Il comunicato dell’Fnsi

“La Federazione Nazionale della Stampa Italiana segue la vicenda organizzativa, contrattuale e sindacale di Sky sport e della sua redazione sin dall’inizio dell’attivita’ redazionale. Le vicende di questi ultimi giorni, evidenziate dallo stato di agitazione proclamato dai Cdr, sono all’attenzione del Sindacato dei Giornalisti, fortemente impegnato a tutelare i diritti dei colleghi al lavoro secondo le regole contrattuali e sul piano di una coordinata, organizzazione redazionale. La Fnsi e’ vicina ai colleghi di tutte le realta’ redazionali di Sky (Sky tg 24, Sky sport e Sky sport 24), esprime preoccupazione per le preannunciate iniziative di riorganizzazione aziendale che hanno indotto i Comitati di Redazione a proclamare lo stato di agitazione, rispetto al quale, alla solidarieta’, associa la concreta azione sindacale. La prossima settimana – conclude – allo scopo di mettere a punto iniziative coordinate, la Fnsi convochera’ il coordinamento dei Cdr e procedera’ ad assumere le ulteriori iniziative a garanzia dei diritti dei lavoratori giornalisti in un quadro di sviluppo editoriale che si basi sul piano delle corrette relazioni sindacali”.

Il comunicato dell’Associazione Stampa Romana

“L’Associazione Stampa Romana e’ al fianco dei colleghi di Sky che hanno giustamente indetto lo stato di agitazione contro la politica dell’azienda che mira a cancellare la redazione romana di Sky Sport e a precarizzare il lavoro in tutte le testate. L’emittente di Murdoch e’ ormai una realta’ importante nel panorama televisivo di questo Paese e ha alle sue dipendenze decine di giornalisti e centinaia di lavoratori. Il sindacato non puo’ accettare che vengano unilateralmente cancellati gli accordi firmati fra le parti, come quello che dal 2003 garantiva la presenza di una redazione sportiva a Roma”. Lo sostiene una nota dell’Associazione stampa romana.

Un altro problema e’ l’uso dei tempi determinati, uno dei grandi temi che il sindacato sta affrontando anche in sede di rinnovo contrattuale. La flessibilita’ in entrata deve servire ad ampliare le possibilita’ di lavoro, ma non puo’ risolversi in una precarizzazione a vita della professione giornalistica – continua Stampa romana – mettendo i colleghi nella scomoda posizione di essere ricattati e privati di una prospettiva di impiego stabile. L’Asr chiede alla Fnsi di aprire una ‘vertenza Sky’ per affrontare, con le associazioni regionali e i sindacati degli altri lavoratori, una situazione che ha bisogno di essere ricondotta nell’alveo di una sereno ma corretto confronto fra le parti”.

Sky, proclamato lo stato di agitazione

La “crisi” sembra essere arrivata prepotente anche in Italia, e potrebbe toccare – in maniera molto dura – anche me a partire dall’estate prossima. Al momento inutile esprimere il mio scoraggiamento e la mia tristezza davanti alla possibilità – davvero poco remota – di perdere il lavoro. Un lavoro che faccio con amore giorno dopo giorno, e in cui ci metto l’anima.

IL COMUNICATO DEL CDR
“Il coordinamento dei comitati di redazione di Skytg24, SkySport e Skysport24 nel proclamare lo stato di agitazione esprime contrarieta’ per l’annunciata chiusura della redazione romana di Skysport e i conseguenti trasferimenti a Milano di parte dei giornalisti e manifesta altrettanta preoccupazione per la politica occupazionale messa in atto dall’azienda caratterizzata da un crescente ricorso al precariato“. Il coordinamento dei cdr esprime inoltre piena solidarieta’ alle Rsu aziendali in questo momento impegnate in una difficile trattativa per la difesa dei livelli occupazionali e si riserva di intraprendere ulteriori iniziative di protesta”.

Il Ddl sulle intercettazioni è un autentico bavaglio

Ecco il comunicato della Fnsi sul disegno di legge sulle intercettazioni.

Il nostro diritto di informare è la vostra libertà di sapere. È la possibilità che abbiamo di difendervi dalle truffe e dalle cliniche degli orrori, da imbrogli grandi e piccoli, dalla malapolitica fatta di interessi e clientele, da chi vi ruba persino le emozioni truccando o condizionando i risultati sportivi. Dovremmo tacere anche su “calciopoli”, in futuro, se venisse approvato il disegno di legge del ministro della Giustizia. La tutela della riservatezza è un valore anche per noi giornalisti, ma non può essere usata come pretesto per bloccare l’informazione giudiziaria. La Federazione Nazionale della Stampa giudica il disegno di legge sulle intercettazioni un autentico bavaglio. Le norme proposte affievoliscono il diritto-dovere di informare e travolgono il diritto dei cittadini a sapere. Facciamo sindacato insieme, diciamo no alla legge-bavaglio.

Proposta per un’unione dei blogger. Quanto è fattibile?

→ D@di per Geekissimo.com

Sta facendo molto discutere nella blogosfera mondiale un interessante articolo pubblicato su Columbia Journalism Review (rivista della celeberrima scuola di giornalismo della Columbia University) secondo cui sarebbe necessaria e auspicabile un’unione dei blogger per rivendicare i diritti di coloro che scrivono su internet per lavoro e per passione. Nell’articolo si legge che la disputa tra gli sceneggiatori di film Tv e le industrie dei media che ha portato allo sciopero, che dura da mesi e che tanto sta danneggiando l’industria cinematografica americana, ha la sua origine nel Web.

Quello che gli sceneggiatori vorrebbero è ottenere un compenso extra quando i propri contenuti sono ritrasmessi su internet. Le case di distribuzione ovviamente non vogliono cedere e il compenso rimane sempre lo stesso. Ma perché internet, che ormai ha più utenti della televisione e dei giornali, non viene considerato così importante come televisioni e giornali? Il parallelismo con lo sciopero degli sceneggiatori secondo me è molto interessante, perché in un futuro non troppo lontano se le cose non cambieranno, anche i blogger potrebbero decidere di entrare in sciopero.

I blogger non fanno solo parte del mercato delle idee, ma guardano giustamente anche al profitto e si possono dividere fondamentalmente in tre categorie. Quelli più famosi, che grazie alle loro idee e alle loro capacità vengono notati e assunti dalle grandi società editoriali per continuare a scrivere il proprio blog e le proprie idee con il loro “marchio”, guadagnano le stesse cifre dei grandi giornalisti. Poi ci sono i freelance, che scrivono per blog più o meno famosi o per network di blog e ricevono paghe da fame e non hanno alcun diritto.

Infine ci sono quelli che si dilettano a scrivere sui blog e lo fanno come hobby. La proposta di un’unione si rivolge alla seconda categoria: si tratta di tutti coloro che cercano di guadagnare qualcosa con i loro articoli e il loro lavoro quotidiano e che però continuano a non avere diritti e ad avere contratti in nero. Per questo, conclude l’articolo, sarebbe auspicabile un’unione dei blogger, che lotti per i loro diritti e per i loro salari minimi. Sicuramente in Italia la situazione è un po’ diversa dagli Stati Uniti e spesso i blog e i network di blog (famosi e meno famosi) sono ancora a “conduzione familiare” e quindi si trovano a rispettare di più i propri lavoratori. Che ne pensate? Vi trovate d’accordo con questa proposta? O forse è ancora un po’ presto per un’unione o un sindacato?

Repubblica: raggiunto l'accordo, sciopero sospeso

Accordo raggiunto a Repubblica tra direzione, Cdr, Azienda. Al quinto giorno di sciopero le parti hanno trovato un’intesa che si svilupperà nei prossimi giorni attraverso una trattativa sui temi sollevati dai giornalisti.

Ecco il commento del Comitato di redazione: “Abbiamo segnato una svolta fondamentale nelle relazioni sindacali all’interno di Repubblica. Ed è una svolta che, per le sue caratteristiche, avrà riflessi straordinari anche sulla vertenza per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro”.

“Dopo giorni difficilissimi, la compattezza della redazione che ha sostenuto i sette giorni di sciopero, ha consentito di raggiungere un risultato che non ha precedenti nelle trattative sindacali. Per la prima volta, si apre un tavolo negoziale a tre, in cui il Direttore ha assunto un ruolo di primo piano non come mediatore, ma come giornalista e come protagonista della trattativa. Un negoziato senza alcuna pregiudiziale, senza alcun “veto”, sempre con la presenza attiva del Direttore (garante della trasparenza del metodo di confronto) e che prevede, in ogni sua fase (la prima inizierà giovedì prossimo) anche la parte economica e di benefici per la redazione, in una scaletta di priorità già fissata e calendarizzata. Inoltre, il negoziato – per accordo tra le parti – avrà tempi ravvicinatissimi. La trattativa potrà anche avere momenti futuri di contrasto duro, ma non dovrà mai uscire – secondo il protocollo d’intesa – dal principio generale che è tutto negoziabile e che si baserà sul reciproco rispetto”.

“Ora si apre una nuova fase: quella dei risultati concreti. Ognuno dovrà fare la sua parte secondo la sua responsabilità e il suo ruolo. L’impegno sottoscritto è quello della massima correttezza reciproca”. “L’azienda si è impegnata a confermare la prassi delle sostituzioni per lunga malattia, ritirando la precedente decisione contraria”.

Ecco il testo del Protocollo d’intesa:

Accogliendo l’invito del Direttore di Repubblica, preoccupato per il punto di difficoltà delle relazioni sindacali, il Comitato di Redazione e l’Azienda si impegnano ad entrare in una nuova stagione che ridefinisca positivamente i loro rapporti, a beneficio di tutti.

A tal fine, Azienda e Comitato di Redazione si impegnano ad un mutuo riconoscimento, nell’autonomia reciproca e negli ambiti, nei ruoli e nelle competenze proprie.

In particolare, l’Azienda riconosce formalmente il ruolo ed il peso dei giornalisti di Repubblica nello sviluppo del giornale e nella crescita di autorevolezza del marchio “Repubblica”, e dà atto dell’impegno e dei risultati giornalistici e di qualità raggiunti in questi anni.

Il Comitato di Redazione riconosce che una sana e corretta gestione amministrativa, come quella condotta dall’Azienda, è elemento di forza e di sicurezza oltre che garanzia nell’esercizio quotidiano del lavoro giornalistico e dà atto agli azionisti di aver sempre garantito la libertà del giornale e dei suoi redattori, un’indipendenza che fa parte della storia di Repubblica.

Da qui può nascere un quadro di relazioni nuovo, improntato ad uno spirito di reciproco rispetto che nulla tolga all’autonoma definizione delle diverse posizioni e alla difesa dei legittimi interessi che Azienda e Comitato di Redazione rappresentano.
Questo non eliminerà i contrasti e nemmeno il conflitto. Ma potrà incanalarli dentro uno schema condiviso di relazioni con la possibilità di affrontare preventivamente e nel confronto anche i passaggi più difficili.

Si tratta di una forte novità nel metodo, che potrà produrre risultati di sostanza. Ed infatti Comitato di Redazione e Azienda aprono subito – in questo nuovo quadro di rapporti – un tavolo di confronto negoziale, al quale per la prima volta prenderà parte anche il Direttore.

Nel nuovo schema di relazioni non entrano né le piattaforme, né i rifiuti del recente passato. Ma entrano – in una nuova dinamica di confronto – tutti i problemi che sono stati affrontati, senza alcuna esclusione pregiudiziale; oltre a tutti gli altri temi che fanno capo al Direttore e all’organizzazione del lavoro, con l’esclusione dei contenuti giornalistici, non disponibili né per l’Azienda, né per il Comitato di Redazione.

Si parte con una ricognizione comune – a tre – di tutti i problemi, per arrivare ad una gerarchia di urgenza e di importanza nell’affrontarli. Su questo si avvierà il confronto a tre con l’obiettivo comune di concludere il negoziato in tempi ravvicinati, e con la disponibilità di ognuna delle tre parti a mettere in gioco porzioni della loro potestà in cambio di risultati concreti e di una soluzione generale dei principali nodi del giornale.

Il Direttore si dichiara disponibile a ridiscutere tutta la tematica dell’organizzazione del lavoro. Il Comitato di Redazione si dichiara pronto ad affrontare i temi della mobilità interna, della produttività e della flessibilità del lavoro. L’Azienda si dichiara consapevole che alcuni di questi nodi, una volta risolti, avranno una necessaria ricaduta economica.

Questo nuovo schema di confronto rappresenta una svolta importante per il nostro giornale che non va dispersa, proprio perché può diventare la base per un nuovo sistema di relazioni interne.

Cdr Direzione Azienda