Prima e dopo il muro

Ieri al museo di Roma in Trastevere ho visitato la mostra fotografica “Prima e dopo il muro”, tutta dedicata alla città di Berlino prima, durante e dopo l’innalzamento del muro.

Una mostra che consiglio a tutti, non solo agli appassionati di storia o di fotografia, soprattutto per la qualità degli scatti (molti vengono da agenzie fotografiche come Magnum o Contrasto e sono di fotografi famosi come, solo per citarne uno, Cartier-Bresson). Ma anche per i racconti, al lato delle fotografie, della vita quotidiana nella Berlino di vent’anni fa, presi da libri, giornali, dispacci di agenzia, telegiornali.

Bellissimo scoprire, tramite le immagini, le nette differenze tra Berlino Est e Berlino Ovest, la curiosità degli abitanti di vedere cosa ci fosse oltre la “cortina di ferro”, le misure di sicurezza messe in atto dalla temutissima Vopos (la forza di polizia della Rdt), l’abbraccio di amici e dei parenti ricongiunti dopo la caduta del muro, i bambini che giocano a pochi metri dai carri armati.

Un modo per venire a contatto con un periodo storico allo stesso tempo lontano e vicino al nostro, che ha cambiato per sempre il rapporto tra Oriente e Occidente.

(Foto da Flickr)

Una sigaretta gigante al centro di Roma. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Per “toccare con mano” i danni provocati dal tabagismo, a Roma la fondazione Veronesi propone un vero e proprio viaggio multisensoriale. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità in Italia fumano 11,2 milioni di persone. Numeri leggermente inferiori a quelli del 2007, ma che comunque sono causa di oltre 80mila decessi ogni anno.

Pubblicità in mostra. "Quella campagna è da censurare"

La mostra ripercorre 40 anni di campagne che hanno fatto discutere
Da Ikea alle immagini di Oliviero Toscani. Viaggio nel “comune senso del pudore”

Stazione Termini, fermata censura
le pubblicità “vietate” del Giurì

di DANIELE SEMERARO

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ROMA – Un sacerdote e una suora molto avvenente che si baciano, la bevanda alcolica che rende belli e felici, immagini allusive di donne in pose languide. Foto e video cruenti e scioccanti, osé o politicamente scorretti. Sono le pubblicità censurate dall’Iap, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, che si possono ammirare al mezzanino giallo della stazione Termini di Roma. La mostra, “Pubblicità con giudizio. 40 anni di pubblicità vista dal Giurì”, è stata visitata con successo da oltre un milione di persone lo scorso anno alla Stazione Centrale di Milano.

“È la prima volta – spiegano dallo Iap – che tante campagne sottoposte al giudizio disciplinare vengono esposte con sistematicità e corredate dai motivi della decisione. Con questa iniziativa vogliamo intensificare il dialogo con i cittadini, che sono i principali segnalatori delle pubblicità ritenute scorrette, sia coloro che beneficiano delle decisioni autodisciplinari, in quanto vedono scomparire o modificare i messaggi dichiarati dal Giurì scorretti”. Tra gli obiettivi della mostra anche quello di mettere in luce l’impegno assunto dagli operatori di pubblicità nel farsi carico della loro quota di responsabilità sociale per rendere migliore la comunicazione commerciale.

Il percorso, uno spaccato della cultura e dell’evoluzione del senso del pudore della società italiana negli ultimi quarant’anni, tratta alcuni temi significativi della comunicazione, illustrando il delicato compito della valutazione dei messaggi pubblicitari e offrendo al pubblico un inedito “dietro le quinte”. La mostra si apre con una sezione dedicata ai minori, “I bambini ci guardano”, dov’è possibile osservare pubblicità che propongono bambini in atteggiamenti maliziosi oppure spot in cui i figli mostrano segni di ribellione (giudicata “eccessiva”) verso i genitori: “Mamma, o mi dai questa crema o non mangio!”. Tra i più discussi, anche uno spot dell’Ikea con il quale s’intendeva promuovere lo spazio gioco per i più piccoli presenti in ogni megastore del gruppo: “I bambini lasciateli tra le palle a noi”, con l’allusione ai cestoni pieni di sfere colorate. A seguire, le campagne censurate di prodotti di bellezza, farmaceutici o parafarmaceutici (tra cui quelle di pillole o affini che promettono un rinvigorimento delle prestazioni sessuali a ogni età) fino ad arrivare a quelle irriverenti nei confronti della Chiesa di Oliviero Toscani.

La mostra, al cui interno sono presenti oltre 50 tra manifesti e spot televisivi bloccati, è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 22 e chiuderà il 31 marzo.

(Nella foto: la campagna di Oliviero Toscani per Benetton)

Roma, in mostra registri e documenti scolastici d'epoca

Si inaugura oggi al salone centrale del Complesso del Vittoriano a Roma la mostra “Dagli archivi delle scuole romane”, che resterà aperta ad ingresso gratuito fino all’11 giugno. Al progetto hanno aderito numerosi istituti della città, che apriranno i loro archivi. In mostra registri scolastici, verbali, libri, fotografie d’epoca, filmati e antichi strumenti di laboratorio.

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