Vitality Compass: vivi sano e campi cent’anni

→ D@di per Geekissimo.com

Vuoi vivere cent’anni? Mangia sano e sati sereno, fai attività sportiva regolarmente ed elimina lo stress, frequentando gruppi ricreativi in cui stare in comunione insieme ad altri esseri umani. Non è la “ricetta della nonna” ma il consiglio che dà Bluezones.com, nuovo sito internet che sta spopolando soprattutto negli Usa e che è interamente dedicato alle cosiddette “aree blu”, cioè ai paradisi terrestri di oggi. Un sito che dà consigli sugli stili di vita da mettere in atto per vivere a lungo.

A proposito di vivere a lungo, lo strumento più gettonato del sito è un test online, chiamato “Vitality Compass” (bussola della vitalità) che con 35 domande rivela in pratica la propria longevità, con domande che variano dalle caratteristiche fisiche a quelle psicologiche, dal sesso alle malattie gravi fino a domande come “frequenti gruppi religiosi”. Il test, una volta completato, svela non solo la nostra spettativa di vita, ma anche quella di vita in salute, l’età biologica e l’appartenenza o meno (lo dicevamo prima) alle blue zones, o meglio ai loro standard di vita esemplari.

Le blue zones, spiega il sito, sono aree geograficamente remote e isolate culturalmente, dall’isola di Okinawa in Giappone alla comunità cristiana degli Avventisti del settimo giorno nella California del Sud, fino alla valle di Hunza in Pakistan, i cui abitanti sono gli uomini più longevi al mondo. Oltre alla bussola della vita, dunque, il sito è un pozzo di buoni consigli per vivere a lungo e stare in forma, sia a livello fisico che psicologico.

Addirittura un ricercatore ed esploratore americano ha fatto di queste zone blu un libro, pubblicato a marzo dal National Geographic. Di certo non è facile avere il tempo (e i soldi) per partire per una vacanza totalmente rilassante per queste zone blu. Ma il sito è un ottimo punto di partenza per avere consigli su come rilassarsi nella vita di tutti i giorni. Che ne pensate? Conoscete altri siti che frequentate regolarmente per avere consigli sullo stile di vita?

Prostitute col cronometro

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

La prostituzione cambia. Così come cambiano anche i truffatori, sempre più attratti dalla sfera ecclestiastica. E come la mettiamo con chi suda troppo?

PROSTITUTA COL CRONOMETRO, CLIENTE LA PICCHIA
Certi momenti per un uomo sono molto delicati, e se si tratta di andare con una prostituta sicuramente il momento è ancora più delicato e probabilmente molto imbarazzante. Sarà per questo motivo che un cliente insoddisfatto si è molto arrabbiato con la squillo che aveva caricato in auto: lei, forse in attesa di altri clienti, era stata “troppo rapida”, concedendogli solamente sei minuti netti di “amore”. È accaduto a Firenze, dove un ragazzo aveva pattuito una prestazione con una prostituta straniera, ma pochissimo tempo dopo che i due si sono appartati la ragazza ha detto all’uomo che il suo tempo era scaduto. A quel punto il ragazzo, molto insoddisfatto (da tutti i punti di vista), si è ripreso il denaro e ha picchiato la donna. L’episodio è stato denunciato alla polizia.

LADRO RUBA IN CHIESA E RIMANE PARALIZZATO
Chi non crede in Dio, questa volta dovrà (almeno in parte) ricredersi, perché la storia che vi stiamo per raccontare – rigorosamente vera, come tutte le altre del resto – ha dell’incredibile. A Leopoli, ridente città dell’Ucraina al confine con la Polonia, un ladro, entrato in una chiesa per rubare alcune delle icone sacre tanto care alla religione ortodossa, è rimasto paralizzato. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Itar-Tass, l’uomo avrebbe iniziato a perdere sensibilità alle mani e alle gambe subito dopo aver provato a staccare dal muro la prima delle immagini sacre che voleva trafugare. L’uomo, un trentanovenne disoccupato, si è accasciato al suolo ed è stato trovato il giorno dopo dal prete e da alcuni fedeli, che hanno chiamato la polizia e un’ambulanza.

CACCIATO DALLA PALESTRA PERCHÉ SUDA TROPPO
Cosa si fa di solito in palestra? Si cerca di dimagrire e di dare un tono ai propri muscoli. E come si fa a dimagrire? Generalmente correndo o facendo cyclette, e ovviamente sudando. In Inghilterra devono pensarla diversamente da ogni altra parte del mondo, perché un ragazzo è stato cacciato dalla palestra che frequentava già da alcuni anni perché sudava troppo. Andy Heatman, oltre alla delusione di non poter andare più nella sua palestra preferita, ha anche dovuto subire l’umiliazione di leggere oltre quindici reclami scritti, inviati alla direzione della palestra, in cui si metteva in dubbio la sua igiene personale. L’uomo ha dichiarato di sentirsi arrabbiato ma anche molto imbarazzato: “Vado in palestra per due ore, quattro o cinque volte a settimana. Uso la cyclette, il tapis-roulant per correre e il vogatore, ed è ovvio che debba sudare. Ma fino ad ora nessuno si era mai lamentato per l’odore del mio corpo: mi faccio la doccia regolarmente ed uso deodorante e profumo”. L’uomo si è iscritto in un’altra palestra dove – lo hanno rassicurato – può sudare quanto gli pare.

VENDE FILM PORNO A UN RELIGIOSO E POI LO RICATTA
Diametralmente opposta alla precedente, anche questa notizia riguarda il campo ecclesiastico. Un religioso piacentino a seguito di una debolezza è finito nella trappola di un trentenne ricattatore marocchino. L’uomo di chiesa aveva comprato un video porno da un extracomunitario che però, a sua insaputa, lo ha seguito ed è riuscito a riprendelo mentre visionava il filmato compromettente. Qualche giorno dopo il religioso si è ritrovato davanti il venditore che, senza farsi troppi scrupoli, gli ha chiesto denaro in cambio del proprio silenzio e della promessa di non divulgare mai quel video; sembra che in qualche settimana l’extracomunitario abbia estorto alla sua vittima circa seimila euro. Il religioso, che all’inizio non aveva avvertito per ovvi motivi le forze dell’ordine, si è deciso a chiamare i Carabinieri quando ha visto il suo conto in banca prosciugato. Il marocchino ora si trova rinchiuso in carcere con l’accusa di estorsione in flagranza di reato.

Come dare in pasto a Microsoft i propri dati sanitari

Microsoft ha lanciato giovedì un nuovo sito, “HealthVault”, che permette di archiviare online i propri dati (e problemi) sanitari. Il servzio è gratuito e, a quanto assicurano da Redmond, il database è sicurissimo e criptato e dà la possibilità all’utente di scegliere chi può visualizzare i propri dati (solo lui, il partner e i figli, il medico, e così via).

Il sito, lanciato al momento solo negli Stati Uniti, incorpora anche “HealthVault Search”, un motore di ricerca tutto sanitario in cui si possono trovare informazioni su strutture, medicinali, specialisti e così via. Inoltre, si potranno inviare i propri dati (in forma anonima) per stilare classifiche sui problemi più diffusi (obesità, emicrania, etc).

Mi chiedo: il database sarà sicuramente molto sicuro (anche se abbiamo visto che anche i più sicuri possono venire “bucati”), ma chi metterebbe online i propri dati sensibili?

myCUP, e la sanità “si fa semplice”

Oggi parliamo di un’iniziativa molto bella chiamata myCUP: un software per cellulari che permette al cittadino di effettuare prenotazioni di visite ed esami direttamente dal proprio telefonino, collegandosi con gli sportelli Cup della propria Ausl, senza perdere tempo al telefono né spostarsi da casa. Spostare un appuntamento, prenotare o disdire una visita, così, utilizzando un normale telefonino, avverrà in pochi istanti, velocemente e con discrezione.

myCUP si rivolge al cittadino, in quanto il servizio consente ad un qualunque assistito di poter prenotare per sé e i propri famigliari visite ed esami strumentali in accordo con la disponibilità territoriale. In più si rivolge anche alle Aziende sanitarie locali, perché il servizio – totalmente informatizzato – permette una sensibile riduzione delle file agli sportelli.

myCUP, un progetto di Miliaris Informatica, provvede poi, oltre a confermare la visita, anche a ricordare al paziente, un giorno prima, orario e luogo della visita. E, se si è fortunati, può anche capitare di ricevere messaggi del genere: “Si è liberata un posto per una visita ecografica. Volete anticipare il vostro appuntamento?”. myCUP funziona con quasi tutti i telefonini in circolazione oggi: basta che abbiano la tecnologia Java e un piano dati per connettersi a internet (qui una lista dei telefoni compatibili).

Il software è gratuito: gli unici costi sono quelli di download (circa 50 centesimi) e di 5 centesimi (molto meno, quindi di un sms) per ogni utilizzo. Complimenti dunque a chi ha avuto un’idea così semplice ma anche efficace. Pensate alle tante persone anziane che si devono letteralmente “attaccare al telefono” per prenotare un esame, o alla mamma che deve spostare una visita per il figlio e deve fare i salti mortali per riuscire a contattare l’operatore giusto. Un progetto che semplifica la vita, soprattutto per chi sta male. E non è poco.

Troppe teen-ager in dolce attesa? Colpa di internet

Sempre più ragazze molto giovani in dolce attesa? “È colpa di internet”. Almeno secondo il governo cinese. Non a caso, secondo una ricerca, la metà delle teen-ager residenti a Shangai e rimaste incinte avrebbero conosciuto il proprio partner grazie a internet.

L’indagine, molto curiosa ma che fa riflettere, è stata commissionata da un’associazione che sostiene le ragazze in dolce attesa. Singolare che questo fenomeno si verifichi più che mai in un paese, la Cina, dove il controllo delle nascite e quello di internet sono molto stretti.

“Molti neo-papà non sono contenti di sapere che la propria partner aspetta un bambino – ha dichiarato Zhang Zhengrong, uno dei responsabili dell’associazione – e addirittura molto spesso ammettono di non sapere nemmeno nome della ragazza”. Zhang, in particolare, critica molto l’attuale situazione, in cui per colpa della rete i giovani vengono sempre più a contatto con siti per adulti e si appella a genitori, educatori e istituzioni affinché prestino più attenzione all’educazioone sessuale.

Secondo l’inchiesta, infatti, solo il 7,9 per cento degli intervistati ha ricevuto un’educazione sessuale da parte dei genitori mentre quasi l’ottanta per cento ha dichiarato che tutto quello che sa sul sesso lo deve a internet. È finita, dunque, l’era in cui si sbirciavano di nascosto, nel bagno della scuola, le riviste per adulti dei fratelli maggiori?

I nostri figli? "Vivono mangiando davanti alla tv"

Presentati a Roma i risultati di un’indagine Swg-Moige sulle abitudini dei ragazzi
Le aziende alimentari: disponibili a bloccare le merendine nelle scuole

E i genitori confessarono
“I figli passano il tempo mangiando”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “I ragazzi? Sono pigri e mangiano male”. Parola di genitore. È quanto emerge da una ricerca Swg per Moige (il Movimento italiano genitori) presentata oggi a Roma. Un’indagine che ha coinvolto oltre cinquemila tra mamme e papà di tutta Italia che hanno risposto a domande a tutto campo sulle abitudini alimentari e motorie dei propri figli. Una ricerca che rivela come i ragazzi siano pigri e mangino male, passino i pomeriggi “spizzicando” e si facciano tenere compagnia dal computer e dalla “tv-babysitter”. E a sorpresa l’Aidi, l’Associazione che raggruppa le industrie dolciarie italiane, annuncia: “Toglieremo i dolci dai distributori automatici presenti nelle scuole”.

Cattive abitudini. Molti tra bambini e ragazzi dimenticano di fare la prima colazione, mangiano fuori pasto e sono sempre più sedentari. Sono queste le principali “cattive abitudini” che andrebbero estirpate dai ragazzi. Non è tutto. Dall’indagine emerge anche una “geografia degli stili di vita”: molte abitudini, infatti, variano da regione a regione. La totalità dei bambini calabresi, ad esempio, fa la prima colazione mentre nel Lazio solo la fa solo il 76 per cento. Ancora, le verdure sono preferite dai bambini di Toscana, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, mentre sono maggiormente detestate nelle Marche, nel Molise e in Piemonte. “La ricerca – spiega Giuseppe Morino, pediatra nutrizionista del reparto di Dietologia clinica dell’Ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma – evidenzia abitudini alimentari caratterizzate da alimentazioni non eccessive in calorie, ma squilibrate in nutrienti e nella distribuzione dei pasti, in ragazzi in cui la sedentarietà rappresenta la caratteristica principale dello stile di vita”. L’unico dato forse confortante è il fatto che stia aumentando, anche se lentamente, il consumo di frutta e verdura.

Obesità e sedentarietà. Il problema dell’obesità e del cattivo rapporto con il cibo dei ragazzi è stato ultimamente molto dibattuto, tanto che sempre più scuole stanno installando al proprio interno distributori automatici di frutta al fianco (o al posto) di quelli di salatini e merendine. “Se i bimbi sono sempre più sedentari non è solo colpa loro – spiega Maria Rita Munizzi, presidente del Moige – perché devono fare i conti con la mancanza di spazi e di coetanei. Il tempo che dedicano alla tv sta diminuendo, ma l’attrattiva che un tempo era rappresentata da film e cartoon ora si è spostata sul web e sui videogiochi, non sul gioco di movimento”. I bambini, dunque, evitano sempre più spesso di fare sport (al quale, in media, dedicano un’ora a settimana) e la metà di loro non esce mai a giocare con i coetanei e ammette di trascorrere il pomeriggio in casa “seduto” a fare i compiti ma soprattutto a giocare al computer e ai videogiochi. Dalla ricerca emerge poi un dato positivo, il fatto che, pur essendo molto pigri, i bambini sono sempre più collaborativi: oltre 9 su 10 aiutano nelle faccende domestiche, e addirittura qualcuno cucina. Solo il sei per cento dei genitori ammette di non ricevere nessun aiuto.

“Alimentazione squilibrata e poco movimento – spiega ancora Morino – vanno a sommarsi, favorendo l’obesità. Il percorso d’intervento preventivo e o terapeutico ha ormai abbandonato l’impronta esclusivamente dietetica a favore di un intervento volto a motivare i soggetti ad acquisire un corretto e diverso stile alimentare e di vita. E per il buon esito il ruolo della famiglia è fondamentale”.

Stop ai dolci. L’annuncio, a sorpresa, dell’Aidi, l’Associazione che racchiude le industrie che producono merendine e dolciumi e che fa parte della Federalimentare, viene incontro alle richieste di numerosi tra medici e nutrizionisti: le aziende produttrici s’impegneranno a non rendere disponibili i prodotti dolciari nei distributori automatici installati nelle scuole elementari e medie inferiori. Si tratta certamente di una decisione molto importante e coraggiosa: “L’industria dolciaria – spiega Mario Piccialuti, direttore dell’Aidi – ha preso liberamente questa decisione perché è convinta che i genitori debbano poter controllare cosa mangiano i propri figli, compresa quindi la merenda consumata a scuola”.

“Giochi di sempre”. Per l’occasione il Moige ha presentato anche un progetto sperimentale, “Giochi di sempre”, che sarà svolto all’interno di venti scuole in tutta Italia per diffondere consigli di buona salute e alimentazione utilizzando la chiave dello spettacolo teatrale. “Il progetto, che si articola in due anni – spiega Susie Calvi, sceneggiatrice e attrice teatrale – prevede anche la realizzazione di una recita di fine anno così che i ragazzi possano apprendere corretti stili di vita e provino a metterli in scena per i propri genitori con l’aiuto degli insegnanti”.

Le donne fumano di meno, ma smettono con più difficoltà


Il gentil sesso decide meno degli uomini di abbandonare
la sigaretta, e ne avverte di più la mancanza dopo aver smesso

Studio Cnr: le donne fumano meno
ma smettono con più difficoltà

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Le donne confidano meno degli uomini nella capacità di abbandonare la sigaretta, e se smettono di fumare, ne avvertono maggiormente la mancanza. A rilevarlo è un’indagine del Servizio di prevenzione e protezione (Spp) del Cnr nell’ambito di una campagna (“Progetto promozione e tutela della salute”) per la prevenzione della cardiopatia ischemica.

Secondo la ricerca, le donne fumano di meno degli uomini, ma fanno più fatica a smettere e sono più a rischio di ricominciare. “Allo studio, iniziato nel 2000, hanno aderito 285 donne e 174 uomini in età compresa tra i 25 e i 65 anni, con attività di tipo impiegatizio”, spiegano Roberto Volpe e Gianluca Sotis del Cnr. “L’età media è identica nei due sessi, 48 anni, e analogo è il numero medio degli anni di fumo: 24 per gli uomini e 25 per le donne. Benché non vi siano differenze significative nelle percentuali di fumatori, 35% del genere femminile e 37% di quello maschile – continuano i ricercatori – le donne in media fumano meno: 10 sigarette al giorno, contro le 16 degli uomini”.

Una volta provato il piacere della nicotina, però, le donne mostrano meno capacità di abbandonarne la dipendenza. La ricerca dimostra, infatti, che seppure in entrambi i sessi oltre la metà sia intenzionata a smetteere e oltre i due terzi ci abbia già provato una o più volte, il 10% delle donne teme di non riuscirci, contro il 2% degli uomini che pensa di non farcela. Il dato è confermato dal fatto che ha smesso di fumare il 30% dei maschi, a fronte del 17% delle donne.

Il gentil sesso, inoltre, avverte di più la mancanza delle sigarette dopo aver smesso: il 29% prova ancora “nostalgia”, contro il 6% degli uomini. “In ogni caso la mancanza del fumo non è avvertita dalla stragrande maggioranza degli ex fumatori: 94% degli uomini, 71% delle donne”.

La ricerca sottolinea infine che la legge Sirchia contro il fumo nei luoghi pubblici nell’ultimo anno “ha contribuito notevolmente a ridurre il numero dei fumatori, perché ha svolto, tra l’altro, una funzione di freno psicologico nei confronti di questo vizio”.

(16 gennaio 2006)