Gli auguri anagrammati del grande Ennio Peres


Oggi, in posta elettronica, ho ricevuto gli auguri di buon anno del grande matematico Ennio Peres, che tra l’altro ho intervistato lo scorso anno per Repubblica.

Auguri del tutto particolari. Guardate perché:

L’anno duemilaotto è arrivato (*)

L’ora è data! Entra il nuovo mito:
urta il mondo alienato e trova
l’uomo e la donna, tra vita e rito;
a loro muta doti e l’età rinnova.

È nata l’era molto nuova? Ti dirò…
amore e lavoro, non a tutti li dà;
là, tanto ideale umano ritrovò,
ma notando rivolte lo aiuterà?

Tanto male radunato io rilevo:
o l’odio eruttante va in malora,
o andrà a rotoli il mutante evo…
E non udrà il motto: «La vita è ora!».

(*) Ogni riga di questa composizione è un anagramma della frase: «L’anno duemilaotto è arrivato».

Numeri, Nobel e tanti giochi: è il Festival della matematica


A Roma quattro giorni in compagnia dei più autorevoli matematici del mondo
Lezioni, letture, giochi e musica renderanno più “umana” una materia spesso ostile

L’Auditorium si riempie di numeri
Parte il Festival della matematica

Tra gli ospiti, domenica arriverà nella Capitale anche il premio Nobel John Nash

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Quale giorno migliore, se non il 14 marzo (riconosciuto come il giorno del pi greco, se leggiamo la data alla maniera inglese, 3/14), per aprire il Festival della matematica? L’iniziativa, che si svolgerà da oggi al 18 marzo all’Auditorium-Parco della Musica di Roma, riunirà in Italia per la prima volta alcuni tra i matematici più famosi del mondo: tre premi Nobel, due medaglie Fields, il dimostratore del Teorema di Fermat, lo scopritore dei Frattali, un premio Pulitzer, un premio Templeton, un premio Oscar e, soprattutto, migliaia di appassionati da ogni parte del mondo, con numerose presenze che arriveranno soprattutto dagli Stati Uniti. Il Festival è nato per volere della fondazione Musica per Roma da un’idea del sindaco Walter Veltroni e vanta la direzione scientifica di uno dei più famosi matematici italiani, Piergiorgio Odifreddi.

Il titolo della manifestazione, “La bellezza dei numeri e i numeri della bellezza”, sta a sottolineare, spiegano gli organizzatori, “i due propositi del Festival, cioè mostrare la matematica sia dall’interno, attraverso i suoi contenuti specifici, che dall’esterno, attraverso le sue relazioni col resto della cultura”.

Ad aprire e chiudere il Festival i due matematici viventi forse più famosi del mondo: Andrei Wiles, dimostratore nel 1995 dell’ultimo Teorema di Fermat, che terrà una lezione magistrale sulle equazioni famose (15 marzo, ore 18) e il premio Nobel per l’Economia John Nash, reso celebre dal film “A beautiful mind” intervistato proprio da Odifreddi (18 marzo, ore 21). Insieme a loro anche Michael Atiyah e Alain Connes, medaglie Fields nel 1966 e 1983: il primo, già presidente della Royal Society e del movimento Pugwash degli scienziati contro l’atomica, parlerà di “Bellezza e verità in matematica” (17 marzo, ore 16), mentre il secondo, premio Crafood e medaglia d’oro del Cnrs, toccherà alcuni dei temi filosofici che traggono fonte di ispirazione dalla matematica (16 marzo, ore 18). E poi, ancora, Douglas Hofstadter, vincitore del premio Pulitzer nel 1980, che spiegherà come un matematico concepisce i numeri (16 marzo, ore 16), e Benoit Mandelbrot, famoso per aver portato alla luce la Teoria dei Frattali (18 marzo, ore 18).

La matematica, però, non è solamente teoremi, operazioni e dimostrazioni. Per questo motivo e per suscitare l’interesse dei tantissimi spettatori e visitatori non “esperti”, la parte del leone la faranno sicuramente i giochi matematici. Ad iniziare da quelli, bellissimi e soprendenti, presentati dal “giocologo” Ennio Peres (di cui pubblichiamo un’intervista) e da Giovanni Filocamo, che dimostrano come sotto i più comuni ragionamenti matematici possano nascondersi proprietà dalle implicazioni sorprendenti (17 e 18 marzo). Ad essere coinvolti saranno non solo i bambini delle scuole, con giochi studiati appositamente per loro, ma anche ragazzi e adulti, che potranno così riscoprire una materia che probabilmente avevano considerato ostica o poco interessante. Spazio anche agli scacchi con “Scacco ai matematici” (18 marzo, ore 10.30), in cui il campione mondiale Boris Spassky giocherà simultaneamente con 15 matematici.

E all’Auditorium uno spazio è didicato manche a “Matematicup”, il concorso-gioco on line per gli studenti della scuola media inferiorie che proprio oggi viene lanciato dai siti del gruppo Espresso e apre le sue iscrizioni.

E poi ancora lezioni sulle implicazioni tra matematica e cultura, matematica e filosofia, musica, letteratura, installazioni multimediali. Insomma, ogni spazio dell’Auditorium, dalle sale ai corridoi, verrà letteralmente preso d’assalto da numeri, simboli ed equazioni. A completare le giornate anche alcuni spettacoli, tra cui una lezione di Dario Fo (15 marzo, ore 21) e un recital di Elio e le Storie Tese e Katia Caradonna con la partecipazione di Nicola Piovani presentato da Serena Dandini (17 marzo, ore 21). “Il tutto – concludono gli organizzatori – a riprova del fatto che le facce della matematica sono multiformi, e che essa trascende qualunque confine nazionale o culturale”. Tutti gli appuntamenti del Festival, ad eccezione di due eventi serali e di tre concerti, sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Per il programma completo: http://www.auditorium.com/eventi/4888409

Peres: "Per gli studenti la matematica può essere un divertimento"

Intervista al matematico e “giocologo” che vorrebbe rivoluzionare l’insegnamento
“Introducendo il gioco a scuola, aumenterebbero partecipazione e profitto”

“Così v’insegno la matematica”
Ecco la ricetta di Ennio Peres


di DANIELE SEMERARO

GUARDA I GIOCHI MATEMATICI DI ENNIO PERES

ROMA – “Se la scuola riuscisse a spogliarsi della sua tradizionale veste seriosa e fiscale e se, di conseguenza, le materie venissero insegnate con uno spirito più giocoso, la partecipazione degli studenti e il loro conseguente livello di profitto potrebbero risultare sensibilmente più alti, con una ricaduta, nel tempo, di straordinari benefici sull’intera società”. Parola di Ennio Peres, uno dei più noti matematici e enigmisti italiani, che ha ideato per sé la figura di “giocologo” e che, con i suoi quiz matematici, parteciperà al Festival della matematica.

In cosa consistono questi giochi matematici di cui tanto si parla?
“Si tratta innanzitutto di giochi facili da eseguire, che possono essere proposti agli amici, che stupiscono e che, soprattutto, funzionano sempre. Pur essendo semplici, hanno però dietro di sé meccanismi non sempre immediati, e attraverso la loro soluzione si riescono ad affrontare problemi anche complessi. In realtà, nel processo di risoluzione di un problema matematico, lo svolgimento dei calcoli costituisce solo il momento terminale: la fase più importante, e assai più stimolante, è proprio quella relativa alla ricerca del procedimento da seguire”.

Com’è nata la sua passione?

“È nata da bambino, all’età di sette anni. Allora i miei genitori mi regalarono una scatola di giochi di prestigio. Alcuni, quelli in cui bisognava far sparire degli oggetti, non mi venivano molto bene; altri, invece, quelli in cui bisognava utilizzare solo la mente, mi riuscivano sempre…”.

Qual è attualmente il rapporto tra mondo della scuola e giochi matematici?
“Un tempo, nel Medioevo, Alcuino da York fu chiamato da Carlo Magno per istituire una scuola per i giovani di corte. Lui scrisse per loro un libro di matematica all’interno del quale inserì una cinquantina tra giochi e problemi. L’idea di insegnare la matematica tramite il gioco, quindi, è molto antica, ma si è andata perdendo. La scuola, così, è diventata seriosa e ha tolto questi stimoli. La scuola dovrebbe essere accattivante, coinvolgente, suscitare curiosità: è come se non ci si rendesse conto che il linguaggio naturale dell’uomo, soprattutto dei bambini, è il gioco. Nel contempo, la mediocre preparazione culturale e la scarsa capacità di inserimento nel mondo del lavoro che mediamente i giovani denunciano al termine degli studi, dimostra come l’efficienza del nostro apparato scolastico sia alquanto modesta”.

(13 marzo 2007)

(Nella foto: Ennio Peres, foto Susanna Serafini)

Ha nove milioni di cifre: è il numero più grande


Due matematici dell’Università del Missouri con oltre 750 computer dislocati in tutto il mondo hanno calcolato il più grande numero primo di Mersenne

Calcolato il numero più grande
ha ben nove milioni di cifre

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Due professori statunitensi, Curtis Cooper e Steven Boone dell’Università del Missouri, hanno annunciato di aver ottenuto il numero più grande mai calcolato: è il 2 elevato alla 30.402.457 meno 1 (2^30402457 -1), un numero “astronomico” con ben nove milioni di cifre.

Il calcolo è stato effettuato grazie all’ausilio di 750 computer, alcuni dislocati nel campus dell’università, altri nelle case di docenti, ricercatori, studenti e altri appassionati in giro per il mondo.

Ma com’è “spuntato fuori” il numero? Grazie al Gimps (Great Internet Mersenne Prime Search), un progetto di calcolo distribuito per ottenere i numeri primi di Mersenne, a cui possono contribuire da casa tutti gli appassionati che ne facciano richiesta. Scaricando e installando un apposito software, il computer si collega grazie a internet a un server centrale e, quando il processore del proprio pc è poco occupato da altre operazioni (il che, ad esempio, può avvenire quando si scrive un testo o quando parte lo screen-saver), inizia a effettuare i calcoli e invia i risultati al server. Il progetto è nato nel 1996 grazie al matematico George Woltman e ha la sua base operativa a Orlando, in Florida. Fino ad ora ha scoperto 9 numeri primi dei 43 numeri di Mersenne finora conosciuti.

Ma che cos’è esattamente un numero di Mersenne? Secondo la definizione tecnica è un numero primo che è uguale a un numero primo, potenza di due, meno uno. Questa definizione potrebbe apparire un po’ difficile, ma se facciamo un calcolo su un numero piccolo sarà facilmente svelata.

31, ad esempio, è un numero primo di Mersenne perché 2^5 -1 = 31. Infatti la potenza, 5, è un numero primo, 2^5 = 32 e 32-1=31.

Stessa cosa per il numero 7: 2^3 -1.

Il progetto di calcolare i numeri primi di Mersenne alla Central Missouri State University è iniziato nel 1997, quando il matematico Curtis Cooper mise in rete quattro computer con sistema operativo Linux nel laboratorio di Scienze del Dipartimento di Matematica. e andò avanti fino al 1998, quando vennero aggiunti altri 26 computer. Da quel momento, insieme al collega Steven Boone, i due capirono che poteva essere utile entrare nel progetto mondiale del Gimps, che avrebbe portato le capacità di calcolo a oltre 700 elaboratori sparsi per il mondo. Prima di arrivare al numero, sono stati testati 29305 esponenti, utilizzando, complessivamente, 67955 cpu-years (unità che misura gli anni di vita del processore di un computer).

(3 gennaio 2006)

(Nella foto: Curtis Cooper e Steven Boone e il programma di calcolo)