Amazon presenta eero Pro 6 e Fire Tv Stick 4K Max: la nostra prova

Abbiamo provato il nuovo sistema mesh per estendere la rete Wi-Fi in luoghi molto grandi e la nuova chiavetta in grado di trasformare qualsiasi tv in un centro per l’intrattenimento

Continua a leggere Amazon presenta eero Pro 6 e Fire Tv Stick 4K Max: la nostra prova

I principali siti web in tilt per ore, ecco cosa è successo

Per ore i principali siti web del mondo, dal New York Times ad Amazon, sono risultati irraggiungibili. Si pensava a un sovraccarico della rete mondiale o a un attacco hacker, in realtà si è trattato di qualcosa di diverso.

Continua a leggere I principali siti web in tilt per ore, ecco cosa è successo

Nasce Sky Wifi, la fibra di Sky che cambia il modo di vivere la connettività

Una connessione veloce e stabile che si basa sulla nuovissima rete Ultra Network di Sky, disegnata attorno alle esigenze delle famiglie e nata per ottimizzare la qualità dello streaming e l’upload di contenuti. L’innovativo Sky Wifi Hub garantisce una velocità e stabilità eccellente della connessione mentre grazie a un’app dedicata è possibile gestire in maniera semplice e immediata la propria rete

Continua a leggere Nasce Sky Wifi, la fibra di Sky che cambia il modo di vivere la connettività

Dipendenza da internet? Ecco perché studiare è molto più difficile

Uno studio pubblicato a inizio gennaio analizza le conseguenze dell’utilizzo di internet sugli studenti universitari e gli effetti sul rendimento di studio e sulla socializzazione. Con risultati purtroppo prevedibili 

Continua a leggere Dipendenza da internet? Ecco perché studiare è molto più difficile

Proposta Marattin di far accedere ai social solo chi si registra con un documento, facciamo un po’ di chiarezza

Tra le sfide più importanti da affrontare nei giorni in cui la rete compie 50 anni c’è la lotta agli odiatori da tastiera, alle fake news, ai messaggi minatori. Un dibattito in pieno svolgimento anche in altri Stati d’Europa. 

Continua a leggere Proposta Marattin di far accedere ai social solo chi si registra con un documento, facciamo un po’ di chiarezza

Vi presento D@diquotes

Dopo alcuni mesi di gestazione nasce oggi ufficialmente D@diquotes, un blog che vuole raccogliere le citazioni più curiose della nostra classe dirigente per non dimenticare – soprattutto nel momento delle scelte, in un Paese che va sempre più a rotoli, le malefatte dei nostri beniamini.

In Italia è boom per i gruppi d’acquisto online: “Si risparmia fino al 70%”

Gli utenti di siti come Groupon o Living Social, che permettono di ottenere forti sconti su beni e servizi, sono aumentati del 500% in un anno. Ma la sfida parte adesso, con l’ingresso nel mercato di Google e Microsoft

 

di DANIELE SEMERARO

19 euro invece che 100 per una seduta in una beauty farm, 10 euro al ristorante per una cena che ne vale 30, 9 euro invece che 49 per shampoo, taglio e messa in piega. Sono solo alcune delle offerte presenti ogni giorno su siti come Groupon e Living Social, leader nel settore del risparmio online che permettono di pagare beni e servizi anche fino al 70 per cento in meno. Ebbene, i risparmiatori più accorti e “tecnologicamente avanzati” – e tra questi figurano proprio gli italiani – saranno felici di sapere che si stanno affacciando sul mercato due grossi competitor con progetti differenti: Google e Microsoft.

“Big G” avrebbe deciso di mettersi in proprio dopo aver tentato inutilmente di acquistare Groupon per 4,4 miliardi di euro. Così nei prossimi mesi lancerà “Google Offers”, un sito che – secondo quanto riferito dal quotidiano online “Mashable” – “aiuterà clienti e fornitori di servizi ad incontrarsi” su internet sia tramite e-mail promozionali sia con contatti sui social network come Facebook, Twitter e Google Buzz.

Ma come funzionano questi siti? È molto semplice: gli utenti, dopo aver inserito in fase di registrazione i propri dati e compilato una scheda sui propri interessi, ricevono ogni giorno un’offerta in base alla città in cui vivono e alle categorie merceologiche per loro più rilevanti. Dopodiché hanno un arco di tempo di 24 ore per aderire ad ogni singola offerta, pagando il prezzo scontato: una volta raggiunto il numero minimo di partecipanti (deciso dall’attività commerciale), il coupon si trasforma in realtà e l’utente riceve tramite e-mail il buono sconto; se, invece, non si dovesse raggiungere il numero minimo, i soldi vengono immediatamente restituiti al cliente.

Oltre a Google, dicevamo, si affaccia sul mercato anche Microsoft, che ha lanciato “Bing Deals”, una sorta di “contenitore unico” per tutte le centinaia di offerte che arrivano quotidianamente dai diversi siti di coupon online. L’aggregatore, attivo in un primo momento negli Stati Uniti all’interno del servizio “Bing Maps”, raccoglie le proposte semplificandone l’accesso con la possibilità per gli utenti di avere a disposizione oltre 200mila offerte in più in 1.400 città.

Non è un caso che giganti del Web come Google e Microsoft abbiano deciso di investire nei “coupon online”: un po’ per la crisi, un po’ per la comodità di acquistare comodamente seduti alla scrivania, secondo gli ultimi dati forniti da comScore solo nel dicembre 2010 gli utenti di questi siti (tra cui possiamo citare anche TuangOn e Shoppy Group) sono aumentati del 500 per cento rispetto all’anno precedente, con un interesse soprattutto da parte delle donne, dei giovani e delle persone con un elevato tasso di istruzione.

In Europa al top nell’utilizzo di questi servizi ci sono proprio gli italiani, insieme a francesi e inglesi. Basti pensare che la navigazione su siti di questo tipo solo nel nostro paese è aumentata del 162 per cento: “Quello dei gruppi di acquisto – spiega Ombretta Capodaglio, marketing manager di Nielsen – è un sistema di offerta che in Italia sta riscuotendo molto successo: siti come Groupon e Grupalia hanno visto raddoppiare la propria clientela nell’ultimo anno, passando dai 3 milioni di utenti di fine 2009 agli 8,7 milioni nel dicembre 2010”.

Il leader delle offerte online Groupon al momento è valutato quasi un miliardo di euro, è attivo in 37 paesi del mondo (in Europa e in Italia opera con la controllata CityDeal) e conta più di 150 versioni cittadine negli Stati Uniti e 100 nel Vecchio Continente, con oltre 35 milioni di utenti.

Facebook uccide Myspace: Murdoch dimezza i dipendenti

MySpace in crisi taglia 500 posti di lavoro e sul mercato si affaccia l’ipotesi dell’acquisizione da parte di Google

Continua a leggere Facebook uccide Myspace: Murdoch dimezza i dipendenti

Auto-completami

Avete mai notato che, quando si fa una ricerca su Google, già mentre si digitano le prime lettere il sistema rimanda una serie di consigli e previsioni su quello che potremmo cercare? La funzione, spesso molto utile, si chiama “Autocomplete”. I grandi server di Google, per spiegare in poche parole come funziona, non fanno altro che registrare tutte le ricerche maggiormente effettuate nel mondo per proporle poi all’utente facendogli, in molti casi, risparmiare tempo. Ci sono ricerche molto popolari, come ad esempio “come ci si cancella da Facebook?” oppure “come cancellare un virus” e così via, e già scrivendo solamente “come”, nella barra di ricerca iniziano ad apparire i risultati più pertinenti. Comodo, no?

In pochi sanno, però, che attraverso la funzione “Autocomplete” è possibile fare una vera e propria analisi sociologica del Web, sia italiano che mondiale. Come? Semplicissimo. Facendo delle prove. Inserendo delle parole molto generiche come ad esempio “come”, “come si fa”, “perché” o “quando” escono fuori dei risultati molto, molto interessanti. E, in alcuni casi, “devastanti”.

Proviamo a scrivere “come”, ad esempio. Scopriremo che in 9.490.000 hanno chiesto a Google “come si fa l’amore?”, in 1.540.000 “come si bacia?”, in 3.200.000 “come far soldi?”. Mentre “solo” in 903.000 “come conquistare una ragazza?”. Come se chiedere a Google fosse meglio che chiedere al fratello maggiore o a un amico più grande!

Proviamo, ancora, a scrivere “perché”: in 23.700.000 hanno chiesto “perché a me?”, magari in un momento di sconforto. Mentre in 40.900 “perché Michael Jackson è bianco?”, in 1.820.000 “perché te lo dice mamma?” (italiani tutti mammoni?) e 1.610.000 “perché si tradisce?”. Ma non è finita: scrivendo “quando” notiamo che in 5.740.000 hanno chiesto “quando inizia uomini e donne?” (no comment, ndr), in 531.000 “quando fare il test di gravidanza?” e in 2.030.000 “quando nasce un amore?”. Per la serie: se non lo sai tu, come fa a saperlo un motore di ricerca?

Ma le domande più incredibili si ottengono, di certo, provando con termini un po’ più specifici. Con “è possibile”, infatti, in 31.600 (tutti matematici in futuro!) si chiedono se sia “possibile calcolare l’area di un pene”. Con “perché le donne”, invece, otteniamo: “perché le donne tradiscono?” (255.000), “perché le donne vanno al bagno in due?” (544.000) e “perché le donne sono stronze?” (117.000). Ma soprattutto a battere il record è “perché le donne non la danno?” (2.270.000). Con “perché gli uomini”, invece, troviamo solamente “perché gli uomini preferiscono le stronze?” (17.000) e “perché gli uomini hanno i capezzoli?” (131.000).

Abbiamo provato anche a inserire altri termini, e – senza farla troppo lunga – ne passiamo in rassegna alcuni. “Come si fa a capire” “se una tartaruga è maschio o femmina?”, si chiedono in ben 36.600. Mentre con “posso rimanere incinta” il risultato che fa più riflettere, tra gli altri, è quello delle 850.000 ragazze che hanno scritto “da un cane”.

Passiamo, invece, al capitolo delle parentele. “La mia ragazza”, si lamentano in ben 2.350.000, “non vuole fare l’amore”. Mentre “il mio ragazzo” “ha il pene piccolo” per 87.500 pulzelle e ahinoi “viene subito” per ben 1.910.000 donne! Mogli e mariti, invece, hanno superato questi problemi di giovinezza e parlano più che altro di tradimenti: “mia moglie” “con un altro” per 1.550.000 mariti, mentre “mio marito” “l’altra volta mi ha scoperto” per ben 1.620.000 mogliettine. Un po’ più di perversione, invece, con i termini “mia madre”, che per 108.000 giovincelli “ha sessant’anni e più la guardo e più mi sembra bella” e “scopa con i miei amici” per 145.000 poveri figlioletti. Parliamo delle sorelle: “mia sorella” “si spoglia” per 17.800 porcelloni e “puzza” per ben 107.000 fratelli! Anche le mamme non sono da meno: “mio figlio” “mi eccita” per ben 57.300 mammine, mentre “sarà un mostro” per 679.000 genitori disperati.

Ci saremmo immaginati di trovare decine e decine di segnalazioni sui propri datori di lavoro, e invece “solo” 2.250.000 persone hanno ammesso che il capo “ci prova”. Mentre alla domanda “mi piace” sono le donne a farla da padrone: hanno risposto “grosso” in 1.400.00 e “ingoiare” in 43.900.

Per concludere la nostra ricerca sociologica non potevamo non vedere come se la cavano gli italini con i problemi a letto. E così scopriamo che scrivendo “perché il pene” otteniamo 227.000 risultati con “perché il pene puzza?”, 896.000 con “perché il pene non entra?” e 36.400 con “perché il pene è storto?”. Mentre, incredibilmente, inserendo il termine “la vagina” non otteniamo alcun risultato. Sarà perché gli uomini italiani sono tutti super-esperti?

Per il momento abbiamo concluso la carrellata delle ricerche più incredibili e più diffuse fatte dagli italiani su internet. E voi, cari lettori, avete trovato termini interessanti? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto!

Provare in anteprima la nuova versione di Google

Quante volte ogni giorno utilizziamo Google per fare una ricerca su internet? Non molti lo sanno, ma Google sta testando una nuova grafica (più chiara e più ordinata) per mostrare i risultati delle ricerche. Volete provarla in anteprima? Niente di più semplice, basta seguire alla lettera queste istruzioni.

Continua a leggere Provare in anteprima la nuova versione di Google

Il sito del pittore Giuseppe Passarella

Oggi vi presento la mia ultima creazione. Si tratta del sito del pittore molisano Giuseppe Passarella. Di seguito il video di presentazione; dopo il “salto” qualche immagine e spiegazione.



Dopo aver premuto Play, attendete qualche istante per il completo caricamento del video

 

Continua a leggere Il sito del pittore Giuseppe Passarella

Quattro inviti per Google Wave

Come giornalista sono stato tra i primi in Italia, alcuni giorni fa, a ricevere l’invito per Google Wave, la nuova suite di Google che – secondo tanti – permette di rivoluzionare il modo di rapportarsi al Web, alla posta elettronica, ai social networks, ai blog, e così via.

Al momento non ho ancora capito molto bene il funzionamento di Wave e – a differenza di quanti hanno scritto che si tratta della rivoluzione del Web – sto cercando di utilizzarlo a fondo prima di esprimere giudizi affrettati.

Come sapete Google Wave è a inviti, e per questo ho deciso di condividere, per il momento, quattro inviti con il popolo del Web. Per adesso, invierò un invito alle prime quattro persone che inseriranno, nei commenti qui sotto, il proprio indirizzo e-mail valido. Ovviamente terrò in considerazione anche coloro che arriveranno quinti, sesti, ventisettesimi… e appena avrò la possibilità di mandare altri inviti lo farò sicuramente per tutti quanti.

In bocca al lupo.

Il nuovo sito dell’Ansa

Tra i grandi siti internet d’informazione in Italia forse quello dell’Ansa è l’unico a non essere stato, almeno fino ad oggi, aggiornato da diverso tempo e adeguato al Web 2.0. È nato finalmente il nuovo sito della principale agenzia di stampa italiana. Da subito si nota una grafica migliorata e un’enorme quantità di notizie (anche se, ammettiamolo, all’inizio l’utente si trova un pochino spaesato).

Una grafica nuova ed originale – scrive l’Ansa – con titoli e notizie più in evidenza, nuove rubriche, molti canali, ossia vere e proprie mini-home page di settore, multimedialità sviluppata: queste alcune delle novità del nuovo ANSA.it, il sito internet della prima agenzia di stampa italiana, completamente rinnovato

Continua a leggere Il nuovo sito dell’Ansa