Ecco Acronym Finder, il risolvi-acronimi

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Spesso – è successo a tutti – capita di trovarsi di fronte ad acronimi difficili da decifrare. Come si fa a capire a cosa si sta riferendo l’autore del testo che stiamo leggendo? Si può fare una rapida ricerca su Google o su Wikipedia, ma esiste anche un sito fatto apposta per risolvere questo problema, chiamato Acronym Finder.

Il servizio, gratuito, è una specie di dizionario online per acronimi, e aiuta a capire ogni lettera a cosa corrisponda; è specializzato negli acronimi in lingua inglese, ma ce ne sono anche moltissimi in italiano. Tra l’altro, i risultati non vengono commentati (per quello ci sono dei rapidi link per la ricerca su Google), ma vengono comunque schedati e presentati all’utente per ambiti: information technology, acronomi militari e governativi, scienza e medicina, scuola ed enti, business e finanza e slang, chat e cultura pop.

Il database comprende oltre quattro milioni (!) di acronimi, e permette anche, inserite delle lettere a caso o le iniziali del proprio nome/nick, di vedere a cosa corrispondano. Il mio nick, ad esempio, è Dadi, e corrisponde a “Datalinking of Aircraft-Derived Information” o “Domestic Appliance Digital Interface” :D. E il vostro?

Scopri le relazioni tra le parole (inglesi) con il VirtualThesaurus

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Se siete appassionati della lingua inglese o, soprattutto, delle parole e delle relazioni tra di esse allora non perdetevi Visual Thesaurus. Si tratta di una specie di dizionario dei sinonimi costruito in maniera visuale, che dà la possibilità di vedere sinonimi, contrari, aggettivi e avverbi solitamente riferiti a una determinata parola.

Un utile strumento, insomma, per costruirsi un buon vocabolario, migliorare l’inglese o farsi venire idee mentre scriviamo.

È possibile anche inserire parole in altre lingue (italiano, francese, tedesco, spagnolo, olandese) anche se per il momento il vocabolario funziona al meglio solo in inglese.

Unico problema: l’applicazione Web (sfrutta Java) funziona per un numero limitato di ricerche, dopodiché, per continuarla ad usare, sarà richiesto il pagamento di 2,95 dollari al mese (anche se – almeno qui funziona! – basta riavviare il computer per poter lavorare nuovamente senza dover pagare).

Diario di viaggio in Ucraina: giorno 6

Giovedì 7 febbraio 2008

Ucraina6

(Io e il traduttore-accompagnatore Oleksiy su un lago ghiacciato)

Siamo arrivati ahimé all’ultimo giorno. Dico ahimé perché questi giorni mi sono divertito un mondo, mi sono rilassato (anche se ho lavorato tantissimo, in continuazione direi) e ho staccato dalla vita romana e dalla routine.

Ma lo sapete che il municipio di Kiev è un posto davvero lussuosissimo? Sono stato stamattina per un’intervista alla vicesindaco (il sindaco sfortunatamente è in ospedale in questi giorni) perché sia lui (il sindaco) che lei (la vicesindaco) fanno parte dell’Embassy of God. Insomma questa vicesindaco donna ha un ufficio spettacolare, che quasi stona non dico con la povertà, ma comunque con l’austerità della società ucraina. Da notare, ovviamente, la bellezza disarmante delle due segretarie della vicesindaco, che – forse convinte dalla nostra bellezza – ci hanno promesso un’intervista telefonica col sindaco.

Dopo l’intervista insieme a Jan e Oleksiy ci siamo detti soddisfatti e abbiamo deciso di concludere il nostro reportage riposadoci, passando da un café all’altro e ridendo e scherzando come non avevamo potuto troppo fare durante questa settimana. Durante la serata in realtà avevamo programmato una “grande festa”, ma alla fine alcuni amici dei francesi ci hanno dato buca, Oleksiy doveva portare alcuni amici/amiche e non è più venuto… e così ci siamo ritrovati insieme ai nostri colleghi francesi (Prune e Cyril) prima in una brasserie belga (ah, il Belgio…), e poi dopo una lunga camminata per le gelide vie di Kiev abbiamo deciso di trascorrere un po’ di tempo a casa a parlare del più e del meno e del mio tesserino da giornalista (sono rimasti sbalorditi quando gli ho raccontato le difficoltà dell’esame di stato).

Last but not least, tra un bicchiere di whiskey e un altro ho finalmente assaggiato il famoso pesce che si vende in bustine in ogni angolo della strada. Non chiedetemi cos’è perché non saprei dirlo, si tratta di un pesce fatto seccare e messo sotto sale che si mangia a morsi. L’odore, una volta aperta la confezione, non è esattamente quello che ci si aspetta, anzi sembra abbastanza schifoso. Ma mi ero ripromesso di mangiare sempre cose “tipiche”, e così mi sono fatto coraggio e l’ho assaggiato. E devo dire che alla fine (molto alla fine) è stato anche buono.

Il viaggio sta volgendo al termine, ed è quasi ora di trarne le conclusioni. Quello che penso questa sera è che è stato un viaggio davvero interessante, che mi ha dato un sacco di esperienza in termini sia di giornalismo (all’estero spesso tutto funziona molto diversamente che da noi) che di lingua inglese, che proprio di vita. Un viaggio che mi ha fatto appassionare ai Paesi dell’Est europeo, che non avrei mai e poi mai visitato se non avessi avuto quest’occasione. Domani si parte e Kontractova e Maidàn (due piazze importanti qui a Kiev) saranno a breve solo un lontano ricordo… un ricordo che però rimarrà nel mio cuore come una grandissima e specialissima esperienza.

SpokenText: e i documenti parlano (in inglese)

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Questo software probabilmente non sarà perfetto (così come tutti gli altri del suo genere), ma è sicuramente molto interessante e, per qualcuno, potrà risultare davvero utile. Si chiama SpokenText e permette di convertire file di Word, Pdf, Powerpoint, Txt, Rss, e-mail o Html in documenti audio; non solo, esiste anche un’estensione di Firefox che permette di selezionare porzioni di testo da qualunque sito, che poi vengono lette all’istante.

Il software, disponibile per le lingue inglese, francese e tedesco (in italiano non c’è, ma per chi si accosta a studiare queste lingue può essere davvero interessante) e permette di scegliere tra diverse voci (sia maschili che femminili), tradurre l’inglese verso il francese e il tedesco, scegliere la velocità della lettura e può salvare sia in Mp3 che in M4b.

Il software è completamente gratuito e rende semplicissima, tramite un Podcast, anche la possibilità di scaricare gli audio sull’iPod e similari.

Sul sito ufficiale del progetto, oltre alla possibilità di registrarvi e iniziare a usare il software, anche un bell’esempio di badge da inserire nelle pagine Web che legge le porzioni di testo che gli si propongono.