La British Library continuerà a digitalizzare i suoi libri, anche senza Microsoft

→ D@di per Downloadblog.it

Microsoft rinuncia a creare una enorme biblioteca virtuale, lasciando di fatto campo libero a Google? La British Library non (che fino alla settimana scorsa poteva contare sulla partnership di Microsoft nel digitalizzare i propri libri) non si perde d’animo e ha annunciato che il progetto che punta a rendere “digitalmente disponibili” migliaia di libri non verrà accantonato, anzi.

Microsoft aveva firmato, nel novembre 2005, una parntership con la British Library per digitalizzare circa 100mila testi del diciannovesimo secolo esenti da copyright, circa 20 milioni di pagine. L’opera è ormai a buon punto, e anche gli ultimi 40mila testi verranno correttamente digitalizzati, ha assicurato il project manager Neil Fitzgerald, annunciando inoltre che la biblioteca ha altri 15 progetti di digitalizzazione in corso, che spaziano dalle registrazioni audio fino alle pagine di giornale.

I fondi? Sembra che arriveranno sia dalle casse dello stato che da finanziatori privati. E tra l’altro potrebbe essere vicino anche un accordo con Google, che già negli anni scorsi aveva ammesso che sarebbe stata molto interessata nel mettere le mani sul patrimonio artistico della biblioteca.

La British Library ha circa 150 milioni di pezzi in catalogo, di cui 13 milioni sono libri. Fare una digitalizzazione di 100mila libri rappresenta in ogni caso solo lo 0,5 per cento dei possedimenti della biblioteca (ma si è deciso di lasciare fuori dal progetto i libri con copyright e quelli che non sono in buono stato di conservazione).

La scansione ovviamente non avviene a mano, ma attraverso dei macchinari che automaticamente sono in grado, con bracci robotici, di girare le pagine. Vengono scannerizzate circa 2.400 pagine all’ora, per una media di 75mila al giorno.

Microsoft rinuncia a creare una grande biblioteca virtuale

→ D@di per Downloadblog.it

Sembra che Microsoft abbia deciso di lasciare a Google il campo libero per quanto riguarda le biblioteche virtuali e le “scannerizzazioni” di libri. Secondo quanto si apprende, digitalizzare libri e archiviare riviste accademiche non fa più parte dei piani della società per rilanciare il settore della ricerca, ha spiegato Satya Nadella, senior vice president della divisione Microsoft ricerca e pubblicità.

La decisione farebbe parte di una nuova strategia per cercare di guadagnare terreno dopo aver perso la possibilità – almeno per il momento – di acquistare Yahoo!. La software-house di Redmond, così, ha annunciato che chi cercherà versioni originali di libri, riviste o trattati sarà reindirizzato, da parte di Live Search, verso siti “esterni al gruppo Microsoft”.

Forse non tutti ricordano che la società di Bill Gates era entrata nel business del book-scanning nel 2005, iniziando a fornire materiali alla Open Content Alliance, mentre nel 2006 aveva annunciato un servizio di ricerca libri integrato a Msn.

L’unica differenza con Google verteva sul copyright: mentre Big G sta cercando di stringere accordi con i numerosi editori che inizialmente gli avevano fatto causa, Microsoft si era da sempre dedicata alla scannerizzazione dei libri di publico dominio o di quelli concessi dagli stessi editori.

Ora, invece, la decisione di abbandonare tutto. “Crediamo – continua la Nadella – che la prossima frontiera della ricerca dovrebbe vertere sullo sviluppo di un modello di business per il motore di ricerca, il consumatore e il partner commerciale”. Come per dire che da ora in poi bisognerà cercare di ottimizzare i propri profitti collegando, attraverso i risultati della ricerca, utenti e partner pubblicitari.

Fino ad ora Microsoft aveva digitalizzato circa 750mila libri e 80 milioni di articoli di giornali e riviste; le copie verranno donate agli editori stessi, che potranno decidere cosa farsene.

Di certo Microsoft vorrà dedicarsi di più al commercio elettronico e alla ricerca, ma in questo modo lascia praticamente campo libero a Google e al suo progetto Book Search.

L’allarme di Greenpeace: le consolle per videogiochi sono delle vere e proprie “bombe tossiche”

→ D@di per Geekissimo.com

Videogiocatori di tutto il mondo, fate molta attenzione. Le consolle davanti alle quali passate ore e ore per giocare ai vostri videogames preferiti potrebbero essere molto dannose e nocive per la salute. È quanto denuncia una ricerca dell’associazione ambientalista Greenpeace. Secondo lo studio, infatti, le consolle conterrebbero sostanze chimiche e metalli potenzialmente dannosi alla salute umana; inoltre, le aziende che le producono non starebbero facendo abbastanza per eliminare i componenti tossici e, quindi ridurre i rischi.

Tra le consolle che dovrebbero essere sostituite, la PlayStation 3 di Sony, la Xbox 360 di Microsoft e il Nintendo Wii (in pratica, tutte le più famose). Dando un’occhiata ai risultati dello studio, si evince ad esempio che sia la PlayStation 3 che la Xbox 360 contengono livelli considerati “molto alti” di ftalati: si tratta di sostanze chimiche che servono a rendere più “morbidi” i materiali flessibili, come le coperture di gomma dei cavi. Tra le sostanze tossiche, presenti anche il cloruro polivinilico, il berillio e il bromo.

In realtà le norme che vietano in Europa l’utilizzo di queste sostanze ci sono, ma si applicano solamente ai giochi. Le consolle, al contrario, sono esenti dal divieto, in quanto non sono classificate come giochi. “Per noi – ha detto Keina al-Hajj, responsabile della campagna di Greenpeace contro le sostanze tossiche – si tratta ancora di un giocattolo. E anche se non lo fosse, non vogliamo queste sostanze nei nostri prodotti. Al giorno d’oggi abbiamo a disposizione la tecnologia per produrre consolle pulite”.

Sotto accusa, dicevamo, anche la Nintendo. Secondo, Greenpeace, infatti, la società non avrebbe messo in atto alcuna strategia per il riciclaggio delle sostanze tossiche e quindi per la protezione dell’ambiente. Secondo la dottoressa al-Hajj, questo tipo di mancanze da parte di aziende come queste è decisamente grave: “È uno dei settori più innovativi del pianeta. È un’industria che cambia il nostro modo di vivere e se non accetta la sfida di diventare più responsabile nei confronti dell’ambiente e della salute le conseguenze potrebbero essere molto gravi per tutti”. Dal canto loro, tutte e tre le società difendono i loro prodotti, assicurando gli utenti che rispettano gli standard ambientali.

Ultime statistiche dai motori di ricerca: Google sale, giù tutti gli altri

→ D@di per Downloadblog.it

Sembra che la “lotta” per l’acquisto di Yahoo! da parte di Microsoft stia facendo rimanere in piedi solo un concorrente nel mondo dei motori di ricerca: Google. Secondo l’ultima classifica ComScore, Google rimane saldamente in testa per quanto riguarda la frequenza di utilizzo dei motori di ricerca, conquistandosi sempre di più la dicitura di “IL posto dove cercare”.

Secondo i dati relativi al mese di aprile, infatti, Google è cresciuta ancora (dal 59,8 al 61,1 per cento del mercato in un mese), mentre Yahoo!, Microsoft, Aol e Ask hanno perso, rispettivamente, lo 0,9, lo 0,3, lo 0,2 e lo 0,4 per cento. Come dire, più di sei utenti su dieci in tutto il mondo si affidano a Google per cercare su internet.

Vedremo ora, nei prossimi mesi, come reagirà il mercato, considerato che Microsoft intende sferrare (in primis tramite il suo nuovo servizio Cashback – attivo per ora solo negli Stati Uniti) un forte attacco a Google sul fronte della raccolta pubblicitaria.

Microsoft pagherà (più o meno) chi usa il suo motore di ricerca. Funzionerà, o è solo una mossa “disperata” anti-Google?

→ D@di per Geekissimo.com

Il potere di Google è ancora troppo spropositato rispetto a quello di Microsoft. E così la multinazionale di Redmond, a sorpresa, ha annunciato ieri che inizierà a pagare chi utilizzerà il suo servizio di ricerca Live Search per fare acquisti. Sì avete capito bene. In pratica, il colosso ha annunciato che rimborserà i clienti che acquisteranno online alcuni prodotti utilizzando il motore di ricerca Microsoft Live Search.

Il danaro, hanno spiegato, arriverà dalle tariffe che gli investitori pubblicitari pagheranno a Microsoft per vedersi comparire tra i primi risultati nelle ricerche. “Crediamo – ha spiegato Bill Gates in una conferenza stampa – che la ricerca può offrire sia agli utenti che agli investitori molte più possibilità di quante ne abbia ancora offerte, e con questo servizio puntiamo a diventare il servizio di ricerca commerciale più redditizio del Web“.

Al momento l’offerta sarà disponibile solo negli Stati Uniti. È previsto che le vendite al dettaglio online negli Stati Uniti raggiungano la cifra record di 335 miliardi di dollari all’anno nel 2012; tra l’altro, già ora il 68 per cento degli utenti che fa acquisti online arriva all’acquisto passando per un motore di ricerca.

Agli occhi di molti analisti, il programma di Microsoft sembra essere stato studiato apposta per raccogliere un po’ più di denaro dalla pubblicità, considerato il mancato accordo per l’acquisto di Yahoo! che ha portato l’azienda di Redmond sempre più lontana dal raggiungere gli ottimi risultati di Google. C’è addirittura chi si sbilancia, prevedendo che questa mossa porterà a una grande guerra dei prezzi tra Microsoft e Google.

Microsoft e Yahoo! iniziano a parlarsi di nuovo

→ D@di per Downloadblog.it

Ci risiamo, Microsoft e Yahoo! ricominciano a parlarsi. Dopo essersi ritirata dalla trattativa, che nelle scorse settimane l’aveva portata a offrire 47,5 milioni di euro per controllare il colosso di internet, Microsoft ha annunciato di aver avviato con i vertici di Yahoo! “trattative per un accordo alternativo a quello dell’acquisto dell’intera società, tentato negli ultimi mesi”.

Dalle scorse settimane, tra l’altro, è entrato nella partita anche il miliardario Carl Icahn, che ha acquistato 59 milioni di azioni del motore di ricerca (quindi circa il 4 per cento del totale) con la speranza di sostituire l’intero consiglio di amministrazione di Yahoo! per favorirne l’integrazione con Redmond (portando con sé, tra l’altro, anche molti azionisti).

Adesso il gruppo fondato da Bill Gates ha dunque affermato che sta valutando una nuova strategia, i cui contenuti sono al centro dei colloqui ripresi con Yahoo! e che chiaramente non sono ancora noti. Microsoft ha comunque assicurato che non sta “proponendo di dar vita in questo momento a una nuova offerta per l’acquisto” dell’intero motore di ricerca, anche se si riserva comunque ancora “il diritto di considerare questa alternativa”.

Guardare video mentre si “chatta”. Microsoft lancia Messenger Tv

Il servizio, gratuito, potrebbe rivoluzionare il modo di guardare i filmati in rete
In Italia accordi con Mtv, Sony e Ansa. 95 milioni di utenti potenziali nel mondo

ROMA – Guardare la televisione insieme, scegliere i programmi e commentarli, il tutto stando in due parti diverse del mondo. È possibile, da oggi, con “Messenger Tv”, un nuovo servizio internet lanciato da Microsoft che integra, all’interno del popolare client di messaggistica istantanea “Windows Live Messenger”, un vero e proprio canale televisivo. Il servizio, che da oggi è disponibile in oltre venti nazioni (ma non negli Stati Uniti), è frutto dell’accordo di Microsoft con reti televisive e multinazionali dell’intrattenimento, tra cui spiccano Mtv, Sony, Emi e Bbc.

Windows Live Messenger è un software gratuito, molto utilizzato soprattutto dai più giovani (in tutto il mondo ci sono oltre 95 milioni di utenti), che permette di “chattare”, cioè conversare a distanza utilizzando la tastiera del computer, con i propri amici collegati a internet dalle loro case o dai loro uffici. Fino ad oggi era possibile “chattare”, parlare e guardarsi attraverso una webcam, scambiare fotografie. Messenger Tv, invece, introduce una nuova funzione: quella, appunto, di guardare insieme e contemporaneamente uno stesso filmato, con la possibilità di metterlo in pausa o di commentarlo attraverso la chat, che rimane aperta sulla parte sinistra dello schermo del computer.

I video online sono esplosi in popolarità negli ultimi anni (basti guardare al fenomeno YouTube), ma fino ad ora non era possibile guardarli contemporaneamente da computer differenti; secondo Microsoft, la possibilità di guardare film insieme, anche da un capo del mondo all’altro, permetterà di creare una nuova “esperienza sociale” (fatta di reazioni e commenti) e attrarrà gli utenti che già spendono diverse ore al giorno guardando video online e conversando.

In Italia Messenger Tv, oltre a comprendere l’intero catalogo già presente all’interno del portale Msn di Microsoft, ha stretto un’alleanza con il canale musicale Mtv, e permetterà agli utenti di guardare spezzoni di diversi programmi, da “Very Victoria” a “Loveline”, a “Stasera niente Mtv” di Ambra Angiolini. Inoltre, grazie a una partnership con Mediaset, sarà possibile guardare i migliori programmi di Rete 4, Canale 5 e Italia 1. Su Messenger Tv si potranno anche vedere concerti in esclusiva, video musicali (grazie all’accordo, tra gli altri, con la Sony-Bmg), interviste e notizie dal mondo dello spettacolo, video divertenti e trailer cinematografici in collaborazione con Coming Soon Television. Spazio anche all’approfondimento, con i telegiornali Ansa e Agr e le notizie sportive di Sportal.

Una strategia, quella di Microsoft, che punta ovviamente a combattere lo strapotere di Google e di YouTube migliorando la propria raccolta pubblicitaria: già la Twentieth Century Fox e la Pepsi sarebbero interessate a pubblicizzare i loro prodotti su Messenger Tv. In particolare, il servizio ospiterà dei banner pubblicitari all’interno della finestra del software, e dei mini-spot (come già accade su Msn Video) prima dell’inizio di ogni filmato.

Per iniziare a guardare insieme la Tv bisogna avere l’ultima versione di Windows Live Messenger (il servizio almeno per il momento non è disponibile per gli utenti Mac); poi, in una qualsiasi finestra di conversazione, basterà fare click sul pulsante in alto “attività” e selezionare “Messenger Tv”.

I “patiti” dell’informatica, i cosiddetti “early-adopters”, spendono molto più tempo con Microsoft che non con Google, Facebook, Skype…

→ D@di per Geekissimo.com

Quando i patiti dell’informatica si siedono al computer quali software utilizzano? E di quali appicazioni Web o siti si servono? Stando a una nuova ricerca, tutte applicazioni Microsoft: Outlook, Office e Msn. Lo studio è stato effettuato utilizzando il servizio RescueTime, l’applicazione di produttività che monitora l’ammontare di tempo che un utente spende per ogni applicazione disponibile sul proprio computer.

Il sondaggio è stato effettuato su 30mila utenti (molti dei quali cosiddetti “early-adopters”, cioè i patiti di internet, computer&tecnologia che prima degli altri amano provare nuovi prodotti e servizi) e tiene in considerazione poco più di 475mila ore di lavoro. E così si scopre che Gmail, Facebook e Skype, applicazioni considerate “utilizzatissime” nel mondo di internet, vengono sì utilizzate, ma comunque meno le applicazioni Microsoft. Ma che cosa vuol dire questo?

Secondo gli analisti, tra i patiti di computer, le applicazioni desktop ancora sono fondamentali, anche se le applicazioni Web iniziano a prendere piede in termini di utilizzo giornaliero. Se andiamo ad analizzare la classifica, le tre applicazioni più usate su larga scala sono Outlook, Word e Gmail. A seguire: Excel, Msn Messenger, Facebook, Mail (Apple), Visual Studio, Thunderbird, Google.com, iTunes, YouTube, Google Reader, Photoshop, PowerPoint, Skype, Adium (incredibile!), Blocco note di Windows, Wikipedia e, primo dei giochi, World of Warcraft.

Aggregando i dati delle singole società, a sopresa scopriamo che Microsoft è ancora prima con il 41 per cento del tempo, mentre Google (tra siti e applicazioni Web) prende circa il 17 per cento del tempo. Per quanto riguarda i siti, Facebook come vediamo Facebook guida la classifica superando di circa tre volte la versione inglese di Wikipedia. Sorpresa delle sorprese? Beh forse ce l’aspettavamo: YouPorn ottiene un buon piazzamento, con lo 0,15 per cento del tempo dei navigatori!

Microsoft aiuterà la polizia a “crackare” i computer

→ D@di per Geekissimo.com

Microsoft ha annunciato di aver sviluppato un piccolo plug-in che gli investigatori potranno utilizzare per estrarre facilmente i dati personali dai computer che potrebbero essere stati usati per svolgere crimini. Un software che bypassa tutti i sistemi di sicurezza di Windows e che dà alla polizia un potere completo di accesso a qualunque computer. Molte associazioni di utenti sono già in rivolta, e c’è già chi parla di ulteriore motivo per non scegliere Windows.

Il software si chiama COFEE (Computer Online Forensic Evidence Extractor) ed è stato distribuito a più di duemila agenti delle polizie di tutto il mondo (15 paesi, non si sa se c’è anche l’Italia) sotto forma di “pennetta” Usb. Il drive contiene 150 comandi che facilitano – e di molto – la raccolta di prove digitali, che secondo gli esperti stanno diventando sempre più fondamentali per risolvere i casi di cronaca. E così si va dal decrittaggio di password all’analisi dell’attività internet di un computer.

Inoltre, il software è molto utile perché permette di accedere a tutti i dati personali del computer direttamente nel luogo in cui il computer si trova: non c’è, così, più bisogno di sconnettere il computer dall’alimentazione e dalla rete, con potenziale perdita di dati. Insomma: siamo sicuramente di fronte a un software molto potente e molto utile, soprattutto per gli esperti informatici delle varie polizie.

Ma pensiamo solo un attimo: se anche solo una di queste “pennette” Usb venisse rubata e il suo contenuto venisse messo su internet, magari su eMule, cosa succederebbe? Succederebbe che tutti i sistemi Windows, anche quelli degli uffici, si troverebbero a rischio da un momento all’altro, dando la possibilità anche a criminali non troppo eruditi di crackare password e venire a contatto con dati sensibili. Che ne pensate?

Da Microsoft arriva Messenger 7 per Mac (ma che delusione)

→ D@di per Geekissimo.com

Come hanno preannunciato puntualmente i nostri “cugini” di Melablog.it, è da oggi disponibile la versione 7 di Messenger per Mac. Che – diciamolo subito – si sta già portando dietro diversi commenti negativi tra gli utenti della Mela.

Facciamo un passo indietro: Messenger per Mac non è identico – come molti potrebbero immaginare – al Messenger che si usa su Windows, ma ha diverse funzioni in meno. Oltre a non supportare alcuni tipi di animazioni/buzz/faccine (e vabbè, mica è indispensabile!) non supporta però nemmeno la chat audio/video. Per questo in molti fino ad ora sono passati ad utilizzare software alternativi come aMsn.

Oggi, dicevamo, è stato rilasciato Messenger 7 per Mac, ma ci troviamo ancora una volta davanti a una piccola delusione: la chat audio/video, infatti, continua a non essere disponibile. Anzi, lo è, ma solo all’interno di un network corporate implementato con Communications Server 2007; solo più avanti, spiegano da Redmond, sarà possibile utilizzare la videoconferenza con tutti.

Oltre alla grafica migliorata, tra le nuove caratteristiche (queste sia per account “normali” che aziendali) anche il supporto al protocollo Bonjour per chattare all’interno di reti locali e private, un nuovo strumento per la ricerca dei contatti e la possibilità di cambiare il nick ai propri contatti.

Messenger 7 per Mac, in italiano, è gratuito ed è scaricabile da qui.

Microsoft, nuove speranze per chi preferisce Xp a Vista

→ D@di per Geekissimo.com

Siete dei “felici” utenti di Windows Xp e, acquistando un computer nuovo non volete che ci sia installato Vista? Anche se Vista è un sistema operativo di gran lunga più sicuro, più curato e più moderno di Xp, sono in moltissimi a pensare che Xp funzioni meglio e sia più veloce. Proprio a chi la pensa così oggi diamo una buona notizia.

Sembra, infatti, che Microsoft stia ripensando la decisione di non vendere più Windows Xp dopo giugno. E questo a causa della grande domanda che continua ad esserci verso questo sistema operativo. Steve Ballmer, ceo di Microsoft, ha comunque confermato che la maggior parte della gente che acquista nuovi computer vuole Windows Vista come sistema operativo.

I felici utenti di Xp, però, negli ultimi mesi hanno scritto centinaia di post e firmato decine di petizioni per evitare che il loro sistema operativo preferito venga mandato fuori produzione dopo il 30 giugno. Ballmer, in ogni caso, ha cercato di arginare il problema, spiegando che i clienti che preferiscono Xp a Vista sono soprattutto uffici e tecnici che avrebbero problemi a installare Vista su macchine un po’ obsolete.

In realtà sono oltre 160mila le persone che hanno firmato la petizione online “Save Xp Web petition”, per chiedere che Xp sia prodotto e supportato fino al 2010. Tra voi lettori di Geekissimo c’è qualcuno che per ora preferisce restare a Windows Xp o che, acquistando un nuovo computer, vorrebbe evitare di avere a che fare con Vista? E perché questa decisione? Fateci sapere, se vi va, nei commenti.

Office 2007, 122mila errori al test OOXML

→ D@di per Geekissimo.com

Office 2007, la suite da ufficio di Microsoft che ultimamente sta riscontrando buoni risultati di vendita, deve fare i conti con una brutta notizia: i circa 122mila errori ottenuti in due test OOXML. Secondo Alex Brown, che sta a capo della sezione dell’International Organization for Standardization (Iso) che si occupa di gestire gli standard dei formati Office Open XML, i documenti creati con Office 2007 non soddisfano le specifiche del formato.

In particolare, i documenti Word generati dalle versioni di Office (e salvati, aggiungiamo noi, come .docx) non sono conformi all’ISO/IEC 29500. Secondo l’ideatore dell’XML, Tim Bray, Microsoft “potrebbe non avere alcun interesse a rimanere conforme in modo pieno allo standard OOXML, così come è stato pensato dall’ISO”. Più ottimista Brown, secondo cui Microsoft provvederà presto ad aggiornare la propria suite per renderla pienamente compatibile.

Il problema, secondo molti analisti, è che Microsoft potrebbe disattendere queste speranze, adeguando magari solo in parte i propri sistemi, dando cioè ai propri clienti uno standard OOXML magari poco compatibile con software concorrenti. Tra l’altro, per un completo adeguamento, Microsoft dovrebbe riscrivere numerose righe di codice dell’applicazione.

Per quanto riguarda gli errori, dicevamo, ce ne sono stati circa 122mila, per un totale di 17MB. Poco soddisfatti dall’Iso: “Non è possibile – spiegano – continuare a giocare al gatto e al topo con Microsoft: gli standard sono fatti apposta per evitare situazioni del genere”.

Microsoft aggiorna e migliora le proprie mappe

→ D@di per Downloadblog.it

Microsoft ha recentemente rilasciato un corposo aggiornamento per i suoi sistemi di visualizzazione mappe: il web-based Windows Live Maps e il software Virtual Earth. Dategli un’occhiata perché alcune funzionalità sono davvero belle, e a mio avviso ho trovato anche una maggiore velocità di rendering e visualizzazione rispetto alle mappe di Google.

Tra le novità principali una migliarata navigazione 3D, che permette “a volo d’uccello” di volare sui tetti e sulle strade delle città (anche italiane), e la possibilità di esportare i propri dati Gps in diversi formati (Kml, Gpx, GeoRSS).

Migliorate anche le texture, e anche la visualizzazione del traffico in diretta è stata resa più accurata grazie a una nuova tecnologia in grado di prevedere il traffico (il che dà la possibilità, nel calcolare un percorso, di scegliere anche quello meno “incasinato”).

Sul blog ufficiale di Microsoft la lista dettagliata di tutte le altre migliorie. Che ne pensate?

Come leggere i file .docx di Word 2007(Pc) / 2008(Mac) senza avere Word né internet

→ D@di per Downloadblog.it

Avete mai avuto bisogno di leggere un documento Word salvato con l’edizione 2007 (per Pc) o 2008 (per Mac), senza avere un computer con Word nuova edizione installato né collegamento a internet?

Come sapete, il nuovo formato .docx è diffcilmente leggibile dalle vecchie versioni del software di casa Microsoft, ma c’è un modo molto semplice per leggerlo (senza editarlo, ovviamente) tramite un browser o qualsiasi editor di testo.

Il trucco è davvero semplice: basta rinominare l’estensione del nostro file da .docx a .zip. Dopodiché apriamo il file .zip che abbiamo appena creato e all’interno della cartella Word cerchiamo il file chiamato document.xml.

Apriamo il documento .xml con qualsiasi browser o editor di testo, e il gioco è fatto. Unico problema: all’interno del file .xml non potrete vedere gli stili, ma vedrete solo il testo. Si tratta, in ogni caso, di un’utile procedura di emergenza se non riusciamo in nessun modo ad aprire il file.

Microsoft, una nuova stangata da parte dell’Unione Europea: 899 milioni di euro di multa

→ D@di per Geekissimo.com

Nuova super-multa da parte dell’Antitrust europea nei confronti della Microsoft. L’azienda di Redmond dovrà sborsare ben 899 milioni di euro “per aver continuato ad abusare della sua posizione dominante” anche dopo la condanna (ricorderete tutti) da parte della Commissione nel marzo 2004, che costò a Bill Gates un’altra multa (questa volta più “leggera”, da 497 milioni). Secondo l’Europa, insomma, il gigante statunitense avrebbe dovuto assicurare entro il 22 ottobre scorso l’interoperabilità, mettendo a disposizione dei grandi gruppi concorrenti, a prezzi ragionevoli, la documentazione necessaria a sviluppare software in grado di comunicare con quelli Microsoft.

Così, però, non è stato. Secondo il commissario europeo alla concorrenza, Neelie Kroes, che ha parlato di “atteggiamento inaccettabile”, “l’azienda ha continuato a violare le regole, cedendo brevetti e licenze a carissimo prezzo e soffocando così l’inovazione delle altre imprese”. Siamo ormai alla terza multa in quattro anni, pari a circa 1,7 miliardi di euro. Senza contare che sono in corso altre due indagini dei servizi antitrust dell’Ue, tese a verificare la disponibilità di Microsoft nel mettere le sue tecnologie al servizio della concorrenza.

Tra queste, un’indagine andrà a verificare se veramente Microsoft voglia impedire ad altri sistemi di dialogare con i propri, a partire da Office. L’altra, invece, parte da una denuncia della società che sviluppa il browser Opera sull’egemonia, in Windows, del browser Internet Explorer. Proprio alcuni giorni fa vi avevamo riferito di un’apertura di Microsoft verso la concorrenza. Tuttavia, spiega ancora il commissario europeo, “non vogliamo solo belle parole, ma i fatti e il rispetto delle regole.

Un’altra “bella” stangata, dunque, per la società produttrice di Windows e Office. Come spiegano molti commentatori “parlare è gratuito, mentre il rispetto delle regole costa un sacco di soldi”. Ovviamente non siamo in grado di capire se per Microsoft una multa del genere può davvero rappresentare un problema, o se si tratti di “bruscolini” a fronte dei guadagni provenienti dalle licenze dei software. Tuttavia, mai come ora e dopo l’ennesima multa credo, personalmente, che Microsoft dovrà decidersi una volta per tutte a rispettare le regole e a comportarsi secondo gli standard europei e mondiali. Immagino siate tutti d’accordo, vero?