Condannata a due anni la Pornoprof di Lecce. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Due anni di reclusione, con la formula del patteggiamento e sospensione della pena, per l’insegnante di 41 anni di Monteroni, in provincia di Lecce, che nel 2006 venne ripresa con i videofonini dai suoi alunni mentre, in aula, si faceva palpeggiare da alcuni studenti minorenni. Il video compromettente fu poi pubblicato su Youtube. La pena è stata inflitta per il reato di atti sessuali con minori, mentre è caduta l’accusa di corruzione. La docente, che non è stata interdetta dai pubblici uffici, potrà tornare ad insegnare.

Col sederino di fuori a 4000 metri

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un ragazzo è rimasto appeso col culo di fuori alla seggiovia. Mentre in Toscana a scuola si studia il porno estremo. Solo sullo Stivale le notizie più pazze (ma vere!) dal mondo

NAVIGAZIONE “PORNO” A SCUOLA, PROF NEI GUAI
Iniziamo la carrellata delle notizie più pazze di quest’inizio d’anno andando a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, dove un docente avrebbe accompagnato alcuni studenti nell’aula d’informatica, e dopo averli fatti comodamente sedere si sarebbe connesso a siti pornografici su internet mostrando ai ragazzi il contenuto dei filmati hard e commentandoli con le loro varie performance. Un modo ritenuto molto singolare di fare lezione, tanto che le famiglie dei ragazzi (famiglie – immaginiamo – molto “all’antica”) hanno deciso di denunciare al preside l’accaduto. È successo all’Istituto Tecnico Commerciale “Belmesseri”. Pare che la prima denuncia al preside sia arrivata nel maggio scorso da una mamma e un papà preoccupati dei metodi d’insegnamento di un professore; poi, alla prima denuncia, se ne sarebbero aggiunte molte altre. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri sembra che le “navigazioni hard” fossero state riservate a un fortunato e ristretto gruppo di quattro o cinque studenti. Che, però, non sono riusciti a tenersi l’esperienza per sé e hanno voluto raccontarla anche agli altri. Altri che, forse per invidia, hanno fatto scattare la denuncia. Sì, la scuola itaRliana è davvero antiquata e andrebbe proprio riformata!

ACCOLTELLA UN UOMO CHE SEMBRA RIDERE DI LUI. E CHE INVECE AVEVA PROBLEMI AL VOLTO
La notizia con cui iniziamo il primo “Follini ma Vero” del 2009 è rigorosamente vera – come tutte, d’altronde – e viene da Roma. Un uomo ubriaco ha accoltellato la sera del 2 gennaio in un bar un giovane con problemi congeniti alla mimica facciale perché credeva che stesse ridendo di lui. L’ubriaco è stato, ovviamente, arrestato. Ma andiamo con ordine: l’uomo era entrato in un bar di via Palmiro Togliatti, alla periferia Est della Capitale, per chiedere informazioni su quale mezzo pubblico lo portasse più velocemente a una stazione della metropolitana. Il gestore del locale gli ha dato subito tutte le informazioni e lo ha invitato subito ad uscire per non disturbare i clienti. Tra questi clienti c’era, però, un giovane di 31 anni con problemi alla mimica facciale, “colpevole” solamente di sorridere (pur non volendo) a chi lo guarda. L’ubriaco, infastidito dl sorriso, è rientrato nel bar e ha inferto una coltellata al cliente; poi si è allontanato a piedi. Subito raggiunto dagli agenti del commissariato Prenestino, è stato arrestato per tentato omicidio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il ragazzo è stato ricoverato con una prognosi di 15 giorni.

APPESO ALLA SEGGIOVIA… COL CULO DI FUORI
Spostiamoci ora in Colorado per parlare di un curioso incidente… sciistico. Siamo a Vail, una delle più note località sciistiche statunitensi. Uno sciatore che era appena salio su una seggiovia per ragioni imprecisate è scivolato dal seggiolino, uno degli sci è rimasto incastrato (meno male!) e lui è rimasto appeso a testa in giù per almeno un quarto d’ora… con i pantaloni completamente calati. A diffondere la notizia e soprattutto le fotografie il gestore dell’impianto di risalita veloce del Vail’s Blue Sky Basin. Secondo quanto riferito dalla “vittima”, il seggiolino sarebbe stato difettoso: per questo portava a perdere facilmente l’equilibrio. Resta il fatto che al suo compagno di risalita, un bambino, non è successo niente, mentre lui è precipitato verso il basso a testa in giù. La caduta accidentale, unita al fatto che uno degli sci è rimasto incastrato nell’impianto, ha fatto sì che durante la caduta gli si sfilassero pantaloni, sotto pantaloni da sci e anche i boxer… lasciando l’uomo completamente nudo dalla cintola in giù alla mercè di tutti gli sciatori della pista. I responsabili dei soccorsi hanno avuto non poche difficoltà a raggiungere il seggiolino e a riportare a terra lo sciatore.

“PISCIANO” (SI PUò DIRE PISCIANO?) PER STRADA, PER LORO MULTA DI CINQUECENTO EURO
I comuni italiani sono in bancarotta? A Trieste il sindaco Dipiazza e la sua giunta hanno trovato un modo molto semplice per fare cassa: multando anche chi fa semplicemente pipì per strada. Secondo quanto riferito dagli agenti della Polizia municipale, alcuni giorni fa dieci ragazzi triestini sono infatti stati multati perché in contrasto con la normativa secondo cui “è vietata la lordatura della pubblica via mediante residui fisiologici”. La multa, per ognuno di loro, è stata di 500 euro. E così nelle casse del Comune sono arrivati, in poche ore, 5000 euro da parte di chi “non ce la faceva più”, forse per la temperatura fredda o per i troppi brindisi per le festività. Certo, c’è da dire che i giovani sono stati sorpresi proprio in uno dei vicoli che danno su piazza dell’Unità d’Italia, zona dagli storici caffè ma anche di frequentatissimi locali. I vigili, che hanno scritto sulla multa che i giovani stavano “dando sfogo ai loro bisogni fisiologici” non si sono impietositi perché – come riferito alla stampa da uno di loro – “lo spettacolo era troppo decadente per poter chiudere un occhio”.

Un dominio .es gratis per ogni ragazzo spagnolo

A partire dal 15 gennaio, tutti i ragazzi spagnoli sotto ai trent’anni che ne faranno richiesta potranno avere, gratuitamente, un dominio .es. Avete capito bene: accade in Spagna, dove il Consiglio dei Ministri ha approvato un programma, chiamato “Jóvenes en Red”, giovani in rete appunto, che costerà circa tre milioni di Euro per il 2008, e poi un milione di Euro per gli anni successivi.

Il programma prevede, oltre alla registrazione del dominio, anche un serie di strumenti per creare il proprio sito o il proprio blog per un anno. Quindi pagine Web, album di foto, posta elettronica e anche a disposizione un nuovo social-network. Ovviamente, ogni ragazzo potrà registrare un solo dominio. L’iniziativa fa parte di un programma molto innovativo che tende a dare maggiore impulso, a partire proprio dai minori di trent’anni, alla società dell’informazione.

Il Consiglio dei Ministri spagnolo, inoltre, ha approvato la creazione di un’”Oficina de Seguridad del Internauta”, un ufficio di sicurezza dell’internauta, che gratuitamente darà informazioni e consigli sulla sicurezza in rete e su come comportarsi davanti a determinati pericoli. Credo che l’iniziativa del governo spagnolo sia davvero importante, e sicuramente – a mio parere – riuscirà a far nascere nei più giovani una consapevolezza dell’importanza del Web.

Il dominio gratuito e un social network controllato e creato appositamente sono sicuramente un modo molto intelligente, a mio parere, per insegnare ai ragazzi come utilizzare al meglio la rete e quali sono, invece, i pericoli dai quali è meglio stare lontani. In un articolo del Times di Londra di sabato 22, molto discusso in questi ultimi giorni, si legge che la Spagna ha superato di gran lunga l’Italia in quanto a innovazione ed economia. Mi sa che hanno ragione. Forse lo sconto per acquistare il computer che danno da noi ai liceali non basta più.

I libri costano troppo? Scambiateli in rete

Molti i siti internet che offrono la possibilità di vendere e comprare testi usati
Comodi e veloci nelle risposte, sono un buon punto di partenza per risparmiare

I libri scolastici costano troppo?
Quest’anno scambiateli in rete

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Dopo le polemiche degli ultimi giorni sui rincari di libri e materiale scolastico, che quest’anno secondo le associazioni che tutelano i consumatori si aggirano intorno all’11 per cento, genitori e studenti corrono ai ripari, e per cercare di risparmiare scelgono i mercatini dell’usato, presenti praticamente in ogni città, e le cartolibrerie che acquistano e rivendono testi.

In molti hanno iniziato, da giorni, ad “assaltare” negozi e bancarelle per cercare di trovare i libri usati nel migliore stato possibile, sopportando lunghe file, spesso sotto il sole cocente.
L’ultima frontiera degli acquisti intelligenti di libri scolastici quest’anno passa per numerosi siti internet. Comodi da consultare e veloci nel fornire risposte, possono essere un buon punto da cui partire per cercare i libri di testo per il nuovo anno. Effettuando una ricerca in rete e scrivendo ad esempio “libri scolastici usati”, sono moltissimi i siti che promettono nuove edizioni a prezzi scontati o libri usati “come nuovi”.

Uno dei più gettonati è Comprovendolibri.it, un vero e proprio mercatino dell’usato online con 350mila libri in vendita. Il sito non fa altro che mettere in contatto chi vuole vendere un testo e chi lo sta cercando. Chi vende dovrà compilare una scheda in cui dovrà indicare quante più informazioni possibile sul libro (titolo, autore, casa editrice, scuola in cui è stato utilizzato, codice Isbn e così via, in modo che sia più semplice da trovare) e lo stato in cui è conservato (ad esempio “come nuovo”, “mai usato”, “ben tenuto”, “copertina staccata”, “sottolineato a matita”, e così via).

Chi, invece, cerca il libro dovrà semplicemente scegliere se effettuare una ricerca su tutto il territorio nazionale (e quindi farsi poi spedire i libri e pagarli con carta di credito), oppure restringere il campo solo alla propria provincia, in modo da risparmiare anche i soldi della spedizione. Stesso funzionamento per Libridea.it e Testiusati.com (qui è possibile indicare, nell’annuncio, anche il proprio numero di telefono), solo per citarne alcuni. La strategia migliore, sia per vendere che per acquistare, è ovviamente quella di consultare il maggior numero di siti anche più volte al giorno, perché sono in continuo aggiornamento e può capitare che un testo cercato di mattina sia disponibile (e magari già prenotato) di sera.

Oltre ai siti specializzati, tanti altri libri usati sono presenti su eBay e sui principali siti internet di compravendita. E per chi non avesse voglia di andare a scuola a ritirare la lista dei libri, l’Aie, l’Associazione italiana editori, ha pubblicato sul proprio sito (selezionando “Area Scuola”) la lista dei libri adottati per l’anno scolastico 2007-2008 in tutti gli istituti scolastici italiani.

(30 agosto 2007)

Il viceministro Bastico: "La via è aperta"

La soddisfazione del nuovo viceministro all’Istruzione Mariangela Bastico
“Dovremo avere un occhio di riguardo anche per culture e religioni diverse”

“Mangiare sano? Fa parte della scuola
E scopriamo i cibi di altre culture”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “È chiaro che la conoscenza dei vantaggi di una corretta alimentazione, specialmente quando si studia e si ha dunque bisogno di una particolare efficienza fisica e mentale, ha una innegabile valenza educativa”. Il neo-sottosegretario all’Istruzione del governo Prodi Mariangela Bastico, da tanti descritta come l’anti-Moratti per le lotte combattute contro una legge che ha fortemente contestato, commenta in modo favorevole la scelta del collega britannico che ha annunciato che dalla dieta delle mense scolastiche verranno eliminati i cibi ricchi di sale e grassi (come hamburger, salsicce, patatine), i dolci e gli snack.

Da assessore alla Scuola in Emilia Romagna ha puntato molto, per le mense, sui cibi scolastici…
“In Consiglio regionale abbiamo elaborato una legge che indica di utilizzare il 100%, compatibilmente con le disponibilità di mercato, di prodotti biologici nella preparazione dei pasti nei nidi d’infanzia, nelle scuole materne ed elementari con l’obiettivo di favorire il consumo alimnetare consapevole, l’adozione di corretti comportamenti nutrizionali e per promuovere il rapporto fra territorio e mondo rurale, per aiutare i cittadini, di qualsiasi età, ad orientarsi nella scelta di prodotti sicuri e di qualità”.

Per quanto riguarda i ragazzi di cultura e religione diverse dalle nostre, sempre più numerosi nelle scuole italiane, come dobbiamo comportarci?
“È necessario rispettarli. Si potrebbe, inoltre, sfruttare il momento del pasto in comune nelle scuole per educare al rispetto delle diversità, anche elementari, rispettando tradizioni e culture legate a particolari aspetti etici e religiosi”.

Quali azioni intraprenderete, da subito, nell’ambito dell’alimentazione dei più giovani?
“Per adesso dobbiamo ancora organizzare i diversi ambiti di lavoro all’interno del Ministero. In ogni caso cercherò di portare al servizio di tutti i cittadini italiani l’esperienza maturata in Emilia Romagna, sempre portando avanti lo slogan del ‘Non uno di meno’, affinché nessun giovane si perda per strada e affinché l’educazione e la formazione scolastica siano garantiti per tutti”.

(19 maggio 2006)

(Nella foto: Mariangela Bastico, nuovo sottosegretario all’Istruzione)

Trombetti presidente Crui. "Al governo chiediamo…"

Dal 2002 è rettore dell’università “Federico II” di Napoli. Il primo messaggio al Governo: “Rilanciare la centralità dei nostri atenei per lo sviluppo del Paese”

Trombetti nuovo presidente Crui
“Ecco le proposte al nuovo Governo”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Sarà Guido Trombetti il nuovo presidente della Crui, la Conferenza dei Rettori. Trombetti è stato eletto questa mattina dall’assemblea a maggioranza assoluta.

Laureato in matematica nel 1971, Trombetti ha svolto attività di docente presso la Facoltà di Scienze Mfn dell’università Federico II di Napoli. È stato allievo di Carlo Miranda e durante la sua attività scientifica ha collaborato con numerosi autori italiani e internazionali. È anche autore di numerose pubblicazioni.

È stato da poco rieletto, con il 92% di preferenze, per il secondo mandato di rettore dell’università Federico II di Napoli, incarico che ricoprirà fino al 2010. Un’elezione significativa, perché per la prima volta è riuscito a ricompattare l’ateneo (che, al momento della sua prima elezione, si era spaccato), e che gli ha dato prestigio anche all’interno della Conferenza dei Rettori. Trombetti ha ricoperto i ruoli di preside della Facoltà di Scienze Mfn e ha ricevuto dal presidente Ciampi la medaglia d’oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte nel 2003.

L’attività di Trombetti si caratterizza per forti relazioni con gli enti locali (le sue idee di sviluppo dell’università coincidono con le idee di sviluppo della città) ed ha lavorato molto tempo insieme al neo-ministro delle Riforme e Innovazione nella P.A. Luigi Nicolais, soprattutto quando quest’ultimo ha ricoperto l’incarico di assessore regionale all’Università e alla Ricerca della Campania. Trombetti si è da sempre schierato contro la riforma Moratti della docenza universitaria: in particolare, ha da sempre difeso i diritti dei ricercatori sostenendo che non possono essere condannati alla precarietà.

“Il Paese – ha spiegato il nuovo presidente – attraversa oggi un momento di forte cambiamento: un nuovo governo, un nuovo progetto. L’università non sarà da meno. In qualità di presidente della Crui mi impegnerò per un rilancio delle quattro parole d’ordine che i rettori italiani hanno ormai da anni messo a fondamenta del futuro dell’università: risorse, valutazione, trasparenza, autonomia”.

“In questo senso – ha detto Trombetti, subito dopo l’elezione – accolgo con grande favore le dichiarazioni del neo-ministro Mussi, che intende mettere in cima alla lista dei suoi obiettivi il tema dei finanziamenti. Gli atenei non possono vivere senza risorse adeguate, la situazione odierna ce lo dimostra. D’altra parte non si può più chiedere senza essere valutati, la trasparenza e la misurazione dei risultati rappresentano l’unica via verso il riconoscimento sociale del nostro lavoro e verso un’autonomia responsabile. In quest’ottica – ha concluso – il ruolo della Crui sarà quello di crocevia del dialogo fra sistema universitario, da una parte, e istituzioni politiche, territorio e opinione pubblica, dall’altra. Un osservatore attento, garante dell’autonomia e del rilancio della centralità dei nostri atenei per lo sviluppo e la centralità del Paese”.

L’assemblea della Crui ha anche nominato i membri del comitato di presidenza dei rettori che sarà composto da Decleva (Milano Statale), Mancini (Tuscia), Bianchi (Ferrara), Giannini (Stranieri Perugia), Milanesi (Padova), Marinelli (Firenze), Pasquino (Salerno), Dalla Torre (Lumsa), Silvestri (Palermo), Garbarino (Piemonte Orientale).

(18 maggio 2006)

(Nella foto: Guido Trombetti è il nuovo presidente della Crui)

Boom dell'italiano a scuola. Usa, lo studiano in 60mila

>
Oltre 60mila gli studenti di italiano. “America oggi” lancia il quotidiano in classe, e i ragazzi potranno costruire i loro giornali su “La Fragola”

Usa, lingua italiana superstar
“Fa concorrenza allo Spagnolo”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – La famosa frase “Italiani: mafia, pizza e mandolino” (da pronunciare rigorosamente con accento newyorkese) con la quale spesso, all’estero, siamo simpaticamente apostrofati potrebbe presto sparire. Almeno dal pensiero comune degli statunitensi. Secondo i dati forniti dal consolato italiano a New York, infatti, sembra che negli ultimi anni ci sia stato un vero e proprio boom non solo verso la nostra cultura, la nostra storia, il nostro stile di vita. Ma anche verso la nostra lingua, che ha raggiunto vette decisamente inaspettate: si calcola, infatti, che l’Italiano, come lingua straniera studiata nei college e nelle high school, stia facendo concorrenza addirittura allo Spagnolo.
E all’interno di questo trend positivo si colloca anche la decisione di distribuire “America Oggi”, il primo quotidiano in lingua italiana prodotto e stampato negli Stati Uniti, a tutti gli studenti delle classi di scuola superiore che studiano l’Italiano. In modo da creare, anche tramite internet, un ponte diretto con gli studenti del nostro Paese. Ma andiamo con ordine.

La diffusione dell’Italiano in Usa. L’interesse che ruota intorno alla nostra lingua negli Stati Uniti ha subito una crescita esponenziale, soprattutto negli ultimi cinque anni. L’Italiano, infatti, si sta espandendo non solo come lingua veicolare, ma anche in termini di qualità degli studi letterari. Secondo una recente stima, il numero dei ragazzi americani che studia la nostra lingua a scuola è cresciuto fino a superare quota sessantamila. Trentamila nei soli stati di New York e Connecticut. E in generale c’è da aggiungere che mostre, proiezioni di film e iniziative culturali, ospitati all’interno di grandi musei, biblioteche e centri studi italiani negli Stati Uniti sono sempre molto seguiti (per non dire gremiti) da parte del pubblico Usa.

L'”Ap”. Il vero salto in avanti, spiega Alfio Russo, capo dirigente scolastico presso il Consolato italiano di New York, è avvenuto “dal settembre scorso, da quando l’Italiano è passato da semplice lingua curriculare a vera e propria lingua straniera annoverata tra quelle che negli Usa contano” (Spagnolo, Francese, Latino). Tramite un accordo, infatti, l’Italiano è entrato a far parte delle lingue dell'”Ap”, l’Advanced Placement Program. Si tratta di un programma per cui gli studenti dell’ultimo anno del liceo che frequentano le classi di italiano, se si iscrivono all’università a una facoltà in cui la nostra lingua straniera è tra gli insegnamenti curriculari, possono ottenere dei forti sconti, sia in termini di carico di lavoro (si saltano i corsi elementari e si passa direttamente a quelli avanzati) che economici (si acquisiscono in partenza già 15 crediti – ogni credito, nel sistema universitario Usa, costa circa 1500 dollari). “E così per la prima volta – continua Alfio Russo – quest’anno si svolgerà l’esame italiano dell”Ap’, e nei prossimi anni prevediamo un’ulteriore notevole crescita della diffusione e dello studio della lingua italiana tra gli americani; anzi, molto probabilmente ci sarà un afflusso talmente alto di studenti che probabilmente gli insegnanti madrelingua non basteranno”.

La testimonianza di una professoressa. “I miei studenti di terzo livello (quello intermedio, ndr) studiano molto vocabolario e molta grammatica”, racconta Maria Beatrice Morgese, insegnante della North Rockland High School Annex di Thiells, un centro in provincia di New York. “Ovviamente in classe non parliamo solo di verbi e pronomi – continua – ma i miei ragazzi sono anche molto interessati alla cultura italiana, alla letteratura, al cinema. E la cosa entusiasmante è che la maggior parte di loro ha l’intenzione di continuare gli studi di italiano anche all’università”.

“America Oggi” nelle scuole. “America Oggi”, lo dicevamo, è il primo quotidiano in lingua italiana pubblicato negli Stati Uniti. Collegato con “Repubblica” (che infatti negli Usa viene distribuita insieme ad “America Oggi”), stampa 30-35mila copie. Dall’inizio di gennaio, in collaborazione con lo Iace (Italian American Committeee on Education), il quotidiano viene distribuito in circa settanta licei dove si studia l’Italiano. “Abbiamo fatto una grande indagine sulle high school dove s’insegna la nostra lingua – spiega il giornalista di “America Oggi” Domenico Delli Carpini – e abbiamo deciso di offrire gratuitamente il quotidiano in classe sia per promuovere il nostro idioma e la nostra cultura nelle scuole americane, soprattutto dove questa si studia in modo approfondito, ma anche per offrire un materiale di lavoro pratico agli insegnanti e agli studenti, che, oltre ad informarsi su tutto ciò che accade in Italia e nella comunità italoamericana, hanno anche l’opportunità di rielaborare gli articoli e cimentarsi nel giornalismo: abbiamo infatti suggerito agli insegnanti di segnalarci i loro studenti migliori; questi ultimi, se vorranno, potranno scrivere, a cadenza fissa, sulle pagine di America Oggi”.
Ma non è tutto: su “La Fragola” (il sito di Repubblica e Kataweb dove gli studenti di cinquemila scuole italiane costruiscono il proprio quotidiano online) apriremo una sezione italoamericana, in modo che i ragazzi statunitensi potranno pubblicare i loro lavori e dialogare con i coetanei nel nostro Paese.

(1 febbraio 2006)

(Nella foto: Uno scorcio di Little Italy, il quartiere di New York con la maggiore concentrazione di italoamericani)

Londra, allarme istruzione. Un milione di ragazzi a rischio


Da un rapporto ufficiale il dato allarmante: oltre 1500 scuole sotto gli standard. Il ministro dell’educazione: “Gli istituti peggiori saranno chiusi”

Bufera sul sistema educativo inglese
a rischio un milione di ragazzi

E nessuno più vuole fare il preside: forte calo nel numero delle domande

di DANIELE SEMERARO

LONDRA – Circa un milione di bambini e ragazzi studiano in Inghilterra in scuole carenti, anche se il numero di queste è in diminuzione. Lo afferma un rapporto ufficiale del National Audit Office (l’ufficio nazionale britannico di controllo della pubblica amministrazione) che ha fatto molto scalpore nell’opinione pubblica inglese.

Dal rapporto, inoltre, risulta che è in calo il numero degli insegnanti che fanno domanda per diventare presidi, e questo dato sembra riflettere la percezione di un’eccessiva pressione su tale categoria e di una minore sua attrattiva.

Secondo il Nao, in particolare, alla scorsa estate erano 1557 le scuole “poco performanti” e 242 gli istituti con prestazioni completamente insufficenti (anche se, bisogna ammettere, il numero di queste ultime è decisamente calato: nel 1998 le scuole totalmente inadeguate erano 515). Le scuole carenti, aggiunge il rapporto, sono il 23% circa di quelle secondarie e il 4% di quelle elementari.

“Sebbene il numero delle scuole dalla prestazione insufficiente sia diminuito è tragico che così tanti allievi ancora non ricevano l’istruzione che meritano” ha commentato Edward Leigh, presidente della commissione conti pubblici della Camera dei Comuni. “La maggior parte di queste scuole hanno bisogno di migliori dirigenti e amministratori, di più alti standard d’insegnamento e di un appoggio più efficace delle autorità locali”, ha aggiunto.

“A nessun istituto scolastico sarà permesso di rimanere debole: tutte le scuole che entro un anno non mostreranno segnali di miglioramento andranno incontro alla chiusura”, ha affermato, molto seccato, il ministro dell’istruzione britannico Jacqui Smith, aggiungendo che nei prossimi mesi le ispezioni si moliplicheranno. “Standard migliori, migliori metodi d’insegnamento e riforme – ha aggiunto – contribuiranno a migliorare anche quegli istituti che ora chiamiamo ‘poco performanti'”.

“Voglio puntualizzare che da quanto emerge dal mio rapporto annuale sullo stato dell’educazione in Inghilterra – ha poi dichiarato David Bell, capo degli ispettori del ministero dell’istruzione inglese – la maggior parte delle scuole britanniche sono buone. E molte di queste non sono solo buone ma eccellenti, e forniscono ai propri alunni un’eccellente educazione. Molti istituti – ha aggiunto – stanno affrontando delle difficoltà. Quello che conta però è che sono sicuro che non rimarranno nella mediocrità”.

E sull’altro problema, quello del reclutamento dei presidi, con più di un quarto delle scuole primarie che dall’anno scorso non hanno un direttore fisso, il rapporto chiede che si faccia di più per incoraggiare i docenti a intraprendere la carriera di preside e che l’ente cui sono affidate le ispezioni si concentri sulle scuole che mostrano segni di debolezza, riducendo il tempo dedicato a quelle migliori.

(11 gennaio 2006)