Ti sei mai “sballato” con la “cyber-droga”? Secondo la Guardia di Finanza si tratta di un fenomeno molto pericoloso

L’ultima moda del momento? Secondo molti giornali e soprattutto secondo la Guardia di Finanza sarebbe la “cyber-droga”. Si tratta di file mp3 contenenti particolari onde sonore (comprese tra i 3 e i 30 Hertz, ovvero le frequenze percepite dal cervello umano) in grado di innescare le più diverse reazioni e sollecitare in maniera intesa l’attività cerebrale. Secondo la Guardia di Finanza, che ha annunciato di monitorare, da tempo, un fenomeno che potrebbe rapidamente dilagare, sarebbero già centinaia le pagine Web dedicate a questo sballo con migliaia di appassionati che si scambiano impressioni e consigliano modalità e tecniche di somministrazione. Tra i siti più gettonati (ma per carità, statene alla larga!) ci sarebbe www.i-doser.com.

A differenza delle “normali” cocaina ed eroina, il cyber-sballo è accessibile a tutti e i file sono scaricabili gratuitamente o comunque dopo il pagamento di una piccola cifra di denaro. Il capo del Nucleo Speciale della Guardia di Finanza che si sta occupando della problematica, Umberto Rapetto, ha spiegato all’agenzia Ansa che ci sono particolari onde, come le onde alfa (dai 7 ai 13 Hertz), ad esempio, che hanno un potenziale effetto rilassante, ma ce ne sono altre che ottengono l’effetto opposto, cioè euforizzante o eccitante. Addirittura, all’estero questo particolare tipo di ultrasuoni viene utilizzato dalle forze dell’ordine per “calmare gli animi” in situazioni complicate; inoltre, sembra che l’uso di questa tecnica sia “documentato storicamente anche in campo militare”.

Non tutti, ovviamente, credono nella potenza di questo nuovo tipo di droghe. Secondo il neurofarmacologo Felice nava, direttore del Comitato scientifico nazionale di Federserd, “non ci sono studi scientifici o report anche aneddotici che possano far pensare che alcune musiche possono determinare fenomeni neurobiologici del tutto simili a quelli prodotti dalle più pericolose sostanze d’abuso”. Secondo il neurofarmacologo, insomma, si tratterebbe esclusivamente di una trovata commerciale “ideata da astuti e loschi personaggi, con il solo scopo di arricchirsi sfruttando la credulità e la voglia di sballo a ogni costo di alcuni ingenui giornali cibernauti”.

Sarà: in ogni caso secondo altri, invece, le “cyber-droghe sono destinate ad avere una diffusione di massa e non è escluso che in futuro i programmi si perfezionino e le droghe virtuali diventino più potenti”. Secondo Daniele La Barbera, direttore della clinica psichiatrica dell’università di Palermo, le droge virtuali non hanno lo stesso effetto su tutti i consumatori, ed è quindi impossibile, per ora, dire se queste causino dipendenze. Non ci sono, insomma, casi su cui basarsi e probabilmente non c’è nemmeno un vero alto livello di pericolosità reale. Eravate a conoscenza di questa “nuova moda”? E secondo voi ci sono possibilità che diventi la droga del futuro? Io sono assolutamente scettico.

Navigare senza filtri per un mese? Si ricevono oltre 5mila e-mail di spam. Che per la maggior parte vengono da Usa, Brasile e Italia!

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Surfare in internet senza protezione porta l’utente medio a ricevere circa 70 messaggi di posta indesiderata al giorno. È quanto emerge da un interessante studio svolto da McAfee, una delle più famose società di antivirus, che ha creato un panel di cinquanta persone da tutto il mondo che, per un periodo di tempo di un mese, ha navigato in internet senza filtri. E i risultati non sono per niente incoraggianti: basti pensare che un partecipante ha ricevuto ben 5.414 e-mail di spam durante il mese di prova.

Il test ha anche permesso agli esperti di determinare quali sono i paesi del mondo dai quali parte più spazzatura elettronica. E a sorpresa, il nostro paese è al terzo posto nel mondo (con poco più di 15mila e-mail ricevute dai tester); al primo posto gli Stati Uniti (con oltre 23mila e-mail di spam), mentre la medaglia d’argento spetta al Brasile (di poco sopra l’Italia). Tra i grandi paesi del mondo che inviano meno spam, invece, c’è la Germania, con “soli” 2.331 messaggi. I risultati, si legge, mostrano che lo spam non sta per niente calando, anzi continua ad aumentare in maniera esponenziale.

“Molti dei nostri partecipanti – ha spiegato Guy Roberts, direttore dei laboratori McAfee in Europa, alla Bbc – hanno notato che i loro computer hanno iniziato a rallentare le prestazioni. Questo significa che mentre loro navigavano, capitava molto spesso che si installassero, a loro insaputa, malware”. Lo spam, inoltre, sta diventando sempre più una vera e propria minaccia, considerato che l’8 per cento delle mail ricevute conteneva in sé tentativi di phishing. Per quanto riguarda, ancora, il tipo di pubblicità ricevuta, si parte dai prodotti finanziari (come i prestiti), la cura del corpo e le medicine (vedi, Viagra), servizi per adulti, promesse di software gratis, e così via.

Tutti ovviamente penserete: la ricerca è stata fatta da McAfee che è, tra l’altro, un costruttore di software per la sicurezza informatica. Per questo, ovviamente, dobbiamo prendere con le molle questi dati. In ogni caso è difficile che una società così importante possa permettersi di falsificare di tanto i risultati delle proprie inchieste; per questo è importante ribadire: utilizzate sistemi operativi e browser sicuri e, se utilizzate Windows, soprattutto software (come antivirus, antispyware, antispam, firewall) che vi aiutino a difendervi da questa brutta piaga.

Icann e Iana attaccati dai cracker

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Azione dimostrativa, o operazione terroristica? Se lo stanno chiedendo, in queste ore, i responsabili It e gli investigatori che stanno indagando sull’attacco “cracker” avvenuto ieri ai danni di Icann e Iana, i due enti internazionali che assegnano i domini dei siti Web e degli indirizzi Ip di tutto il mondo.

“Alcune fonti – si legge in una nota diffusa in Italia dal Cnipa, il Centro nazionale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione – riportano la notizia di un attacco di tipo ‘domain hijacking’ contro i siti Web dell’Internet Corporation per l’assegnazione di nomi e numeri Icann e quello dell’Internet Assigned Numbers Authority. I domini […] sono stati dirottati verso il sito AtSpace.com, dove si legge in un comunicato che ‘i siti che controllano i domini sono sotto controllo degli hacker’”.

Ancora non sappiamo se la situazione è stata del tutto risolta e se, soprattutto, si è capito se l’azione fosse dimostrativa oppure no. Al momento sappiamo solo che l’attacco, considerato da molti di grande valore simbolico, è stato rivendicato dal gruppo di origine turca NetDevilz.

Navigare anonimi con il browser xB

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Se avete il pallino dell’anonimato e volete un modo semplice e veloce per navigare gratuitamente e anonimi su internet, provate xB Browser. Si tratta di un nuovo browser, gratuito, portatile e per Windows, che anonimizza il traffico di rete attraverso la rete gratuita Tor o attraverso la rete più veloce del suo distributore (XeroBank), anche se quest’ultima opzione è a pagamento.

Ovviamente non si tratta di un browser costruito da zero ex-novo, ma di una versione di Firefox (non la 3, ovviamente) appositamente modificata in modo da permettere la navigazione anonima.

Al momento è disponibile solo una versione per Windows, ma entro agosto – così assicurano gli sviluppatori – dovrebbe arrivare anche una versione per Mac Os X e Linux.

E se volete essere sicuri al cento per cento anche quando inviate e ricevete le e-mail, all’interno del pacchetto software è presente anche xB Mail, che crittografa tutte le e-mail in uscita automaticamente attraverso il protocollo Gpg.

Improvvisamente vi trovate migliaia di visitatori sul vostro sito? Non siete diventati più bravi, è la nuova versione dell’antivirus Avg

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La nuova versione dell’antivirus Avg, la 8, crea un falso traffico dati? È la tesi di un articolo dell’inglese Register, secondo cui gli analisti di rete del loro server hanno notato, all’inizio dello scorso mese, un inaspettato aumento di traffico (addirittura a volte raddoppiato rispetto alla media del periodo). Purtroppo, però, non erano i giornalisti della testata ad essere migliorati… bensì il problema era Avg.

In particolare, il nuovo malware scanner di Avg. Partiamo dall’inizio: circa sei mesi fa Avg aveva acquistato Linkscanner dalla Exploit Prevention Labs: si tratta di un tool che, installato all’interno del browser, permette ad Avg di effettuare ricerche all’interno di tutti i siti che risultano da una ricerca ad esempio su Google. Un caso pratico: una persona cerca un termine su Google ed escono dieci risultati. A quel punto lo scanner inizia a visitare (in background) tutti e dieci i siti; accanto a ogni termine uscito su Google, poi, inserisce un simbolo verde se il sito è sicuro, un simbolo rosso se invece non è sicuro.

Questo, dunque, porta il browser a visitare in automatico tutte le pagine che escono dalla ricerca di Google. Se calcoliamo che circa 20 milioni di utenti in tutto il mondo hanno installato l’ultima versione di Avg in questi due mesi… risulta che alcuni siti (magari “fortunati” perché contengono al loro interno parole chiave molto utilizzate) hanno raggiunto una popolarità maggiore anche dell’ottanta per cento. Non si tratta certo di un problema da poco: il traffico aumenta, i costi per il bandwidth aumentano e lo spazio su disco dei singoli utenti diminuisce a dismisura, con centinaia e centinaia di linee non necessarie nei file di log.

Da parte loro, i responsabili di Avg hanno spiegato di non essere al corrente di questo “simpatico” problema, difendendo per di più il ruolo di Linkscanner: “C’è un’attività maligna talmente diffusa sul Web – hanno spiegato – che il solo modo per scoprirla è quello di darci un’occhiata“. Che ne pensate? Siete per caso tra i “fortunati” ad essere stati colpiti da questo particolare fenomeno? Avete riscontrato qualcosa di strano analizzando il traffico di rete dei vostri blog/siti?

Freeware Pdf Unlocker, l’utility per “sbloccare” i Pdf bloccati

In realtà software del genere non andrebbero molto pubblicizzati, perché vanno un po’ a minare la sicurezza di molti privati e molte aziende. Noi per dovere di cronaca ve lo presentiamo, poi starà a voi decidere (nell’eventualità che un giorno debba servirvi) se utilizzarlo o meno.

In molti (me compreso…) quando devono distribuire dei documenti importanti in formato Pdf e vogliono che il destinatario li possa “leggere e basta”, inibiscono all’interno del file Pdf le possibilità di copia/incolla e stampa. Di certo non si tratta di un sistema di sicurezza eccessivamente elevato, ma spesso e volentieri riesce a fare il suo lavoro. Freeware Pdf Unlocker (per Windows) fa invece il lavoro contrario.

Permette, infatti, anche all’utente medio di usare le funzionalità copia/incolla/stampa nei Pdf “bloccati”. Utilizzarlo è davvero semplice: basta aprire un Pdf con questo software apposito e, all’istante, viene creata una nuova copia del file, questa volta senza alcun tipo di protezione.

Non si tratta, di certo, di un software “potentissimo” come alcuni a pagamento in circolazione, ma di certo per il fatto che è gratuito fa un buon lavoro, rimuovendo le restrizioni dovute a password con “profondità” da 40 a 128 bit.

“Re della spazzatura” condannato a sei milioni di dollari di multa per aver inviato “solo” 100 milioni di messaggi spam al giorno su MySpace

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E che saranno mai cento milioni di messaggi di spam al giorno? È più o meno questa la versione del “re della spazzatura” (così è stato soprannominato) Scott Richter di Westminster in Colorado (Stati Uniti), che è stato condannato a pagare sei milioni di dollari (tra danni e spese legali) per aver “spammato” miliardi di messaggi a ignari utenti MySpace. In particolare, l’uomo dovrà dare 4,8 milioni di dollari (pari a tre milioni di euro) a MySpace, mentre le spese legali ammontano a 1,2 milioni di dollari (770mila euro).

Richter è stato denunciato da MySpace nel gennaio del 2007, con l’accusa di aver inviato dal proprio computer cento milioni di messaggi indesiderati al giorno; i messaggi, iniziati a circolare nel 2006, sponsorizzavano un sito Web chiamato Consumerpromotionscenter.com, ed erano inviati da normali account del social network, le cui credenziali d’accesso (username&password) erano stati ricavate attraverso operazioni di phishing su larga scala.

“Rispettiamo la decisione della corte”, ha spiegato Richter, aggiungendo poi che lui e la società per cui lavora (Media Breakaway) sono comunque sollevati dalla condanna, in quando la cifra da pagare è di gran lunga minore a quella chiesta dall’accusa lo scorso anno. Richter ha anche aggiunto che non intende appellarsi alla decisione del giudice. Non è la prima volta, tra l’altro, che Media Breakaway è condannata a pagare milioni di dollari per un caso del genere: nel 2005 (la società si chiamava Optinrealbig.com) erano stati condannati al pagamento di sette milioni di dollari per risarcire Microsoft in un caso del tutto analogo.

Media Breakaway non ha voluto ovviamente commentare, ma (incredibile!) ha spiegato che si è sempre avvalsa di avvocati per essere sicura di agire in modo legale (ma come, estorcere col phishing username e password a ignari utenti è legale???). Soddisfatti, ovviamente, a MySpace, secondo cui la sentenza conferma l’approccio del social network a combattere con decisione i fenomeni criminosi che avvengono sulle proprie pagine: “Continueremo a fare la nostra parte – si legge in un comunicato – per migliorare internet e fare pulizia di questi brutti fenomeni”.

Apple aggiorna Safari per Windows con miglioramenti di sicurezza

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Qualche tempo fa avevamo parlato del problema che affliggeva Safari per Windows, che aveva portato – caso più unico che raro – Microsoft a consigliare ai propri utenti di “evitare”, per il momento, l’utilizzo del browser made in Cupertino sul proprio sistema operativo.

Apple, ora, ha annunciato di aver corretto il problema e ha rilasciato una versione “più sicura” (la 3.1.2, solo per Windows) del proprio browser. Quattro le patch principali. Di sicuro la più importante è quella che va a risolvere il cosiddetto problema del “carpet bombing”, una vulnerabilità nel modo in cui Safari per Windows si comportava con alcuni tipi di file eseguibili.

“Il problema – si legge nel comunicato di Apple – si presentava nel download di massa non autorizzato dall’utente di file eseguibili sul desktop”; file che potevano suscitare la curiosità dell’utente, che eseguendoli, però, avrebbe infettato il proprio sistema. Da ora in poi, invece, Safari chiederà sempre se scaricare un file (non permettendo più il download automatico in background).

Tra le altre migliorie, è stato risolto il problema per cui, in presenza di alcuni tipi di immagini BMP e GIF, la memoria di sistema si saturava in pochissimo tempo.

Risolto anche un problema “che riguardava una vulnerabilità di Internet Explorer 7″, spiegano da Apple: fino ad ora, se in Internet Explorer 7 (e 6) alcuni siti erano stati inseriti nella modalità sicura (”trusted zone”), ecco che anche Safari si comportava come se si trovasse in una zona protetta; ora, invece, il browser non prenderà più in considerazione questo fattore, ma continuerà ad attuare le normali misure di sicurezza.

Risolto, infine, un errore nel modo in cui WebKit si comportava con codice JavaScript, che portava a volte, nel visitare un sito “infetto”, all’esecuzione automatica di un codice di terze parti.

Ecco la prima vulnerabilità di Firefox 3

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A poche ore dal rilascio ufficiale di Firefox 3, ecco che arriva anche la prima vulnerabilità del nuovo browser di casa Mozilla. Il bug è stato scoperto dagli esperti di sicurezza della Tipping Point, che hanno immediatamente informato i programmatori Mozilla. Questa volta però, contrariamente a quanto accaduto in passato, è stato deciso di comune accordo di non diffondere i dettagli del problema.

Secondo Tipping Point, famosa società che si occupa di sicurezza informatica e di sistemi anti-intrusione, il bug sarebbe stato classificato con “rischio elevato”, ma gli utenti Windows che ne sarebbero esposti dovrebbero comunque fare click su un link all’interno di una mail (che dovrebbe essere bloccata da tutti i maggiori sistemi antispam), di quelle tipiche che portano in sé codice maligno, per intenderci. Tra l’altro il problema affligge anche gli utenti della vecchia versione di Firefox, la 2, oltre che ovviamente quelli della 3.

Una volta che il problema sarà risolto, Mozilla e Tipping Point pubblicheranno i dettagli sui loro siti internet. Al momento sui siti Mozilla non è presente alcun comunicato ufficiale relativo a questo primo problema. In ogni caso mi sembra che la scelta di pubblicare i dettagli del bug solo dopo averlo risolto, sia una scelta molto matura, che non darà a “cracker dell’ultima ora” la possibilità di infettare computer a destra e a manca, come già successo altre volte.

A rischio i computer di altleti/giornalisti/governativi che si recano a Pechino per le Olimpiadi?

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Le agenzie statunitensi che si occupano di sicurezza nazionale hanno lanciato un allarme a tutti coloro (businessmen, giornalisti, atleti, personale governativo, etc) che si recheranno a Pechino in agosto per seguire le Olimpiadi: i computer portatili o altri apparecchi in grado di comunicare e gestire la posta elettronica potrebbero “essere penetrati da agenti di sicurezza cinesi che mirano a rubare segreti governativi americani o a impiantare bug per infiltrarsi nelle reti statunitensi”. L’allarme ci sembra quanto meno esagerato, ma bisogna comunque tenerne conto.

Stando a quanto riporta l’Overseas Security Advisory Council, “il governo cinese utilizza lo spionaggio elettronico per entrare facilmente nei computer personali o appartenenti ad enti governativi“. Per questo, gli apparecchi lasciati incustoditi anche per qualche minuto in alberghi o in aeroporto potrebbero essere in brevissimo tempo avvicinati da gente addestrata per non farsi scoprire e “penetrati” con dei software maligni in grado, successivamente, di trasferire tutte le informazioni presenti sull’hard-disk. Ma non è tutto.

Considerato, infatti, che la Cina controlla la rete internet, computer e palmari potrebbero essere penetrati anche da remoto. E c’è già chi ipotizza che agenti dell’Fbi ai viaggiatori che tornano dalle Olimpiadi controllino il contenuto del computer per verifiare se effettivamente è stato installato qualche programma non autorizzato.

L’ambasciata cinese non ha smentito né confermato l’allarme e si è limitata a un “no comment”, anche se il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang ha spiegato che “le accuse dello spionaggio cinese nei confronti degli Stati Uniti è insensato e non si fonda su alcuna base veritiera”.

Come nascondere (agli spammer) il proprio indirizzo e-mail con “The Enkoder”

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A volte capita di voler inserire, sul proprio sito o sul proprio blog, un indirizzo e-mail per essere contattati. Ma come sappiamo bene, inserire il link o comunque anche il solo indirizzo di posta elettronica sul Web espone lo stesso ad essere condannato a una marea di spam per gli anni a venire.

Ci sono molti metodi per “postare” su internet il proprio indirizzo e-mail senza incorrere in questo particolare problema, e oggi vi parliamo di uno di questi metodi, chiamato “The Enkoder”. Si tratta di un servizio Web composto da un form all’interno del quale dobbiamo inserire il nostro indirizzo di posta elettronica e il testo a cui questo indirizzo deve essere linkato (come ad esempio “Fai click qui per mandarmi una mail”).

Il sito, dopo pochi istanti, ci offrirà gratuitamente un codice JavaScript da inserire direttamente all’interno della nostra pagina Web, che contiene all’interno il nostro indirizzo e-mail crittografato, in modo da essere interpretato solo dai browser e non dai bot utilizzati dagli spammer per scandagliare la rete in cerca di indirizzi mail.

Tra l’altro, è disponibile anche una versione desktop per Mac Os X del servizio, scaricabile gratuitamente a partire da qui.

È morto uno degli spettacolari cani malesi in grado di riconoscere, con il naso, i cd contraffatti!

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Questa notizia ha davvero dell’incredibile, e che ci crediate o no viene da una fonte molto autorevole: l’agenzia di stampa France-Presse. In Malesia ci sono dei cani in grado, con il solo odorato, di riconoscere i cd e i dvd pirata, proprio come quelli che si trovano lungo i marciapiedi di molte città italiane. La notizia non purtroppo delle migliori, perché uno di questi cani è stato trovato morto.

Manny, questo il suo nome (a sinistra nella foto), era un labrador arrivato a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, a febbraio, e al momento sono in corso le procedure di autopsia. Tra l’altro il cane non aveva ancora iniziato il suo lavoro contro la pirateria in Malesia, e così è difficile pensare che qualcuno lo volesse morto, anzi. Manny e un altro cane chiamato Paddy erano gli ultimi arrivati dopo lunghi mesi di training, e stavano per iniziare il loro prezioso lavoro.

L’unità cinofila malese, dicevamo, è molto conosciuta e soprattutto molto temuta ultimamente dall’industria della contraffazione: basti pensare che lo scorso anno tutti i giornali riportarono la notizia della scoperta da parte della polizia, proprio grazie a questi intelligentissimi animali, di un enorme deposito di cd pirata; in totale, i cani della squadra sono riusciti a smascherare oltre 1,5 milioni di cd.

Non sappiamo ovviamente quali sono i segreti del mestiere, ma un po’ come per i cani anti-droga, questi iniziano ad abbaiare, indicando il pacco sospetto, quando sentono col naso del policarbonato o altre sostanze chimiche presenti nel confezionare i dischi pirata.

I domini più pericolosi del Web, secondo McAfee. Da evitare? Soprattutto Hong-Kong, Cina e Filippine

Quali sono i domini che tendono ad essere più pericolosi sul Web, per via dei tanti server “distributori” di malware? A stilare la speciale classifica è la McAfee, società produttrice di software antivirus, secondo cui al primo posto ci sarebbero i domini con base a Hong-Kong (.hk) con il 19,2 per cento di rischio. A seguire, i domini di Cina (.cn), Filippine (.ph), Romania (.ro) e Russia (.ru). Al contrario, i domini che dovrebbero essere più sicuri (perché meno portatori di malware) sono Finlandia (.fi), Giappone (.jp), Norvegia (.no), Slovenia (.si) e Colombia (.co).

Inoltre, se si fa un calcolo generale e si analizzano tutti i domini, risulta che la possibilità di scaricare spyware, adware, virus e altri tipi di software non desiderato è salita (addirittura!) del 41,5 per cento rispetto al 2007. Anche se la percentuale maggiore di rischio appare sui siti che utilizzano il dominio .hk, non è detto che questi fanno tutti capo alla città di Hong-Kong: molti magari utilizzano società di registrazione siti con base a Hong-Kong magari perché sono convenienti dal punto di vista economico o chiedono pochi documenti per l’avvio delle pratiche.

La maggior parte di questi siti, inoltre, è completamente in inglese (9 siti rumeni su 10 sono in inglese, solo per fare un esempio) e quindi gli utenti dei paesi di lingua anglofona risultano particolarmente “tartassati” ed esposti al malware. Ovviamente non stiamo parlando sempre di siti esageratamente dannosi: si va dal semplice e noioso pop-up a siti che invece scaricano automaticamente software maligno sul computer dell’utente.

E chi pensava che il nostro Paese per una volta era rimasto immune dalle brutte classifiche del Web, ecco che andando avanti nel rapporto si legge che per ogni dieci file scaricati “random” da domini italiani (.it), uno è dannoso per la salute del computer. Mi viene in mente una cosa: non è che questi dati sono un po’ gonfiati, considerato che vengono da uno studio di una società che vende prodotti di sicurezza informatica, e quindi tende a “terrorizzare” gli utenti nella speranza che acquistino sempre più prodotti antivirus?

HomeCamera: la tua webcam diventa una telecamera di sorveglianza

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Avete un vecchio Pc e una webcam da poco che non utilizzate? Con un software gratuito potrete costruire un piccolo impianto di videosorveglianza. Come? Con HomeCamera.

Si tratta di un software per Windows supportato da un sito Web che permette, con pochi minuti di lavoro, di installare la webcam e controllare (sia con foto scattate a intervalli regolari, sia con un video in diretta) tutto ciò che succede davanti alla Webcam da qualsiasi altro computer del mondo collegato a internet.

Non è tutto: è possibile anche impostare HomeCamera in modo che ci mandi un’allerta tramite e-mail se la webcam avverte del movimento intorno a sé.

HomeCamera può essere utile per monitorare un bambino che dorme, un animale lasciato solo in casa, il portone di un palazzo o l’ingresso di un negozio, e così via. Che ne pensate? Conoscete altri software simili o migliori?

Pirateria informatica in Italia. Ecco le vostre risposte

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Una settimana fa avevamo affrontato la problematica della pirateria informatica, che nel nostro Paese sarebbe in lieve calo (meno due per cento rispetto allo scorso anno) ma che pone comunque l’Italia al di sopra della media mondiale per quanto riguarda il software illegale.

A tal proposito vi avevamo proposto un sondaggio, come sempre anonimo, in cui vi chiedevamo quale fosse il vostro rapporto con il software piratato. Dal sondaggio, che ha avuto ottimi risultati (con oltre 880 voti e 24 commenti), si evince che la maggior parte dei nostri lettori (502 voti, 58 per cento del totale) utilizza prevalentemente software illegale senza farsi troppi problemi. Tra le motivazioni maggiori, il fatto che il software originale costi davvero tanto, soprattutto per un uso domestico.

Al secondo posto nella nostra speciale classifica, con il 19 per cento del totale (163 voti), ci sono coloro che scaricano software illegale cercando però di acquistare le licenze per i programmi più importanti, come il sistema operativo o le suite da ufficio.

A poca distanza (131 voti, 14 per cento del totale) si pone chi invece ha solamente “qualcosina di illegale”, mentre dichiara che la maggior parte dei programmi installati sul proprio computer è stata legalmente acquistata.

Infine ci sono i più “virtuosi”: quelli, cioè, che acquistano ogni singolo software originale; per la “disperazione” delle software-house sono solo il 9 per cento del totale, e cioè 88 lettori.

Insomma, stando a questi risultati le case produttrici di software dovrebbero iniziare a capire che, se vogliono incentivare l’acquisto di licenze originali (soprattutto nel mercato domestico), devono iniziare a venire incontro al mercato, abbassando i prezzi. Grazie a tutti, come sempre, per aver partecipato!