Repubblica, proclamato sciopero di sette giorni

I giornalisti hanno deciso di astenersi dal lavoro dal 16 al 22 aprile. Repubblica.it riprenderà le pubblicazioni il 23, il quotidiano sarà in edicola il 24.

Ecco il comunicato del Comitato di redazione:

Il Comitato di Redazione di Repubblica ha deciso sette giorni di sciopero dei giornalisti a partire da oggi, 16 aprile, fino a domenica 22. Il sito di “Repubblica.it” riprenderà dunque le pubblicazioni lunedì 23, il quotidiano tornerà in edicola da martedì 24.

Il Cdr comunica che alla base della protesta c’è la decisione dell’azienda di non procedere a sostituzioni di giornalisti assenti per malattia lunga, in quanto non previste dal contratto. Il Cdr inoltre contesta la decisione dell’azienda di respingere qualsiasi proposta di confronto sull’organizzazione del lavoro, come pure qualsiasi ipotesi di accordo aziendale. Inoltre, c’è sempre in piedi la vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei giornalisti, scaduto da oltre due anni.

Il Cdr di Repubblica con questa protesta intende sollecitare il coinvolgimento del mondo della politica, sinora apparso sostanzialmente assente – dice il sindacato – sui temi contrattuali della categoria.

Repubblica.it compie oggi dieci anni

L’editoriale del direttore di Repubblica, Ezio Mauro.

Documentare la realtà
Giocare con le curiosità

di EZIO MAURO

Guidata dalla sua spinta naturale per il cambiamento e l’innovazione, Repubblica dieci anni fa ha attraversato per prima tra i giornali italiani la frontiera di Internet. Un obbligo di modernità, una scelta di sperimentazione, alla ricerca del nuovo, là dove si forma nell’ultimo rivoluzionario incontro tra l’informazione e la tecnologia.

E’ nata così, il 14 gennaio del 1997, la versione elettronica di Repubblica: un sito informativo con l’imprinting e l’identità del nostro giornale, che rappresentava una novità assoluta per il panorama italiano e che funzionò da apripista per tutti gli altri quotidiani, pur essendo appena un embrione delle potenzialità immense di internet.

Dieci anni dopo, internet ha cambiato la storia del mondo, perché in rete tutto è contemporaneo, ha cambiato la geografia (tutto è ubiquo), ha cambiato l’economia e i rapporti di potere, e infine il nostro costume privato e collettivo. Dentro questo spazio di tempo e dentro questa dinamica esplosiva, Repubblica.it è diventato non solo il primo giornale d’Italia come numero di lettori, ma soprattutto un vero e proprio giornale, che declina la migliore tradizione della scuola di Repubblica insieme con l’innovazione, la flessibilità e la velocità del web.

Oggi il nostro sito non è più la traduzione elettronica del giornale di carta, ma un grande portale d’informazione in continuo aggiornamento, autonomo e forte nella ricerca delle notizia e nella costruzione dei servizi, trend-setter per tutte le novità, capace di stabilire un rapporto con i lettori che allarga ogni giorno e fa durare nel tempo il mondo di Repubblica.

Un giornale rigoroso e modernissimo, duttile e preciso, capace di documentare la realtà e di giocare con le curiosità che nascono dalla giornata, pronto a unire alle grandi firme del giornalismo scritto i documenti fotografici, i filmati delle vicende più significative, le voci, le musiche, le testimonianze che formano il rullo della nostra vicenda multimediale.

L’ultimo sviluppo è Repubblica Radio Tv, il primo esempio italiano di radio-televisione nata sul web e per il web, che parte dal sito, recupera firme ed esperienze del giornale di carta, le sviluppa nel modulo radiofonico e televisivo, rendendo il sito una vera e propria piattaforma polivalente del nostro sistema informativo.

Dentro, uno sviluppo impetuoso di soluzioni tecnologiche al servizio dell’utente, grazie al supporto di Kataweb, e una coerenza formidabile con il codice giornalistico di Repubblica, testimoniato da tutti i giornalisti di Repubblica. it, dai fondatori fino a Giuseppe Smorto che oggi guida il lavoro della redazione.

Per Repubblica, il sito è un giornale nel giornale, che nasce prima del quotidiano e dura dopo, e ha la dimensione e la potenza universale del web, portando in quel mondo un modo di essere e un criterio di lettura, una dimensione culturale tipiche del nostro giornale. In più, una comunità autonoma e forte, giovane e moderna dentro il nostro universo di lettori, in un legame molto stretto che ci consente di usare in piena libertà e in piena coerenza i diversi linguaggi complementari della rete e del giornale di carta. Come se davanti ad un grande fatto a noi toccasse il compito di interpretarlo al meglio, sapendo però che quel fatto accade ormai dentro Repubblica.it.

(14 gennaio 2007)

Repubblica senza firme

COMUNICATO DEL CDR

Cari lettori, oggi troverete il vostro giornale sostanzialmente “spoglio” delle firme dei suoi giornalisti e dei suoi collaboratori. È una forma civile di protesta che la redazione di “Repubblica” (e con essa tutte le testate del Gruppo Espresso) ha deciso di attuare dopo l’ennesimo no degli editori ad avviare un tavolo di trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto ormai da quasi due anni.

Si tratta di una prima risposta all’inaccettabile posizione della Fieg che tenta, evitando il confronto sul contratto e utilizzando nelle redazioni e nelle nuove iniziative forme spurie e non regolamentate di rapporti di lavoro, di mettere il bavaglio ai giornalisti e alla libera informazione garantita dalla Costituzione.

I giornalisti si sono dichiarati disponibili a trattare, senza alcun pregiudizio, l’intera problematica dell’editoria italiana, consapevoli delle incognite future di un settore in profonda trasformazione, ed è per questo che hanno partecipato, convinti, al tavolo sulla riforma dell’editoria. Ma allo stesso tavolo, governo e Federazione Nazionale della Stampa hanno ribadito che il cambiamento non poteva essere scisso dal negoziare anche un contratto equo, garantista e avanzato per la categoria. Agli editori interessa oggi soltanto allargare il fronte del precariato, avere mano libera nella realizzazione di tutte le nuove iniziative multimediali, ridurre drasticamente il costo del lavoro utilizzando forme contrattuali sostanzialmente fuori dalle normative vigenti.

Se da una parte chiedono al governo una riforma dell’editoria che fornisca loro anche congrui finanziamenti, dall’altra vogliono gestire le aziende editoriali senza alcun controllo e regole. Un solo esempio: chiedono più potere nell’INPGI, l’istituto di previdenza della categoria, che controlla l’operato delle imprese editoriali per quanto riguarda l’applicazione del contratto. Come dire: i controllati che vogliono diventare controllori di se stessi.

Il Comitato di redazione di Repubblica

Treno travolge tir precipitato sui binari

da REPUBBLICA NAZIONALE – pagg. 1 e 25

Bari, il camion caduto dal cavalcavia: morto l’ autista, ottanta feriti
I vigili del fuoco hanno aiutato i passeggeri ad uscire dalle carrozze dopo l’incidente vicino a Bitonto.

di DANIELE SEMERARO

GRUMO APPULA (BARI) – Pochi minuti di differenza e sarebbe stata una strage. Ore 9.17, località Mellitto, 30 chilometri a sud-ovest di Bari. Sulla statale 96 un tir carico di legname guidato da un uomo di nazionalità marocchina di 38 anni, Aziz Mautazzakki, sbanda, sfonda il guard rail di un cavalcavia e precipita per circa dieci metri sui binari della linea Bari-Matera delle Ferrovie appulo lucane. La causa, spiegano alcuni testimoni, sarebbe da imputare all’ ancoraggio difettoso del carico alla motrice. Trascorrono circa due minuti e uno dei passanti, che si apprestava a soccorrere l’autista del tir (che probabilmente, ma questo si saprà dopo, era morto sul colpo) sente in lontananza l’arrivo di un convoglio.

Si tratta del “rapido 18” in servizio da Matera a Bari. È il panico, e inizia a sbracciarsi per segnalare il pericolo. Il conducente del treno, infatti, non può accorgersi di nulla perché prima del luogo dell’incidente c’è una lunga curva e una galleria.

«Stavo per entrare nel tunnel – racconta ancora stordito Vincenzo Gimigliano, 50 anni, da 30 macchinista – quando ho visto un uomo fare alcuni cenni e mi sono messo in allerta. Subito dopo l’uscita dalla galleria, lunga non più di 50 metri, ho visto un enorme camion ribaltato sui binari. Immediatamente ho azionato la “rapida”, il sistema frenante di emergenza, ho preso per un braccio il capotreno che era con me nella cabina di guida e ci siamo buttati all’interno del vagone. Il convoglio ha cominciato a slittare sui binari, e pochi istanti dopo c’è stato l’impatto, fortissimo».

L’incidente è avvenuto alle 9.17, quando il treno, superate le stazioni di Altamura e Pescariello, si trovava a circa 800 metri dallo scalo di Mellitto. Davanti ai soccorritori, che hanno aiutato i circa novanta passeggeri a scendere dal convoglio, un groviglio di lamiere: il primo dei due vagoni di cui era composto il treno era piegato sul lato sinistro della massicciata e sotto la carrozza trainante è rimasta incastrata per ore la motrice del camion. Fra una settimana su quel treno ci sarebbero stati molti più passeggeri visto che è molto frequentato da lavoratori e universitari, e nel periodo invernale arriva a trasportare anche seicento persone.

«Tutto intorno a noi – raccontano alcuni dei circa ottanta feriti – c’erano solo schegge di vetro impazzite, polvere e sangue». I soccorritori sono arrivati in forze da tutta la provincia di Bari con numerosi elicotteri e ambulanze. Tutto intorno, il traffico sulla statale 96 Bari-Altamura è stato bloccato creando non pochi problemi alla circolazione. Medicati nei pronto soccorso della zona, i feriti sono stati quasi tutti dimessi in giornata. A bordo del treno c’era anche una donna incinta al quinto mese: è in buone condizioni e non ha riportato lesioni.

Sull’incidente il pm Isabella Ginefra del tribunale di Bari ha aperto un’indagine, ipotizzando il reato di lesioni colpose plurime. Il magistrato ha disposto anche l’ autopsia sul corpo del camionista.

Repubblica.it ed elezioni, è record assoluto

Da un’Ansa delle 15.45.

ELEZIONI: RECORD DI ACCESSI PER SITI WEB D’INFORMAZIONE /ANSA
E L’ARRESTO DI PROVENZANO PROLUNGA IL ‘PICCO’

(ANSA) – ROMA, 11 APR – Accessi da record: questo è il commento quasi unanime che circola nelle redazioni Internet italiane oggi. La richiesta sulla rete di informazioni e dati sull’andamento delle elezioni politiche è stata enorme ed è cominciata ben prima della chiusura dei seggi alle 15, ora in cui quasi tutti i siti più importanti hanno messo in linea delle home page molto più leggere del solito, in alcuni casi anche senza foto e senza pubblicità, per far fronte all’assalto degli Internauti. E l’assalto si è ripetuto stamani in concomitanza con la notizia dell’arresto del boss dei boss Bernardo Provenzano. Solo in tarda mattinata i principali portali sono tornati alla normalità.
Il portale dell’Ansa, sul quale era stato allestito anche uno speciale ‘cruscotto’, una pagina con i risultati in tempo reale dal Viminale, ha registrato un traffico da record sin dalla mattina di ieri.
In alcuni casi i siti d’informazione hanno visto anche triplicare il loro traffico normale, come nel caso di Repubblica.it che ieri, fino alle 24, ha registrato circa 50 milioni di pagine viste e quasi un milione e mezzo di ‘utenti unici’. Un record assoluto per il sito, superiore quindi a quello precedente, registrato in occasione della morte di Papa Giovanni Paolo II. Repubblica.it ha comunque dovuto impiegare una home page ridotta, nella grafica e nei link, per consentire il numero maggiore possibile di accessi.
Si parla di record assoluto del sito anche a Corriere.it: 25 milioni di pagine e 1.110 mila utenti unici fino alle 24. Il picco però è continuato fino a tarda notte, grazie all’incertezza dei risultati. Ed è ricominciato stamani con l’arresto di Provenzano, impedendo a Corriere.it, così come a molti altri siti, di tornare alla sua abituale veste grafica.
L’aumento degli accessi, circa il doppio del normale, non ha però intaccato la videochat di Beppe Severgnini: la webtv del Corriere ha registrato durante le diverse ore di diretta circa 100 mila utenti unici e più di 13 mila domande on line ai personaggi in studio.
La Rai globalmente ha registrato il 50% di accessi e l’80% di utenti unici in più rispetto al record precedente, fissato anche in questo caso in occasione delle esequie di Papa Woytjla.
Cinque milioni le pagine viste fino alle mezzanotte, sul portale rai.it, mentre i lettori ‘unici’ sono stati 590 mila. Su RaiNews 24, in particolare le ‘pagine viste’ fino alla mezzanotte sono state 636 mila e gli utenti unici circa 100 mila.
Record anche per sito di TGCom, il ‘telegiornale’ sul Web di Mediaset, dove nella giornata di ieri sono stati registrati più di 660 mila utenti unici e 10,9 milioni di pagine viste nella giornata del 10 aprile. Fino a mezzogiorno di oggi, i lettori ‘unici’ del sito sono stati quasi due milioni e mezzo.
Per quanto riguarda gli altri portali e siti d’informazione italiani non è stato possibile ottenere dati certi, anche perchè molti fanno riferimento a servizi di rilevamento esterni che rendono disponibili i dati solo dopo un certo lasso di tempo. (ANSA).
VC
11-APR-06 15:45 NNNN

"Vietato ai maggiori" compie 2 giorni. Ed è già blog-mania tra i giovanissimi

Centinaia i diari web aperti grazie all’iniziativa di Repubblica Scuola&Giovani
e Kataweb. Viaggio all’interno delle pagine più interessanti

“Vietato ai maggiori” compie 2 giorni
ed è già blog-mania tra i giovanissimi

L’innamorato, l’indipendentista sardo. E i ragazzi del collettivo…
di DANIELE SEMERARO

ROMA – Dall’indipendentista sardo al romanticone, dall’appassionato di cinema al rappresentante d’istituto. È un bilancio decisamente positivo quello dei primi due giorni di vita di “Vietato ai maggiori”. Repubblica.it e Kataweb offrono a tutti i ragazzi la possibilità di creare il proprio blog, una sorta di “diario online” in cui esprimere opinioni, discutere di temi vari, raccontare le proprie giornate o magari chiedere consiglio sui propri problemi. Il tutto senza bisogno di particolari nozioni tecniche: basta sceglierne il nome, la veste grafica e l’argomento. Il gioco è fatto.

L’idea è quella di dare ai ragazzi uno spazio in cui si possano esprimere con una relativa libertà e non si sentano costretti, come spesso accade su altri siti, a dover dire le cose che gli adulti vogliono sentirsi dire.

E così già dalle prime ore spuntano i primi blog. Come quello di Adalberto, un patito di cinema, che scrive: “Anche se ho 14 anni non significa che non sia capace di tenere in mano una telecamera, scrivere storie, o semplicemente di montare un metraggio”, proponendo ai suoi coetanei appassionati della macchina da presa di iniziare una collaborazione. Oppure c’è chi, senza rivelare il proprio nome, ha trovato un modo innovativo di dimostrare il proprio amore alla fidanzata: “Quella che vedete qui sotto è la mia ragazza – dice riferendosi a una fotografia -, dire che è stupenda è riduttivo. La devo ringraziare ogni istante per essere entrata nella mia vita”.

Poi c’è chi racconta, secondo un format già sperimentato in moltissimi altri blog, le proprie giornate di lavoro, cercando di trovare uno spiraglio per evadere, anche per qualche istante, dal proprio ufficio e dalla propria scrivania. E chi, invece, come “KoLLetTivo KONTESTO” racconta l’emozione per la creazione di un collettivo nella propria scuola: “Eravamo pochi, è vero, ma eravamo davvero carichi e abbiamo passato due ore e mezzo di fiato a discutere dei problemi della nostra scuola e della scuola italiana”.

Uno dei blog più singolari è certamente “Indipendentzia Repubblica de Sardignia”, creato da Vilfredo, che invita tutti a partecipare a una discussione sull’indipendentismo sardo: “Non pensate a un indipendentista come a uno che va in giro col costume a cantare ‘Nanneddu Meu'”, dice, proponendo un confronto democratico con i coetanei. Il suo prossimo obiettivo? Creare, sempre sul blog, un piccolo dizionario sardo-italiano.

Le idee non mancano, come si può vedere, e siamo ancora agli inizi. Entro qualche giorno dalla creazione i blog cominceranno anche a essere indicizzati nei più importanti motori di ricerca (da Google a Yahoo! a Technorati) e da allora saranno ancora di più sotto gli occhi di tutti, e i commenti e i link incrociati aumenteranno a dismisura, creando una vera e propria community.

(28 ottobre 2005)