“Con preghiera di fare più giornalismo e meno ideologia”

È stato estremamente interessante per me, così “patito” di questa materia, leggere gli “insegnamenti e i richiami alla cura per la qualità con cui si devono realizzare i giornali” scritti da Arrigo Benedetti, storico fondatore e direttore dell’Europeo e dell’Espresso. Regole fondamentali per la nostra professione che sempre più vengono dimenticate, non vengono insegnate nelle scuole e sono considerate “roba da maniaci”. Ne trascrivo alcune dopo averle lette da Marco Pratellesi.

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Chat e sms non fanno male al linguaggio dei ragazzi

→ D@di per Geekissimo.com

Chi l’ha detto che il linguaggio delle chat e degli sms è controproducente per i ragazzi? Se è vero che distolgono i giovanissimi dagli impegni di studio, comunque li costringono ad adoperare il linguaggio scritto: è questa la tesi di un’indagine di linguistica pubblicata sul magazine britannico New Scientist, che svela – appunto – che la comunicazione istantanea come le chat o i messenger non deteriora le capacità linguistiche dei giovani, anzi le rinforza, “perché i ragazzi amano sfoggiare le proprie conoscenze quando interagiscono con gli amici in chat”.

Gli esperti, guidati dalla linguista Sali Tagliamonte dell’università di Toronto, in Canada, hanno analizzato milioni di parole scritte in chat da ragazzi tra i 15 e i 20 anni ed altrettante parole scambiate oralmente dai ragazzi, e hanno osservato che nelle chat si comunica con molta più accuratezza e rispettando le regole grammaticali e sintattiche che non nel linguaggio verbale. Sarebbe, dunque, corretta la tesi secondo cui il messaggio istantaneo non deteriora la lingua.

In pratica, ogni forma di comunicazione scritta fa bene, anche quella delle chat e degli sms in cui, come sappiamo, si utilizzano forme come “xché”, “c6″, “cmq” e così via. Interpellato, il linguista Giovanni Adamo ha spiegato che “non si tratta di una minaccia alle strutture portanti della lingua, perché già quando si incidevano segni sulla pietra, o si scriveva sulle preziose pergamene di pelle, c’era l’esienza della brevità, e questa tendenza a ridurre non ha mai intralciato profondamente il linguaggio”.

Che ne pensate? Fino ad ora studiosi e professori si erano quasi tutti scagliati contro il linguaggio usato su internet, spesso considerato pieno di errori, strafalcioni e “bestemmie lessicali”. Personalmente, anche da un mio punto di vista professionale, sono contrario a questa visione del problema, che mi sembra quasi un “contentino“. Per la serie: anche se male, basta che si scriva.

Maturità: così le tracce d'italiano. Temi su Dante e Costituzione

Ore 8.36: a tempo di record l’Ansa e i forum web diffondono indiscrezioni sulle tracce
Tra gli argomenti anche la scienza moderna e il rapporto diritto-legalità

Dante, Costituzione, villaggio globale
Ecco le tracce ufficiali del tema d’Italiano

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Il ministero della Pubblica Istruzione ha diffuso, confermando le indiscrezioni online già dalle 8.36, le tracce della prima prova scritta degli esami di Maturità.

Analisi di un testo letterario. Argomento di Letteratura è l’undicesimo canto del Paradiso (versi 43-63 e 73-87), in cui Dante, nel cielo del Sole, incontra San Tommaso d’Aquino che gli narra la vita di San Francesco e ne esalta l’opera. La prima domanda richiede al candidato d’individuare nei versi proposti le tre parti della ricostruzione dell’evento: l’ambiente geografico, la scena iniziale della dedizione di San Francesco alla vita religiosa e l’effetto di trascinamento sugli altri. Poi, viene richiesta una parafrasi distinta delle tre parti, in non più di venti righe complessive.

La seconda domanda pone allo studente sei questiti di analisi del testo: rilevare la frequenza dei nomi di luogo e dei termini geografici e climatici, commentare il ruolo del Sole, interpretare l’espressione con la quale Dante indica la posizione topografica di Assisi. Ancora, viene richiesto un commento sull’utilizzo dell’uso della forma locale antica del nome di Assisi, cioè “Ascesi”. Segue una domanda sulla particolare terminologia con cui viene illustrata la povertà come ideale di vita e, infine, un commento sui termini con i quali Dante descrive l’ardore ascetico che genera foga e concitazione di movimenti.

La terza parte della traccia ha richiesto allo studente di esprimere le proprie considerazioni sull’importanza degli ordini regligiosi, francescano e domenicano, nella storia della Chiesa e nella diffusione del messaggio evangelico nel mondo.
Un Dante molto criticato e senza dubbio inaspettato, perché era stato proposto già agli esami di due anni fa: nelle previsioni, pochi ipotizzavano sarebbe uscito anche quest’anno.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento storico-politico. Il tema di carattere storico-politico verteva sulla nascita della Costituzione repubblicana: “Il laborioso cammino della dittatura ad una partecipazione politica compiuta nell’Italia democratica”. Proposti testi dello storico Norberto Bobbio (da “Profilo ideologico del Novecento”), del giurista Piero Calamandrei (Discorso all’Assemblea Costituente del 4 marzo ’47 e “Costruire la democrazia. Premesse della Costituente”), Poi, ancora, “La Storia politica e sociale” da “Storia d’Italia, volume IV” dello storico Ernesto Ragionieri e “Gli anni della Costituente, fra politica e storia” dello storico Pietro Scoppola.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento socio-economico. Anche in questo caso, la traccia, trapelata già dalle prime ore del mattino, è stata confermata dal Ministero. Titolo, “Alle basi della convivenza civile e dell’esercizio del potere: giustizia, diritto, legalità”. Proposti numerosi brani: dalla “Politica” di Aristotele (libro I) a “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria (capitolo II); da “Giustizia politica” del filosofo tedesco Otfried Höffe a “I metodi dell’etica” del filosofo inglese Henry Sidwick; da “Una teoria della giustizia” del filosofo contemporaneo John Rawls a “La Giustizia” del giurista e politico Giorgio Del Vecchio fino a “Diaologo intorno alla Repubblica” dello storico Norberto Bobbio e del docente di Teoria politica Maurizio Viroli.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento artistico-letterario.
Titolo della traccia, “I luoghi dell’anima nella tradizione artistico-letteraria”. Al candidato sono stati proposti alcuni documenti dal “Canzoniere” di Petrarca (CXXVI), da “Giulietta e Romeo” di Shakespeare (atto III, scena III), da “I Sepolcri” di Ugo Foscolo. Ancora, da “L’Infinito” di Giacomo Leopardi, dai “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni (“Addio, monti sorgenti dalle acque”), da “Myricae” di Giovanni Pascoli, dai “Malavoglia” di Verga. Proposti anche alcuni stralci di opere contemporanee: “L’Isola di Arturo” di Elsa Morante, “Ragazzi di Vita” di Pier Paolo Pasolini, “La collina” (dall'”Antologia di Spoon River”) di Masters. A corredare i testi, anche l’opera pittorica “Il violinista sul tetto” di Marc Chagall.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento tecnico-scientifico. La traccia verte sulla nascita della scienza moderna, partendo dalla frase di Galileo Galilei “Sensata esperienza e dimostrazione certa”. Oltre al “Saggiatore”, vengono proposti brani del matematico Ivar Ekeland (“Il migliore dei mondi possibili. Matematica e destino”), dei fisici Albert Einstein e Leopold Infeld (“L’evoluzione della fisica”), del filosofo e matematico ingliese Alfred North Whitehead (“La scienza e il mondo moderno”). Ancora, dello storico e filosofo della Scienza Alexandre Koyré (“Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione”), del fisico e chimico Ilya Prigogine e della filosofa Isabelle Stengers (“La nuova alleanza: metamorfosi della scienza”) e, infine, del filosofo e storico Paolo Rossi “I filosofi e le macchine”.

Tema di argomento storico. L’argomento storico, anche qui un po’ a sorpresa, verteva sulla fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo tra le cause del fenomeno dell’immigrazione nei paesi euiropei. La traccia richiedeva al candidato di illustrare le conseugenze della colonizzazione nel cosiddetto Terzo Mondo, soffermandosi sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell’odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli.

Tema di ordine generale. Confermate anche qui le voci di corridoio: il tema di ordine generale prendeva spunto da un brano del sociologo Giuseppe Tamburrano: “L’industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l’uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle megalopoli. La televisione ha ricostruito il ‘villaggio globale’, ma non c’è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del mondo passivamente, o partecipare ai fatto della comunità” (da “Il cittadino e il potere”, in “In nome del Padre”). La traccia chiedeva di discutere l’affermazione citata, precisando se in essa potesse ravvisrasi un senso di nostalgia per il passato l l’esigenza di inteessere un dialogo meno formale con la comunità circostante.

"Tat" "Kio :-)" Così gli sms ci hanno cambiati

A Firenze un convegno organizzato dall’Accademia della Crusca su un modo di scrivere comune ormai a tutta la popolazione. L’esperto: “La lingua italiana non è in pericolo”

Ti dico tutto con pochi caratteri
così gli sms ci hanno cambiati

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “Cmq sec. me se stas. c6è meglio così parl1po; se inv. nn c6fa niente”. Quasi nessuno avrà fatto fatica, oggi, a decifrare questa frase di 64 caratteri, che in italiano “normale” suona così: “Comunque secondo me se stasera ci sei è meglio, così parliamo un po’; se invece non ci sei non fa niente”. Quaranta caratteri in meno che nell’epoca degli sms e dei messaggi istantanei sul computer significano risparmio di tempo e denaro. Prima i “messaggini” erano una novità su cui si sono interrogati linguisti e sociologi; ora sono entrati nella consuetudine di tutti i giorni, e vengono usati praticamente da quasi tutta la popolazione, non solo dai più giovani. Addirittura è di pochi giorni fa la notizia che in alcuni paesi, come la Gran Bretagna, il numero di sms scambiati ogni giorno ha superato quello delle telefonate.

Questione di praticità e di velocità? Probabilmente. E così la lingua si adegua, diventa più stringata, alcune sillabe vengono sostituite tanto che c’è chi, soprattutto nel mondo dell’istruzione, lamenta il fatto che i ragazzi, distratti, scrivano la “x” al posto di “per” e la “k” al posto di “ch”.

“Il fenomeno è molto importante, così come è molto importante che venga documentato”, spiega molto affascinata Vera Gheno, collaboratrice dell’Accademia della Crusca e docente al Laboratorio di Italiano scritto dell’università di Firenze, che oggi prenderà parte al convegno “Se telefonando… ti scrivo”, organizzato dall’accademia fiorentina. “Si tratta – continua – di una ricchezza del linguaggio, non come dicono alcuni di una sua distruzione; una ricchezza che può aiutare a capire delle tendenze che, probabilmente, si generalizzeranno nella lingua in un futuro prossimo”.

Dovremo abituarci, allora, spiega Gheno, a ricevere, come risposta a una dichiarazione d’amore, “Kio :-)” (per “anch’io”) o “Grz del msg cia” (“Grazie del messaggio, ciao”). Oppure, ancora: “Mi dispiace ke nn vieni stasera xkè volevo farti i complimenti di persona! Mi raccomando x i prox 8 mesi fuma&bevi poco e nn andare in motorino ke fa male al bimbo”, con l’uso sempre maggiore, oltre che della “k” e della “x”, anche della doppia “n” al posto del “non” e della “&” al posto della “e” che si può attaccare alla parola precedente e a quella successiva, in modo da risparmiare due caratteri di spazio.

Ma gli esempi sono davvero infiniti: si va dal “Se c6 c ved il 7 8bre” (“Se ci sei ci vediamo il sette ottobre”) al “Dmn sera c prend1ape?” (“Domani sera ci prendiamo un aperitivo?”), dal “6 3mendo” (“Sei tremendo”) al “Cvd l’es.è and. male” (“Come volevasi dimostrare l’esame è andato male”) fino ad arrivare ai classici “Tvtb” per “Ti voglio tanto bene” e “Tat” per “Ti amo tanto”.

“All’università – continua il docente – cerchiamo di iniziare nei ragazzi una riflessione sulla lingua, che non viene quasi mai fatta durante gli anni di scuola superiore, dove prevalentemente si scrivono temi”, risponde Vera Gheno. “Gli errori, o meglio le caratteristiche della lingua che si riscontrano negli sms, è difficile trovarli nei testi che si scrivono all’università, perché i ragazzi hanno la coscienza di elaborare un testo diverso. Le maggiori difficoltà che invece hanno i ragazzi – continua – riguardano il muoversi fra diversi tipi di lingua: sono bravissimi a scrivere sms ma fanno molta fatica, ad esempio, a trovare il registro giusto quando parlano con un docente, oppure quando devono scrivere la tesi: è come se ci fosse una maggiore necessità di essere stringati anche nella vita reale”. Un modo di scrivere, dunque, che è perfetto in certi tipi di situazioni ma che deve poter essere facilmente accantonato in altre.

E a chi pensa che l’uso sempre più massiccio di chat e messaggini possa rappresentare una minaccia per la conservazione della lingua italiana, la Gheno risponde: “Mi sembra un po’ troppo forte. Sono quasi otto anni che collaboro con l’Accademia della Crusca, e devo dire che la coscienza linguistica in Italia è molto sveglia. Una minaccia quindi lo escluderei; certo, bisogna risolvere il problema del muoversi tra diversi tipi di lingua: lì si che ci sono delle lacune”.

Il fenomeno non è nato con la diffusione di internet e degli sms, spiegano dall’Accademia: “Dai manoscritti medievali alle lettere private di ieri e di oggi l’esigenza di risparmiare tempo e spazio ha spesso portato scriventi diversi ad adottare scritture tachigrafiche (cioè molto rapide) o brachilogiche (cioè brevi e concise)”. Il convegno, che si svolge nel Salone delle conferenze dell’Accademia, è organizzato dalla provincia di Firenze in collaborazione con l’associazione “Amici dell’Accademia della Crusca” e il Centro di Linguistica storica e teorica italiano, lingue europee, lingue orientali dell’università di Firenze e fa parte delle manifestazioni del “Genio fiorentino”.

(11 maggio 2007)