Reti wi-fi sempre più a rischio

Brutte notizie per gli amanti del wi-fi: la vostra rete domestica o aziendale potrebbe essere più a rischio di quanto pensiate. Parola di un gruppo di ricercatori della Technische Universität Darmstadt, che hanno mostrato come “rompere” una chiave Wep a 104 bit (il meccanismo di sicurezza standard per le reti 802.11b/g/n) in meno di due minuti. Il tutto con una possibilità di errore (entro i due minuti) del cinque per cento e con l’utilizzo di un “normalissimo” Pentium-M a 1,7 GHz.

Per iniziare un attacco, spiegano, c’è bisogno innanzitutto di parecchio traffico da monitorare; poi si può iniziare a forzare la protezione. Il meccanismo è più o meno questo: si forza la rete a generare pacchetti. Una volta analizzati 40mila pacchetti si ha il 50 per cento di possibilità di forzare la chiave; altri 20mila pacchetti e si arriva all’80 per cento. Per una sicurezza quasi totale c’è bisogno di 85mila pacchetti di dati. Il tutto attraverso l’uso di un software chiamato Aircrack-ptw.

La notizia, spiegano i ricercatori, non è quella che le reti wireless siano vulnerabili (si sapeva già), quanto quella che con un normalissimo portatile si può compromettere una rete. E se vogliamo un’infrastruttura più sicura? Gli esperti ci spiegano che sarebbe meglio utilizzare una protezione di tipo WPA2 con standard 802.11i, anche se comunque anche la WPA non è soggetta ad attacchi del genere.

Microsoft e i "cursori pazzi"

Nuova vulnerabilità nei sistemi operativi Windows. Microsoft ha annunciato che a breve rilascerà una patch che andrà a risolvere un problema alquanto “singolare”: alcuni hackers avrebbero utilizzato degli speciali cursori animati che lanciano attacchi nel momento che gli utenti cliccano su determinati link o visualizzano pagine con codice html “maligno”.

La patch verrà rilasciata al di fuori del classico aggiornamento mensile di sicurezza (segno, quindi, che si tratta di un problema non di poco conto). Gli attacchi, spiegano da F-Secure, si sono intensificati soprattutto nel week-end, e sembra che gli artefici siano alcuni gruppi di criminali informatici cinesi.

Il problema coinvolge praticamente tutti i sistemi operativi Windows, anche il nuovo Vista. Gli attacchi, fanno sapere dal Computer Emergency Readiness Team (l’ente governativo americano che si occupa proprio di queste questioni), si attivano quando l’utente clicca su determinati links, legge o inoltra un messaggio di posta con un codice html maligno al suo interno o accede a una cartella che contiene uno speciale file di cursore animato (.ani). Non è tutto.

Secondo quanto riportano alcuni siti e blog, Microsoft sapeva da almeno tre mesi della vulnerabilità, ma ha aspettato a diffondere la notizia (e, soprattutto, la “cura”) perché c’è stato bisogno di un lungo periodo di testing, al quale avrebbero preso parte oltre 100 tra tecnici ed esperti.

Sei sempre in tempo per cambiare la password

Sta facendo il giro della rete un post pubblicato su One Man’s Blog che suona più o meno così: “Come ti cracko la password”. Si tratta, in realtà, di un articolo molto interessante che ci fa capire, come se già non ce ne fosse il bisogno, quanto importante possa essere cambiare di frequente la propria parola chiave e, soprattutto, renderla difficile e non banale.

Possiamo fare qualche esempio. Tra le password più banali ci sono il proprio nome, il nome del proprio/della propria partner, il nome del proprio animale spesso seguiti da 0 o da 1. Poi, 123, 1234 o 12345, la parola “password”, la propria città, la propria squadra del cuore, il nome della propria scuola, una data di nascita e così via.

Se la vostra password non è tra quelle elencate qui sopra (e probabilmente speriamo tutti che non lo sia), non è detto che siate al sicuro. Infatti non potete immaginare quanto sia semplice, per codici brevi, utilizzare metodi di bruteforce. La velocità con cui un software ad hoc può indovinare una password dipende da tre fattori: lunghezza e complessità della password, potenza del computer dal quale far partire gli attacchi e velocità della linea. Interessantissima a mio parere la tabella dei tempi con cui si può indovinare una parola chiave. Ad esempio, per una password alfanumerica (che utlizzi lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli) di tre caratteri ci si metterebbero solo 0,86 secondi mentre per una di cinque caratteri 2,15 ore. Per avere una password abbastanza forte il grafico consiglia di utilizzare almeno 8 caratteri: ci si metterebbe 2,10 secoli. Inutile dire che per 14 caratteri il tempo si allungherebbe, e di molto: 154,640,721,434 millenni.

Dunque, i consigli che possiamo dare: utilizzare sia maiuscole che minuscole, non scegliere nomi di persone e, soprattutto, non usare mai sempre la stessa password. Se vogliamo controllare quanto è accurata la nostra password, possiamo utilizzare un utile servizio di Microsoft, Password Checker.

Gli attacchi informatici? Partono dagli Usa

Gli Stati Uniti generano, più di ogni altro paese del mondo, attività informatica considerata “maligna”. Lo rivela la consueta ricerca semestrale “Security Threat Report” pubblicata da Symantec.

Secondo i ricercatori, infatti, circa un terzo di tutti gli attacchi informatici della seconda metà del 2006 provenivano da macchine situate negli Stati Uniti, facendo così degli Usa un terreno fertile soprattutto per la crescita e lo sviluppo di spam, phishing e codici maligni. Proprio su questo terreno, l’America ha sorpassato velocemente Cina e Germania, dai quali partono rispettivamente il 10 e il 7 per cento degli attacchi.

Ma non è tutto, perché cresce anche l’attenzione (e la paura) nei confronti degli hacker. Tra i dati più allarmanti, infatti, figura il fatto che, sempre negli Stati Uniti, è possibile acquistare numeri “verificati” di carte di credito per un solo dollaro, mentre per 14 biglietti verdi è possibile comprare un’identità completa: nome, cognome, data di nascita, conto bancario e codice fiscale.

Il motivo? Semplice: gli Usa vincono anche la classifica dei “bot network activity”, cioè quell’attività maligna che parte da computer compromessi controllati remotamente, i cui padroni molto spesso non sanno niente.

È uno spyware? Scoprilo con TaskList

È capitato sicuramente a molti, vedendo il proprio sistema Windows un po’ rallentato, di andare nel task manager (ctrl+alt+canc, per intenderci) a vedere quali sono i processi che occupano più memoria per cercare di rimuovere qualcosa. Per non parlare del fatto che spesso tra i processi si nascondono spyware o cavalli di Troia. Come essere sicuri, però, di bloccare i processi giusti? Quali sono indispensabili e quali possono essere eliminati?

TaskList.org è un sito che non fa altro che offrire un enorme database dei processi, sia buoni che cattivi. Per ogni processo, inoltre, è possibile visualizzare una pagina con tutte le informazioni come nome, descrizione e raccomandazioni (non rimuovere, file inutile, file dannoso, etc). Un sito che tutti gli utenti Windows dovrebbero avere tra i preferiti.

Microsoft: "Il prossimo Os? Non chiedetecelo nemmeno"

Con l’uscita di Windows Vista Microsoft chiede a tutti, utenti e giornalisti, di concentrare le proprie attenzioni su questo nuova sistema e di astenersi, almeno per un po’ di tempo, dal chiedere cosa verrà dopo. Secondo quanto riporta Gregg Keizer di Computerworld, la dichiarazione arriva da Kevin Kutz, direttore del Windows client group: “Microsoft sta focalizzando tutta la propria attenzione sul valore aggiunto che Windows Vista può portare oggi ai suoi utenti, quindi per adesso non daremo alcuna informazione al pubblico sulle prossime versioni del sistema operativo Windows”.

La dichiarazione è stata resa necessaria per mettere fine all’ondata di indiscrezioni secondo cui il nuovo sistema operativo – il cui nome, secondo voci di corridoio, varia da “Vienna” a “Windows 7” – dovrebbe essere disponibile a partire dal 2009. Ma facciamo un passo indietro: tutto era partito una settimana fa dopo le dichiarazioni di Ben Fathi, “Corporate vice president of development” della “Windows core operating system division” di Microsoft. Ben Fathi, che ha parlato con alcuni giornalisti la scorsa settimana all’Rsa Conference di San Francisco, aveva spiegato che il sistema operativo che avrebbe rimpiazzato Vista sarebbe uscito nel 2009. “Due anni, due anni e mezzo è un tempo ragionevole per un aggiornamento”, aveva detto. La mossa di ieri, però, sembra come un distanziamento di Microsoft da quello che ha detto Fathi, o almeno questo è quanto pensa un analista della Gartner, Michael Silver. “Non vogliono parlare di quello che verrà dopo, adesso gli importa che noi pensiamo solo a Vista”, ha spiegato. “L’ultima cosa che Microsoft vuole è che gli utenti sappiano che fra due anni ci sarà una nuova versione di Windows: in questo modo in molti potrebbero aspettare prima di aggiornare il proprio sistema”.

Virus nei messaggi di San Valentino

Romanticoni attenzione! Nelle e-mail con oggetto messaggi di auguri di San Valentino potrebbero nascondersi virus. L’allarme arriva dagli esperti di PandaLabs, che hanno notato la crescita esponenziale di un worm chiamato “Nurech.A”. Il worm in questione si nasconde nelle e-mail che hanno come oggetto “Together You and I” o “Til the End of Time Heart of Mine”, e l’infezione avviene se si apre il file “postcard.exe” allegato.

Symantec, altra azienda leader nel settore della sicurezza, conferma la notizia, aggiungendo di aver notato nell’ultimo periodo un incremento di spamming su larga scala di e-mail contenenti cavalli di Troia. “I consigli sono sempre gli stessi”, spiegano: non aprite messaggi sospetti, e invece di andare ad istinto cercate di utilizzare soluzioni software di sicurezza che decidano per voi se aprire o no il messaggio. Sembrerebbe che sempre più le festività come San Valentino o il Natale siano occasione, per i cyber-criminali, di diffondere le proprie “creazioni”.

Microsoft rilascia 12 patch di sicurezza

Microsoft ha riasciato ieri 12 patch di sicurezza, di cui sei considerate “critiche”, per mettere una toppa ad alcuni “buchi” scoperti all’interno del sistema operativo Windows Xp. Buchi che avrebbero potuto portare a guai seri, a quanto riferiscono da Redmond, con attacchi che avrebbero potuto compromettere la stabilità del sistema e la privacy dei dati contenuti.

Tanti i servizi (e i software) di Windows Xp che vengono potenziati dal punto di vista della sicurezza: tra questi, “Interactive training”, “Malware protection engine”, “Windows Live OneCare”, “Windows Defender”, “Visual Studio”, la suite “Office” e in particolare “Word”. Del problema, invece, non sono affetti gli utenti del nuovo Windows Vista, che Microsoft continua a targare come il sistema operativo più sicuro.

Per ottenere gli aggiornamenti del sistema basterà attivare Windows Update oppure collegarsi al sito Microsoft Security.

Martedì, 12 ore di attacchi alla rete

Almeno tre dei tredici computer che aiutano a smistare il traffico globale della rete internet hanno subito, per dodici ore, uno degli attacchi più significativi dall’inizio del 2002. Gli attacchi, considerati “non usuali”, non sono comunque stati avvertiti dalla maggior parte degli utenti, segno della duttilità della rete internet. Esperti di informatica di tutto il mondo, però, nelle ultime ore hanno dovuto fare i conti con un enorme volume di dati che hanno provato a saturare una delle più importanti dorsali di rete del mondo.

Il motivo dell’attacco non è chiaro, ha spiegato Duane Wessels, ricercatrice della Cooperative Association for Internet Data Analysis del San Diego Supercomputing Center: “Probabilmente si trattava solo di una dimostrazione e non volevano veramente danneggiare nulla”.

Secondo quanto riferisce l’Associated Press, gli hacker avrebbero provato a camuffare la propria identità, anche se però non è stato difficile vedere come la maggior parte dei dati in transito provenisse dalla Corea del Sud. Il target principale dell’attacco è stata UltraDNS, la società che gestisce il traffico per i siti “.org”. Nessun problema, comunque: hanno riferito di aver notato solamente un aumento di traffico

.L’attacco è stato confermato anche dall’Icann, l’ente internazionale che, tra l’altro, s’incarica di assegnare gli indirizzi IP: “Per adesso nessuno ha un’idea precisa su quello che è successo”, ha spiegato John Crain, uno dei dirigenti, che ha poi confermato che i tentativi di ieri di mettere in ginocchio la rete non sono andati a buon fine proprio grazie alle innovazioni tecnologiche di sicurezza degli anni recenti.

Microsoft, rilasciato maxi-update per Windows

L’azienda di Bill Gates ha rilasciato uno dei più corposi update
Andranno a correggere bachi di WinXP, Office e Internet Explorer

“Aggiornate subito Windows XP”
Microsoft corregge 12 problemi

Inoltre, scade a luglio il supporto per i sistemi Windows 98 e Me

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Microsoft ha rilasciato uno dei più corposi aggiornamenti di sicurezza degli ultimi anni, che andranno a correggere 12 problemi noti dei sistemi Windows. Di questi, uno è considerato “critico”, perché va a correggere una falla di cui gli hacker avrebbero approfittato per violare alcuni sistemi informatici. Il problema era stato scoperto alcune settimane fa. Gli utenti che utilizzano una copia genuina di Windows, spiegano da Redmond, sono invitati a installarli subito (per farlo, basta cliccare su Start e poi su Windows Update).

La Microsoft solitamente rende disponibili per i propri utenti le patches il secondo martedì di ogni mese, e l’aggiornamento di giugno è il più grande da un anno a questa parte. Questo non solo perché la società di Bill Gates sta prestando una maggiore attenzione ai problemi della sicurezza, ma anche a causa di una disputa legale che il gigante del software ha perso.

Il pacchetto di aggiornamento risolve innanzitutto due problemi presenti in Microsoft Office e uno presente nel server di posta elettronica Microsoft Exchange. In particolare, per quanto riguarda Office va a correggere un virus (Backdoor.Ginwui) che si trasmetteva tramite la posta elettronica e il programma di videoscrittura Microsoft Word.

Un altro aggiornamento, invece, lo dicevamo, è la conseguenza di una disputa in tribunale tra la Microsoft e la Eolas sulla tecnologia che sta dietro al browser Internet Explorer. Il dibattimento, che si è concluso con una multa di 521 milioni di dollari, ha obbligato l’azienda di Seattle a riprogrammare Internet Explorer. Al centro della disputa, la tecnologia ActiveX, che automaticamente si attivava quando l’utente visitava determinati siti, e che non rispettava alcuni standard di sicurezza. Fino ad ora gli utenti potevano scegliere, tramite le impostazioni del browser, di disattivare questa funzione. Da ora in poi, invece, sarà del tutto cancellata.

Da Microsoft, inoltre, arriva anche la notizia che non è possibile produrre gli stessi aggiornamenti per i sistemi Windows 98 e Millennium Edition, che in questo modo saranno vulnerabili alle falle scoperte nell’aprile scorso. Per risolvere il problema, infatti, sarebbe stato necessario riscrivere quasi interamente il codice di Windows Explorer utilizzato nelle vecchie versioni del sistema operativo. Considerato, però, che il supporto per queste due edizioni di Windows, ritenute ormai obsolete, scade l’11 luglio 2006, Microsoft ha deciso che non ne vale la pena.

“Raccomandiamo a tutti gli utenti che utilizzano le vecchie copie di Windows – fanno sapere – di aggiornare al più presto il sistema, scegliendo una versione più sicura, come Windows XP SP2”.

(13 giugno 2006)

Virus minaccia gli utenti Yahoo! 200 milioni a rischio

Colpito il sistema di posta elettronica più diffuso al mondo
Il worm si diffonde con una velocità molto elevata

Virus irrompe nella posta di Yahoo!
duecento milioni di utenti a rischio

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Yahoo!Mail, il più diffuso sistema di posta elettronica, è stato colpito da un virus. Lo riferiscono gli stessi responsabili del servizio, che conta, in tutto il mondo, oltre 200 milioni di utenti. Il worm, soprannominato “Yamanner” (una variante del più famoso “JS.Yamanner”), si manifesta nelle caselle postali degli utenti come una normalissima lettera con oggetto “New graphic site”. Non è necessario aprire un allegato, che normalmente genera sospetti. Per azionare il virus, infatti, basta solo che l’utente apra la lettera, a differenza invece di tutti gli altri worm, che hanno bisogno che l’utente, dopo aver aperto la lettera, apra anche l’allegato.

Succede dunque che il messaggio in pochi istanti infetta il computer e, entrando nella rubrica dell’utente, si auto-invia anche a tutti i suoi contatti. È semplice calcolare, così, che da un singolo utente, in pochi minuti il virus può diffondersi a una velocità impressionante.

Non è tutto, perché gli indirizzi e-mail che il virus raccoglie “sbirciando” nelle rubriche personali vengono anche copiati su un server centrale che raccoglie tutte le informazioni. Secondo gli esperti, questo enorme database servirebbe a organizzare campagne di invio massiccio di messaggi di pubblicità. Fino ad ora, rassicurano comunque i tecnici di Yahoo!, il virus avrebbe colpito solamente “una piccola porzione” di utenti.

Il virus sfrutta una vulnerabilità della tecnologia Javascript, implementata all’interno del servizio di posta elettronica per renderlo più semplice da utilizzare per gli utenti. Yahoo!, dal suo quartier generale di Sunnyvale, in California, consiglia agli utenti di aggiornare al più presto i propri firewall e i software antivirus, impostandoli in modo tale che blocchino tutte le e-mail provenienti dall’indirizzo che spedisce il virus.

“Stiamo facendo di tutto per risolvere in tempi brevi la situazione”, ha spiegato il portavoce di Yahoo! Kelley Podboy. “Stiamo aggiornando, in automatico, i sistemi di tutti gli utenti, in modo da bloccare il worm in tempi brevi”.

“Yamanner” è stato catalogato come “a basso rischio” dalle società che si occupano di sicurezza su internet, come Trend Micro e McAfee. Secondo Symantec, l’azienda che produce il Norton Antivirus, invece, si tratta di un “rischio elevato”, solo un gradino inferiore al massimo livello di allerta.

(13 giugno 2006)

Lapsus del giudice, rivela dov'è il pentito

Parlemo, l’udienza del processo per mafia è stata interrotta
La scorta ha trasferito il collaboratore di giustizia in un’altra città

Lapsus in aula di tribunale
giudice rivela dov’è il pentito

di DANIELE SEMERARO

PALERMO – Per il lapsus un giudice, durante un’udienza, ha rivelato la città da cui un pentito stava deponendo in videoconferenza. È accaduto questa mattina a Palermo, al processo in cui è imputato il parlamentare di Forza Italia Gaspare Giudice, accusato di associazione mafiosa. Il dibattimento è stato sospeso per ragioni di sicurezza.

Pochi minuti prima che la difesa concludesse il controesame di Nino Mandalà, indicato come il capo della cosca di Villabate, il presidente della terza sezione del Tribunale di Palermo, Angelo Monteleone, si è “fatto scappare” per un lapsus il nome della città da cui Francesco Campanella, il pentito, era collegato in videoconferenza.

Subito dopo la “rivelazione” i giudici hanno comunicato che l’audizione del collaboratore di giustizia non sarebbe potuta proseguire per motivi di sicurezza: la scorta, seguendo le procedure previste per questi casi, infatti, aveva immediatamente portato via Campanella dal luogo, ormai non più riservato.

“È stata colpa mia”, ha poi spiegato il giudice Monteleone. Il pentito tornerà a deporre lunedì prossimo, da una città diversa da quella in cui si trovava oggi.

(12 giugno 2006)

Mappa dei virus in diretta per seguire le infezioni via web


Il servizio messo a disposizione dalla finlandese F-Secure
Ecco le zone più a rischio, momento per momento

La mappa dei virus in diretta
per monitorare le infezioni web

di DANIELE SEMERARO

ROMA – La compagnia finlandese F-Secure, uno dei leader nel settore dei prodotti antivirus, ha lanciato recentemente un servizio online per il monitoraggio in tempo reale dell’estensione dei virus a livello mondiale. La mappa, interattiva, si può consultare sul sito della società e permette, attraverso alcune zone colorate di rosso (dalla tonalità più tenue a quella più forte), di capire quali sono le “zone calde” dell’area selezionata (pianeta, continente, nazione) e, quindi, capire qual è l’impatto dell’infezione.

“La mappa mondiale dei virus – spiega Mikko Hypponen, capo dei ricercatori della F-Secure – è una risorsa eccellente per capire velocemente qual è la situazione nel periodo di tempo desiderato. Per tutti coloro che sono interessati a capire cosa si nasconde dietro alla minaccia dei virus, quanto sia estesa e quali siano le zone più a rischio”.

Analizzando, ad esempio, la situazione dei primi due mesi del 2006, scopriamo che la parte più a rischio del pianeta è l’emisfero nord. In particolare, le zone più infette si trovano negli Stati Uniti e in Europa, che poi sono le zone in cui è più diffuso l’uso della rete internet.

Se andiamo a guardare al Vecchio Continente, possiamo riscontrare le zone più colpite in Francia, nei Paesi Bassi, in Germania, in Polonia, in Romania e nei Paesi Scandinavi. In Italia la palma d’oro delle zone a rischio va alla Sardegna, seguita dal triangolo Torino-Milano-Genova, Abruzzo e Molise.

Il sistema, inoltre, fornisce un’analisi storica dei dati. Dal primo gennaio, ad esempio, i picchi di diffusione dei virus sono stati registrati a cavallo tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

(6 marzo 2006)

(Nella foto: La mappa dell’Italia)

La sentenza: "Tornati indietro di cinquant'anni"


Bufera dopo la sentenza-shock della Cassazione sullo stupro “meno grave”
per chi ha già avuto rapporti. La Prestigiacomo: “Incomprensibile”

“Tornati indietro di cinquant’anni”
Lo sdegno di politici e associazioni

di DANIELE SEMERARO

ROMA – La sentenza della Cassazione che definisce “meno grave” lo stupro se la vittima ha già avuto rapporti sessuali,sta scatenando una bufera, sia tra le associazioni che difendono le donne e i minori che negli ambienti della politica.

Telefono Rosa. “Ho pensato di essere tornata indietro di cinquant’anni, è come se mi fosse arrivato un pugno nello stomaco”. La prima reazione alla sentenza arriva da Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, che proprio pochi giorni fa aveva fornito dei dati che confermano che la violenza alle donne è in crescita, specialmente nelle fasce più giovani. “È inconcepibile che un reato contro la persona così grave, che spezza la vita di una donna, a prescindere dall’età, e anche dalla sua famiglia, possa avere due pesi e due misure, se la ragazza è vergine e non lo è”.

Prestigiacomo. “È sorprendente che la non illibatezza della vittima di violenza sessuale sia un’attenuante”. ha detto, appena appresa la notizia della sentenza, il ministro delle Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo. “Ci troviamo dinanzi ad una posizione incomprensibile in quanto subordinerebbe alle esperienze della vittima la valutazione della gravità della violenza sessuale. È un’impostazione – ha aggiunto – che credo non possa trovare alcun appiglio né nella lettera né nello spirito della legge che sanziona gli abusi sessuali”.

Osservatorio sui Diritti dei Minori. Dello stesso avviso anche Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, che parla di sentenza “stucchevole, incredibile e scioccante”. “Quanto teorizzato dalla magistratura è socialmente pericoloso ed eticamente inaccettabile”, perché “non si può ammettere che, per legge, chi violenta una donna, anche se minorenne, possa ottenere il riconoscimento dell’attenuante fondato sulla minore gravità in nome della perduta illibatezza della vittima”.

Ds. Sdegno anche dai Ds. Per Livia Turco, ex ministro degli Affari sociali, si tratta di una sentenza “segnata da un’impronta misogina da cancellare. Ancora una volta – spiega – si vuole evidenziare il ruolo della donna peccatrice perché si sottolinea il ruolo da protagonista che la ragazzina aveva nel rapporto con il patrigno”.

Udc. Per Luca Volontè, capogruppo alla Camera dell’Udc, “il rispetto nei confronti delle alte magistrature dello Stato è fuor di dubbio, tuttavia le anticipazioni circa l’accoglimento del ricorso del patrigno che ha stuprato la figlia appaiono scandalose. È inaccettabile – continua – attenuare la pena, quasi giustificarla, basandosi su rapporti sessuali, liberi e precedenti”.

Mussolini. Anche la leader di Alternativa Sociale, Alessandra Mussolini, commenta in modo negativo la sentenza e parla di decisione “devastante dal punto di vista psicofisico della donna. A 16 anni – racconta la nipote del Duce – fui baciata a forza da un uomo, dico un bacio, non stupro. Per anni ho avuto il rifiuto del bacio”.

Grosso. Per il penalista Carlo Federico Grosso, ex-vicepresidente del Csm, si tratta di una “sentenza insensata e viziata dalla presunzione e dalla credenza dei giudici che la donna che ha rapporti sessuali è già di per sé poco seria”

(17 febbraio 2006)