Follini Mondiale

Un Follini ma Vero molto particolare quello che ospita questo numero de lo Stivale Bucato: è dedicato, infatti, alle curiosità dei Mondiali 2010: dagli stregoni ai wc preriscaldati di Maradona, dalle nazionali più antipatiche all’epidemia da calcio

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I veicoli più sovraccarichi del mondo

Siete andati all’Ikea e avete caricato la macchina all’inverosimile? Forse potevate comprare anche qualcos’altro. Lo dimostra la galleria fotografica che lo Stivale Bucato vi propone in esclusiva in questo numero. Si tratta della testimonianza fotografica dei veicoli (automobili, biciclette, treni, navi) più “sovraccarichi” del mondo.

La maggior parte delle fotografie è stata scattata nelle zone rurali e più povere di Africa, Medioriente e Oriente, dove forse – immaginiamo – la polizia stradale non effettua molti controlli sui mezzi in transito. Siete pronti, dunque, a viaggiare sui veicoli più sovraccarichi del mondo?

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Dimenticare in aeroporto…

A chi, per fretta o per distrazione, non è mai capitato di perdere qualcosa, magari in stazione o in aeroporto? Un ombrello, una sciarpa, una busta. È da considerarsi normale e insito nella natura umana. C’è poi chi è un po’ più sfortunato e arriva a perdere oggetti ben più preziosi come il cellulare, il portafogli, una valigia, il computer.

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Brunetta l’isolano

Un solo paese al mondo riesce a sopportare il nostro ministro. Questa e tutte le altre notizie incredibili (ma vere) dal mondo

 

IL BRUNETTA DI VANUATU
Brunetta doveva nascere a Vanuatu, stato insulare dell’Oceano Pacifico meridionale. Senz’ombra di dubbio. E probabilmente, dopo aver sentito cos’è successo al primo ministro Edward Natapei, il ministro più simpatico del governo Berlusconi potrebbe anche decidere di espatriare. Perché nell’isola, di sicuro, c’è lavoro per lui. Il premier Natapei, alcuni giorni fa, è sbarcato a Trinidad e Tobago, nei Caraibi, per partecipare al meeting dei capi di stato del Commonwealth (Chogm), organizzato quest’anno a Port of Spain e aperto addirittura dalla Regina Elisaetta II. Lasciando, così, per qualche giorno il paese e non partecipando alle riunioni del Parlamento. Il presidente, però, preso dalla fretta di prendere parte al vertice, si è dimenticato di avvisare il presidente del Parlamento. E così, avendo collezionato tre assenze ingiustificate di seguito, è stato “letteralmente” licenziato. Lo speaker del Parlamento, Maxime Carlot Korman, freddo peggio di una giornata d’inverno in Alaska, si è limitato a convocare d’urgenza l’Aula per indire le nuove elezioni presidenziali, secondo il rigidissimo regolamento. Non è tutto: solo pochi giorni prima il Brunetta di Vanuatu aveva addirittura cacciato dal Parlamento isolano i rappresentanti di due partiti perché “il livello e gli standard di lavoro svolti non erano soddisfacenti”.

 

IL MARITO NON LE FA VEDERE SOAP OPERAS, LEI CHIEDE IL DIVORZIO
“Fammi vedere ‘Centovetrine’ altrimenti chiedo il divorzio!“. Quante volte, mariti italici che avete malauguratamente dovuto trascorrere le ore del pranzo a casa, avete sentito queste parole dalle vostre mogli assuefatte dalla Tv? Un tempo era “Beautiful”, poi è arrivato “Vivere”, ora c’è Centovetrine (e chissà quante altre soap seguiranno grazie all’avvento del digitale terrestre!). In Italia forse non sarà ancora successo, ma cari maritini state attenti e non criticate le scelte televisive delle vostre compagne: potreste ritrovarvi a vivere sotto un ponte entro pochi mesi. Com’è successo in India a un pover’uomo, abbandonato dalla moglie solo perché rifiutava – giustamente, aggiungeremmo noi – di permettere alla sua dolce metà di guardare soap operas in televisione. Secondo quanto riportato dal “Daily News and Analysis di Mumbai”, la donna si sarebbe rivolta a un tribunale perché, per quattro anni di fila, tutti i santi giorni “litigava col marito che non voleva che lei perdesse tempo appresso alle soap-opera”. In realtà l’avvocato ha fatto passare il litigio come una vera e propria questione di libertà: il marito non permetteva alla donna di essere libera, e in più lei doveva subire i soprusi dell’uomo. E così, dopo alcuni mesi di processo, è arrivata la sentenza: divorzio concesso, custodia dei due bambini alla donna e una cospicua rata mensile che l’ormai ex-marito dovrà versarle per mantenerla e per risarcirle i danni morali. Chissà che la storia non diventi una sceneggiatura per una futura soap-opera…!

 

QUANDO L’AMORE NON HA ETÀ
Quante volte abbiamo sentito dire che l’amore “non ha età”, soprattutto riferito a un uomo e una donna che, fidanzati o sposati, si passano diverse primavere? C’è chi a volte grida allo scandalo, chi scommette che l’unione non funzionerà, chi si fa quattro risate. Nella storia – come sempre vera – che vi raccontiamo in questo numero de lo Stivale Bucato non c’è purtroppo niente da ridere. In un villaggio della Somalia, nella regione di Galguduud, una ragazzina di diciassette anni è stata data in sposa ad un arzillo vecchietto di 112 anni. Anzi, ha accettato di sposarsi con un ultracentenario, come tutti continuano ad assicurare. L’uomo, Ahmed Muhamed Dore, che ha già tredici figli ed è stato sposato con cinque donne, ha detto di desiderare altri figli (ci chiediamo come possa averli!) dalla nuova moglie. “Oggi – ha aggiunto parlando con la stampa – Dio mi ha aiutato a reliazzare il mio sogno”. La ragazzina non ha, come spesso accade in questi casi, avuto modo di potersi scegliere il marito, ma la sua famiglia ha assicurato tutti che lei si era detta “felice” della nuova avventura. I genitori hanno inoltre assicurato che la ragazza non è stata assolutamente forzata, ma anzi l’uomo ha usato “tutta la sua esperienza e galanteria” per convincerla. Al matrimonio hanno partecipato oltre quattrocento persone. Tra questi, in molti hanno riferito al reporter della Bbc che ha partecipato al matrimonio che il tutto è permesso dalla legge islamica; pochi, invece, si sono domandati se la differenza d’età peserà sul futuro del matrimonio.

 

SI SPOSA E SCAPPA CON L’AMICO CHE GUIDA L’AUTO NUZIALE
Si sposa ma poi ci ripensa e, con l’amico del marito che guida l’auto nuziale, scappa per una folle fuga d’amore. Lasciando, tra l’altro, sposo e invitati ad attendarla invano al banchetto delle nozze. Non è l’ultimo fillm strappalacrime americano, ma è quello che è successo a Trieste. Protagonista una trentenne impiegata in una finanziaria di Monfalcone. Lo sposo, Andrea, 34 anni e impiegato di banca, l’aveva conosciuta circa dieci mesi fa. E ora vuole rivolgersi a un avvocato per il risarcimento dei danni materiali e morali. Secondo quanto riferito dall’Ansa, il loro matrimonio è stato celebrato in municipio, nella centrale Piazza Unità. Una trentina di invitati, le foto di rito e, al termine della cerimonia civile, la richiesta della sposa di andare a cambiarsi d’abito per il banchetto. Ad accompagnarla, un amico della coppia, che fungeva anche da autista dell’auto nuziale, che da qualche mese gioca a calcio con lo sposo. Andrea e gli invitati si sono avviati al ristorante, ma dopo un po’, considerato il ritardo della sposa, hanno cominciato a preoccuparsi e a chiamare i due al cellulare. Per circa un’ora e mezzo nessuno ha risposto. Dopodiché la donna ha inviato un sms al marito scrivendo solamente questo: “Ho capito solo ora di aver fatto un errore. Mi dispiace, il mio cuore di porta da un’altra parte”. In Grecia, per la precisione. E sì, perché i due, mentre gli altri invitati erano a tavola ad attenderli, avevano già attraversato il confine con la Slovenia.

 

SE LO SPERMA LE FA FARE I LAVORI DOMESTICI PER OTTO GIORNI
Lo diciamo subito a scanso di equivoci: non stiamo parlando di uomini e donne, bensì di moscerini della frutta. La straordinaria scoperta è stata pubblicata dall’equipe del professor Elwyn Isaac della facoltà di Scienze biologiche all’università di Leeds, in Inghilterra. I moscerini della frutta (quelli della specie drosophila melanogaster, per intenderci), secondo quanto si legge, sono molto attivi nelle ore dell’alba e del tramonto, mentre dormono quasi sempre durante l’arco della giornata e della notte. La scoperta è questa: dopo essersi accoppiate, le moscerine (o i moscerini donna, che dir si voglia) rinunciano al riposo per lavorare otto giorni di fila. La scoperta è stata annunciata dopo numerosi test su centinaia di moscerini diversi. Prima dell’accoppiamento sia l’uomo che la donna dormono per gran parte della giornata; dopo l’accoppiamento e per circa otto giorni, invece, l’uomo ricomincia a dormire mentre la donna svolge un’attività extra. Spesso per la gente comune è difficile capire l’importanza di questa scoperta, e così il simpatico professor Isaac ha così spiegato risultati ottenuti alla stampa di tutto il mondo: “Abbiamo messo sullo stesso piano i moscerini della frutta e gli uomini, e siamo arrivati alla conclusione che è come se, dopo aver fatto sesso, le donne avessero voglia di fare lavori domestici extra per otto giorni”. L’uomo vincerà il Nobel.

Come consegnare un pacco

Vi è mai capitato di essere in casa, di attendere un pacco dalle Poste Italiane e trovare, puntualmente, che il postino è passato, non ha citofonato e per risparmiare tempo vi ha lasciato la notifica di “destinatario non trovato” sul citofono?

È successo a tanti di noi, continua a succedere nelle più diverse zone delle nostre città, e in tanti siamo costretti – pur non meritandolo, perché eravamo in casa ad aspettare – a recarci alle Poste per ritirare il pacco. Non si tratta di un malcostume di alcuni postini. No! Si tratta del nuovo regolamento interno delle Poste Italiane. Che un dipendente “gola profonda” è riuscito a fotocopiare. E noi de lo Stivale Bucato ve lo mostriamo in esclusiva.

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Tra wanted e funerali

Sostenere 950 volte l’esame di guida? Cambiare il proprio identikit? Cosa non succede nel mondo!

 

“CAMBIATE LA MIA FOTO SUL CARTELLO WANTED!”
Quello che è successo qualche giorno fa in Inghilterra segna davvero il nuovo corso dei tempi. La nostra vita è dominata dalla televisione, che a sua volta è dominata da modelli e veline. E allora l’aspetto fisico va a rivestire un ruolo di fondamentale importanza, anche nei casi totalmente inutili. State a sentire cos’è successo nel sud del Galles: un uomo, che cercava di fuggire dalla polizia, ha mandato una lettera anonima a un giornale con una sua foto. Perché? Perché l’identikit elettronico distribuito dagli agenti ai media lo raffigurava “troppo brutto”. L’uomo, 23 anni, accusato di rapina a mano armata in diverse abitazioni di Swansea – chissà – forse aveva intrapreso la carriera del ladro anche per diventare un “cattivo famoso”. Ingiusto, dunque, essere raffigurato brutto e malandato in prima pagina sul giornale più letto del paese. Peccato che forse il vanitoso non ha pensato che, grazie alla foto aggiornata e diffusa su tutti i mezzi di comunicazione, sarà molto più semplice riconoscerlo e acciuffarlo!

 

ANZIANA SOSTIENE 950 VOLTE L’ESAME PER LA PATENTE
Inutile citare il vecchio adagio della donna al volante, vero? Però – care lettrici – questa volta dovete ammetterlo: ci sono alcune donne davvero negate con le auto e con la guida. Dite di no? Leggete per intero questa storia, come sempre vera e inedita. Siamo nella Corea del Sud, dove una donna 68enne ha tentato ben 949 volte di passare l’esame di teoria per prendere la patente. E l’ha superato solo la 950° volta. “L’aspirante – ha spiegato un ufficiale della polizia stradale – ha iniziato a sostenere gli esami nell’aprile del 2005, ma non è mai riuscita ad ottenere il punteggio minimo per superarli”. Ma la cocciutaggine e la voglia di guidare hanno avuto la meglio, e così dopo aver speso ben cinque milioni di won (pari a 2.285 euro, spicciolo in più – spicciolo in meno) di tasse d’esame, la donna finalmente è riuscita a passare il test con il minimo dei voti dopo averci provato per ben 950 volte. Ora la donna ha già iniziato le guide pratiche e le toccherà sostenere – speriamo non 950 volte! – la prova pratica finale. Impossibile per i giornali contattarla. L’unico commento della signora Cha al Korea Times è stato questo: “Ho bisogno della patente per avviare un’azienda agricola”. E chissà che prima dei 90 anni la signora non ci riesca!

 

SE UN UOMO COMPARE AL PROPRIO FUNERALE
Chi di noi non ha mai pensato al momento del proprio funerale? Sarebbe interessante – per molti se non per tutti – sapere cosa si dirà, chi verrà, chi piangerà, e così via. Un 59enne di Santo Antonio da Platina, in Brasile, è riuscito – involontariamente, è chiaro – a scoprirlo, stupendo anche tutti i presenti. Il suo nome è Ademir Jorge Goncalves, e la notizia ha fatto questi giorni il giro del mondo. Ma iniziamo dal principio: Ademir aveva deciso, in una sera di pioggia, di trascorrere alcune ore con degli amici in pub. Dopo essere uscito visibilmente ubriaco dal locale, ha però rifiutato per diverse volte l’aiuto degli amici per tornare a casa, e così è entrato nella sua macchina sportiva e, sotto un temporale, si è diretto verso la propria abitazione. Nel tornare, però, ha deciso di fare visita a una sua vecchia fiamma, ha staccato il cellulare ed è rimasto con lei per due giorni, facendo perdere le proprie tracce. Nel frattempo, la polizia era stata allertata che per la forte pioggia un’auto sportiva con un uomo a bordo aveva sfondato un guardrail ed era precipitata in una scarpata. L’uomo a bordo, morto sul colpo, è stato ritrovato completamente sfigurato. Ma subito tutti i familiari di Ademir – che come invece noi sappiamo, si era rifugiato da una vecchia fiamma – hanno pensato a lui: l’uomo deceduto aveva lo stesso tipo di auto e vestiva in modo simile. Per questo, senza nemmeno fare il riconoscimento del cadavere (incredibile!) è stata decretata la morte dell’uomo. La salma è stata ricomposta alla buona e si sono indetti i funerali. Intanto il nostro beniamino, tornato in città, non riusciva a trovare né i suoi familiari né i suoi amici né i suoi colleghi. Camminando vicino casa ha notato il “suo” manifesto funebre e così si è precipitato al funerale, interrompendo la cerimonia e – ovviamente – creando scompiglio e scene di panico tra molti dei convenuti. La polizia locale ha chiesto più volte scusa alla “vera” famiglia della vittima: “Siamo stati convinti dai parenti e dagli amici del signor Goncalves che si trattava proprio di lui – ha spiegato il portavoce – e per questo abbiamo tralasciato sia il riconoscimento del corpo sia una prova del Dna. Per questo chiediamo scusa alla vera famiglia della vittima”.

 

VA IN GALERA PER UN “POKE” SU FACEBOOK
Si contano sulle dita di una mano i nostri amici che ancora non utilizzano Facebook. Quindi so di parlare a una platea molto informata dell’argomento. Tutti sapete cos’è un “poke”, vero? Letteralmente in inglese significa “stuzzicare”, “dare una spintarella”. Un poke su Facebook è quel comando che si utilizza per salutare un amico, sollecitarlo a scriverti o semplicemente richiamare la sua attenzione. Si tratta, quindi, di un tentativo di contattare un’altra persona. Il che può mettere nei guai chi, come Shannon D. Jackson di Hendersonville nel Tennessee, è obbligato dal giudice a non contattare un’altra persona. Shannon, incredibile ma vero, è stato arrestato e portato nella prigione della contea di Sumner con una multa di 1.500 dollari (pari a circa mille euro) per aver violato la sentenza che lo obbligava a non contattare “in nessun modo” il suo ex-fidanzato, con cui aveva avuto un passato burrascoso. Shannon, in attesa della sentenza definitiva, rischia addirittura 29 giorni di prigione e l’aumento della multa fino a 2.500 dollari. “La signora Jackson – si legge nella sentenza – è accusata di aver utilizzato la funzione ‘poke’ di Facebook per contattare il suo ex-fidanzato violando i termini di una sentenza del tribunale”. Prova del misfatto, una pagina di Facebook stampata e messa agli atti in cui risulta il “poke”.

 

CERCHI DA ANNI UNA PERSONA? PROVA CON GOOGLE
Google, a volte, riesce a fare miracoli. Non solo riesce a darci consigli estremamente utili su argomenti e attività quotidiane (tra i termini più ricercati in novembre, non stiamo scherzando, figura: “Può una cagnetta rimanere incinta di un uomo?”) ma riesce anche a riunire delle famiglie. Com’è successo a Scott, della California del Sud, e April, del Kansas. I due sono rispettivamente padre e figlia, ma non sono mai riusciti ad incontrarsi per volere della madre della ragazza. Il padre, che in un primo momento non aveva riconosciuto la figlia e aveva ripudiato la neo-mamma, dopo qualche anno di “sbandamento” aveva voluto reincontrare la figlia. Ma purtroppo la madre e la figlia sembravano svanite nel nulla. E così ha creato un sito chiamato “Scott Becker looking for April”: “Ho cercato mia figlia per svariati anni – ha spiegato – ma purtroppo non sono mai riuscito a trovarla, nonostante avessi messo sulle sue tracce anche degli investigatori privati”. Per la serie: oltre 40mila dollari spesi, ma nessuna traccia della ragazza. “Così – prosegue – mi è venuta un’idea: creo un sito internet con il nome di mia figlia, in modo che se un giorno mia figlia volesse scrivere su Google il suo nome, tra i primi risultati uscirebbe il sito internet”. E così – dopo dieci anni – è stato: i due prima hanno iniziato a comunicare via e-mail, dopodiché sono passati al telefono e poi, finalmente, hanno deciso di incontrarsi in un bar, tra l’incredulità dei parenti e la commozione generale.

Solo suonerie islamiche

In Somalia un gruppo islamico minaccia di morte chiunque non segua alla lettera degli strani dettami

 

Sacdiyo Sheeq è un ragazzo di venticinque anni a cui piace ascoltare musica rock, guardare le partite della Juventus e del Manchester United in televisione o guardare telefilm come Lost o Desperate Housewives. E ama, ogni tanto, come qualsiasi normale ragazzo della sua età, guardare qualche donnina succinta in televisione. Un ragazzo come tanti, come tutti noi. Peccato che Sacdiyo viva a Kismayu, importante città portuale nel sud della Somalia, dove da qualche tempo il gruppo islamico estremista Al Shabaab ha preso il potere e ha iniziato a seminare il terrore.

Lo Stivale Bucato non vuole di certo annoiarvi con lunghe e complicate nozioni storiche; semmai, tramite la storia di Sacdiyo, vuole raccontarvi di come un regime che si definisce religioso imponga ai giovani di abbandonare la modernità per “sposare attività più tradizionali”. Una storia, quella di Sacdiyo, che in Italia nessuno ha voluto raccontare.

Solo qualche cenno per spiegare chi sono gli insorgenti di Al Shabaab: secondo le principali agenzie di intelligence internazionali si tratta dei “corrispondenti di Al Qaeda nel Corno d’Africa”. Il gruppo armato controlla attualmente gran parte del sud della Somalia e alcuni quartieri della città di Mogadiscio.

Incredibile ma vero, una volta preso il potere (con la forza, ovviamente), tra i primi provvedimenti del gruppo terrorista figura la messa al bando di tutte le suonerie per cellulare con canzoni rock o internazionali. Al loro posto, secondo una legge da pochissimo tempo pubblicata, le suonerie posso essere solamente di tradizione musulmana. Una suoneria di tradizione musulmana, direte voi? Sì: un imam che legge l’Hadíth (una parte della Sunna, la seconda fonte della Legge islamica dopo il Corano, ndr) o versi coranici.

Oltre alle suonerie, sono stati banditi tutti i tipi di film, le danze (persino ai matrimoni), le partite di calcio e molti sport trasmessi in televisione. Il portavoce del gruppo islamico, tale Sheich Hassan Yaqub, ha spiegato all’agenzia Reuters che “non verrà più tollerato ciò che può portare i fedeli alla corruzione”. Ma siamo sicuri che le partite di calcio e la musica rock portino davvero i ragazzi verso la perdizione e la corruzione?

Ebbene: nelle ultime settimane i tribunali hanno ordinato condanne a morte, flagellazione e amputazioni a coloro che non si sono adeguati immediatamente ai dettami. Racconta ancora Sacdiyo che a un suo conoscente di 19 anni la polizia locale ha inflitto ben 25 frustate perché il ragazzo è stato colto in pubblico mentre dal suo cellulare proveniva una suoneria “non accettata dal governo”: “Mi hanno accusato di rifiuto della religione – racconta il ragazzo – e ora mi tengono sotto controllo tutto il giorno e non riesco più a vivere la mia vita”.

Speriamo che la situazione possa cambiare e che il regime capisca che i giovani hanno il diritto di vivere la propria vita, proprio come i loro coetanei di tutto il mondo. Tra l’altro queste imposizioni non sono altro – nella maggior parte dei casi – che interpretazioni personali dell’Islam, perché nel Corano di certo non c’è scritto che bisogna infliggere punizioni corporali a chi ascolta musica rock.

Per chiudere con una battuta e allentare un po’ la tensione, noi de lo Stivale Bucato che abbiamo portato in Italia questa notizia ci chiediamo:
1) Se i telefonini inizieranno a squillare tutti con la stessa suoneria, come si potranno distinguere, magari in un luogo affollato?
2) E soprattutto: se la legge impone che non è possibile interrompere la parola del profeta Maometto, come faranno i possessori dei telefonini a rispondere alle chiamate?

(Ben) 72 volte in bianco

Scandalo in Germania, dove un uomo ha fallito per ben 72 volte nel fare un (piccolo) favore al suo (presunto) migliore amico: mettere incinta la sua bella moglie

Sembra il titolo di un film americano di bassa lega. In realtà è ciò che, incredibilmente, è avvenuto a Stoccarda, in Germania. Dove un ragazzo ha fallito per ben 72 volte nel mettere incinta la moglie del suo migliore amico. Detta così sembrerebbe una storia assurda. E lo è. Ma andiamo con ordine.

Demetrius Soupolos, 29 anni, era sposato fino a qualche settimana fa con una bellissima ragazza, Traute. Un matrimonio descritto da tutti come “da favola”, “spettacolare”, con gli sposi tanto innamorati, una bella casa e interessanti prospettive per il futuro. Quello che mancava, però, era un bambino. Bambino che in realtà i due coniugi provavano a fare, ma senza successo, già da un paio d’anni. Per questo Demetrius, sempre più incalzato dalla moglie, si è deciso dopo tanto tempo a farsi vedere da un andrologo. E, purtroppo, ha scoperto dopo pochi giorni di essere sterile. Impossibile, dunque, avere un figlio.

Inutile stare qui a soffermarci sulle urla e la disperazione della donna, quando ha saputo che il seme del suo maritino non avrebbe seminato alcun campo, nemmeno il più fertile. E per questo è entrata in un lungo periodo di depressione, che nemmeno la prospettiva di adottare un bambino sfortunato è riuscita a lenire.

Ed è qui che entra in campo Frank Maus, 34 anni, il miglior amico di Demetrius. Sono stati compagni di liceo, compagni di scuola guida, compagni nella squadra di basket. Si dicevano tutto, e si confidavano qualsiasi tipo di segreto. Inoltre erano molto simili di corporatura, capelli e occhi… tanto che in molti avevano pensato che i due fossero fratelli. Ed ecco il colpo di genio! Invece di adottare un bambino, per esaudire il desiderio di maternità della donna, il marito ha avuto una splendida e brillante idea: chiedere al suo migliore amico Frank una cosa semplicissima. Mettere incinta la moglie.

Frank, però, era sposato e aveva due bei bambini. Ma ovviamente il piccolo tradimento sarebbe rimasto nascosto. Inoltre, pur di convincere l’uomo, Demetrius gli ha staccato seduta stante un assegno, come rimborso del disturbo (e che disturbo!) di duemila euro.

Dunque, tre giorni a settimana per sei mesi di fila, i due “amanti”, se così si possono chiamare, hanno iniziato a vedersi e hanno passato ore molto intense. Ma – incredibile – la ragazza non è mai rimasta incinta. Nemmeno dopo 72 “prove”. Il “cornuto” (se così si può chiamare) Demetrius ha iniziato a non vedere più di buon occhio le tante “prove” settimanali dei due, soprattutto durante le fredde giornate d’inverno, quando nella città il termometro scendeva ben sotto gli zero gradi e lui era costretto a frequentare i peggiori bar pur di passare il tempo.

La soluzione che tutti voi starete pensando è presto fatta: i due “amanti” si piacevano talmente tanto che hanno preso precauzioni e hanno continuato a fare sesso per mesi e mesi. Ma in realtà la storia non è proprio questa. Perché Demetrius, inferocito, ha obbligato il suo migliore amico a farsi le analisi. E – incredibile – dopo pochi giorni (e altre prove) si è scoperto che anche Frank era sterile! Ma allora, direte voi, come faceva ad avere due bambini?

L’accordo tra i due, così, è stato reso pubblico, provocando l’ira della moglie di Frank. Che, però, ha dovuto ammettere di aver avuto i due bambini da una relazione extraconiugale. E così Frank e la moglie si sono separati mentre Demetrius e Traute sono tornati insieme e hanno iniziato le pratiche per adottare un bambino. Ma soprattutto i due migliori amici sono diventati ex-migliori amici, e la loro vicenda è approdata in tribunale. Perché Demetrius adesso rivuole indietro i duemila euro. Ma la difesa di Frank è ferrea: “Il mio assistito – ha dichiarato l’avvocato – non ridarà i soldi al suo amico perché non ha garantito che la donna sarebbe rimasta incinta, ma solo che ci avrebbe provato con tutte le sue forze“.