È morto uno degli spettacolari cani malesi in grado di riconoscere, con il naso, i cd contraffatti!

→ D@di per Geekissimo.com

Questa notizia ha davvero dell’incredibile, e che ci crediate o no viene da una fonte molto autorevole: l’agenzia di stampa France-Presse. In Malesia ci sono dei cani in grado, con il solo odorato, di riconoscere i cd e i dvd pirata, proprio come quelli che si trovano lungo i marciapiedi di molte città italiane. La notizia non purtroppo delle migliori, perché uno di questi cani è stato trovato morto.

Manny, questo il suo nome (a sinistra nella foto), era un labrador arrivato a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, a febbraio, e al momento sono in corso le procedure di autopsia. Tra l’altro il cane non aveva ancora iniziato il suo lavoro contro la pirateria in Malesia, e così è difficile pensare che qualcuno lo volesse morto, anzi. Manny e un altro cane chiamato Paddy erano gli ultimi arrivati dopo lunghi mesi di training, e stavano per iniziare il loro prezioso lavoro.

L’unità cinofila malese, dicevamo, è molto conosciuta e soprattutto molto temuta ultimamente dall’industria della contraffazione: basti pensare che lo scorso anno tutti i giornali riportarono la notizia della scoperta da parte della polizia, proprio grazie a questi intelligentissimi animali, di un enorme deposito di cd pirata; in totale, i cani della squadra sono riusciti a smascherare oltre 1,5 milioni di cd.

Non sappiamo ovviamente quali sono i segreti del mestiere, ma un po’ come per i cani anti-droga, questi iniziano ad abbaiare, indicando il pacco sospetto, quando sentono col naso del policarbonato o altre sostanze chimiche presenti nel confezionare i dischi pirata.

Il governo malese: lasciate perdere i blog

Secondo il ministro dell’Informazione della Malesia, Zainuddin Maidin, la maggior parte dei blog locali sono gestiti da “giornalisti frustrati e opinionisti politici”, e per questo i giornali nazionali non ne dovrebbero tenere conto. “Non citateli, non date credito a questi siti anarchici”, ha detto. “Le informazioni postate sui blog – ha aggiunto – sono provocatorie, politicamente schierate, inaccurate e spinte da interessi di partito”. Lo rivelano il quotidiano Star Daily e l’agenzia di stampa governativa, Bernama.

In Malesia mentre tutta l’informazione è tenuta sotto uno stretto controllo, i blog ultimamente stanno spopolando perché permettono di parlare liberamente di politica e questioni sociali. Ad esempio, molti blog hanno denunciato la corruzione di funzionari governativi. Zainuddin ha spiegato che i malesi, per avere informazioni precise e veritiere, dovrebbero consultare solamente i media governativi.