Iran nel sangue, il mondo reagisce


Il mio servizio al minuto 1.45, dopo quello del collega Gianluca Ales

 

Cortei per la pace in tutto il mondo. Il presidente americano ha lanciato un appello al governo iraniano: “Si fermi la violenza”. Obama ha voluto anche ribadire che il tentativo di sopprimere le idee non riuscirà mai a cancellarle.

Iran, l’Europa si mobilita contro la repressione


Il mio servizio al minuto 1.34, dopo quello della collega Carola Di Nisio

 

L’Europa scende in piazza contro la repressione iraniana, mentre dopo YouTube e Twitter anche Facebook e Google traducono i propri sistemi in persiano.

Iran: pena di morte per i “crimini” legati a internet e ai blog?

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Non si placano le critiche nei confronti dell’Iran e della politica di repressione dei suoi governanti. Questa volta ci occupiamo di un problema che riguarda anche la rete: il parlamento iraniano ha infatti iniziato a esaminare una proposta di legge per estendere la pena di morte (!) ai crimini connessi a corruzione, prostituzione e apostasia su internet.

In pratica, con l’intento di “rinforzare le pene previste per i crimini contro la sicurezza morale della società” aprire un blog e scrivere (anche solo nei commenti) opinioni non in linea con quelle del governo può costare molto, molto caro. Addirittura la condanna a morte. Ed è la prima volta che accade una cosa del genere – credo – nel mondo.

Tra i reati puniti con la pena di morte, anche la creazione di siti riguardanti la prostituzione, il traffico e il sequestro di esseri umani per abuso sessuale. Ricordiamo che l’Iran fa parte di quei paesi in cui in molti, per criticare il regime, utilizzano internet e i blog, soprattutto la fascia più giovane della popolazione.

Ahmadinejad scrive a Benedetto XVI

Il presidente iraniano scriverà a personalità e capi di stato
Nei giorni scorsi aveva inviato una missiva a George Bush

Ahmadinejad prepara lettera al Papa
verrà inviata nei prossimi giorni

di DANIELE SEMERARO

TEHERAN – Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sta preparando una lettera per Papa Benedetto XVI, dopo quella inviata nei giorni scorsi al presidente statunitense, George W. Bush. La notizia è stata data oggi dal giornale iraniano conservatore, Jomhuri-ye Eslami, molto vicino all’ayatollah Ali Khamenei, suprema guida spirituale dell’Iran. La lettera verrà inviata nei prossimi giorni.

Pochi giorni fa il presidente iraniano aveva inviato al collega americano George Bush la prima comunicazione diretta da vent’anni a questa parte. In essa, Ahmadinejad criticava la politica estera americana. Secondo alcuni analisti, dietro il messaggio vi era la volontà di Teheran di aprire un dialogo con Washington sulla questione nucleare. Ahmadinejad aveva anche annunciato che avrebbe scritto ad altre personalità mondiali e capi di stato.

Questa mattina l’agenzia Isna aveva riportato un discorso del presidente iraniano, secondo cui i paesi che si oppongono al progresso dell’Iran in campo nucleare soffrono di “malattia mentale e si devono fare curare”. Noi – ha detto il presidente – dichiariamo chiaramente che non siamo in conflitto con alcuno ma che lottiamo per ottenere il nostro diritto e non vi rinunceremo”.

Ieri Ahmadinejad aveva detto no alle proposte messe a punto dalla Ue per cercare di convincerlo a sospendere l’arricchimento dell’uranio: “Non accetteremo – ha detto – alcuna sospensione né fermata del nostro programma: pensate di parlare a un bambino di quattro anni, al quale offrire un po’ di cioccolata per avere in cambio oro?”.

(18 maggio 2006)

(Nella foto: Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad)

Nucleare, l'Iran è ripartito: via all'arricchimento dell'uranio


L’annuncio arrivato da fonti diplomatiche riservate dell’Aiea
Imminente la rimozione dei sigilli alla centrale di Natanz

Nucleare, la sfida di Teheran
“Riavviato arricchimento uranio”

Domani in Iran gli ispettori dell’Agenzia Onu per l’energia atomica

di DANIELE SEMERARO

VIENNA – L’Iran ha già riavviato le proprie attività di arricchimento dell’uranio. È quanto hanno riferito fonti diplomatiche riservate al quartier generale dell’Aiea, l’Agenzia internazionale dell’Onu per l’Energia Atomica, a Vienna. La notizia è confermata anche dall’agenzia di stampa semi-ufficiale “Fars”, che ha spiegato che “è imminente la rimozione dei sigilli e delle telecamere di controllo dall’impianto nucleare di Natanz”.

“I responsabili iraniani hanno cominciato a far inserire uranio allo stato gassoso nelle apposite centrifughe del loro impianto-pilota di Natanz”, hanno affermato le fonti. Si tratta della prima fase della procedura preliminare che poi, a seconda del grado di prosecuzione e affinamento cui è portata, può condurre alla produzione di mero combustibile nucleare per reattori, da usare dunque anche a semplici fini civili, oppure alla confezione di materiale altamente fissile, atto a costituire il nucleo di una bomba atomica.

Un portavoce del governo iraniano, Gholam Hossein Elham, ha spiegato che l’attività di arricchimento dell’uranio, sospesa da oltre due anni a causa delle pressioni dell’occidente, riprenderà “sicuramente prima del 6 marzo” (data in cui è in programma la prossima riunione dell’Aiea a Vienna) al solo scopo di effettuare ricerche per produrre energia atomica.

E intanto domani alcuni ispettori dell’Aiea, l’Agenzia Onu per l’energia atomica, si recheranno a Natanz per verificare lo stato dell’impianto.

(13 febbraio 2006)

(Nella foto: L’impianto nucleare iraniano di Natanz)