“Con preghiera di fare più giornalismo e meno ideologia”

È stato estremamente interessante per me, così “patito” di questa materia, leggere gli “insegnamenti e i richiami alla cura per la qualità con cui si devono realizzare i giornali” scritti da Arrigo Benedetti, storico fondatore e direttore dell’Europeo e dell’Espresso. Regole fondamentali per la nostra professione che sempre più vengono dimenticate, non vengono insegnate nelle scuole e sono considerate “roba da maniaci”. Ne trascrivo alcune dopo averle lette da Marco Pratellesi.

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Uno spot del Governo sul sito di Repubblica???

Fotografato pochi minuti fa. Berlusconi e il suo Governo, che tanto hanno disprezzato “Repubblica” e i suoi giornalisti, e che hanno addirittura consigliato alle aziende di non pagare spazi pubblicitari sui media non allineati… utilizzano il sito di Repubblica – che però è il più visitato d’Italia – per una campagna a favore della lettura.

Viaggio dalla morte all’Italia. Un bellissimo articolo di Ezio Mauro

Su Repubblica di oggi il direttore Ezio Mauro ha pubblicato un reportage molto toccante sulla storia dei 78 immigrati partiti dalla Libia e morti, quasi tutti, durante la traversata in mare. Un reportage che fa riflettere su quanto queste tragedie siano vicine a noi, all’Italia dei lustrini, del Grande Fratello e delle love-story di chi ci governa.

PALERMO – Italia? È una stanza bianca e blu, la numero 1703, pneumologia 1, primo piano dell’ospedale “Cervello”. Un tavolino con quattro sedie, due donne coi capelli bianchi negli altri due letti, dalla finestra aperta le case chiare del quartiere Cruillas, le montagne di Altofonte Monreale, il caldo d’agosto a Palermo. Sui due muri, in alto, la televisione e il crocifisso, una di fronte all’altro.

È quel che vede Titti Tazrar da ieri mattina, quando apre gli occhi. Quando li chiude tutto balla ancora, ogni cosa gira intorno, il letto è una barca che si inclina e poi si piega sulle onde. Titti cerca la corda per reggersi, d’istinto, come ha fatto per 21 giorni e 21 notti, con la mano che da nera sembra diventata bianca per la desquamazione, una mano forata dalle flebo per ridare un po’ di vita a quel corpo divorato dalla mancanza d’acqua. La gente che ha saputo apre la porta e la guarda: è l’unica donna sopravvissuta – con altri quattro giovani uomini – sul gommone nero che è partito dalla Libia con un carico di 78 disperati eritrei ed etiopi, ha vagato in mare senza benzina per 21 giorni, ha scaricato nel Mediterraneo 73 cadaveri e ha sbarcato infine a Lampedusa cinque fantasmi stremati da un mese di morte, di sete, di fame e di terrore.

Quei cinque sono anche gli ultimi, modernissimi criminali italiani, prodotto inconsapevole della crudeltà ideologica che ha travolto la civiltà dei nostri padri e delle nostre madri, e oggi ci governa e si fa legge. I magistrati li hanno dovuti iscrivere, appena salvati, al registro degli indagati per il nuovo reato d’immigrazione clandestina, i sondaggi plaudono. Anche se poi la vergogna – una vergogna della democrazia – darà un calcio alla legge, e per Titti e gli altri arriverà l’asilo politico. Scampati alla morte e alla disumanità, potranno scoprire quell’Italia che cercavano, e incominciare a vivere.

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Guardare video mentre si “chatta”. Microsoft lancia Messenger Tv

Il servizio, gratuito, potrebbe rivoluzionare il modo di guardare i filmati in rete
In Italia accordi con Mtv, Sony e Ansa. 95 milioni di utenti potenziali nel mondo

ROMA – Guardare la televisione insieme, scegliere i programmi e commentarli, il tutto stando in due parti diverse del mondo. È possibile, da oggi, con “Messenger Tv”, un nuovo servizio internet lanciato da Microsoft che integra, all’interno del popolare client di messaggistica istantanea “Windows Live Messenger”, un vero e proprio canale televisivo. Il servizio, che da oggi è disponibile in oltre venti nazioni (ma non negli Stati Uniti), è frutto dell’accordo di Microsoft con reti televisive e multinazionali dell’intrattenimento, tra cui spiccano Mtv, Sony, Emi e Bbc.

Windows Live Messenger è un software gratuito, molto utilizzato soprattutto dai più giovani (in tutto il mondo ci sono oltre 95 milioni di utenti), che permette di “chattare”, cioè conversare a distanza utilizzando la tastiera del computer, con i propri amici collegati a internet dalle loro case o dai loro uffici. Fino ad oggi era possibile “chattare”, parlare e guardarsi attraverso una webcam, scambiare fotografie. Messenger Tv, invece, introduce una nuova funzione: quella, appunto, di guardare insieme e contemporaneamente uno stesso filmato, con la possibilità di metterlo in pausa o di commentarlo attraverso la chat, che rimane aperta sulla parte sinistra dello schermo del computer.

I video online sono esplosi in popolarità negli ultimi anni (basti guardare al fenomeno YouTube), ma fino ad ora non era possibile guardarli contemporaneamente da computer differenti; secondo Microsoft, la possibilità di guardare film insieme, anche da un capo del mondo all’altro, permetterà di creare una nuova “esperienza sociale” (fatta di reazioni e commenti) e attrarrà gli utenti che già spendono diverse ore al giorno guardando video online e conversando.

In Italia Messenger Tv, oltre a comprendere l’intero catalogo già presente all’interno del portale Msn di Microsoft, ha stretto un’alleanza con il canale musicale Mtv, e permetterà agli utenti di guardare spezzoni di diversi programmi, da “Very Victoria” a “Loveline”, a “Stasera niente Mtv” di Ambra Angiolini. Inoltre, grazie a una partnership con Mediaset, sarà possibile guardare i migliori programmi di Rete 4, Canale 5 e Italia 1. Su Messenger Tv si potranno anche vedere concerti in esclusiva, video musicali (grazie all’accordo, tra gli altri, con la Sony-Bmg), interviste e notizie dal mondo dello spettacolo, video divertenti e trailer cinematografici in collaborazione con Coming Soon Television. Spazio anche all’approfondimento, con i telegiornali Ansa e Agr e le notizie sportive di Sportal.

Una strategia, quella di Microsoft, che punta ovviamente a combattere lo strapotere di Google e di YouTube migliorando la propria raccolta pubblicitaria: già la Twentieth Century Fox e la Pepsi sarebbero interessate a pubblicizzare i loro prodotti su Messenger Tv. In particolare, il servizio ospiterà dei banner pubblicitari all’interno della finestra del software, e dei mini-spot (come già accade su Msn Video) prima dell’inizio di ogni filmato.

Per iniziare a guardare insieme la Tv bisogna avere l’ultima versione di Windows Live Messenger (il servizio almeno per il momento non è disponibile per gli utenti Mac); poi, in una qualsiasi finestra di conversazione, basterà fare click sul pulsante in alto “attività” e selezionare “Messenger Tv”.

“A parte il cancro, tutto bene”

Ieri mattina su Repubblica ho letto un pezzo che mi ha fatto molto riflettere. Corrado Sannucci, storico inviato del giornale che ha seguito soprattutto manifestazioni sportive, ha scritto un libro, intitolato “A parte il cancro tutto bene” in cui spiega il coraggio di affrontare la leucemia. Passando per l’amore della famiglia, la lotta quotidiana, la vita che cambia, l’intimo stravolto.

Riporto qui i primi due paragrafi dell’estratto che oggi ha pubblicato Repubblica. Chissà se Corrado si ricorda ancora di me: quando facevo lo stage a Repubblica.it, ormai più di due anni fa, dividevamo la stessa stanza. Coraggio!

HO svegliato mia figlia e poi siamo rimasti insieme sul letto a farci qualche coccola. “Papà, ma tu adesso non parti più!”. Ho visto nei suoi occhi verdi una consapevolezza che andava molto oltre la circostanza che io non viaggiassi più per lavoro. La sua era una constatazione che conteneva, implicita, una domanda. Ho deciso di risponderle. Le spiego che adesso ho un’infezione al sangue, una specie di raffreddore ai globuli rossi.

“Non hai mai sentito starnutire i miei globuli rossi in questi giorni?”. Le chiedo. “Non hai sentito noiosi “eccì” che non mi fanno dormire la notte?”. Mia figlia sorride, questo inizio di spiegazione l’ha già in parte rassicurata. La mia medicina scende da questo pistoncino che ormai conosce bene. Sarà una cura lunga e noiosa, che mi impedisce di prendere l’aereo, non vogliono che salga a bordo gente che potrebbe nascondere delle bombe nei pistoncini fissati al braccio. Le parti del puzzle cominciano a combaciare. Io che non parto più, il mio elastomero che fa scattare l’allarme al controllo di sicurezza dell’aeroporto, io che la notte mi alzo continuamente perché le emazie che starnutiscono mi svegliano.

Facciamo colazione mentre mia moglie si prepara ad accompagnarci, lei a scuola, me in ospedale. Con una manciata di corn-flakes mia figlia è sazia, io non sarei placato che da un paio di etti di gorgonzola. Ma le faccio compagnia con un biscotto, ha già dovuto digerire l’infezione del padre, non vorrei che le apparisse ora come un famelico Shrek. “Ma dimmi, preferisci quando papà è in viaggio o quando resta a casa e sta più tempo con te?”.

Che domanda piena di trabocchetti mi sono inventato. Per quanto possa averla rassicurata, dev’essere chiaro nella sua testa che la mia presenza a casa è legata alla mia salute, alla possibilità che io non stia bene. Ma come risponderà? Se non avesse un’intuizione delle ragioni della mia insolita disponibilità non potrebbe preferire questi pomeriggi nei quali facciamo i compiti, ascolto i suoi esercizi di pianoforte, la accompagno alle lezioni di nuoto, perdiamo tempo a scegliere le figurine dal giornalaio? “Preferisco quando sei in viaggio!” dice con una smorfia, recitando una scena del tipo: così a casa posso fare quello che mi pare. Ma è solo una recita, appunto. Ci guardiamo negli occhi. “Risposta esatta!” le dico. “Ho vinto un premio?”. “Certo. Te lo sei meritato”.

Mia figlia ha capito tutto. Vuole il papà a lavorare lontano, lo vuole sano.

(leggi l’articolo completo su Repubblica.it)

Possiamo cambiare il Paese


(Sulla scia del “Yes we can” di Obama ripropongo l’inno veltroniano “Se po’ fà” ideato dalla redazione di Tetris)

SOLE e nuvole si alternano nei cieli d’Italia in questi giorni di un aprile che trattiene ancora una coda d’inverno ma preannuncia col verde dei prati e il profumo dei fiori la più dolce stagione dell’anno. Così ci auguriamo che sia anche per la società italiana, appesantita dai tanti fardelli del passato ma desiderosa di riprendere slancio e di lavorare per un futuro meno avaro di speranze e di risultati.

Vedo che la preoccupazione maggiore di molti osservatori delle vicende politiche, giunti alla scadenza della campagna elettorale, si appunta sul dopo elezioni. Quale che sia l’esito, vinca l’uno o l’altro dei due principali competitori, si teme che dalle urne non esca una netta vittoria e di conseguenza un governo più affannato a durare che capace di affrontare i problemi di fondo che incombono sull’Italia, sull’Europa e sul mondo intero.

Si ripropone a questo punto un tema con il quale siamo alle prese da quindici anni, cioè dall’irruzione di Silvio Berlusconi nella politica: quello della sua legittimità, quello dell’anomalia da lui introdotta nella democrazia italiana e della sua demonizzazione da parte di quella metà del Paese che non si riconosce in lui e lo considera a tutti gli effetti il nemico pubblico numero uno.

Questo diffuso sentimento di delegittimazione che provoca inevitabilmente un’analoga reazione, condizionerà la fase politica successiva al voto? Renderà ancora più arduo governare? Spingerà il vincitore a esercitare vendette e discriminazioni contro i perdenti? Trasformerà l’autorevolezza in autoritarismo seguendo uno schema purtroppo frequente nella nostra storia?

La maggior parte degli osservatori indipendenti riconosce a Walter Veltroni d’aver condotto una campagna elettorale misurata e responsabile, senza toni di rissa, senza attacchi scomposti all’avversario, innovativa ed equilibrata sugli impegni assunti con gli elettori. Il timore che si fa strada in queste ore di pausa e di attesa, anche di fronte alle frequenti incontinenze del leader di centrodestra, è che questo clima possa radicalmente cambiare.

L’esperienza dei due anni passati, durante i quali l’opposizione di centrodestra non ha fatto altro che puntare sulla “spallata” per sgominare l’esile maggioranza di Prodi al Senato pesa giustamente nel ricordo di quanti seguono con attenzione le vicende della politica. Non potendo chiedere a Berlusconi di correggere la sua natura, lo chiedono a Veltroni: quale che sarà la sua posizione post-elettorale, spetterebbe a lui e sopportare con inesauribile pazienza gli spiriti animali dell’avversario.

Doppio gravame per Veltroni e per quella metà del paese che non si riconosce in Berlusconi: blandirlo in caso di vittoria dei democratici, sopportarlo se fosse lui a prevalere di poco senza imitare quanto lui stesso fece. Chiedere che i democratici ed il loro leader si assumano questa duplice responsabilità significa considerarli come la parte politica più responsabile. Per certi aspetti suona come un titolo di merito, per altri somiglia ad una “mission impossible”: fare da punching ball non piace a nessuno e non sta scritto in nessun luogo che sia sempre e comunque utile al Paese.

In realtà – chi lo conosce bene lo sa – non è un fascista e neppure un dittatore nel senso militaresco del termine. Non è spietato. Non è xenofobo. Non è razzista. Berlusconi è un pubblicitario. Un venditore. Venderebbe qualunque cosa. Sia detto senza offesa per i pubblicitari di professione: lui è pubblicitario nell’anima, venditore nell’anima.

Quando vende patacche (e gli accade spesso) si convince rapidamente che la sua patacca vale oro zecchino. Perciò è bugiardo con la ferma convinzione di dire sempre la verità. Come tutti i venditori bugiardi è un imbonitore. Come tutti gli imbonitori è un demagogo. Non ha il senso della misura. Strafà. Non rispetta nessuna regola perché le regole le fa solo lui. Guardate l’ultimo atto della sua campagna elettorale, venerdì sera. Pochi minuti alla mezzanotte. Matrix, cioè casa sua, Canale 5. Conduttore Enrico Mentana.

Prima di lui aveva parlato Veltroni per cinquanta minuti. Lui era stato brevemente intervistato da Mimun per il telegiornale delle 20. Poi si era ritirato nello studio del direttore e di lì aveva ascoltato il “récit” del suo avversario. Infine è arrivato il suo turno e ha impiegato gran parte del tempo a ribattere gli argomenti di chi l’aveva preceduto con molta enfasi e parecchi insulti.

Tanto Veltroni era stato pacato e raziocinante tanto lui ha mostrato i denti e la rabbia, ma fin qui niente di speciale, il bello, anzi il bruttissimo, è venuto dopo quando il suo show era terminato, Mentana aveva dichiarato chiusa la trasmissione e aveva cominciato ad illustrare il modo di votare correttamente con davanti un tabellone che riportava un facsimile di scheda elettorale.

Lui non se n’era andato dallo studio, era sempre lì ma fuoricampo. A un certo punto, nello stupore generale, è rientrato in campo, si è sostituito a Mentana ed ha indicato lui il modo di mettere la crocetta sulle schede. Prima che accadesse il peggio, che in realtà stava già accadendo, Mentana ha chiamato la pubblicità e l’indebito spettacolo è stato oscurato. Quest’episodio rivela meglio di qualunque discorso la natura del personaggio e dei suoi spiriti animali.

L’Economist ha scritto che Berlusconi è inadatto a governare una nazione. “Unfit”. Non è un insulto e neppure una demonizzazione. Semplicemente una constatazione. “Unfit”. Inadatto. Metà degli italiani, da Casini fino a Bertinotti passando per i democratici, la pensano esattamente allo stesso modo e così pure i governi e il Parlamento europei.
Si dirà: contano i voti che usciranno dalle urne. Giustissimo, contano i voti e solo i voti. Resta un Paese diviso in due non soltanto per differenze politiche ma anche da un giudizio sulla persona: “unfit”, inadatto, imbonitore, demagogo, venditore di patacche. Metà del Paese pensa questo, ne ha conferma tutti i giorni e sarà molto difficile che cambi idea.

Ci sono infinite altre prove della sua “unfitness” oltre alla miseranda scenetta a Matrix. La più rivoltante è la proclamazione di Mangano, il finto stalliere di Arcore ad eroe. Non si capisce quale tipo di eroismo sia stato il suo, ma sappiamo che è stato condannato a tre ergastoli per associazione mafiosa.

Sappiamo anche che Dell’Utri è in qualche modo connesso a un tentativo di taroccare le schede degli italiani all’estero: un mafioso latitante in Argentina gli ha telefonato proponendogli quell’imbroglio ma Dell’Utri ha risposto di non esser lui la persona adatta e l’ha indirizzato al responsabile del suo partito per gli elettori all’estero, senza però informare di quel contatto né la magistratura né il ministero dell’Interno. Mentre brogli veri si preparano, il leader già ora, in via preventiva, manda in scena una campagna contro i brogli supposti per precostituirsi un alibi in caso di sconfitta elettorale come già fece per tutti i due anni del governo Prodi. “Unfit”.

Sostiene di aver lasciato nel 2006 i conti pubblici in perfetto ordine. La controprova sta nelle cifre a causa delle quali siamo stati per due anni messi sotto processo dall’Europa e ne siamo usciti solo dopo le leggi finanziarie di Paoda-Schioppa.

Sostiene anche di aver realizzato il suo “contratto con gli italiani” per l’85 per cento durante gli anni del suo governo, ma in realtà non ha realizzato se non il 15 perché nessuna delle proposte è diventata legge pur disponendo di 100 voti di maggioranza alla Camera e 50 al Senato. Quei voti servivano ad approvare le leggi a suo personale beneficio, dall’abolizione del falso in bilancio alle norme giudiziarie che accorciavano i tempi di prescrizione dei processi, alla Gasparri che ha mantenuto in vita Retequattro contro le reiterate sentenze della Corte.

“Unfit”. Si potrebbe e forse si dovrebbe continuare, ma a che pro? L’altro giorno ho ricevuto una lettera da un lettore che mi rimprovera perché – dice lui – ho un pregiudizio contro. Io non ho pregiudizi contro e neppure a favore. Esamino la realtà e conosco le persone. Lui è inadatto.

Venderebbe la Cupola di San Pietro al primo che ci creda. Purtroppo molti ci credono. Forse gli inadatti sono adatti ad una parte di questo Paese il quale, non a caso, è in declino. L’altro ieri l’Ocse ha dimostrato che il nostro declino ha toccato il culmine nel quinquennio 2001-2006. È proprio il quinquennio del suo governo. Sarà magari un caso ma è un dato di fatto e coi dati di fatto non si può polemizzare.

Il pareggio elettorale non ci sarà, o vince uno o vince l’altro. Ma al Senato questa regola vale di meno. Può accadere che uno vinca con una maggioranza relativa e non assoluta. Oppure con una maggioranza di pochissimi voti come fu per Prodi. Tuttavia chi vince anche per un solo voto dovrà governare perché questa è la regola in democrazia.

Veltroni ha proposto un patto di “lealtà repubblicana” che significa un’opposizione che controlla, propone alternative, ma non paralizza l’azione del governo votato dalla maggioranza. Berlusconi ha rifiutato questa proposta.

Questo è lo stato dei fatti. Voglio ancora una volta ricordare la frase di Petrolini a chi l’aveva fischiato.
Disse: “Io nun ce l’ho cò te ma cò quelli che te stanno vicino e nun t’hanno buttato de sotto”. È la terza volta che la cito perché descrive splendidamente la situazione e mi sembra una buona chiusura nel giorno in cui andiamo a votare.

Si è creato in queste ultime ore un sommovimento nella pubblica opinione che ricorda quanto avvenne nel 1991 con il referendum di Mario Segni: un voto corale che fece saltare la Prima Repubblica ormai logora e dominata da una logora casta. Questo stesso sentimento può prevalere domani. Domani si può voltar pagina e aprire un ciclo nuovo che rimetta la politica al livello di un’Italia desiderosa di cambiare. Non sprecate questa grande occasione. Siate popolo sovrano perché è questo il vostro giorno.

(Eugenio Scalfari, da La Repubblica, 13 aprile 2008)

Il prof è incapace? Segnalalo su internet

È boom per i siti che permettono di scrivere valutazioni sui propri docenti
Il fenomeno esteso in tutta Europa: “Combattiamo per la meritocrazia”
I diretti interessati: “Studenti pronti a dare giudizi senza conoscerci veramente”

ROMA – Una volta c’erano le scritte nei bagni delle scuole e sui muri degli edifici; oggi, invece, per dare giudizi sui propri professori si utilizza la Rete. Una mania che, pionieri gli statunitensi con decine e decine di siti, si sta diffondendo anche in Europa e inizia a far tremare i diretti interessati: i docenti.

In Italia il sito attualmente più gettonato è VotaIlProf. it (rigorosamente in “versione beta”, cioè di prova, così come si usa ormai lanciare tutti i prodotti del Web). Si tratta di un servizio cosiddetto “social”, che permette a ogni studente di votare i propri docenti universitari (e, se non ci sono, di inserire i loro profili con tanto di foto) su voci come “comportamento all’esame”, “aggiornamento tecnologico”, “cortesia”, “disponibilità in orario di ricevimento”, “risposte via e-mail”, “presenza a lezione”. A fianco di ogni voto, gli studenti possono anche lasciare dei commenti: “Persona seria e corretta – si legge in una scheda – oltre ad essere un ottimo docente. Speriamo futuro preside”. Oppure: “Semplicemente il migliore prof che abbia mai avuto! Sempre disponibile e cortese, preparatissimo e simpatico. Magari fossero tutti come lui”.

Di certo più divertenti, ma sempre abbastanza corretti, i commenti negativi: “Da cacciare da tutte le facoltà”, si legge in una scheda; oppure: “Braccia tolte all’agricoltura”. E c’è anche chi racconta aneddoti: “Per lui – scrive un ragazzo a proposito di un docente di informatica – la sigla ‘Rgb’ rappresentava red, green e il famosissimo colore primario beige!” (‘Rgb’ è in realtà un modello di colori – rosso, verde e blu – che viene usato nel digitale per trasmettere le immagini). E ancora: “Disastroso, il peggior professore della mia carriera universitaria. Argomenti totalmente sbagliati e obsoleti. Disponibilità e affidabilità nulle, nessuno lo vede mai in facoltà”.

Nella pagina principale del sito anche due speciali classifiche: la “Top10”, cioè quella dei prof più votati, e la “Flop10”, che racchiude i docenti che piacciono di meno. “L’intento di VotaIlProf – ci spiega l’ideatore Roberto Chibbaro, 32 anni e una laurea in Giurisprudenza – è quello di costruire un database nazionale per conoscere e valutare i docenti universitari, ridimensionando, eventualmente, i pregiudizi e confermando gli elogi degli studenti. L’idea è di superare il ‘sentito dirè con l’utilizzo di un algoritmo per sviluppare uno strumento di rating serio e affidabile”.

Ma com’è nata l’idea? “Prima – continua Chibbaro – facevo l’avvocato, ma era un lavoro che non mi ha mai entusiasmato. Così con alcuni soci abbiamo deciso di aprire un quotidiano online dedicato al mondo universitario, Unimagazine. it. Poi, un giorno, l’arrivo di una strana e-mail da parte di un gruppo anonimo di docenti che, forse perché aveva apprezzato alcune nostre inchieste, ci proponeva di creare un progetto che si occupasse di meritocrazia e valutazione della didattica. L’idea ci sembrava molto interessante, e così sulla scia dello statunitense RateMyProfessor. com abbiamo creato VotaIlProf. it, online dallo scorso giugno”. Un progetto, prosegue, che “nasce dalla volontà di meritocrazia, per combattere lo schifo di favoritismi e mediocrità che c’è in Italia e cercare, in piccolo, di fermare l’inquietante fuga di cervelli verso paesi che valorizzano di più le persone.

Il sito racchiude al momento 700 schede con oltre 1.500 giudizi e riceve circa mille visite al giorno. La maggior parte degli utenti ha tra i 18 e i 21 anni e si comporta generalmente bene: basti pensare che la media generale è di sufficienza, e che l’alunno non si rivolge a noi solo per denunciare cattivi comportamenti, ma anche per testimoniare la bravura o la correttezza di questo o quel docente. “Abbiamo un codice di comportamento molto stretto – aggiunge Roberto Chibbaro – e cerchiamo di filtrare tutti i commenti che arrivano. Gli utenti stessi, non solo i professori, hanno anche la possibilità di segnalarci gli abusi”. E nel futuro? “Attualmente abbiamo avuto un’importante offerta di acquisto da un grande gruppo industriale. Ora siamo tre soci, ma la nostra speranza è quella di poter assumere del personale e creare occupazione proprio in Sicilia, dove vogliamo restare a operare”.

E i docenti, come si sentono ad essere giudicati sulla pubblica piazza virtuale? “Ci si sente male, molto male”, spiega Marco Lodoli, scrittore, giornalista e insegnante di Lettere. “È terribile per un professionista pensare di essere arrivato a una certa età e dover subire ancora processi, giudizi, valutazioni… rischiando di essere addirittura bocciato. Mi ricordo – continua – dei miei insegnanti, che umanamente erano un po’ un disastro, pieni di difetti, ma che però mi hanno cambiato la vita. Il problema, in questo caso, è che un ragazzo magari comprende l’importanza degli insegnamenti ricevuti anni e anni dopo: come la mettiamo? Già adesso i prof sono una categoria di persone tendenzialmente insicure e depresse, la foto segnaletica su internet non è il massimo. Io, insomma, la vedo ancora di più come una telecamera che ci segue in continuazione pronta a dare giudizi senza conoscerci veramente”.

Fuori dall’Italia quasi ogni paese ha uno o più siti attraverso i quali dare giudizi ai professori, liceali o universitari. Negli Stati Uniti ci sono PickAProf.com, RateMyProfessors.com e RateMyTeacher.com, molti dei quali coprono anche tutto il mondo anglofono arrivando in Canada, Inghilterra, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. In Francia c’è Jenotemonprof.com, che punta tutto sullo “spirito di dialogo, rispetto e cambiamento”. In Germania, c’è Spickmich.de, sito molto completo dedicato a corsi e docenti di tutte le università tedesche. Tra le voci da votare, giustizia, comprensione, divertimento e sforzo dello studente per ottenere un buon voto. E addirittura è possibile commentare ogni singola lezione.

Sandra Lonardo Mastella ospite della prima puntata di Tetris

Sandra Lonardo Mastella è l’ospite della prima puntata di Tetris, l’avvincente “surreality-show” della televisione italiana che incastra politica, tv, fatti, personaggi, informazione e intrattenimento, condotta da Luca Telese in onda da venerdì 15 febbario su La7 alle ore 00.05.

Concluso a dicembre un primo ciclo di programmazione, la versione 2008 di Tetris rimane fedele alla sua vocazione verso l’inchiesta e l’indagine spiazzante e riparte dalla Campania per ampliare il tema a un’analisi della nuova campagna elettorale e dell’attuale situazione politica del Paese. Ad animare il dibattito in studio, oltre alla presidente del Consiglio regionale della Campania, sono attesi: il regista e direttore della Scuola per documentaristi della città della Scienza di Napoli Mimmo Calopresti, l’ex senatore Francesco De Notaris, il notista politico de la Repubblica Antonello Caporale e Paolo Chiariello giornalista di Skytg24.

Atteso inoltre Uwe Jantsch l’artista austriaco che l’anno scorso si è distinto per aver creato un’installazione alla Vucciria che ricostruiva la Cattedrale di Palermo con materiali di risulta. In esclusiva a Tetris improvviserà un’opera dedicata al tema della puntata.

La bizzarra ma intelligente punteggiatura di Tetris nel raccontare fatti e persone, i lusighieri risultati in termini di ascolti hanno consolidato e rafforzato il programma pronto a ripartire con un nuovo ‘game’ che proverà a incastrare temi forti e controversi di attualità.

In un’atmosfera generalmente brillante e sarcastica, ogni puntata alterna al dibattito servizi filmati, rubriche e trovate spesso provocatorie e paradossali che nelle varie edizioni del programma hanno segnato momenti memorabili e clamorosi trovando grande eco sui giornali e nel mondo politico. Ne ricordiamo solo alucuni:

Celebre è il cilicio consegnato il 5 marzo 2007 a una piccata senatrice teodem Paola Binetti che, ospite in studio, pensò bene di risponde a un quiz del RischiaTetris condotto da Mike Bongiorno all’interno del programma: “l´omosessualità è una devianza della personalità”. Immediate e sonore le reazioni e le critiche del mondo politico.

Per non parlare della Fonte Avvelenata, la rubrica di “gole profonde” della politica che, nella puntata in onda il 19 ottobre 2007, ha quasi aperto una crisi di governo. I fatti: un uomo con viso e voce camuffata vicino a Veltroni dichiara alle telecamere di Tetris che il sindaco di Roma auspica elezioni anticipate. La notizia fa subito il giro dei palazzi istituzionali e manda su tutte le furie l’exGuardasilli Mastella e il capogruppo Udeur al senato Tommaso Barbato che interrompono i lavori sulla Finanziaria al senato per le dichiarazioni rilasciate a Tetris.

E ancora, fanno parte del passato più remoto di Tetris, il glaciale botta e risposta a distanza tra Barbara Berlusconi e Maurizio Costanzo. Il 18 maggio 2006 il giornalista-conduttore sceglie Tetris per rispondere alla “giovinetta”, ‘rea’ di aver espresso nel programma della Bignardi le sue preferenze televisive. La querelle tra i due personaggi si conclude il giorno con una lettera della figlia dell’ex premiere al direttore del Corriere della Sera.

Più recente invece, lo scorso novembre, l’acceso sfogo di Bruno Vespa che risponde a muso duro alle domande di Telese sulle intercettazioni: “Cosa? Sia chiaro nelle sue domande – sbotta Vespa – Lei parla come se io fossi stato intercettato. Calmiamoci. Impariamo il mestiere. Le intercettazioni sono una schifezza! Io non sono stato intercettato. In questo Paese se ne fa un uso illegittimo. L’Italia è l’unica democrazia dove le intercettazioni sono spesso usate in maniera impropria e servono a distruggere le vite delle persone, senza aiutare la giustizia “.

Non mancheranno le Storielle d’Italia a fumetti ovvero i retroscena della cronaca politica di ieri e di oggi raccontati dalle tavole a fumetti disegnate da Emanuele Fucecchi che per questa prima puntata ha creato la “Bassolineide”.

Tra le novità di questa edizione c’è il pubblico al quale sarà dato più spazio e potrà intervinire al dibattito. In questa prima puntata seduti tra il pubblico ci saranno Lidia Mancini, la giovane disoccupata che chiese una raccomandazione al Presidente Napolitano e Livio Falcone uno dei ragazzi di Pianura che si è impegnato a fermare la riapertura della discarica.

Repubblica.it, ultimo aggiornamento come il New York Times


Qualche giorno fa Repubblica.it ha cambiato (di poco) la grafica della testata, inserendo subito sotto anche l’utile dato dell’ultimo aggiornamento:

Repubblicaitnuovatestata

Ma non vi sembra un po’ “uguale” al sito del New York Times? Beh, comunque ottima scelta direi, dà a mio avviso il senso dell’aggiornamento continuo e della freschezza delle notizie.

Nytimestestata

Lost, arriva il videogioco ufficiale. Cosa porteresti su un’isola deserta?

ROMA – Vi siete mai chiesti come vi comportereste se, sopravvissuti a un disastro aereo, vi trovaste su un’isola deserta e piena di misteri insieme a decine di sconosciuti? Se lo sono chiesto, di sicuro, i milioni di appassionati alla serie Tv “Lost”, giunta in Italia alla terza stagione (negli Stati Uniti inizierà fra qualche giorno la quarta). Fan che popolano decine e decine di siti internet e blog su cui si discute quotidianamente del destino di Jack, Kate e Sawyer e dei tanti misteri, tra il reale e il metafisico, che i personaggi si trovano ad affrontare.

Per conoscere e approfondire meglio la serie Tv che appassiona milioni di telespettatori in tutto il mondo e che ha vinto premi come l’Emmy Award e il Golden Globe, la Ubisoft lancerà in Italia a partire dal mese prossimo il videogioco ufficiale di Lost. Un videogame scritto insieme agli sceneggiatori della fortunata serie, che consentirà a tutti gli appassionati di immergersi ancora di più nei misteri e negli intrighi dell’isola.

Protagonista del gioco è un fotografo di guerra, Elliot Maslov, passeggero dell’aereo non presente nel telefilm (“Un personaggio fittizio – spiegano gli sviluppatori – che interagisce con quelli della serie proprio per non alterare gli equilibri della storia”), che si troverà a dover risolvere enigmi superando con astuzia i nemici, combattendo contro la “creatura di fumo” e affrontando numerose altre sfide, tra botole e muri di cinta elettrificati, tra strani animali e bizzarre comunicazioni via radio. Nel videogioco, una vera e propria avventura grafica, il giocatore dovrà interpretare proprio Maslov, interagendo, parlando e confrontandosi con tutti i personaggi, esplorando l’isola e approfondendo aspetti della trama che per esigenze televisive sono stati trascurati. Solo capendo il proprio passato, il fotografo riconoscerà i propri errori e scoprirà la via per tornare a casa (il gioco è infatti sottotitolato “Via Domus”).

L’inizio del videogame è lo stesso di quello della fortunata serie televisiva: il volo Oceanic 815 esplode in aria e precipita su un’isola del Pacifico apparentemente deserta. I sopravvissuti, spesso in contrasto tra loro, sono costretti a organizzare una vera e propria società primordiale in cui ognuno ha un suo compito, e dovranno collaborare per contrastare e superare le tante avversità.

“Il videogioco di Lost – racconta Stefano Rigattieri, group brand manager di Ubisoft – si propone come un momento in cui i fan della serie potranno scoprire alcuni dei segreti che non sono stati rivelati nelle due precedenti stagioni, ma rassicuriamo tutti che non svelerà nulla della terza e quarta serie. La potenzialità del gioco sta anche nelle immagini e nei video: si tratta di riproduzioni fedelissime del telefilm, così come anche le tecniche dei flashback o degli intermezzi (i celebri ‘previously on Lost’) sono riproposte in maniera perfetta”.

Il gioco è orientato sia ai fan della serie, che potranno approfondire e dare risposta ad alcuni dei tanti misteri rimasti irrisolti, sia a chi non ha mai visto il telefilm, che potrà iniziare ad appassionarsene entrando direttamente nel gioco e vivendo con ancora maggiore intensità le vicende di Sayid, Locke, Hurley, Sun, e così via. “È un videogame molto semplice e piuttosto intuitivo – prosegue Rigattieri – rivolto anche a un pubblico di giocatori non abituali, e che non deluderà i fan della serie, perché i personaggi, le caratterizzazioni, le atmosfere e le musiche sono riproposte in maniera assolutamente fedele”.

Il videogame sarà disponibile sul mercato italiano per Pc-Dvd Rom, PlayStation 3 e Xbox 360 a partire dal 28 febbraio.

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Una bellissima analisi della nostra Italia, come ogni domenica


Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio di leggere l’editoriale di questa mattina su Repubblica di Eugenio Scalfari dal titolo “L’Italia non è triste, ma è solo schifata”, che analizza la situazione socio-economica e politica nell’Italia del 2007. Passando per la legge elettorale, il governo Prodi, l’immobilismo politico, i furbetti, il caso-Rai e i problemi della magistratura.

No, colleghi del “New York Times” il nostro non è un Paese né triste né inerte. Semmai è un Paese indignato che non si sente rappresentato oggi come ieri come l’altro ieri e più indietro ancora, fino ai Viceré di triste memoria. L’hanno fatto diventare un Paese anarcoide e allo stesso tempo pronto a farsi cavalcare dai potenti di turno. Ma ci sono ancora – e sono tanti – che rifiutano questi attributi e si aspettano un cambio di marcia e nuove speranze.
Noi siamo tra questi.

Bellissimo articolo di Antonio Dipollina su Tetris oggi su Repubblica

Scrive oggi su Repubblica Antonio Dipollina a proposito di Tetris:

SE IL RETROSCENA POLITICO FINISCE IN TELEVISIONE

Ci sono Vespa e altri convinti di offrire in Tv un baluardo all’antipolitica – spesso ottenendo il risultato opposto. Il posto Tv dove la politica è invece più al sicuro si chiama Tetris, su La7 il venerdì a mezzanotte e in replica il sabato alle 13. È la seconda stagione, Luca Telese e una vispa banda di autori si divertono assai a giocare con gli stimoli (eppur ci sono) di questa politica: si inventano di tutto, piazzano confronti altrimenti impossibili altrove come la strana coppia Cicchitto&Latorre contro Marco Travaglio. Oppure inscenano la gag del finto diessino travisato che parla con la voce dei serial killer in Tv e spiega le vere strategie di Veltroni: altro non è che la trasposizione televisiva degli articoli scritti dai “retroscenisti” più arditi della carta stampata. Essendo l’archivio delle pochezze della politica pressoché sterminato, Telese e gli altri hanno buon gioco. Qua e là affiora, ogni tanto, un minimo di indignazione di fronte a certe mediocrità: ma il senso è che l’attuale panorama politico è migliorabile, giocabile, nonché gestibile come l’area ideale per produrre programmi Tv siffatti. Siamo ad anni luce da certi richiami – molto veltroniani, anzi giunti da Veltroni medesimo – del tipo “come erano belle le conferenze stampa di Berlinguer e Zaccagnini”.
Siamo nel luogo opposto rispetto ai consigli ai politici di andare di meno in Tv, a non consumarsi solo nella propria rappresentazione: quelli di Tetris si divertono proprio e anzi ordinano ai politici che, visti i risultati della loro opera, almeno si diano da fare per lo show.

Repubblica: raggiunto l'accordo, sciopero sospeso

Accordo raggiunto a Repubblica tra direzione, Cdr, Azienda. Al quinto giorno di sciopero le parti hanno trovato un’intesa che si svilupperà nei prossimi giorni attraverso una trattativa sui temi sollevati dai giornalisti.

Ecco il commento del Comitato di redazione: “Abbiamo segnato una svolta fondamentale nelle relazioni sindacali all’interno di Repubblica. Ed è una svolta che, per le sue caratteristiche, avrà riflessi straordinari anche sulla vertenza per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro”.

“Dopo giorni difficilissimi, la compattezza della redazione che ha sostenuto i sette giorni di sciopero, ha consentito di raggiungere un risultato che non ha precedenti nelle trattative sindacali. Per la prima volta, si apre un tavolo negoziale a tre, in cui il Direttore ha assunto un ruolo di primo piano non come mediatore, ma come giornalista e come protagonista della trattativa. Un negoziato senza alcuna pregiudiziale, senza alcun “veto”, sempre con la presenza attiva del Direttore (garante della trasparenza del metodo di confronto) e che prevede, in ogni sua fase (la prima inizierà giovedì prossimo) anche la parte economica e di benefici per la redazione, in una scaletta di priorità già fissata e calendarizzata. Inoltre, il negoziato – per accordo tra le parti – avrà tempi ravvicinatissimi. La trattativa potrà anche avere momenti futuri di contrasto duro, ma non dovrà mai uscire – secondo il protocollo d’intesa – dal principio generale che è tutto negoziabile e che si baserà sul reciproco rispetto”.

“Ora si apre una nuova fase: quella dei risultati concreti. Ognuno dovrà fare la sua parte secondo la sua responsabilità e il suo ruolo. L’impegno sottoscritto è quello della massima correttezza reciproca”. “L’azienda si è impegnata a confermare la prassi delle sostituzioni per lunga malattia, ritirando la precedente decisione contraria”.

Ecco il testo del Protocollo d’intesa:

Accogliendo l’invito del Direttore di Repubblica, preoccupato per il punto di difficoltà delle relazioni sindacali, il Comitato di Redazione e l’Azienda si impegnano ad entrare in una nuova stagione che ridefinisca positivamente i loro rapporti, a beneficio di tutti.

A tal fine, Azienda e Comitato di Redazione si impegnano ad un mutuo riconoscimento, nell’autonomia reciproca e negli ambiti, nei ruoli e nelle competenze proprie.

In particolare, l’Azienda riconosce formalmente il ruolo ed il peso dei giornalisti di Repubblica nello sviluppo del giornale e nella crescita di autorevolezza del marchio “Repubblica”, e dà atto dell’impegno e dei risultati giornalistici e di qualità raggiunti in questi anni.

Il Comitato di Redazione riconosce che una sana e corretta gestione amministrativa, come quella condotta dall’Azienda, è elemento di forza e di sicurezza oltre che garanzia nell’esercizio quotidiano del lavoro giornalistico e dà atto agli azionisti di aver sempre garantito la libertà del giornale e dei suoi redattori, un’indipendenza che fa parte della storia di Repubblica.

Da qui può nascere un quadro di relazioni nuovo, improntato ad uno spirito di reciproco rispetto che nulla tolga all’autonoma definizione delle diverse posizioni e alla difesa dei legittimi interessi che Azienda e Comitato di Redazione rappresentano.
Questo non eliminerà i contrasti e nemmeno il conflitto. Ma potrà incanalarli dentro uno schema condiviso di relazioni con la possibilità di affrontare preventivamente e nel confronto anche i passaggi più difficili.

Si tratta di una forte novità nel metodo, che potrà produrre risultati di sostanza. Ed infatti Comitato di Redazione e Azienda aprono subito – in questo nuovo quadro di rapporti – un tavolo di confronto negoziale, al quale per la prima volta prenderà parte anche il Direttore.

Nel nuovo schema di relazioni non entrano né le piattaforme, né i rifiuti del recente passato. Ma entrano – in una nuova dinamica di confronto – tutti i problemi che sono stati affrontati, senza alcuna esclusione pregiudiziale; oltre a tutti gli altri temi che fanno capo al Direttore e all’organizzazione del lavoro, con l’esclusione dei contenuti giornalistici, non disponibili né per l’Azienda, né per il Comitato di Redazione.

Si parte con una ricognizione comune – a tre – di tutti i problemi, per arrivare ad una gerarchia di urgenza e di importanza nell’affrontarli. Su questo si avvierà il confronto a tre con l’obiettivo comune di concludere il negoziato in tempi ravvicinati, e con la disponibilità di ognuna delle tre parti a mettere in gioco porzioni della loro potestà in cambio di risultati concreti e di una soluzione generale dei principali nodi del giornale.

Il Direttore si dichiara disponibile a ridiscutere tutta la tematica dell’organizzazione del lavoro. Il Comitato di Redazione si dichiara pronto ad affrontare i temi della mobilità interna, della produttività e della flessibilità del lavoro. L’Azienda si dichiara consapevole che alcuni di questi nodi, una volta risolti, avranno una necessaria ricaduta economica.

Questo nuovo schema di confronto rappresenta una svolta importante per il nostro giornale che non va dispersa, proprio perché può diventare la base per un nuovo sistema di relazioni interne.

Cdr Direzione Azienda