Olanda, chiuso il sito sul quale sarebbe stato “proiettato” un film considerato anti-Islam

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Arriva dagli Stati Uniti e l’Olanda una notizia che sta facendo molto discutere e di cui mi piacerebbe conoscere il vostro parere. Il provider americano Network Solutions ha sospeso un sito, regolarmente registrato dal deputato olandese di estrema destra Geert Wilders, in cui il politico avrebbe voluto pubblicare e rendere disponibile per la visione in streaming o il download il suo film “Fitna” (”La discordia”, in arabo) giudicato anti-islamico.

Fino a ieri il sito riportava la copertina di un Corano su fondo nero con la scritta: “Tra poco: Fitna”. Il film olandese, così come – lo ricorderete sicuramente – le vignette su Maometto pubblicate su alcuni quotidiani danesi, aveva scatenato nelle ultime settimane aspre proteste in tutto il mondo da parte dei fondamentalisti islamici.

Attualmente, collegandosi al sito Fitnathemovie.com, appare un messaggio di Network Solutions che spiega che il sito è stato sospeso in attesa che il provider verifichi che il contenuto del film non violi le regole di utilizzazione del sito. Assunto che siamo tutti d’accordo che non è giusto screditare i fedeli delle altre religioni e le altre religioni stesse, qui però ci troviamo di fronte a due importanti fattori.

Il primo è che si tratta di cinema, quindi di una forma d’arte, e bisognerebbe allora interrogarsi sulla legittimità di censurare un film, soprattutto su internet, dove vige la massima libertà di espressione. La seconda è che il deputato ha comprato uno spazio Web e, in teoria, dovrebbe poter fare ciò che vuole. Ovviamente non stiamo difendendo il deputato, perché né il sottoscritto né la redazione di Geekissimo condividono le sue idee, né attaccando i fedeli musulmani. Ma mi piacerebbe, rimanendo neutrale, sapere cosa ne pensate.

Le emozioni delle tue foto con Gladorsad

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Il servizio Web che vi segnalo oggi è davvero molto particolare. Si chiama Gladorsad.com (che suona un po’, dall’inglese, come “allegro o triste”) e analizza semplicemente le fotografie che gli “diamo in pasto”, dandoci tutta una serie di statistiche sulle emozioni che, secondo il sistema, la persona sta provando (felicità, sorpresa, disgusto, paura, tristezza, ecc…).

Il servizio, gratuito, è nato in collaborazione con l’università di Amsterdam. Funziona così: noi “uploadiamo” la nostra foto, che va a finire in una galleria. Gli utenti, poi, votano le foto migliori della galleria, e quelle che risultano vincitrici vengono analizzate dal sistema.

È possibile anche giocare con le foto, dando noi dei giudizi: e così ci verranno fatte vedere delle immagini e ci verrà chiesto, ad esempio: “Questa persona ti sembra triste?” e noi dovremo rispondere di sì o di no, in modo che il computer imparerà ancora meglio a riconoscere le foto.

Unica pecca: il sito è olandese e la parte in inglese non è eccessivamente accurata, soprattutto nelle spiegazioni (praticamente assenti) del funzionamento del servizio.

Ah, secondo Gladorsad.com la Monna Lisa era contenta all’83 per cento…

Olanda, il surplus dei musei in vendita sul web

Smerciare opere d’arte sul web è un reato. Ma non in questo caso: parte della collezione nazionale d’arte olandese andrà in vendita su internet attraverso il sito di aste online eBay. La collezione comprende oltre mille tra quadri, statue e altri oggetti.

All’iniziativa, la più grande fino ad ora mai intrapresa, prendono parte cinque musei, che metteranno in vendita sul web ogni settimana cinquanta opere “senza una grande rilevanza artistica né storica”.

“Conservare le opere d’arte ha un costo molto elevato”, ha risposto l’Icn (Institut Collectie Nederland) a quanti, tra artisti o appassionati, gridavano allo scandalo. “Inoltre le opere in vendita non sono esposte da più di cento anni e non rientrano in alcun modo nelle collezioni in mostra nei musei. Per arrivare alla scelta – assicurano – abbiamo studiato approfonditamente ogni opera, e non è detto che un pezzo che oggi ha poco valore non ne possa avere uno molto maggiore in futuro”.

Olanda, la pubblicità si fa sulle pecore


Le pecore saranno i nuovi cartelloni pubblicitari a basso costo del futuro. Accade in Olanda, dove la società di prenotazioni alberghiere online “Hotels.nl” ha iniziato a “vestire” numerosi ovini (in tutto il Paese sono 144, sparsi per le strade più trafficate) con un tessuto blu con impresso il logo dell’azienda. Il costo? Un euro al giorno per pecora. I “vestiti” sono costituiti da uno strato di citronella, per allontanare gli insetti, e da strisce di velcro che permettono un veloce ricambio dei loghi. L’iniziativa non è passata inosservata, soprattutto nella città di Skarteslan, che ha multato “Hotels.nl” per aver violato la legge locale sulle pubblicità lungo le strade a lunga percorrenza.