Piemonte, wi-fi gratis in alcune stazioni ferroviarie

Fra qualche giorno visiterò la Scandinavia e, nel cercare informazioni su aerei e alberghi, non ho potuto fare a meno di notare come numerosissime strutture offrano il collegamento wi-fi completamente gratis. La prova di come la rete ormai sia divenuta indispensabile in ogni luogo, ma soprattutto un segno di grande civilità e accoglienza nei confronti dei propri cittadini e dei turisti. Non come in altri paesi (tra cui anche il nostro) dove nella maggior parte degli alberghi o aeroporti si è costretti a pagare tariffe anche molto alte per pochi minuti di navigazione.

Se il nord Europa è sicuramente più all’avanguardia di noi in questo senso, ho letto però di un bel progetto che coinvolgerà alcune stazioni ferroviarie piemontesi, dove da ottobre si navigherà gratuitamente con tecnologia wi-fi.

La sperimentazione coinvolgerà, per un anno, le stazioni di Torino Porta Nuova, Chivasso, Alessandria e Novara. Mi sembra davvero un’ottima iniziativa, calcolato che si moltiplica anche il numero di persone che hanno telefoni cellulari in grado di collegarsi a internet, e che potranno sfruttare i tempi di attesa del treno per controllare la posta o fare una chiamata via VoIP.

Ovviamente, per le leggi vigenti nel nostro Paese è necessario che tutti gli utenti che si connettano a internet siano “schedati”: e così prima di accedere al servizio bisognerà registrarsi inserendo il proprio numero di cellulare o i propri dati anagrafici.

(Si ringrazia l’utente “Blese” di Flickr per la foto)

Ore 3.20: il blitz contro i No-Tav. La lunga notte della Val di Susa


A sorpresa le forze dell’ordine irrompono nel presidio di Venaus
Sorpresi nel sonno i manifestanti. Decine di feriti. La Valle si sveglia bloccata

Ore 3.20: il blitz contro i No-Tav
La lunga notte della Val di Susa

di DANIELE SEMERARO

VENAUS (Torino) – È stato un blitz, un attacco improvviso e inaspettato. Almeno un migliaio di agenti di polizia e carabinieri, attorno alle 3.20 di questa notte, hanno accerchiato il presidio di Venaus, 70km dal capoluogo piemontese, istituito dai cittadini della Val di Susa per protestare contro la costruzione della ferrovia ad alta velocità tra Torino e Lione e hanno caricato i manifestantanti, molti dei quali dormivano nelle tende. Durante l’operazione sono rimaste ferite diverse persone tra i manifestanti e le forze dell’ordine.

Alle 3.20 il presidente della Comunità montana Bassa Valle di Susa, Antonio Ferrentino lancia l’allarme: è partita l’offensiva delle forze dell’ordine per sgomberare il presidio di Venaus. Il fotografo Alessandro Contaldo racconta: “Sono arrivati circa trenta automezzi che hanno scaricato un migliaio tra agenti e carabinieri in assetto antisommossa. È iniziata subito una carica e anch’io sono stato colpito da alcune manganellate”.

Durante l’operazione, raccontano i manifestanti, le ruspe travolgono tutto ciò che incontrano sul loro passaggio: tende, barricate e anche una cucina da campo. I contusi sono più di venti tra i manifestanti, 12 tra le forze dell’ordine. Le ambulanze del 118 iniziano a fare la spola tra Venaus e Susa anche se, fanno sapere dalla sala operativa, “nessuna delle persone portate al pronto soccorso ha riportato gravi lesioni”.

All’alba la questura di Torino conferma: l’operazione è stata compiuta “per prendere possesso degli 82 lotti di terreno su cui la società Cnc, per conto della Ltf, dovrà compiere i lavori per la costruzione di un tunnel al servizio della futura linea Torino-Lione”.

Televisioni, radio e siti Internet dalle prime ore della mattina rilanciano la notizia degli scontri e inizia uno scambio frenetico di sms sui telefoni cellulari. Partono, così, blocchi spontanei di strade statali e stazioni ferroviarie ad opera dei manifestanti: moltissimi gli studenti, gli operai e i lavoratori che questa mattina non si sono recati sul posto di lavoro.

(6 dicembre 2005)