Due università inglesi e una irlandese pubblicheranno gratuitamente le lezioni su iTunes

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Due università britanniche (lo University College London e l’Open University) e una irlandese (il Trinity College di Dublino) renderanno le loro lezioni scaricabili gratuitamente via podcast da iTunes, permettendo così agli studenti (ma non solo) di seguire gli studi comodamente da casa. Si tratta delle prime tre università europee che hanno deciso di sfruttare la piattaforma di Apple “iTunes U” per la distribuzione del materiale didattico (qui un video dimostrativo).

Prima di loro, molte università americane tra cui Yale, Stanford, il Mit, Harvard e Berkeley. La Ucl, in particolare, renderà inizialmente disponibili i materiali relativi ai corsi di neuroscienza.

Il Trinity College metterà invece online le lezioni del giornalista Seymour Hersh, dello scienziato Robert Winston, della scrittrice Anita Desai e del politico Alex Salmond. La Open University, infine, pubblicherà 300 file audio/video assortiti tra tutti i corsi dell’ateneo.

Non so come la pensiate, ma di certo mettere online le lezioni universitarie aiuterebbe non solo la condivisione della conoscenza (uno studente italiano, ad esempio, potrebbe approfondire una materia seguendo, oltre alle lezioni della propria università, anche quelle che si tengono in Inghilterra) ma anche la vita pratica di tutti i giorni degli studenti, che riuscirebbero a non saltare le lezioni quando sono malati o quando sono fuori città.

Per quanto riguarda, invece, gli atenei italiani, si attende la localizzazione di iTunes U in altre lingue diverse dall’inglese.

BlogAmp, una bella utility Web per creare e condividere comodamente podcast

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Avete un blog in cui pubblicate spesso podcast? O volete iniziare a creare dei podcast da zero? Vi può aiutare un’interessante applicazione chiamata BlogAmp, il cui scopo è quello di creare podcast e darvi la possibilità di inserirli nel vostro blog, prendendovi per mano dall’inizio alla fine del processo.

BlogAmp, infatti, carica su un server, offre il codice per inserirlo in un post e crea anche il Feed Rss. Unica limitazione: gli mp3 possono essere “pesanti” fino a 25 Mb, ma non è un problema visto che stiamo parlando di audio compresso.

Il sistema, oltre alla gestione dell’archivio dei podcast, provvede anche a personalizzare con logo e colori a propria scelta il player, di inserire immagini e descrizioni all’interno del brano ed è compatibile con praticamente tutte le piattaforme blog.

Radiopaq, il motore di ricerca per le web-radio

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È stata da poco lanciata la versione definitiva di Radiopaq, un motore di ricerca per le Web-radio che ha al proprio interno un database con centinaia di emittenti registrate nonché una bella biblioteca di audiolibri.

L’utilizzo del servizio è davvero semplice e immediato: basta scegliere la propria radio (in base al nome, alla nazionalità o al tipo di musica trasmessa) e premere Play; il resto è automatico.

Per quanto riguarda l’Italia ci sono decine e decine di stazioni registrate, dalle più famose a quelle locali. Interessante, dicevamo, anche la possibilità di poter ascoltare e scaricare podcast, ma la maggior parte di questi sono in inglese.

Oltre a questo, immaginiamo, ci sono molti altri servizi che permettono di cercare tra le Web-radio (anche se questo ci sembra uno dei più completi): se ne conoscete altri interessanti segnalateceli, come sempre, nei commenti.

Come avere i propri podcast preferiti nella casella e-mail (meglio se Gmail)

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Su Lifehacker è stata riportata un’interessante guida che spiega come avere, direttamente nella propria casella di posta elettronica, le registrazioni dei propri podcast preferiti. Pratica molto utile se, ad esempio, si è in viaggio o se si utilizzano computer condivisi e non si possono installare software (come iTunes, solo per citarne uno) che gestiscono le sottoscrizioni ai podcast.

La procedura non è per niente difficile. Innanzitutto, dobbiamo prendere familiarità con uno di questi due servizi Web, che non fanno altro che gestire le proprie sottoscrizioni Rss e inviarle a una casella e-mail da noi definita: sto parlando di ZapTXT o RSSFwd. I due servizi sono pressoché uguali (forse ZapTXT ha qualche funzione in più).

Dunque, basterà inserire, in uno di questi due servizi, la Url del Feed del nostro podcast preferito, e così ogni volta che uscirà un “brano” nuovo, ne verrà inviato il link alla nostra casella di posta elettronica.

Ma si tratta solo del link, direte voi. E qui vi sbagliate: se, infatti, utilizzate Gmail, la funzione di Mp3 Player presente in Gmail riconoscerà immediatamente che si tratta di un link audio e provvederà ad aprire una finestra con all’interno un player, attraverso il quale ascoltare facilmente il podcast.

Per salvare, invece, il podcast su un’unità esterna Usb o su un player Mp3, basterà semplicemente cliccare col tasto destro sul link al brano e selezionare “Salva oggetto con nome”.

Mi sembra un “trucchetto” utile e interessante. Ne conoscete altri? Segnalateceli, come sempre, nei commenti.

CuePrompter, un interessante gobbo digitale gratuito

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Se aspirate lavorare in televisione come anchorman di un grande o piccolo telegiornale, o se più semplicemente registrate spesso podcast o trasmissioni televisive via Web, allora dovete assolutamente iniziare a prendere dimestichezza con il “gobbo” virtuale Cueprompter.

Permette, in pratica, di inserire un testo di lunghezza massima duemila caratteri e poi utilizzarne la pagina Web come un vero e proprio gobbo, che scorre il testo da leggere. È possibile, ovviamente, settare la velocità di scorrimento, il carattere e decidere quanta parte dello schermo il gobbo (o teleprompter, in inglese) deve prendere.

Qualche pecca però Cueprompter ce l’ha: in teoria dovrebbe funzionare “al meglio” (secondo le istruzioni) solo su Internet Explorer e sistemi Windows. Io l’ho provato sotto Firefox in Mac Os X 10.5 Leopard e non “gira” malaccio, anche se non sono disponibili tutte le funzioni.

È, in ogni caso, un interessante sistema… sicuramente meglio di tenere aperta una pagina del word-processor e scorrerla con i tasti cercando di non farsi scoprire dall’ascoltatore.