A Roma le finali italiane delle Olimpiadi dei videogiochi

 

Si concludono oggi a Roma le selezioni nazionali dei finalisti che parteciperanno a novembre a Colonia alle Olimpiadi dei Videogiochi. A sorpresa a gareggiare a colpi di joystick e tastiera non sono soltanto i più giovani.

Il mio servizio per Sky Tg24. Domani lunedì 6, nella pagina dello Spettacolo delle 11.45, la versione lunga del servizio.

La Cina blocca anche Sourceforge.net

→ D@di per Downloadblog.it

Gli sviluppatori cinesi ieri si sono svegliati con una brutta notizia: Sourceforge.net, il più grande archivio online di codici, progetti e applicazioni open-source, sembra essere da diverse ore bloccato in gran parte del Paese. La causa del blocco potrebbero essere le numerose proteste contro il governo cinese all’alba delle Olimpiadi che, come sapete, inizieranno l’8 agosto.

Ma cosa c’entra Sourceforge.net? C’entra poco in realtà, e come spesso accade si è fatto di tutta l’erba un fascio: il gruppo di programmatori che sta dietro a uno dei più grandi progetti, Notepad++, è capofila, come si legge anche nella home-page, di una campagna volta a boicottare la Cina e le Olimpiadi di Pechino.

“Non si tratta – ha spiegato lo sviluppatore capo – di una protesta contro i cinesi, ma contro il governo cinese e la sua politica repressiva nei confronti del popolo tibetano”. Intanto, però, da Pechino è stato deciso di censurare tutto l’enorme archivio, bloccando così, di fatto, il lavoro di tanti programmatori cinesi.

A rischio i computer di altleti/giornalisti/governativi che si recano a Pechino per le Olimpiadi?

→ D@di per Geekissimo.com

Le agenzie statunitensi che si occupano di sicurezza nazionale hanno lanciato un allarme a tutti coloro (businessmen, giornalisti, atleti, personale governativo, etc) che si recheranno a Pechino in agosto per seguire le Olimpiadi: i computer portatili o altri apparecchi in grado di comunicare e gestire la posta elettronica potrebbero “essere penetrati da agenti di sicurezza cinesi che mirano a rubare segreti governativi americani o a impiantare bug per infiltrarsi nelle reti statunitensi”. L’allarme ci sembra quanto meno esagerato, ma bisogna comunque tenerne conto.

Stando a quanto riporta l’Overseas Security Advisory Council, “il governo cinese utilizza lo spionaggio elettronico per entrare facilmente nei computer personali o appartenenti ad enti governativi“. Per questo, gli apparecchi lasciati incustoditi anche per qualche minuto in alberghi o in aeroporto potrebbero essere in brevissimo tempo avvicinati da gente addestrata per non farsi scoprire e “penetrati” con dei software maligni in grado, successivamente, di trasferire tutte le informazioni presenti sull’hard-disk. Ma non è tutto.

Considerato, infatti, che la Cina controlla la rete internet, computer e palmari potrebbero essere penetrati anche da remoto. E c’è già chi ipotizza che agenti dell’Fbi ai viaggiatori che tornano dalle Olimpiadi controllino il contenuto del computer per verifiare se effettivamente è stato installato qualche programma non autorizzato.

L’ambasciata cinese non ha smentito né confermato l’allarme e si è limitata a un “no comment”, anche se il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang ha spiegato che “le accuse dello spionaggio cinese nei confronti degli Stati Uniti è insensato e non si fonda su alcuna base veritiera”.

La Cina non garantisce che internet sarà “completamente aperta” durante i giorni delle Olimpiadi

→ D@di per Geekissimo.com

Ci ritroviamo spesso a parlare di Cina, diritti umani e connessioni a internet. Come sapete in Cina è in azione una forte repressione nei confronti di blog e servizi “social” e Web 2.0 per evitare che dissidenti o esponenti politici dell’opposizione parlino male del governo su internet. In particolare oggi ci occupiamo di Olimpiadi, che si svolgeranno proprio il prossimo agosto a Pechino.

Secondo quanto riferito dal ministero della Tecnologia cinese, il Paese non garantirà lo stop alla censura nei giorni delle Olimpiadi, pur rassicurando tutti i giornalisti e reporter che saranno presenti alla manifestazione che i loro computer e le reti messe a loro disposizione funzioneranno correttamente. Insomma, tutto sembra andare verso una direzione: la censura non si arresterà e probabilmente solo gli uffici destinati agli operatori dell’informazione (in teoria) non saranno schermati.

“La Cina – ha spiegato il ministro della Tecnologia, Wan Gang – è sempre molto cauta quando si parla di internet. Non abbiamo ancora informazioni chiare su queli siti saranno chiusi o oscurati, ma il nostro primo dovere è quello di preservare l’integrità dei giovani“. Le dichiarazioni arrivano un mese dopo che il Comitato Olimpico internazionale ha chiesto alla Cina di lasciare liberi il più possibile i giornalisti di girare e documentare i giochi in maniera piena.

Tra l’altro, tra le richieste del Cio c’era proprio la temporanea sospensione del Great Firewall of China, il “Grande Fratello” che controlla l’accesso dei cinesi ai siti internet. In realtà – aggiungiamo noi – il fatto che la Cina voglia continuare, anche durante i Giochi, a schermare i siti che oltraggiano la pubblica decenza non è un buon fattore: chi può dire quali siti oltraggiano la decenza? La definizione è in effetti troppo vaga. Staremo a vedere, mancano ormai pochi mesi.

Il percorso della fiamma olimpica su Google Maps

→ D@di per Downloadblog.it

Mancano ormai poco più di 100 giorni alle Olimpiadi che si svolgeranno a Pechino, in Cina, dall’8 al 24 agosto prossimi. E, come ogni edizione che si rispetti, è iniziato anche il viaggio della Torcia olimpica (accompagnato, come sicuramente saprete, dalle polemiche per la situazione politica in Tibet e, in generale, per il rispetto dei diritti umani tante volte violato dalla Cina).

Ma dove si trova oggi la fiamma olimpica, che attraverserà molti stati del mondo? Per scoprirlo, Google ha creato un’apposita pagina che sfrutta le potenzialità di Google Maps per indicare, giorno dopo giorno, il percorso effettuato e quello ancora da effettuare.

Non è tutto: è stato anche creato un nuovo layer su Google Earth che permette anche di esplorare città dopo città visualizzando immagini, monumenti e palazzi in 3D e altre informazioni utili.

Wwf, ai Giochi la sufficienza

A due giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali l’associazione ambientalista
ha dato le prime valutazioni sull’impatto delle nuove strutture costruite

Wwf, sufficienza ai Giochi di Torino
“Ma i punti negativi sono ancora pesanti”

Tra le opere criticate, la pista per il Bob e quelle per il salto del trampolino (“due cazzottoni”)
Giudizio sospeso per le strutture temporanee. Rassicurazioni dagli organizzatori

di DANIELE SEMERARO

TORINO – Il voto del Wwf sulle Olimpiadi di Torino è “sufficiente”. A due giorni dall’inizio dei Giochi invernali l’associazione ambientalista ha espresso le prime valutazioni sull’aspetto organizzativo e regolamentare e sull’impatto ambientale “anche se – spiegano – una vera e propria analisi potrà essere fatta solo alla fine dell’evento”. Nel rapporto “Ghiaccio, neve, città”, dunque, il Wwf dà un giudizio tutto sommato positivo anche se a sospendere ogni verdetto “c’è la necessità di comprendere cosa avverrà delle strutture temporanee realizzate nei siti di montagna” (come tribune, bagni, area media e sponsor).

Gli elementi positivi riguardano innanzitutto la destinazione post-olimpica di alcuni impianti, la coerenza col piano regolatore ed i principi di bioarchitettura con cui è stato costruito il Villaggio Olimpico torinese. A questo si può anche aggiungere lo sforzo fatto un po’ ovunque per utilizzare impianti e strutture esistenti, per la localizzazione in aree urbane di gran parte di quelle nuove, la riduzione dei bacini di innevamento al minimo necessario, la predisposizione di una serie di piani di sostenibilità (tra cui il piano trasporti, il piano rifiuti e il piano acque).

Tra i punti negativi, invece, il Wwf “pur prendendo atto degli sforzi fatti nella ricerca di una possibile compatibilità dei Giochi, mette sul piano della bilancia gli aspetti che intaccano gravemente l’ambiente montano”. In particolare, spiegano, “si sono volute costruire in aree delicate e di pregio ambientale impianti imponenti – definiti dal segretario aggiunto del Wwf Gaetano Benedetto due “cazzottoni ambientali” – per due discipline sportive assai poco praticate nel nostro Paese, come la pista del Bob e quelle del trampolino per il salto”. Per i trampolini non sarebbe stata rispettata la cosiddetta “opzione zero” (in gergo, il non intervento) in considerazione della vicinanza con gli impianti francesi di Abertville. Inoltre, “sono stati realizzati tre trampolini per l’allenamento non previsti e non necessari, ignorando così i vincoli idrogeologici, quelli paesaggistico-ambientali e la possibile interferenza con zone tutelate d’interesse comunitario.

Altro aspetto critico sarebbe quello dell’innevamento artificiale: “Per innevare con uno spessore di neve artificiale di appena 30 centimetri un’area di 5,5 milioni di metri quadrati – spiegano dal Wwf – si calcola che si dovranno consumare almeno 825 mila metri cubi d’acqua”.

E le critiche non si fermano nemmeno davanti al già “maltrattato” fuoco olimpico: il braciere, in particolare, è accusato di consumare troppo. Per il Wwf, così, si potrebbero ridurre i consumi facendolo diventare “simbolo di sostenibilità: mentre ora farà bruciare per 15 giorni 8 mila metri cubi di metano all’ora, quanto serve in un anno a un paese di 3500 abitanti”.

“Il Wwf – conclude il comunicato – pur ritenendo l’esperienza di Torino complessivamente positiva rispetto ad esperienze analoghe anche recenti, auspica che debbano essere gli stessi Comitati olimpici internazionali e nazionali a centrare con maggiore efficacia l’obiettivo ambiente, soprattutto se eventi sportivi così complessi avvengono in luoghi sensibili come le Alpi, protette da un’apposita Convenzione internazionale”, ha detto Gaeteano Benedetto, Segretario aggiunto di Wwf Italia.

Secca invece la risposta di Mimmo Arcidiacono, presidente dell’Agenzia Torino 2006, che ha realizzato le due opere più contestate: “Direi che i cazzottoni se li sono dati loro: il trampolino è citato ad esempio nel mondo come poco impattante, tanto che non si vede dall’altra parte della valle. Per la pista temporanea di bob, mi chiedo con quale tecnologia inedita vogliano realizzarla, perché oggi non ne esistono”. Sulle strutture temporanee la competenza, invece, è del Toroc. Roberto Saini, responsabile ambiente del comitato organizzatore, tranquillizza così il Wwf: “Cominceremo a smontare le strutture temporanee dal giorno dopo la fine dei Giochi, il 27 febbraio”.

(8 febbraio 2006)

Le norme sulle droghe leggere inserite nel decreto Olimpiadi


Se approvata, la legge prevede pene da sei a vent’anni anche per
la detenzione di droghe leggere. Giovanardi: “Abbiamo posto la fiducia”

Legge sulla droga nel decreto Olimpiadi
L’Unione: “Faremo battaglia durissima”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Alcune norme del disegno di legge Fini sulle droghe leggere potrebbero entrare in vigore già nelle prossime settimane, inserite nel maxiemendamento del governo per assicurare la sicurezza alle Olimpiadi invernali di Torino. Come riferito dal ministro Giovanardi, il governo ha posto la fiducia.

Le novità. Se il decreto sarà approvato, potranno essere applicate pene da sei a vent’anni se si importa, esporta, riceve, acquista o detiene una sostanza stupefacente per uso non esclusivamente personale. Le quantità sono ancora da definire, ma (questo è uno dei temi più scottanti dello scontro politico) non vi sarà più alcuna distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere. Chi detiene un quantitativo inferiore, tabelle alla mano, per uso personale, potrà essere sottoposto a sanzioni amministrative, come la sospensione della patente di guida, del porto d’armi, del passaporto, del permesso di soggiorno per motivi turistici (o, nel caso di cittadino extracomunitario non lo otterrà mai). Nel maxiemendamento, inoltre, compaiono anche una serie di norme che incidono sul processo penale e di esecuzione di pena guardando alla funzione riabilitativa e al recupero di indagati, imputati o condannati come tossicodipendenti.

La protesta. “Un colpo di mano” per imporre una visione autoritaria: così ha commentato Rosi Bindi, deputata della Margherita, parlando di “norme poliziesche che affrontano il contrasto alle tossicodipendenze in modo assolutamente inadeguato e osteggiate dalla stragrande maggioranza degli operatori e delle comunità di recupero”. Dello stesso avviso il senatore Guido Calvi, capogruppo Ds in commissione Giustizia: “Questa legislatura è stata segnata soltanto da strappi istituzionali, ma pensare di concluderla con un voto di fiducia che inserisce in un decreto sulle Olimpiadi di Torino una nuova legge sulle droghe è davvero troppo”, mentre Giovanni Russo Spena, di Rifondazione, annuncia “una battaglia durissima” contro “una legge assurda”. Parole molto forti arrivano anche dal segretario di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti: “Quello che offende è che per ammiccare alla parte reazionaria dell’elettorato la Casa delle Libertà si permette di inserire in una legge che riguarda le Olimpiadi un provvedimento sulle droghe. Ci vorrebbe una ribellione etico-morale prima che politica su un episodio come questo”.

La difesa della legge. La difesa del governo è affidata ancora una volta al ministro Carlo Giovanardi, che parla di nuove norme contro la droga con l’obiettivo di salvarei tossicodipendenti e sgominare le bande di spacciatori: “Siamo partiti dal principio che un giovane tossicodipendente non può essere ammazzato – ha detto il ministro per i Rapporti col Parlamento – dandogli l’eroina fino a quando non muore. Sia ben chiaro che chi compra eroina sostenendo che sta rifornendo tutti gli amici della festa, difficilmente potrà farla franca, questo è spaccio. La nuova legge – conclude l’esponente dell’Udc – pone fine a una situazione di grande incertezza perché a oggi i tribunali hanno troppa discrezionalità nello stabilire se si tratta di spaccio oppure di consumo personale”.

Fortemente critici nei confronti del centrosinistra anche i Radicali: “Mentre nell’Unione ci dicono di non parlare di laicità – dice il segretario Daniele Capezzone – Fini e Giovanardi vogliono sbattere in galera i ragazzi per qualche spinello. È emergenza sociale: ma i vertici del centrosinistra cosa dicono?”.

(26 gennaio 2006)