Gatti, monaci, scheletri e ascensori

Il felino convocato in tribunale, la donna che dorme sull’aereo, il marito che porta la mamma in luna di miele, il monaco con lo scheletro. Notizie incredibili ma vere dal mondo

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Gelo, uccelli e palle di neve

C’è chi con la lingua rimane attaccato a un palo, chi viene arrestato per aver tirato una palla di neve e chi per aver rubato lecca-lecca. E poi vi sveleremo il mistero degli uccelli morti: erano ubriachi! Notizie incredibili ma vere dal mondo

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Un nuovo mercato all’orizzonte

L’agenzia funebre per soli gay? Un ministro dei trasporti senza patente? Un ubriaco che fa pipì sulla macchina della polizia? Il ladro sfigato di condom? Le notizie più incredibili ma vere dal mondo

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Tra wanted e funerali

Sostenere 950 volte l’esame di guida? Cambiare il proprio identikit? Cosa non succede nel mondo!

 

“CAMBIATE LA MIA FOTO SUL CARTELLO WANTED!”
Quello che è successo qualche giorno fa in Inghilterra segna davvero il nuovo corso dei tempi. La nostra vita è dominata dalla televisione, che a sua volta è dominata da modelli e veline. E allora l’aspetto fisico va a rivestire un ruolo di fondamentale importanza, anche nei casi totalmente inutili. State a sentire cos’è successo nel sud del Galles: un uomo, che cercava di fuggire dalla polizia, ha mandato una lettera anonima a un giornale con una sua foto. Perché? Perché l’identikit elettronico distribuito dagli agenti ai media lo raffigurava “troppo brutto”. L’uomo, 23 anni, accusato di rapina a mano armata in diverse abitazioni di Swansea – chissà – forse aveva intrapreso la carriera del ladro anche per diventare un “cattivo famoso”. Ingiusto, dunque, essere raffigurato brutto e malandato in prima pagina sul giornale più letto del paese. Peccato che forse il vanitoso non ha pensato che, grazie alla foto aggiornata e diffusa su tutti i mezzi di comunicazione, sarà molto più semplice riconoscerlo e acciuffarlo!

 

ANZIANA SOSTIENE 950 VOLTE L’ESAME PER LA PATENTE
Inutile citare il vecchio adagio della donna al volante, vero? Però – care lettrici – questa volta dovete ammetterlo: ci sono alcune donne davvero negate con le auto e con la guida. Dite di no? Leggete per intero questa storia, come sempre vera e inedita. Siamo nella Corea del Sud, dove una donna 68enne ha tentato ben 949 volte di passare l’esame di teoria per prendere la patente. E l’ha superato solo la 950° volta. “L’aspirante – ha spiegato un ufficiale della polizia stradale – ha iniziato a sostenere gli esami nell’aprile del 2005, ma non è mai riuscita ad ottenere il punteggio minimo per superarli”. Ma la cocciutaggine e la voglia di guidare hanno avuto la meglio, e così dopo aver speso ben cinque milioni di won (pari a 2.285 euro, spicciolo in più – spicciolo in meno) di tasse d’esame, la donna finalmente è riuscita a passare il test con il minimo dei voti dopo averci provato per ben 950 volte. Ora la donna ha già iniziato le guide pratiche e le toccherà sostenere – speriamo non 950 volte! – la prova pratica finale. Impossibile per i giornali contattarla. L’unico commento della signora Cha al Korea Times è stato questo: “Ho bisogno della patente per avviare un’azienda agricola”. E chissà che prima dei 90 anni la signora non ci riesca!

 

SE UN UOMO COMPARE AL PROPRIO FUNERALE
Chi di noi non ha mai pensato al momento del proprio funerale? Sarebbe interessante – per molti se non per tutti – sapere cosa si dirà, chi verrà, chi piangerà, e così via. Un 59enne di Santo Antonio da Platina, in Brasile, è riuscito – involontariamente, è chiaro – a scoprirlo, stupendo anche tutti i presenti. Il suo nome è Ademir Jorge Goncalves, e la notizia ha fatto questi giorni il giro del mondo. Ma iniziamo dal principio: Ademir aveva deciso, in una sera di pioggia, di trascorrere alcune ore con degli amici in pub. Dopo essere uscito visibilmente ubriaco dal locale, ha però rifiutato per diverse volte l’aiuto degli amici per tornare a casa, e così è entrato nella sua macchina sportiva e, sotto un temporale, si è diretto verso la propria abitazione. Nel tornare, però, ha deciso di fare visita a una sua vecchia fiamma, ha staccato il cellulare ed è rimasto con lei per due giorni, facendo perdere le proprie tracce. Nel frattempo, la polizia era stata allertata che per la forte pioggia un’auto sportiva con un uomo a bordo aveva sfondato un guardrail ed era precipitata in una scarpata. L’uomo a bordo, morto sul colpo, è stato ritrovato completamente sfigurato. Ma subito tutti i familiari di Ademir – che come invece noi sappiamo, si era rifugiato da una vecchia fiamma – hanno pensato a lui: l’uomo deceduto aveva lo stesso tipo di auto e vestiva in modo simile. Per questo, senza nemmeno fare il riconoscimento del cadavere (incredibile!) è stata decretata la morte dell’uomo. La salma è stata ricomposta alla buona e si sono indetti i funerali. Intanto il nostro beniamino, tornato in città, non riusciva a trovare né i suoi familiari né i suoi amici né i suoi colleghi. Camminando vicino casa ha notato il “suo” manifesto funebre e così si è precipitato al funerale, interrompendo la cerimonia e – ovviamente – creando scompiglio e scene di panico tra molti dei convenuti. La polizia locale ha chiesto più volte scusa alla “vera” famiglia della vittima: “Siamo stati convinti dai parenti e dagli amici del signor Goncalves che si trattava proprio di lui – ha spiegato il portavoce – e per questo abbiamo tralasciato sia il riconoscimento del corpo sia una prova del Dna. Per questo chiediamo scusa alla vera famiglia della vittima”.

 

VA IN GALERA PER UN “POKE” SU FACEBOOK
Si contano sulle dita di una mano i nostri amici che ancora non utilizzano Facebook. Quindi so di parlare a una platea molto informata dell’argomento. Tutti sapete cos’è un “poke”, vero? Letteralmente in inglese significa “stuzzicare”, “dare una spintarella”. Un poke su Facebook è quel comando che si utilizza per salutare un amico, sollecitarlo a scriverti o semplicemente richiamare la sua attenzione. Si tratta, quindi, di un tentativo di contattare un’altra persona. Il che può mettere nei guai chi, come Shannon D. Jackson di Hendersonville nel Tennessee, è obbligato dal giudice a non contattare un’altra persona. Shannon, incredibile ma vero, è stato arrestato e portato nella prigione della contea di Sumner con una multa di 1.500 dollari (pari a circa mille euro) per aver violato la sentenza che lo obbligava a non contattare “in nessun modo” il suo ex-fidanzato, con cui aveva avuto un passato burrascoso. Shannon, in attesa della sentenza definitiva, rischia addirittura 29 giorni di prigione e l’aumento della multa fino a 2.500 dollari. “La signora Jackson – si legge nella sentenza – è accusata di aver utilizzato la funzione ‘poke’ di Facebook per contattare il suo ex-fidanzato violando i termini di una sentenza del tribunale”. Prova del misfatto, una pagina di Facebook stampata e messa agli atti in cui risulta il “poke”.

 

CERCHI DA ANNI UNA PERSONA? PROVA CON GOOGLE
Google, a volte, riesce a fare miracoli. Non solo riesce a darci consigli estremamente utili su argomenti e attività quotidiane (tra i termini più ricercati in novembre, non stiamo scherzando, figura: “Può una cagnetta rimanere incinta di un uomo?”) ma riesce anche a riunire delle famiglie. Com’è successo a Scott, della California del Sud, e April, del Kansas. I due sono rispettivamente padre e figlia, ma non sono mai riusciti ad incontrarsi per volere della madre della ragazza. Il padre, che in un primo momento non aveva riconosciuto la figlia e aveva ripudiato la neo-mamma, dopo qualche anno di “sbandamento” aveva voluto reincontrare la figlia. Ma purtroppo la madre e la figlia sembravano svanite nel nulla. E così ha creato un sito chiamato “Scott Becker looking for April”: “Ho cercato mia figlia per svariati anni – ha spiegato – ma purtroppo non sono mai riuscito a trovarla, nonostante avessi messo sulle sue tracce anche degli investigatori privati”. Per la serie: oltre 40mila dollari spesi, ma nessuna traccia della ragazza. “Così – prosegue – mi è venuta un’idea: creo un sito internet con il nome di mia figlia, in modo che se un giorno mia figlia volesse scrivere su Google il suo nome, tra i primi risultati uscirebbe il sito internet”. E così – dopo dieci anni – è stato: i due prima hanno iniziato a comunicare via e-mail, dopodiché sono passati al telefono e poi, finalmente, hanno deciso di incontrarsi in un bar, tra l’incredulità dei parenti e la commozione generale.

Porno-iPhone, porno-pizzaioli

L’iPhone è il cellulare preferito dai maniaci sessuali… mentre i bimbi cambiano sesso. Tutto vero!

IPHONE, IL CELLULARE PREFERITO DAI PENI
In Italia tutti conosciamo gli Mms. Si tratta di quei messaggini multimediali che possiamo inviare dal cellulare e al cui interno oltre al testo normale possiamo inserire fotografie, e spezzoni di audio e video. Negli Stati Uniti, invece, fino a poco tempo fa non erano per niente conosciuti. Ad introdurli è stato l’iPhone, il telefonino-palmare della Apple che si utilizza toccando lo schermo, con la sua ultima versione uscita in estate. Perché vi stiamo raccontando tutto questo? Perché durante le primissime ore in cui la società telefonica At&t ha reso disponibile l’invio di Mms, tutti eccitati gli utenti hanno iniziato a inviare messaggini multimediali agli amici, tanto che in un minuto la rete telefonica è stata inondata da più i 3,4 milioni di messaggi multimediali. Non ho utilizzato la parola “eccitati”, qualche riga più in su, a caso. Sì, perché secondo i tecnici di At&t durante i primi minuti oltre il 90 per cento (ripetiamo, il 90%!) dei messaggini avevano in allegato foto erotiche e foto, soprattutto, di peni. Solitamente i gestori telefonici non mettono (o non dovrebbero mettere) il naso all’interno dei sistemi per spiare i mesaggi dei propri utenti; l’At&t, invece, ha giurato di farlo solo per i primi minuti di attività, per vedere cosa succedeva e soprattutto se il servizio funzionasse bene e incontrasse i pareri favorevoli degli utenti. Chissà, mettendo il naso negli archivi dei gestori telefonici nostrani, cosa potremmo trovare!!!

 

MAMMA, IL MIO AMICHETTO ORA È DIVENTATO UN’AMICHETTA!
Dalla Gran Bretagna arriva una notizia molto molto particolare: un bimbo di nove anni, infatti, è probabilmente la più giovane persona nel mondo occidentale ad essersi sottoposta ad un’operazione di cambio di sesso. Il bambino – si legge in alcuni giornali britannici – ha lasciato la scuola da maschietto ed è tornato, qualche giorno dopo, da femminuccia. Con tanto di grembiulino rosa e orsacchiotto di peluche. Inevitabile lo scoppio di una forte polemica. Secondo fonti mediche, infatti, un bambino di quell’età non avendo ancora raggiunto lo sviluppo è troppo piccolo sia per un’operazione del genere, sia soprattutto per la terapia successiva a base di ormoni. Uno degli psicologi che hanno consigliato alla famiglia di effettuare l’operazione ha spiegato che, al giorno d’oggi, non bisogna più essere sorpresi davanti a scelte di questo tipo; anzi, è una gran fortuna che il bambino (anzi, la bambina) sia riuscito/a ad esprimere apertamente il proprio disagio nel vivere da maschietto a soli nove anni. Contrarie, invece, le associazioni omosessuali: secondo una delle più importanti in Gran Bretagna, la Beaumont Society, il piccolo (anzi, la piccola) adesso è molto vulnerabile davanti ai suoi amici e soprattutto davanti ai bulli della scuola: “Cambiamenti del genere – ha spiegato un portavoce – sono già molto traumatici negli adulti, figuriamoci tra i bambini”. Ad analizzare bene la situazione gran parte della colpa ce l’hanno i docenti della scuola, che non hanno svolto con i compagni di classe del bimbo un percorso di avvicinamento all’operazione né – una volta tornato a scuola – di spiegazione dell’accaduto. Si sono semplicemente limitati a lasciar correre la situazione, accettando di buon grado il parere di ben cinque specialisti, secondo cui l’operazione era altamente necessaria. Questi maestri, però, qualche piccolo problema di disorientamento l’hanno creato nei loro alunni, considerato che in molti sono sono corsi dai propri genitori a chiedere perché il loro amichetto era diventato una femminuccia.

 

I PORNO-PIZZAIOLI IRLANDESI
In Irlanda i lavoratori della fabbrica di pizza congelata “Green Isle Foods” di Kildare sono stati in sciopero tutta la settimana. Lo sappiamo, direte voi, e la ragione è sempre la stessa: c’è crisi, l’Irlanda sta affrontando questo periodo di ristagno economico peggio di molti altri paesi, le aziende non investono e i cittadini non spendono. No… niente di tutto questo! I pizzaioli, gli imbustatori, gli addetti al controllo di qualità hanno tutti protestato per sostenere la causa di tre colleghi, licenziati perché durante il lavoro stavano guardando su un monitor di servizio un film a luci rosse. Sì, avete capito bene, questa sì che è solidarietà: tutti a protestare per il diritto dei lavoratori di guardare film porno durante l’orario di ufficio. Ci permettiamo, per una volta, di prendere le difese dell’azienda, perché il licenziamento (e la scoperta del film porno) sono arrivati dopo che gli operai in questione per ben sette volte avevano fallito nel loro lavoro, una volta lasciando un coltellino sopra una pizza (ritrovato poi sulla tavola di un’ignara famiglia di Cork), un’altra volta – solo per fare qualche esempio – condendo la pizza solo per metà. Un accordo sindacale noi de lo Stivale Bucato possiamo proporlo: perché non permettere ai lavoratori di guardare film a luci rosse… durante la pausa pranzo?

 

COME SI ESCE DI PRIGIONE?
Lunghi tunnel scavati nel muro? Niente affatto. Lenzuola annodate tra loro a mo’ di corda? Figuriamoci, solo nei film! Per uscire di prigione c’è un metodo molto più semplice: basta chiedere alle guardie qual è l’uscita. Non ci credete? Il fatto, come sempre incredibile ma vero, è accaduto a New York. Il detenuto in questione – vestito non come tutti gli altri, ma in giacca e cravatta perché doveva presentarsi a un’udienza in tribunale – ha semplicemente assecondato una guardia penitenziaria un po’ distratta che, incontratolo per i corridoi, l’ha confuso per un avvocato. “Signor avvocato, cosa ci fa qui?”, avrebbe chiesto la guardia. “Mi sono perso, dov’è l’uscita?”, ha subito risposto a tono il prigioniero, sfruttando la situazione. Così – in barba alla sicurezza, ai tesserini da visitatore, alle telecamere e chissà a quali altre diavolerie elettroniche – l’uomo è uscito ed è andato a casa della madre; si è cambiato i vestiti, dopodiché è uscito per fare un giro. “Pensavo fosse stato scarcerato – ha subito dichiarato la madre ai poliziotti accorsi in massa – perché è venuto a casa con una bottiglia, abbiamo festeggiato e ha detto che voleva fare un viaggio per togliersi dalla testa il brutto periodo passato in galera”. L’uomo, che si trovava dietro le sbarre per numerosi furti in negozi del centro cittadino, non è stato ancora ritrovato. E potrebbe essere – chissà – persino sotto casa vostra. Quando si dice che per risolvere un problema… basta chiedere!

 

POSTINO RUBA 30MILA DVD
Ci lamentiamo tanto delle Poste Italiane, dei pacchi che non arrivano, delle buste aperte e delle bollette sparite. Ma in realtà dovremmo considerare anche quello che avviene negli altri paesi. Spostiamoci, ad esempio, a Springfield nel Massachusetts, dove a casa di un postino (anzi, di un ex-postino) sono stati trovati ben 30mila Dvd rubati. Il dipendente delle Poste, secondo la ricostruzione degli agenti, ogni volta che trovava una spedizione proveniente da una importante società di vendita online di film, prendeva il suo contenuto e lo rubava, portandolo a casa e, di conseguenza, non consegnando mai la merce ai legittimi destinatari. Ad allertare proprio le Poste di Springfield è stata la stessa società di vendita online, che si è trovata improvvisamente con centinaia di reclami a settimana per spedizioni non arrivate. L’uomo, licenziato, ora dovrà trascorrere 16 mesi in prigione e dovrà risarcire, tra Poste e ditta di vendita online, oltre 38mila euro. Beh, guardiamo il lato positivo, caro postino: in prigione, se riesci ad ottenere un lettore Dvd per la tua cella, potrai finalmente guardarti tutti e 30mila i film che hai rubato!

Cadaveri e patenti di guida

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Ricevere, per sbaglio, un cadavere durante una spedizione? Negli Stati Uniti si può. Così come si possono confondere, per anni, nomi e diciture in lingue diverse…

 

CRISI, È BOOM PER IL SENO NUOVO. MA A RATE
Il seno nuovo? In tempi di crisi economica un intervento di chirurgia estetica si può pagare anche in comode rate fino a cinque anni. Un acconto di trecento euro e poi mini-rate da 60 euro. Una novità? Tutt’altro: lo fanno – senza ammetterlo, ovviamente – decine e decine di donne ogni anno. Bastano un paio di click sui siti internet che offrono consulenze di chirurgia estetica e che offrono anche la possibilità di prenotare il tutto online. Tra gli altri interventi finanziabili ci sono anche la mastoplastica facciale, la liposcultura, la liposuzione, la gluteoplastica, la rinoplastica, la mentoplastica e il lifting. L’importo finanziato – si legge nei diversi siti internet – è in ogni caso “indicativo”, e solo dopo un consulto dal vivo potrà essere formulato il prezzo definitivo. Rifarsi le tette, dunque, non sarà più una cosa “da ricchi”, ma permetterà a tutte le donne, con un cifre mensilmente abbordabili, di “acquistare” qualche taglia in più. Non è tutto, spiegano gli esperti: le rate permettono infatti di accedere ad interventi di qualità e sicurezza senza bisogno di cercare le occasioni per risparmiare che potrebbero nascondere situazioni di rischio. E così, tra qualche mese, non sarà più “strano” sentirsi dire da amiche e conoscenti: “Ehi non toccare, non ho ancora finito di pagarlo!”.

 

IL PEGGIORE GUIDATORE (POLACCO) IN IRLANDA
Conoscete Prawo Jazdy? Probabilmente no, ma la polizia irlandese lo conosce molto, molto bene. È infatti considerato il peggior guidatore d’Irlanda, roba da far accapponare la pelle a qualsiasi agente per la quantità impressionante di multe che ha collezionato. Non solo: il database della polizia stradale con sede a Dublino è andato più volte completamente in tilt perché “Prawo Jazdy” ha fornito – centinaia di volte e in decine di luoghi diversi del paese – i più disparati indirizzi postali, e così è stato, fino ad ora, praticamente impossibile riuscire a recapitare le multe, la cui somma ha superato le centinaia di migliaia di euro. Un vero caso da Sherlock Holmes, direte voi. Tutt’altro. Perché Prawo Jazdy non è una persona fisica. Bensì la traduzione, dal polacco, di “patente di guida”. Avete capito bene: la polizia irlandese ha cercato inutilmente e per mesi un certo “Patente di Guida” che aveva fornito decine e decine di indirizzi diversi… il tutto perché, nell’elevare le multe, i poliziotti avevano confuso la dicitura “Patente di guida” con il nome e cognome dell’automobilista (non sempre lo stesso, quindi!) che si fermavano a multare. Una bella figura, dunque, per la polizia stradale e i locali corpi di polizia municipale. C’è voluta una circolare interna – da pochi giorni emessa – per ricordare agli agenti di fare molta attenzione nel fermare automobilisti polacchi!

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Capre ladre, cani caldi

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Capre incarcerate, uccelli nei pantaloni, gatti volanti, cani nei panini. Il Follini ma Vero vi propone il meglio delle notizie pazze sul mondo degli animali

 

UN HOT DOG… PRESO ALLA LETTERA
Il Follini ma Vero che vi proponiamo questa settimana è tutto dedicato ai nostri amici a quattro zampe. Ma anche a due. Ma anche senza zampe e con le pinne. O con le ali. Stiamo parlando dei nostri amici animali. Maltrattati, amati, sfruttati… in storie davvero tanto assurde. Come quella dell’hot dog che arriva da Casablanca, in Marocco. Negli Stati Uniti (ma anche in Italia) per hot dog si intende, comunemente, il panino lungo all’olio farcito con wurstel o salsiccia e condito con maionese, senape o ketchup. E non vuol dire, tradotto alla lettera, “cane caldo”. Cosa che, però, deve aver pensato un imprenditore marocchino dell’industria ambulante della ristorazione. Che ha deciso di proporre panini con carne di cane. Gli amanti degli animali sicuramente staranno storcendo gli occhi, ma purtroppo è successo realmente. L’uomo, che ha venduto carne di cane addirittura per sei anni (ovviamente spacciandola via via per carne di maiale o di bovino) è stato arrestato, condannato a sei anni di carcere e al pagamento di una multa di diecimila dirhams, pari a circa 900 euro. In tribunale, l’uomo ha ammesso che utilizzava anche delle sostanze chimiche per camuffare l’odore e il colore della carne di cane. L’organizzazione, oltre che da lui, era formata da altri quattro uomini colpevoli di fare provviste di cani e ucciderli.

 

MARITO INCAZZATO TIRA GATTO ALLA MOGLIE
Tra moglie e marito non mettere… il gatto. Un uomo dello stato di New York sta infatti affrontando un processo per aver tirato, durante un litigio, il gatto di casa… addosso alla moglie! La storia inizia in piena notte, quando due sposini di 25 anni hanno iniziato a litigare. Il litigio però, forse anche dettato dai fumi dell’alcol, è diventato sempre più molesto. Il ragazzo, andato giustamente su tutte le furie, prima ha tirato un pugno alla parete rovinando tutto l’intonaco del salotto, poi ha lanciato alla donna un’intera collezione di piatti. Infine, non avendo più nulla a disposizione, Paul A. Wood – così si chiama il ragazzo – ha deciso bene di tirare il gatto alla moglie. Facendole anche del male, considerato che il gatto – sentendosi in pericolo – ha giustamente pensato bene di tirare fuori le unghie durante il volo (ma, fortunatamente, non si è fatto male). La donna se l’è cavata con qualche graffio in faccia mentre l’uomo, oltre ad essere stato lasciato, è ora accusato di maltrattamento di animali (e di uomini).

 

PRENDERE 200 PICCIONI CON UNA FAVA
Negli ultimi giorni si è parlato parecchio di traffico illecito di uccelli. Tanto che vi raccontiamo due storie molto simili che hanno dell’incredibile. La prima arriva dal Brasile, dove le autorità aeroportuali di Sao Paulo hanno fermato un uomo portoghese alla dogana per il semplice fatto che nella valigia custodiva duecento uccelli. Di cui, purtroppo, 65 morti. La cosa incredibile è come abbiano fatto gli altri 135 a sopravvivere a un viaggio aereo transoceanico chiusi in una valigia!! L’uomo inizialmente ha ammesso di non sapere che esisteva una legge specifica (!) che impediva di trasportare uccelli vivi in una valigia. Poi, dopo diverse ricerche, è risultato essere un trafficante di animali attivo soprattutto in Brasile e Perù.
Un altra storia del tutto simile arriva invece da Sydney, in Australia, dove un cittadino di Melbourne è stato fermato alla dogana dell’aeroporto perché aveva viaggiato da Dubai con due piccioni nei pantaloni. Fatto ancora più incredibile è che questi piccioni sono stati “buoni buoni” tutto il viaggio. Il trafficante è stato scoperto solamente grazie ai raggi X, che hanno rinvenuto due uova all’interno del suo bagaglio. Per non farli sentire soli, l’uomo aveva inserito all’interno dei pantaloni anche addirittura una melanzana (bah!). A causa delle leggi molto severe sull’importazione di specie estranee, il trafficante ora rischia un massimo di dieci anni di carcere e una multa fino a 70mila euro.

 

CAPRA INCARCERATA PER FURTO
In Nigeria una capra è tenuta rinchiusa in prigione dalla polizia accusata di tentata rapina a mano armata. No no, non stiamo proprio scherzando. O meglio: secondo i vigilanti di un centro commerciale di Lagos, non si tratta propriamente di una capra, ma di un ladro che – utilizzando della magia nera – si è trasformato in una capra per sfuggire all’arresto. Il mammifero, ehm volevamo dire l’uomo, stava rubando una Mazda 323. “Una squadra di vigilanti – ha spiegato Mohammed Tunde, portavoce della polizia dello stato di Kwara all’agenzia di stampa Reuters – è venuta in caserma per segnalare che mentre facevano una ronda hanno visto qualcuno che provava a rubare una macchina. L’uomo, però, è riuscito a scappare, e le guardie quando hanno girato l’angolo hanno trovato solo una capra”. Ovviamente la cosa incredibile non è questa. È incredibile il fatto che, addirittura, la polizia tenga la povera capretta rinchiusa in prigione. Sentite cosa aggiunge Tunde: “Non possiamo basare le accuse su un qualcosa di mistico perché bisogna provare scientificamente, e siamo in attesa delle prove, che un uomo può trasformarsi in una capra”. Cosa c’è alla base di questa incredibile notizia? Il fatto che in moltissimi in Nigeria, una delle nazioni più popolate del continente, credono alla magia nera. Beati loro.

 

I DELFINI? SONO GLI CHEF DEL MARE
Tiriamo un po’ il fiato parlando di delfini, che secondo una recente ricerca devono essere considerati gli chef del mare. Perché? Semplice: sono stati osservati mentre, con la maestria di un grande cuoco, preparano un soffice impasto fatto di calamari. “È il segno – ha spiegato Mark Norman, ricercatore del Museum Victoria di Canberra – di quanto i cervelli di questi animali siano sviluppati. In pratica questi delfini seguono un percorso ben preciso dalla cattura del calamaro alla ‘tavola’, togliendo dal mollusco tutte le parti nocive e non proprio appetitose”. Il comportamento è stato osservato dal 2003 al 2007, e non è per niente una rarità: si ritrova nella maggior parte di loro. Addirittura, altra abitudine comune è quella di catturare pesci più grandi, di prepararli rimuovendo le spine e addirittura di tagliarli in più parti per mangiarli più facilmente.