Cinquant’anni al servizio dello Stato

di Daniele Semeraro

 

“Ho spesso ripetuto che in un’altra eventuale vita terrena avrei fatto l’ufficiale di marina. Ebbene, era solo una battuta: farò di nuovo il giudice”.

Si conclude con queste parole “Un Giudice – Cinquant’anni al servizio dello stato” (Schena Editore, 195 pagine, 18 euro), il primo libro di Cataldo Gigantesco, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione. Un’analisi di una brillante carriera giudiziaria da poco conclusa, per racchiudere i ricordi di cinquant’anni di attività e tirare le somme di una vita sempre al servizio della Giustizia e dello Stato, tra piccole e grandi soddisfazioni, piccole e grandi delusioni.

Tecnologia in classe? Liguria regione pilota: dal prossimo anno contro il caro libri e il peso degli zaini, e-book gratis per tutti

→ D@di per Geekissimo.com

Oggi parliamo di una novità fresca fresca che arriva dalla Liguria, che con una legge regionale diventa capofila in Italia per un progetto molto innovativo. Il Piano regionale per il diritto allo studio del sistema scolastico e formativo per gli anni 2008-2010 approvato ieri all’unanimità prevede, infatti, per gli studenti delle scuole dell’obbligo la possibilità di scaricare gratuitamente dal Web i libri di testo.

Una scelta che va a migliorare la vita degli studenti (e dei genitori) in due modi. Il primo è che ovviamente gli studenti potranno evitare di portare con sé a scuola libri molto pesanti, soprattutto se costretti ad andare a piedi o a prendere l’autobus. Il secondo riguarda invece i genitori, che potranno scegliere di non acquistare alcuni libri troppo costosi, decidendo invece di scaricarli.

“L’auspicio – ha spiegato il consigliere regionale Roberta Gasco (Udeur), promotore dell’inziativa – è che l’esempio della Liguria possa essere seguito al più presto anche da altre regioni. Sono convinta che attraverso la piattaforma elettronica contenuta nel sito della Regione, e su cui si potranno trovare e scaricare gratuitamente i vari libri di testo redatti dallo stesso ente, si riuscirà a porre rimedio a una situazione che era ormai diventata insostebiile per le famiglie, come il costante aumento dei libri scolastici. Gli studenti, inoltre, potranno scaricare e stampare singolarmente i capitoli delle relative dispense“.

Si tratta sicuramente di una scelta tecnologicamente all’avanguardia, e ovviamente speriamo tutti che possa entrare in vigore regolarmente senza problemi di sorta. Ci vengono in ogni caso dei dubbi. I libri a disposizione degli studenti saranno tutti, oppure saranno solo alcuni? Non è che poi scaricando e stampando su carta capitolo dopo capitolo, comunque si spendono soldi e si creano danni per l’ambiente (pur ammettendo che il risparmio economico sarebbe moltissimo rispetto a un libro acquistato in libreria)? Come reagiranno i librai, sempre pronti a dichiarare lo stato di crisi? Quanti alunni potranno permettersi di andare a scuola col portatile?

La British Library continuerà a digitalizzare i suoi libri, anche senza Microsoft

→ D@di per Downloadblog.it

Microsoft rinuncia a creare una enorme biblioteca virtuale, lasciando di fatto campo libero a Google? La British Library non (che fino alla settimana scorsa poteva contare sulla partnership di Microsoft nel digitalizzare i propri libri) non si perde d’animo e ha annunciato che il progetto che punta a rendere “digitalmente disponibili” migliaia di libri non verrà accantonato, anzi.

Microsoft aveva firmato, nel novembre 2005, una parntership con la British Library per digitalizzare circa 100mila testi del diciannovesimo secolo esenti da copyright, circa 20 milioni di pagine. L’opera è ormai a buon punto, e anche gli ultimi 40mila testi verranno correttamente digitalizzati, ha assicurato il project manager Neil Fitzgerald, annunciando inoltre che la biblioteca ha altri 15 progetti di digitalizzazione in corso, che spaziano dalle registrazioni audio fino alle pagine di giornale.

I fondi? Sembra che arriveranno sia dalle casse dello stato che da finanziatori privati. E tra l’altro potrebbe essere vicino anche un accordo con Google, che già negli anni scorsi aveva ammesso che sarebbe stata molto interessata nel mettere le mani sul patrimonio artistico della biblioteca.

La British Library ha circa 150 milioni di pezzi in catalogo, di cui 13 milioni sono libri. Fare una digitalizzazione di 100mila libri rappresenta in ogni caso solo lo 0,5 per cento dei possedimenti della biblioteca (ma si è deciso di lasciare fuori dal progetto i libri con copyright e quelli che non sono in buono stato di conservazione).

La scansione ovviamente non avviene a mano, ma attraverso dei macchinari che automaticamente sono in grado, con bracci robotici, di girare le pagine. Vengono scannerizzate circa 2.400 pagine all’ora, per una media di 75mila al giorno.

Microsoft rinuncia a creare una grande biblioteca virtuale

→ D@di per Downloadblog.it

Sembra che Microsoft abbia deciso di lasciare a Google il campo libero per quanto riguarda le biblioteche virtuali e le “scannerizzazioni” di libri. Secondo quanto si apprende, digitalizzare libri e archiviare riviste accademiche non fa più parte dei piani della società per rilanciare il settore della ricerca, ha spiegato Satya Nadella, senior vice president della divisione Microsoft ricerca e pubblicità.

La decisione farebbe parte di una nuova strategia per cercare di guadagnare terreno dopo aver perso la possibilità – almeno per il momento – di acquistare Yahoo!. La software-house di Redmond, così, ha annunciato che chi cercherà versioni originali di libri, riviste o trattati sarà reindirizzato, da parte di Live Search, verso siti “esterni al gruppo Microsoft”.

Forse non tutti ricordano che la società di Bill Gates era entrata nel business del book-scanning nel 2005, iniziando a fornire materiali alla Open Content Alliance, mentre nel 2006 aveva annunciato un servizio di ricerca libri integrato a Msn.

L’unica differenza con Google verteva sul copyright: mentre Big G sta cercando di stringere accordi con i numerosi editori che inizialmente gli avevano fatto causa, Microsoft si era da sempre dedicata alla scannerizzazione dei libri di publico dominio o di quelli concessi dagli stessi editori.

Ora, invece, la decisione di abbandonare tutto. “Crediamo – continua la Nadella – che la prossima frontiera della ricerca dovrebbe vertere sullo sviluppo di un modello di business per il motore di ricerca, il consumatore e il partner commerciale”. Come per dire che da ora in poi bisognerà cercare di ottimizzare i propri profitti collegando, attraverso i risultati della ricerca, utenti e partner pubblicitari.

Fino ad ora Microsoft aveva digitalizzato circa 750mila libri e 80 milioni di articoli di giornali e riviste; le copie verranno donate agli editori stessi, che potranno decidere cosa farsene.

Di certo Microsoft vorrà dedicarsi di più al commercio elettronico e alla ricerca, ma in questo modo lascia praticamente campo libero a Google e al suo progetto Book Search.

Googlecrazia, un libro sul potere di Google

→ D@di per Downloadblog.it

Oggi, invece che parlare di software o di un servizio Web, parliamo di un libro, un pamphlet per la precisione. Si chiama “Googlecrazia” ed è stato sritto dall’Erik Gunnar Trjo (composto dai giornalisti Gabriele Salvatori, Daniele Titta e Aldo Sciacca). Un testo che si propone come un’inchiesta su uno degli strumenti informatici più usati al mondo: il motore di ricerca Google.

I tre autori, famosi per il libro “Soffro d’Ikea” (tre edizioni in un anno), partono da un interrogativo: tutti cercano con Google, ma cosa va cercando Google da noi? “Il motore di ricerca più usato del mondo – spiegano – ormai ci governa, ma sono tutti cookies e fiori? Nel 1998 Larry Page e Sergey Brin, due venticinquenni di pratiche speranze, stabiliscono che l’indicizzazione è più redditizia della masturbazione”.

Nel giro di un decennio, in effetti, il mondo intero capisce che hanno ragione: oggi il titolo in borsa vale più di General Motors, il motore di ricerca annovera oltre 16mila dipendenti e ha un fatturato annuo di circa 11 miliardi di dollari.

Il pamphlet, che sta arrivando in libreria, scandaglia diversi argomenti e soprattutto diverse visioni dello stesso fenomeno, “da chi teme sia nata una nuova forma di dittatura informativa a chi avverte che non motore di ricerca non va confuso con un motore di sapienza”.

“A parte il cancro, tutto bene”

Ieri mattina su Repubblica ho letto un pezzo che mi ha fatto molto riflettere. Corrado Sannucci, storico inviato del giornale che ha seguito soprattutto manifestazioni sportive, ha scritto un libro, intitolato “A parte il cancro tutto bene” in cui spiega il coraggio di affrontare la leucemia. Passando per l’amore della famiglia, la lotta quotidiana, la vita che cambia, l’intimo stravolto.

Riporto qui i primi due paragrafi dell’estratto che oggi ha pubblicato Repubblica. Chissà se Corrado si ricorda ancora di me: quando facevo lo stage a Repubblica.it, ormai più di due anni fa, dividevamo la stessa stanza. Coraggio!

HO svegliato mia figlia e poi siamo rimasti insieme sul letto a farci qualche coccola. “Papà, ma tu adesso non parti più!”. Ho visto nei suoi occhi verdi una consapevolezza che andava molto oltre la circostanza che io non viaggiassi più per lavoro. La sua era una constatazione che conteneva, implicita, una domanda. Ho deciso di risponderle. Le spiego che adesso ho un’infezione al sangue, una specie di raffreddore ai globuli rossi.

“Non hai mai sentito starnutire i miei globuli rossi in questi giorni?”. Le chiedo. “Non hai sentito noiosi “eccì” che non mi fanno dormire la notte?”. Mia figlia sorride, questo inizio di spiegazione l’ha già in parte rassicurata. La mia medicina scende da questo pistoncino che ormai conosce bene. Sarà una cura lunga e noiosa, che mi impedisce di prendere l’aereo, non vogliono che salga a bordo gente che potrebbe nascondere delle bombe nei pistoncini fissati al braccio. Le parti del puzzle cominciano a combaciare. Io che non parto più, il mio elastomero che fa scattare l’allarme al controllo di sicurezza dell’aeroporto, io che la notte mi alzo continuamente perché le emazie che starnutiscono mi svegliano.

Facciamo colazione mentre mia moglie si prepara ad accompagnarci, lei a scuola, me in ospedale. Con una manciata di corn-flakes mia figlia è sazia, io non sarei placato che da un paio di etti di gorgonzola. Ma le faccio compagnia con un biscotto, ha già dovuto digerire l’infezione del padre, non vorrei che le apparisse ora come un famelico Shrek. “Ma dimmi, preferisci quando papà è in viaggio o quando resta a casa e sta più tempo con te?”.

Che domanda piena di trabocchetti mi sono inventato. Per quanto possa averla rassicurata, dev’essere chiaro nella sua testa che la mia presenza a casa è legata alla mia salute, alla possibilità che io non stia bene. Ma come risponderà? Se non avesse un’intuizione delle ragioni della mia insolita disponibilità non potrebbe preferire questi pomeriggi nei quali facciamo i compiti, ascolto i suoi esercizi di pianoforte, la accompagno alle lezioni di nuoto, perdiamo tempo a scegliere le figurine dal giornalaio? “Preferisco quando sei in viaggio!” dice con una smorfia, recitando una scena del tipo: così a casa posso fare quello che mi pare. Ma è solo una recita, appunto. Ci guardiamo negli occhi. “Risposta esatta!” le dico. “Ho vinto un premio?”. “Certo. Te lo sei meritato”.

Mia figlia ha capito tutto. Vuole il papà a lavorare lontano, lo vuole sano.

(leggi l’articolo completo su Repubblica.it)

Nell’era dell’eBook… la libreria non è più nostra

→ D@di per Geekissimo.com

I colleghi di BoingBoing e di Gizmodo durante gli ultimi giorni hanno discusso della proprietà “fisica” degli eBook, i libri elettronici che se da noi non sono ancora diffusissimi, sicuramente negli ultimi mesi stanno spopolando negli Stati Uniti, grazie anche ad alcuni lettori come Kindle e Sony Reader. In pratica, ci si chiede, perché i grandi negozi online da cui si acquistano questi eBook danno agli utenti le licenze invece di vendere interamente i libri?

In effetti, se ci pensiamo un attimo, i libri “normali” che compriamo in libreria possono essere prestati, rivenduti, regalati… In questo caso, invece, per proteggere la proprietà intellettuale le grandi società editoriali rendono vietata la copia o il prestito a un’altra persona.

Amazon e Sony, due tra i più importanti fornitori, spiegano che quando si acquista un libro elettronico si ottiene una licenza… il che significa che “si paga per utilizzarlo, non per averlo”. Certo, aggiungono, cercando di convincere gli utenti, la licenza per leggere il libro è illimitata. Resta però il fatto che il libro non si può rivendere. Quindi è come se non fosse interamente nostro.

Ovviamente non sappiamo come andrà a finire la questione, perché sicuramente fioccheranno cause su cause una volta che gli eBook diventeranno molto famosi. Però, rassicurano alcuni esperti di diritto, “anche se un editore la chiama licenza, se la transazione appare come una vendita, gli utenti hanno il diritto di rivendersi la copia per conto proprio”. Staremo a vedere.

La biblioteca dell’università del Michigan e Google book search. Una storia d’amore

D@di per Geekissimo.com

Chi l’ha detto che tutti i bibliotecari e tutte le biblioteche sono contrari al progetto di Google di scannerizzare milioni di libri e metterli online disponibili a tutti gli studiosi e i lettori del mondo? Paul Courant, direttore della biblioteca dell’università del Michigan, ha le idee molto chiare. “L’università del Michigan e le altre biblioteche che stanno partecipando al progetto – ci tiene a precisare – stanno cambiando il mondo. In meglio“.

Google, in particolare, digitalizzerà sette milioni di testi nella sola biblioteca del Michigan, e il costo per l’università sarà pari a zero. Non solo: l’ateneo ovviamente continuerà a detenere i diritti sui libri, e avrà anche una copia elettronica di tutta la digitalizzazione. Un’opera di preservazione che, se affidata a una società esterna, sarebbe costata migliaia di Dollari.

L’esperienza degli ultimi anni, continua Courant, ci dice che abbiamo davanti a noi una generazione di studenti che non sono capaci, o non hanno voglia, di fare ricerche su testi “normali”, ma sono invece molto più avvantaggiati e facilitati nel cercare in rete. Poi ammette di non capire l’ostilità di molte altre biblioteche: “Google non ha alcun controllo sui nostri libri – spiega – e dopo averli scannerizzati e trattati con molta cura, i libri tornano da noi”.

Molti, dicevamo, si stanno invece schierando contro questo progetto: Siva Vaidhyanathan, docente dell’università della Virginia, sta ad esempio scrivendo un libro molto critico nei confronti del progetto: secondo lui le istituzioni pubbliche non dovrebbero stringere accordi di questo tipo con società private e “eccessivamente dominanti nei loro campi”, come appunto Google. E poi, sempre secondo il docente, digitalizzare tutti questi libri significa infrangere le regole mondiali di copyright. Nel frattempo la polemica continua, e Google continua a digitalizzare libri. Come vi schierate? Grande opportunità per studenti e studiosi di tutto il mondo, o grave perdita economica per case editrici e autori?

Novità per Google Book Search

Google ha introdotto alcune novità nel proprio servizio Book Search (o Ricerca Libri, in italiano). Si tratta di My Library e “embeddable book clips”. Tramite My Library è possibile creare e condividere online la propria libreria virtuale, visualizzando libri e copertine come in un vero scaffale. La libreria è pubblica e, quindi, è possibile condividerla, esportarla o inserirla, tramite un widget, nel proprio blog.

La seconda novità, invece, permette di selezionare immagini o porzioni di testo dai libri di pubblico dominio di Book Search e condividerli velocemente sul proprio blog tramite un codice del tipo “embed”.

Wikipedia per l'Africa

Come molti di voi sapranno è in corso a Mantova Festivaletteratura. Tra i tanti appuntamenti di quest’anno ci piace segnalare alcuni workshop davvero interessanti che tratteranno l’argomento “Africanizzare Wikipedia”.

Il progetto prende il nome di Wikiafrica, e nasce dalla collaborazione di Wikimedia Italia con l’Associazione Lettera 27 Onlus. L’”africanizzazione” di Wikipedia, spiegano gli ideatori dell’iniziativa, nasce per due ragioni: perché su Wikipedia le informazioni sull’Africa sono poche e spesso imprecise, e perché Wikipedia oggi è uno dei sistemi di condivisione delle conoscenze più dinamico, efficace e partecipativo.

“Ci siamo accorti – spiega Iolanda Pensa, direttore scientifico del progetto WikiAfrica – che chi ha contenuti sull’Africa spesso non sa come funziona Wikipedia; e chi sa come funziona Wikipedia non sempre ha i migliori contenuti sull’Africa”.

“Siamo stati accolti con entusiasmo – continua – e allo stesso tempo ci siamo scontrati con molta diffidenza, con un’alfabetizzazione digitale che è poco diffusa tra chi si occupa del settore umanistico (ovunque nel mondo) e con un progetto che sta costruendo ora le sue modalità di coinvolgere e creare reti di collaborazione. Le nostre priorità ora sono: attivare gli studenti, coinvolgere istituzioni e persone che stanno già lavorando in Africa nella nostra stessa direzione e sperimentare WAW – WikiAfrica Workshop, un evento che può coinvolgere persone con competenze diverse, che è facilmente riproducibile e che mostra in modo semplice e dal vivo come funziona Wikipedia”.

Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina di Festivaletteratura dedicata all’argomento.

I libri costano troppo? Scambiateli in rete

Molti i siti internet che offrono la possibilità di vendere e comprare testi usati
Comodi e veloci nelle risposte, sono un buon punto di partenza per risparmiare

I libri scolastici costano troppo?
Quest’anno scambiateli in rete

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Dopo le polemiche degli ultimi giorni sui rincari di libri e materiale scolastico, che quest’anno secondo le associazioni che tutelano i consumatori si aggirano intorno all’11 per cento, genitori e studenti corrono ai ripari, e per cercare di risparmiare scelgono i mercatini dell’usato, presenti praticamente in ogni città, e le cartolibrerie che acquistano e rivendono testi.

In molti hanno iniziato, da giorni, ad “assaltare” negozi e bancarelle per cercare di trovare i libri usati nel migliore stato possibile, sopportando lunghe file, spesso sotto il sole cocente.
L’ultima frontiera degli acquisti intelligenti di libri scolastici quest’anno passa per numerosi siti internet. Comodi da consultare e veloci nel fornire risposte, possono essere un buon punto da cui partire per cercare i libri di testo per il nuovo anno. Effettuando una ricerca in rete e scrivendo ad esempio “libri scolastici usati”, sono moltissimi i siti che promettono nuove edizioni a prezzi scontati o libri usati “come nuovi”.

Uno dei più gettonati è Comprovendolibri.it, un vero e proprio mercatino dell’usato online con 350mila libri in vendita. Il sito non fa altro che mettere in contatto chi vuole vendere un testo e chi lo sta cercando. Chi vende dovrà compilare una scheda in cui dovrà indicare quante più informazioni possibile sul libro (titolo, autore, casa editrice, scuola in cui è stato utilizzato, codice Isbn e così via, in modo che sia più semplice da trovare) e lo stato in cui è conservato (ad esempio “come nuovo”, “mai usato”, “ben tenuto”, “copertina staccata”, “sottolineato a matita”, e così via).

Chi, invece, cerca il libro dovrà semplicemente scegliere se effettuare una ricerca su tutto il territorio nazionale (e quindi farsi poi spedire i libri e pagarli con carta di credito), oppure restringere il campo solo alla propria provincia, in modo da risparmiare anche i soldi della spedizione. Stesso funzionamento per Libridea.it e Testiusati.com (qui è possibile indicare, nell’annuncio, anche il proprio numero di telefono), solo per citarne alcuni. La strategia migliore, sia per vendere che per acquistare, è ovviamente quella di consultare il maggior numero di siti anche più volte al giorno, perché sono in continuo aggiornamento e può capitare che un testo cercato di mattina sia disponibile (e magari già prenotato) di sera.

Oltre ai siti specializzati, tanti altri libri usati sono presenti su eBay e sui principali siti internet di compravendita. E per chi non avesse voglia di andare a scuola a ritirare la lista dei libri, l’Aie, l’Associazione italiana editori, ha pubblicato sul proprio sito (selezionando “Area Scuola”) la lista dei libri adottati per l’anno scolastico 2007-2008 in tutti gli istituti scolastici italiani.

(30 agosto 2007)

Torna il caro-scuola. Per libri e diari aumenti dell'11%

La denuncia delle associazioni dei consumatori: le scuole ignorano i tetti di spesa
Maglia nera a Napoli: alla media “Falcone” per i testi si spenderanno 394 euro

Il salasso di libri, zaini e diari
nel nuovo anno rincari fino all’11%

Per evitare la stangata, meglio gli ipermercati e i mercatini del libro usato

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Le vacanze stanno ormai per terminare e per migliaia di genitori italiani si riaffaccia il problema dell’acquisto dei libri e del materiale scolastico. E anche quest’anno dalle ricerche delle associazioni che tutelano i consumatori emergono aumenti, nell’ordine dell’11 per cento circa, sia per l’acquisto dei libri che per il cosiddetto corredo scolastico (astucci, diari, zaini).

Un’indagine di Altroconsumo su 355 classi di 55 scuole medie a Milano, Roma e Napoli dimostra che, pur avendo il ministro dell’Istruzione Fioroni indicato un tetto di spesa di 280 euro per alunno, questo non venga quasi mai rispettato, con aumenti che possono arrivare anche a 394 euro, cifra che dovranno sborsare i genitori degli alunni che frequenteranno la sezione “D” della scuola “Giovanni Falcone” di Napoli. E proprio al capoluogo campano, con circa 300 euro di spesa media per la dotazione libraria (e di conseguenza uno sforamento dei limiti imposti dal Ministero) spetta la maglia nera. Un po’ meglio a Milano e Roma, con 275 euro di spesa media. Inoltre, in una classe su quattro si spenderà di più di quanto si è speso lo scorso anno.

La ricerca mette poi in luce che a sforare il tetto di spesa sono poco meno della metà delle classi considerate, con una percentuale che sale al 65 per cento nel capoluogo partenopeo. Le classi che superano il tetto rimanendo al di sotto del 10 per cento (con una spesa fino a 308 euro) sono il 29 per cento, mentre quelle che superano i 308 euro sono 54 (quindi il 15 per cento del totale), di cui la maggior parte, ancora, a Napoli. Deludente anche il monitoraggio effettuato presso le scuole medie che l’anno scorso avevano sforato: 20 su 35 lo hanno fatto anche quest’anno.

Il Ministero dell’Istruzione il 22 maggio scorso aveva fissato i tetti per la dotazione libraria per il 2007-2008, confermando sostanzialmente quelli decisi per il 2006: 280 euro per la prima media, 180 per la seconda, 124 per la terza. Il decreto permette uno sforamento dei tetti del 10 per cento, se quello che si paga in più viene poi recuperato gli anni successivi (situazione che però puntualmente poi non si verifica). I risultati dell’inchiesta, fa sapere Altroconsumo, sono stati inviati al ministro Fioroni “affinché provveda a rivalutare le scelte di manica larga degli istituti scolastici”, vigilando di più sulle adozioni dei testi.

I rincari non si fermano però solo ai libri di testo: secondo Federconsumatori quest’anno la spesa delle famiglie italiane per mandare i figli a scuola (considerati anche per astucci, zaini e diari) è cresciuta dell’11 per cento rispetto al 2006. A lievitare maggiormente sono i costi del corredo scolastico: gli accessori come quaderni e matite colorate incideranno, a seconda dell’età del ragazzo, fino al 7,2 per cento rispetto allo scorso anno. A far crescere i prezzi, come sempre, le pubblicità, che consigliano a ogni inizio d’anno di acquistare nuovi articoli, nonostante sia possibile nella maggior parte dei casi riutilizzare quelli dell’anno precedente.

Adusbef e Federconsumatori consigliano di effettuare le proprie spese presso i supermercati e gli ipermercati, dove il risparmio rispetto alle cartolerie può arrivare anche al 25 per cento. Per i libri, invece, dove possibile è sempre meglio comprarli usati: ormai ogni città ha il suo mercatino, e muoversi in tempo può portare a fare dei veri e propri affari.

(20 agosto 2007)

Tilt per i siti con l'"Ultima cena" di Leonardo

In tilt, tra ieri e giovedì, i siti internet (ufficiali e non) dov’è possibile vedere ad alta risoluzione la raffigurazione dell’”Ultima Cena” di Leonardo Da Vinci a causa di una nuova teoria secondo la quale all’interno del dipinto potrebbe essere nascosta un’altra immagine (più piccola) di un cavaliere templare e un bambino.

Non è la prima volta che i siti che contengono immagini di Leonardo (come www.leonardodavinci.tv, www.codicedavinci.tv, www.cenacolo.biz o www.leonardo2007.com) vanno in tilt: accade spesso, sempre a causa dell’interesse verso il libro “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown. Nella sola mattinata di giovedì, i siti hanno accumulato complessivamente oltre 15 milioni di utenti unici.

Non male, anche economicamente parlando: pensate ai ricavi della pubblicità!

Migliora Google Book Search

Google non potrà mai digitalizzare tutti i libri esistenti sulla faccia della terra. E allora, come risolvere il problema? Semplice: da oggi per alcuni libri ancora non digitalizzati (oppure impossibili di digitalizzare) Google Book Search offirà la possibilità di ricercare nei cataloghi delle biblioteche di tutto (?) il mondo “analogico”. Questo tramite un servizio chiamato WorldCat.

Per i libri ancora non digitalizzati, in ogni caso, sarà comunque possibile leggere (e scrivere) recensioni o fare un acquisto.

Márquez in crisi: "Non scrivo più, ho perduto l'ispirazione"


Il Nobel dopo diversi anni accetta un’intervista e rompe il silenzio: “Non ho più ispirazione, e la gente si accorge se non ci metti l’anima”

García Márquez si confessa
“Sono in crisi, non scrivo più”

di DANIELE SEMERARO

MADRID – “Nel 2005 ho smesso di scrivere”, non per rinuncia ma per mancata ispirazione. Così Gabriel García Márquez, premio nobel per la Letteratura nel 1982, spiega al magazine del quotidiano spagnolo “La Vanguardia”, in edicola domani, il suo lungo silenzio.

“Il 2005 è stato il primo anno della mia vita in cui non ho scritto una sola riga”, ammette lo scrittore colombiano, che per la prima volta dopo molto tempo ha fatto un’eccezione alla sua politica di non rilasciare interviste.

Durante la lunga chiacchierata, l’autore di “Cent’anni di solitudine” confessa anche alcuni suoi problemi personali, tra i quali il difficile rapporto con il computer. Poi si dice molto felice di aver avuto la possibilità di scroprire i piaceri di una pausa creativa.

Parlando, poi, della sua casa a Città del Messico, Marquez ammette di non escludere che l’ispirazione possa tornare, anche se si dice pessimista al riguardo. “Con la pratica che ho potrei scrivere un nuovo romanzo senza problemi – ammette – però la gente si accorge se non ci hai messo l’anima”.

Gabo (così è chiamato in Spagna García Márquez) è considerato il padre del realismo magico. Tra le sue opere più famose, oltre a “Cent’anni di solitudine”, “L’autunno del patriarca” e “Cronache di una morte annunciata”, anche l’ultimo libro, “Memoria de mis putas tristes”, del 2004.

(25 gennaio 2006)

(Nella foto: Gabriel García Márquez)