non vi sembra un po’ “uguale” al sito del New York Times? Beh, comunque ottima scelta direi, dà a mio avviso il senso dell’aggiornamento continuo e della freschezza delle notizie.

Nytimestestata