Londra, otto startup italiane a caccia di fortuna con “Made in Italy 2.0.2.0.”

L’Italia digitale al centro dei riflettori internazionali in un evento organizzato a a Dartmouth House da iStarter. “È il momento giusto per investire nell’innovazione italiana”

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Igiene, preti e stanze incasinate

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un uomo in India non si lava da 35 anni. I sacerdoti di Taranto creano scompiglio in Chiesa. E a Windsor…

INDIANO NON SI LAVA DA 35 ANNI PER AVERE UN FIGLIO MASCHIO
Noi de lo Stivale Bucato vi diamo un consiglio: non seguite quest’uomo indiano. Che per avere un figlio maschio non si lava da trentacinque anni! L’uomo, secondo quanto riportato dai giornali locali di Nuova Delhi, aveva avuto dalla sua consorte ben sette femmine. Ma – giustamente – aveva bisogno di un erede maschio per mandare avanti la propria stirpe. E così ha deciso di non lavarsi. Cosa che sta andando avanti da più di un terzo di secolo. Come farà, direte voi? Semplice: sostituisce il lavaggio con una “speciale preghiera”. Ogni sera, prima di andare a letto, l’uomo accende un fuoco e ci si mette davanti a pregare una divinità di nome Shiva, esponendo tutte le parti del corpo (per avere, appunto, un “lavaggio di fuoco”) quasi fino a ustionarsi, e fumando marijuana. “È come usare l’acqua – ha spiegato l’uomo – perché un bagno di fuoco toglie via germi e infezioni”. 63 anni, l’uomo aveva anche un negozio di generi alimentari. Che ha irrimediabilmente chiuso dopo che i clienti si sono accorti che c’era qualcosa che non andava con le condizioni sanitarie. Ora va in giro, sia d’estate che d’inverno, con due maglioni di lana. E, giura, la smetterà soltanto quando avrà un figlio maschio. Premio che la divinità gli darà per aver fatto l’enorme sforzo di non lavarsi.

 

QUANDO SI DICE, LA CARITÀ CRISTIANA
Fedeli in rivolta, nel tarantino. Messa conclusa prima del previsto e bestemmie ad alta voce nel luogo più cattolico della città. È successo a Maruggio, dove il parroco durante la consueta omelia domenicale ha apostrofato come “miserabili” e “ingrati” i fedeli, per non aver fatto abbastanza donazioni durante l’offertorio. “Avete rovinato la festa dei vostri figli”, ha poi continuato il parroco, prima di recitare la Preghiera dei Fedeli. Oltre alla normale Messa, infatti, quel giorno si celebravano le prime comunioni di alcuni bambini. E il sacerdote, Tommaso Pezzarossa, aveva chiesto almeno venti euro di donazione. Che però non sono arrivati da tutti i genitori, considerato anche il periodo di crisi economica. Alcuni hanno preferito abbandonare la celebrazione, altri hanno dovuto subire ulteriori invettive da parte del parroco, probabilmente perché aveva fatto delle spese per organizzare la cerimonia, e quindi voleva rientrarci. “Siete credenti di un Cristianesimo che puzza, solo di facciata, siete sepolcri imbiancati”, ha infatti aggiunto l’uomo di Chiesa. Non nuovo a queste scenate: alcuni anni fa, infatti, si era scagliato anche contro i bambini, definendoli “puliti fuori e sporchi dentro”. Il prete ha annunciato di non essersi dato per vinto. Chiederà scusa? Direte voi… No: al posto dei tradizionali cestini per le offerte dall’anno prossimo passerà con un apparecchio Pos. In grado di accettare Bancomat e carte di credito.

 

LA STANZA DEL FIGLIO È TROPPO INCASINATA. E IL PAPÀ CHIAMA LA POLIZIA
Quante volte i vostri genitori, cari bambini e ragazzini, vi hanno detto – in preda a una crisi di nervi – di mettere in ordine la stanza, altrimenti avrebbero chiamato la polizia. Un bel giorno questa cosa è successa davvero. Siamo a Bedford, ridente cittadina dell’Ohio, dove un uomo, Andrew Mizsak, ha chiamato la forza pubblica perché il suo figlioletto di “appena” ventotto anni aveva lasciato una gran confusione in camera. Il ragazzo, non appena ha visto i poliziotti che suonavano alla porta, e indovinato il motivo, ha dato un pugno al padre e ha rovesciato in terra, rischiando di colpire gli agenti, tutto il servizio buono di piatti. Forse la reazione del padre, nel chiamare la polizia, sarà pure stata eccessiva. Ma vogliamo parlare del figlio, che pur avendo una carriera politica (nella cittadina locale) già avviata e a tempo indeterminato, vive ancora con i genitori e si fa pregare per mettere a posto la stanza??

 

SESSO SUL PRATO DI WINDSOR
Probabilmente non avevano una casa o una macchina dove farlo, o – ancora – si tratta di esibizionisti professionisti. Fatto sta che un uomo e una donna sono stati arrestati per aver fatto sesso sul prato della residenza reale di Windsor, in Inghilterra. In reatà i due hanno scelto un giorno davvero particolare: la giornata era bellissima, il castello e i giardini erano pieni di turisti… e in più la regina era presente per un periodo di villeggiatura. Per questo le guardie non c’hanno messo molto a individuarli. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, i due erano appena usciti visibilmente ubriachi da un ristorante, quando hanno iniziato a fare sesso, senza alcuna inibizione, in una porzione di prato non lontano dall’entrata principale. Alcuni hanno provato anche a redarguirli, addirittura una coppia di turisti giapponesi ha acceso la telecamera per fare un filmino, ma i due si sono fermati solamente con l’arrivo della polizia. Gli “esibizionisti” sono stati arrestati e sono accusati di oltraggio alla pubblica decenza. Chissà se la Regina stava sbirciando dalla finestra!

Londra, gli U2 come i Beatles 40 anni fa. Il mio servizio per Sky Tg24

 

La rock band irlandese ieri si è esibita a sorpresa sul tetto del palazzo della Bbc. Uno show molto particolare che ha paralizzato Regent street e che ha ricordato un analogo siparietto degli intramontabili ragazzi di Liverpool. Doveva essere un concerto segreto ma il tam-tam di internet ha rovinato, si fa per dire, la sorpresa. Per lanciare il nuovo album “No line on the horizon”, in uscita lunedì prossimo, gli U2 sono saliti sul tetto dello storico quartier generale della Bbc in Regent Street a Londra per un mini-show. Bono Vox e gli altri hanno regalato ai fan e ai passanti in visibilio quattro canzoni. Due estratti dal nuovo album, Get on your boots e Magnificent, e due classici del repertorio: Vertigo e Beautiful day. Il concerto, trasmesso sul Web dalla Bbc, ha raccolto in pochi minuti centinaia di persone.

Borsa, un’altra settimana di passione. Il mio servizio per Sky Tg24

Si è chiusa in positivo, in Europa e in Asia, un’altra settimana di nervosismo sui mercati internazionali, caratterizzata dal disorientamento degli investitori e da un’alternanza di segni positivi e negativi

Il question-time di Gordon Brown su YouTube: innovazione o fregatura?

→ D@di per Geekissimo.com

Non so se si tratti effettivamente di una vera e propria innovazione, giudicherete voi. Il premier britannico Gordon Brown ha annunciato che si sottoporrà regolarmente a un “question time” su YouTube, rispondendo alle domande (filtrate, immaginiamo) dei cittadini. La “nuova e appassionante iniziativa” (così l’ha lui stesso commentata) fa parte di una campagna chiamata “Ask the PM” (”chiedi al Primo Ministro”) per avvicinare la politica ai cittadini.

Gordon Brown risponderà, a intervalli regolari, sul canale YouTube di Downing Street: www.youtube.com/downingst. Il premier ha annunciato che risponderà in video a tutte le domande più popolari poste, sempre in video, dai cittadini prima del 21 giugno.

“Gli uomini politici hanno la possibilità di far domande al premier al Question Time. Penso che sia ora che il pubblico abbia la stessa possibilità“, ha dichiarato. Le domande potranno essere di tutti i tipi, dagli incentivi sull’acquisto di una casa a come combattere i cambiamenti climatici, dall’insicurezza nel futuro alla ricerca di lavoro.

Di certo si tratta di una bella iniziativa per far incontrare politica e cittadini. Il problema però rimane sempre lo stesso: se un cittadino facesse una domanda scomoda al premier (non stiamo parlando di insulti, ma di una domanda correttamente posta che magari potrebbe mettere in luce una “magagna” del governo) quanto scommettiamo che Brown mai e poi mai risponderà, né la includerà tra le domande arrivate?

Il principe Carlo come Star Trek. Il suo ologramma in una conferenza

Il reale Gb a un summit negli Emirati Arabi Uniti con una sua rappresentazione 3D. Ha risparmiato denaro e, soprattutto, l’emissione di tonnellate di biossido di carbonio

ROMA – Viaggiare da un continente all’altro risparmiando migliaia di euro ed evitando l’emissione nell’ambiente di decine di tonnellate di biossido di carbonio? Si può. Facendo viaggiare, al proprio posto, un ologramma. È quello che ha fatto il principe Carlo d’Inghilterra, che ieri ha tenuto un discorso, sotto forma di ologramma, nell’ambito del summit mondiale sul futuro dell’energia ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

Di certo il principe non è conosciuto come il più moderno degli uomini, scherza già la stampa britannica, ma sicuramente l’interesse verso la salvaguardia del pianeta l’ha catapultato nel ventunesimo secolo, decidendo di partecipare al vertice sull’energia senza viaggiare (né lui né i suoi collaboratori né la scorta) ed evitando così lo sprigionamento nell’aria di circa 15 tonnellate di gas serra, proprio quello che sta causando il surriscaldamento globale del pianeta.

“Ho voluto apparire alla conferenza – ha spiegato – per congratularmi con Abu Dhabi per il suo progetto di creazione di una città, chiamata Masdar, con il massimo sfruttamento delle risorse naturali e a zero emissioni di carbonio. Gli scienziati – ha aggiunto – ci dicono che il problema dei cambiamenti climatici è così urgente che abbiamo meno di dieci anni per rallentare e fermare le emissioni di gas serra”. E il suo discorso finale, ovviamente, ha lasciato tutti senza parole: mentre la sua immagine spariva lentamente, il principe ha detto: “Ora svanirò nell’aria, non lasciando alcuna traccia di carbonio dietro di me”.

Il discorso, della durata di sei minuti, era stato registrato lo scorso novembre utilizzando una tecnologia creata da un’azienda britannica di Highgrove. Una tecnologia che in realtà esiste già da diversi anni e che è costata all’amministrazione britannica poco più di un collegamento video. “Usando un proiettore ad alta luminosità – ha spiegato Ian O’Connol, direttore dell’azienda che ha realizzato l’ologramma – e creando uno speciale strato di polimeri invisibile per la platea è possibile proiettare un immagine bidimensionale che diventa un’immagine virtuale a tre dimensioni. Una tecnologia molto semplice – ha aggiunto – che utilizza solamente una telecamera e un proiettore. E che lascia tracce di carbonio equivalenti a quelle di una lampadina”. E così sembrava davvero che il principe si trovasse sul palco: non solo la sua figura e la sua voce erano chiare, ma anche i movimenti delle braccia e del corpo sembravano assolutamente reali.

Fino ad ora gli ologrammi sono stati utilizzati nella maggior parte dei casi solo con messaggi videoregistrati; la novità è che però oggi è già possibile creare proiezioni olografiche in diretta, con una persona che parla da un capo del mondo e una platea di ascoltatori dall’altro capo. Ci sono già stati numerosi test che sono andati molto bene, assicurano gli esperti, e che hanno portato un segnale in alta definizione da San José, negli Stati Uniti, a Bangalore, in India (oltre 17.700 chilometri). E l’ologramma riusciva, attraverso speciali schermi, addirittura a interagire con i presenti.

Per risparmiare denaro già ad oggi in molti utilizzano il sistema della videoconferenza, a bassissimo costo o addirittura gratuita grazie a software (come Skype, solo per fare un esempio) che permettono di collegarsi attraverso una semplice webcam e una connessione a internet. Ora, la tecnologia dell’ologramma potrebbe dare una marcia in più a quanti credono nel risparmio energetico: è stato calcolato che il 3,5 per cento dei gas serra immessi nell’atmosfera sono dovuti agli spostamenti quotidiani dei grandi manager e dei politici. E c’è già chi fantastica che un giorno le rock-star, attraverso questa tecnologia, possano tenere concerti essendo presenti contemporaneamente in diverse parti del mondo.

Il principe Carlo non è stato il primo ad utilizzare questa tecnologia. Al Gore, ad esempio, la utilizzò nel luglio dello scorso anno quando tenne il suo discorso di apertura al Live Earth a Tokyo. Tra gli altri anche Richard Branson, proprietario della Virgin, e il calciatore David Beckham, con messaggio registrato a Los Angeles e ritrasmesso a Londra.

Chissà, dicono i maligni, se il principe Carlo ha voluto davvero salvaguardare l’ambiente, o se invece ha voluto semplicemente “salvare la faccia”, dopo le forti proteste degli ambientalisti, che lo scorso anno lo avevano accusato di aver emesso 20 tonnellate di CO2 per essere volato negli Stati Uniti a ricevere un premio sulla salvaguardia dell’ambiente dalla Harvard Medical School. Tra l’altro, tutto l’impegno del principe Carlo è stato inutile: suo fratello il principe Andrea, già soprannominato “Air Miles Andy” per la sua propensione al volo e ai viaggi “mondani”, ha partecipato alla conferenza di Abu Dhabi di persona.

Insulti a un giornalista ebreo, sospeso il sindaco di Londra


Ken Livingstone dovrà stare lontano dai palazzi del Comune per quattro settimane
L’accusa: ha screditato la sua carica paragonando un reporter a un “kapò”

Sospeso Livingstone, sindaco di Londra
aveva insultato un giornalista ebreo

di DANIELE SEMERARO

LONDRA – Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, è stato condannato oggi a quattro settimane di sospensione (la pena partirà dal primo marzo) per “aver screditato la sua carica” quando insultò un giornalista di religione ebraica paragonandolo alla guardia di un campo di concentramento nazista.

L’Adjudication Panel of England (la commissione disciplinare per i funzionari pubblici) ha infatti affermato che la frase rivolta a Oliver Finegold dell’Evening Standard fu “inutilmente insensibile e offensiva”, e il sindaco la ribadì, “anche se Finegold gli disse che era di religione ebraica, e che era stato offeso dalla sua domanda se fosse la guardia di un campo nazista”.

Livingston si difese dicendo che il giornale aveva condotto una “campagna di odio” contro di lui per anni, e che era pieno di “disgraziati e fanatici pieni di pregiudizi”. Il sindaco, uno dei più popolari politici inglesi, ha rischiato una condanna che può arrivare anche a cinque anni d’interdizione dalle cariche pubbliche.

Livingstone, inoltre, ha spiegato che da venticinque anni si comporta alla stessa maniera con i giornalisti, e che fino ad ora non aveva mai avuto problemi di questo tipo. Per di più, ha detto, non ha intenzione di cambiare il suo modo di comportarsi.

(24 febbraio 2006)

(Nella foto: Ken Livingstone)