Il World Wide Web compie 20 anni. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Vent’anni e non dimostrarli affatto. È il World Wide Web, la grande rete mondiale, nata ufficialmente il 13 marzo del 1989. Quel giorno il ricercatore britannico Tim Berners-Lee presentò al Cern di Ginevra un sistema per la distribuzione di dati scientifici basato sugli ipertesti, cioè testi in cui le singole parole potevano essere utilizzate per creare legami con altre pagine. Nella primavera del 1991, i primi test, nel dicembre successivo il primo collegamento con un server al di fuori del Cern.

Nei prossimi quattro anni un quarto della popolazione mondiale sarà connessa a internet

→ D@di per Geekissimo.com

Secondo un report stilato dalla Jupiter Research, il numero di persone collegate online nel 2012 raggiungerà quota 1,8 miliardi, andando così a comprendere circa il 25 per cento degli abitanti del pianeta. La crescita maggiore avverrà – come era facile sospettare – nei paesi con le economie emergenti come Cina, Russia, India e Brasile. In totale, il numero di persone collegate crescerà del 44 per cento tra il 2007 e il 2012.

“Anche se le economie emergenti avranno una minore penetrazione online, se si comparano le cifre con quelle dei paesi più sviluppati – spiega il direttore della ricerca Vikram Sehgal – crediamo che questi paesi inizieranno a puntare molto su ’sofisticate attività online’ rispetto ai paesi che adesso uitlizzano di più la rete, andandoli anche a superare“. Tra l’altro, il mercato più redditizio sarà sicuramente quello asiatico, grazie all’alto tasso di crescita sia della popolazione, che del mercato tecnologico.

“L’Asia non solo avrà il tasso di crescita più alto, se comparato agli altri continenti, ma formerà un mercato capace di rispondere alle richieste di un enorme gruppo di utenti sofisticati. La notizia arriva a pochi giorni dalla stima di Gartner secondo cui il numero di personal computer nel mondo ha appena superato quota un miliardo, grazie anche alla crescita dei mercati emergenti.

La rapida penetrazione all’interno dei Paesi in via di sviluppo, infatti, è data dall’espansione considerata quasi “esplosiva” della banda larga e della connettività wireless, insieme anche a un abbassamento continuo dei prezzi dei personal computer.

Dall’università di Pisa uno studio innovativo per evitare gli ingorghi sulla rete

Quando progetti e studi italiani raggiungono l’eccellenza e suscitano clamore nel mondo scientifico internazionale è sempre un piacere parlarne. Accade all’università di Pisa, dove uno studio coordinato dal professor Stefano Giordano (docente di Telecomunicazioni del dipartimento di Ingegneria dell’informazione) è stato premiato nel corso dell’International Conference on Communications 2008 di Pechino. Lo studio è tutto incentrato ad avverare il sogno di ogni operatore di rete. Quale? La possibilità di “saltare gli ingorghi telematici della rete nel trasferimento dei dati, stimando i punti critici dei sistemi trasmissivi”.

Il lavoro dell’équipe toscana è stato scelto come “Best paper awards” insieme al altri dieci progetti tra oltre tremila lavori presentati nel corso del congresso delle telecomunicazioni organizzato dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers. Focus del lavoro, dunque, la possibilità di riuscire a stimare i punti critici dei sistemi trasmissivi saltando le informazioni di network management degli apparati della rete stessa.

Lo studio, spiegano dall’ateneo toscano, è intitolato “PingPair: a lightweight tool for measurement noise free path capacity estimation“, ovvero “come fare la Tac alla rete e individuare i suoi punti malati studiandola, per così dire, dall’esterno e senza avere accesso alla stanza dei bottoni”. Si tratta di un importante progetto: conoscere i punti critici della rete, infatti, equivale a regolare il traffico in maniera ottimale, il che per gli operatori “può significare servizi migliori e in crescita, un numero maggiore di clienti, riduzione di costi legati alla gestione delle problematiche tecniche, fatturati in lievitazione”.

“Fissato un percorso di rete – ha spiegato il professor Giordano – è di grande interesse per gli operatori riuscire a stimare il punto più strozzato, senza naturalmente poter confidare su informazioni di network management degli apparati della rete stessa”. Complimenti dunque al team di lavoro dell’università di Pisa; come sempre vi terremo informati sugli sviluppi di questa interessantissima tecnologia.

Impedire a chi ha usato la rete per compiere reati di accedervi per sempre: giusto o esagerato?

Oggi affrontiamo un’altra problematica legata alla Rete e ai reati che si perpetuano proprio attraverso rete. E la domanda che vi pongo è questa: impedire l’uso della Rete a chi ha usato internet per compiere reati è un atto necessario, o è solo un’eccessiva violazione della libertà personale? Negli ultimi anni il problema è stato affrontato in diverse sedi: mentre da molti è questo tipo di punizione è vista come un’azione necessaria, da altri invece è vista come un’azione eccessiva (e anche difficile da attuare), considerato che internet è entrato sempre di più nelle nostre vite.

Impedire l’uso del Www vorrebbe dire, ad esempio, impedire le telefonate via VoIP, impedire la prenotazione online di aerei, treni o alberghi, impedire la possibilità di ricaricare il telefonino, e così via. Ultimamente numerosi tribunali hanno etichettato come “eccessive” le punizioni del genere, ma pochi giorni fa un tribunale del New Jersey ha istituito una nuova legge che prevede che coloro che utilizzano internet per compiere reati debbano essere banditi dalla Rete.

La legge, in particolare, verrà applicata a chi usa il Web per catturare le proprie vittime, e sembra che porterà con sé solo una piccola eccezione, nei confronti di chi con internet ci lavora. Purtroppo quest’apertura non è bastata per fermare le polemiche: anche se al criminale vengono lasciate aperte solo la posta elettronica aziendale, le Web-apps e altre poche cose del genere, questo – dicono in molti – significa che la persona in questione non potrà accedere a tutta l’industria dell’intrattenimento, impedendogli ad esempio di scaricare legalmente film e musica.

Non pensate che chi scrive sia a favore dei cosiddetti “sex offenders”, anzi. Chi compie un reato deve pagare la sua pena, e spero davvero che le polizie di tutto il mondo continuino a combattere questo brutto tipo di reati, che tra l’altro sembrano essere in aumento, a causa ad esempio di tutti coloro che sui social network come MySpace si fingono ragazzini per adescare minorenni. Credo, però, che al livello in cui siamo arrivati ora, con internet che è diventato uno strumento che coinvolge tutta la nostra vita, forse chi fa le leggi (e anche i tribunali che le applicano) dovrebbero considerare anche questo fattore. Come al solito mi piacerebbe sentire la vostra opinione. Pensate che queste punizioni siano forse troppo eccessive e anacronistiche, o al contrario è meglio prevenire che curare?

Internet e pubblicità, il 2008 sarà l’anno della svolta: gli spot all’interno degli show in streaming funzionano meglio di quelli in Tv

D@di per Geekissimo.com

La notizia arriva da un nuovo studio sul rapporto tra la Rete e la pubblicità, secondo cui gli utenti che guardano i video in rete sono più attratti del 47 per cento dalla pubblicità rispetto a coloro che guardano la televisione. Un dato impressionante, facilmente spiegabile però: vedere un programma televisivo su internet non è – come guardarlo in televisione – un’esperienza ormai assodata e entrata nella quotidianeità; al contrario, è ancora visto come qualcosa di nuovo, per cui involontariamente prestiamo maggiore attenzione a tutta l’”esperienza visiva”, quindi anche alla pubblicità.

Non è tutto, perché ci sono buone notizie non solo in termini economici, ma anche in termini di gradimento dei programmi: gli utenti internet, infatti, si dicono attratti da quello che stanno guardando del 25 per cento in più rispetto ai telespettatori “tradizionali”, che magari guardano lo stesso programma ma in televisione. Si tratta, quindi, di notizie buone sia per tutti coloro che investono in pubblicità online, sia per le reti televisive e le case di produzione che si stanno convertendo alla Rete, mettendo online spezzoni o puntate intere dei loro show, farciti – ovviamente – di pubblicità.

Si tratta, tra l’altro, anche di un bel sospiro di sollievo per chi pensa che l’industria televisiva sia in crisi, e può essere un incentivo affinché termini lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, che nella prossima stagione creerà non pochi problemi agli appassionati di serie Tv. Buone notizie, in generale, anche dai ricavati della pubblicità in Rete: secondo l’Internet Advertising Bureau per il solo periodo ottobre-dicembre 2007 i ricavati si sono attestati a circa 5,2 miliardi di Dollari, pari al 25 per cento in più dello stesso periodo del 2006.

Si tratta, come è facile intuire, di risultati record che fanno pensare che il 2008 possa essere il vero anno della svolta per quanto riguarda gli investimenti delle aziende in questo tipo di advertising. Sinceramente guardo diversi show online, e, pur accostandomi alla pubblicità con senso critico e con distacco, mi accorgo di guardarla sicuramente di più di quanto faccio quando sono davanti alla Tv. Siete d’accordo? Qual è il vostro rapporto con la pubblicità in rete, e in particolare con quella prima (e durante) gli show in streaming?

I compiti per casa? Diventate famosi in rete

D@di per Geekissimo.com

Ecco fresca fresca un’altra notizia “positiva” che riguarda internet e l’educazione dei più giovani.

Questa volta ci trasferiamo negli Stati Uniti, dove alla Parsons – The New School for Design una classe di quindici allievi studierà come si diventa famosi in rete. Non solo teoria, però: lo scopo ultimo del corso, infatti, è quello di cercare di diventare popolari su internet nel minor tempo possibile, con una gara agguerrita tra tutti gli studenti.

“Il fatto che un sacco di gente visiti il tuo blog o guardi le tue creazioni su internet – spiega uno dei docenti – non vuol dire necessariamente che quello che fai è buono. Ma vuol dire che sei diventato famoso. Ecco perché abbiamo voluto dedicare un intero corso per capire come si diventa popolari online e per dare delle dimostrazioni pratiche ai nostri allievi”. Ovviamente tutte le lezioni si avvalgono dell’utilizzo di internet, e addirittura i voti finali verranno dati da un software proprio in base alla popolarità raggiunta dagli studenti.

I ragazzi potranno avvalersi di qualsiasi strumento (Digg, Del.icio.us, Flickr, YouTube, Facebook e così via) ovviamente rimanendo dentro i limiti della decenza. Se siete interessati vi rimando al blog del progetto, all’interno del quale è possibile scoprire in tempo reale il ranking degli studenti e dare un’occhiata ai loro lavori e alle loro scoperte sugli algoritmi che regolano la popolarità in rete.

I servizi come Tinyurl danneggiano l’architettura della Rete?

D@di per Downloadblog.it

Ogni giorno, grazie anche agli sms, alle chat, a Twitter e ad altri servizi di microblogging siamo in moltissimi ad utilizzare servizi come Tinyurl (solo per citare il più famoso, ma ne esistono a decine in giro per la rete), che accorciano i link e li sostituiscono con brevi stringhe più pratiche da inviare. Ma se questi servizi danneggiassero l’architettura della rete?

Se lo chiedono in molti (ho preso spunto per questo post proprio da una lettera inviata a Slashdot) e, in effetti, ancora non è stata data una risposta chiara.

Cosa succederebbe – si chiedono gli “apocalittici” – se miliardi di link differenti a un certo punto fossero, magari per un bug del sito che “li accorcia”, indisponibili? Cosa, invece, se del malware s’inserisse nei server di questi sistemi e si diffondesse a tutti coloro che li utilizzano? E ancora: questo tipo di servizi sta portando il World Wide Web a un punto di non ritorno?

A mio parere, che non sono un tecnico, la domanda è più che lecita, ma forse è un po’ troppo esagerata. E voi, invece, cosa ne pensate? La rete potrebbe “implodere” oppure, semplicemente, in caso di malfunzionamento dei siti accorcia-url non succederebbe niente?

Vuoi un’Adsl 100 volte più veloce?

Ultimamente le velocità delle linee Adsl stanno crescendo, e proprio in Italia un famoso provider sta pubblicizzando molto, in questi giorni, un aumento di banda. Ma se avete sempre desiderato una linea Adsl che viaggia cento volte più veloce, allora questa notizia v’interesserà particolarmente.

John Papandriopoulos, ricercatore dell’ARC Special Research Centre for Ultra-Broadband Information Networks (Cubin) di Melbourne, Australia, ha sviluppato un algoritmo che permette di ridurre le interferenze elettromagnetiche che causano la riduzione della velocità delle linee Adsl. Attualmente, spiega il ricercatore, la velocità delle linee internet nel mondo non supera i 20 Mbps; con questa nuova scoperta, invece, le linee potrebbero essere spinte potenzialmente anche fino ai 100 Mbps.

“Molti anni fa – spiega Papandriopoulos – quando facevamo una telefonata non era insolito sentire, in lontananza, voci di altre persone o interferenze. Questa fenomeno è chiamato ‘cross-talk’. Questo non è più un problema per le conversazioni voce dei giorni nostri, ma lo è quando si cerca di aumentare la velocità delle linee Adsl, che come sapete viaggiano sulle linee telefoniche tradizionali. Il cross-talk, infatti, produce ‘rumore’ nelle linee Adsl e di conseguenza ne diminuisce la velocità”. L’algoritmo scoperto serve proprio per minimizzare questo rumore e quindi massimizzare la velocità.

La ricerca è stata notata e subito appoggiata da quello che molti definiscono il padre dell’Adsl, John Cioffi, che ne è rimasto così impressionato che ha offerto al ventinovenne australiano un lavoro nella Silicon Valley. La scoperta è già stata registrata e secondo molti potrebbe entro due anni essere adottata come standard dai provider Adsl di tutto il mondo.

In prigione per 50 giorni per un indirizzo IP sbagliato

D@di per Downloadblog.it

La polizia indiana ha arrestato e tenuto in prigione per ben cinquanta giorni un uomo, Lakshmana Kailash K., accusato – ingiustamente – di aver caricato sui server di Orkut delle immagini che insultavano Chhatrapati Shivaji Maharaj (una figura storica del diciassettesimo secolo molto apprezzata nel Paese). Il tutto per un errore del provider che aveva fornito alle autorità un indirizzo Ip non corrispondente a quello reale del computer dell’uomo. Quindi un indirizzo Ip sbagliato.

Airtel, questo il nome del provider, si è “scusato per il brutto inconveniente”, ma l’uomo ha comunque trascorso quasi due mesi dietro le sbarre.

Non è la prima volta che accade una cosa simile: solo un anno fa negli Stati Uniti un uomo e una donna, marito e moglie, erano stati accusati di pedofilia per un errore simile.

Maturità, il tam-tam in rete

Ore 8.31 su Internet l’assalto ai forum per seguire in tempo reale la maturità
“Vi prego, è urgente: non riesco a trovare l’analisi del testo”

Esami, ressa e disperazione in rete
“È uscito Ungaretti, aiutatemi…”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Sono le 8.31 quando su uno dei tanti forum aperti su internet per seguire in tempo reale l’esame di maturità un anonimo scrive una brevissima riga: “Ungaretti – L’Isola – Giuro, me l’hanno appena detto x cell”. Passano pochi istanti e in rete cominciano ad essere confermate quelle che sembravano indiscrezioni: è uscito Ungaretti. Così, anche questa volta, internet batte agenzie di stampa e soprattutto gli stessi studenti, che probabilmente alle 8.31 ancora non erano entrati a scuola per sostenere l’esame.

Non è tutto, però: il nome di Ungaretti, infatti, circolava già dalle 23.47 di ieri sera, in un post scritto dall’utente “Panda”. Non sappiamo se l’abbia scritto perché effettivamente aveva avuto una “soffiata”, oppure solo per provarci. Fatto sta che nella notte i siti specializzati, soprattutto tra le 4 e le 5, hanno registrato un boom di contatti di ragazzi che, prima di andare a fare gli esami, si sono collegati per cercare qualche aggiornamento.

Pochi minuti dopo le 9 iniziano a circolare anche altre indiscrezioni: su un forum si legge: “L’Onu: me l’hanno scritto su un foglietto buttato dalla finestra”. Tra le prime tracce che sono trapelate, anche quella di attualità, solitamente molto gettonata dagli studenti, che questa volta dovranno cimentarsi su una riflessione sulle caratteristiche dell’artigianato oggi e sull’importanza storica, sociale ed economica che ha avuto e che ancora può avere.

Finalmente, così, dopo giorni in cui si rincorrevano notizie, la rete ha iniziato a dare delle certezze: già dalle 9.10 il nostro sito ha pubblicato le tracce complete, e su molti forum c’era chi consigliava di fidarsi “delle tracce di Repubblica.it: sono quelle giuste”. Via allora anche alle altre indiscrezioni: “Il distacco nell’espressione ricorrente dell’esistenza umana: senso di perdita, estraniamento, fruttuoso percorso di crescita personale”, “Città e periferie paradigma della vita sociale” (“È una traccia sicura, me l’ha mandata mia sorella x sms”, scrive un utente). Poi ancora “Democrazia in azione, unità d’Italia e d’Europa, libertà e fratellanza sono i cardini del pensiero politico di Mazzini”, “Finalità e limiti della conoscenza scientifica: che cosa dice la scienza sul mondo che ci circonda, su noi stessi e sul senso della vita?” e “Onu, Patto Atlantico, Unione Europea: tre grandi organizzazioni internazionali di cui l’Italia è stato membro” (“Queste sono più facili – si legge nei forum – sono sui temari”).

Non sono solo i siti specializzati ad occuparsi delle tracce della maturità. Anche il mondo dei blog, già da diversi giorni, era in fermento per cercare di indovinarle. E così, dopo le discussioni e le previsioni, numerosi diari online hanno pubblicato, contemporaneamente ai grandi siti d’informazione, le tracce corrette. E c’è stato anche chi ha collegato gli argomenti usciti direttamente a Wikipedia, l’enciclopedia libera. E intanto il ministero dell’Istruzione ha reso noto che dalle 12.45 verranno messi online i Pdf della prima prova scritta.

Una volta rivelate le tracce, nei forum arrivano da più parti “grida d’aiuto”: “Ho capito che è uscito Ungaretti – chiede qualcuno – ma per favore datemi le risposte alle domande. Vi prego, è urgente!”. Un altro ragazzo, poi, scrive: “Vi prego, aiutatemi! Sto cercando da un’ora l’analisi del testo su internet ma non la trovo”. Altro grido d’allarme da una ragazza: “Mia sorella Ungaretti non l’ha studiato con la sua prof, infatti nel loro programma non c’è. E ora che succede?”. Segno, questo, che sono in tanti a cercare di aiutare, dall’esterno, gli studenti che stanno sostenendo la maturità. Il forum di Studenti.it, uno di quelli più “presi d’assalto”, intorno alle 11.10 e per qualche minuto è andato in tilt per l’eccessivo traffico.

E in rete c’è già chi pensa alla prossima prova: “Dobbiamo organizzarci – scrive uno studente -: perché non andiamo in giro per la rete seriamente e cerchiamo di scoprire al più presto la traccia di greco?”. E un altro: “Devo aiutare un ragazzo dello scientifico Pni. Conoscete qualche forum adatto?”.

(21 giugno 2006)