Cinquant’anni al servizio dello Stato

di Daniele Semeraro

 

“Ho spesso ripetuto che in un’altra eventuale vita terrena avrei fatto l’ufficiale di marina. Ebbene, era solo una battuta: farò di nuovo il giudice”.

Si conclude con queste parole “Un Giudice – Cinquant’anni al servizio dello stato” (Schena Editore, 195 pagine, 18 euro), il primo libro di Cataldo Gigantesco, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione. Un’analisi di una brillante carriera giudiziaria da poco conclusa, per racchiudere i ricordi di cinquant’anni di attività e tirare le somme di una vita sempre al servizio della Giustizia e dello Stato, tra piccole e grandi soddisfazioni, piccole e grandi delusioni.

Siamo sicuri che Chrome sia davvero la rivoluzione?

Lo ammetto: vedere ieri in home page su Repubblica.it come prima notizia la news dell’uscita di Chrome, il nuovo browser made in Google, mi ha fatto parecchio riflettere. Così come mi ha fatto riflettere vedere la notizia su tutti i principali giornali e telegiornali italiani (compreso quello in cui lavoro).

Perché tutto questo successo? Perché tutto questo parlare di “rivoluzione”?

Chrome non è altro che un browser come un altro. Con delle funzioni in più, ma anche con tante funzioni in meno. Ovviamente non sto parlando di browser come Internet Explorer, ma di software come Firefox, Safari o Opera. Browser dunque completi, stabili, affidabili, sicuri, che utilizzo giornalmente e che conosco alla perfezione.

Spinto dalla curiosità ho installato sul mio vecchio Pc (e già, perché la versione Mac ancora non è stata diffusa…) il nuovo browser di casa Google e ci ho giochicchiato per circa un’ora, navigando in una cinquantina di siti Web. L’installazione è davvero semplice: senza nemmeno chiederlo (anche qui, perché non chiederlo?) Chrome intuisce qual è il browser predefinito del sistema operativo e importa automaticamente preferiti, password, pagine Web più visitate e così via. Dopodiché è già pronto all’uso.

Utilizzandolo l’ho trovato di certo molto veloce anche su un sistema Windows Xp un po’ obsoleto e lento, ma per il resto – continuo a chiedere – dov’è per il momento la rivoluzione? La barra di navigazione è identica a quella di Firefox, così come la gestione dei siti più visitati. Il rendering delle pagine identico a quello di Safari (perché utilizza Webkit) così come la modalità (soprannominata “porn mode”) di navigazione privata, presente nel browser made in Cupertino già da diversi anni. Ancora: la gestione dei download e il cosiddetto jog dial (cioè la visualizzazione dei nove siti più visitati quando si apre una pagina bianca) sono identici ad Opera.

Possiamo dire, dunque, che Chrome è un ottimo browser che prende spunto da tante funzioni ormai apprezzate di software per la navigazione molto famosi. Di certo in futuro (magari con una versione Mac, chissà) potrà anche diventare il mio navigatore preferito nonché lo standard da utilizzare se si vuole usare al meglio internet (un po’ come Firefox ora)… ma quello che continuo a chiedermi è: perché tutto questo casino per l’uscita di un browser ASSOLUTAMENTE NORMALE?

Gramps, un interessante progetto di genealogia open-source

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Spesso abbiamo parlato di software e applicazioni Web in grado di costruire e sviluppare alberi genealogici. Oggi parliamo di un progetto open-source (dedicato per lo più ai professionisti) chiamato Gramps (che in inglese ci ricorda la parola “nonni”, ma in realtà significa “Genealogical Research & Analysis Management Programming System”.

Gramps è un disponibile per Windows, Mac Os X, Linux, Bsd e Solaris (ma le versioni Linux sono molto più curate) e lavora con il formato GedCom (molto noto agli amanti dei software di questo tipo).

Oltre a tutte le normali funzioni, il software ha anche delle “chicche”: permette, ad esempio, di utilizzare delle date non standard, di calcolare automaticamente le età delle persone anche se non sono note tutte le loro specifiche anagrafiche, di creare degli eventi extra rispetto a nascita o morte (viaggi, eventi particolari, e collegare a quelli le persone).

Ovviamente è possibile, a ogni evento e a ogni persona, allegare file multimediali come immagini, video e audio, scansioni di documenti antichi. Utilissime, poi, le funzioni dei report, che permettono di salvare l’albero genealogico in una gran quantità di formati, tra cui schemi e diagrammi (come quello che vedete nella foto).

Come avrete capito Gramps è un programma professionale di genealogia, che può risultare molto utile sia agli esperti del settore che a studenti e studiosi di storia. Se siete interessati, sul sito ufficiale è presente un Wiki molto completo con tutta la (lunga) documentazione.

LanShark, un software per migliorare la condivisione tra computer in rete

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Oggi ho scoperto un’utilissima applicazione multipiattaforma per sfruttare al meglio la propria rete locale, a casa come in un piccolo ufficio. Si chiama LanShark, e permette di condividere i propri file in rete in modo più efficiente di quanto possano fare i tool di default presenti nei sistemi operativi.

Il software, infatti, è in grado di riconoscere automaticamente tutti gli altri utenti LanShark connessi alla rete locale, dando loro la possibilità di condividere intere cartelle o singoli file, e di accedere l’uno ai file dell’altro, e così via. Utilissima, tra l’altro, anche la possibilità di effettuare “al volo” una ricerca nell’intera rete.

Il software è gratuito e disponibile per Windows, Gentoo e Debian/Ubuntu (la versione per Mac – ahimé – va invece “compilata”). Se utilizzate spesso file e cartelle in rete sparsi su diversi computer, date un’occhiata e vedrete che dopo qualche giorno di utilizzo sarà difficile farne a meno.

Privnote, il servizio Web che invia messaggi che si autodistruggono

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Se siete maniaci della sicurezza, allora questo semplice servizio Web fa per voi. Si chiama Privnote e permette di scrivere un messaggio di testo (anche lungo) e di inviarlo tramite e-mail. Il destinatario, invece di ricevere nella propria casella di posta elettronica il vostro testo, riceverà un link al quale collegarsi.

La differenza con le mail tradizionali, però, è che una volta che il testo verrà letto, sparirà e non potrà più essere richiamato. Sembra un film di James Bond, e invece è un servizio gratuito.

Tra le opzioni, anche la possibilità di ricevere una notifica di lettura. Interessante anche il fatto che se ci si prova a collegare alla nota una volta che questa è stata letta, il sistema fornisce orario di lettura e Ip del “lettore”.

iSpring, un semplice modo (per Windows) per convertire presentazioni PowerPoint in Flash

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Mi è capitato diverse volte di aver bisogno di convertire velocemente delle presentazioni fatte in PowerPoint in formato Flash, in modo da poterle inserire all’interno di un sito Web, ma fino ad ora non avevo ancora trovato applicazioni gratuite, semplici da utilizzare e, soprattutto, il cui risultato fosse fedele all’originale.

A tal proposito vorrei invece parlarvi di iSpring, un software gratuito per Windows che installa un plug-in all’interno di PowerPoint di Microsoft, permettendoci, con un solo click, di creare un file Flash perfettamente identico alla presentazione originale (vengono preservati animazioni, transizioni e link).

iSpring è compatibile con PowerPoint versioni dalla 2000 alla 2007. Oltre al plugin per PowerPoint, iSpring può convertire le presentazioni anche tramite un’interfaccia Web, che permette anche di ospitarle su un server, sempre in modo gratuito.

Ecco Acronym Finder, il risolvi-acronimi

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Spesso – è successo a tutti – capita di trovarsi di fronte ad acronimi difficili da decifrare. Come si fa a capire a cosa si sta riferendo l’autore del testo che stiamo leggendo? Si può fare una rapida ricerca su Google o su Wikipedia, ma esiste anche un sito fatto apposta per risolvere questo problema, chiamato Acronym Finder.

Il servizio, gratuito, è una specie di dizionario online per acronimi, e aiuta a capire ogni lettera a cosa corrisponda; è specializzato negli acronimi in lingua inglese, ma ce ne sono anche moltissimi in italiano. Tra l’altro, i risultati non vengono commentati (per quello ci sono dei rapidi link per la ricerca su Google), ma vengono comunque schedati e presentati all’utente per ambiti: information technology, acronomi militari e governativi, scienza e medicina, scuola ed enti, business e finanza e slang, chat e cultura pop.

Il database comprende oltre quattro milioni (!) di acronimi, e permette anche, inserite delle lettere a caso o le iniziali del proprio nome/nick, di vedere a cosa corrispondano. Il mio nick, ad esempio, è Dadi, e corrisponde a “Datalinking of Aircraft-Derived Information” o “Domestic Appliance Digital Interface” :D. E il vostro?

Thinfi, l’accorcia&proteggi Url

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Spesso parliamo di servizi accorcia-Url come TinyUrl o l’italiano Cutslink. Oggi, però, voglio parlarvi di un servizio un po’ più evoluto, che permette, oltre che di accorciare gli indirizzi, anche di proteggerli con password.

Stiamo parlando di Thinfi (ma perché i nomi del Web 2.0 sono così brutti?). L’utilizzo è semplicissimo: basta inserire nella home la Url che vogliamo accorciare e, se vogliamo, settare anche una password. All’utente che riceverà la nostra nuova Url (del tipo http://thinfi.com/4f, solo per fare un esempio – Ps: la password è “downloadblog” :D) verrà richiesta una password per l’apertura della stessa; se invece non è stata settata una password, verrà reindirizzato direttamente alla pagina Web.

Un servizio utile soprattutto se vogliamo condividere in tutta sicurezza degli indirizzi solo con determinate persone.

Zoho Show, la Web-app per creare presentazioni online si rinnova

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Sembra ormai chiaro che le applicazioni da ufficio Web-based, sempre migliori e sempre più piene di funzioni, diventeranno lo standard per il futuro. La maggior parte di esse sono gratuite, permettono la condivisione delle informazioni, lo storage sicuro dei dati e la possibilità di accedervi da qualsiasi computer, anche quelli portatili. La lotta tra Google Docs e Zoho è sempre più aspra, tanto che le due applicazioni si somigliano sempre di più.

Zoho ha appena annunciato la versione 2.0 di Zoho Show, il software per presentazioni lanciato lo scorso anno che con questa relase diventa assolutamente competitivo (se non migliore…) di Google Presentations. Tra le features più importanti, la possibilità di esportare in diversi formati, tra cui Ppt, Pps, Pdf e Odp. Questo rende più semplice l’implementazione delle slide all’interno di documenti Html o l’apertura delle stesse nei software concorrenti.

Tra le altre novità, è stata migliorata la possibilità di copia/incolla all’interno della suite Zoho, ed è stata aggiunta un’integrazione con Picasa (di Google, tra l’altro!) e Flickr. In pratica: le foto pubbliche presenti all’interno dei due servizi si potranno inserire all’istante all’interno delle presentazioni, e in generale in qualsiasi tipo di documento.

Tra le altre novità, l’aggiunta di undici nuove localizzazioni, tra cui finalmente arriva anche quella in italiano. Migliorate poi le opzioni di embedding delle slide all’interno di siti Web e blog e le funzioni di presentazione remota durante una “teleconferenza Web”.

Zoho ha annunciato che sono state aggiunte piccole migliorie anche a Zoho Sheet (l’applicazione per i fogli di calcolo) e Zoho Writer (il word-processor), tutte focalizzate nel miglioramento delle possibilità di embedding e di condivisione.

Twellow, un ottimo strumento per cercare utenti Twitter

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Twellow è, per dirla con una frase fatta, il motore di ricerca per Twitter che Twitter si è dimenticato di costruire. Il servizio di cui andiamo a parlare oggi, infatti, permette di effettuare ricerche tra gli utenti Twitter. In che modo? È presto detto.

Twellow, negli ultimi tempi, ha indicizzato più di 300mila utenti Twitter e li ha classificati secondo diverse categorie e sottocategorie (marketing, programmazione, design, etc). Ovviamente, oltre alla ricerca per categorie, è possibile fare ricerche anche per termini chiave, per nome, per nick, e così via. I risultati sono ordinati in base al numero di “followers”, ma è possibile anche ordinare la lista in base al numero di aggiornamenti recenti.

Inserendo il mio nome e cognome mi sono trovato subito nel database, e il sistema c’ha quasi azzeccato, inserendomi in automatico in tre categorie: news (giusto), televisione (giusto), entertainment (vabbè… ci si può stare!); tuttavia, se non siete stati ancora inseriti in automatico potete farlo andando direttamente qui. Non male come idea: se ci fosse un’integrazione con i servizi di posta elettronica o di messaggistica immediata (per importare e fare una ricerca tra i contatti conosciuti) sarebbe ancora meglio!

Navigare anonimi con il browser xB

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Se avete il pallino dell’anonimato e volete un modo semplice e veloce per navigare gratuitamente e anonimi su internet, provate xB Browser. Si tratta di un nuovo browser, gratuito, portatile e per Windows, che anonimizza il traffico di rete attraverso la rete gratuita Tor o attraverso la rete più veloce del suo distributore (XeroBank), anche se quest’ultima opzione è a pagamento.

Ovviamente non si tratta di un browser costruito da zero ex-novo, ma di una versione di Firefox (non la 3, ovviamente) appositamente modificata in modo da permettere la navigazione anonima.

Al momento è disponibile solo una versione per Windows, ma entro agosto – così assicurano gli sviluppatori – dovrebbe arrivare anche una versione per Mac Os X e Linux.

E se volete essere sicuri al cento per cento anche quando inviate e ricevete le e-mail, all’interno del pacchetto software è presente anche xB Mail, che crittografa tutte le e-mail in uscita automaticamente attraverso il protocollo Gpg.

Docstoc, un bel software per inviare allegati via mail

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Se inviate molti attachements via e-mail, allora potrebbe interessarvi Docstoc OneClick. Si tratta di un servizio Web/software gratuito (per ora solo per Windows, ma è in programma anche una versione Mac) che permette di inviare file anche di grandi dimensioni ai propri destinatari semplicemente facendo click su di essi con il tasto destro del mouse.

Il software funziona così: si sceglie un file dal desktop, si clicca col tasto destro e si sceglie se inviarlo, inviarlo in sicurezza (cioè come file privato) oppure se fare un semplice upload del file. Il file, a sua volta, verrà mandato online sui server Docstoc, e in automatico verrà aperta la nostra applicazione preferita di posta elettronica (sia desktop-based che Web-based, come Gmail) e il sistema inserirà all’interno di una nuova lettera i link per scaricarli.

Una soluzione sicuramente non nuovissima (lo fa già anche YouSendIt.com, più o meno) ma sicuramente pratica per inviare (”con stile”) file di grosse dimensioni. In alto, se volete, potete guardare il video dimostrativo.

Ibm rilascia la versione definitiva della sua suite gratuita per ufficio: Lotus Symphony

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Ibm ha rilasciato la versione definitiva, la 1.0, di Lotus Symphony, un competitor gratuito di Microsoft Office basato su OpenOffice.org.

A diffrenza di OpenOffice.org, però, Lotus Symphony non è un software open-source, anche se comunque la Ibm ha deciso di distribuirlo gratuitamente. L’applicazione da ufficio è basata sulla versione 1.1.4 del popolare OpenOffce, e spera di attrarre soprattutto il segmento delle piccole e medie imprese, anche se sappiamo che almeno per il momento in questo settore Microsoft Office continua ad essere imbattibile (pur essendo a pagamento).

Lotus Symphony è una suite composta da tre software: Documents (per scrivere), Presentations (per progettare presentazioni) e Spreadsheets (per creare fogli di calcolo). Tra le migliorie e le potenzialità che gli sviluppatori segnalano, una maggiore performance nel creare documenti, controllo ortografico anche su fogli di calcolo e presentazioni, possibilità di salvare presentazioni in formato Ppt e, in generale, interoperabilità migliorata con i documenti creati da Microsoft Office, OpenOffice.com e SmartSuite. Tra le 28 localizzazioni, è presente anche la lingua italiana.

A parte alcune migliorie, ci sembra però che il software (disponibile gratuitamente per Windows e Linux) non abbia molto di speciale rispetto a OpenOffice.org, che tra l’altro è open-source e riceve mensilmente numerose migliorie. Anzi, si vocifera che mentre la suite sarà distribuita gratuitamente, le aziende che vorranno anche il supporto tecnico dovranno pagare la modica (!) cifra di 25mila dollari (pari a circa 16mila euro) l’anno!

Freeware Pdf Unlocker, l’utility per “sbloccare” i Pdf bloccati

In realtà software del genere non andrebbero molto pubblicizzati, perché vanno un po’ a minare la sicurezza di molti privati e molte aziende. Noi per dovere di cronaca ve lo presentiamo, poi starà a voi decidere (nell’eventualità che un giorno debba servirvi) se utilizzarlo o meno.

In molti (me compreso…) quando devono distribuire dei documenti importanti in formato Pdf e vogliono che il destinatario li possa “leggere e basta”, inibiscono all’interno del file Pdf le possibilità di copia/incolla e stampa. Di certo non si tratta di un sistema di sicurezza eccessivamente elevato, ma spesso e volentieri riesce a fare il suo lavoro. Freeware Pdf Unlocker (per Windows) fa invece il lavoro contrario.

Permette, infatti, anche all’utente medio di usare le funzionalità copia/incolla/stampa nei Pdf “bloccati”. Utilizzarlo è davvero semplice: basta aprire un Pdf con questo software apposito e, all’istante, viene creata una nuova copia del file, questa volta senza alcun tipo di protezione.

Non si tratta, di certo, di un software “potentissimo” come alcuni a pagamento in circolazione, ma di certo per il fatto che è gratuito fa un buon lavoro, rimuovendo le restrizioni dovute a password con “profondità” da 40 a 128 bit.

Avete già installato Firefox 3? Bene: vediamone tutte le novità

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Passato non senza qualche polemica (a causa dei server per molte ore irraggiungibili) il cosiddetto Download Day, probabilmente molti di voi staranno leggendo questo articolo proprio utilizzando Firefox 3, la nuova edizione del browser di casa Mozilla. Ma com’è andata esattamente la giornata di ieri? E quali sono le nuove funzionalità di Firefox di cui non riusciremo a fare a meno?

Andiamo con ordine, e parliamo prima del Download Day. Come molti di voi avranno sperimentato di persona, i server sono stati praticamente irraggiungibili per circa due ore, a partire dalle 18.45 ora italiana; durante tutta la mattinata di ieri “giravano” in rete degli indirizzi Ftp da cui scaricare con qualche ora di anticipo il software, ma il sottoscritto – ad esempio – è riuscito a scaricare la versione per Mac Os X solo durante l’intervallo della partita Francia-Italia, mentre la maggior parte dei “navigatori” – questo dicono le statistiche – hanno scaricato&installato il browser direttamente stamattina.

Al momento in cui scriviamo (sono quasi le 15) Firefox è stato scaricato oltre 6,3 milioni di volte (in Italia siamo a circa 190mila download). Ma quali sono le potenzialità di Firefox 3, che secondo i suoi sviluppatori “è la maggiore relase di sempre” con “oltre 15mila miglioramenti”?

Firefox 3 promette di essere più veloce, più semplice da usare e più sicuro dei suoi rivali. Per quanto riguarda la velocità, dovrebbe essere in grado di scaricare pagine quattro volte più velocemente di Firefox 2 e sette volte più velocemente di Internet Explorer.

Tra le altre potenzialità c’è senza dubbio la barra degli indirizzi, che permette di tornare alle pagine Web visitate anche senza averle salvate nei preferiti: “Il più grande miglioramento nell’esperienza-utente dopo la navigazione a schede”, hanno spiegato gli sviluppatori. E poi ancora moltissime novità di sicurezza, dai box che aiutano l’utente medio a capire se una pagina ha in sé codice maligno alla lista di siti da evitare, aggiornata dai server Mozilla ogni trenta minuti.

Grande attenzione ovviamente anche a virus, malware, phishing e altri tentativi non autorizzati di accesso al proprio computer. Un occhio di riguardo vuole anche l’interfaccia grafica, con un tema di default decisamente più accattivante, icone ridisegnate (il bottone per tornare indietro nella navigazione è molto più grande di quello per andare avanti, ad esempio) e notiamo una rilassante funzione di “scrolling dolce” quando si aprono nuove schede.

Molto interessante anche il fatto che il logo della società con la quale siamo collegati (se disponibile) appare alla sinistra del suo indirizzo Web (utile per determinare l’autenticità di un sito). Migliorati anche la gestione delle sessioni, i bookmarks (sulla barra degli indirizzi è apparsa una pratica “stellina” per mettere un sito al volo nei Preferiti), la gestione dei feed Rss, il password manager e i gestiori di download e di add-on.

Tra le novità che, testandolo su diversi sistemi, apprezziamo di più sono di sicuro la stabilità, l’uso ridotto delle risorse di sistema (vedi: Ram), la barra degli indirizzi che magicamente è diventata più intelligente e anche una cronologia più efficace. Unica nota dolente, purtroppo Firefox 3 non supporterà più Windows 95, 98 e Me e Mac Os X versioni 10.2 o precedenti.

“Non ce l’avremmo potuto fare – stanno ringraziando in queste ore i dirigenti Mozilla – senza gli oltre due milioni di utenti nel mondo che hanno utilizzato i nostri prodotti durante gli ultimi due anni, e soprattutto senza gli oltre duemila utenti che ci hanno dato continui feedback”. Ora bisognerà solo aspettare i giudici del World Guinness Records per vedere se Firefox 3 ce l’ha fatta a entrare nel Guinness dei Primati.

E voi come vi trovate in questo primo giorno di utilizzo? Come avete vissuto le prime ore di download? Avete riscontrato problemi, o la vostra user-experience è migliorata? Fatecelo sapere, se volete, nei commenti.