Privnote, il servizio Web che invia messaggi che si autodistruggono

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Se siete maniaci della sicurezza, allora questo semplice servizio Web fa per voi. Si chiama Privnote e permette di scrivere un messaggio di testo (anche lungo) e di inviarlo tramite e-mail. Il destinatario, invece di ricevere nella propria casella di posta elettronica il vostro testo, riceverà un link al quale collegarsi.

La differenza con le mail tradizionali, però, è che una volta che il testo verrà letto, sparirà e non potrà più essere richiamato. Sembra un film di James Bond, e invece è un servizio gratuito.

Tra le opzioni, anche la possibilità di ricevere una notifica di lettura. Interessante anche il fatto che se ci si prova a collegare alla nota una volta che questa è stata letta, il sistema fornisce orario di lettura e Ip del “lettore”.

Mandare messaggi d’amore via MySpace non è una molestia

→ D@di per Geekissimo.com

Già, avete letto bene il titolo. Da quando ci sono internet e i messaggini soprattutto tra gli adolescenti questi strumenti, in cui ci si cela spesso dietro a un nick o perlomeno dietro a uno schermo di computer, sono diventati strumenti privilegiati per dimostrare i propri sentimenti. E così capita sempre più spesso che si mandino messaggi istantanei per dimostrare il proprio amore verso una persona.

Col fatto che con internet i messaggi sono gratuiti, a volte capita di perdere il lume della ragione. E così spesso si scade nell’esagerazione e, a volte, nelle molestie vere e proprie. Anche se di molestie proprio non si tratta, almeno secondo un tribunale di secondo grado di New York, che ha giudicato non colpevole un ragazzo di 18 anni che ha sommerso di messaggi istantanei su MySpace la ragazza che le piaceva, 14 anni, e che l’aveva appunto denunciato per molestie.

Tra l’altro nei messaggi non si dicevano cose oscene, ma solo “ti amo”, “noi due dobbiamo stare per sempre insieme” “non smetterò mai di pensarti” e altre “sdolcinerie” del genere. In realtà, aggiungiamo noi, più che denunciare l’innamorato diciottenne la ragazza avrebbe fatto bene a girare un po’ per MySpace e avrebbe trovato subito la possibilità di bloccare i messaggi provenienti da quel contatto.

Decisamente difficile, dunque, parlare di molestie, anche se addirittura in primo grado un tribunale aveva condannato il ragazzo per “molestie aggravate” fatte con “l’intento di provocare disturbo, minacciando l’altra persona”. Certo che se questa ragazzina avesse bloccato il contatto e avesse parlato con l’innamorato, facendogli capire che doveva andarci un po’ più piano… magari sarebbe riuscita a evitare una gran perdita di tempo e di carte bollate!