Gramps, un interessante progetto di genealogia open-source

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Spesso abbiamo parlato di software e applicazioni Web in grado di costruire e sviluppare alberi genealogici. Oggi parliamo di un progetto open-source (dedicato per lo più ai professionisti) chiamato Gramps (che in inglese ci ricorda la parola “nonni”, ma in realtà significa “Genealogical Research & Analysis Management Programming System”.

Gramps è un disponibile per Windows, Mac Os X, Linux, Bsd e Solaris (ma le versioni Linux sono molto più curate) e lavora con il formato GedCom (molto noto agli amanti dei software di questo tipo).

Oltre a tutte le normali funzioni, il software ha anche delle “chicche”: permette, ad esempio, di utilizzare delle date non standard, di calcolare automaticamente le età delle persone anche se non sono note tutte le loro specifiche anagrafiche, di creare degli eventi extra rispetto a nascita o morte (viaggi, eventi particolari, e collegare a quelli le persone).

Ovviamente è possibile, a ogni evento e a ogni persona, allegare file multimediali come immagini, video e audio, scansioni di documenti antichi. Utilissime, poi, le funzioni dei report, che permettono di salvare l’albero genealogico in una gran quantità di formati, tra cui schemi e diagrammi (come quello che vedete nella foto).

Come avrete capito Gramps è un programma professionale di genealogia, che può risultare molto utile sia agli esperti del settore che a studenti e studiosi di storia. Se siete interessati, sul sito ufficiale è presente un Wiki molto completo con tutta la (lunga) documentazione.

Aggiungere nuovi siti allo speed dial di Opera 9.5

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Ultimamente si parla molto di Firefox 3, ma la settimana scorsa molti di voi erano rimasti entusiasti dall’uscita della nuova versione di Opera, la 9.5.

Tra le novità più apprezzate c’è certamente lo “speed dial” e cioè la possibilità, tramite un’interfaccia grafica molto intuitiva e simile a quella della tastiera di un telefono, di visitare al volo i siti di nostro maggiore interesse. Purtroppo Opera offre la possibilità di memorizzare solo nove tra i siti più visitati. Ma se noi ne vogliamo di più?

Risolvere il problema è in realtà semplicissimo, e richiede una semplice modifica di alcune righe nel file di configurazione. Prima di iniziare, accertiamoci però di avere almeno un sito già impostato nello “speed dial”. Andiamo nella barra degli indirizzi e scriviamo about:opera, quindi premiamo Invio. In quel modo noteremo qual è l’indirizzo che porta al file di configurazione del browser. Quindi chiudiamo del tutto Opera (importante!)

A quel punto raggiungiamo la cartella neklla quale si trovano le impostazioni del browser e apriamo il file Speedidial.ini con un qualsiasi text-editor (tipo Blocco Note). A quel punto, aggiungiamo le righe seguenti dopo le prime righe (qualsiasi parte va bene, basta che sia verso l’inizio del file) e ovviamente modifichiamo il numero di righe e colonne che vogliamo poi ottenere:
[Size]
Rows=5
Columns=5

A quel punto, apriamo Opera. Andiamo nello “speed dial” e vedremo che le nostre righe e colonne sono state aggiunte. Forse 5 x 5 è un po’ troppo (infatti spesso alcune celle rimangono nascoste), ma “smanettando” un po’ coi numeri riuscirete sicuramente ad adattare la scelta alla risoluzione dello schermo che preferite.

Unico problema: il servizio (utilissimo!) Opera Link sincronizza le varie versioni di Opera che abbiamo sui nostri diversi computer; in questo caso, però, continuerà a sincronizzare solamente primi nove siti dello “speed dial”, come da default.

Il trucco ovviamente funziona su tutti i sistemi operativi (Windows, Mac Os X, Linux, solo per citare i più famosi) su cui “gira” Opera.

Avete già installato Firefox 3? Bene: vediamone tutte le novità

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Passato non senza qualche polemica (a causa dei server per molte ore irraggiungibili) il cosiddetto Download Day, probabilmente molti di voi staranno leggendo questo articolo proprio utilizzando Firefox 3, la nuova edizione del browser di casa Mozilla. Ma com’è andata esattamente la giornata di ieri? E quali sono le nuove funzionalità di Firefox di cui non riusciremo a fare a meno?

Andiamo con ordine, e parliamo prima del Download Day. Come molti di voi avranno sperimentato di persona, i server sono stati praticamente irraggiungibili per circa due ore, a partire dalle 18.45 ora italiana; durante tutta la mattinata di ieri “giravano” in rete degli indirizzi Ftp da cui scaricare con qualche ora di anticipo il software, ma il sottoscritto – ad esempio – è riuscito a scaricare la versione per Mac Os X solo durante l’intervallo della partita Francia-Italia, mentre la maggior parte dei “navigatori” – questo dicono le statistiche – hanno scaricato&installato il browser direttamente stamattina.

Al momento in cui scriviamo (sono quasi le 15) Firefox è stato scaricato oltre 6,3 milioni di volte (in Italia siamo a circa 190mila download). Ma quali sono le potenzialità di Firefox 3, che secondo i suoi sviluppatori “è la maggiore relase di sempre” con “oltre 15mila miglioramenti”?

Firefox 3 promette di essere più veloce, più semplice da usare e più sicuro dei suoi rivali. Per quanto riguarda la velocità, dovrebbe essere in grado di scaricare pagine quattro volte più velocemente di Firefox 2 e sette volte più velocemente di Internet Explorer.

Tra le altre potenzialità c’è senza dubbio la barra degli indirizzi, che permette di tornare alle pagine Web visitate anche senza averle salvate nei preferiti: “Il più grande miglioramento nell’esperienza-utente dopo la navigazione a schede”, hanno spiegato gli sviluppatori. E poi ancora moltissime novità di sicurezza, dai box che aiutano l’utente medio a capire se una pagina ha in sé codice maligno alla lista di siti da evitare, aggiornata dai server Mozilla ogni trenta minuti.

Grande attenzione ovviamente anche a virus, malware, phishing e altri tentativi non autorizzati di accesso al proprio computer. Un occhio di riguardo vuole anche l’interfaccia grafica, con un tema di default decisamente più accattivante, icone ridisegnate (il bottone per tornare indietro nella navigazione è molto più grande di quello per andare avanti, ad esempio) e notiamo una rilassante funzione di “scrolling dolce” quando si aprono nuove schede.

Molto interessante anche il fatto che il logo della società con la quale siamo collegati (se disponibile) appare alla sinistra del suo indirizzo Web (utile per determinare l’autenticità di un sito). Migliorati anche la gestione delle sessioni, i bookmarks (sulla barra degli indirizzi è apparsa una pratica “stellina” per mettere un sito al volo nei Preferiti), la gestione dei feed Rss, il password manager e i gestiori di download e di add-on.

Tra le novità che, testandolo su diversi sistemi, apprezziamo di più sono di sicuro la stabilità, l’uso ridotto delle risorse di sistema (vedi: Ram), la barra degli indirizzi che magicamente è diventata più intelligente e anche una cronologia più efficace. Unica nota dolente, purtroppo Firefox 3 non supporterà più Windows 95, 98 e Me e Mac Os X versioni 10.2 o precedenti.

“Non ce l’avremmo potuto fare – stanno ringraziando in queste ore i dirigenti Mozilla – senza gli oltre due milioni di utenti nel mondo che hanno utilizzato i nostri prodotti durante gli ultimi due anni, e soprattutto senza gli oltre duemila utenti che ci hanno dato continui feedback”. Ora bisognerà solo aspettare i giudici del World Guinness Records per vedere se Firefox 3 ce l’ha fatta a entrare nel Guinness dei Primati.

E voi come vi trovate in questo primo giorno di utilizzo? Come avete vissuto le prime ore di download? Avete riscontrato problemi, o la vostra user-experience è migliorata? Fatecelo sapere, se volete, nei commenti.

Tante novità per la nuova versione, la 9.5, del browser Opera

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A tre giorni dall’uscita ufficiale della versione definitiva di Firefox 3 e a soli due giorni dall’uscita della sua relase candidate, il browser Opera esce ufficialmente allo scoperto rilasciando la versione definitiva 9.5. Si tratta, come tutti sapete, di un browser alternativo ai classici Internet Explorer, Firefox e Safari che si è distinto nel corso di tantissimi anni per velocità, affidabilità e soprattutto per le decine e decine di funzioni che ha al suo interno.

Tra le features più apprezzate dall’utente, ad esempio, la possibilità di avere un client e-mail/irc/newsgroup/rss integrato e i “mouse gestures”, per passare in maniera immediata alla pagina precedente o successiva della nostra navigazione. Ma anche lo “speed dial”, per avere sempre sotto controllo i propri siti preferiti e la possibilità di una sidebar in cui inserire widget di tutti i tipi.

Non è finita, ovviamente qua. Tra le funzioni che mi sembrano più innovative, anche la possibilità di sincronizzare le proprie impostazioni personali (note, bookmarks, barra personale e speed dial) su diversi client Opera, ad esempio quello dell’ufficio, di casa, del portatile, e così via. Opera 9.5 incorpora anche un client BitTorrent, il voice-controlled browsing (”per una navigazione più avventurosa”) e un sistema molto utile per prendere appunti al lato della pagina.

Insomma: senza dubbio tutte cose che si possono fare, in Firefox ad esempio, installando estensioni, e che però in Opera sono già integrate e poi fanno la differenza nellas celta di un browser.

Tra l’altro ci sono novità anche per quanto riguarda la velocità di caricamento dei siti: “Abbiamo costruito – spiega il team di sviluppo – il browser più veloce del mondo: è veloce nell’apetura, nel caricamento delle pagine e nell’esecuzione delle applicazioni Web”. In particolare, si legge sul sito ufficiale, Opera 9.5 è il doppio più veloce rispetto a Opera 9.2 nel rendering JavaScript e Html, nello startup e nell’eseguire plug-in di terze parti.

Unico problema, da segnalare per correttezza d’informazione. Ho provato Opera 9.5 su Mac Os X Leopard e ho riscontrato, nel primo giorno in cui l’ho utilizzato, due crash: una volta in apertura, un’altra volta mentre navigavo nelle opzioni.

Il download di Opera 9.5 è gratuito ed è disponibile per Windows, Mac Os X, Linux e anche altre piattaforme.

Peers: il plugin di ricerca su Firefox che funziona come Inquisitor

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Se utilizzate il browser Safari su Apple sicuramente avrete tra i vostri plugin il famoso Inquisitor. Si tratta di un’add-on che migliora le funzionalità di ricerca, dando la possibilità di ottenere risultati rilevanti mentre si scrivono le lettere del termine che stiamo ricercando.

Peers è un’estensione per Firefox che si comporta esattamente come Inquisitor, e ci permette di risparmiare un sacco di tempo quando cerchiamo qualcosa, o soprattutto quando cerchiamo qualcosa di cui non siamo proprio sicuri.

Tra l’altro, la funzione dovrebbe essere pienamente integrata nella nuova versione definitiva di Firefox, la 3, che uscirà tra poco. Peers è un’estensione gratuita per il browser di casa Mozilla, compatibile con Windows, Mac Os X e Linux.

Email This!, e la condivisione diventa facile

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Oggi vi parlo di una nuova estensione per Firefox chiamata “Email This!” che in molti casi può risultare utile. Serve, infatti, per inviare velocemente via posta elettronica porzioni di testo copiate da una pagina Web.

In pratica, copiando una parte di testo da un sito e facendo click con il tasto destro (o anche sull’apposito menu che s’installa nella toolbar del browser) potremo inviare velocemente questa parte di testo tramite e-mail (supportate le webmail Gmail, Yahoo! e i tutti i client mail desktop installati sul computer, come Outlook, Mail o Thunderbird). L’add-on dà anche la possibilità di salvare la porzione di testo direttamente in un nuovo documento di Google Apps.

Molto utile anche la possibilità di definire delle scorciatoie da tastiera (come Alt+G, ad esempio, per inviare direttamente una porzione di testo evidenziata a una mail Gmail). Email This! è un’estensione gratuita per Firefox che funziona su tutti i sistemi operativi (tra cui Windows, Mac Os X e Linux) su cui gira il browser di casa Mozilla.

Snackr, il newsreader che “scrolla”

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Se siete “patiti” di news, Feed RSS e newsreader, allora questo piccolo interessante progetto fa per voi. Si chiama Snackr RSS Ticker e permette di avere sempre sotto controllo i Feed di cui abbiamo bisogno.

In pratica, l’applicazione permette di far “scrollare” in uno qualsiasi dei quattro bordi dello schermo i titoli dei post che appaiono nei Feed che abbiamo specificato. È possibile importare i Feed dal nostro newsreader di fiducia (Opml) oppure è possibile inserirli manualmente. Tra le altre possibilità, anche quella di lasciare sempre in primo piano l’applicazione e di deciderne la velocità.

Tra l’altro, facendo click su una notizia è possibile aprirne l’anteprima in una comoda finestra interna al programma. L’applicazione, gratuita, gira su Adobe Air ed è disponibile per Mac, Windows e Linux.

Open-source: tutte rose senza spine?

Oggi voglio parlare di un argomento un po’ particolare, che sicuramente farà molto discutere. Un lettore mi scrive che dell’open-source si parla sempre in termini molto positivi; in realtà, però, scrive lui, qualche svantaggio dovrà pure averlo, eppure non se ne parla mai. Allora, prendendo spunto dalla sua lettera, affrontiamo il tema degli svantaggi dell’open-source, visti soprattutto dal lato economico.

Secondo questo filone di pensiero, tra l’altro condiviso da molti programmatori, primo fattore negativo dell’open-source sarebbe uno scarso ritorno economico per le aziende software. In particolare, questo ha come conseguenza i bassi salari, gli scarsi investimenti nell’innovazione e in generale una competizione sul prezzo e una gara al ribasso sul programmatore; il tutto a discapito della qualità. C’è poi una mancanza di una vera rete di assistenza per i prodotti e l’assenza di garanzia sull’utilizzo: per la serie, “che ve ne fate del codice aperto se nessuno ci sa mettere le mani?“.

Nel software open-source ci sarebbe poi una scarsa innovazione: non c’è la selezione naturale dove solo i migliori vanno avanti e quindi non c’è stimolo ad innovare. Ci sarebbero poi i rischi dell’”effetto discount“: si risparmia, spiegano, sugli strumenti a tutti i costi, e fossilizzandosi “si va verso software peggiori e scadenti solo per risparmiare pochi spiccioli in confronto a giornate di lavoro ben più costose”.

“È bene saperlo”, così si conclude la lettera. “Il sistema operativo può anche essere gratis, ma da solo non fa niente. Risparmiare con OpenOffice si può, ma se poi non mi funziona la stampa unione si è presa una sonora fregatura. Il software non è un costo, è un investimento, è il solo investimento che chi offre servizi può fare oggi“. Insomma una vera lettera di protesta da parte dei programmatori nei confronti di un mondo, quello dell’open-source, che ha tanti lati positivi ma probabilmente ne ha anche tanti negativi. Che ne pensate? Mi piacerebbe avere un vostro commento in merito.

BananaSplitter: dividere facilmente i file Avi/DivX

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Avete mai avuto necessità di dover dividere al volo un file Avi per poterlo condividere? A me è successo molte volte, e soprattutto se non stiamo al nostro computer di casa l’operazione può rivelarsi abbastanza faticosa.

Ci viene incontro una piccola applicazione gratuita e open-source per Windows, Mac e Linux chiamata BananaSplitter. Il suo compito è semplicemente quello di dividere file DivX o Avi Xvid in spezzoni definiti dall’utente. “Splittare” un video è davvero un gioco da ragazzi; tuttavia, se doveste averne bisogno, ci sono anche delle pratiche istruzioni passo-passo (in inglese).

Il software richiede Java installato.

Perché Linux non ha avuto – fino ad ora – la stessa fortuna di Windows? Perché è gratuito

“La maledizione di essere gratuito”. Potrebbe riassumersi in questa breve frase il pensiero di Vlad Dolezal, studente di psicologia, secondo cui Linux è un eterno terzo (di gran lunga lontano dal secondo, Mac Os X, che è a sua volta di gran lunga lontano dal primo, Windows) nella lotta tra sistemi operativi. La maggior parte delle persone, spiega Dolezal, additano ai sistemi pre-installati sui computer la ragione principale. Da studente di psicologia, però, cerco di guardare oltre e vedo qualcosa che gli altri non vedono: la gratuità del sistema operativo del pinguino, infatti, porta le persone a pensare che il prodotto non abbia un grande e reale valore.

La natura umana, infatti, è solitamente molto sospettosa nei riguardi di ciò che arriva gratuitamente o con troppa facilità. Immaginiamo di avere un amico con un nuovo computer in cui deve decidere quale sistema operativo installare. Noi gli consiglieremo Linux, mentre un terzo amico gli consiglierà Windows. Linux è gratuito, bene. Windows costa centinaia di euro però può averlo in un Cd pirata, e quindi diventa gratuito.

Siccome Windows costa centinaia di euro… il nostro amico probabilmente sarà più interessato al sistema operativo di Redmond. Ma Linux – molti di voi sicuramente diranno – ha potenzialità molto maggiori, è modificabile in ogni suo aspetto, non si blocca, non è affetto da virus e così via. Sì, ma l’utente “normale” e non “smanettone” vede solamente un prodotto di centinaia di euro contro uno gratuito. Cosa sceglierà, secondo voi? Quello che voglio dire, conclude Dolezal, è che la gente si comporta molto spesso in modo irrazionale. Per questo il mio consiglio è quello, la prossima volta, di presentare Linux come un sistema operativo molto costoso, per gente con la puzza sotto il naso e molto “fighetto”.

Solo in un secondo momento ne spiegheremo i veri vantaggi anche in termini di tecnologia. Una visione, dunque, abbastanza particolare della lotta tra sistemi operativi. Che ne pensate? Secondo voi è vero che la gente si comporta in modo così irrazionale? Anche se, al giorno d’oggi, la gente – credo – preferisce Windows per fantomatiche questioni di compatibilità (della serie “Ma se installo Linux, da casa riesco a leggere i documenti creati con Word al lavoro?”) io credo che questo ragazzo non abbia proprio tutti i torti….

I (primi) dieci anni di Mozilla

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Tanti auguri a Mozilla (l’azienda statunitense che produce il sempre più famoso browser Firefox) che proprio in questi giorni sta compiendo i suoi primi dieci anni di vita. Una storia fatta di alti e bassi, di difficoltà e grandi successi iniziata nel 1998, quando Netscape Corp. annunciò di voler rilasciare al pubblico il codice del suo prodotto di punta, Netscape Communicator 5. Prodotto che, così, sarebbe diventato open-source. La decisione avvenne in un periodo in cui il browser Netscape era il più utilizzato, con oltre 65 milioni di utenti il 90 per cento di mercato nel settore educational.

All’epoca, però, Netscape costava circa trenta dollari, mentre il suo avversario, Internet Explorer, era distribuito gratuitamente all’interno di Windows 95 e del successivo Windows 98. Così, Netscape decise di focalizzare le sue attenzioni sul mercato delle aziende, dando via il browser gratuitamente e dando la possibilità ai volontari di migliorarne il codice. La parola Mozilla, all’epoca, simboleggiava semplicemente l’”user agent” di Netscape, il nome che un browser utilizza per contattare un server Web. Nessuno pensava che quella parola così strana, Mozilla, sarebbe diventata un tempo una delle più fiorenti aziende della Silicon Valley.

Così, Mozilla diventò piano piano il nome di un progetto open-source mentre si affacciavano per Netscape periodi molto bui: Aol avrebbe comprato Netscape e Internet Explorer avrebbe dominato fino al 90 per cento del mercato. Ma l’innovazione non si fermava, perché una piccola nicchia di mercato utilizzava altri browser come Netscape, Opera o versioni di Ie opportunamente modificate. Nel 2002 il lancio della prima versione di Mozilla (Mozilla Suite) e la successiva uscita di Aol per due milioni di dollari. Poi il lancio del browser Phoenix (per simboleggiare la rinascita dalle ceneri di Netscape), poi il cambio di nome in Firebird e, successivamente, il lancio di Firefox (novembre 2004).

Quindi siamo ai giorni nostri, con la nascita della Mozilla Foundation, che esporta in tutto il mondo il browser Firefox, il cilent di posta Thunderbird e altre interessanti applicazioni in via di sviluppo. Comunque la vediate o no, che siate fan di Internet Explorer, Safari, Opera (per citare i browser Web più famosi) o, appunto, Firefox, non c’è che dire: si tratta di un compleanno particolare per un’azienda che ha puntato tutto sulla standardizzazione e l’innovazione. Tanti auguri!
Volete approfondire la storia di Mozilla? Qui una pratica timeline grafica in Pdf.

Personalizza Ubuntu al meglio con Ubuntu Tweak

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Avete da poco installato Ubuntu Linux e volete già personalizzare tutti i suoi aspetti? Volete ottenere qualche effetto o funzione ma non ci siete ancora riusciti? Ubuntu Tweak è una piccola applicazione che permette di fare proprio questo: aiutarci nella personalizzazione della distribuzione Linux.

Con il software, ad esempio, possiamo decidere quali icone devono essere visualizzate sul desktop, migliorare le funzioni di Compiz, dire a Nautilus di visualizzare la gestione dei permessi avanzata, controllare la sessione Gnome. E ancora: cambiare lo “splash screen” e migliorare la gestione del risparmio energetico e dei sistemi di sicurezza.

Vale davvero la pena dargli un’occhiata. Il software è stato progettato da uno studente di Pechino.

Il 2007 degli utenti Windows. Il mercato ha bocciato Vista, e voi?

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Windows Vista è stato installato sul 39 per cento dei Pc venduti nel 2007. A riferirlo, Bill Gates in persona a margine di una conferenza stampa al Ces di Las Vegas che si è concluso ieri.

Per il presidente della Microsoft Vista ha raggiunto ottimi risultati, vendendo oltre 100 milioni di copie dal gennaio al dicembre 2007. La cifra a tutti noi sembra davvero enorme. Ma… in realtà conferma quello che molti analisti hanno detto di Vista: rispetto ai soldi spesi per progettarlo è stato un mezzo fiasco. Vediamo perché.

Nel 2002 Windows Xp (uscito sul mercato nell’ottobre 2001) aveva venduto 89 milioni di copie: questo significa che Windows Vista ha venduto il 10 per cento in più nel suo primo anno rispetto al primo anno di Xp. Se, però, mettiamo a confronto quanti Pc sono stati venduti durante il 2002 (primo anno di Xp) e il 2007 (primo anno di Vista) scopriamo nel 2002 sono stati venduti 132,4 milioni di unità, mentre nel 2007 255,7 milioni di unità.

Cosa vuol dire? Ve lo spieghiamo dopo il “salto”. Ora, invece, rispondete al nostro sondaggio, dedicato a voi che utilizzavate Windows Xp (ovviamente non potevamo includere tutte le possibilità).

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Vuol dire che nel 2002 Xp ha conquistato il 67 per cento del mercato, mentre lo scorso anno Vista solo il 39 per cento. Almeno due fattori confermano il dato.

Il primo è un’inchiesta pubblicata su InformationWeek lo scorso anno, secondo cui il 30 per cento dei responsabili di azienda aveva ammesso di non avere piani di grandi aggiornamenti da Xp a Vista per i computer dei propri dipendenti.

La seconda, ovviamente, è che dal 2002 molte cose sono cambiate, soprattutto nei sistemi operativi concorrenti, compreso un grande boom dei prodotti Apple e delle distribuzioni Linux, come Ubuntu.

Iniziamo il 2008 in cultura: ecco come installare tutta Wikipedia sull’iPod

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Avete un iPod con ampia capacità di archiviazione e un paio di Gigabyte liberi che non sapete come usare? Oggi vi insegnamo a installare tutta l’enciclopedia Wikipedia (in inglese) proprio sull’iPod. Il sistema, progettato dal gruppo di lavoro iPodLinux, è davvero semplice da usare e viene aggiornato ogni sei mesi (che per un’enciclopedia va più che bene). Ora prendete l’iPod, il computer e armatevi di santa pazienza (il download è un po’ lento) e… iniziamo.

Colleghiamo l’iPod al computer, apriamo iTunes e accertiamoci che l’opzione che permette di usare l’apparecchio come disco esterno sia abilitata. Mentre l’iPod è collegato, scarichiamo ed installiamo il programma apposito (solo per Windows purtroppo). Una cosa importante da ricordarsi: durante l’installazione, il sistema chiederà se vogliamo che Wikipedia sia il “default system” sul nostro iPod (questo significa che quando accendiamo l’iPod, ci verrà sempre richiesto se attivare Wikipedia o l’iPod normale). A questo punto è preferibile dire di NO.

Una volta completata l’installazione, riavviamo l’iPod tenendo premuti i tasti “play” e “menu” per più di cinque secondi. Appena apparirà il logo della Apple, spingiamo per più di cinque secondi sul tasto “rewind” (le freccette verso sinistra, quelle per riavvolgere, in pratica). Apparirà la nuova sezione Wikipedia dell’iPod. A questo punto, se tutto è andato per il meglio potremo iniziare a scaricare la base di dati, che sono circa 1,7 Gb. Una volta scaricata e dopo aver bevuto un buon thè, apriamo l’iPod in modalità disco e incolliamo il tutto in “data\encyclopodia\library\” e, di nuovo, riavviamo. Tutto qua.

Purtroppo sembra che il software non funzioni sugli iPod di quinta generazione e sui Nano di seconda generazione. Qualche tip utile: la prima cosa da fare una volta installato tutto è andare nelle impostazioni e cambiare il contrasto dello schermo e la sensibilità della rotellina centrale; il tasto “menu” accende e spegne la retroilluminazione, che rimane solitamente sempre attiva; per ritornare all’iPod normale basterà fare uin semplice reboot dell’apparecchio.

Rainlendar, un calendario per l’anno nuovo per Windows e Linux

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Per chi vuole iniziare bene l’anno nuovo organizzandosi le proprie giornate, oppure tenendole meglio sotto controllo, ecco un nuovo software-calendario per Windows e Linux chiamato Rainlendar2.

Il calendario, leggero e di semplice utilizzo, è disponibile in versione gratuita e in versione Pro (al costo di 15 Euro). Tra le funzioni della versione “light”, la possibilità di programmare eventi, promemoria e allarmi, gestire calendari multipli, importare/esportare o fare il backup dei propri dati, cambiare le skin e stampare deliziosi promemoria.

La versione “Pro”, invece, supporta la condivisione dei calendari con Outlook e Google Calendar. Raincalendar2 lavora con il formato iCalendar, che è lo stesso utilizzato da iCal di Apple, Outlook, Google Calendar, Sunbird, Facebook, Lotus Notes e così via, quindi è semplicissimo importare o esportare dati.

Se, insomma, avete bisogno di un calendario leggero, funzionale e senza troppi fronzoli, Raincalendar2 è quello che fa per voi.