Bioetica, il cardinale Martini apre: "Sì ai condom contro l'Aids"


Il porporato: il profilattico, in alcune circostanze, è il “male minore”
Semaforo verde anche all’adozione di embrioni per donne single

“Sì al condom per combattere l’Aids”
Il cardinal Martini apre sulla bioetica

L’intervista integrale in edicola domani con l’Espresso
Possibilista anche sulle adozioni da parte di singoli

di DANIELE SEMERARO

ROMA – I profilattici sono il “male minore” per contrastare il dilagare dell’Aids. Lo ha detto il cardinale Carlo Maria Martini, uno dei componenti più autorevoli del Collegio Cardinalizio, in un’intervista all’Espresso, in edicola domani. Tra gli altri argomenti affrontati anche la prudenza nell’esprimere giudizi sulla fecondazione eterologa e l’invito ad approfondire la strada per l’adozione di embrioni, anche da parte di donne singles, pur di impedirne la distruzione. Un’intervista che, molto probabilmente, farà discutere e riaprirà, ancora una volta, il dibattito tra scienza e fede.

All’indomani della contrapposizione tra laici e cattolici a seguito del referendum sulla fecondazione assistita, così, il cardinale Martini (la cui intervista è affiancata a quella al chirurgo di fama internazionale Ignazio Marino) getta ponti sottolineando il “compito formativo della Chiesa”, chiamata a formare le coscienze”. Più delle rigidità, spiega il porporato, “serve soprattutto una formazione della mente e del cuore a rispettare, amare e servire la dignità della persona in ogni sua manifestazoine, con la certezza che ogni essere umano è destinato a partecipare alla pienezza della vita divina, e questo può richiedere sacrifici e rinunce. Non si tratta – continua Martini – di oscillare tra rigorismo e lassismo, ma di dare le motivazioni spirituali che inducono ad amare il prossimo come se stessi, anzi come Dio ci ha amato, e anche ad amare e rispettare il nostro corpo”.

Profilattico. Sul tema del profilattico Martini è molto chiaro: in certe circostanze può essere il “male minore”. “Lo sposo affetto dall’Aids – spiega – è obbligato a proteggere l’altro partner e questi pure deve potersi proteggere. La questione è piuttosto se convenga che siano le autorità religiose a propagandare un tale mezzo di difesa, quasi ritenendo che gli altri mezzi moralmente sostenibili, compresa l’astinenza, vengano messi in secondo piano”.

Ricerca sulle cellule staminali. Nessuna apertura invece, all’uso delle cellule staminali per la ricerca: “Non (la) vedo possibile”, dice Martini, “perché non è più ritenuto necessario creare embrioni con lo scopo di produrre cellule staminali” in quanto “sono stati elaborati metodi alternativi che non pongono problemi alla coscienza”. Il cardinale, però, si dice “prudente” su quei casi di adozione di embrioni da parte di donne single “laddove si tratta di decidere della sorte di embrioni altrimenti destinati a perire e la cui inserzione nel seno di una donna anche single sembrerebbe preferibile alla pura e semplice distruzione. Mi pare – dice – che siamo in quelle zone grigie in cui la probabilità maggiore sta ancora dalla parte del rifiuto della fecondazione eterologa, ma in cui non è forse opportuno ostentare una certezza che attende ancora conferme ed esperimenti”. Stesso ragionamento per gli embrioni congelati: “Mi parrebbe eticamente più significativo propendere per la soluzione che permette ad una vita di espandersi piuttosto che lasciarla morire”.

Single e adozioni. Semaforo verde per i single in campo di adozioni: in mancanza di una famiglia “composta da un uomo e una donna che abbiano saggezza e maturità”, anche “altre persone, al limite anche i single, potrebbero dar di fatto alcune garanzie essenziali. Non mi chiuderei perciò a una sola possibilità, ma lascerei ai responsabili di vedere quale è la migliore soluzione di fatto, qui e adesso, per questo bambino o bambina. Lo scopo è di assicurare al massimo di condizioni favorevoli concretamente possibili. Perciò quando è data la possibilità di scegliere occorre scegliere il meglio”.

Eutanasia. Martini si sofferma anche sull’argomento dell’eutanasia: “Neppure io – spiega – vorrei condannare le persone che compiono un simile gesto su richiesta di una persona agli estremi e per puro sentimento di altruismo, come pure quelli che in condizioni fisiche e psichiche disastrose lo chiedono per sé. D’altra parte ritengo che è importante distinguere bene gli atti che arrecano vita da quelli che arrecano morte. E questi ultimi non possono mai essere approvati. Noi – conclude – non apparteniamo a noi stessi, e siamo chiamati a glorificare Dio nel nostro corpo, cioè nella totalità della nostra esistenza su questa terra”.

La reazione del Cnb. Sull’opportunità del principio di adottabilità anche da parte di donne single degli embrioni interviene Francesco D’Agostino, presidente del Comitato Nazionale di Bioetica: “Con il cardinale Martini c’è piena convergenza di posizioni: in questa situazione il valore prioritario è rappresentato dal fatto di poter far sviluppare e nascere degli embrioni che, altrimenti, andrebbero distrutti. Se questa è la priorità – aggiunge D’Agostino – diventa secondario stabilire quale sia la donna che li possa accogliere, e cioè se possa o meno essere single”.

La voce di Martini, in tutti i casi, non è isolata nella Chiesa, fermo restando che per il Magistero la via da seguire contro la diffusione della pandemia resta la castità: solo due mesi fa anche il cardinale belga Godfried Danneels, in un’intervista al quotidiano “La derniere heure”, aveva spiegato che “se permette la protezione della vita, il preservativo non ha un rilievo non solo sessuale. Se un uomo malato di Aids obbliga una donna ad avere relazioni sessuali lei deve poter imporre il preservativo, altrimenti si aggiunge un altro peccato, l’omicidio”.

In materia si era espresso anche il cardinale svizzero George Cottier, ex-teologo della Casa Pontificia durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Cottier aveva motivato il suo pensiero agganciandosi a quello che in teologia è il “male minore”: in circostanze particolari, aveva detto, “può essere considerato legittimo” usare il condom per impedire il contagio in zone dove circola tanta droga o dove esiste molta promiscuità associata a grande miseria.

(20 aprile 2006)

Religione, nuovo stop alla Moratti: "Ambigue le norme sulle pagelle"

Una seconda sentenza negativa dopo lo stop del 2 febbraio scorso. Panini (Cgil): “Due a zero, palla al centro. Era una norma furbetta”

Religione in pagella e portfolio
il Tar boccia di nuovo la Moratti

di DANIELE SEMERARO

ROMA – La nota ministeriale impugnata “utilizza una formula ambigua che consentirebbe di vanificare l’ordine di questo giudice” e comunque non possibile “continuare a redigere la parte del ‘portfolio’ relativa alla religione già sospesa da questo tribunale”. Con queste motivazioni la III Sezione quater del Tar del Lazio, presieduta da Mario Di Giuseppe, ha accolto l’istanza proposta dalla Flc-Cgil per chiedere la sospensione degli atti con i quali il ministero dell’Istruzione, all’inizio dello scorso mese, è ritornato sul tema della circolare recante le linee guida per la definizione e l’impiego del portfolio delle competenze nella scuola dell’Infanzia e nel primo ciclo dell’istruzione.

Già lo scorso 2 febbraio il Tar aveva accolto parzialmente una precedente istanza di sospensione della circolare, ritenendo non manifestatamente infondata la richiesta che la religione cattolica fosse da considerare una materia facoltativa. La Flc-Cgil, così, si è rivolta ai giudici del tribunale amministrativo contestando le successive note con le quali il ministero ha stabilito tra l’altro, che con riferimento all’insegnamento della religione cattolica “in attesa che si risolva il contenzioso in corso circa le modalità di valutazione, le scuole per l’anno in corso potranno continuare a redigere, per gli alunni che si sono avvalsi di questo insegnamento, la nota finora prevista”.

La Federazione lavoratori della conoscenza-Cgil, così, ha chiesto ai giudici di ordinare al Ministero di dare esecuzione alla loro precedente ordinanza e di sospendere le nuove note ministeriali. E il Tar ha accolto la richiesta, “considerato – si legge nel provvedimento – che la precedente ordinanza di questo tribunale ha valenza erga omnes anche per quanto attiene all’insegnamento della religione”. Ritenendo che la nota impugnata utilizzi una “formula ambigua”, poi, gli stessi giudici hanno chiarito come il riferimento normativo “non consenta di ritenere che si possa continuare a redigere la parte del ‘portfolio’ relativa alla religione già sospesa da questo tribunale”.

“Due a zero palla al centro: questo – ha affermato il segretario nazionale di Flc-Cgil Enrico Panini – il punteggio che totalizza il ministero sul portfolio e la scheda di valutazione”. “Particolarmente pesante – aggiunge – il giudizio del Tar sul comportamento ‘furbetto’ del ministero: in poche settimane due atti sospesi dal Tar rappresentano un record particolarmente negativo”. Il ministro dell’Istruzione, così, secondo Panini, “esce malissimo da una vicenda nella quale, incurante dell’illegittimità delle sue norme e del caos che si sarebbe prodotto nelle scuole, ha cercato di forzare in tutti i modi”.

(16 marzo 2006)

Corano a scuola, il Vaticano: "Se necessario, s'insegni"


L’annuncio del cardinale Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, arriva dopo un documento dell’Ucoii al governo italiano

Corano a scuola, c’è il sì del Vaticano
“Il rispetto non va selezionato”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “L’Italia non faccia marcia indietro. Il rispetto non deve essere selezionato”. Con queste parole il caridnale Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace ha dato un sostanziale via libera del Vaticano all’ora di religione nelle scuole italiane per insegnare il corano agli studenti musulmani.

“Se ci sono delle necessità, se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana, non vedo perché non si possa insegnare loro la religione – ha aggiunto il porporato -. Questo è il rispetto dell’essere umano, un rispetto che non deve essere selezionato”.

Solo martedì scorso l’Unione delle Comunità Islamiche italiane (Ucoii) aveva presentato, nella seconda riunione della Consulta islamica al Viminale, un documento nel quale, tra le altre cose, si chiedeva di istituire nelle scuole italiane l’ora di religione islamica come scelta alternativa. Oltre a questo, l’Ucoii chiedeva al governo anche di aggioranre e modificare i libri scolastici che contengono “notizie palesemente false sull’Islam ed i musulmani” e di istituire la lingua aragba come materia a scelta a livello nazionale.

Il cardinale Martino, dunque, nel suo discorso ammonisce l’Italia “a non fare marcia indietro”, aggiungendo poi: “Se attendiamo la reciprocità nei paesi rispettivi dove ci sono cristiani, allora ci dovremmo mettere sullo stesso piano di quelli che negano questa possibilità. L’Europa, l’Italia – ha proseguito – è arrivata a dei punti di democrazia e il rispetto dell’altro che non può fare marcia indietro. Se quindi ci sono persone di altra religione nella realtà italiana, bisogna rispettarle nella loro identità culturale e religiosa”.

“Solo il dialogo e la libertà religiosa – ha insistito Martino – possono evitare il fondamentalismo, sia quello politico-laico che quello religioso. Tutte le religioni sono di pace e la via per trovare una coesistenza e la collaborazione laddove è possibile, ad esempio sul piano sociale”.

(9 marzo 2006)

Insulti a un giornalista ebreo, sospeso il sindaco di Londra


Ken Livingstone dovrà stare lontano dai palazzi del Comune per quattro settimane
L’accusa: ha screditato la sua carica paragonando un reporter a un “kapò”

Sospeso Livingstone, sindaco di Londra
aveva insultato un giornalista ebreo

di DANIELE SEMERARO

LONDRA – Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, è stato condannato oggi a quattro settimane di sospensione (la pena partirà dal primo marzo) per “aver screditato la sua carica” quando insultò un giornalista di religione ebraica paragonandolo alla guardia di un campo di concentramento nazista.

L’Adjudication Panel of England (la commissione disciplinare per i funzionari pubblici) ha infatti affermato che la frase rivolta a Oliver Finegold dell’Evening Standard fu “inutilmente insensibile e offensiva”, e il sindaco la ribadì, “anche se Finegold gli disse che era di religione ebraica, e che era stato offeso dalla sua domanda se fosse la guardia di un campo nazista”.

Livingston si difese dicendo che il giornale aveva condotto una “campagna di odio” contro di lui per anni, e che era pieno di “disgraziati e fanatici pieni di pregiudizi”. Il sindaco, uno dei più popolari politici inglesi, ha rischiato una condanna che può arrivare anche a cinque anni d’interdizione dalle cariche pubbliche.

Livingstone, inoltre, ha spiegato che da venticinque anni si comporta alla stessa maniera con i giornalisti, e che fino ad ora non aveva mai avuto problemi di questo tipo. Per di più, ha detto, non ha intenzione di cambiare il suo modo di comportarsi.

(24 febbraio 2006)

(Nella foto: Ken Livingstone)

Palestinesi e israeliani in una radio senza confini


Al via un programma radiofonico fatto da ragazzi per il dialogo tra israeliani e palestinesi. La direttrice: “I giovani superano ogni differenza”

“La nostra radio per la pace”
Insieme arabi e israeliani

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Un programma radiofonico per avvicinare israeliani e palestinesi. Realizzato e condotto, insieme, da ragazzi israeliani e palestinesi. È il progetto che sta nascendo in un kibbutz della Galilea, Sasa D.N. Merom Hagalil, dove da diversi anni opera la fondazione Beresheet LaShalom, gestita da Yehuda e Edna Angelica Calò Livné, sposati e con quattro figli.

Una storia straordinaria, iniziata cinque mesi fa, quando ad Angelica, che già ha avuto diverse esperienze di “lotta per l’integrazione” (da quattro anni tramite la propria fondazione gestisce una compagnia teatrale multiculturale) è stata fatta la proposta di creare un programma realizzato da giovani per giovani sulla stazione radio “All for peace”, che trasmette in tutto Israele da Ramallah e Gerusalemme. Il progetto prevede, per adesso, un’ora a settimana di conduzione sui temi dell’integrazione e dell’educazione alla differenza.

“All’inizio ci è stato chiesto di produrre una puntata pilota – racconta Angelica, ancora molto emozionata – ma portare i ragazzi fino a Gerusalemme sarebbe stato difficile per noi che viviamo in alta Galilea, al confine col Libano. E così abbiamo chiesto a un’altra emittente della zona, ‘Radio Galil Eliyon’, di poter fare una trasmissione di prova. Anche in questo caso c’è stato grande entusiasmo attorno all’iniziativa, tanto che hanno pensato di mettersi in contatto con ‘All For Peace’ per poter trasmettere, anche loro, il programma. In questo modo si è creato, facilmente e quasi senza volerlo, un ponte tra nord e sud Israele, tra Israele e Palestina”.

Per la puntata pilota, racconta ancora Angelica, sono stati scelti tre ragazzi arabi e tre israeliani. Nella scaletta sono state inserite interviste ai coetanei delle diverse etnie e religioni che vivono nel Paese. Come ad esempio quella a due ragazzi arabi cristiani del villaggio Fassuta, che scrivono e interpretano musica rap per la pace, insieme a due ragazze ebree di Maalot. Poi sono stati intervistati alcuni ragazzi israeliani e palestinesi di ritorno da una “delegazione per la pace” che ha fatto il giro dell’Italia, e, ancora, c’è stato un colloquio con l’ex segretario di Joseph Ratzinger.

“Per spiegare che l’integrazione tra israeliani e palestinesi è possibile – spiega Angelica – i ragazzi hanno anche sviluppato un dialogo con i loro coetanei, dopo aver letto una poesia di Jonathan Gefen. Nella poesia si legge di un omino verde che vive in un mondo verde, con la famiglia verde, la casa verde, l’automobile verde. A un certo punto l’omino esce e vede, per strada, un omino blu. Meital, 16 anni, il moderatore, ha sollevato le domande: si può vivere in un mondo solo verde? Ti è mai capitato di essere l’omino blu della storia? Il tutto condito con musiche e canzoni in arabo, ebraico, inglese e italiano scelte dai ragazzi”.

Coloro che si avvicenderanno in redazione saranno chiamati a impegnarsi in un percorso completo, dalla ricerca alla produzione, dalla regia al montaggio dell’audio. Non dimenticando che si cimenteranno anche in un’esperienza organizzativa, politica, sociale, di leadership, di rispetto e di affetto. Gli argomenti trattati durante le trasmissioni saranno i più vari, e saranno sempre i ragazzi a sceglierli, in modo che siano attuali, originali e soprattutto adatti ai propri coetanei all’ascolto.

“All’inizio è stato difficile trovare i giovani – ammette Angelica – perché quando io attaccavo le locandine c’erano tante persone scettiche. Poi, piano piano, qualcuno è arrivato, spinto dalla curiosità. E così tanti ragazzi hanno iniziato a conoscersi e attraverso l’esperienza comune sono diventati unitissimi. Hanno portato amici, parenti: ora siamo tanti, tutti insieme, ebrei, cristiani, musulmani. Per adesso speriamo in un aiuto economico, so che siamo sulla strada giusta, una strada educativa. E so che attraverso questa strada possiamo aprire un cancello e fare in modo che dalle due parti si possa entrare, si possa parlare delle diversità e della multiculturalità”.

“Oggi nel nostro Paese – continua ancora Angelica – tutto dipende dall’educazione, tramite l’insegnamento possiamo davvero cambiare le cose. Se si riuscisse a fare altri progetti in cui israeliani e palestinesi stanno assieme sarebbe meraviglioso. La cosa stupenda è che quando i ragazzi delle diverse etnie s’incontrano, vedono subito che tra loro non c’è alcuna differenza. In tanti, da una parte e dall’altra, fomentano all’odio, ma quando ci si conosce, in situazioni positive e in un’atmosfera positiva, tutto cambia. Spesso ai ragazzi viene chiesto: ‘Ma qual è il vostro segreto per l’integrazione? Come fate a stare così bene?’ e la risposta è la più immediata, ma anche la più semplice: ‘Guardateci bene: sapete dirci chi di noi è ebreo e chi è arabo? Siamo tutti uguali!'”

Angelica, che è stata anche candidata, lo scorso anno, al premio Nobel per la pace, è regista e insegnante di teatro. “Due anni fa abbiamo creato una compagnia teatrale chiamata ‘Teatron Keshet’, ‘Teatro dell’Arcobaleno’, e con i tanti ragazzi che si sono avvicendati abbiamo portato in giro per il mondo uno spettacolo che mette in scena la pace e il dialogo tra i popoli”.

Ancora una volta i giovani si sono rivelati portatori di idee semplici ma rivoluzionarie. Come questa, un’iniziativa nata in un piccolo villaggio israeliano che, attraverso tante fortunate coincidenze, sta prendendo forma. E chissà che da un programma di un’ora non si possa passare, entro qualche mese, a un palinsesto più articolato ed educare sempre più giovani alla pace affinché, come si dice dalle loro parti, “Dio non scagli il cielo sulla terra”.

(27 gennaio 2006)

(Nella foto: Da sinistra: Yehuda, Geris, Meital, Nida e Namir durante una registrazione del programma)

I giovani e la Shoah: "La vostra voce contro l'odio"


In tutta Italia si celebra la Giornata della Memoria, tra mostre, dibattiti, proiezioni di film, incontri con i deportati. Gli studenti in prima linea

I giovani e la memoria
Ciampi: “Voi i nuovi testimoni”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Tutta l’Italia si ferma oggi, anche se solo idealmente, per ricordare lo sterminio nazi-fascista durante la Seconda Guerra Mondiale. Un appuntamento, quello del 27 gennaio, che da diversi anni ormai coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi, sparsi nel nostro Paese, con iniziative, proiezioni di film, mostre, dibattiti sulla Shoah, incontri con i deportati. Per non dimenticare ma, soprattutto, per evitare che gli orribili eventi dell’Olocausto si ripetano anche negli anni a venire.

“In questi sessanta anni – ha detto il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, celebrando al Quirinale la Giornata della Memoria, insieme al sindaco di Roma Walter Veltroni – nel cammino di rafforzamento dei principi democratici, l’Italia ha mantenuto viva la dolorosa e sconvolgente mermoria della Shoah quale monito per tutti a difendere con immutato vigore l’uguaglianza, le libertà individuali e civili, la solidarietà, la partecipazione”. Agli studenti che avevano visitato il campo di sterminio di Auschwitz, accompagnati dagli ex deportati sopravvissuti (su Scuola&Giovani di Repubblica.it avevano anche tenuto un diario con le loro impressioni) il presidente Ciampi ha rivolto un ringraziamento particolare: i giovani, infatti, sono nuovi testimoni attivi, in grado di trasmettere alle generazioni che verranno il ricordo di quell’orrore affinché non si ripeta. Ciampi ha poi citato Primo Levi (il dovere di ripercorrere la via della memoria) e ha aggiunto: “È molto bello che gli studenti delle scuole superiori trasmettano la loro testimonianza agli studenti più giovani. La memoria è il filo conduttore che lega le generazioni tracciando un percorso nella coscienza collettiva, che insegna il ripudio dell’indifferenza e di ogni forma di estremismo per costruire una società basata sul rispetto della dignità umana”.

Il ricordo di Roma. La Capitale è la città italiana in cui si concentra la maggior parte delle iniziative. Protagonisti, in tutti quartieri, i ragazzi delle scuole e delle università. “Dobbiamo formare nuovi testimoni e favorire un vero e proprio passaggio delle consegne da una generazione all’altra”: così il sindaco Walter Veltroni racconta il “progetto della memoria”, che da 5 anni il Comune sta portando avanti nelle scuole per non far dimenticare ai giovani lo sterminio degli ebrei, affinché proprio i ragazzi siano immuni dall’intolleranza e dall’indifferenza. Dopo la presentazione del master universitario, a Roma Tre, sulla didattica della Shoah, oggi gli studenti delle 51 scuole superiori che aderiscono al progetto “Noi ricordiamo” si stanno radunando all’Auditorium per assistere alla proiezione del film “Volevo solo vivere” di Mimmo Calopresti. Prima dell’inizio della proiezione, inoltre, è stata presentata la pubblicazione “I nuovi testimoni. Gli studenti romani raccontano Auschwitz”.

Trieste. Molti studenti delle scuole triestine si riuniranno, questa mattina, alla Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento in Italia. “Nel giorno sacro alla memoria della Shoah qui sostiamo, reverenti e commossi, sgomenti dinnanzi all’inumana assurda violenza che ha voluto calpestare il diritto di un popolo alla vita, alla sua identità culturale e religiosa, alla sua presenza nella storia”, questo il messaggio del vescovo di Trieste, mons. Eugenio Ravignani.

Milano. Alla Stazione Centrale di Milano è in programma la mostra itinerante “Viaggio nella memoria: Binario 21”, che attraverso documenti multimediali, video e cartacei ricostruisce il viaggio del convoglio partito da un binario sotterraneo della stazione milanese (a due passi dal Grattacielo Pirelli) il 30 gennaio 1944 e arrivato ad Auchwitz deportando 605 persone. All’Università Cattolica del Sacro Cuore, poi, il 31 gennaio si svolgerà il seminario “Memoria e Shoah: la parola tra propaganda ed educazione”.

Firenze. Quattrocento ragazzi delle scuole elementari e medie hanno assistito, ieri, a Palazzo Vecchio alla proiezione del film “Au revoir les enfants”, di Louis Malle. Un’iniziativa organizzata dall’assessorato alla pubblica istruzione del Comune per ricordare la tragedia della Shoah. Alla proiezione ha assitito anche il rabbino capo della comunità ebraica fiorentina, Joseph Levi. Oggi circa cinquemila studenti, provenienti da tutte le province della regione, stanno affollando il Mandela Forum di Firenze e per partecipare a “Se non ora, quando?”, una manifestazione con filmati e musiche per la pace che si concluderà con un concerto di Antonella Ruggero, che porterà in scena i suoi “Lieder ebraici”.

Bologna. Al Muiseo Ebraico la mostra “La persecuzione degli ebrei in Italia 1938-1945”, che documenta la storia dell’odio antisemita in Italia, dalla campagna stampa del 1938 alla deportazione ad Auschwitz.

Matera. Per tutta la giornata sono in programma proiezioni di un documentario e di un film per non dimenticare l’Olocausto. Verrà proiettato il film “Train de vie” del regista romeno Radu Mihaileanu e il documentario “Viaggio nella memoria”.

Bari. Ad Alberobello, in provincia di Bari, un campo di deportazione ebraica fu la “Casa Rossa”, una scuola agraria che dal 28 giugno 1940 al 6 settembre 1943 fu utilizzata per imprigionare in tutto duecento ebrei di varie nazionalità. Oggi, in un incontro in Municipio, per la prima volta un’ex internata della Casa, la slava Maria Zlata Zivaric racconta la sua esperienza.

(27 gennaio 2006)

Il Papa: "Per la famiglia servono sostegni politici e legislativi"


Benedetto XVI in visita al Dispensario di Santa Marta sollecita
interventi a favore del “primo luogo di accoglienza della vita”

Il Papa: “Per la famiglia servono
sostegni politici e legislativi”

di DANIELE SEMERARO

CITTÀ DEL VATICANO – “Sostenere la famiglia”, sia sotto il profilo culturale che “politico e legislativo”. Papa Benedetto XVI è tornato a parlare di famiglia come “primo e principale luogo di accoglienza della vita”, ricordando come ci sia un “gran bisogno” di interventi a favore di quello che per la Chiesa è il pilastro fondamentale della società. L’occasione, una visita al Dispensario Pontificio “Santa Marta” in Vaticano, un ambulatorio dove si assistono nuclei familiari in difficoltà, soprattutto bambini.

Incontrando i piccoli assistiti, il personale sanitario e i volontari il Pontefice ha ricordato il trascorso periodo natalizio e la festività odierna dedicata alla Santa Famiglia di Nazareth: “Le società contemporanee, pur dotate di tanti mezzi – ha detto – non riescono sempre a facilitare la missione dei genitori, sia sul piano delle motivazioni spirituali e morali che su quello delle condizioni pratiche di vita”. Di qui l’appello per incentivare politiche di sostegno per le famiglie.

“La concezione moderna della famiglia – ha proseguito Papa Ratzinger – anche per reazione al passato riserva grande importanza all’amore coniugale, sottolineandone gli aspetti soggettivi di libertà nella scelta e nei sentimenti”. “Si fa invece più fatica – ha poi sottolineato – a percepire e comprendere il valore della chiamata a collaborare con Dio nel procreare la vita umana”.

Il Papa ha poi invitato a pregare “per tutte le famiglie di Roma e del mondo, specialmente per quelle che versano in condizioni difficili, soprattutto perché costrette a vivere lontano dalla loro terra di origine”. “Preghiamo – ha concluso – per quei genitori che non riescono ad assicurare ai figli il necessario per la salute, per l’istruzione, per un’esistenza dignitosa e serena”.

(30 dicembre 2005)

(Nella foto: Benedetto XVI)

Oggi è San Daniele!


..e speriamo che mi aiuti!

Qualche info: Daniele deriva dall’ebraico Dani’èl che significa “giudice divino, eletto da Dio”. L’onomastico si festeggia il 10 ottobre in onore di San Daniele, martire francescano, decapitato dai musulmani a Ceuta, in Marocco, con altri compagni religiosi, nel 1227. Con questo nome la Chiesa ricorda pure: un martire di Cesarea il 16 febbraio; il beato Murano, camaldolese, il 31 marzo; il santo di Lodi, il 22 aprile; un martire con Leonzio e Maurizio a Nicopoli in Armenia, il 10 luglio; il profeta biblico, vissuto a Babilonia all’epoca di Ciro, patrono dei minatori, il 21 luglio; un anacoreta vissuto nel V secolo, il 19 ottobre; il beato di Grünberg, il 2 novembre; e “lo Stilita”, nato a Samosata nel 419 e morto a Costantinopoli nel 490, l’11 dicembre.

(Nella foto: Il più famoso prosciutto San Daniele :D)

Ottimismo al “Gemelli” per la salute di Giovanni Paolo II

Centinaia di pellegrini, nonostante il freddo, si radunano sotto alla finestra del Papa, al Policlinico “Gemelli”. Navarro Valls e il medico del Papa s’intrattengono con i sanitari.

Gemelli, Giovanni Paolo II malato tra i malati

Commozione, speranza e tristezza tra i fedeli di tutto il mondo per il ricovero del Papa al “Gemelli”, malato tra i malati. Come ha spiegato il cappellano Don Decio Cipolloni, il Papa è diventato il simbolo della sofferenza umana.

Navarro Valls: il Papa potrebbe essere dimesso prima della Settimana Santa

Grande attesa nel quindicesimo giorno di degenza di Giovanni Paolo II al Policlinico “Gemelli”. Per il portavoce Navarro Valls il Santo Padre potrebbe essere dimesso presto.

Il presidente Ciampi: aspetto il Papa al Quirinale

Il Papa respira da solo e non ha la febbre. Al terzo piano del Policlinico decine di fedeli e pazienti accorrono ora dopo ora per chiedere informazioni sulla salute di Giovanni Paolo II. Oltre trenta camion di televisioni di tutto il mondo sono arrivati a Roma.

Il primo bollettino medico sul ricovero di Giovanni Paolo II: situazione di tranquillo riposo

Diffuso il bollettino medico ufficiale sulla salute del Papa. Una situazione di tranquillo riposo, secondo la Sala Stampa Vaticana. Il Papa ha fatto colazione con caffellatte e biscotti. Il Policlinico è gremito di giornalisti da tutto il mondo.