I “patiti” dell’informatica, i cosiddetti “early-adopters”, spendono molto più tempo con Microsoft che non con Google, Facebook, Skype…

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Quando i patiti dell’informatica si siedono al computer quali software utilizzano? E di quali appicazioni Web o siti si servono? Stando a una nuova ricerca, tutte applicazioni Microsoft: Outlook, Office e Msn. Lo studio è stato effettuato utilizzando il servizio RescueTime, l’applicazione di produttività che monitora l’ammontare di tempo che un utente spende per ogni applicazione disponibile sul proprio computer.

Il sondaggio è stato effettuato su 30mila utenti (molti dei quali cosiddetti “early-adopters”, cioè i patiti di internet, computer&tecnologia che prima degli altri amano provare nuovi prodotti e servizi) e tiene in considerazione poco più di 475mila ore di lavoro. E così si scopre che Gmail, Facebook e Skype, applicazioni considerate “utilizzatissime” nel mondo di internet, vengono sì utilizzate, ma comunque meno le applicazioni Microsoft. Ma che cosa vuol dire questo?

Secondo gli analisti, tra i patiti di computer, le applicazioni desktop ancora sono fondamentali, anche se le applicazioni Web iniziano a prendere piede in termini di utilizzo giornaliero. Se andiamo ad analizzare la classifica, le tre applicazioni più usate su larga scala sono Outlook, Word e Gmail. A seguire: Excel, Msn Messenger, Facebook, Mail (Apple), Visual Studio, Thunderbird, Google.com, iTunes, YouTube, Google Reader, Photoshop, PowerPoint, Skype, Adium (incredibile!), Blocco note di Windows, Wikipedia e, primo dei giochi, World of Warcraft.

Aggregando i dati delle singole società, a sopresa scopriamo che Microsoft è ancora prima con il 41 per cento del tempo, mentre Google (tra siti e applicazioni Web) prende circa il 17 per cento del tempo. Per quanto riguarda i siti, Facebook come vediamo Facebook guida la classifica superando di circa tre volte la versione inglese di Wikipedia. Sorpresa delle sorprese? Beh forse ce l’aspettavamo: YouPorn ottiene un buon piazzamento, con lo 0,15 per cento del tempo dei navigatori!

Starbucks abbandona il business dei music store

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Starbucks, grande catena americana e mondiale di caffetteria, è una delle prime “vittime illustri”, se così si può dire, del boom della musica digitale e dell’Mp3. La multinazionale del caffè, infatti, dopo solo un anno di lavoro ha annunciato di aver lasciato la gestione della sua costola multimediale Hear Music al Concord Music Group.

La strategia di Starbucks, ora, è tutta destinata a come sfruttare le connessioni Wi-Fi (disponibili in ogni caffetteria). Ricordiamo che qualche tempo fa proprio Starbucks aveva stretto un accordo con l’iTunes Music Store di Apple per far sì che i clienti delle caffetterie potessero scaricare al volo e via Wi-Fi l’audio che stavano ascoltando in quel momento in diffusione.

Una decisione che stona con le promesse in grande stile che erano state fatte l’anno scorso: basti pensare che il lancio di Hear Music era stato sponsorizzato da un grande accordo con il musicista Paul McCartney e prevedeva di vendere in esclusiva il suo album negli oltre 13.500 punti vendita della catena. E in effetti raggiungere 44 milioni di clienti a settimana poteva essere sicuramente un ottimo affare.

Purtroppo sembra che le cose non siano andate affatto bene, nemmeno dopo il lancio in esclusiva, lo scorso anno, degli album di Joni Mitchell e James Taylor. Possiamo dire, allora, che Starbucks è una delle prime vittime illustri dello straportere di iTunes? Forse è presto per dirlo, ma al momento sembra proprio così.

Creare una sveglia con iTunes

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Se non volete comprarvi uno stereo o una radiosveglia seria, o se volete sfruttare la vostra libreria musicale di iTunes per svegliarvi la mattina, oggi vi consiglio un paio di software molto interessanti, uno per Mac e l’altro per Windows.

Alarm Clock 2 (per Mac), oltre a scegliere un brano dalla libreria di iTunes come suoneria, permette di settare più di un allarme, di far alzare il volume piano piano (per una sveglia dolce), può risvegliare il computer dallo stato di “sleep” e può essere gestito con l’Apple Remote. Il software è gratuito e si scarica da qui.

Se, invece, siete utenti Windows, c’è un software ancora più configurabile: si chiama iSnooze e permette, oltre a tutte le funzioni del software precedente, di selezionare intere playlist (invece di un brano singolo), e impostare una canzone o una playlist per ogni singola sveglia.

Anche iSnooze è gratuito e si scarica da qui. Buona sveglia!

Mojo: condividere la propria musica di iTunes con gli amici e permettere loro di scaricarla

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Condividere la propria libreria musicale di iTunes con gli amici, dando loro la possibilità di scaricare i brani presenti sul nostro computer? Non è poi così difficile, se si utilizza un’applicazione gratuita, chiamata Mojo, disponibile per Mac e Windows.

L’interfaccia è molto semplice e subito si nota una perfetta integrazione all’interno del player multimediale di Apple. Il software riconosce i nostri amici un po’ come in un programma di chat istantanea: dovremo creare un account e aggiungere i contatti delle altre persone che conosciamo.

Una volta che uno di nostri amici è online, potremo, con un semplice doppio click sul suo nome, vedere la sua libreria musicale, i suoi film, podcast, audiolibri e così via. Non solo: potremo ascoltare il brano (con un semplice doppio click!) oppure scaricarlo sul nostro computer in un attimo (premendo la freccina verso il basso alla sinistra del titolo).

Non sappiamo ovviamente quanto questa applicazione riuscirà a resistere, perché in pratica ci permette, in una sorta di peer-to-peer, di scaricare musica dai computer di altre persone (che ci hanno autorizzato) senza pagarne i diritti.

Per adesso, però, il consiglio che vi posso dare è di provarla: non crederete ai vostri occhi per quanto è semplice e soprattuttto potente.

Mojo, sviluppato dalla Deusty Design, nasce per Mac Os X ma, dicevamo, c’è anche una versione Beta per Windows. Se volete saperne di più, date anche un’occhiata ai vari screencast.

C’è qualcosa nell’aria: un MacBook sottile sottile e un po’ di delusione

C’era davvero qualcosa nell’aria. I tanti fan della Mela che da giorni s’interrogavano sulle novità che sarebbero uscite dal Keynote di ieri di Steve Jobs al Macworld di San Francisco per una volta “c’hanno preso”. La novità principale, infatti, è stata la presentazione del nuovo MacBook Air: un computer portatile sottile sottile (“il più sottile del mondo”, rassicura Jobs) che con i suoi 4mm nel punto più sottile, l’altezza massima di 19 millimetri e il peso 1,26Kg sembra davvero un piccolo gioiellino. MacBook Air offre uno schermo widescreen con retroilluminazione LED da 13,3 pollici, una tastiera retroilluminata (perfetta, spiegano da Apple, per gli ambienti con scarsa illuminazione quali aerei, studi e sale conferenza, grazie a un sensore di luce ambientale integrato), la Webcam iSight integrata, un trackpad con supporto multi-touch (che si può usare, un po’ come l’iPhone, per ingrandire, ruotare e scorrere pagine e foto).

Per quanto riguarda le specifiche tecniche, MacBook Air monta un processore Intel Core 2 Duo a 1,6GHz o 1,8GHz con 4Mb di cache L2 e include come standard 2GB di memoria, un disco da 80Gb a 1,8 pollici e le tecnologie Wi-Fi 802.11n e Bluetooth 2.1. Ci siamo dimenticati di parlare dell’unità ottica? Proprio no: Air, infatti, non è provvisto di masterizzatore/lettore cd/dvd. Questo, ovviamente, per risparmiare spazio (il lettore è comunque acquistabile a parte) e poi, spiega Jobs, perché con la tecnologia Wi-Fi tutto questo è superato. Per ascoltare un cd, guarda un dvd o installare un software è possibile utilizzare un altro Pc o Mac disponibile dove ci troviamo. Air riconoscerà automaticamente il cd inserito nell’altro computer e lo leggerà normalmente. E qui diciamo subito che si tratta un po’ di una prima pecca: è vero che cd e dvd sono sempre meno usati, ma è anche vero che se ci troviamo fuori casa e non abbiamo a disposizione nessun computer con unità cd… sono guai.

Altra pecca a mio avviso è l’assenza di porte fondamentali come quella Ethernet e la presenza, oltre all’uscita per le cuffie e a quella micro-DVI, di una sola porta Usb (2.0, ovviamente). Per questo il prezzo ci sembra un tantino alto: in Italia dovrebbe partire da 1699 euro come versione base. Sicuramente sarà un gioiellino bellissimo da vedere, sicuramente sarà leggerissimo da portare dietro… ma senza Ethernet, con una sola porta Usb e senza drive ottico probabilmente risulta un portatile un po’ menomato. Almeno per il mercato italiano, dove le reti Wireless non sono ancora così diffuse come forse negli Stati Uniti.

Durante il Keynote sono state, ovviamente, presentate molte altre novità. Come (e questa ci sembra davvero interessante) la possibilità di noleggiare film su iTunes (moltissime le case che già hanno aderito, da Warner Bros a Disney, da Paramount a Universal, da Touchstone a Miramax, da Mgm a Sony, solo per citare le più famose). Si partirà con più di mille film disponibili dopo 30 giorni dall’uscita del Dvd. Il noleggio costerà dai 2,99 ai 3,99 dollari e, una volta noleggiato, bisognerà finire di guardare il film entro 24 ore. La funzionalità arriverà in Italia nei prossimi mesi.
Insieme ad iTunes, aggiornata anche la Apple Tv, che arriva alla seconda versione (per chi già la possiede, basterà un aggiornamento software gratuito per rinnovarla): la novità principale è che sarà possibile scaricare i film senza computer, direttamente da internet, e guardarli sul televisore. Il prezzo scende a 229 dollari. La nuova Apple Tv porta con sé una qualità DVD e HD e il Dolby 5.1.

Altra novità è Time Capsule. Si tratta di un hard-disk esterno (da 500Gb o 1Tb) che fa anche da base wireless Airport Extreme. Utilissimo, spiega Jobs, per effettuare i backup con Leopard e Time Machine in automatico e senza fili. In effetti, in molti lamentavano il fatto che per utilizzare il servizio Time Machine (che effettua ogni giorno il backup del sistema) fosse necessario per forza un disco esterno. Anche in questo caso ci vien da pensare che, visti i prezzi degli hard-disk esterni di altre marche concorrenti, i 299 o 499 dollari ci sembrano un po’ eccessivi. Infine – e qui forse noi italiani rimaniamo un po’ a bocca asciutta – un po’ di delusione per le novità provenienti dall’iPhone: ci aspettavamo una nuova versione con più potenza, più spazio a disposizione e, soprattutto, capacità di collegarsi alla rete Umts. Invece, sono state annunciate solo alcune piccole novità (grazie alla triangolazione delle reti cellulari, la funzione Maps riconoscerà la zona dove ci troviamo; possibilità di creare link diretti, nella pagina principale, ai siti internet che visitiamo più spesso, per citare le due più importanti).

Un Keynote sicuramente interessante, che ha portato con sé sicuramente dei prodotti rivoluzionari. Ma forse, rispetto agli anni passati, ci aspettavamo qualcosina di più. Tra l’altro c’è da notare un brusco crollo delle azioni Apple a Wall Street, che ha perso 9,74 punti (-5,45 %), segno forse che c’erano aspettative maggiori. Ora ovviamente vedremo come reagirà il mercato. Passiamo a voi la palla. Che ne pensate di tutte queste novità? Vi aspettavate qualcosa in più, magari sul fronte dell’iPhone? Pensate di fare qualche acquisto appena questi prodotti arriveranno in Italia?

iTunes e i “sentimenti musicali”

D@di per Downloadblog.it

“Taggare” la musica in base all’umore che questa suscita. È lo scopo di Moody, un utility per Mac e Windows che lavora insieme ad iTunes di Apple. Il funzionamento è molto semplice: mentre ascoltiamo una canzone, dal pannello di Moody possiamo scegliere un colore che, in base a una legenda, andrà a indicare il nostro stato d’animo nei confronti di quel determinato brano.

Ad esempio, se ci sentiamo felici o elettrizzati potremo scegliere un colore acceso come il giallo o il verde, se ci sentiamo tristi un colore scuro, se siamo rilassati un colore pastello, e così via.

Una volta selezionato il colore, questo viene scritto tra i metadata del brano. All’inizio bisognerà inserire un bel po’ di colori, ma quando la nostra musica sarà “taggata” per bene, potremo ad esempio mandare in esecuzione delle playlist basate sul nostro stato d’animo del momento.

Moody, per Mac Os X e Windows (richiede .Net) è freeware.

I piani di Microsoft per diventare il “re del media-entertainment”

I piani di Microsoft per il futuro portano tutti verso il potenziamento dei propri sistemi di distribuzione dell’intrattenimento digitale. Parola di J Allard, già famoso per aver guidato il settore Xbox e ora a capo della struttura che sta dietro al Zune music player, intervistato dal New York Times.

Microsoft, ha confermato J Allard, sta facendo molti sforzi per la costruzione di un servizio online che diventerà il punto di riferimento per comunicazione e intrattenimento. Il servizio Xbox Live, in particolare, sarà presto molto potenziato grazie all’aggiunta di video e prodotti per la telefonia mobile. Attualmente tramite Xbox Live Microsoft distribuisce ogni giorno una gran quantità di giochi, film e video.

L’aggiunta della parola “telefonia mobile”, però, fa pensare che la prossima grande novità in arrivo da Redmond sia il lancio di un nuovo telefonino made in Microsoft, un po’ come l’iPhone lanciato da Apple. Una considerazione: tutto ormai nel mondo dell’intrattenimento digitale si sta muovendo verso sistemi aperti che tramite internet diffondono musica, video, foto, giochi e servizi, quindi è ovvio che Microsoft si stia spostando in questa direzione.

Sui giochi sicuramente il sistema di vendita online di Microsoft funziona molto bene, ma sulla musica e la telefonia si trova sempre a rincorrere l’iTunes Music Store e l’iPod di Apple, e anche la storia di un nuovo cellulare sarà vista da molti come una vera e propria “copiatura” dell’iPhone. Cosa ne pensate? Cosa potrebbe fare Microsoft per rendersi davvero innovativa?

Accordo Fox-Apple per la distribuzione di video su iTunes

Durante questi ultimi giorni vi abbiamo riferito di numerosi accordi tra case produttrici di film/serie tv e società che ridistribuiscono questi contenuti sul Web. Oggi vi diamo conto di un’altra partnership: la Fox Broadcasting ha stretto un accordo con Apple per distribuire alcune serie in prima visione su iTunes. Gratuitamente

Si tratta di alcuni telefilm come “Prison Break”, “Bones” e “K-Ville”. Ogni puntata sarà disponibile per il download per un’intera settimana, dopodiché sarà eliminata. Probabilmente a questo seguiranno altri accordi per altre serie (speriamo più famose).

Mtv e RealNetworks insieme contro Apple

Novità in campo musicale: Mtv, a quanto riporta un articolo del Wall Street Journal, si starebbe alleando con RealNetworks per cercare di contrastare il successo (fino ad ora incontrastato) dell’iTunes Music Store di Apple. L’alleanza, secondo indiscrezioni, segnerebbe la fine della partnership tra Mtv e Microsoft, che aveva portato alla costruzione di Urge. Servizio che però non ha ottenuto il successo sperato, forse anche perché Bill Gates ha cercato di puntare tutto su Zune.

Vedremo dunque a cosa porterà questa partnership. Per adesso c’è solo da segnalare che continua inarrestabile il successo di iTunes, che ha venduto più di tre miliardi di brani musicali.

iTunes, 3 miliardi di download

Tre miliardi di candeline… ehm… di download per l’iTunes Music Store, il negozio musicale online di Apple che ieri ha festeggiato un ambizioso traguardo.

Il negozio virtuale, inoltre, ha superato, in termini di vendite, Amazon.com e Target, affermandosi come il terzo più grande rivenditore di musica online negli Stati Uniti e primo assoluto nella maggior parte degli altri paesi del mondo.

Un traguardo importantissimo arrivato a soli tre anni dal lancio e che vedrà un ulteriore boom con l’arrivo dell’iPhone sul mercato extra-americano.

Il re della rivoluzione musicale online? Jobs

Il re indiscusso della rivoluzione musicale online? Senza dubbio Steve Jobs, Ceo di Apple. A decretarlo, la rivista americana Blender, che lo ha messo in cima alla lista delle 25 persone più influenti nel settore. Una lista creata con l’intenzione di mostrare chi dirige e influenza il fenomeno della musica in rete.

Steve Jobs, con l’iPod, l’iTunes Music Store e ora l’iPhone ha creato una vera rivoluzione nel settore. In particolare, l’iTunes Music Store, con i suoi prezzi relativamente bassi, ha costituito un grosso passo in avanti nell’acquisto online di brani mp3 in modo legale.

In seconda posizione si trovano poi Tom Anderson e Chris DeWolfe, fondatori del social network MySpace, mentre gli ideatori di YouTube Chad Hurley e Steve Chen si piazzano al terzo posto “per aver fatto diventare il loro sito – questa la motivazione – quello che prima era Mtv”.

Lala.com: il nuovo concorrente di iTunes?

Si chiama Lala.com, il suo slogan è “Un posto per far crescere la tua musica” e potrebbe presto diventare una spina nel fianco per iTunes Music Store. L’approccio, molto originale, alla musica digitale permette infatti a Lala di diversificare il proprio prodotto, puntando su due diversi settori: quello del download legale di brani e quello dell’ascolto gratuito e dello sharing.

L’azienda sta stringendo accordi con le maggiori case discografiche del pianeta. In questo modo, gli utenti potranno, in tutta sicurezza e legalità, ascoltare canzoni attraverso un apposito player, in modo gratuito. Poi, se vogliono, possono acqusitare il cd o scaricare il brano in formato Aac direttamente sull’iPod (senza passare, quindi, per l’hard-disk e iTunes). Questo tramite un player che non permette di salvare in locale. In questo modo, spiegano, dovrebbe essere più difficile (ma non impossibile!) condividere i file dal proprio computer. I brani, in ogni caso, non sono protetti da Drm.

Il prezzo dei brani si aggira intorno ai 99 centesimi di dollaro, ma per gli utenti che scaricano di più sono previsti sconti. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, i costi di licenza per Lala dovrebbero aggirarsi intorno ai 140 milioni di dollari.

“Lala è basata su due fattori – spiegano i creatori – il primo è che la gente vuole possedere la musica che ascolta; il secondo è che la vuole ascoltare nella maniera più interattiva possibile. Lala promette un’alta qualità e, allo stesso tempo, anche la sicurezza di ascoltare in modo assolutamente legale”.

iTunes abbatte le barriere linguistiche

L’iTunes Music Store sta introducendo una nuova originale funzione che permetterà di promuovere, all’interno delle versioni localizzate del negozio online, musica di paesi stranieri.

Il programma è chiamato “Foreign Exchange” e funziona più o meno così: due artisti di due differenti paesi traducono nella propria lingua e fanno una cover di un brano dell’altro e viceversa.

Il primo scambio è quello tra i tedeschi Wir Sind Helden e +44, un gruppo rock americano. I +44 faranno una cover di “Guten Tag” dei Wir Sind Helden e, viceversa, i Wir Sind Helden faranno una cover di “When your heart stops beating” dei +44.

Quant'è random il random?

Quanto sono casuali i brani che ascoltiamo su iTunes se selezioniamo il modo d’ascolto “random”? Molti di noi se lo saranno spesso chiesti (non solo nei riguardi di iTunes, ma in generale di tutti i player e lettori cd e mp3). Io me lo sono chiesto spesso, ad esempio, quelle poche volte che ho usato la funzione Music Quiz sull’iPod (molti brani si presentavano con un’alta frequenza, altri mai). Ebbene, i colleghi australiani di Cnet hanno deciso di compiere alcune prove, e i risultati sembrano molto interessanti. Qui trovate l’articolo completo (4 pagine).

L’inchiesta è partita dopo che molti lettori avevano segnalato che iPod e iTunes, nella modalità shuffle, preferiscono far ascoltare i Bee Gees o Pavarotti piuttosto che altri artisti.

Per valutare come si comporta iTunes con la funzione random, gli amici di Cnet hanno utilizzato un Mac Mini con un’installazione “pulita” di Mac Os X (in modo tale che nessun brano fosse mai stato aggiunto al computer) e hanno acquistato un’iTunes Music Store card dalla Apple del valore di 170 dollari australiani. Poi, sempre dal Music Store, hanno scelto quattro artisti che rappresentassero Emi, Sony, Universal e Warner Music e per ognuno di essi hanno acquistato cinque brani. A questi sono stati aggiunti altri 20 brani dalla top-50 del mese di febbraio. Poi – ancora – hanno aggiunto mp3 rippati da cd (che, quindi, non avevano nei tag informazioni aggiuntive che potevano essere state aggiunte dal Music Store).

Così, dopo aver fatto partire la modalità random e aver generato 40 playlist, hanno scoperto, ad esempio, che tra l’artista più e quello meno rappresentato c’era una bella discrepanza e che, soprattutto, alcune case discografiche erano rappresentate più di altre. Ancora, i brani della top-50 venivano messi in rotazione molto più spesso degli altri, così come i brani acquistati su iTunes venivano fatti ascoltare molto più degli altri rippati da cd. Per non parlare di 4 brani rippati, che nelle 40 playlist generate non hanno mai visto la luce, mentre addirittura un brano scaricato dal Music Store è stato scelto 59 volte.

Qui tutti i risultati. Un’inchiesta che sicuramente farà parlare di sé. Io personalmente non mi sento di dire con certezza se veramente i brani del random siano in qualche modo “pilotati” oppure se, invece, è tutta colpa del caso. Voi che ne pensate?

Esportare librerie di iTunes in playlist m3u

Hai deciso di non utilizzare più iTunes ma non vuoi perdere le imponenti playlist che hai creato con ore e ore di duro lavoro? Vuoi esportare le playlist su un lettore mp3 che non sia l’iPod? Per tutto questo (e altro) esiste un software gratuito per Windows, iTunes Export, che permette, appunto, di trasformare le librerie musicali in playlist standard .m3u.

Dal sito ufficiale è possibile scaricare, oltre che l’interfaccia grafica del software, anche il suo codice sorgente e l’applicazione (molto comoda per lavori lunghi) da utilizzare da riga di comando. E per fare il contrario, cioè importare una playlist m3u in iTunes? Possiamo utilizzare M3U2iTunes, freeware, per Mac Os e Windows.