Un ottimo esempio di giornalismo all’italiana

Posto che è legittimo che ognuno, anche un direttore di un telegiornale nazionale, abbia le sue opinioni… come si può pensare che lo stesso direttore di un telegiornale nazionale, nel riportare una notizia, storpi i nomi delle persone di cui parla per sminuirne l’importanza e ridicolizzarle?

Segue video (da mostrare rigorosamente in tutte le scuole di giornalismo).

 

Continua a leggere Un ottimo esempio di giornalismo all’italiana

Strage di Duisburg, arrestato Giovanni Strangio. Il mio approfondimento per Sky Tg24

 

La mia scheda sulla strage di Duisburg subito dopo il pezzo della collega Iatì

Era ad Amsterdam, gli investigatori lo sapevano da tempo. E al momento giusto se lo sono andati a prendere. Il supericercato della piovra calabrese Giovanni strangio, 30 anni, responsabile dell’azione più eclatante portata a termine dalla ‘Ndrangheta all’estero non poteva sfuggire. Alla vigilia della chiusura delle indagini sulla strage di Duisburg dell’agosto 2007 sono scattate le manette per l’autore materiale del massacro nella cittadina tedesca dove 6 italiani furono ammazzati sotto una valanga di fuoco. Con lui arrestato il cognato Francesco Romeo.

Lo storico Ruta condannato per “stampa clandestina” per sito/blog “irregolare”. È la prima volta in Italia

Il famoso sito dello storico Carlo Ruta “Accade in Sicilia”, che si occupa di inchieste e documentazione storica e sociale, ha ricevuto dai giudici del tribunale di Modica (Ragusa) una multa pecuniaria, con l’accusa di “periodicità non regolare”.

In particolare, il reato è praticamente lo stesso (quello di “stampa clandestina”) che “commette chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta”. Ma per la prima volta è applicato, in Italia e probabilmente anche in Europa, per un sito Web e un blog.

Ma lo storico non ci sta: “Quale irregolarità? In nome di quale principio si applica il criterio della periodicità ad un blog?”, si chiede Carlo Ruta, che sospetta che la condanna non sia tanto di ordine tecnico o burocratico. “Nel mio blog – continua – ho fatto ampie ricostruzioni, con una documentazione dettagliata e in parte inedita sul caso di Giovanni Spampinato, il giornalista collaboratore dei quotidiani ‘l’Ora’ e ‘l’Unità’ che nel 1972, a soli 22 anni, fu ucciso a Ragusa mentre stava portando alla luce in un’inchiesta su un delitto, un rilevante intreccio di affari e malavita”.

“Solo in Cina e a Cuba” avvengono cose del genere, continua Ruta, “ed è per questo che ci attiveremo tra conferenze stampa ed altre azioni affinchè tutti vengano a conoscenza di questa violazione della libertà di espressione. Perché questo rappresenterebbe un precedente molto grave”. In realtà, però, i media non si sono molto occupati della vicenda.

“Non siamo abituati – ha commentato Giuseppe Giulietti dell’associazione “Articolo 21″ a commentare le sentenze, ma non vogliamo che questa resti avvolta nell’ombra perché riguarda l’articolo 21 della Costituzione e la libertà della Rete, in un momento tra l’altro particolarmente delicato per l’informazione, in cui si decreta il carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni che non rientrano in quelle consentite”.

Grasso: confische per colpire al cuore i clan mafiosi

da REPUBBLICA BARI – pag. VI

Il procuratore a “Sbilanciamoci”. Oggi il ministro Ferrero e Cento parlano di solidarietà

di DANIELE SEMERARO

«Attenzione ai rapporti fra la mala e le imprese: la mafia è un fattore di forte e strumentale mantenimento del sottosviluppo dell´economia». Il duro ammonimento arriva dal procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, intervenuto ieri alla seconda giornata del forum annuale di «Sbilanciamoci!» all´Università di Bari. «La mafia – ha aggiunto Grasso – è una questione economica, sociale e conseguentemente politica. La forza delle moderne organizzazioni mafiose sta nelle ricchezze di cui possono disporre. Per questo – ha concluso – le confische colpiscono al cuore la mafia che approfitta dell´indebolimento delle regole di mercato».

Grasso si è poi soffermato anche sulla necessità di maggiore controllo nei cantieri da parte delle autorità. Nel corso dei lavori è stato affrontato anche il tema della lotta all´esclusione sociale e della lotta per l´affermazione dei diritti sociali fondamentali.

Oggi la terza giornata, alla quale parteciperanno, tra gli altri, il sottosegretario all´Economia, Paolo Cento, e il ministro della Solidarietà sociale, Ferrero. Tema dell´incontro, le esperienze di economia e di sviluppo dal basso (finanza etica, commercio equo e solidale), un nuovo modello economico fondato sulla sostenibilità e la solidarietà.

Napolitano: "Uniti contro la mafia"

Messaggio a Maria Falcone in occasione della ricorrenza della strage
“Il suo esempio ha dato frutti, l’attacco alla Repubblica è stato fermato”

Napolitano nell’anniversario di Capaci
“Il Paese sia unito contro la mafia”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Contro la mafia ci deve essere “un impegno che deve instancabilmente proseguire e vedere unite le forze sociali e politiche del Paese”. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato a Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci.

“Quattordici anni orsono – scrive Napolitano – la strage di Capaci segnò il culmine dell’attacco mafioso contro lo stato democratico. L’angoscia e l’allarme di quelle ore restano incancellabili nella mia memoria”. L’Italia, ricorda il capo dello Stato, “fu brutalmente colpita nelle persone di uno dei suoi più degni, combattivi e moderni magistrati, Giovanni Falcone, della sua valorosa consorte e collega Francesca Morvillo, degli agenti Antonio Montinaro, Rocco di Cillo e Vito Schifani dedicatisi alla loro sicurezza”.

Ma la battaglia e l’esempio di Giovanni Falcone, prosegue Napolitano, “diedero i loro frutti. L’attacco mafioso alle istituzioni repubblicane fu fermato, L’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, nonostante le difficoltà, è continuata con successo, anche se ad un prezzo ancora elevato di rischi e sacrifici. Sono stati anche di recente assicurati alla giustizia alcuni dei più pericolosi capi dell’organizzazione criminale. Le indagini e gli interventi repressivi – si legge ancora nel messaggio – hanno conosciuto nuovi sviluppi, volti a contrastare vecchie e nuove forme di penetrazione e aggressione mafiosa”.

“Nel nome di Giovanni e Francesca Falcone, la Fondazione da lei presieduta, cara signora Maria, – conclude Napolitano – ha dato e continua a dare un contributo prezioso alla diffusione della cultura della legalità, alla mobilitazione di tutte le forze sane della società e in particolar modo delle generazioni più giovani per la conquista di condizioni di sicurezza e convivenza civile in Sicilia”.

(Nella foto: Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano)

Provenzano in carcere studia le carte processuali

Il boss è rinchiuso dall’11 aprile. Gli agenti di Polizia: “Sta bene
e fino a questo momento si sta comportando correttamente”

Terni, Provenzano in carcere
studia le carte processuali

di DANIELE SEMERARO

TERNI – Bernardo Provenzano sta trascorrendo gran parte del tempo in carcere esaminando i fascicoli che lo riguardano. Il boss, rinchiuso nel carcere di Terni dal momento del suo arresto, a quanto riferiscono le autorità carcerarie appare tranquillo, sereno e in buona salute.

A far avere i fascicoli a Provenzano è stato proprio il suo difensore, l’avvocato Franco Marasà. Il boss, sempre secondo le stesse fonti carcerarie, non ha mai fatto richieste particolari. Anzi, agli agenti della Polizia penitenziaria che si occupano di lui nel settore riservato ai detenuti sottoposti al regime di carcere duro ha chiesto quali siano, nello specifico, le regole dell’istituto di reclusione, per potersi adeguare. Fino ad ora, infatti, Provenzano ho sempre seguito con correttezza le regole.

I controlli sulla sua salute, inoltre, vengono svolti con regolarità. Provenzano si sarebbe anche risentito delle preoccupazioni espresse da un suo presunto parente: avrebbe affermato di non conoscere quella persona, di stare bene e di essere sempre stato trattato correttamente.

Intanto ieri a Firenze il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso è tornato sulla cattura del super-boss, affermando che l’arresto “apre una nuova fase che ci darà molto da lavorare nei prossimi anni. Per quello che riguarda l’organizzazione – ha aggiunto – è un grosso colpo, perché toglie il capo della struttura che garantiva l’equilibrio” dell’organizzazione stessa, e “non sarà facile sostituirlo”.

(13 maggio 2006)

(Nella foto: Bernardo Provenzano nel giorno della cattura, l’11 aprile scorso)

A Scampia in manette 29 affiliati al clan Di Lauro


Tra le ipotesi di reato, estorsione, ricettazione e associazione a delinquere
L’operazione è scattata grazie alle dichiarazioni di un pentito

Blitz a Scampia, 29 in manette
In carcere gli affiliati al clan Di Lauro

Il sindaco Iervolino: “Gli arresti sono un segnale molto forte”

di DANIELE SEMERARO

NAPOLI – Sgominata a Scampia un’organizzazione di rapinatori legati al clan Di Lauro. Ventinove i decreti di fermo eseguiti dalla squadra mobile e dal Nucleo operativo dei carabinieri di Napoli e firmati dai Pm della Direzione distrettuale antimafia Filippo Beatrice e Antonio Ardituro e dal sostituto procuratore Enrica Parascandolo. Agli indagati sono contestate 110 imputazioni per reati che vanno dalla ricettazione all’estorsione all’associazione per delinquere aggravata dall’articolo 7 (cioè dall’agire agevolando la camorra), per aver, appunto, spalleggiato l’attività del clan Di Lauro.

La massiccia operazione è scattata questa mattina alla periferia nord di Napoli, nei quartieri di Scampia e Secondigliano, teatro l’anno scorso della sanguinosa faida tra il clan Di Lauro e gli scissionisti. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano anche due esponenti di primo piano del clan Di Lauro, Ugo De Lucia e Giovanni Cortese. Per agevolare gli arresti, in un caso si è reso necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno rimosso una cancellata a protezione di un’abitazione.

I componenti della banda appartengono ad una organizzazione dedita a rapine e furti, soprattutto di autovetture di grossa cilindrata, che poi venivano rivendute ai proprietari con il sistema del cosiddetto “cavallo di ritorno” chiedendo tra i mille e i cinquemila euro, per la restituzione dell’auto o della moto rubata. I reati, la maggior parte dei quali non venivano denunciati, avvenivano soprattutto nel quartiere di Secondigliano e nei comuni di Caivano, Cardito, Melito, Frattamaggiore e Frattaminore.

Le indagini sono andate avanti, fino ad arrivare agli arresti, soprattutto grazie alle rivelazioni di un collaboratore di giustizia, Pietro Esposito, e alle intercettazioni telefoniche effettuate tra il settembre del 2004 e i primi mesi del 2005 e disposte nell’ambito dell’inchiesta sulla faida di Scampia.

Per il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, l’operazione di questa mattina “è un altro segnale molto forte: dove arrivano le forze dell’ordine a ripulire il territorio – ha spiegato – arriva la legge ed arriva lo sviluppo per la cittadinanza e la liberazione dalla paura”.

(11 aprile 2006)

Migliaia di giovani in corteo: "La mafia si può sconfiggere"


Migliaia di studenti manifestano contro la criminalità organizzata, che “soffoca la società”. Il messaggio di Ciampi: “Il loro sacrificio è la nostra eredità”

“Come se aveste colpito noi”
Di nuovo in piazza contro la mafia

La manifestazione pugliese nel nome di Giorgio Palazzo, il ragazzo ucciso a Sannicandro. Nel capoluogo piemontese l’appuntamento nazionale di Libera

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Gli studenti sono in piazza, ancora una volta, per manifestare contro tutte le mafie, proprio nel giorno in cui un messaggio di speranza arriva dall’arresto, in Calabria, dei killer di Francesco Fortugno.
Gli appuntamenti di oggi erano annunciati, ma vengono a coincidere con l’assassinio a Sannicandro Garganico di Giorgio Palazzo, un ragazzo di diciotto anni da sempre in prima fila contro la mafia morto dilaniato da un pacco bomba destinato al padre.

“Vogliamo un’Italia senza più mafie”, ripetono i ragazzi nei cortei: “La rete della criminalità organizzata che avvolge e soffoca la società civile del nostro meridione, ma non solo, in una spirale di terrore, violenza e sopraffazione è qualche cosa che ci fa urlare tutta la nostra rabbia”.

Le manifestazioni si svolgono a Torino, dove al corteo organizzato da Libera si contano oltre ventimila persone, a Napoli, dove i manifestanti protesteranno contro la camorra, e a Foggia. Nel capoluogo piemontese migliaia di ragazzi sfilano indossando una maglietta arancione con la scritta “Non li avete uccisi. Le loro idee camminano sulle nostre gambe”. A scandire il passaggio del corteo è la lettura di quasi settecento nomi di persone uccise dalla mafia. A Napoli gli oltre cinquemila studenti che sono scesi in piazza hanno attraversato il quartiere di Forcella con le mani intrise di pittura colorata e hanno lasciato le proprie impronte sui muri, un segno di riscossa della città contro la camorra.

Proprio alla manifestazione di Torino il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato un messaggio: “Il loro esempio – scrive Ciampi, riferendosi alle vittime della mafia – continua a rafforzare la volontà comune per l’affermazione di valori che sono a fondamento della convivenza civile: l’eguaglianza, la giustizia, i doveri di solidarietà. La cultura della legalità è l’eredità morale che siamo chiamati a raccogliere: questi uomini valorosi con generosità, passione e tenacia hanno contribuito a rendere più salda la democrazia, ad assicurare alla nazione un costante cammino di progresso e di civiltà. La loro testimonianza – prosegue Ciampi – ha fatto nascere nelle coscienze degli italiani un più intenso modo di avvertire e praticare i doveri verso lo Stato e verso la collettività. Dobbiamo continuare ad operare per consilidare un sentimento di fiducia condivisa, rendere sempre più saldo il legame fra cittadini e istituzioni”.

A Foggia la manifestazione è dedicata a Giorgio Palazzo: “Lo conoscevamo Giorgio, era in piazza con noi il 18 febbraio – ripete Gianni Cotugno dell’UdS di Foggia – per dire no alle mafie. Il suo ricordo ci rafforza nel nostro intento, siamo indispensabili in questa battaglia culturale. Noi ragazzi di Sannicandro siamo in piazza a Foggia e avremo dalla nostra parte non solo con la rabbia per una morte assurda. Noi vogliamo, tutti insieme, costruire una cultura di giustizia e legalità che si opponga alla cultura della sopraffazione, dell’illegalità e della violenza”.

“Questa volta – gli fa eco Fausto Raciti, portavoce nazionale degli Studenti di Sinistra – la criminalità organizzata ha colpito uno studente come noi, la cui passione era lottare per una scuola pubblica migliore e per un’Italia non più oppressa dalle mafie”.

(21 marzo 2006)

(Nella foto: La manifestazione di Foggia)

Grasso: "La paura della mafia costa al Sud 4,3 miliardi di euro"

Mafia, Grasso: “Costa 4,3 miliardi
la paura degli imprenditori del Sud”

PALERMO – Il costo della paura degli imprenditori del Mezzogiorno (e cioè la spesa per polizia privata, videocamere ed altri sistemi di sicurezza) ammonta a 4,3 miliardi di Euro. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso intervenendo a Palermo al convegno “I costi dell’illegalità”, organizzato da Fondazione Chinnici, Confindustria e Università degli studi.

“La spesa effettuata dagli imprenditori per difendersi dalla criminalità – ha spiegato Grasso – è una zavorra mafiosa che impedisce lo sviluppo. Il crimine, in particolare, determina un mancato fatturato per le imprese pari al 2,7% del Pil del Mezzogiorno”.
Pietro Grasso ha anche spiegato come un aiuto al sistema dell’impresa potrebbe arrivare da una giustizia veloce.

(03-02-2006)

"La politica contrasti le mafie". E Veltroni indossa la t-shirt del blog


Incontro in Campidoglio tra il sindaco di Roma, il presidente della Regione Calabria Loiero e gli studenti. Alcuni ragazzi di Locri bloccati dalla neve

“La politica contrasti le mafie”
E Veltroni indossa la t-shirt del blog

ROMA – “Cosa può fare il mondo della politica per contrastare la mafia? Penso che se si candida alle elezioni gente che non è sospettata di collusione sia meglio”. Lo ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni in un incontro, in Campidoglio, con i ragazzi di alcune scuole romane e il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, aggiungendo: “Se a me spettasse di fare le liste elettorali cercherei persone che possono dare garanzie di contrasto nei confronti del potere mafioso”. Durante l’incontro il sindaco ha anche indossato, insieme ad alcuni studenti, la magliette dei ragazzi del blog con la scritta “E adesso ammazzateci tutti”.

All’iniziativa odierna avrebbe dovuto partecipare anche una delegazione di studenti calabresi, che però, a causa della neve e delle avverse condizioni meteorologiche, è rimasta bloccata sull’A3 Salerno-Reggio Calabria. Al posto loro sono comunque intervenuti altri due ragazzi già presenti a Roma, che hanno parlato di “momento bellissimo ed esaltante, perché la volontà della Calabria di agire, dai giovani alle istituzioni, ha trovato un alto momento di confronto”.

Il discorso di Veltroni sulle commistioni tra mafia e politica (nel quale il sindaco ha anche confermato che, anche se bisogna “mantenere sempre alta la guardia”, la mafia a Roma non attecchisce) arriva a pochi giorni di distanza dalle parole di Romano Prodi, che ha espresso un fermo no nei confronti di possibili contaminazioni: “Troppe volte, in passato – ha detto il leader dell’Unione -, abbiamo letto sui giornali analisi che denunciavano la capacità di queste organizzazioni di influenzare i flussi elettorali. Noi diciamo a voce alta ai mafiosi che preferiamo perdere consensi se i voti sono contaminati dal vostro consenso”.

(23 novembre 2005)

(Nella foto: Il sindaco di Roma Walter Veltroni con il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero “indossano” la maglietta del blog)

La "Carovana" tra i ragazzi di Locri. Don Ciotti: "Non lasciamoli soli"


Dopo aver viaggiato per tutta Italia i “carovanieri antimafia” di Libera arrivano nella Locride, per una “marcia della memoria”. Giovani sempre protagonisti

La “Carovana” tra i ragazzi di Locri
Don Ciotti: “Non lasciamoli soli”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “I ragazzi sono il nostro presente, ci sono e l’hanno dimostrato, a Locri come in mille altre occasioni. E il mondo degli adulti non deve abbandonarli”. È con questo intento che Don Luigi Ciotti e la “Carovana” di Libera, l’associazione, di cui Rita Borsellino è presidente onoraria, che da anni si occupa di lotta alla mafia, saranno domani a Locri, ancora una volta insieme ai giovani, che stanno creando un vero e proprio movimento contro la criminalità.

L’appuntamento, di cui più volte negli ultimi giorni si è discusso sul blog dei ragazzi di Locri, ospitato da Repubblica Scuola&Giovani, è per una marcia che partirà dalla casa di Fortunato Correale (ucciso dalla ‘ndrangheta dieci anni fa) e toccherà alcuni punti simbolici della città, come le abitazioni di altre vittime della criminalità. “Questa è una marcia della memoria – ha detto Francesco Rigitano, rappresentante di Libera nella Locride – e proprio il senso della Carovana, muoversi, toccare diversi punti del Paese, serve a non dimenticare e ricordare chi ha perso la vita e sostenere i loro parenti”.

La marcia continuerà poi verso il Liceo Scientifico, dopo un percorso di quasi 5 chilometri, “che è un altro posto simbolico – spiega Rigitano – perché rappresenta la speranza verso il futuro della nostra terra”. Lì il saluto del sindaco di Locri, del Vescovo, poi gli interventi dei tanti ragazzi presenti (si attendono oltre 15 pullman da ogni parte d’Italia), i discorsi di tante personalità (da Nando Dalla Chiesa a Nuccio Iovene a Giuseppe Lumìa).

La conclusione è affidata alle parole di Don Ciotti, che ha voluto mandare un messaggio ai ragazzi del blog, ma anche al mondo degli adulti: “Ho incontrato i ragazzi della Locride in diverse occasioni, e ho preso l’impegno, con loro, di tornare anche quando i riflettori su questa faccenda saranno spenti. Ho apprezzato molto tutti gli striscioni che sono stati scritti durante le manifestazioni delle scorse settimane. Quello che vi chiedo però – continua Don Ciotti – è di esporre davanti alle vostre scuole, i vostri comuni, le vostre chiese un unico cartello, con la scritta, a lettere cubitali: ‘continuità’. Abbiamo bisogno di continuità, e allora costruiamola insieme, e chiediamola alle istituzioni tutte”.

Don Ciotti ha parlato anche del coraggio che hanno avuto questi ragazzi nell’esporsi in prima persona, sia attraverso il blog, sia anche attraverso le numerosissime trasmissioni televisive a cui hanno partecipato, proprio a proposito di quei tanti messaggi che chiedevano loro di denunciare i mafiosi: “La denuncia è una cosa importante, ma la dobbiamo fare tutti. Non possiamo delegarla ai ragazzi, sarebbe troppo comodo. Dobbiamo trovare tutti la forza di mettere in gioco quello in cui crediamo. I giovani ora hanno bisogno che gli adulti (che sono i loro punti di riferimento nella famiglia, nella scuola, nella chiesa) li prendano per mano e li accompagnino, e creino le condizioni per un sano protagonismo”.

La Carovana Antimafia di Libera arriverà dunque a Locri dopo quasi due mesi di viaggio in tutta Italia, e non solo: “Abbiamo tre furgoni con cui giriamo tutto il Paese con qualche sconfinamento anche in altri stati d’Europa – ha detto uno dei carovanieri, Michele Langella -. Arriviamo nelle città, ci fermiamo nelle piazze e nelle scuole e la prima cosa che facciamo è trovare il contatto con i ragazzi. Attraverso la Carovana cerchiamo di coinvolgere tutti a impegnarsi nella lotta alla mafia, cerchiamo di capire cosa ne pensano i nostri coetanei, dialoghiamo con loro. Credo che sia come un seme che viene piantato, poi tocca a loro far germogliare il frutto della legalità”.

Michele, napoletano, un ragazzo come tanti altri, da diversi anni ha preso l’impegno, insieme ad alcuni amici, di girare per l’Italia e confrontarsi con le tematiche della mafia, sia al Sud, dove quest’argomento è spesso all’ordine del giorno, sia al Nord, dove forse se ne parla ancora troppo poco. La Carovana, che da undici anni opera sul nostro territorio, e che ogni volta che arriva in una città o in un paese riesce ad attirare tantissimi giovani, “è un movimento che punta a far nascere un coordinamento giovanile contro le mafie. Abbiamo avuto l’adesione – continua Michele – di oltre duecento ragazzi che vogliono creare con noi una grande rete, e forse costruiremo anche una radio via Internet, con collegamenti in tutte le città d’Italia e anche in molti Paesi d’Europa”.

Dopo l’assassinio del vicepresidente della Regione Calabria Francesco Fortugno, infatti, i giovani della Locride, soprattutto attraverso il blog e le uscite in televisione, sono riusciti ad entrare nelle case di tutti i ragazzi d’Italia: basti pensare che dalla Valle D’Aosta alla Sicilia, durante il viaggio della Carovana, sono stati raccolti numerosissimi quaderni pieni di dediche, messaggi, firme, ma anche libri, striscioni e altri regali simbolici per i ragazzi di Locri. Doni che verranno distribuiti proprio durante la manifestazione di domani.

(18 novembre 2005)

(Nella foto: Don Luigi Ciotti)

"Boicottiamo le prossime elezioni". E i lettori del blog si confrontano


Ieri due ragazzi di Locri all’ultima puntata dello show di Celentano: “Chi spera, chi manifesta è rock”. E sul “diario” si lancia la manifestazione del 19

“Boicottiamo le prossime elezioni”
e i lettori del blog si confrontano

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Ancora una volta il blog dei ragazzi di Locri, ospitato da “Scuola e Giovani” di Repubblica.it è al centro dell’attenzione. Ieri sera due ragazzi della cittadina calabrese sono stati ospitati nell’ultima puntata della trasmissione di Adriano Celentano, “Rockpolitik” oltre che a “le Iene”. “Chi spara, chi ha paura, chi non rispetta la libertà altrui, chi uccide, chi è un mafioso è lento. Franco Fortugno, chi spera, chi non crede nell’omertà, chi manifesta, chi è onesto cittadino è rock”, dice una ragazza, parafrasando l’ormai noto tormentone del Molleggiato.

Un gesto importante per i ragazzi di Locri, quello di andare a parlare in una delle trasmissioni televisive più viste nella storia della Rai, che denota la loro volontà di far rimanere la discussione sulla mafia all’ordine del giorno anche quando sembra che non sia più di stretta attualità, come ad esempio dopo la marcia del 4 novembre. Argomento, quello del disinteresse dei media, che è stato molto discusso sul blog proprio negli ultimi giorni. C’era infatti chi pronosticava che, “come l’influenza aviaria”, non si sarebbe più parlato della ‘ndrangheta.

E invece, molto probabilmente, non sarà così, perché continuano a nascere manifestazioni e eventi importanti: Libera, uno dei principali movimenti impegnati nella lotta per la legalità, insieme ai sindacati confederali e a diverse associazioni giovanili darà luogo a una manifestazione a Locri il 19 novembre, nell’ambito della “Carovana antimafie”. L’appuntamento, già lanciato attraverso il blog su “Repubblica”,vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Don Ciotti e Nando Dalla Chiesa.

Sul “diario online” dei ragazzi di Locri dunque continuano le discussioni sul tema della mafia. Oltre ai commenti sull’ultima puntata dello show di Celentano e agli ancora tantissimi messaggi di solidarietà che arrivano da ogni parte del mondo, in questi ultimi giorni tra i temi più dibattuti figurano sicuramente il ruolo dello Stato nella lotta alla criminalità e il “non voto”. C’è infatti un ampio dibattito scatenato da un post di “LucaLibero” (questo è il nick), che propone di non andare a votare alle prossime elezioni, perché “i Signori dei palazzi si ricordano di noi solo quando ci sono le elezioni: non votando – continua – riusciremmo a smuovere le coscienze”.

(11 novembre 2005)

(Nella foto: Due ragazzi di Locri alla trasmissione “Rockpolitik” di Celentano)

Migliaia in corteo a Locri. Oggi la "marcia della legalità"

La manifestazione, nel giorno dell’Unità Nazionale, toccherà i luoghi simbolo della città calabrese. Arrivano giovani da tutti Italia. I ragazzi sul blog: “Saremo tantissimi”.

Migliaia in corteo a Locri
Oggi la “marcia della legalità”

LOCRI (RC) – Migliaia di persone, soprattutto ragazzi, si stanno riversando a Locri per partecipare alla “marcia della legalità” (o “marcia della speranza”, come tanti ormai iniziano a chiamarla) che si svolgerà questa mattina a partire dalle 12. L’evento, proposto dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catissone, e rilanciato sul blog dei ragazzi di Locri, ospitato da Repubblica Scuola&Giovani, è nato come un’iniziativa simbolica per manifestare il dissenso nei confronti delle piccole e grandi mafie che affliggono la Calabria (ma anche le altre regioni italiane) e ha visto, giorno dopo giorno, i suoi obiettivi ampliarsi. La stessa Iervolino si è detta sorpresa del numero di consensi e ha aggiunto: “Questa iniziativa è ricchezza che cresce, la gente di Locri non immaginava e non si aspettava tanta solidarietà”.

Di sicuro agli ottocento studenti inizialmente previsti da Napoli e Caserta (sono stati organizzati oltre 20 pullman) si aggiungeranno i tantissimi ragazzi che arriveranno anche da altre parti d’Italia: Trenitalia ha infatti organizzato un treno speciale, partito ieri sera alle 23.30 da Bologna, che, durante la notte, ha toccato anche Firenze, Roma, Napoli, Lamezia, Catanzaro. Ai ragazzi in corteo saranno distribuite cinquemila gerbere gialle, il fiore simbolo della lotta alla mafia.

La marcia, che partirà da piazza del Lungomare, si snoderà per le vie cittadine e passerà da tre luoghi simboli della città: palazzo Nieddu (dove è stato ucciso, il 16 ottobre, il vicepresidente della Calabria Francesco Fortguno), il palazzo del Comune e il tribunale. La conclusione è prevista in Piazza dei Martiril, dove prenderanno la parola gli studenti di Cosenza, Locri e Napoli insieme ai sindaci delle tre città. Chiuderà la manifestazione il presidente della Regione Calabria Loiero.

(4 novembre 2005)

Cresce la "community della legalità" in attesa della marcia del 4 novembre


In tanti su Repubblica con i giovani di Locri. I ragazzi (e i messaggi) del blog a “Primo Piano” del Tg3. Dall’Anci ai sindacati molti appelli per la manifestazione

Cresce la “community della legalità”
in attesa della marcia del 4 novembre

di DANIELE SEMERARO

ROMA – A tre giorni dalla “marcia della legalità” del 4 novembre continuano a ritmo incessante le manifestazioni di solidarietà, i commenti e, in generale, il grande dibattito sulla mafia che si è aperto sul blog “Ammazzateci tutti”, il diario online dei ragazzi di Locri ospitato da Scuola&Giovani di Repubblica.it, tanto che si sta creando una vera e propria “community della legalità”, a cui partecipano lettori da ogni parte d’Italia e dall’estero. E, insieme,- iniziano a parlarsi direttamente e a pensare ad una “rete” i ragazzi protagonisti di associazioni di “resistenza” alla mafia, soprattutto dalla Sicilia.

Tant’è che Primo Piano del Tg3 in onda questa sera alle 23.20 dedicherà parte della trasmissione, in collegamento con Locri, ai “ragazzi del blog”. Al programma, durante il quale saranno letti i messaggi più significativi tra gli oltre mille inviati dai lettori, parteciperà anche il Procuratore Antimafia Piero Grasso.

Il blog in queste ore è stato anche un punto d’incontro tra i ragazzi della Locride e le centinaia di persone, sparse per l’Italia, che volevano avere maggiori informazioni sulla marcia della legalità che si terrà a Locri il 4 novembre. Tanti i messaggi di solidarietà da Comuni, associazioni o singoli cittadini che non potranno essere fisicamente in Calabria; altrettanto numerose, però, le promesse di partecipazione. Singolare il messaggio di un lettore: “Prenderò un giorno di ferie per essere lì con voi”.

La “marcia”, nata come una testimonianza dei giovani, si sta trasformando in una grande manifestazione antimafia. L’Anci della Calabria ha invitato tutti i sindaci della regione a partecipare “massicciamente, con fascia tricolore e gonfaloni”, per dimostrare che “i Comuni restano in prima fila nella difficile e delicata battaglia contro la mafia”. Enzo Carra, esponente della Margherita e componente della Commissione di Vigilanza Rai e Carlo Rognoni, consigliere di amministrazione di Viale Mazzini, hanno chiesto inoltre ai direttori di rete e tg di prevedere dirette e finestre informative affinché “la Rai tenda la mano ai ragazzi e alle ragazze di Locri e della Calabria che insieme a molte istituzioni si stanno mobilitando in modo straordinario contro la criminalità organizzata”.

Una manifestazione che si prevede dunque numerosissima e che è stata promossa, fra gli altri, dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catizzone. E proprio l’on. Iervolino si è rivolta, tramite le nostre pagine, ai ragazzi del blog: “Sono felice – ha detto – che il mio invito ad aderire alla marcia pacifica a Locri stia raccogliendo un forte consenso che cresce di ora in ora, non soltanto nella nostra città, ma in vaste aree del Mezzogiorno e del Paese. Quando venerdì partiremo per Locri – dice ancora la Iervolino – saremo in centinaia, da ogni parte d’Italia, e sarà per voi tutti e per noi stessi. Perché la vostra indignazione è anche la nostra, la voglia di reagire è la stessa e saremo in tanti, il 4 novembre, a stringerci intorno a voi per lanciare insieme, ed ancora più forte, la nostra sfida contro la malavita”. Ma sono tante le adesioni che iniziano ad arrivare, tra queste Francesco Rutelli e Piero Fassino.

Oggi, infine, quattro sigle sindacali (Cgil, Cisl, Cisal e Snals) dell’Università della Calabria hanno inviato al Rettore una lettera chiedendo che si realizzi nel Campus universitario di Arcavacata “una giornata di lotta alla criminalità e di promozione della legalità nella regione”. Con questa giornata di lotta le associazioni vogliono dare “un segno tangibile di grande civiltà, moralità, solidarietà e impegno civile della più importante istituzione culturale regionale che vuole assumere il ruolo di soggetto che stimoli la mobilitazione forte e compatta della società calabrese, con in primo piano i giovani ed il loro spirito di libertà”.

(31 ottobre 2005)

(Nella foto: il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso)

"Solo insieme vinceremo". E si lancia la marcia di Locri

In tanti dialogano online su Repubblica con i ragazzi calabresi. Il 4 novembre manifestazione nella cittadina. Messaggio del sindaco di Napoli, Iervolino

“Solo insieme vinceremo”
E si lancia la marcia di Locri

di DANIELE SEMERARO

ROMA – 700 messaggi in 24 ore, praticamente uno ogni due minuti. È davvero grande l’affluenza di lettori nel blog “Ammazzateci tutti”, il diario online dei ragazzi di Locri ospitato da Scuola&Giovani di Repubblica.it. Tra dibattiti sulla mafia, messaggi di solidarietà e proposte di iniziative si sta creando una vera e propria “community della legalità”, a cui partecipano lettori da ogni parte d’Italia e dall’estero.
E, insieme, iniziano a parlarsi direttamente e a pensare ad una “rete” i ragazzi protagonisti di associazioni di “resistenza” alla mafia, soprattutto dalla Sicilia.

Il blog, aperto a due settimane di distanza dall’uccisione del vicepresidente della Calabria Francesco Fortugno, è diventato un punto di incontro per l’Italia che non vuole arrendersi alla mafia, e per i tanti calabresi che vogliono, in qualche modo, reagire.

Tra le richieste più pressanti che vengono dai lettori c’è quella di organizzare una grande manifestazione nazionale contro tutte le mafie. Magari a Roma, propone qualcuno. E mentre il popolo della Rete si organizza, dal comune di Locri fanno sapere che è tutto pronto per la grande marcia della speranza del 4 novembre, promossa, fra gli altri, dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catizzone. E proprio l’on. Iervolino si rivolge oggi, tramite le nostre pagine, ai ragazzi del blog: “Sono felice – ha detto – che il mio invito ad aderire alla marcia pacifica a Locri stia raccogliendo un forte consenso che cresce di ora in ora, non soltanto nella nostra città, ma in vaste aree del Mezzogiorno e del Paese. Quando venerdì partiremo per Locri – dice ancora la Iervolino – saremo in centinaia, da ogni parte d’Italia, e sarà per voi tutti e per noi stessi. Perché la vostra indignazione è anche la nostra, la voglia di reagire è la stessa e saremo in tanti, il 4 novembre, a stringerci intorno a voi per lanciare insieme, ed ancora più forte, la nostra sfida contro la malavita”. Ma sono tante le adesioni che iniziano ad arrivare, tra queste Francesco Rutelli e Piero Fassino.

Tra gli altri temi dibattuti sul blog c’è anche quello dell’omertà. Sono molti i navigatori che si chiedono perché sia così difficile denunciare la malavita. Tra le tante voci c’è anche chi, con forza, chiede che i cittadini inizino a ribellarsi, che inizino a fare i nomi.
E intanto la notizia dell’apertura di questo spazio online per confrontarsi sui problemi di tutte le mafie sta facendo letteralmente il giro della rete. Sono già moltissimi, infatti, i blog che rimandano a quello ospitato da Repubblica.it.

(28 ottobre 2005)