Ciampi: "Serve coesione sociale: è fattore di stabilità per il Paese"


Il Presidente della Repubblica, in un incontro con i Prefetti, chiede che si sappiano cogliere i segnali di disagio

Ciampi: “Serve coesione sociale
È fattore di stabilità per il Paese”

E dei ragazzi di Locri dice: “Da voi traggo motivo di ottimismo”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “Si avverte la necessità di una più forte coesione sociale, che è fattore di stabilità politica e motore del progresso economico”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione di un incontro al Quirinale con i Prefetti e i nuovi Consiglieri di Prefettura per i 25 anni della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno.

La coesione sociale, continua ancora Ciampi, “costituisce il risultato di un processo in continua evoluzione, che va quotidianamente sostenuto con un’intensa attività di raccordo istituzionale e con la puntuale affermazione del principio di legalità”.

Il Presidente ha poi sottolineato che è importante che si “sappiano cogliere tempestivamente i segnali di disagio anche delle giovani generazioni, ovunque si manifestino, non di rado nelle zone periferiche e nelle grandi aree metropolitane, prima che si traducano in situazioni di crisi” e che “in questo modo possono essere progressivamente ridotti gli spazi di sfruttamento da parte delle organizzazioni malavitose e di strumentalizzazione da parte dei gruppi eversivi”.

Rivolgendosi, poi, direttamente ai prefetti, Ciampi ha ricordato che il loro compito principale è “garantire la leale cooperazione tra i poteri pubblici che operano nel territorio” e li ha invitati a un lavoro “costante e paziente di mediazione per raffreddare le tensioni e favorire la convergenza di idee su punti comuni”.

Il Presidente ha anche ricordato i ragazzi di Locri, a proposito dell’incolumità e della libertà dei cittadini che deve essere garantita: “Dall’atteggiamento di quei giovani che recentemente sono scesi in piazza per gridare il loro sdegno contro tutte le mafie e invocare la piena affermazione della legalità – ha detto – traggo motivo di ottimismo”.

(15 dicembre 2005)

(Nella foto: Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi)

"La politica contrasti le mafie". E Veltroni indossa la t-shirt del blog


Incontro in Campidoglio tra il sindaco di Roma, il presidente della Regione Calabria Loiero e gli studenti. Alcuni ragazzi di Locri bloccati dalla neve

“La politica contrasti le mafie”
E Veltroni indossa la t-shirt del blog

ROMA – “Cosa può fare il mondo della politica per contrastare la mafia? Penso che se si candida alle elezioni gente che non è sospettata di collusione sia meglio”. Lo ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni in un incontro, in Campidoglio, con i ragazzi di alcune scuole romane e il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, aggiungendo: “Se a me spettasse di fare le liste elettorali cercherei persone che possono dare garanzie di contrasto nei confronti del potere mafioso”. Durante l’incontro il sindaco ha anche indossato, insieme ad alcuni studenti, la magliette dei ragazzi del blog con la scritta “E adesso ammazzateci tutti”.

All’iniziativa odierna avrebbe dovuto partecipare anche una delegazione di studenti calabresi, che però, a causa della neve e delle avverse condizioni meteorologiche, è rimasta bloccata sull’A3 Salerno-Reggio Calabria. Al posto loro sono comunque intervenuti altri due ragazzi già presenti a Roma, che hanno parlato di “momento bellissimo ed esaltante, perché la volontà della Calabria di agire, dai giovani alle istituzioni, ha trovato un alto momento di confronto”.

Il discorso di Veltroni sulle commistioni tra mafia e politica (nel quale il sindaco ha anche confermato che, anche se bisogna “mantenere sempre alta la guardia”, la mafia a Roma non attecchisce) arriva a pochi giorni di distanza dalle parole di Romano Prodi, che ha espresso un fermo no nei confronti di possibili contaminazioni: “Troppe volte, in passato – ha detto il leader dell’Unione -, abbiamo letto sui giornali analisi che denunciavano la capacità di queste organizzazioni di influenzare i flussi elettorali. Noi diciamo a voce alta ai mafiosi che preferiamo perdere consensi se i voti sono contaminati dal vostro consenso”.

(23 novembre 2005)

(Nella foto: Il sindaco di Roma Walter Veltroni con il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero “indossano” la maglietta del blog)

La "Carovana" tra i ragazzi di Locri. Don Ciotti: "Non lasciamoli soli"


Dopo aver viaggiato per tutta Italia i “carovanieri antimafia” di Libera arrivano nella Locride, per una “marcia della memoria”. Giovani sempre protagonisti

La “Carovana” tra i ragazzi di Locri
Don Ciotti: “Non lasciamoli soli”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “I ragazzi sono il nostro presente, ci sono e l’hanno dimostrato, a Locri come in mille altre occasioni. E il mondo degli adulti non deve abbandonarli”. È con questo intento che Don Luigi Ciotti e la “Carovana” di Libera, l’associazione, di cui Rita Borsellino è presidente onoraria, che da anni si occupa di lotta alla mafia, saranno domani a Locri, ancora una volta insieme ai giovani, che stanno creando un vero e proprio movimento contro la criminalità.

L’appuntamento, di cui più volte negli ultimi giorni si è discusso sul blog dei ragazzi di Locri, ospitato da Repubblica Scuola&Giovani, è per una marcia che partirà dalla casa di Fortunato Correale (ucciso dalla ‘ndrangheta dieci anni fa) e toccherà alcuni punti simbolici della città, come le abitazioni di altre vittime della criminalità. “Questa è una marcia della memoria – ha detto Francesco Rigitano, rappresentante di Libera nella Locride – e proprio il senso della Carovana, muoversi, toccare diversi punti del Paese, serve a non dimenticare e ricordare chi ha perso la vita e sostenere i loro parenti”.

La marcia continuerà poi verso il Liceo Scientifico, dopo un percorso di quasi 5 chilometri, “che è un altro posto simbolico – spiega Rigitano – perché rappresenta la speranza verso il futuro della nostra terra”. Lì il saluto del sindaco di Locri, del Vescovo, poi gli interventi dei tanti ragazzi presenti (si attendono oltre 15 pullman da ogni parte d’Italia), i discorsi di tante personalità (da Nando Dalla Chiesa a Nuccio Iovene a Giuseppe Lumìa).

La conclusione è affidata alle parole di Don Ciotti, che ha voluto mandare un messaggio ai ragazzi del blog, ma anche al mondo degli adulti: “Ho incontrato i ragazzi della Locride in diverse occasioni, e ho preso l’impegno, con loro, di tornare anche quando i riflettori su questa faccenda saranno spenti. Ho apprezzato molto tutti gli striscioni che sono stati scritti durante le manifestazioni delle scorse settimane. Quello che vi chiedo però – continua Don Ciotti – è di esporre davanti alle vostre scuole, i vostri comuni, le vostre chiese un unico cartello, con la scritta, a lettere cubitali: ‘continuità’. Abbiamo bisogno di continuità, e allora costruiamola insieme, e chiediamola alle istituzioni tutte”.

Don Ciotti ha parlato anche del coraggio che hanno avuto questi ragazzi nell’esporsi in prima persona, sia attraverso il blog, sia anche attraverso le numerosissime trasmissioni televisive a cui hanno partecipato, proprio a proposito di quei tanti messaggi che chiedevano loro di denunciare i mafiosi: “La denuncia è una cosa importante, ma la dobbiamo fare tutti. Non possiamo delegarla ai ragazzi, sarebbe troppo comodo. Dobbiamo trovare tutti la forza di mettere in gioco quello in cui crediamo. I giovani ora hanno bisogno che gli adulti (che sono i loro punti di riferimento nella famiglia, nella scuola, nella chiesa) li prendano per mano e li accompagnino, e creino le condizioni per un sano protagonismo”.

La Carovana Antimafia di Libera arriverà dunque a Locri dopo quasi due mesi di viaggio in tutta Italia, e non solo: “Abbiamo tre furgoni con cui giriamo tutto il Paese con qualche sconfinamento anche in altri stati d’Europa – ha detto uno dei carovanieri, Michele Langella -. Arriviamo nelle città, ci fermiamo nelle piazze e nelle scuole e la prima cosa che facciamo è trovare il contatto con i ragazzi. Attraverso la Carovana cerchiamo di coinvolgere tutti a impegnarsi nella lotta alla mafia, cerchiamo di capire cosa ne pensano i nostri coetanei, dialoghiamo con loro. Credo che sia come un seme che viene piantato, poi tocca a loro far germogliare il frutto della legalità”.

Michele, napoletano, un ragazzo come tanti altri, da diversi anni ha preso l’impegno, insieme ad alcuni amici, di girare per l’Italia e confrontarsi con le tematiche della mafia, sia al Sud, dove quest’argomento è spesso all’ordine del giorno, sia al Nord, dove forse se ne parla ancora troppo poco. La Carovana, che da undici anni opera sul nostro territorio, e che ogni volta che arriva in una città o in un paese riesce ad attirare tantissimi giovani, “è un movimento che punta a far nascere un coordinamento giovanile contro le mafie. Abbiamo avuto l’adesione – continua Michele – di oltre duecento ragazzi che vogliono creare con noi una grande rete, e forse costruiremo anche una radio via Internet, con collegamenti in tutte le città d’Italia e anche in molti Paesi d’Europa”.

Dopo l’assassinio del vicepresidente della Regione Calabria Francesco Fortugno, infatti, i giovani della Locride, soprattutto attraverso il blog e le uscite in televisione, sono riusciti ad entrare nelle case di tutti i ragazzi d’Italia: basti pensare che dalla Valle D’Aosta alla Sicilia, durante il viaggio della Carovana, sono stati raccolti numerosissimi quaderni pieni di dediche, messaggi, firme, ma anche libri, striscioni e altri regali simbolici per i ragazzi di Locri. Doni che verranno distribuiti proprio durante la manifestazione di domani.

(18 novembre 2005)

(Nella foto: Don Luigi Ciotti)

"Boicottiamo le prossime elezioni". E i lettori del blog si confrontano


Ieri due ragazzi di Locri all’ultima puntata dello show di Celentano: “Chi spera, chi manifesta è rock”. E sul “diario” si lancia la manifestazione del 19

“Boicottiamo le prossime elezioni”
e i lettori del blog si confrontano

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Ancora una volta il blog dei ragazzi di Locri, ospitato da “Scuola e Giovani” di Repubblica.it è al centro dell’attenzione. Ieri sera due ragazzi della cittadina calabrese sono stati ospitati nell’ultima puntata della trasmissione di Adriano Celentano, “Rockpolitik” oltre che a “le Iene”. “Chi spara, chi ha paura, chi non rispetta la libertà altrui, chi uccide, chi è un mafioso è lento. Franco Fortugno, chi spera, chi non crede nell’omertà, chi manifesta, chi è onesto cittadino è rock”, dice una ragazza, parafrasando l’ormai noto tormentone del Molleggiato.

Un gesto importante per i ragazzi di Locri, quello di andare a parlare in una delle trasmissioni televisive più viste nella storia della Rai, che denota la loro volontà di far rimanere la discussione sulla mafia all’ordine del giorno anche quando sembra che non sia più di stretta attualità, come ad esempio dopo la marcia del 4 novembre. Argomento, quello del disinteresse dei media, che è stato molto discusso sul blog proprio negli ultimi giorni. C’era infatti chi pronosticava che, “come l’influenza aviaria”, non si sarebbe più parlato della ‘ndrangheta.

E invece, molto probabilmente, non sarà così, perché continuano a nascere manifestazioni e eventi importanti: Libera, uno dei principali movimenti impegnati nella lotta per la legalità, insieme ai sindacati confederali e a diverse associazioni giovanili darà luogo a una manifestazione a Locri il 19 novembre, nell’ambito della “Carovana antimafie”. L’appuntamento, già lanciato attraverso il blog su “Repubblica”,vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Don Ciotti e Nando Dalla Chiesa.

Sul “diario online” dei ragazzi di Locri dunque continuano le discussioni sul tema della mafia. Oltre ai commenti sull’ultima puntata dello show di Celentano e agli ancora tantissimi messaggi di solidarietà che arrivano da ogni parte del mondo, in questi ultimi giorni tra i temi più dibattuti figurano sicuramente il ruolo dello Stato nella lotta alla criminalità e il “non voto”. C’è infatti un ampio dibattito scatenato da un post di “LucaLibero” (questo è il nick), che propone di non andare a votare alle prossime elezioni, perché “i Signori dei palazzi si ricordano di noi solo quando ci sono le elezioni: non votando – continua – riusciremmo a smuovere le coscienze”.

(11 novembre 2005)

(Nella foto: Due ragazzi di Locri alla trasmissione “Rockpolitik” di Celentano)

In piazza virtuale i ragazzi pensano al futuro


Riporto un lungo take dell’Ansa di questa mattina proprio sul blog dei ragazzi di Locri!!!

FORTUGNO: IN PIAZZA VIRTUALE RAGAZZI PENSANO A FUTURO /ANSA
SU BLOG REPUBBLICA MESSAGGI COMMOZIONE PER FRASI A ROCKPOLITIK

(ANSA) – LOCRI (REGGIO CALABRIA), 11 NOV – E’ un dibattito ricco di spunti e riflessioni quello che si sta svolgendo sul blog messo a disposizione dei giovani di Locri dal sito di ‘Repubblica’. C’è chi pensa di disertare le urne in occasione delle prossime elezioni e chi si è commosso guardando la testimonianza dei due giovani locresi che ieri sera hanno partecipato alla trasmissione Rockpolitik.
Per i due giovani di Locri chi “spara, chi ha ha paura, chi non rispetta la libertà altrui, chi uccide, chi è un mafioso è lento”, dice una ragazza. “Franco Fortugno, chi spera, chi non crede nell’omertà, chi manifesta, chi è onesto cittadino è rock”. E stamane sul blog dei ragazzi di Locri sono comparsi i primi commenti alla presenza alle frasi pronunciate ieri sera nella trasmissione di Celentano. “Ieri sera, la cosa che mi ha più emozionato – scrive Roberto D. – a RockPolitik è stata la testimonianza di quei due ragazzi di Calabria. Mi sono venute le lacrime e credetemi non succede spesso. Perchè so e avverto quanto è costato arrivare a questo, e purtroppo so che ancora costerà tanto. Dobbiamo però essere pronti ad affrontare difficoltà e sacrifici affinchè non solo i calabresi onesti, ma tutti gli onesti di questo paese possano vivere senza la mafia attorno. Vogliamo soprattutto vivere, amare e sognare”.
La proposta provocatorio di non andare a votare alle prossime elezioni è di LucaLibero (il nick utilizzato sul blog). “Io vorrei lanciare – scrive sul blog LucaLibero – qui una proposta.
Visto che i ‘Signori dei palazzi’ si ricordano di noi del sud solo quando ci sono le elezioni….io direi non andiamo più a votare! fin quando in Calabria, in Sicilia, in Campania, in tutto il sud non si vede, anzi non si tocca con mano quello che lo stato ha realmente realizzato per combattere contro la mafia.
Fin quando non ci saranno i presupposti per una vita decorosa Non voteremo… secondo me riusciremmo a smuovere le loro coscienze – anche se coscienza i politici non ne hanno mai avuta”. Ed è su questa proposta provocatoria che da stamane si sta svolgendo un ampio dibattito che vede anche interventi di persone che non risiedono in Calabria. I pareri, ovviamente, sono contrastanti ed all’invito di disertare le urne c’è Anna che ritiene “assolutamente necessario andare a votare e scegliere attentamente persone pulite. Il voto è l’unico strumento che abbiamo per mandare a casa i mafiosi politici”. E c’è pure chi come Tiziana propone di “boicottare tutto ciò che è in odore di mafia o poco chiaro. E se veramente iniziassimo dalle elezioni farse? è palese che il colore politico non fa differenza davanti agli interessi e anzi sono specchietti per illuderci di vivere in uno stato democratico”.
Ma la paura dei tanti partecipanti alla piazza virtuale è che a breve possa scemare l’interesse per i fatti accaduti a Locri. “Vedrete – scrive Marco – che tra un mese scenderà il silenzio: vi ricordate l’influenza aviaria: un casino autentico, oggi pare meno pericolosa di una puntura di insetto. Non sono contento di questo, ma la società detta civile, l’opinione pubblica, mettono in prima pagina sempre la notizia, e quando la notizia diventa il passato, il pezzo a cinque colonne diviene un trafiletto”.(ANSA).

KSZ
11-NOV-05 12:03 NNNN

Migliaia in corteo a Locri. Oggi la "marcia della legalità"

La manifestazione, nel giorno dell’Unità Nazionale, toccherà i luoghi simbolo della città calabrese. Arrivano giovani da tutti Italia. I ragazzi sul blog: “Saremo tantissimi”.

Migliaia in corteo a Locri
Oggi la “marcia della legalità”

LOCRI (RC) – Migliaia di persone, soprattutto ragazzi, si stanno riversando a Locri per partecipare alla “marcia della legalità” (o “marcia della speranza”, come tanti ormai iniziano a chiamarla) che si svolgerà questa mattina a partire dalle 12. L’evento, proposto dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catissone, e rilanciato sul blog dei ragazzi di Locri, ospitato da Repubblica Scuola&Giovani, è nato come un’iniziativa simbolica per manifestare il dissenso nei confronti delle piccole e grandi mafie che affliggono la Calabria (ma anche le altre regioni italiane) e ha visto, giorno dopo giorno, i suoi obiettivi ampliarsi. La stessa Iervolino si è detta sorpresa del numero di consensi e ha aggiunto: “Questa iniziativa è ricchezza che cresce, la gente di Locri non immaginava e non si aspettava tanta solidarietà”.

Di sicuro agli ottocento studenti inizialmente previsti da Napoli e Caserta (sono stati organizzati oltre 20 pullman) si aggiungeranno i tantissimi ragazzi che arriveranno anche da altre parti d’Italia: Trenitalia ha infatti organizzato un treno speciale, partito ieri sera alle 23.30 da Bologna, che, durante la notte, ha toccato anche Firenze, Roma, Napoli, Lamezia, Catanzaro. Ai ragazzi in corteo saranno distribuite cinquemila gerbere gialle, il fiore simbolo della lotta alla mafia.

La marcia, che partirà da piazza del Lungomare, si snoderà per le vie cittadine e passerà da tre luoghi simboli della città: palazzo Nieddu (dove è stato ucciso, il 16 ottobre, il vicepresidente della Calabria Francesco Fortguno), il palazzo del Comune e il tribunale. La conclusione è prevista in Piazza dei Martiril, dove prenderanno la parola gli studenti di Cosenza, Locri e Napoli insieme ai sindaci delle tre città. Chiuderà la manifestazione il presidente della Regione Calabria Loiero.

(4 novembre 2005)

Cresce la "community della legalità" in attesa della marcia del 4 novembre


In tanti su Repubblica con i giovani di Locri. I ragazzi (e i messaggi) del blog a “Primo Piano” del Tg3. Dall’Anci ai sindacati molti appelli per la manifestazione

Cresce la “community della legalità”
in attesa della marcia del 4 novembre

di DANIELE SEMERARO

ROMA – A tre giorni dalla “marcia della legalità” del 4 novembre continuano a ritmo incessante le manifestazioni di solidarietà, i commenti e, in generale, il grande dibattito sulla mafia che si è aperto sul blog “Ammazzateci tutti”, il diario online dei ragazzi di Locri ospitato da Scuola&Giovani di Repubblica.it, tanto che si sta creando una vera e propria “community della legalità”, a cui partecipano lettori da ogni parte d’Italia e dall’estero. E, insieme,- iniziano a parlarsi direttamente e a pensare ad una “rete” i ragazzi protagonisti di associazioni di “resistenza” alla mafia, soprattutto dalla Sicilia.

Tant’è che Primo Piano del Tg3 in onda questa sera alle 23.20 dedicherà parte della trasmissione, in collegamento con Locri, ai “ragazzi del blog”. Al programma, durante il quale saranno letti i messaggi più significativi tra gli oltre mille inviati dai lettori, parteciperà anche il Procuratore Antimafia Piero Grasso.

Il blog in queste ore è stato anche un punto d’incontro tra i ragazzi della Locride e le centinaia di persone, sparse per l’Italia, che volevano avere maggiori informazioni sulla marcia della legalità che si terrà a Locri il 4 novembre. Tanti i messaggi di solidarietà da Comuni, associazioni o singoli cittadini che non potranno essere fisicamente in Calabria; altrettanto numerose, però, le promesse di partecipazione. Singolare il messaggio di un lettore: “Prenderò un giorno di ferie per essere lì con voi”.

La “marcia”, nata come una testimonianza dei giovani, si sta trasformando in una grande manifestazione antimafia. L’Anci della Calabria ha invitato tutti i sindaci della regione a partecipare “massicciamente, con fascia tricolore e gonfaloni”, per dimostrare che “i Comuni restano in prima fila nella difficile e delicata battaglia contro la mafia”. Enzo Carra, esponente della Margherita e componente della Commissione di Vigilanza Rai e Carlo Rognoni, consigliere di amministrazione di Viale Mazzini, hanno chiesto inoltre ai direttori di rete e tg di prevedere dirette e finestre informative affinché “la Rai tenda la mano ai ragazzi e alle ragazze di Locri e della Calabria che insieme a molte istituzioni si stanno mobilitando in modo straordinario contro la criminalità organizzata”.

Una manifestazione che si prevede dunque numerosissima e che è stata promossa, fra gli altri, dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catizzone. E proprio l’on. Iervolino si è rivolta, tramite le nostre pagine, ai ragazzi del blog: “Sono felice – ha detto – che il mio invito ad aderire alla marcia pacifica a Locri stia raccogliendo un forte consenso che cresce di ora in ora, non soltanto nella nostra città, ma in vaste aree del Mezzogiorno e del Paese. Quando venerdì partiremo per Locri – dice ancora la Iervolino – saremo in centinaia, da ogni parte d’Italia, e sarà per voi tutti e per noi stessi. Perché la vostra indignazione è anche la nostra, la voglia di reagire è la stessa e saremo in tanti, il 4 novembre, a stringerci intorno a voi per lanciare insieme, ed ancora più forte, la nostra sfida contro la malavita”. Ma sono tante le adesioni che iniziano ad arrivare, tra queste Francesco Rutelli e Piero Fassino.

Oggi, infine, quattro sigle sindacali (Cgil, Cisl, Cisal e Snals) dell’Università della Calabria hanno inviato al Rettore una lettera chiedendo che si realizzi nel Campus universitario di Arcavacata “una giornata di lotta alla criminalità e di promozione della legalità nella regione”. Con questa giornata di lotta le associazioni vogliono dare “un segno tangibile di grande civiltà, moralità, solidarietà e impegno civile della più importante istituzione culturale regionale che vuole assumere il ruolo di soggetto che stimoli la mobilitazione forte e compatta della società calabrese, con in primo piano i giovani ed il loro spirito di libertà”.

(31 ottobre 2005)

(Nella foto: il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso)

"Solo insieme vinceremo". E si lancia la marcia di Locri

In tanti dialogano online su Repubblica con i ragazzi calabresi. Il 4 novembre manifestazione nella cittadina. Messaggio del sindaco di Napoli, Iervolino

“Solo insieme vinceremo”
E si lancia la marcia di Locri

di DANIELE SEMERARO

ROMA – 700 messaggi in 24 ore, praticamente uno ogni due minuti. È davvero grande l’affluenza di lettori nel blog “Ammazzateci tutti”, il diario online dei ragazzi di Locri ospitato da Scuola&Giovani di Repubblica.it. Tra dibattiti sulla mafia, messaggi di solidarietà e proposte di iniziative si sta creando una vera e propria “community della legalità”, a cui partecipano lettori da ogni parte d’Italia e dall’estero.
E, insieme, iniziano a parlarsi direttamente e a pensare ad una “rete” i ragazzi protagonisti di associazioni di “resistenza” alla mafia, soprattutto dalla Sicilia.

Il blog, aperto a due settimane di distanza dall’uccisione del vicepresidente della Calabria Francesco Fortugno, è diventato un punto di incontro per l’Italia che non vuole arrendersi alla mafia, e per i tanti calabresi che vogliono, in qualche modo, reagire.

Tra le richieste più pressanti che vengono dai lettori c’è quella di organizzare una grande manifestazione nazionale contro tutte le mafie. Magari a Roma, propone qualcuno. E mentre il popolo della Rete si organizza, dal comune di Locri fanno sapere che è tutto pronto per la grande marcia della speranza del 4 novembre, promossa, fra gli altri, dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catizzone. E proprio l’on. Iervolino si rivolge oggi, tramite le nostre pagine, ai ragazzi del blog: “Sono felice – ha detto – che il mio invito ad aderire alla marcia pacifica a Locri stia raccogliendo un forte consenso che cresce di ora in ora, non soltanto nella nostra città, ma in vaste aree del Mezzogiorno e del Paese. Quando venerdì partiremo per Locri – dice ancora la Iervolino – saremo in centinaia, da ogni parte d’Italia, e sarà per voi tutti e per noi stessi. Perché la vostra indignazione è anche la nostra, la voglia di reagire è la stessa e saremo in tanti, il 4 novembre, a stringerci intorno a voi per lanciare insieme, ed ancora più forte, la nostra sfida contro la malavita”. Ma sono tante le adesioni che iniziano ad arrivare, tra queste Francesco Rutelli e Piero Fassino.

Tra gli altri temi dibattuti sul blog c’è anche quello dell’omertà. Sono molti i navigatori che si chiedono perché sia così difficile denunciare la malavita. Tra le tante voci c’è anche chi, con forza, chiede che i cittadini inizino a ribellarsi, che inizino a fare i nomi.
E intanto la notizia dell’apertura di questo spazio online per confrontarsi sui problemi di tutte le mafie sta facendo letteralmente il giro della rete. Sono già moltissimi, infatti, i blog che rimandano a quello ospitato da Repubblica.it.

(28 ottobre 2005)

La sfida dei ragazzi della Locride. "Ammazzateci tutti" diventa un blog

Sarò io a curare, per i primi giorni, il blog dei ragazzi della Locride. Un’iniziativa fortemente voluta dalla redazione Scuola&Giovani di Repubblica.it


Avevano sfilato, senza parole, dopo l’assassinio di Francesco Fortugno.
Ora hanno la possibilità di esprimersi attraverso un diario online

La sfida dei ragazzi della Locride
“Ammazzateci tutti” diventa un blog

di DANIELE SEMERARO

Avevano fatto riflettere e commuovere l’Italia, il 19 ottobre scorso, in occasione dei funerali del vicepresidente della Calabria Francesco Fortugno, barbaramente ucciso a Locri in un agguato fuori da un seggio delle Primarie dell’Unione. Avevano portato in piazza, in una manifestazione silenziosa, diversi striscioni, tra cui quello che poi è diventato l’emblema del rifiuto dei ragazzi ad arrendersi al terrorismo: “E adesso ammazzateci tutti”. Repubblica.it, a due settimane di distanza, offre da oggi l’occasione ai giovani della Locride di non restare soli, ma di rimanere in contatto con quell'”Italia che non li abbandona”, come ha affermato il presidente Ciampi, attraverso un blog, in cui esprimere i propri pensieri e confrontarli con tutti.

“A noi giovani – avevano detto – interessa trovare un modo per reagire e per capire quali siano gli strumenti da adottare per liberarci dal giogo mafioso. Il sacrificio di Franco Fortugno è stata una frustata che ha colpito tutte le genti della Calabria. Noi giovani ci siamo svegliati dal torpore in cui vivevamo e abbiamo riscoperto la capacità di indignarci”. Il blog, una sorta di “diario online”, permetterà a chiunque lo desideri di commentare ciò che scriveranno i ragazzi, esprimendo un pensiero, un’opinione, o anche semplicemente un gesto di solidarietà.

Uno slogan importante, quello “Ammazzateci tutti”, che darà anche il titolo a una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale per la legalità, promossa dalla Regione Calabria, a cui hanno dato l’adesione numerosi noti esponenti, calabresi di nascita, del mondo dello sport, dello spettacolo e della moda. Al loro contributo si affiancherà anche la produzione e distribuzione gratuita di oltre ventimila magliette.

(27 ottobre 2005)

(Nella foto: Lo striscione esposto durante la manifestazione del 19 ottobre scorso)

IL BLOG È QUI