Steve Jobs e i prodotti che funzionano

Ho atteso alcune ore prima di scrivere qualche riga sulla morte di Steve Jobs. Leggere tante pagine e vedere tanti minuti di televisione dedicati alla vicenda mi ha colpito, soprattutto perché molti colleghi hanno voluto insistere sul fatto che i prodotti che Jobs ha contribuito a creare siano belli e alla moda. È evidente che tutto questo non basta e non gli rende onore.

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Ecco l’iPad 2, sul palco c’è Steve Jobs

Design innovativo, grande velocità, due telecamere: è il nuovo oggetto del desiderio presentato oggi a San Francisco davanti a una platea di appassionati, giornalisti e blogger

 

di DANIELE SEMERARO

Ha un design tutto nuovo, è nove volte più veloce, ha due telecamere, può essere bianco o nero. È il nuovo iPad 2, presentato oggi a San Francisco con una sorpresa: un magrissimo Steve Jobs è apparso come per magia sul palco dello Yerba Buena Center, affollatissimo – come sempre durante le presentazioni di nuovi prodotti – di appassionati, giornalisti e blogger.

Dopo l’annuncio shock di metà gennaio, in cui Jobs annunciava di volersi prendere un periodo di riposo per motivi di salute (Jobs, lo ricordiamo, ha subito un’operazione per cancro al pancreas nel 2004 e un trapianto di fegato nel 2009), si pensava infatti che questo sarebbe stato il primo grande evento Apple senza di lui. E invece non solo ha partecipato all’evento, ma è rimasto per oltre un’ora sempre in piedi.

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Sincronizzazione trilaterale “push” Google-iPhone-Mac, calendari, contatti e posta: ecco come fare

Finalmente, dopo settimane di ricerca e di “studio”, grazie alla possibilità di utilizzare Gmail su iPhone in modalità Push (=cioè, il server invia direttamente all’iPhone le mail, appena sono disponibili, evitando così il controllo della posta ogni tot minuti) sono riuscito a ottenere una sincronizzazione completa dei contatti, delle mail e dei calendari (anche multipli) tra il mio computer Mac (Mail, iCal e Address Book), l’iPhone (Mail, Calendario e Contatti) e le applicazioni online di Google (Gmail, Google Calendar e Google Contacts).

A cosa serve? Semplicissimo: permette di avere sincronizzati i calendari, gli indirizzi, i numeri di telefono e la posta elettronica su tutti e tre i servizi, in modo tale, ad esempio, che se inseriamo un appuntamento in calendario sull’iPhone, automaticamente dopo pochi secondi apparirà anche sul mio Mac e sul calendario di Google. Stessa cosa se invio o leggo una lettera, stessa cosa se modifico o creo un contatto. Così avrò sempre sotto controllo e in maniera aggiornata tutta la mia vita, digitale e reale. Il tutto avendo la possibilità di effettuare cambiamenti da ogni applicazione, che sia l’iPhone, il Mac o Google online.

Come fare? Ecco una guida passo-passo. I requisiti minimi di sistema sono questi:
– iPhone 3G o 3Gs con software 3.1
– Mac Os X versione 10.6.1
– Account Google.

Prima di iniziare una semplice avvertenza: fate un backup di tutto. Perché non voglio rendermi responsabile di eventuali errori derivanti da questa guida o da un uso sbagliato delle informazioni che scriverò di seguito. Ho deciso di condividerle semplicemente perché non ho trovato nessuna guida in italiano in grado di aiutarmi a ottenere questa sincronizzazione push trilaterale.

 

== MAC ==

Oltre al backup generale del sistema, facciamo una copia dei calendari e della rubrica indirizzi.

– In Rubrica Indirizzi (Address Book): Archivio > Esporta > Archivio Rubrica Indirizzi e salvate in un posto sicuro.
– In iCal: Documento > Esporta > Archivio iCal e salvate in un posto sicuro.

– Andiamo in iTunes: Preferenze > Dispositivi e abilitiamo “Impedisci a iPod e iPhone di sincronizzare automaticamente” (cambieremo dopo questa modalità)
– Colleghiamo l’iPhone al Mac tramite cavetto, e sempre in iTunes andiamo in Dispositivi (nella colonna di sinistra) > iPhone > Info e DESELEZIONIAMO “Sincronizza calendari iCal”.

– Andiamo a Rubrica Indirizzi > Preferenze e abilitiamo “Sincronizza con Google”: in questo modo i nostri contatti saranno anche sul server di Google, e non li perderemo (verifichiamo, dopo qualche minuto, che la rubrica di Gmail corrisponda alla rubrica che abbiamo sul Mac – sempre che siamo interessati a questa funzione, altrimenti evitiamo questo passo).

 

== iPHONE ==

– Andiamo su Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Andiamo su Aggiungi account…
– Selezioniamo Microsoft Exchange (che è il protocollo che ci permetterà di abilitare le funzioni Push di Google su iPhone)
– Nel campo “E-mail” inseriamo il nostro indirizzo di posta elettronica (comprensivo di @gmail.com)
– Nel campo “Dominio” lasciamo bianco
– Nel campo “Username” scriviamo il nostro indirizzo di posta elettronica (comprensivo di @gmail.com) e nel campo “Password” la password del nostro account
– Premiamo il tasto Avanti in alto a destra e, se iPhone ci dirà che non può verificare il certificato di sicurezza, andiamo su Accetta
– Apparirà un campo chiamato “Server”, scriviamo m.google.com
– Premiamo ancora una volta Avanti e il nostro server sarà impostato
Scegliamo se sincronizzare posta, calendari e rubrica oppure solo alcuni servizi.

Attenzione! Se avevamo già impostato in precedenza l’account Gmail su iPhone con la procedura normale, possiamo “congelarlo” (senza dover cancellare tutte le sue impostazioni) semplicemente andando su
– Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Fare click sul server precedentemente impostato e settarlo su “Non attivo”.

Se durante la procedura l’iPhone avverte che si potrebbero perdere tutti i contatti e tutti i calendari, cliccate tranquillamente sul bottone rosso “Elimina”. I contatti (oltre ad essere stati salvati inizialmente con una copia di backup di Rubrica Indirizzi) saranno infatti già disponibili sul vostro account Gmail grazie alla sincronizzazione che abbiamo fatto all’inizio di Rubrica Indirizzi. I calendari, invece, sono ancora presenti sul nostro Mac sul programma iCal (anche di questo avevamo fatto il backup all’inizio).

Assicuriamoci di aver abilitato la tecnologia Push:
– Impostazioni > E-mail, contatti, calendari > Scarica nuovi dati
– Abilitiamo Push.

A questo punto cosa succede? iPhone è sincronizzato con Google per quanto riguarda i calendari, la posta elettronica e la rubrica.

 

== MAC ==

La sincronizzazione dei calendari è sicuramente un pochino più complessa. Andiamo su iCal e, facendo click su ogni calendario:
– Documento > Esporta > Esporta.

In questo modo iCal creerà una copia, in formato .ics, del/dei nostro/i calendario/i. Calendario/i che andremo ad aggiungere a Google Calendar.

 

== GOOGLE CALENDAR ==

Accediamo a Google Calendar (se non l’avevate mai usato, si accede con le stesse credenziali di Gmail) e noteremo che il primo calendario è già impostato di default da Google e ha il nostro nome. Quello sarà il calendario principale.
– Impostazioni > Calendari > Importa e selezioniamo dal nostro hard-disk il file .ics che corrisponde al nostro calendairo principale. Importiamolo, assicurandoci che tutti gli appuntamenti vadano a finire nel calendario principale di Google Calendar.

A questo punto, se su iCal utilizzavamo un solo calendario non ci sono altri passaggi da fare (=passare al punto successivo); altrimenti, se utilizzavamo calendari multipli, creiamo in Google Calendar (tramite la colonna di sinistra) tanti calendari quanti sono quelli che abbiamo esportato in formato .ics, e andiamoli ad importare secondo la procedura che avevamo utilizzato per quello principale.

A questo punto, se tutto è andato bene avremo gli stessi calendari sia su iCal che su Google Calendar.

 

== MAC ==

Torniamo a iCal e cancelliamo del tutto i calendari (sì, avete capito bene!), tanto sono su Google Calendar. Andremo, infatti, a creare calendari che saranno sempre sincronizzati con Google Calendar, in modo che se si fa una modifica da una parte, questa verrà memorizzata dall’altra:
– iCal > Preferenze > Account > + (nuovo)
– Selezioniamo CalDAV
– Tipo di account selezioniamo CalDAV
– Username e password: utilizziamo le solite di Gmail
– Nel campo “Percorso Server” (o “Account Url”) incollare la seguente stringa: https://www.google.com/calendar/dav/ILTUOACCOUNT@gmail.com/user.

Al posto di ILTUOACCOUNT@gmail.com dovremo scrivere il nostro indirizzo di posta elettronica (lasciando ovviamente @gmail.com alla fine). A questo punto iCal incomincerà a sincronizzarsi con il calendario di Google Calendar appena creato.

Se avessimo calendari multipli:
– Torniamo a iCal > Preferenze > Account > Delega
– Fare click nella colonna Mostra per utilizzare su iCal anche gli altri calendari.

A questo punto, prima di andare avanti, fate qualche prova: inserite un evento in iCal e vedete se, aggiornando il calendario di Google, l’evento compare anche là, e vice-versa. I calendari da ora in poi si aggiorneranno automaticamente.
Se vogliamo vedere subito le modifiche dobbiamo fare tasto destro > Aggiorna sui calendari di iCal, e premere su Aggiorna in Google Calendar.

 

== iPHONE ==

A questo punto andate sul Calendario di iPhone, e vedrete che anche quello è sincronizzato (fate anche qui qualche prova), ma solo sul calendario principale.

Volete aggiungere anche qui – sempre che li abbiate – gli altri calendari? Per ognuno dovete seguire questa procedura:
– Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Aggiungi account > Altro > Aggiungi account CalDAV
– Come server scriviamo: www.google.com
– Come nome utente e password scegliamo quelli di Gmail
– Come descrizione impostiamo il nome del calendario secondario.

 

== GOOGLE CALENDAR ==

Torniamo un attimo su Google Calendar, perché per ogni calendario secondario dobbiamo andare a prendere il suo lungo codice (cosa – ripetiamo – che non serve per il calendario principale).
– Dalla colonna di sinistra facciamo click sulla freccetta a fianco al nome del calendario secondario su cui stiamo lavorando > Impostazioni calendario
– Dove c’è scritto Indirizzo Calendario copiamo il lungo codice (simile a questo: ccogk69iprl3zyfa1ijeep0oj5@group.calendar.google.com)
– Apriamo la posta elettronica (Mail su Mac o Gmail, è indifferente), incolliamo nel corpo del testo il lungo codice e inviamolo a noi stessi.

 

== iPHONE ==

– Apriamo il programma Mail dall’iPhone (avremo già ricevuto la lettera che ci siamo auto-inviati), e copiamo il lungo codice
– Torniamo su Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Entriamo nel calendario appena creato > Impostazioni avanzate > Url account
– Al posto di Url Account cancelliamo tutto e scriviamo:
https://www.google.com/calendar/dav/SOSTITUISCIQUI/user
e a SOSTITUISCIQUI incolleremo il lungo codice del calendario (comprensivo di @group.calendar.google.com).

Andiamo nel calendario di iPhone e automaticamente anche il nostro calendario secondario sarà aggiunto. Come sempre, per vedere se tutti funziona facciamo delle prove creando o modificando eventi in calendario e vedendo se iCal, Google Calendar si aggiornano. Ripetiamo la procedura per ogni calendario secondario.

 

== MAC ==

– Andiamo in iTunes: Preferenze > Dispositivi e disabilitiamo “Impedisci a iPod e iPhone di sincronizzare automaticamente”.

Ecco che, finalmente, avremo configurato un vero sistema Push alternativo (e gratuito) rispetto a MobileMe di Apple. Unico problema fino ad ora riscontrato? Il fatto che – ahimé – la batteria dell’iPhone si scarica molto più in fretta.

Per questo, se volete un consiglio, di notte o quando vogliamo risparmiare batteria (e anche, ovviamente, all’estero!), disabilitiamo le funzioni Push:
– Impostazioni > E-mail, contatti, calendari > Scarica nuovi dati
– Disabilitiamo Push e lasciamo, in basso, lo scaricamento manuale o ogni ora.

Ha funzionato tutto? Sono contento!
Avete riscontrato problemi? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

 

Per scrivere la guida ho utilizzato, combinando le informazioni, due guide di Google, un post di Ars Technica e uno di Robert Chien.

“Stava cercando Windows?” “Non più”. Oggi esce Snow Leopard

Oggi esce Snow Leopard, il nuovo sistema operativo di casa Apple più evoluto al mondo. Per festeggiare l’atteso evento, un bellissimo – a mio giudizio – fumetto sulle differenze tra il mondo Mac e il mondo Windows. La principale? È che il Mac funziona.

Qui le principali caratteristiche del nuovo sistema operativo.

Apple presenta il suo nuovo gioiello: ecco iPhone 3G-S

Novità nel settore della telefonia mobile. Apple ha presentato ieri la nuova versione di iPhone, la 3G-S, in Italia dal 19 giugno. Il cellulare tuttofare, che ha venduto oltre 40 milioni di pezzi in tutto il mondo, diventa più performante, potrà registrare foto in alta qualità e video, e, se collegato a un computer, fungerà da modem per connettersi a internet. Oltre cento novità saranno rese disponibili gratuitamente anche agli attuali possessori di iPhone 3G. Tra queste anche quella di rintracciare l’apparecchio in caso di smarrimento o furto.

Scaricare template gratuiti per Office 2007 e 2008

→ D@di per Downloadblog.it

Se utilizzate Microsoft Office 2007 per Windows o 2008 per Mac, vi consiglio una sezione del sito Microsoft molto interessante dove scaricare template. In particolare, è possibile scaricare gratuitamente numerose presentazioni, fogli di calcolo, lettere, esempi di carta intestata e biglietti da visita e chi più ne ha più ne metta.

Di certo non si tratta di design assolutamente innovativi o futuristici, ma di sicuro si tratta di una buona risorsa per poter lavorare su qualcosa di “nuovo” rispetto ai template standard.

Il video musicale girato sullo schermo di un Mac

Non ho mai nascosto di essere un grande patito di Apple e dei sistemi Mac. Per questo oggi vi presento un simpatico video musicale “girato” tutto su uno schermo di un computer con Mac Os X Leopard installato.

Il video, “Again & Again” di The Bird and The Bee, è stato girato da Dennis Liu e sfrutta tutte le potenzialità del sistema operativo e dei software più famosi. Buona visione!

DarkCopy, scrivere online senza distrazioni

→ D@di per Downloadblog.it

Sia per Mac (WriteRoom) che per Pc (Dark Room) esistono editor di testo in grado di annerire completamente le parti inutilizzate di schermo e lasciare in primo piano solamente il foglio per scrivere, in modo che chi scrive non si distragga.

Ma un editor del genere online fino ad ora non c’era. A crearlo ci hanno pensato alcuni entusiasti utilizzatori di WriteRoom. DarkCopy, questo il nome del servizio, permette di scrivere i propri testi avendo davanti solamente un foglio nero (la scrittura è in verde).

Utilizzando la funzione “a tutto schermo” del browser lo schermo si annerirà del tutto e rimarrà solamente la parte restante, in alto e in basso, del sistema operativo. Una volta finito il nostro lavoro, potremo scaricare ciò che abbiamo scritto in un normalissimo file di testo.

Leggere le notizie su una cartina geografica: il caso del New York Times

→ D@di per Geekissimo.com

Quando si parla di giornalismo Web, il New York Times è spesso considerato come un giornale all’avanguardia, preso a esempio da molti quotidiani anche italiani. Da qualche giorno, in accordo con Google, il Nyt ha lanciato la possibilità di leggere le notizie direttamente su una mappa geografica di Google Earth, in modo da dare la possibilità all’utente di “ricollegare” le notizie al luogo fisico in cui queste sono avvenute.

Per utilizzare il servizio basterà avere con sé l’ultima versione del software e assicurarsi che la cartella dei layer “Geographic Web” si attiva. Per leggere una notizia basterà fare click sui segnalini col logo del New York Times. Il livello, ovviamente, è aggiornato ogni 15 minuti, in modo da dare all’utente sempre le notizie più “fresche”.

E così, ad esempio, oggi è possibile, cliccando su Parigi, vedere le notizie che riguardano le proteste avvenute al passaggio della fiamma olimpica, mentre su Washington ci sono le notizie che riguardano la corsa alla Casa Bianca.

A mio giudizio si tratta di un servizio davvero utile, soprattutto per gli studenti, che in questo modo possono informarsi su ciò che accade nel mondo e ricollegare le notizie e le problematiche a una cartina geografica. Quanti di noi, in effetti, sarebbero in grado di indicare ad occhi chiusi dov’è il Darfur?

Non sai che sfondo mettere al desktop? Prova Desktoptopia

→ D@di per Downloadblog.it

Annoiati dal solito sfondo del desktop? Non avete idee per migliorarlo? Allora provate Desktoptopia. Si tratta di un’utility per Mac e Windows (la versione Pc è in fase beta) che cambia il proprio sfondo del desktop a intervalli regolari con fotografie scelte direttamente dal team di Desktoptopia.

Il servizio offre la possibilità di scegliere tra numerose categorie, tra cui immagini astratte, provenienti da film, videogiochi, libri e giornali, illustrazioni, immagini 3d e così via.

È possibile, ovviamente, anche inserire le proprie immagini e soprattutto il proprio Feed. Ogni sfondo può essere votato e, tra le opzioni, è molto interessante quella di poter scegliere uno sfondo diverso per ogni schermo collegato al sistema.

Desktoptopia è gratuito. La versione per Windows è in fase di beta, richiede .NET Framework 3.5 e presenta ancora (lo diciamo subito) qualche problema; funziona alla perfezione, invece, la versione Mac.

I (primi) dieci anni di Mozilla

→ D@di per Geekissimo.com

Tanti auguri a Mozilla (l’azienda statunitense che produce il sempre più famoso browser Firefox) che proprio in questi giorni sta compiendo i suoi primi dieci anni di vita. Una storia fatta di alti e bassi, di difficoltà e grandi successi iniziata nel 1998, quando Netscape Corp. annunciò di voler rilasciare al pubblico il codice del suo prodotto di punta, Netscape Communicator 5. Prodotto che, così, sarebbe diventato open-source. La decisione avvenne in un periodo in cui il browser Netscape era il più utilizzato, con oltre 65 milioni di utenti il 90 per cento di mercato nel settore educational.

All’epoca, però, Netscape costava circa trenta dollari, mentre il suo avversario, Internet Explorer, era distribuito gratuitamente all’interno di Windows 95 e del successivo Windows 98. Così, Netscape decise di focalizzare le sue attenzioni sul mercato delle aziende, dando via il browser gratuitamente e dando la possibilità ai volontari di migliorarne il codice. La parola Mozilla, all’epoca, simboleggiava semplicemente l’”user agent” di Netscape, il nome che un browser utilizza per contattare un server Web. Nessuno pensava che quella parola così strana, Mozilla, sarebbe diventata un tempo una delle più fiorenti aziende della Silicon Valley.

Così, Mozilla diventò piano piano il nome di un progetto open-source mentre si affacciavano per Netscape periodi molto bui: Aol avrebbe comprato Netscape e Internet Explorer avrebbe dominato fino al 90 per cento del mercato. Ma l’innovazione non si fermava, perché una piccola nicchia di mercato utilizzava altri browser come Netscape, Opera o versioni di Ie opportunamente modificate. Nel 2002 il lancio della prima versione di Mozilla (Mozilla Suite) e la successiva uscita di Aol per due milioni di dollari. Poi il lancio del browser Phoenix (per simboleggiare la rinascita dalle ceneri di Netscape), poi il cambio di nome in Firebird e, successivamente, il lancio di Firefox (novembre 2004).

Quindi siamo ai giorni nostri, con la nascita della Mozilla Foundation, che esporta in tutto il mondo il browser Firefox, il cilent di posta Thunderbird e altre interessanti applicazioni in via di sviluppo. Comunque la vediate o no, che siate fan di Internet Explorer, Safari, Opera (per citare i browser Web più famosi) o, appunto, Firefox, non c’è che dire: si tratta di un compleanno particolare per un’azienda che ha puntato tutto sulla standardizzazione e l’innovazione. Tanti auguri!
Volete approfondire la storia di Mozilla? Qui una pratica timeline grafica in Pdf.

C’è qualcosa nell’aria: un MacBook sottile sottile e un po’ di delusione

C’era davvero qualcosa nell’aria. I tanti fan della Mela che da giorni s’interrogavano sulle novità che sarebbero uscite dal Keynote di ieri di Steve Jobs al Macworld di San Francisco per una volta “c’hanno preso”. La novità principale, infatti, è stata la presentazione del nuovo MacBook Air: un computer portatile sottile sottile (“il più sottile del mondo”, rassicura Jobs) che con i suoi 4mm nel punto più sottile, l’altezza massima di 19 millimetri e il peso 1,26Kg sembra davvero un piccolo gioiellino. MacBook Air offre uno schermo widescreen con retroilluminazione LED da 13,3 pollici, una tastiera retroilluminata (perfetta, spiegano da Apple, per gli ambienti con scarsa illuminazione quali aerei, studi e sale conferenza, grazie a un sensore di luce ambientale integrato), la Webcam iSight integrata, un trackpad con supporto multi-touch (che si può usare, un po’ come l’iPhone, per ingrandire, ruotare e scorrere pagine e foto).

Per quanto riguarda le specifiche tecniche, MacBook Air monta un processore Intel Core 2 Duo a 1,6GHz o 1,8GHz con 4Mb di cache L2 e include come standard 2GB di memoria, un disco da 80Gb a 1,8 pollici e le tecnologie Wi-Fi 802.11n e Bluetooth 2.1. Ci siamo dimenticati di parlare dell’unità ottica? Proprio no: Air, infatti, non è provvisto di masterizzatore/lettore cd/dvd. Questo, ovviamente, per risparmiare spazio (il lettore è comunque acquistabile a parte) e poi, spiega Jobs, perché con la tecnologia Wi-Fi tutto questo è superato. Per ascoltare un cd, guarda un dvd o installare un software è possibile utilizzare un altro Pc o Mac disponibile dove ci troviamo. Air riconoscerà automaticamente il cd inserito nell’altro computer e lo leggerà normalmente. E qui diciamo subito che si tratta un po’ di una prima pecca: è vero che cd e dvd sono sempre meno usati, ma è anche vero che se ci troviamo fuori casa e non abbiamo a disposizione nessun computer con unità cd… sono guai.

Altra pecca a mio avviso è l’assenza di porte fondamentali come quella Ethernet e la presenza, oltre all’uscita per le cuffie e a quella micro-DVI, di una sola porta Usb (2.0, ovviamente). Per questo il prezzo ci sembra un tantino alto: in Italia dovrebbe partire da 1699 euro come versione base. Sicuramente sarà un gioiellino bellissimo da vedere, sicuramente sarà leggerissimo da portare dietro… ma senza Ethernet, con una sola porta Usb e senza drive ottico probabilmente risulta un portatile un po’ menomato. Almeno per il mercato italiano, dove le reti Wireless non sono ancora così diffuse come forse negli Stati Uniti.

Durante il Keynote sono state, ovviamente, presentate molte altre novità. Come (e questa ci sembra davvero interessante) la possibilità di noleggiare film su iTunes (moltissime le case che già hanno aderito, da Warner Bros a Disney, da Paramount a Universal, da Touchstone a Miramax, da Mgm a Sony, solo per citare le più famose). Si partirà con più di mille film disponibili dopo 30 giorni dall’uscita del Dvd. Il noleggio costerà dai 2,99 ai 3,99 dollari e, una volta noleggiato, bisognerà finire di guardare il film entro 24 ore. La funzionalità arriverà in Italia nei prossimi mesi.
Insieme ad iTunes, aggiornata anche la Apple Tv, che arriva alla seconda versione (per chi già la possiede, basterà un aggiornamento software gratuito per rinnovarla): la novità principale è che sarà possibile scaricare i film senza computer, direttamente da internet, e guardarli sul televisore. Il prezzo scende a 229 dollari. La nuova Apple Tv porta con sé una qualità DVD e HD e il Dolby 5.1.

Altra novità è Time Capsule. Si tratta di un hard-disk esterno (da 500Gb o 1Tb) che fa anche da base wireless Airport Extreme. Utilissimo, spiega Jobs, per effettuare i backup con Leopard e Time Machine in automatico e senza fili. In effetti, in molti lamentavano il fatto che per utilizzare il servizio Time Machine (che effettua ogni giorno il backup del sistema) fosse necessario per forza un disco esterno. Anche in questo caso ci vien da pensare che, visti i prezzi degli hard-disk esterni di altre marche concorrenti, i 299 o 499 dollari ci sembrano un po’ eccessivi. Infine – e qui forse noi italiani rimaniamo un po’ a bocca asciutta – un po’ di delusione per le novità provenienti dall’iPhone: ci aspettavamo una nuova versione con più potenza, più spazio a disposizione e, soprattutto, capacità di collegarsi alla rete Umts. Invece, sono state annunciate solo alcune piccole novità (grazie alla triangolazione delle reti cellulari, la funzione Maps riconoscerà la zona dove ci troviamo; possibilità di creare link diretti, nella pagina principale, ai siti internet che visitiamo più spesso, per citare le due più importanti).

Un Keynote sicuramente interessante, che ha portato con sé sicuramente dei prodotti rivoluzionari. Ma forse, rispetto agli anni passati, ci aspettavamo qualcosina di più. Tra l’altro c’è da notare un brusco crollo delle azioni Apple a Wall Street, che ha perso 9,74 punti (-5,45 %), segno forse che c’erano aspettative maggiori. Ora ovviamente vedremo come reagirà il mercato. Passiamo a voi la palla. Che ne pensate di tutte queste novità? Vi aspettavate qualcosa in più, magari sul fronte dell’iPhone? Pensate di fare qualche acquisto appena questi prodotti arriveranno in Italia?

Patiti di Gimp? Allora questi 40 plugin gratuiti fanno per voi

D@di per Downloadblog.it

Spesso ci piace parlare di Gimp, il programma di grafica gratuito che si pone come una vera alternativa a Photoshop, disponibile per Windows, Mac o Linux.

Forse non molti lo sanno, ma una delle caratteristiche principali di Gimp è proprio la grande apertura nei confronti di add-on e plugin.

Quello che vi propongo oggi è un grande archivio di plugin (circa 40) dedicati ai più svariati utilizzi del software, dal fotografo professionista al web-designer. La lista, dal sito techZilo, comprende anche plugin incredibili come quelli per disegnare la neve, per simulare gocce d’acqua, per creare nuvole, per formare bolle, per antichizzare una fotografia e così via.

Se siete utilizzatori di Gimp, quest’archivio lo dovete assolutamente salvare tra i preferiti!

Apple fa chiudere ThinkSecret. Un brutto segnale

D@di per Geekissimo.com

ThinkSecret, uno dei siti più famosi che trattano novità e indiscrezioni sul mondo Apple, è stato costretto dalla stessa casa produttrice del Mac e dell’iPod a chiudere. La notizia – incredibile – che si sta diffondendo pian piano in queste ore è che i responsabili legali di Apple hanno condotto una lunga battaglia legale contro ThinkSecret.

Motivo del contendere, un articolo pubblicato alla fine del 2004 in cui una “gola profonda” della Apple annunciava il lancio del Mac Mini. Apple ha chiesto in tutti i modi e più volte di rivelare la fonte, ma da ThinkSecret non avevano fin ad ora ceduto. Ora l’accordo prevede (incredibile) la chiusura del sito ma il rispetto della segretezza della fonte da parte di Apple.

ThinkSecret è stato fino ad ora uno dei più importanti siti di riferimento nel mondo Apple, e spesso ha lanciato degli scoop che si sono poi rivelati veritieri. Anche se l’accordo è stato definito “amicale” dalle due parti, di certo si tratta di una grandissima violazione della libertà di stampa. E mi meraviglio di Apple, che si è sempre dimostrata un’azienda molto attenta ai propri utenti e ai propri fan.

Tra l’altro, a mio parere la chiusura di ThinkSecret crea un vero e proprio precedente. A questo punto, qualsiasi azienda può far chiudere un blog “scomodo” che pubblica notizie riservate o che ospita gli sfoghi dei dipendenti non contenti. Di certo ThinkSecret non era una testata giornalistica, ma dove sono finite la libertà di stampa e la libertà di opinione?

Il Mac costa troppo? Fatti un “Hackintosh”

I computer Apple sono belli, funzionano a dovere e fanno gola a molti. Ma purtroppo costano troppo. Se volete a tutti un Mac con Leopard ma non avete abbastanza soldi e siete anche un po’ avventurosi, allora dopo avervi spiegato come installare Mac Os X su un Pc, vi spieghiamo come creare un Mac. I colleghi di Lifehacker da un paio di giorni non fanno che parlare di “Hackintosh”. Si tratta di un Pc che ha come sistema operativo una versione un po’ modificata di Leopard.

Nel 1996 2006 – molti di voi già lo sapranno – Apple ha fatto la scelta storica di passare a processori Intel, quindi l’installazione e l’uso del suo sistema operativo Mac Os X è tecnicamente possibile anche sui Pc. Proprio per portare il Mac sul Pc è nato un progetto di hacking comunitario chiamato OSx86 e grazie agli sforzi di tante persone oggi è possibile, con circa 800 euro, farsi un Mac “in casa”.

Una macchina mediamente potente (quella con cui sono state fatte le prove) è costituita da un processore Intel 2.2GHz Core 2 Duo, 4GB di Ram, una motherboard ASUS P5W DH Deluxe, una scheda GeForce 7300GT, un hard-disk da 500GB, un lettore/masterizzatore Dvd. Il montaggio dei pezzi e l’installazione è un po’ lunga (ma sembra davvero semplice) e vi rimando alle istruzioni complete (in inglese).

Dalle impressioni di chi l’ha provato, l’”Hackintosh” funziona davvero bene (e come è possibile vedere da questi benchmark in alcuni casi anche meglio dei Mac veri). L’unico problema – in via di risoluzione – è che il computer non si avvia se il DVD di Leopard non è nel drive. Ma questo è un bug su cui si può passare sopra, considerato che ci si è costruiti un Mac fatto in casa risparmiando molto denaro. Ovviamente l’operazione è del tutto illegale, quindi ricordatevi che state agendo contro la legge e lo state facendo a vostro rischio e pericolo.