Marzo, tutti in gita scolastica. Tre milioni di studenti in viaggio

Tra le mete preferite Spagna, Praga, Sicilia e Roma. Dimezzate le visite a Napoli
Ma i docenti accusano: “Una responsabilità enorme per una paga vergognosa”

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ROMA – I viaggi d’istruzione, le “gite”, come sono più comunemente chiamati, sono probabilmente il periodo più atteso dell’anno da parte degli studenti, felici di trascorrere un po’ di tempo fuori casa, lontano dai genitori e con i propri amici. Si tratta forse delle esperienze più importanti per i ragazzi delle scuole medie e dei licei, che in molti casi proprio grazie alla scuola iniziano ad avere un primo rapporto con il turismo e con luoghi lontani dalla propria città. Un periodo che, al contrario, non è però molto atteso da parte dei docenti, spesso sottoposti a un controllo massacrante, costretti a non dormire la notte e con paghe vergognose.

Le gite riguardano da vicino oltre il cinquanta per cento degli studenti italiani, la maggior parte dei quali si appresta a partire proprio nelle prossime settimane: marzo, infatti, sembra essere il periodo prediletto per allontanarsi per qualche giorno dalle quattro mura della propria scuola. Nel 2007 si sono mossi in media 2,7 milioni di studenti pari a un totale di circa 130mila classi, con un giro di affari che supera i 350 milioni di euro.

Le statistiche. Secondo un’indagine svolta su un campione di oltre 360 istituti scolastici superiori di secondo grado dall’Osservatorio sul turismo scolastico del Touring Club Italiano, la gita scolastica si conferma un appuntamento al quale non rinuncia oltre la metà delle classi italiane e più di due terzi degli studenti. Il periodo dell’anno in cui si concentrano maggiormente le partenze, dicevamo, è il mese di marzo (oltre la metà delle gite), cui seguono aprile, febbraio e maggio. Un dato, spiegano gli esperti del Touring, che se confrontato con quelli del 1999 fa emergere “una tendenza alla destagionalizzazione delle partenze: nel 1999, infatti, le partenze tra marzo e aprile si attestavano all’84 per cento del totale, mentre nel 2007 sono al 77,8 per cento”.

Le mete. Parigi o luoghi manzoniani? Praga o la Grecia? La meta preferita, ovviamente, rimane l’estero, con oltre il 51 per cento delle partenze e con la Spagna al primo posto tra i paesi più gettonati: lì si concentra circa un quarto dei viaggi. A seguire, Francia, Repubblica Ceca e Germania. Tra le città, preferite Barcellona, Praga, Parigi e a sorpresa da qualche anno anche Berlino. In Italia, che pure ha tante meraviglie da scoprire, la regione preferita per i viaggi è la Sicilia, seguita da Lazio, Veneto e Toscana; tra le città, a stravincere è Roma, seguita da Firenze, Venezia e Napoli. A tal proposito, quest’anno a causa dell’emergenza rifiuti in Campania a perdere turisti sarà proprio il capoluogo partenopeo: “Non sono disponibili ancora i dati definitivi – spiegano dall’Unione Industriali di Napoli – ma secondo quanto ci riferiscono le principali strutture ricettive della città durante la primavera dovremmo avere una perdita di clienti pari a circa il cinquanta per cento”.

Calabria, Molise e Abruzzo, poi, sono regioni che non sono state indicate come meta principale di un viaggio d’istruzione con pernottamento: “Un dato che ci sorprende – spiegano dal Touring Club – considerato che Calabria e Abruzzo hanno risorse ambientali coerenti con gli obiettivi didattici e formativi di un viaggio scolastico”.

Mezzi di trasporto, durata e costi del viaggio. Il mezzo di trasporto più gettonato è senza dubbio il pullman (72,6 per cento), pratico per spostarsi anche una volta arrivati a destinazione, seguito dall’aereo, utilizzato quasi esclusivamente per i viaggi all’estero. Tra le strutture ricettive l’hotel fa la parte del leone, mentre la durata media del viaggio è di 3,1 pernottamenti in Italia e 4,9 all’estero. I costi, solitamente il punto più dolente soprattutto per i genitori, lo scorso anno si sono attestati mediamente sui 267 euro per studente (nel 2005 il prezzo medio speso dagli studenti italiani era di 259 euro).

Episodi negativi. Il 17,6 per cento degli insegnanti intervistati ha segnalato che nel viaggio d’istruzione cui ha partecipato si è verificato un evento considerato negativo. Evento che si presenta più spesso nei viaggi all’estero (quasi il 20 per cento del totale) che in Italia (15,5 per cento). Gli eventi più segnalati riguardano la sistemazione alberghiera (servizio o pulizia scadenti, eccessiva distanza dal centro cittadino, isolamento), furti, infortuni agli studenti e problemi organizzativi in generale. Disguidi piccoli e grandi, che se sommati alle responsabilità che i docenti devono addossarsi per tutta la durata del viaggio, stanno portando ultimamente molti professori a negare la propria disponibilità ad accompagnare le classi in gita.

“I ragazzi ormai – spiega un docente di un liceo classico romano – intendono la gita scolastica come occasione di puro divertimento, di sballo, più che di arricchimento culturale. Capita sempre più spesso che si parta con il presupposto di non dormire la notte, e nella mia esperienza ho avuto alunni che sono stati capaci di non dormire anche per quattro notti di seguito, con il risultato che di giorno andavano in giro come ‘zombie’ senza seguire le spiegazioni. È capitato molto spesso, a me come a tanti miei altri colleghi – continua il docente – di aver dovuto soccorrere studenti ubriachi che si sono sentiti male, di essere stata richiamata e umiliata dai portieri d’albergo, di aver passato intere notti ‘in bianco’. Il tutto per cosa? Per una responsabilità di 24 ore su 24 con una diaria vergognosa e offensiva”. In effetti, facendo un po’ di ricerche non mancano racconti di alberghi che sono andati a fuoco a causa di ragazzi disattenti che fumavano nelle camere, di studenti portati all’ospedale per aver mischiato alcol e sostanze stupefacenti, di ambasciate mobilitate nel bel mezzo della notte per cercare questo o quel ragazzo “evaso” dalla finestra dell’albergo, per non parlare, ovviamente, di casi molto più gravi.

Cosa, infine, si potrebbe migliorare? Secondo la ricerca dell’Osservatorio sul turismo scolastico del Tci sicuramente la preparazione degli studenti, che in molti casi si rivela abbastanza scarsa. A seguire, le pratiche di co-finanziamento e le agevolazioni economiche per le famiglie, i rapporti con le agenzie, il numero di studenti che viaggiano insieme (spesso considerato troppo elevato). “Tra le proposte più interessanti – spiegano ancora i ricercatori – alcuni insegnanti rilevano l’opportunità di impostare il viaggio d’istruzione non solo sul ‘visitare e osservare’, ma anche sul ‘fare’, impegnando gli studenti in attività che li aiutino a prendere consapevolezza di cosa significhi un turismo responsabile e attento a non generare impatti negativi sul territorio”.

Classe turistica. Proprio a proposito del turismo scolastico, il Touring Club Italiano in collaborazione con il ministero della Pubblica Istruzione ripropone anche quest’anno il concorso “Classe turistica – Festival del Turismo scolastico”, con l’obiettivo di selezionare i migliori elaborati inviati dalle classi delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia sul tema, ovviamente, del viaggio d’istruzione. Il concorso, riservato alle prime quattro classi delle scuole superiori, prevede la realizzazione di elaborati di ogni genere, dai racconti e i diari di viaggio a guide, da libri fotografici a reportage, da disegni a spot o corti cinematografici. Un appuntamento che lo scorso anno ha visto circa 700 classi iscritte, per un totale di 14mila studenti e duemila insegnanti.

I giovani della “generazione Google”? Sono impazienti e intolleranti verso il Web

→ D@di per Geekissimo.com

I giovani della “generazione Google” sono impazienti e intolleranti verso internet. Parola dello University College di Londra, che ha svolto una ricerca sull’utilizzo della rete da parte dei ragazzi di oggi. Ventenni che sicuramente si trovano a proprio agio con il computer come nessuna delle precedenti generazioni, ma che forse proprio perché si trovano troppo a proprio agio, si trovano sempre più a commettere degli errori.

È quasi ovvio che i ventenni di oggi diano “del tu” al computer molto più che i ventenni di cinque o dieci anni fa. Poi, però, se leggiamo bene tra le righe della ricerca, capiamo che utilizzare di più il computer non significa essere più inclini all’uso del computer, anzi. “Gli studenti di oggi – si legge – passano molto più tempo al computer, ma mostrano anche un’incredibile impazienza verso la ricerca e la navigazione, e tolleranza zero nei riguardi di qualsiasi ritardo o problema che impedisca loro di soddisfare entro pochi secondi i propri bisogni di ricerca”.

Il Web come sappiamo bene è una grandissima risorsa per cercare informazioni e documentarsi; sembra, invece, che soprattutto i ragazzi di oggi non si soffermino sugli articoli, ma li selezionino secondo chissà quale criterio (probabilmente quello della fretta) scegliendo solo quelli della prima pagina del motore di ricerca. Questo fenomeno l’ho notato anch’io nei confronti di tanti coetanei e ragazzi anche molto più giovani di me, che dicono di “non aver trovato niente” su internet solo perché si sono limitati a guardare la prima pagina dei risultati di Google o ad aver fatto una ricerca semplice su Wikipedia.

Mentre noto, al contrario, che molte persone in avanti con l’età che si accostano a internet, vedono il Web come un libro o come un giornale, e quindi tendono a leggere tutte le righe di tutto quello che gli capiti davanti. Ovviamente non è positivo né il primo comportamento né il secondo; ma chiaramente poi il tempo e la pratica sono gli unici maestri della navigazione e della ricerca in rete. Oggi (per altri motivi) ho visitato per lavoro una scuola elementare di Roma con una splendida aula d’informatica: la mia speranza è che insieme alle “periferiche di input e di output” i bambini e i ragazzi imparino anche come utilizzare e sfruttare al meglio la rete. Avete degli esempi da portarmi? Che ne pensate?

“Volete usare Google o Wikipedia? Allora non frequentate il mio corso”. Parola di docente

“Servizi come Wikipedia e Google sembrano vogliano togliere il lavoro a noi docenti. Per questo se volete usarli, non frequentate le mie lezioni“. Suona più o meno così l’ultimatum dato da Tara Brabazon, docente all’università di Brighton, ai propri studenti, troppo abituati secondo lei a consultare la rete, senza approfondire, quando si tratta di studiare. Eliminare dalle nostre vite (o da quelle degli studenti) le ricerche su internet o sui wiki mi sembra al giorno d’oggi una cosa impossibile. Eppure la professoressa Brabazon non è l’unica a pensarla così: capita ormai sempre più spesso che specialisti di un determinato settore (come possono essere i docenti di storia, leteratura, scienze e così via) vedono il Web come uno spazio aperto e infinito con troppe variabili e troppo pericolo di perdere la bussola.

Per questo, probabilmente, dopo aver speso anni e anni sui libri preferiscono i buoni e vecchi metodi d’insegnamento e apprendimento più che quelli nuovi e ufficialmente “non approvati” dagli enti universitari. Ciò che probabilmente dovrebbero capire, invece, è che i processi di insegnamento e la condivisione di conoscenza si stanno espandendo senza limiti dalla nascita del World Wide Web, con un conseguente enorme afflusso di dati sui computer degli utenti. Sta divenando abbastanza impossibile, quindi, da parte degli studenti accettare quello che chiede la professoressa, senza se e senza ma.

Wikipedia, ad esempio, non è da demonizzare, perché è vero che molti termini non sono esatti al 100 per cento e possono essere di parte, ma è sempre un ottimo punto di partenza per le proprie ricerche e per i propri approfondimenti. Per citare quello che dicono in continuazione alcuni, “è un ottimo esperimento democratico e sociale fatto interamente dagli esseri umani, e così come gli esseri umani non sono perfetti, anche Wikipedia non è perfetta“.

Avevamo già affrontato il problema dell’utilizzo di internet a scuola, e sinceramente mi sembra strano che anche certe rappresentanze del mondo accademico (mondo nel quale, ricordiamocelo sempre, è nata la Rete) si oppongano a internet senza voler sentire ragioni. Non sarebbe meglio – lo andiamo dicendo da tempo, ormai – insegnare agli studenti come fare una buona ricerca, anche con l’utilizzo di internet? Magari spiegandogli come scremare i risultati “utili” da quelli superflui e di parte? Fatemi sapere se siete d’accordo e se vi capita mai, a scuola o all’università, di sentire cose simili: si tratta di un tema molto interessante su cui si deve poter discutere.

In Spagna Robin e il Messenger aiutano i giovani a parlare di sesso, droga e alcol

→ D@di per Geekissimo.com

In Spagna è stata lanciata un’interessante iniziativa congiunta governo-Microsoft per parlare ai ragazzi più giovani e ascoltare le loro problematiche in tema di sesso, alcol e droga. L’iniziativa è rivolta proprio a parlare la stessa lingua di ragazzi e ragazze, senza pregiudizi né vergogne, attraverso l’uso della chat, e in particolare di Msn Messenger. Dall’altra parte della chat, un robot, chiamato Robin, che riconosce le domande dei ragazzi (o almeno ci prova) e fornisce loro delle risposte.

Utilizzare il servizio è molto semplice (ma, ovviamente, bisogna conoscere lo spagnolo): basta inserire tra i propri contatti l’indirizzo di Robin (robin@msc.es) e subito si potrà iniziare a interagire con lui. Il robot è stato programmato per parlare di diversi argomenti delicati, dalla contraccezione alla prevenzione dell’Aids, dall’interruzione di gravidanza alla “pillola del giorno dopo” fino all’assunzione di alcol e droghe.

Purtroppo alcune prove effettuate da giornalisti e blogger denotano ancora una certa difficoltà di Robin a rispondere a delle domande che normalmente potrebbero essere poste da ragazzi tra i 12 e i 17 anni, tra cui quelle sulla masturbazione, sull’omosessualità, sulla “prima volta”, sul sesso anale. Ma probabilmente è solo questione di tempo, e il robot (e, ovviamente, il team di esperti tecnici-psicologi che gli stanno dietro) imparerà presto a rispondere anche a queste domande.

Cosa ve ne sembra dell’iniziativa? Sicuramente, se messa in funzione come si deve, si tratta di un ottimo strumento per riuscire a parlare con i ragazzi di problemi che li riguardano molto da vicino, senza ovviamente metterli in imbarazzo e con la riservatezza che la rete e la chat offrono. Mi rivolgo ai genitori: voi incoraggereste i vostri figli a utilizzare questo servizio? Oppure non vi fidereste delle risposte che potrebbero ottenere?

Le sexy-prof di Saladas

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Sei prof argentine sono state “beccate” dopo aver fatto ripetutamente sesso su uno scuola-bus con il conducente. La notizia sta scandalizzando il Sudamerica

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, si difende una. “Quello che non ammazza, fortifica” aggiunge un’altra. Fatto sta che, con la loro passione irrefrenabile, sei professoresse stanno scandalizzando il Sudamerica.

Ci troviamo a Pago del desiderio (che, tra l’altro, in spagnolo significa “luogo del desiderio”), villaggio della provincia di Corrientes, nel nord del Paese. Ogni mattina, da anni a questa parte, uno scuolabus parte alla volta di Saladas ed effettua un viaggio di circa quindici chilometri per andare a prendere (e, poi, a riaccompagnare a casa) sei maestre. Ultimamente, però, il bus arrivava a scuola sempre più in ritardo, e le maestre sempre più scapigliate. Indovinate perché? Si dice che “a pensar male è peccato”, ma questa volta proprio non si sbaglia.

Parcheggiato il pullmino in un luogo appartato, infatti, l’autista negli ultimi tempi si dedicava alla sua attività preferita: fare sesso con le sue passeggere, tutte professoresse tra i trenta e i quarant’anni. Cinque delle quali – aggiungiamo – sposate e con figli. Durante i rapporti, addirittura, le donne a turno si riprendevano con il telefonino dell’autista. E proprio le foto sono state, come spesso accade, la causa che ha scatenato lo scandalo. Perché l’uomo, invece di conservarle per bene, le ha inviate agli amici per vantarsi, sicuro di aver messo in un posto inaccessibile (la propria casella di posta elettronica) le prove di cotanta lussuria.

L’autista, però, non aveva fatto i conti con la propria fidanzata gelosa. Che – è una cosa che fanno tutte le fidanzate – trovatasi da sola in casa del ragazzo ha pensato bene di accendere il computer e rovistare tra la posta inviata. Scoprendo, ovviamente, con grande sorpresa che il suo boy era in realtà un vero e proprio stallone.

Avrà cancellato tutto e si sarà infuriata, direte voi? Sì, di certo si è infuriata. Ma non ha cancellato le foto: anzi, per vendicarsi, le ha pubblicate su un blog (che sfortunatamente, però, è stato chiuso dopo qualche giorno), mettendo in imbarazzo l’intero villaggio. Le foto, tra l’altro, hanno iniziato a circolare in modo talmente veloce che una mattina il figlio diciottenne di una delle maestre ha visto un gruppo di amici che si scambiavano alcune foto della madre, impegnata in una “focosa” seduta di sesso orale. A vedere una scena così incredibile, il ragazzo ha avuto una crisi di nervi ed è stato ricoverato in ospedale.

Le maestre, che ora si devono difendere dalle accuse dei loro familiari, spiegano che non c’è mai stata un’orgia (“macché gruppo – continuano a dire – lo facevamo una per volta”) e che mai i bambini della scuola sarebbero stati coinvolti in questo piccolo segreto, ma che si trattava semplicemente di “azioni private” svolte in maniera indipendente. E probabilmente, si è venuto a sapere negli ultimi giorni, le donne non subiranno alcuna azione penale, perché gli incontri avvenivano al di fuori dell’edificio scolastico.

Dopo la pornoprof, dunque, anche le sexy-professoresse argentine. Quale destino per la scuola dell’obbligo?

I compiti per casa? Diventate famosi in rete

D@di per Geekissimo.com

Ecco fresca fresca un’altra notizia “positiva” che riguarda internet e l’educazione dei più giovani.

Questa volta ci trasferiamo negli Stati Uniti, dove alla Parsons – The New School for Design una classe di quindici allievi studierà come si diventa famosi in rete. Non solo teoria, però: lo scopo ultimo del corso, infatti, è quello di cercare di diventare popolari su internet nel minor tempo possibile, con una gara agguerrita tra tutti gli studenti.

“Il fatto che un sacco di gente visiti il tuo blog o guardi le tue creazioni su internet – spiega uno dei docenti – non vuol dire necessariamente che quello che fai è buono. Ma vuol dire che sei diventato famoso. Ecco perché abbiamo voluto dedicare un intero corso per capire come si diventa popolari online e per dare delle dimostrazioni pratiche ai nostri allievi”. Ovviamente tutte le lezioni si avvalgono dell’utilizzo di internet, e addirittura i voti finali verranno dati da un software proprio in base alla popolarità raggiunta dagli studenti.

I ragazzi potranno avvalersi di qualsiasi strumento (Digg, Del.icio.us, Flickr, YouTube, Facebook e così via) ovviamente rimanendo dentro i limiti della decenza. Se siete interessati vi rimando al blog del progetto, all’interno del quale è possibile scoprire in tempo reale il ranking degli studenti e dare un’occhiata ai loro lavori e alle loro scoperte sugli algoritmi che regolano la popolarità in rete.

Un dominio .es gratis per ogni ragazzo spagnolo

A partire dal 15 gennaio, tutti i ragazzi spagnoli sotto ai trent’anni che ne faranno richiesta potranno avere, gratuitamente, un dominio .es. Avete capito bene: accade in Spagna, dove il Consiglio dei Ministri ha approvato un programma, chiamato “Jóvenes en Red”, giovani in rete appunto, che costerà circa tre milioni di Euro per il 2008, e poi un milione di Euro per gli anni successivi.

Il programma prevede, oltre alla registrazione del dominio, anche un serie di strumenti per creare il proprio sito o il proprio blog per un anno. Quindi pagine Web, album di foto, posta elettronica e anche a disposizione un nuovo social-network. Ovviamente, ogni ragazzo potrà registrare un solo dominio. L’iniziativa fa parte di un programma molto innovativo che tende a dare maggiore impulso, a partire proprio dai minori di trent’anni, alla società dell’informazione.

Il Consiglio dei Ministri spagnolo, inoltre, ha approvato la creazione di un’”Oficina de Seguridad del Internauta”, un ufficio di sicurezza dell’internauta, che gratuitamente darà informazioni e consigli sulla sicurezza in rete e su come comportarsi davanti a determinati pericoli. Credo che l’iniziativa del governo spagnolo sia davvero importante, e sicuramente – a mio parere – riuscirà a far nascere nei più giovani una consapevolezza dell’importanza del Web.

Il dominio gratuito e un social network controllato e creato appositamente sono sicuramente un modo molto intelligente, a mio parere, per insegnare ai ragazzi come utilizzare al meglio la rete e quali sono, invece, i pericoli dai quali è meglio stare lontani. In un articolo del Times di Londra di sabato 22, molto discusso in questi ultimi giorni, si legge che la Spagna ha superato di gran lunga l’Italia in quanto a innovazione ed economia. Mi sa che hanno ragione. Forse lo sconto per acquistare il computer che danno da noi ai liceali non basta più.

Gli studenti dovrebbero usare Wikipedia. Parola del suo fondatore

Gli studenti dovrebbero utilizzare l’enciclopedia online più famosa, Wikipedia. Parola del suo fondatore, Jimmy Wales, che in una conferenza a Londra ha affrontato l’annoso problema dell’affidabilità dei contributi inseriti nel sito dagli utenti.

Wikipedia, ha spiegato Wales, può essere un ottimo punto di partenza nel fare le proprie ricerche. Poi, se si vuole approfondire l’argomento, è chiaro che è necessario andare a cercare in siti o libri “più accademici”. “È come se vietate ai vostri figli di ascoltare la musica rock” ha spiegato, in un parallelismo un po’ bizzarro. “Loro la ascolteranno comunque. Ecco perché il mio consiglio a docenti ed educatori è questo: lasciate che i ragazzi imparino ad usare il sistema Wiki ed evitate di vietarglielo a priori”.

Wales ha spiegato che ovviamente le informazioni vanno prese “con le molle” e verificate anche su altri libri di testo: “Chi si limita a copiare – aveva detto qualche tempo fa – si merita un brutto voto“. Ma ha poi aggiunto che attualmente il sistema di controllo di Wikipedia si sta facendo talmente avanzato che ci si può davvero fidare.

Wales, durante la conferenza, ha anche annunciato che Wikipedia attuerà un nuovo sistema di licenze all’interno dello schema Creative Commons, che le permetterà di mettersi in linea con gli standard mondiali. Il sistema permetterà di copiare, modificare e redistribuire le informazioni, commercialmente o non-commercialmente.

Parte su YouTube un canale anti-bullismo

D@di per Geekissimo.com

http://youtube.com/Beatbullying. È il sito che dovete consigliare a tutti coloro che parlano sempre male e indistintamente di YouTube e degli altri servizi internet, che secondo quelli che si definiscono “esperti” sono “dannosi” e portano i giovani alla perdizione. Ebbene, proprio per dimostrare che YouTube non è tutto prese in giro ai professori e annunci di stragi e suicidi mi preme segnalare una bellissima iniziativa partita dall’Inghilterra per arginare il fenomeno del bullismo.

Fenomeno di cui si è parlato moltissimo qui da noi soprattutto negli ultimi due-tre anni, ma che al di là della Manica esiste, in maniera molto grave, da moltissimi anni. Ebbene, il nuovo canale, “Beatbullying”, cioè “combattiamo il bullismo”, ha come primo scopo quello di incoraggiare i più giovani a denunciare (a genitori, educatori e eventualmente anche alle forze dell’ordine) le intimidazioni, soprattutto quelle che avvengono proprio in rete, come le e-mail minatorie, le “persecuzioni” sui social networks e i messaggi/videomessaggi osceni sul telefonino. Tutto quello, insomma, che va sotto il nome di “cyberbullismo”.

Beatbullying, spiegano i promotori dell’iniziativa, mira a rivoluzionare il modo in cui i più giovani hanno accesso alle informazioni su come evitare di diventare vittime di scherzi e soprusi. Parte importantissima della campagna è proprio la possibilità, per i ragazzi, di inserire all’interno del canale i propri video con consigli, testimonianze e confidenze.

Moltissime celebrità, come vedete dal video che ho inserito all’inizio del post, hanno dato la loro adesione per sponsorizzare il progetto, a iniziare dal cantante Ronan Keating. La pagina principale del canale è arricchita, oltre che da videoclip, anche da numerosi link e rimandi a pagine che possono dare consigli sia ai ragazzi che anche ai loro genitori.

Dagli Usa un videogame per imparare a mangiare

Quando la tecnologia e internet si mettono a servizio delle persone e dei loro problemi è sempre una bella notizia da raccontare. Negli Stati Uniti il problema dell’obesità infantile sta raggiungendo livelli record (circa il 20 per cento di tutti i ragazzi) e così la principale agenzia sanitaria del Paese ha deciso di lanciare un gioco online che possa insegnare ai bambini come nutrirsi correttamente.

Il gioco, “The Incredible Adventures of the Amazing Food Detective” (trad: le avventure incredibili del sorprendente detective del cibo) è stato progettato appositamente per i bambini tra i 9 e i 10 anni e li fa esercitare, in modo da istruirli, sulle buone regole di alimentazione. La vera novità è che invece di tenere incollati i bambini davanti al Pc per ore, però, dopo 20 minuti di tempo il gioco si disattiva, e il bambino non può più accenderlo a meno che non sia passata un’ora.

“I bambini negli Stati Uniti passano moltissimo tempo davanti alla Tv, e i messaggi che ricevono sulle abitudini alimentari sono tutti sbagliati”, ha spiegato un esperto, che ha assicurato che il gioco, scaricabile da qui e disponibile in inglese e spagnolo, ha molta più probabilità di “entrare nella testa” dei bambini che invece una lezione tradizionale.

Davvero una bella idea, a mio parere. Insegnare ai bambini (e ai ragazzi) parlando il loro stesso linguaggio è sicuramente il modo migliore per suscitare il loro interesse. E se il loro linguaggio passa da internet, computer e videogames, allora ben vengano, anche a scuola, metodi innovativi per spiegare argomenti importanti. E così, per una volta, saranno gli stessi genitori a dire: “Bambini, basta con i compiti, andate a giocare al Pc”.

I libri costano troppo? Scambiateli in rete

Molti i siti internet che offrono la possibilità di vendere e comprare testi usati
Comodi e veloci nelle risposte, sono un buon punto di partenza per risparmiare

I libri scolastici costano troppo?
Quest’anno scambiateli in rete

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Dopo le polemiche degli ultimi giorni sui rincari di libri e materiale scolastico, che quest’anno secondo le associazioni che tutelano i consumatori si aggirano intorno all’11 per cento, genitori e studenti corrono ai ripari, e per cercare di risparmiare scelgono i mercatini dell’usato, presenti praticamente in ogni città, e le cartolibrerie che acquistano e rivendono testi.

In molti hanno iniziato, da giorni, ad “assaltare” negozi e bancarelle per cercare di trovare i libri usati nel migliore stato possibile, sopportando lunghe file, spesso sotto il sole cocente.
L’ultima frontiera degli acquisti intelligenti di libri scolastici quest’anno passa per numerosi siti internet. Comodi da consultare e veloci nel fornire risposte, possono essere un buon punto da cui partire per cercare i libri di testo per il nuovo anno. Effettuando una ricerca in rete e scrivendo ad esempio “libri scolastici usati”, sono moltissimi i siti che promettono nuove edizioni a prezzi scontati o libri usati “come nuovi”.

Uno dei più gettonati è Comprovendolibri.it, un vero e proprio mercatino dell’usato online con 350mila libri in vendita. Il sito non fa altro che mettere in contatto chi vuole vendere un testo e chi lo sta cercando. Chi vende dovrà compilare una scheda in cui dovrà indicare quante più informazioni possibile sul libro (titolo, autore, casa editrice, scuola in cui è stato utilizzato, codice Isbn e così via, in modo che sia più semplice da trovare) e lo stato in cui è conservato (ad esempio “come nuovo”, “mai usato”, “ben tenuto”, “copertina staccata”, “sottolineato a matita”, e così via).

Chi, invece, cerca il libro dovrà semplicemente scegliere se effettuare una ricerca su tutto il territorio nazionale (e quindi farsi poi spedire i libri e pagarli con carta di credito), oppure restringere il campo solo alla propria provincia, in modo da risparmiare anche i soldi della spedizione. Stesso funzionamento per Libridea.it e Testiusati.com (qui è possibile indicare, nell’annuncio, anche il proprio numero di telefono), solo per citarne alcuni. La strategia migliore, sia per vendere che per acquistare, è ovviamente quella di consultare il maggior numero di siti anche più volte al giorno, perché sono in continuo aggiornamento e può capitare che un testo cercato di mattina sia disponibile (e magari già prenotato) di sera.

Oltre ai siti specializzati, tanti altri libri usati sono presenti su eBay e sui principali siti internet di compravendita. E per chi non avesse voglia di andare a scuola a ritirare la lista dei libri, l’Aie, l’Associazione italiana editori, ha pubblicato sul proprio sito (selezionando “Area Scuola”) la lista dei libri adottati per l’anno scolastico 2007-2008 in tutti gli istituti scolastici italiani.

(30 agosto 2007)

Torna il caro-scuola. Per libri e diari aumenti dell'11%

La denuncia delle associazioni dei consumatori: le scuole ignorano i tetti di spesa
Maglia nera a Napoli: alla media “Falcone” per i testi si spenderanno 394 euro

Il salasso di libri, zaini e diari
nel nuovo anno rincari fino all’11%

Per evitare la stangata, meglio gli ipermercati e i mercatini del libro usato

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Le vacanze stanno ormai per terminare e per migliaia di genitori italiani si riaffaccia il problema dell’acquisto dei libri e del materiale scolastico. E anche quest’anno dalle ricerche delle associazioni che tutelano i consumatori emergono aumenti, nell’ordine dell’11 per cento circa, sia per l’acquisto dei libri che per il cosiddetto corredo scolastico (astucci, diari, zaini).

Un’indagine di Altroconsumo su 355 classi di 55 scuole medie a Milano, Roma e Napoli dimostra che, pur avendo il ministro dell’Istruzione Fioroni indicato un tetto di spesa di 280 euro per alunno, questo non venga quasi mai rispettato, con aumenti che possono arrivare anche a 394 euro, cifra che dovranno sborsare i genitori degli alunni che frequenteranno la sezione “D” della scuola “Giovanni Falcone” di Napoli. E proprio al capoluogo campano, con circa 300 euro di spesa media per la dotazione libraria (e di conseguenza uno sforamento dei limiti imposti dal Ministero) spetta la maglia nera. Un po’ meglio a Milano e Roma, con 275 euro di spesa media. Inoltre, in una classe su quattro si spenderà di più di quanto si è speso lo scorso anno.

La ricerca mette poi in luce che a sforare il tetto di spesa sono poco meno della metà delle classi considerate, con una percentuale che sale al 65 per cento nel capoluogo partenopeo. Le classi che superano il tetto rimanendo al di sotto del 10 per cento (con una spesa fino a 308 euro) sono il 29 per cento, mentre quelle che superano i 308 euro sono 54 (quindi il 15 per cento del totale), di cui la maggior parte, ancora, a Napoli. Deludente anche il monitoraggio effettuato presso le scuole medie che l’anno scorso avevano sforato: 20 su 35 lo hanno fatto anche quest’anno.

Il Ministero dell’Istruzione il 22 maggio scorso aveva fissato i tetti per la dotazione libraria per il 2007-2008, confermando sostanzialmente quelli decisi per il 2006: 280 euro per la prima media, 180 per la seconda, 124 per la terza. Il decreto permette uno sforamento dei tetti del 10 per cento, se quello che si paga in più viene poi recuperato gli anni successivi (situazione che però puntualmente poi non si verifica). I risultati dell’inchiesta, fa sapere Altroconsumo, sono stati inviati al ministro Fioroni “affinché provveda a rivalutare le scelte di manica larga degli istituti scolastici”, vigilando di più sulle adozioni dei testi.

I rincari non si fermano però solo ai libri di testo: secondo Federconsumatori quest’anno la spesa delle famiglie italiane per mandare i figli a scuola (considerati anche per astucci, zaini e diari) è cresciuta dell’11 per cento rispetto al 2006. A lievitare maggiormente sono i costi del corredo scolastico: gli accessori come quaderni e matite colorate incideranno, a seconda dell’età del ragazzo, fino al 7,2 per cento rispetto allo scorso anno. A far crescere i prezzi, come sempre, le pubblicità, che consigliano a ogni inizio d’anno di acquistare nuovi articoli, nonostante sia possibile nella maggior parte dei casi riutilizzare quelli dell’anno precedente.

Adusbef e Federconsumatori consigliano di effettuare le proprie spese presso i supermercati e gli ipermercati, dove il risparmio rispetto alle cartolerie può arrivare anche al 25 per cento. Per i libri, invece, dove possibile è sempre meglio comprarli usati: ormai ogni città ha il suo mercatino, e muoversi in tempo può portare a fare dei veri e propri affari.

(20 agosto 2007)

Maturità, da Seneca ai triangoli ecco tutte le prove

Confermate dal Ministero le indiscrezioni circolate in mattinata
Problemi con i triangoli e cinque quesiti a scelta per lo Scientifico

“De Beneficiis” di Seneca al Classico
Ecco le tracce della seconda prova

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Di seguito le tracce della seconda prova scritta che il ministero della Pubblica Istruzione sta diffondendo in questi minuti.

Latino (liceo classico). Confermate le indiscrezioni online sui siti specializzati già dalle 8.30. La versione di Latino s’intitola “Io ho quel che ho donato” ed è tratta dal sesto libro del “De Beneficiis” di Seneca:

“Egregie mihi videtur M. Antonius apud Rabirium poetam, cum fortunam suam transeuntem alio videat et sibi nihil relictum praeter ius mortis, id quoque, si cito occupaverit, exclamare: “Hoc habeo, quodcumque dedi”. O quantum habere potuit, si voluisset! Hae sunt divitiae certae in quacumque sortis humanae levitate uno loco permansurae; quae cum maiores fuerint, hoc minorem habebunt invidiam. Quid tamquam tuo parcis? procurator es. Omnia ista, quae vos tumidos et supra humana elatos oblivisci cogunt vestrae fragilitatis, quae ferreis claustris custoditis armati, quae ex alieno sanguine rapta vestro defenditis, propter quae classes cruentaturas maria deducitis, propter quae quassatis urbes ignari, quantum telorum in aversos fortuna conparet, propter quae ruptis totiens adfinitatis, amicitiae, conlegii foederibus inter contendentes duos terrarum orbis elisus est, non sunt vestra; in depositi causa sunt iam iamque ad alium dominum spectantia; aut hostis illa aut hostilis animi successor invadet. Quaeris, quomodo illa tua facias? dona dando. Consule igitur rebus tuis et certam tibi earum atque inexpugnabilem possessionem para honestiores illas, non solum tutiores facturus. Istud, quod suspicis, quo te divitem ac potentem putas, quam diu possides, sub nomine sordido iacet: domus est, servus est, nummi sunt; cum donasti, beneficium est”.

Matematica (liceo scientifico). Al candidato è richiesto di risolvere uno dei due problemi e rispondere a cinque dei dieci quesiti proposti. In particolare, il primo problema riguarda un triangolo; il secondo, invece, un cerchio, i poligoni inscritti e il problema della quadratura del cerchi. Nel questionario, poi, equazioni, teorema di Lagrange, funzioni reali dispari e sistemi di orientamento sulla Terra con coordinate geografiche terrestri.

Lingua straniera (liceo linguistico). Nei corsi sperimentali (progetti “Brocca”, “Proteo” e “Autonomia”) il candidato era tenuto a svolgere, nella lingua straniera da lui scelta, la prova di composizione su un tema specifico (in questo caso, il racconto, il capitalismo mondiale e la rivoluzione tecnologica degli ultimi trent’anni) oppure la prova di comprensione e produzione su uno dei testi proposti. In particolare, per la lingua francese proposti brani di Mauriac (da “Le baiser au lépreux”), di Doré (“Les robots sont parmi nous”). Per la lingua inglese, proposti testi di Archibald MacLeish (da “Collected Poems”), Rilke e Wordsworth e un articolo dal Daily Telegraph (“Robots hold key to eveolution of language”). Per la lingua spagnola, proposti un testo di Gonzalo Torrente Ballester (da “Dafne y ensueños”) e un articolo, pubblicato da Juan Manuel de Prada su “El País semanal” dal titolo “Tecnoestrés”. Per il tedesco, infine, un brano dal titolo “Eine Welt aus Geschichten” e un articolo dal titolo “Jenseits von Gold und Gas” pubbicato sul “Welt am Sonntag”.
Tra le lingue straniere (vedi Pdf) disponibili anche Russo, Arabo, Ebraico.

Figura disegnata (liceo artistico). “Dopo aver eseguito, mediante un elaborato al tratto, copia del vero modello vivente seduto e in atto di rivolgersi con la mano destra ad una composizione di frutta – si legge nella traccia – si propongano libere rielaborazioni del soggetto con tecniche a scelta, compreso l’eventuale utilizzo di attrezzature informatiche”. I candidati possono utilizzare tutti i materiali da disegno e tutta la strumentazione tecnica disponibile nel proprio istituto, ad esclusione di internet. Tempo massimo della prova: sei ore al giorno per un massimo di tre giorni.

Pedagogia (liceo pedagogico). Anche in questo caso tracce anticipate su internet già dalle prime ore del mattino. Il candidato poteva svolgere, a scelta, due temi tra quelli proposti. Il primo riguardava la figura di Maria Montessori (proposto un testo da “Uno sguardo alla vita del bambino”), il secondo le riflessioni provocate da un brano preso da “Lettera a una professoressa” di don Lorenzo Milani. Ancora, il terzo riguardava il concetto di integrazione (proposto un brano da “Alfabeti interculturali” di Favaro) e, infine, un tema sulle motivazioni nell’apprendimento da un testo di Edgar Morin (“La testa ben fatta”).

Economia aziendale (istituti tecnici commerciali indirizzo giuridico-economico-aziendale). Il tema di Economia aziendale verteva su un commento ai sistemi di reporting, illustrandone i requisiti e descrivendo le fasi in cui si articola l’analisi degli scostamenti. Era poi chiesto anche di determinare lo stato patrimoniale e il conto economico di una società, presentando anche le relazioni contenenti l’analisi economica corredata degli indicatori finanziari più sigfnificativi e quella economico-finanziaria preventiva relativa all’acquisizione di nuovi impianti. I candidati potevano utilizzare il Codice civile non commentato e calcolatrici non programmabili.

Informatica generale ed applicazioni gestionali (istituti tecnici commerciali indirizzo programmatori). Per i programmatori un tema sul Codice della Privacy (anche questo pubblicato in rete intorno alle 9). Oltre a spiegare gli adempimenti per i soggetti pubblici e privati che trattano dati sensibili con supporti informatici, al candidato era richiesto di progettare e realizzare un database e una pagina web per uno studio medico associato.

Lingua straniera (istituti tecnici commerciali indirizzo periti aziendali e corrispondenti lingue estere). Al maturando era richiesto, nella lingua straniera scelta, di redigere una lettera completa dei requisiti propri di una lettera commerciale per lamentarsi con un fornitore che aveva inviato merce danneggiata e in quantità inferiore a quella richiesta.

Lingua straniera (istituti tecnici per il turismo). Lo studente doveva svolgere, in una lingua straniera a scelta, uno di due temi proposti. Il cadidato, immaginando di gestire un’agenzia specializzata nel turismo religioso, doveva realizzare un itinerario che avesse come meta almeno due dei più noti santuari europei. La seconda traccia, invece, proponeva di sviluppare l’argomento del sensibile incremento dei pacchetti last minute.

Topografia (istituti tecnici per geometri). Al candidato era richiesto di effettuare calcoli, progetti e stilare una carta in scala per un terreno dove si devono dovendosi realizzare lavori di natura planimetrica (frazionamenti) ed altimetrica (spianamenti).

Estimo ru
rale ed elementi di diritto agrario (istituti tecnici agrari, indirizzo generale).
Il candidato doveva determinare il valore del diritto dell’usufruttuario e della nuda proprietà al momento della cessione di un fondo pianeggiante ceduto in usufrutto a un collaboratore.

Tecnologie chimiche industriali, principi di automazione e di organizzazione industriale (istituti tecnici industriali indirizzo chimico). Gli studenti hanno realizzare il disegno dello schema descritto nella traccia (miscela di composti organici inviata in una colonna di rettifica continua al fine di separare i due componenti in prodotto di testa e di coda) e, a scelta, rispondere a due quesiti. Gli studenti dei corsi sperimentali del progetto “Sirio”, invece, si sono invece cimentati con domande sul biochimismo di un antibiotico e sulle fonti di energia alternative.

Topografia e disegno (istituti tecnici industriali indirizzo edilizia). I ragazzi, dati una livellazione geometrica e dei dislivelli, hanno dovuto calcolare coordinate planimetriche e volumi di scavo e di riporto necessari per sistemare un terreno in superficie orizzontale.

Telecomunicazioni (istituti tecnici industriali indirizzo elettronica e telecomunicazioni). Al candidato era richiesto, volendo campionare, digitalizzare e trasmettere su linea numerica seriale un segnale in tensione che passa ciclicamente da -2,5 [V] a +2,5 [V], di proporre uno schema a blocchi del sistema di acquisizione, trasmissione e ricostruzione del segnale, di analizzare le caratteristiche spettrali essenziali e di illustrare i vantaggi delle trasmissioni di segnali analogici per via numerica.

Informatica generale e applicazioni tecnico-scientifiche (istituti tecnici industriali indirizzo informatica). I maturandi hanno dovuto progettare un database per un negozio online di libri, che chiede una certa catalogazione dei libri e dei reparti (per ordine alfabetico, per caratteristiche, con i dati del libro e dell’autore), nonché degli utenti e degli ordini.

Disegno, progettazione ed organizzazione industriale (istituti tecnici industriali indirizzo meccanica). I candidati hanno dovuto analizzare un albero dato da un tamburo di un verricello ad asse orizzontale, sul quale si avvolge una fune metallica, con un diametro pari a 300 mm e una lunghezza di 600 mm, e realizzato con due dischi saldati sull’albero e con un tamburo cilindrico saldato su essi. L’albero in questione, che risulta essere solidale al tamburo, è sostenuto da due supporti con l%u2019interposizione di cuscinetti a strisciamento e presenta un’estremità per il collegamento al gruppo riduttore.

Progettazione (istituti d’Arte). I candidati hanno dovuto sviluppare una proposta per cottage da montare, durante la stagione estiva, in un campeggio sul mare in prossimità di una pineta. La struttura doveva essere pensata per ospitare piccoli nuclei familiari, con una cucina-tinello, due stanze da letto, i servizi igienici e una piccola veranda. Per fare schizzi preliminari, progetto esecutivo e relazione illustrativa, i ragazzi hanno a disposizione da tre a cinque giorni.

Economia d’azienda (istituti professionali per il Commercio, indirizzo tecnico gestione aziendale informatico). Il candidato doveva illustrare il principio della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta della sicutazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Era richiesto, inoltre, di esporre i principi contabili internazionali mettendo in evidenza i principali punti d’interesse consegtuenti all’aodzione degli Ias/Ifrs. Poi, doveva sviluppare alcuni argomenti proposti.

Inglese (istituti professionali per il Commercio, indirizzo tecnico gestione aziendale linguistico). Proposto un testo che spiegava come diventare analista di rete. Al candidato era richiesto di rispondere ad alcune domande e di scrivere una lettera di risposta all’inserzione, componendo un curriculum.

Economia e gestione delle aziende ristorative (istituti professionali alberghieri e turistici, indirizzo tecnico dei servizi di ristorazione). “Solo le aziende ristorative basate su un chiaro e solido programma aziendale riescono a sopravvivere nel lungo periodo”. Inizia così il brano presentato su cui, poi, il candidato doveva sviluppare uno di due temi proposti.

Economia e tecnica dell’azienda turistica (istituti professionali alberghieri e turistici indirizzo tecnico dei servizi turistici). Al candidato era richiesto di svolgere due tra i tre temi proposti che vertevano sull'”acume e la capacità innovativa dei responsabili del settore”, elementi chiave per il turismo di successo.

Tra suspence e falsi indizi, la giornata sul web

Argomenti dei temi online già poco dopo l’inizio degli esami
Sui forum molte le critiche al Ministero e agli aiuti “illeciti” via sms

Alle 8.37 le tracce già in rete
Il web tra falsi e nervosismo

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Come ampiamente previsto, anche quest’anno centinaia di parenti, genitori, fidanzati e amici dei ragazzi che hanno svolto la prima prova si sono riversati su internet già dalle prime luci dell’alba per cercare informazioni sulle possibili tracce. Informazioni concrete che hanno iniziato a circolare, su blog e forum di siti specializzati, poco dopo le 8.30. E subito è scattata anche la gara, dati alla mano, tra chi avesse pubblicato per primo i temi tra Studenti.it, Scuolazoo, Skuola.net e Matura.it. Minuto più minuto meno, in ogni caso, tra le 8.37 e le 8.46 (quindi pochi minuti dopo l’inizio della prima prova scritta) l’Ansa ha pubblicato la notizia che erano usciti Dante, la Costituzione e il Villaggio globale. Durante la giornata, poi, sono iniziate a circolare anche notizie false, come quelle (riprese anche da alcuni telegiornali) che davano il caso Welby o il bullismo come tema di attualità).

Il sito Skuola.net, inoltre, alle 9 ha iniziato a pubblicare tesine e appunti sugli argomenti delle tracce, tant’è che durante la mattina è andato numerose volte in tilt per i troppi contatti. E mentre i ragazzi iniziavano a uscire alla spicciolata dalle scuole sono iniziati a spuntare numerosi messaggi che chiedevano aiuto sulla seconda prova scritta di domani.

I forum. In rete, come sempre, molto nervosismo e messaggi a pioggia per cercare di ottenere più informazioni possibile. Alle domande insistenti di una mamma che voleva aiutare il figlio via sms, un navigatore risponde: “Mi stupisco che ci siano mamme che vogliono mandare il tema svolto ai figli. Invece di educarli alla cultura li educate all’imbroglio? Vergognatevi”. Poi numerosi “andate a zappare la terra” e “è vietato copiare, vi denuncio tutti”.

“È illegale quello che state facendo!”, si sfoga un lettore. “Pensate a fare l’esame invece di scambiarvi i temi. Voi siete il futuro dell’Italia, c’è da mettersi le mani tra i capelli”. Poi un ragazzo che voleva aiutare la fidanzata, risponde: “Evidentemente siete solo un gruppo di secchioni frustrati che gli brucia il mazzo che noi cerchiamo di cavarcela meglio ed aiutarci tra di noi perché tutti copiano all’esame. Non dite che siete tutti onesti e buoni e magari credete che la scuola sia veramente fondata sulla meritocrazia!”.

Tra le curiosità dobbiamo segnalare che c’è stato anche chi ha voluto sfruttare la situazione economicamente: “Ciao a tutti – ha scritto un utente – mi offro per svolgere il tema di attualità, previo pagamento tramite Postepay, studente laureando in giurisprudenza”. E tra i tanti messaggi “disperati” di aiuto, anche una ragazza che ha offerto “tutta se stessa” per ottenere aiuto nel tema di Dante.

Proteste tema di Dante. Tema di Dante che, in realtà, ha suscitato anche in rete numerose polemiche. “Non si può far uscire – scrive un utente – dopo solo due anni di nuovo Dante… e se uno ha smesso di farlo in terzo ma puntava tutto sull’analisi del testo che fa?”. “Non ho parole, che tracce assurde – scrive un altro – come si possono proporre certe tracce ora? Magari uno si prepara su argomenti più attuali, anche informandosi dalla tv e dai giornali… e invece ecco comparire Dante. Ma si può?!? Mi dispiace enormemente per i ragazzi di Ragioneria e istituti tecnici e professionali… quanta assurdità!”. “Basta privilegiare il classico alla prima prova! È ora di finirla, i tempi son cambiati!” scrive un altro.

Un ragazzo, poi, invita a organizzarsi per inviare una mail collettiva di protesta al ministro Fioroni. “Credo che Dante nel 2007 – recita la missiva – sia una presa in giro per tutti gli studenti degli istituti tecnici che trattano poco e male, e negli anni precedenti, ‘il sommo Poeta’. Ma le tracce della prima prova non dovrebbero essere ugualmente fattibili da tutti?”.

Infine, c’è anche chi è andato controcorrente rispetto ai tanti commenti negativi: “Ho sostenuto l’esame di maturità due anni fa. Ma non è per niente vero che le tracce sono difficili. Cavolo sono troppo belle!!! Dalla dittatura alla Costituzione repubblicana, cosa avete da ridire su tale argomento? E poi… quella di attualità è la traccia che mi è piaciuta di più: le conseguenze dell’avvento del neocolonialismo (flussi migratori). Ma cosa volete di più?”.

Spam. Quest’anno i forum si sono anche riempiti di “spam”, con numerosi messaggi inutili, senza senso, pubblicitari o pieni di volgarità. Inoltre, numerosi post erano pieni di rimandi ad altri siti (che puntualmente non presentavano notizie sulla maturità): rimandi che servivano solo ad attirare visitatori e, quindi, a guadagnare con le pubblicità.

Infine, la mattinata ha visto nei forum anche numerosi elementi di distrazione: per tutta la durata della prima prova alcuni navigatori hanno continuato a sostenere che le tracce (soprattutto quella di Dante) fossero false e che servissero solo a “depistare” coloro che volevano aiutare gli studenti. Messaggi che non si sono fermati nemmeno di fronte all’evidenza dell’ufficialità del Ministero.

Maturità: così le tracce d'italiano. Temi su Dante e Costituzione

Ore 8.36: a tempo di record l’Ansa e i forum web diffondono indiscrezioni sulle tracce
Tra gli argomenti anche la scienza moderna e il rapporto diritto-legalità

Dante, Costituzione, villaggio globale
Ecco le tracce ufficiali del tema d’Italiano

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Il ministero della Pubblica Istruzione ha diffuso, confermando le indiscrezioni online già dalle 8.36, le tracce della prima prova scritta degli esami di Maturità.

Analisi di un testo letterario. Argomento di Letteratura è l’undicesimo canto del Paradiso (versi 43-63 e 73-87), in cui Dante, nel cielo del Sole, incontra San Tommaso d’Aquino che gli narra la vita di San Francesco e ne esalta l’opera. La prima domanda richiede al candidato d’individuare nei versi proposti le tre parti della ricostruzione dell’evento: l’ambiente geografico, la scena iniziale della dedizione di San Francesco alla vita religiosa e l’effetto di trascinamento sugli altri. Poi, viene richiesta una parafrasi distinta delle tre parti, in non più di venti righe complessive.

La seconda domanda pone allo studente sei questiti di analisi del testo: rilevare la frequenza dei nomi di luogo e dei termini geografici e climatici, commentare il ruolo del Sole, interpretare l’espressione con la quale Dante indica la posizione topografica di Assisi. Ancora, viene richiesto un commento sull’utilizzo dell’uso della forma locale antica del nome di Assisi, cioè “Ascesi”. Segue una domanda sulla particolare terminologia con cui viene illustrata la povertà come ideale di vita e, infine, un commento sui termini con i quali Dante descrive l’ardore ascetico che genera foga e concitazione di movimenti.

La terza parte della traccia ha richiesto allo studente di esprimere le proprie considerazioni sull’importanza degli ordini regligiosi, francescano e domenicano, nella storia della Chiesa e nella diffusione del messaggio evangelico nel mondo.
Un Dante molto criticato e senza dubbio inaspettato, perché era stato proposto già agli esami di due anni fa: nelle previsioni, pochi ipotizzavano sarebbe uscito anche quest’anno.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento storico-politico. Il tema di carattere storico-politico verteva sulla nascita della Costituzione repubblicana: “Il laborioso cammino della dittatura ad una partecipazione politica compiuta nell’Italia democratica”. Proposti testi dello storico Norberto Bobbio (da “Profilo ideologico del Novecento”), del giurista Piero Calamandrei (Discorso all’Assemblea Costituente del 4 marzo ’47 e “Costruire la democrazia. Premesse della Costituente”), Poi, ancora, “La Storia politica e sociale” da “Storia d’Italia, volume IV” dello storico Ernesto Ragionieri e “Gli anni della Costituente, fra politica e storia” dello storico Pietro Scoppola.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento socio-economico. Anche in questo caso, la traccia, trapelata già dalle prime ore del mattino, è stata confermata dal Ministero. Titolo, “Alle basi della convivenza civile e dell’esercizio del potere: giustizia, diritto, legalità”. Proposti numerosi brani: dalla “Politica” di Aristotele (libro I) a “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria (capitolo II); da “Giustizia politica” del filosofo tedesco Otfried Höffe a “I metodi dell’etica” del filosofo inglese Henry Sidwick; da “Una teoria della giustizia” del filosofo contemporaneo John Rawls a “La Giustizia” del giurista e politico Giorgio Del Vecchio fino a “Diaologo intorno alla Repubblica” dello storico Norberto Bobbio e del docente di Teoria politica Maurizio Viroli.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento artistico-letterario.
Titolo della traccia, “I luoghi dell’anima nella tradizione artistico-letteraria”. Al candidato sono stati proposti alcuni documenti dal “Canzoniere” di Petrarca (CXXVI), da “Giulietta e Romeo” di Shakespeare (atto III, scena III), da “I Sepolcri” di Ugo Foscolo. Ancora, da “L’Infinito” di Giacomo Leopardi, dai “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni (“Addio, monti sorgenti dalle acque”), da “Myricae” di Giovanni Pascoli, dai “Malavoglia” di Verga. Proposti anche alcuni stralci di opere contemporanee: “L’Isola di Arturo” di Elsa Morante, “Ragazzi di Vita” di Pier Paolo Pasolini, “La collina” (dall'”Antologia di Spoon River”) di Masters. A corredare i testi, anche l’opera pittorica “Il violinista sul tetto” di Marc Chagall.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento tecnico-scientifico. La traccia verte sulla nascita della scienza moderna, partendo dalla frase di Galileo Galilei “Sensata esperienza e dimostrazione certa”. Oltre al “Saggiatore”, vengono proposti brani del matematico Ivar Ekeland (“Il migliore dei mondi possibili. Matematica e destino”), dei fisici Albert Einstein e Leopold Infeld (“L’evoluzione della fisica”), del filosofo e matematico ingliese Alfred North Whitehead (“La scienza e il mondo moderno”). Ancora, dello storico e filosofo della Scienza Alexandre Koyré (“Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione”), del fisico e chimico Ilya Prigogine e della filosofa Isabelle Stengers (“La nuova alleanza: metamorfosi della scienza”) e, infine, del filosofo e storico Paolo Rossi “I filosofi e le macchine”.

Tema di argomento storico. L’argomento storico, anche qui un po’ a sorpresa, verteva sulla fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo tra le cause del fenomeno dell’immigrazione nei paesi euiropei. La traccia richiedeva al candidato di illustrare le conseugenze della colonizzazione nel cosiddetto Terzo Mondo, soffermandosi sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell’odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli.

Tema di ordine generale. Confermate anche qui le voci di corridoio: il tema di ordine generale prendeva spunto da un brano del sociologo Giuseppe Tamburrano: “L’industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l’uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle megalopoli. La televisione ha ricostruito il ‘villaggio globale’, ma non c’è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del mondo passivamente, o partecipare ai fatto della comunità” (da “Il cittadino e il potere”, in “In nome del Padre”). La traccia chiedeva di discutere l’affermazione citata, precisando se in essa potesse ravvisrasi un senso di nostalgia per il passato l l’esigenza di inteessere un dialogo meno formale con la comunità circostante.