Il maltempo continua a flagellare l’Italia, video e foto dei telespettatori di Sky TG24

Dalla Lombardia alla Liguria fino a Roma mezza Italia continua ad essere sommersa da fango e pioggia. Nel mio servizio una carrellata di immagini inviate alla redazione di Sky Tg24 dai telespettatori.

Il mio servizio per Sky Tg24

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"Sono fascista ma non un razzista". Di Canio si difende dalle accuse


L’idolo della curva Nord ricorre contro la decisione del giudice sportivo
“Il saluto romano? Soltanto un gesto di appartenenza rivolto alla mia gente”

“Sono fascista ma non un razzista”
Di Canio si difende dalle accuse

BOLOGNA – “Sono un fascista, non un razzista”. Così Paolo Di Canio ha motivato il suo ricorso contro la decisione del giudice sportivo, che per il saluto fascista durante la partita Lazio-Juventus del 17 novembre scorso lo ha squalificato e condannato a una multa di diecimila euro. “Il saluto romano – continua l’attaccante laziale – lo faccio perché è un saluto da camerata a camerati, è rivolto alla mia gente. Con quel braccio teso non voglio incitare alla violenza, né tantomeno all’odio razziale”.

In un dotto e lungo ricorso d’urgenza, la Lazio ha chiesto non solo l’annullamento della squalifica, ma di riconoscere la legittimità e l’assoluta assenza di illeciti nel saluto romano, con la volontà di fare giurisprudenza, perché se qualcosa d’illecito c’è, sostiene l’avvocato, è la vigente normativa in tema di sanzioni sportive. Sarebbe, infatti, violato l’articolo 11 della Costituzione (quello che prevede il contraddittorio) perché il giudice sportivo decide “inaudita altera parte”, cioè senza che l’imputato venga sentito e possa spiegare la sua condotta. Un ricorso che, se accolto, modificherebbe il processo sportivo.

La difesa ha ricordato, inoltre, come la nostra Costituzione proibisca esplicitamente la ricostituzione del disciolto partito fascista, ma al contrario garantisca con chiarezza la libertà di manifestare pubblicamente il proprio pensiero. Secondo il ricorso, quindi, c’è reato di apologia di fascismo solo quando negli atti ci sia il fine di ricostruire il Pnf. Non sarebbe reato, dunque, il “semplice” saluto romano, che secondo Di Canio è solamente un segno di appartenenza e di esclusione di altri.

La difesa di Di Canio, che chiede l’annullamento della squalifica e della multa e di portare la questione alla Corte Federale, è stata affidata all’avvocato Gabriele Bordoni, figlio di un noto penalista nostalgico della romanità fascista e a sua volta esponente della destra radicale e sfegatato tifoso biancazzurro.

Ieri la Fifa aveva chiesto alla Federcalcio di acquisire il fascicolo dell’ufficio indagini per “stabilire in che misura il gesto ha violato il codice etico della Fifa stessa, entrato in vigore nel 2004, ma anche importanti regole disciplinari”.

Questo pomeriggio circa 500 ultras della Lazio hanno manifestato davanti alla sede della Figc di via Allegri. Con loro non c’è il calciatore biancazzurro, che in un primo momento aveva espresso il desiderio di essere presente insieme ai suoi tifosi: il suo legale, infatti, gli ha consigliato di non partecipare al sit-in.

(23 dicembre 2005)

(Nella foto: Il saluto romano alla fine della partita Lazio-Juventus del 17 dicembre scorso)

Carriera, posto fisso e autonomia. Le aspirazioni dei diciottenni laziali


La ricerca dell’Università “La Sapienza” di Roma su 1500 ragazzi delle scuole superiori. Medico e libero professionista i mestieri più gettonati

Carriera, posto fisso e autonomia
le aspirazioni dei diciottenni laziali

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Vorrebbero un posto fisso, possibilità concrete di carriera e, soprattutto, la possibilità di potersi affermare organizzandosi, da soli, il lavoro. È la fotografia dei ragazzi che stanno per uscire dalla scuola secondaria che emerge da una ricerca della facoltà di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, presentata oggi in un convegno con il ministro Maroni e il sindaco di Roma Veltroni.
Il sondaggio, realizzato su 1500 giovani del Lazio (circa il 3,5% di quelli che affronteranno l’Esame di Stato 2006), mette in evidenza come tra i desideri principali dei giovani ci sia un forte desiderio d’indipendenza e una molto limitata disponibilità ad allontanarsi da casa per cercare lavoro. In generale si prediligono inoltre le opportunità individualistiche mentre il lavoro di squadra è visto come poco valorizzante, anche se poi sul posto di lavoro vengono reputati importanti i rapporti amichevoli.

E mentre le ragazze sono più disposte a collaborare, ad ampliare le proprie conoscenze e a stabilire rapporti amichevoli con i colleghi, i ragazzi sognano di poter emergere sugli altri e poterli gestire e di lavorare “da leader”.

Per quanto riguarda, poi, le aspirazioni di lavoro, il medico, a prescindere dal titolo di studio, forse per le possibilità di guadagno sembra essere la carriera più ambita. Al liceo classico le altre occupazioni più gettonate sono l’avvocato e il docente; l’ingegnere, il ricercatore e il libero professionista allo scientifico.
Usciti dagli istituti tecnici, invece, gli studenti vorrebbero lavorare come commercialista, dirigente o nel settore militare o dello spettacolo; i ragazzi degli istituti professionali, invece, sono orientati più verso la carriera di pubblicitario, infermiere, estetista.

Interessanti anche alcuni dati che emergono a livello locale: mentre gli studenti di Latina mostrano totale indifferenza nei confronti dell’ambito umanistico, a Frosinone c’è maggiore interesse verso le aree artistiche e a carattere aziendale. I romani dimostrano un forte interesse per le aree musicali e a carattere umanistico mentre si riscontra un totale disinteresse per le attività fisiche. Gli studenti di Rieti prediligono le aree scientifiche, quelli di Viterbo gli studi politici.

(15 novembre 2005)

(Nella foto: Un ragazzo allo sportello di un Centro per l’Impiego)