La posta di Libero.it in tilt?

Qualche tempo fa avevo scritto un pezzo dal titolo “Si rinnova la Webmail di Libero.it” in cui spiegavo pregi e difetti della nuova casella di posta elettronica del primo internet provider italiano. Ieri sono stato sommerso da segnalazioni (molte anche nei commenti a quel pezzo) di malfunzionamenti della posta, che mi hanno spinto a scrivere un post proprio sull’accaduto. In molti mi hanno chiesto un consiglio su come comportarsi, perché non riuscivano/riescono ad accedere alla posta o ad aprire i propri allegati. Il consiglio che ho dato a tutti è di aspettare questa fase di transizione, controllare l’apertura della Webmail da un altro computer e, se i problemi dovessero continuare, rivolgersi a un servizio di posta elettronica più evoluto e più affidabile, come Gmail di Google, ad esempio.

Qualche settimana fa avevamo parlato dell’uscita, almeno in fase di testing, della nuova versione della Webmail di Libero.it, una versione aggiornata e più vicina agli standard (e alle aspettative degli utenti) del Web 2.0.

Da qualche giorno, però, la posta di Libero, che – lo ricordiamo – è una dei servizi più utilizzati dagli utenti italiani, risulta diffcilmente accessibile. Sarà perché è cambiata la grafica della home page (da cui attualmente non è più possibile accedere direttamente alla posta), sarà perché sono in corso delle modifiche ai server… ma capita sempre più spesso di ricevere errori e di non riuscire a entrare nella propria casella di posta.

Da qualche ora – ce l’avete segnalato, allarmati, in molti – la posta di Libero è addirittura inaccessibile: a volte il browser carica all’infinito, altre volte esce fuori un “errore di timeout”, altre ancora “il servizio non è disponibile”. Vi terremo aggiornati, come sempre, in attesa di capire meglio cosa stia accadendo.

AGGIORNAMENTO /1: Anche se con molta fatica, da qualche minuto riusciamo nuovamente ad entrare nella posta elettronica di Libero. Continuateci, comunque, a segnalare cosa succede dalle vostre parti.

AGGIORNAMENTO /2: Forse scoperta la causa del problema. Da una decina di minuti, infatti, entrando nella Webmail si viene reindirizzati direttamente (non senza errori di timeout) alla nuova versione della posta, mentre della vecchia versione non c’è più traccia. I grossi problemi che hanno afflitto gli utenti tutto il pomeriggio, dunque, potrebbero essere stati causati da questo importante cambiamento, che tuttavia – immaginiamo – andrà a creare non poche rogne a tutti coloro che in queste ultime settimane si sono trovati male con la versione 2.0 della Webmail.

L’Africa e internet, a che punto siamo?

DANIELE PER GEEKISSIMO.COM

Più di un terzo degli abitanti dell’Africa avrà una connessione a internet a banda larga entro il 2012. Sono i risultati di una conferenza (”Connect Africa”) sull’utilizzo di internet nel Continente Nero cui la Bbc (e solo la Bbc) ha dato molta rilevanza. Attualmente la situazione non è per niente rosea: meno di quattro africani su cento utilizza la Rete, con una penetrazione della banda larga di appena l’un per cento.

“La buona notizia – hanno spiegato alcuni analisti – è che l’Africa ha avuto il più alto tasso di crescita e sviluppo della telefonia mobile al mondo (circa il doppio della media mondiale) e gli indicatori economici sono tutti in segno positivo”. Segno che, forse, le cose cambieranno nei prossimi anni. Ma andiamo a vedere qual è la situazione attuale.

In molti paesi la connettività è limitata e solitamente si viaggia su linee antiquate e molto lente che non supportano molte connessioni contemporaneamente. Raccontano alcuni studenti universitari in Ruanda che durante le lezioni studiano le potenzialità di internet, ma che poi non possono applicare quello che hanno studiato perché non è possibile connettersi contemporaneamente in tanti alla rete. Ma oltre al settore education e alle telecomunicazioni, pensiamo ad esempio quanto potrebbe essere importante, in un continente come l’Africa, la telemedicina?

Per questo motivo i relatori hanno chiesto ai diversi governi nazionali di fare il possibile per aprire al più presto gare trasparenti sull’assegnazione delle ilcenze per internet ad alta velocità e creare nuove linee: basti pensare che attualmente il 70 per cento del traffico internet africano viaggia fuori dal continente per mancanza di infrastrutture.