Agrigento, nuovi sbarchi: arrivati più di 200 migranti. Il mio servizio per Sky Tg24



Erano stati intercettati dalla capitaneria di porto a circa 20 miglia dalla costa e sono stati trainati a bordo dello stesso barcone di otto metri su cui hanno viaggiato. Sono 218 i clandestini giunti a Porto Empedocle, 10 km a sud di Agrigento nella costa meridionale della Sicilia. Tra loro, 45 donne e due bambini, uno di soli sei mesi. All’arrivo sulla terraferma, tre immigrati (tra cui una donna) hanno accusato malori, probabilmente a causa delle basse temperature e sono stati trasportati in ospedale.

Siracusa, anziano muore durante tentativo di rapina. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Ha aperto la porta di casa a un uomo che sosteneva di dover fare una telefonata per via di un guasto all’auto ed è morto pochi istanti dopo, accoltellato, in un tragico tentativo di rapina. L’omicidio è avvenuto a Cassìbile, frazione a pochi chilometri da Siracusa, in un’abitazione isolata. Il padrone di casa Giuseppe Amenta, bracciante agricolo in pensione di 75 anni, ha provato a ribellarsi al malvivente che, subito dopo essere entrato in casa, gli aveva chiesto di consegnargli il denaro. L’anziano non aveva fatto i conti, però, con il coltello da macellaio che il ladro aveva portato con sé.

Lo storico Ruta condannato per “stampa clandestina” per sito/blog “irregolare”. È la prima volta in Italia

Il famoso sito dello storico Carlo Ruta “Accade in Sicilia”, che si occupa di inchieste e documentazione storica e sociale, ha ricevuto dai giudici del tribunale di Modica (Ragusa) una multa pecuniaria, con l’accusa di “periodicità non regolare”.

In particolare, il reato è praticamente lo stesso (quello di “stampa clandestina”) che “commette chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta”. Ma per la prima volta è applicato, in Italia e probabilmente anche in Europa, per un sito Web e un blog.

Ma lo storico non ci sta: “Quale irregolarità? In nome di quale principio si applica il criterio della periodicità ad un blog?”, si chiede Carlo Ruta, che sospetta che la condanna non sia tanto di ordine tecnico o burocratico. “Nel mio blog – continua – ho fatto ampie ricostruzioni, con una documentazione dettagliata e in parte inedita sul caso di Giovanni Spampinato, il giornalista collaboratore dei quotidiani ‘l’Ora’ e ‘l’Unità’ che nel 1972, a soli 22 anni, fu ucciso a Ragusa mentre stava portando alla luce in un’inchiesta su un delitto, un rilevante intreccio di affari e malavita”.

“Solo in Cina e a Cuba” avvengono cose del genere, continua Ruta, “ed è per questo che ci attiveremo tra conferenze stampa ed altre azioni affinchè tutti vengano a conoscenza di questa violazione della libertà di espressione. Perché questo rappresenterebbe un precedente molto grave”. In realtà, però, i media non si sono molto occupati della vicenda.

“Non siamo abituati – ha commentato Giuseppe Giulietti dell’associazione “Articolo 21″ a commentare le sentenze, ma non vogliamo che questa resti avvolta nell’ombra perché riguarda l’articolo 21 della Costituzione e la libertà della Rete, in un momento tra l’altro particolarmente delicato per l’informazione, in cui si decreta il carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni che non rientrano in quelle consentite”.

Tetris, rissa sfiorata tra Michele Placido e Raffaele Lombardo

Sfiorata la rissa, durante la registrazione della puntata di Tetris che andrà in onda stasera, tra Michele Placido e Raffaele Lombardo.

Riporto qui il dispaccio dell’ADNKronos:

Sfiorata la rissa a «Tetris» tra Michele Placido e Raffaele Lombardo, che per un soffio non sono venuti fisicamente a contatto davanti alle telecamere. A quanto apprende l’ADNKRONOS, alla registrazione della trasmissione sembrava che tutto filasse liscio sui binari del fair play. Luca Telese, il conduttore, aveva appena introdotto nel talk show de La7 i protagonisti della serata che andrà in onda domani, il leader dell’Mpa Raffaele Lombardo e Roberto Castelli della Lega, con scene didascaliche sul movimento di Lombardo e sul Carroccio, movimenti politici che trovano radicamento nel territorio al Nord e al Sud. E per restare in tema meridionalistico, in studio ha fatto la sua comparsa la giovane e bella capolista alla Camera per il Pd campano, Pina Picierno, originaria di Teano. Dopo accenni ai programmi di Berlusconi e Veltroni, sulla scena ha fatto il suo ingresso Michele Placido.

Giubbotto nero, jeans, il commissario Cattani della «Piovra», ha arringato: «Consentitemi la provocazione: per 5 anni non dovremmo candidare alle elezioni politiche uomini del Sud. Hanno dato e danno quotidianamente spettacolo indecente di mafiosità,malaffare e incapacità». Placido, ricordando poliziotti e magistrati uccisi della mafia e politici collusi, ha proseguito: «La società del Sud non può essere rappresentata in Parlamento da questa gente». Castelli ha replicato osservando che in ogni caso il Parlamento è lo specchio della società, «ogni regione deve esprimere la propria rappresentanza umana e sociale».

Lombardo è stato più critico rispetto alla sortita di Placido e, pur apprezzando le doti artistiche dell’attore, ha osservato: «Vorremmo uscire un tantino dagli strereotipi che per anni ci hanno ammannito le televisioni e cercare di ragionare in termini positivi e moderni, lasciandoci alle spelle anni di soprusi perpetrati dai governi che si sono succeduti, costringendo i giovani a emigrare in cerca di fortuna».

Placido non è rimasto in silenzio. «Ribadisco -ha tuonato- Per cinque anni almeno nessun candidato meridionale al Sud». Immediata la replica di Lombardo. «Lei fa parte di quei tanti meridionali che raggiunto l’apice dimenticano la loro origine, sputano nel piatto, facendosi magari scudo di tutele politiche». Il leader dell’Mpa sbotta: «Niente candidati del Sud? Così Veltroni potrà sistemare, come ha fatto, candidando i suoi amici romani in Sicilia». A questo punto, Michele Placido si è alzato dal proprio posto dirigendosi minacciosamente verso Lombardo, che dimenticato il suo aplomb si è alzato e ha intimato all’attore: «Sia serio!». Tensione alle stelle, telecamere che indugiano sui due contendenti, imbarazzo.

Il dissidio si è ricomposto ma l’atmosfera ha continuato a surriscaldarsi via via con l’entrata in scena di Claudio Fava del Pd e Sandro Parenzo, titolare di Telelombardia. Dopo il tema del giustizialismo, Lombardo ha concluso dicendo: «Cuffaro è mio amico ma non ha bisogno della mia difesa. Per quello ci sono i suoi avvocati e fino a prova contraria non c’è una sentenza definitiva sul suo operato». Immediate le reazioni di solidarietà a Lombardo. Ferdinando Pinto, capolista al Senato dell’Mpa in Puglia, ha espresso «solidarieta» al leader del Movimento autonomista. «Tenderei ad escludere che si sia voluta preparare una trappola mediatica per Raffaele Lombardo, leader dell’autonomia, e per Roberto Castelli della Lega. Di certo, non immaginavo che un attore potesse farsi carico di un attacco frontale ai politici meridionali puntando una volta di più sui temi triti della mafia e sul nuovo argomento di attualità che ha come oggetto l’ex presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro. Non è così-osserva Pinto- che si aiuta la gente a capire il fenomeno del Sud, bensì si facilita l’escalation di un’immagine negativa per tutto il Meridione che, invece di comportamenti da fiction televisiva, avrebbe bisogno di approfondimento e riflessione».

In vendita su eBay due pezzi del tempio di Ercole di Agrigento

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Sindaci e amministratori del Parco Valle dei Templi di Agrigento sono in subbuglio per la notizia che su ieri su eBay sono apparsi, per la vendita all’asta, due pezzi del tempio di Ercole.

Inseriti da un utente registrato in California, i due pezzi (rispettivamente della grandezza di 9,3 x 6,4 cm e 6,4 x 6,3 cm) partivano da una base d’asta di 99 centesimi, più sette euro di spese di spedizione. I pezzi sarebbero stati trafugati dal sito archeologico nel 2000.

“Non credo si tratti di pezzi autentici staccati dal tempio di Ercole, penso piuttosto a una bufala”, ha spiegato, minimizzando, il direttore dell’ente Parco Valle dei Templi, Pietro Meli. “Abbiamo avviato una serie di accertamenti – ha aggiunto – per capire se possa esserci stato un atto di vandalismo, o se si tratta di sottrazione di beni archeologici. Controllare un’area vastissima come quella della Valle dei Templi è praticamente impossibile”.

In attesa che si risolva la questione, considerando le dimensioni dei pezzi in vendita mi viene un atroce dubbio: ma non è che si tratta solo di piccole pietre senza ormai alcun valore, prese nell’area del tempio e spacciate come originali?

Sicilia, Rutelli candida Pippo Baudo


Il popolare presentatore a colloquio con Prodi e Rutelli
Cuffaro: sarebbe un confronto tra due cattolici democratici

Sicilia, Rutelli candida Pippo Baudo. “Entro domani sciolgo la riserva”
“Ci penserò, ma sono molto preoccupato”

ROMA – “Ho intenzione di riflettere sulla proposta di una mia candidatura per l’Unione alla guida della regione Sicilia, ma trovo molte difficoltà e onestamente guardo a questa idea con molta preoccupazione”. È perplesso Pippo Baudo dopo l’incontro di oggi a pranzo a casa del leader della Margherita Francesco Rutelli. “Scioglierò la ‘prognosi’ domani – dice, con una battuta – stanotte ci dormirò sopra e ci penserò con calma…”. Ieri sera Baudo aveva visto anche Romano Prodi, che avrebbe detto al presentatore di aver “raccolto dalla base un grande gradimento per questa candidatura”.

Sulla richiesta del segretario della commissione di vigilanza della Rai, Pippo Gianni (Udc) di lasciare il mondo della televisione in caso di candidatura, Baudo ha detto di non avere dubbi: non utilizzerà la tv per i propri scopi personali. Il conduttore non ha voluto anticipare la sua decisione, anche se aggiunge di “non avere mai avuto tanta attrazione per la politica”. In passato, ha più volte rifiutato la candidatura a sindaco della sua città, Catania.

L’eventuale candidatura del popolare presentatore tra le file dell’Unione non preoccupa, comunque, il governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro: “Se dovesse essere candidato Baudo – ha detto – sarei contento perché si tratterebbe del confronto tra due cattolici democratici. Guardo con grande serenità a questa eventuale candidatura, sapendo che la Sicilia sarà comunque in buone mani”.

Franco Marini, della Margherita, è d’accordo con la decisione di Rutelli: “Il nome di Baudo non è una novità
assoluta – ha detto -. È un nome forte, un uomo non estraneo alla politica, accorto, preparato e intelligente”. Forti critiche arrivano invece dall’esecutivo di An: per Maurizio Gasparri la sinistra ha un “vero conflitto d’interesse con la televisione”, dopo le candidature di Piero Badaloni, Piero Marrazzo e Lilli Gruber.

(6 ottobre 2005)