Marinai e sposine tr#ie

Scandalo in Australia per una gara di sesso su una nave militare. E mentre in Gb la polizia si lamenta, in Italia le future spose cornificano i fidanzati con ballerini cubani

 

IN THE NAVY
Dei marinai, solitamente, si dicono due cose. Che molti di loro siano omosessuali, e che un marinaio ha una donna in ogni porto. Con questa storia vera e incredibile proveniente dall’Australia proveremo a sfatare questi due miti. È scandalo nella Terra dei canguri per una gara molto particolare che si è svolta a bordo della portaerei “HMAS Success”. Il primo premio veniva dato al marinaio che riusciva a portarsi a letto il maggior numero di colleghe, anch’esse imbarcate sulla nave. Non è tutto: ogni ragazza, in base alla propria bellezza e al proprio fascino, era stata classificata, e così, ad esempio, andando a letto con la bionda della sala macchine si riuscivano ad ottenere 100 punti, con la signora delle pulizie o la cuoca della mensa invece solo 10. Ovviamente anche il luogo in cui si faceva l’amore poteva rivelarsi chiave di vittoria: il ponte principale, il tavolo da biliardo o il corridoio davanti alla cabina del comandante offrivano molte possibilità di salire in cima alla classifica; farlo in un ripostiglio, in una camerata o in bagno sicuramente ne offriva meno. La gara – che, ammettiamolo, rendeva meno noiose le lunghe gare oceaniche – è stata però scoperta dal capitano durante un viaggio al largo di Singapore. Chi vi aveva preso parte è stato riportato immediatamente a terra, e adesso sta affrontando un lungo processo.

 

CIRCONCISIONE FAI-DA-TE. COL TAGLIAUNGHIE
Quasi tutti gli uomini sanno cos’è una circoncisione; le donne invece ne sono sicuramente meno a conoscenza. Prima di raccontarvi la storia, incredibile, che riguarda quest’argomento spieghiamo velocemente di cosa si tratta. La circoncisione è una pratica chirurgica che consiste nell’asportare parte o la totalità del prepuzio del pene ed in genere anche parte o tutto il frenulo. È in genere usata in medicina per cercare di porre rimedio ad alcune disfunzioni del pene, ma c’è anche chi senza motivo si sottopone – non stiamo parlando di chi è obbligato dalla religione, come ebrei e islamici – a circoncisione volontaria. È quello che è successo a un ragazzo di Stevenage, nella regione dell’Hertfordshire, in Gran Bretagna, che è corso all’ospedale con il pene insanguinato per aver provato ad effettuare da solo l’operazione… con l’aiuto di un tagliaunghie! “Nessun uomo dovrebbe mai provare a fare una cosa del genere – ha commentato il medico di guardia ai media locali, particolarmente interessati alla strana vicenda – perché le conseguenze possono essere molto difficili da curare, e possono andare a intaccare anche le performance sessuali del paziente”. Un esame più approfondito ha poi rivelato che l’uomo aveva nel sangue una massiccia quantità di alcol.

 

113: TRA CRICETI, TAXI E CREDITO TELEFONICO ESAURITO
Quante volte le forze di polizia si lamentano delle chiamate totalmente inutili che ricevono ai numeri di emergenza? Gattini saliti sugli alberi, porte blindate che non si aprono e che poi si aprono all’arrivo degli agenti, finte aggressioni o litigi di coppie annoiate. Sicuramente i telefonisti dei vari 113 e 112 di tutto il mondo potrebbero scrivere enciclopedie sulle chiamate più inutili e bizarre. Alcuni di loro – esauriti – si sono rivolti all’emittente britannica Sky News per denunciare l’abuso dell’utilizzo di questi servizi. La chiamata che è entrata a far parte della storia è sicuramente quella di una signora che, alzata la cornetta, ha iniziato a urlare all’impazzata. All’inizio gli agenti non riuscivano a capire cosa stesse succedendo, ed erano già preparati al peggio, pensando a un duplice omicidio o a un serial killer. E invece si trattava semplicemente del criceto. Morto, direte voi. No, assolutamente: vivo. Ma purtroppo era scappato dalla gabbia, si era lanciato dalla finestra nel giardino ed era sparito nel nulla. La donna chiedeva l’aiuto degli agenti per recuperarlo. Ma non è tutto: sembra che in Gran Bretagna le chiamate al 112 arrivino anche per nidi di api trovati nei sottotetti delle seconde case o addirittura da persone che non hanno finito il credito nei propri cellulari e non sanno come ricaricarli. Ma c’è anche chi ha chiamato il numero di emergenza per farsi passare la centrale operativa dei taxi, il più vicino pony-pizza o, è successo anche questo, il numero dell’estetista (“È un’emergenza: devo andare al mare e ho i peli sulle gambe”)!

 

UNA COSÌ BRAVA RAGAZZA
Prima di sposarsi bisogna essere sicuri al cento per cento della propria moglie. E non ingaggiare un investigatore privato due giorni prima del matrimonio. È un consiglio spassionato che vi diamo, e sarete sicuramente d’accordo con noi leggendo questa storia, incredibile, che viene da Roma. Un uomo ha fatto pedinare da un’agenzia investigativa la futura sposa ed è venuto a sapere di essere stato tradito con uno spogliarellista cubano dalla futura moglie durante la festa di addio al nubilato. Ma si trattava, evidentemente, solo della punta di un iceberg di corna. “Ci vedevamo soltanto nei fine settimana, e così dopo qualche piccola voce che mi era arrivata ho iniziato ad avere dei sospetti, e ho deciso di rivolgermi a un’agenzia privata di investigazioni specializzata in infedeltà coniugali”. Il giorno dopo, proprio all’indomani della richiesta di informazioni e due giorni prima del matrimonio, il responso dell’investigatore privato: “Tradimento consumato con spogliarellista cubano”. Con tanto di ripresa video. Risultato? Nozze disdette e richiesta di danni morali e materiali. Ma consoliamoci: lo sposino tradito avrà con sé un ottimo strumento per trastullarsi durante le sere di tristezza e malinconia: il filmino “porno” della ex-fidanzata!

 

PORTAFOGLI DOPO 63 ANNI
Come dice il nostro premier dobbiamo essere ottimisti, guardare alle buone notizie che arrivano dal mondo e cercare di essere lungimiranti. Per questo vi raccontiamo la storia di un uomo dell’Oregon, negli Stati Uniti, tale Bill Fulton. Bill, residente a Baker, è stato raggiunto da un ragazzo, neo-assunto come bidello nella scuola media del paese, che gli ha riportato il portafogli che aveva perso. Finalmente una buona notizia, direte voi, ce ne fossero di persone così. E no! Perché l’uomo aveva perso il portafogli nel 1946, cioè 63 anni fa. “Non mi ricordo di aver perso il portafogli – ha raccontato il signor Fulton – ma è passato tanto di quel tempo… probabilmente devo averlo smarrito mentre guardavo una partita di basket”. Il portafogli, ritrovato durante una sessione intensa di pulizie (quindi per 63 anni nessuno ha pulito a fondo la palestra della scuola, dobbiamo immaginare) aveva all’interno ancora la patente di guida per motocicletta e la carta d’identità dell’uomo. Quando si dice la lungimiranza!

Seattle, agenti aggrediscono una detenuta 15enne. Il mio servizio per Sky Tg24



Delle immagini cruente stanno facendo molto discutere. Una ragazzina quindicenne, detenuta con l’accusa di furto d’auto, in segno di protesta tira una scarpa ai suoi carcerieri. Il vice sceriffo Paul Schene, ai primi segni della ribellione da parte della giovane, la prende a calci, la scaraventa prima contro un muro e poi per terra, l’afferra per i capelli mentre un secondo agente, un tirocinante, comincia a picchiarla. Il vice sceriffo si è dichiarato non colpevole e ha riferito di essere intervenuto esclusivamente per auto-difesa.

Social Forum Europeo, notte di scontri a Malmö. Il mio servizio per Sky Tg24

Notte di scontri tra manifestanti no-global e polizia a Malmö, nel sud della Svezia, dove si sta svolgendo il quinto Social Forum Europeo. Il mio servizio per Sky Tg24.

È morto uno degli spettacolari cani malesi in grado di riconoscere, con il naso, i cd contraffatti!

→ D@di per Geekissimo.com

Questa notizia ha davvero dell’incredibile, e che ci crediate o no viene da una fonte molto autorevole: l’agenzia di stampa France-Presse. In Malesia ci sono dei cani in grado, con il solo odorato, di riconoscere i cd e i dvd pirata, proprio come quelli che si trovano lungo i marciapiedi di molte città italiane. La notizia non purtroppo delle migliori, perché uno di questi cani è stato trovato morto.

Manny, questo il suo nome (a sinistra nella foto), era un labrador arrivato a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, a febbraio, e al momento sono in corso le procedure di autopsia. Tra l’altro il cane non aveva ancora iniziato il suo lavoro contro la pirateria in Malesia, e così è difficile pensare che qualcuno lo volesse morto, anzi. Manny e un altro cane chiamato Paddy erano gli ultimi arrivati dopo lunghi mesi di training, e stavano per iniziare il loro prezioso lavoro.

L’unità cinofila malese, dicevamo, è molto conosciuta e soprattutto molto temuta ultimamente dall’industria della contraffazione: basti pensare che lo scorso anno tutti i giornali riportarono la notizia della scoperta da parte della polizia, proprio grazie a questi intelligentissimi animali, di un enorme deposito di cd pirata; in totale, i cani della squadra sono riusciti a smascherare oltre 1,5 milioni di cd.

Non sappiamo ovviamente quali sono i segreti del mestiere, ma un po’ come per i cani anti-droga, questi iniziano ad abbaiare, indicando il pacco sospetto, quando sentono col naso del policarbonato o altre sostanze chimiche presenti nel confezionare i dischi pirata.

Microsoft aiuterà la polizia a “crackare” i computer

→ D@di per Geekissimo.com

Microsoft ha annunciato di aver sviluppato un piccolo plug-in che gli investigatori potranno utilizzare per estrarre facilmente i dati personali dai computer che potrebbero essere stati usati per svolgere crimini. Un software che bypassa tutti i sistemi di sicurezza di Windows e che dà alla polizia un potere completo di accesso a qualunque computer. Molte associazioni di utenti sono già in rivolta, e c’è già chi parla di ulteriore motivo per non scegliere Windows.

Il software si chiama COFEE (Computer Online Forensic Evidence Extractor) ed è stato distribuito a più di duemila agenti delle polizie di tutto il mondo (15 paesi, non si sa se c’è anche l’Italia) sotto forma di “pennetta” Usb. Il drive contiene 150 comandi che facilitano – e di molto – la raccolta di prove digitali, che secondo gli esperti stanno diventando sempre più fondamentali per risolvere i casi di cronaca. E così si va dal decrittaggio di password all’analisi dell’attività internet di un computer.

Inoltre, il software è molto utile perché permette di accedere a tutti i dati personali del computer direttamente nel luogo in cui il computer si trova: non c’è, così, più bisogno di sconnettere il computer dall’alimentazione e dalla rete, con potenziale perdita di dati. Insomma: siamo sicuramente di fronte a un software molto potente e molto utile, soprattutto per gli esperti informatici delle varie polizie.

Ma pensiamo solo un attimo: se anche solo una di queste “pennette” Usb venisse rubata e il suo contenuto venisse messo su internet, magari su eMule, cosa succederebbe? Succederebbe che tutti i sistemi Windows, anche quelli degli uffici, si troverebbero a rischio da un momento all’altro, dando la possibilità anche a criminali non troppo eruditi di crackare password e venire a contatto con dati sensibili. Che ne pensate?

Attenzione al Sig. Montorsini. Parola della Polizia postale

→ D@di per Downloadblog.it

All’inizio di marzo vi avevamo anticipato la mail di phishing, pericolosa e abbastanza verosimile e in cui in parecchi stavano cadendo, proviente da tale Carlo Montorsini che accusava gli utenti di scaricare files illegalmente e li invitava a “auto-denunciarsi”, per evitare ulteriori conseguenze, seguendo un link presente all’interno della mail.

Ora anche la Polizia postale lancia un allarme: tramite un comunicato ha spiegato infatti che sono già in corso indagini per cercare di capire la provenienza del messaggio. “Invece di verificare se il proprio nominativo compare in una presunta lista di indagati, in realtà il servizio avvia un programma che installa sul Pc codice malevolo”, spiegano gli agenti.

Nelle due differenti versioni della mail che stanno circolando, viene chiesto al cittadino di scaricare un allegato che contiene un file zippato, o di collegarsi seguendo il link indicato nella stessa mail. Il consiglio, dunque, è sempre lo stesso: fate molta molta attenzione nell’aprire i messaggi di dubbia provenienza. E ricordate che se la Polizia deve contattarvi per qualche problema, di sicuro non lo fa con la posta elettronica.

Come “adescare” i pedofili? Con falsi link

→ D@di per Geekissimo.com

Qual è il metodo più semplice per acciuffare i pedofili, se non quello di “fregarli” con la loro stessa arma? È quello che sta facendo, con molto successo, in questi ultimi mesi l’Fbi, che sta utilizzando una serie di falsi link inseriti nei siti che ritiene più a rischio. In pratica, chi clicca sul link invece che andare a vedere filmati porno, viene diretto a un sito gestito dall’agenzia americana per la sicurezza, che così entra in possesso dei dati del presunto criminale.

Uno studente universitario, ad esempio, una notte dello scorso anno aveva cliccato su più di uno di questi link, e già la mattina dopo si è trovato a casa gli agenti federali. Ora rischia quattro anni di prigione, ma il metodo – seppur ottimo per acciuffiare i criminali – rischia un po’ di generalizzare: in questo modo anche chi fa click per sbaglio su un link rischia di passare delle brutte giornate.

Per il momento il metodo dell’Fbi è stato considerato legittimo da diverse sentenze di tribunali federali. Tra l’altro, il link è davvero realistico e vengono descritte nel dettaglio (utilizzando lo stesso linguaggio dei pedofili) le scene contenute nel presunto video a cui rimandano. Il collegamento rimanda a un computer dell’agenzia a San Jose, in California, che identifica l’Ip della persona che si sta collegando. Dopodiché per l’Fbi è un attimo risalire al luogo fisico in cui risiede il computer incriminato.

Ho alcuni dubbi su questo metodo, che davvero rischia di mandare in carcere persone innocenti. E che fare, ad esempio, nel caso una persona utilizzi la rete wi-fi di un’altra? Che ne pensate? Può essere un buon metodo, oppure andrebbero studiate alternative migliori?