“The Interview” esce al cinema e gli hacker bloccano PlayStation Network e Xbox live

Il controverso film “The Interview” che da ieri è proiettato in 300 sale cinematografiche negli Stati Uniti e la cui uscita ha suscitato numerose polemiche. E ora si aggiunge un altro tassello: attaccati i server che gestiscono il gioco online di Playstation e Xbox.

Il mio servizio per Sky Tg24

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“Stava cercando Windows?” “Non più”. Oggi esce Snow Leopard

Oggi esce Snow Leopard, il nuovo sistema operativo di casa Apple più evoluto al mondo. Per festeggiare l’atteso evento, un bellissimo – a mio giudizio – fumetto sulle differenze tra il mondo Mac e il mondo Windows. La principale? È che il Mac funziona.

Qui le principali caratteristiche del nuovo sistema operativo.

Sistemi operativi, Google sfida Microsoft e Apple

 

Il gigante del Web ha annunciato che entro la fine dell’anno metterà a disposizione degli utenti, in modo gratuito, un nuovo sistema operativo, chiamato Google Chrome Operating System. Il mio servizio per la trasmissione “IO REPORTER” di Sky Tg24 di sabato 11 luglio 2009.

Intel annuncia: non useremo mai Windows Vista sui nostri Pc aziendali

→ D@di per Downloadblog.it

Sta facendo molto discutere la notizia data dall’Inquirer, secondo cui Intel non installerà mai Windows Vista sui propri 80mila computer aziendali. La testata londinese, famosa per le sue indiscrezioni sul mondo dell’economia e della finanza, l’avrebbe appreso grazie a una nota che circolava i giorni scorsi tra i dipendenti della multinazionale, leader nel settore dei processori, secondo cui l’ultimo sistema operativo Microsoft non sarebbe affidabile.

Ora, la domanda che tutti si pongono è: Intel continuerà ad utilizzare Windows Xp? Aspetteranno l’uscita di Windows 7? Installeranno una distribuzione ad hoc di Linux (che tra l’altro già hanno, ma che non è molto amata dai dipendenti)? O si affideranno alla Apple, che tra l’altro ha stretto un importantissimo accordo con Intel per montare i suoi processori su tutti i propri computer?

Ovviamente questo per ora non si sa. Ma la scelta sta facendo molto rumore tra gli addetti ai lavori. Non si tratta di uno sgarbo nei confronti di Microsoft, tengono a precisare in queste ore i portavoce della società, ma il problema è “semplicemente” che Windows Vista non è adatto al tipo di lavoro che si svolge all’interno dell’azienda.

Staremo a vedere come andrà a finire. Intanto, da una ricerca della Gartner emerge che circa il 30 per cento delle aziende nel mondo ha deciso che non farà il gran passo di upgrade a Windows Vista, scegliendo così soluzioni considerate più sicure e, probabilmente, meno costose, sia in termini economici, che in termini di requisiti hardware.

Dopodomani Bill Gates lascia definitivamente la Microsoft. Storia di un “multimiliardario filantropo”

→ D@di per Geekissimo.com

Dopodomani, venerdì 27 giugno 2008, sarà l’ultimo giorno di Bill Gates alla guida della Microsoft. Dopo 1.712 settimane e quasi 33 anni di onorata carriera, Gates si ritirerà dagli affari andando a dedicarsi a tempo pieno alla Bill&Melinda Gates Foundation, l’organizzazione da lui fondata nel 2000 che, ad oggi, rappresenta l’istituzione filantropica più ricca al mondo, con 37,3 miliardi di dollari. Nonostante l’imminente addio, “l’imperatore dell’informatica” – così è stato recentemente soprannominato Gates – in questi giorni continua a svolgere normalmente i suoi lavori. Gates aveva fondato la Microsoft nell’aprile del 1975 ad Albuquerque (nel New Mexico) insieme a Paul Allen.

“Gates partecipa alle riunioni quotidiane come se dovesse restare per i prossimi dieci anni”, racconta uno Steve Ballmer in gran forma e che da lunedì prossimo assumerà le redini della società e andrà ad occupare il famoso “ufficio ad angolo” di Gates. Un’uscita – quella di Bill – preparata già da due anni: nessuno ormai fa più capo direttamente a lui, e pian piano il magnate è riuscito a organizzare tutto in modo che la sua uscita possa essere il meno traumatica possibile. Dal 2006 Gates ha infatti dato il via a un periodo di transizione che, come ha ammesso anche Ballmer, non è stato facile. Ora a Ballmer tocca la sfida di dimostrare che i bei tempi della società non finiscono con l’uscita di scena di Bill Gates.

Venerdì, dunque, sarà una giornata storica, e la routine lavorativa sarà interrotta con alcune celebrazioni e dei festeggiamenti. Ma Bill Gates, ovviamente, non uscirà del tutto di scena: continuerà infatti a recarsi in ufficio a Redmond almeno una volta a settimana, anche se “fisicamente” la sua stanza sarà un’altra. La passione di Bill Gates iniziò nel 1968, tra le mura scolastiche, quando insieme ad Allen mise per la prima volta le mani su un computer. L’anno della svolta è però il 1974, quando Gates e Allen proposero alla Mits, società produttrice di computer, un software basato sul linguaggio Basic. La Mits ne sembrò entusiasta e i due riuscirono a entrare nel giro. Nel 1975 fondarono la Microsoft.

Il successo ottenuto inizialmente fu enorme, tanto che nel 1986 i due erano già milionari. E l’anno successivo miliardari, con l’annuncio di Microsoft e Ibm del lancio di OS/2 1.0, che sarebbe andato a sostituire Ms-Dos. La collaborazione con l’Ibm si concluse poi nel 1991, quando Gates modificò il nome di OS/2 in Windows, il sistema operativo che poi, dopo qualche anno, sarebbe andato letteralmente a monopolizzare il mercato. Uno strapotere che, però, è costato a Microsoft anche sanzioni milionarie da parte dell’antitrust europeo. Oggi Microsoft è presente in 104 paesi e conta su 80mila dipendenti. Che siate fan di Windows o che preferiate Mac o Linux, una cosa bisogna riconoscerla a Bill Gates: la sua lungimiranza e la sua bravura hanno cambiato il nostro modo di vivere, per sempre.

Yahoo! cerca di attirare nuovi clienti con nuovi domini di posta

→ D@di per Downloadblog.it

Yahoo! ha annunciato che inizierà a offrire account e-mail, attraverso il suo servizio Yahoo! Mail, non solo con il suffisso @yahoo.com (o .it) ma anche con @ymail.com e @rocketmail.com. Questo – dicono in molti – per attrarre nuovi clienti e migliorare la user-experience di quelli già esistenti che “si sono stufati” del proprio indirizzo di posta.

“Noi vogliamo che gli utenti che si abbonano gratuitamente al servizio di posta elettronica di Yahoo! – ha spiegato il vice presidente di Yahoo! Mail, John Kremer – rimangano con noi a vita e ottengano esattamente l’indirizzo e-mail che vogliono”. Kremer, in particolare, si riferisce a coloro che, in fase di iscrizione al servizio, trovano che il loro indirizzo è già stato preso da qualcun’altro e non vogliono iscriversi col nome, ad esempio, di mario.rossi1981. I due nuovi indirizzi, dunque, rappresentano due chance in più di trovare libero il proprio nome o il proprio nick.

Questa è certamente la novità maggiore, ma non è l’unica: Yahoo!, infatti, rilascerà entro sei-otto mesi una nuova serie di miglioramenti alla propria posta: tra questi, cartelle “più intelligenti”, integrazioni con il mondo del social networking e l’apertura della piattaforma mail: “Qui a Yahoo! – ha concluso Kremer – pensiamo che la comnuicazione è sempre più integrata, e quindi vorremmo cercare di evitare che l’utente debba spostarsi tra decine di finestre per comunicare con i propri amici.

Yahoo! Mail al momento rimane leader del mercato della posta elettronica, con 266 milioni di utenti/account registrati. Al secondo posto Microsoft Hotmail, con 264 milioni di utenti, mentre servizi come Gmail di Google sono ancora molto lontani (perché certamente sono più recenti) anche se gli utenti crescono a vista d’occhio mese dopo mese.

La cattiva percezione di Windows Vista potrebbe mettere nei guai Microsoft

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Soprattutto negli ultimi tempi Microsoft non se la sta passando benissimo. Ogni giorno, infatti, si alternano notizie positive a notizie negative. Oggi parliamo di una notizia che non farà di sicuro piacere ai vertici di Redmond. La cattiva percezione che presso alcuni utenti e rivenditori ha Windows Vista potrebbe andare ad influenzare direttamente i conti di Ballmer&co. Alcuni analisti finanziari, infatti, hanno “abbassato” le stime di crescita di Microsoft per gli anni fiscali 2008 e 2009, citando proprio, come causa, la percezione negativa abbastanza diffusa nei confronti di Vista.

Il report, inoltre, guarda anche alla data di rilascio della prossima versione di Windows (per adesso chiamata “Windows 7″), che al momento corrisponderebbe con il secondo quarto del 2010. La crescita di Microsoft per il 2008 è stimata il 49 milioni per l’anno fiscale 2008 e 395 milioni di dollari per il 2009. Passare a Windows Vista, si legge, non è semplice per molte aziende piccole e medie, e “di conseguenza il ciclo di vita di Vista sembra essere molto meno robusto di quanto ipotizzato in precedenza”. Tra l’altro, molte aziende, sperando in un futuro e in un sistema operativo migliori stanno evitando di acquistare Vista in attesa di Windows 7.

Tra i fattori negativi, si legge nel report, c’è anche il fatto che Microsoft sia dovuta scendere a patti con i propri utenti (soprattutto business) accettando di continuare a vendere e supportare Windows Xp. Ed è proprio il mondo degli affari che sta creando non pochi problemi alla softwarehouse di Redmond: secondo molti responsabili informatici di aziende medio-grosse, al momento non c’è alcun bisogno di passare a Windows Vista, considerata la “poca differenza” in termini di sicurezza e il dispendio economico che un upgrade del genere comporterebbe: Windows Vista avrebbe infatti bisogno di un rinnovo del parco hardware di molte aziende.

In ogni caso non tutto è negativo per Microsoft. Anche se le attese si sono abbassate, si legge, “Microsoft rimane fortemente ben posizionato in modo strategico e in una posizione ragionevolmente solida nei confronti dei propri competitor“. Al momento Microsoft non ha commentato il report, né ha dato maggiori informazioni riguardo al rilascio di Windows 7. Si parla, per adesso, di un periodo che va dalla seconda metà del 2009 alla seconda metà dell’anno successivo.

Microsoft rilascia la versione definitiva di Windows Search 4

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Dopo aver rilasciato una preview dedicata agli sviluppatori, da Microsoft arriva la versione definitiva di Windows Search, la 4.0. Si tratta di un software molto simile a Google Desktop Search, per intenderci, che migliora le features di ricerca all’interno dei sistemi operativi Windows.

Le funzioni di ricerca di default, soprattutto su Windows Xp, sono sempre state un po’ lentine; Windows Search, invece, taglia i tempi di ricerca indicizzando tutti i file che si trovano sul computer. Nella nuova versione di Windows Search è presente anche l’importante funzione di indicizzazione dei file crittografati.

Unico problema: il file di indicizzazione può arrivare a pesare anche diversi gigabyte, quindi prima di installarlo assicuratevi di avere un po’ di spazio libero. Il download di Windows Search è gratuito.

Microsoft chiede agli utenti Windows di evitare l’utilizzo del browser Safari

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Gli utenti Windows dovrebbero evitare di utilizzare il browser Safari. Parola di Microsoft, che in un bollettino di sicurezza appena emanato consiglia caldamente a chi usa il browser di Apple Safari per Windows di lasciarlo perdere fino a quando la Apple non avrà rilasciato un aggiornamento di sicurezza “adeguato”.

Microsoft, in particolare, si riferisce al problema chiamato “carpet bombing” per cui gli utenti Windows che visitano con Safari alcuni siti-trappola, vengono sommersi con decine e decine di file eseguibili che si scaricano in automatico sul desktop (senza la normale richiesta di autorizzazione al download). I file non vengono eseguiti, ma solo scaricati, anche se poi per l’utente cadere nella trappola è anche troppo semplice

Al momento i tecnici di Apple hanno spiegato di essere al lavoro per correggere il modo in cui il browser si comporta con determinati tipi di file, anche se ottenere un aggiornamento di Safari per Windows non sarà questione di breve tempo.

Tra l’altro, una certa riluttanza di Apple nel correggere tempestivamente l’errore è forse anche la causa della mossa di Microsoft di far uscire un bollettino di sicurezza che sconsiglia l’utilizzo di un software di terze parti: una mossa presa pochissime volte a memoria d’uomo.

Se nei videogames si iniziasse a promuovere la pace, non la guerra

E se nei videogames s’iniziassero un po’ di più a promuovere la pace e la volontà di un mondo migliore, invece della violenza? Come tutti sappiamo, tra i videogiochi che vendono di più (e che piacciono di più) ce ne sono sempre molti che riguardano (da vicino o da lontano) la violenza. A partire dalla prossima settimana Advanced Micro Devices (Amd) ha annunciato un progetto destinato ai bambini che vogliono imparare a costruire videogiochi; la particolarità è che i videogames in questioni andranno a promuovere messaggi sociali come la lotta alla povertà o la protezione dell’ambiente che ci circonda.

Il progetto è chiamato “Changing the Game” (”cambiando il gioco”, appunto) e oltre al messaggio sociale darà la possibilità a bambini e ragazzi di iniziare a farsi un vero e proprio curriculum nel campo dello sviluppo di software e videogiochi. Non è tutto: sempre la prossima settimana Microsoft presenterà il primo gioco educativo tutto dedicato all’ambiente e sviluppato dai ragazzi della scuola secondaria americana che hanno partecipato all’iniziativa “Microsoft Imagine Cup”. Insomma: qualcosa inizia a cambiare sul fronte dei videogiochi?

Due tra le più grandi aziende che progettano processori e software, Amd e Microsoft, appunto, iniziano almeno un po’ a pensare alla difesa dei valori come la vita, la solidarietà, la natura. E la cosa interessante è che cercano di coinvolgere bambini e ragazzi, che sono poi i primi fruitori di videogiochi. “Abbiamo la grande opportunità – ha spiegato il presidente di Amd Dirk Meyer – di sfruttare la passione che i ragazzi hanno nei confronti dei videogiochi insegnando loro ad essere vincenti anche nel ventunesimo secolo”.

Insomma, due belle iniziative (non sono le uniche, esistono anche numerosi incontri internazionali di sviluppatori che si occupano di videogiochi “positivi” – ma di certo quando due aziende di questo calibro prendono delle decisioni simili riescono a fare “molto rumore”) che ci portano a una domanda: se iniziassero a circolare un po’ più di videogiochi ispirati ai buoni sentimenti e al rispetto del prossimo… riusciremmo a cambiare almeno un pochino in positivo?

La British Library continuerà a digitalizzare i suoi libri, anche senza Microsoft

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Microsoft rinuncia a creare una enorme biblioteca virtuale, lasciando di fatto campo libero a Google? La British Library non (che fino alla settimana scorsa poteva contare sulla partnership di Microsoft nel digitalizzare i propri libri) non si perde d’animo e ha annunciato che il progetto che punta a rendere “digitalmente disponibili” migliaia di libri non verrà accantonato, anzi.

Microsoft aveva firmato, nel novembre 2005, una parntership con la British Library per digitalizzare circa 100mila testi del diciannovesimo secolo esenti da copyright, circa 20 milioni di pagine. L’opera è ormai a buon punto, e anche gli ultimi 40mila testi verranno correttamente digitalizzati, ha assicurato il project manager Neil Fitzgerald, annunciando inoltre che la biblioteca ha altri 15 progetti di digitalizzazione in corso, che spaziano dalle registrazioni audio fino alle pagine di giornale.

I fondi? Sembra che arriveranno sia dalle casse dello stato che da finanziatori privati. E tra l’altro potrebbe essere vicino anche un accordo con Google, che già negli anni scorsi aveva ammesso che sarebbe stata molto interessata nel mettere le mani sul patrimonio artistico della biblioteca.

La British Library ha circa 150 milioni di pezzi in catalogo, di cui 13 milioni sono libri. Fare una digitalizzazione di 100mila libri rappresenta in ogni caso solo lo 0,5 per cento dei possedimenti della biblioteca (ma si è deciso di lasciare fuori dal progetto i libri con copyright e quelli che non sono in buono stato di conservazione).

La scansione ovviamente non avviene a mano, ma attraverso dei macchinari che automaticamente sono in grado, con bracci robotici, di girare le pagine. Vengono scannerizzate circa 2.400 pagine all’ora, per una media di 75mila al giorno.

Microsoft rinuncia a creare una grande biblioteca virtuale

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Sembra che Microsoft abbia deciso di lasciare a Google il campo libero per quanto riguarda le biblioteche virtuali e le “scannerizzazioni” di libri. Secondo quanto si apprende, digitalizzare libri e archiviare riviste accademiche non fa più parte dei piani della società per rilanciare il settore della ricerca, ha spiegato Satya Nadella, senior vice president della divisione Microsoft ricerca e pubblicità.

La decisione farebbe parte di una nuova strategia per cercare di guadagnare terreno dopo aver perso la possibilità – almeno per il momento – di acquistare Yahoo!. La software-house di Redmond, così, ha annunciato che chi cercherà versioni originali di libri, riviste o trattati sarà reindirizzato, da parte di Live Search, verso siti “esterni al gruppo Microsoft”.

Forse non tutti ricordano che la società di Bill Gates era entrata nel business del book-scanning nel 2005, iniziando a fornire materiali alla Open Content Alliance, mentre nel 2006 aveva annunciato un servizio di ricerca libri integrato a Msn.

L’unica differenza con Google verteva sul copyright: mentre Big G sta cercando di stringere accordi con i numerosi editori che inizialmente gli avevano fatto causa, Microsoft si era da sempre dedicata alla scannerizzazione dei libri di publico dominio o di quelli concessi dagli stessi editori.

Ora, invece, la decisione di abbandonare tutto. “Crediamo – continua la Nadella – che la prossima frontiera della ricerca dovrebbe vertere sullo sviluppo di un modello di business per il motore di ricerca, il consumatore e il partner commerciale”. Come per dire che da ora in poi bisognerà cercare di ottimizzare i propri profitti collegando, attraverso i risultati della ricerca, utenti e partner pubblicitari.

Fino ad ora Microsoft aveva digitalizzato circa 750mila libri e 80 milioni di articoli di giornali e riviste; le copie verranno donate agli editori stessi, che potranno decidere cosa farsene.

Di certo Microsoft vorrà dedicarsi di più al commercio elettronico e alla ricerca, ma in questo modo lascia praticamente campo libero a Google e al suo progetto Book Search.

L’allarme di Greenpeace: le consolle per videogiochi sono delle vere e proprie “bombe tossiche”

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Videogiocatori di tutto il mondo, fate molta attenzione. Le consolle davanti alle quali passate ore e ore per giocare ai vostri videogames preferiti potrebbero essere molto dannose e nocive per la salute. È quanto denuncia una ricerca dell’associazione ambientalista Greenpeace. Secondo lo studio, infatti, le consolle conterrebbero sostanze chimiche e metalli potenzialmente dannosi alla salute umana; inoltre, le aziende che le producono non starebbero facendo abbastanza per eliminare i componenti tossici e, quindi ridurre i rischi.

Tra le consolle che dovrebbero essere sostituite, la PlayStation 3 di Sony, la Xbox 360 di Microsoft e il Nintendo Wii (in pratica, tutte le più famose). Dando un’occhiata ai risultati dello studio, si evince ad esempio che sia la PlayStation 3 che la Xbox 360 contengono livelli considerati “molto alti” di ftalati: si tratta di sostanze chimiche che servono a rendere più “morbidi” i materiali flessibili, come le coperture di gomma dei cavi. Tra le sostanze tossiche, presenti anche il cloruro polivinilico, il berillio e il bromo.

In realtà le norme che vietano in Europa l’utilizzo di queste sostanze ci sono, ma si applicano solamente ai giochi. Le consolle, al contrario, sono esenti dal divieto, in quanto non sono classificate come giochi. “Per noi – ha detto Keina al-Hajj, responsabile della campagna di Greenpeace contro le sostanze tossiche – si tratta ancora di un giocattolo. E anche se non lo fosse, non vogliamo queste sostanze nei nostri prodotti. Al giorno d’oggi abbiamo a disposizione la tecnologia per produrre consolle pulite”.

Sotto accusa, dicevamo, anche la Nintendo. Secondo, Greenpeace, infatti, la società non avrebbe messo in atto alcuna strategia per il riciclaggio delle sostanze tossiche e quindi per la protezione dell’ambiente. Secondo la dottoressa al-Hajj, questo tipo di mancanze da parte di aziende come queste è decisamente grave: “È uno dei settori più innovativi del pianeta. È un’industria che cambia il nostro modo di vivere e se non accetta la sfida di diventare più responsabile nei confronti dell’ambiente e della salute le conseguenze potrebbero essere molto gravi per tutti”. Dal canto loro, tutte e tre le società difendono i loro prodotti, assicurando gli utenti che rispettano gli standard ambientali.

Ultime statistiche dai motori di ricerca: Google sale, giù tutti gli altri

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Sembra che la “lotta” per l’acquisto di Yahoo! da parte di Microsoft stia facendo rimanere in piedi solo un concorrente nel mondo dei motori di ricerca: Google. Secondo l’ultima classifica ComScore, Google rimane saldamente in testa per quanto riguarda la frequenza di utilizzo dei motori di ricerca, conquistandosi sempre di più la dicitura di “IL posto dove cercare”.

Secondo i dati relativi al mese di aprile, infatti, Google è cresciuta ancora (dal 59,8 al 61,1 per cento del mercato in un mese), mentre Yahoo!, Microsoft, Aol e Ask hanno perso, rispettivamente, lo 0,9, lo 0,3, lo 0,2 e lo 0,4 per cento. Come dire, più di sei utenti su dieci in tutto il mondo si affidano a Google per cercare su internet.

Vedremo ora, nei prossimi mesi, come reagirà il mercato, considerato che Microsoft intende sferrare (in primis tramite il suo nuovo servizio Cashback – attivo per ora solo negli Stati Uniti) un forte attacco a Google sul fronte della raccolta pubblicitaria.

Microsoft pagherà (più o meno) chi usa il suo motore di ricerca. Funzionerà, o è solo una mossa “disperata” anti-Google?

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Il potere di Google è ancora troppo spropositato rispetto a quello di Microsoft. E così la multinazionale di Redmond, a sorpresa, ha annunciato ieri che inizierà a pagare chi utilizzerà il suo servizio di ricerca Live Search per fare acquisti. Sì avete capito bene. In pratica, il colosso ha annunciato che rimborserà i clienti che acquisteranno online alcuni prodotti utilizzando il motore di ricerca Microsoft Live Search.

Il danaro, hanno spiegato, arriverà dalle tariffe che gli investitori pubblicitari pagheranno a Microsoft per vedersi comparire tra i primi risultati nelle ricerche. “Crediamo – ha spiegato Bill Gates in una conferenza stampa – che la ricerca può offrire sia agli utenti che agli investitori molte più possibilità di quante ne abbia ancora offerte, e con questo servizio puntiamo a diventare il servizio di ricerca commerciale più redditizio del Web“.

Al momento l’offerta sarà disponibile solo negli Stati Uniti. È previsto che le vendite al dettaglio online negli Stati Uniti raggiungano la cifra record di 335 miliardi di dollari all’anno nel 2012; tra l’altro, già ora il 68 per cento degli utenti che fa acquisti online arriva all’acquisto passando per un motore di ricerca.

Agli occhi di molti analisti, il programma di Microsoft sembra essere stato studiato apposta per raccogliere un po’ più di denaro dalla pubblicità, considerato il mancato accordo per l’acquisto di Yahoo! che ha portato l’azienda di Redmond sempre più lontana dal raggiungere gli ottimi risultati di Google. C’è addirittura chi si sbilancia, prevedendo che questa mossa porterà a una grande guerra dei prezzi tra Microsoft e Google.