Il nuovo sito di Sky

Dopo alcune settimane di lavorazione, oggi è stato pubblicato il nuovo sito di Sky, al cui interno è presente il nuovo sito di Sky Tg24. Dategli un’occhiata se avete tempo, ci sono un mucchio di novità e miglioramenti. Tra questi, nella parte alta dello schermo da oggi scorre anche il ticker, la “striscia” con tutte le notizie del giorno che, tra le altre cose, curo insieme ai miei colleghi della redazione Active per il telegiornale.

Improvvisamente vi trovate migliaia di visitatori sul vostro sito? Non siete diventati più bravi, è la nuova versione dell’antivirus Avg

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La nuova versione dell’antivirus Avg, la 8, crea un falso traffico dati? È la tesi di un articolo dell’inglese Register, secondo cui gli analisti di rete del loro server hanno notato, all’inizio dello scorso mese, un inaspettato aumento di traffico (addirittura a volte raddoppiato rispetto alla media del periodo). Purtroppo, però, non erano i giornalisti della testata ad essere migliorati… bensì il problema era Avg.

In particolare, il nuovo malware scanner di Avg. Partiamo dall’inizio: circa sei mesi fa Avg aveva acquistato Linkscanner dalla Exploit Prevention Labs: si tratta di un tool che, installato all’interno del browser, permette ad Avg di effettuare ricerche all’interno di tutti i siti che risultano da una ricerca ad esempio su Google. Un caso pratico: una persona cerca un termine su Google ed escono dieci risultati. A quel punto lo scanner inizia a visitare (in background) tutti e dieci i siti; accanto a ogni termine uscito su Google, poi, inserisce un simbolo verde se il sito è sicuro, un simbolo rosso se invece non è sicuro.

Questo, dunque, porta il browser a visitare in automatico tutte le pagine che escono dalla ricerca di Google. Se calcoliamo che circa 20 milioni di utenti in tutto il mondo hanno installato l’ultima versione di Avg in questi due mesi… risulta che alcuni siti (magari “fortunati” perché contengono al loro interno parole chiave molto utilizzate) hanno raggiunto una popolarità maggiore anche dell’ottanta per cento. Non si tratta certo di un problema da poco: il traffico aumenta, i costi per il bandwidth aumentano e lo spazio su disco dei singoli utenti diminuisce a dismisura, con centinaia e centinaia di linee non necessarie nei file di log.

Da parte loro, i responsabili di Avg hanno spiegato di non essere al corrente di questo “simpatico” problema, difendendo per di più il ruolo di Linkscanner: “C’è un’attività maligna talmente diffusa sul Web – hanno spiegato – che il solo modo per scoprirla è quello di darci un’occhiata“. Che ne pensate? Siete per caso tra i “fortunati” ad essere stati colpiti da questo particolare fenomeno? Avete riscontrato qualcosa di strano analizzando il traffico di rete dei vostri blog/siti?

La Ap cambia le regole per l’utilizzo nei blog delle proprie notizie. E impazza la polemica

È polemica nella blogosfera, soprattutto quella americana, per la decisione dell’Associated Press (Ap), una delle più importanti agenzie di stampa del mondo, di stilare delle linee guida per l’utilizzo dei suoi articoli all’interno di siti e blog. La decisione, unica nel suo genere, vuole stabilire per la prima volta e in maniera chiara quanta parte di articoli è possibile riprodurre liberamente e gratuitamente senza andare a infrangere i copyright.

La Ap, un po’ come l’Ansa in Italia, è una cooperativa di circa 1.500 aziende editoriali di tutto il mondo (tra queste c’è anche il New York Times, solo per fare un esempio) e fornisce ai propri abbonati (l’abbonamento costa migliaia di dollari l’anno) notizie in tempo reale su quello che accade in tutto il mondo. Perché giornalisti e aziende editoriali devono pagare così tanto, e i blogger invece possono pubblicare liberamente tutto ciò che vogliono? Questo, un po’, il ragionamento dei vertici dell’agenzia.

“Tagliare e incollare lunghe porzioni di testo scritte dai nostri giornalisti non è quello che vogliamo vedere – spiega un responsabile dell’Ap – e a chi ci dice che questa è lo spirito di internet, noi rispondiamo che lo spirito di internet in realtà è linkare ai contenuti originali, in modo che le persone possano leggere i contenuti laddove sono stati scritti”.

Insomma, in attesa che l’Ap decida esattamente quali saranno le linee guida per citare i suoi articoli, sono moltissimi i blogger (famosi e no) che stanno protestando per la decisione. Come TechCrunch, ad esempio, dove è stato deciso che se la situazione rimarrà tale non saranno postate più notizie che provengono dalla Ap.

“Eccola la nostra nuova politica sulle notizie della Ap – si legge in un post molto polemico che ha fatto il giro del mondo – per noi non esistono. Non le vediamo, non le citiamo, non le linkiamo. Sono escluse dal nostro sito fino a quando non abbandoneranno questa strategia, e incoraggiamo anche gli altri a fare lo stesso finché questi tentativi ridicoli di evitare la diffusione d’informazioni in rete non cesseranno.

Che ne pensate? Libertà d’informazione più totale o rispetto per le regole del copyright?

Assegnati in Usa i premi Webby

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Da noi non se n’è molto parlato, ma ieri negli Stati Uniti sono stati assegnati gli Webby Awards, i “riconoscimenti per l’eccellenza su internet” dati da una giuria di 550 esperti del mondo digitale coordinati dal’International Academy of Digital Arts and Sciences. Premi che saranno consegnati con cerimonie in programma a New York il 9 e 10 giugno prossimi.

Tra i premi più importanti spicca quello al comico televisivo Stephen Colbert, che ha trionfato ricevendo il riconoscimento di “persona dell’anno” sulla scia dell’enorme numero di ricerche del suo nome fatto su Google e del gradimento da parte del pubblico e dei giurati. L’”Oscar della rete” è poi andato al musicista Will.i.am dei Black Eyed Peas per il video creato a sostegno del candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama e diventato un successone in rete. A trionfare, inoltre, anche il sito del New York Times, che ha ricevuto ben otto premi. Ma andiamo a vedere tutti gli altri premi più importanti.

Per la categoria “attivismo” vince Loveisrespect.org; per l’”arte” un sotto-sito del Moma dedicato ai cinquant’anni delle sculture di Richard Serra; per le “associazioni” ha vinto l’australiana Skillsone, mentre per “auto e moto” ha vinto un sito della Toyota. Per il settore “banking” LendingClub, sito dedicato ai prestiti, per “salute e benessere” un altro sito australiano, The Linx Effect, per “miglior copywriting” Wired.com, come migliore pagina di benvenuto il sito del Los Angeles Film School (davvero bellissima!). Come “migliore facilità di navigazione” vince Ted.com, come “migliore utilizzo della grafica e dell’animazione” Happyness Factory di Coca-Cola.

Ancora: come “miglior utilizzo di video e immagini in movimento” vince il sito della Apple, come miglior grafica (anche questo davvero elegante) il sito dell’agenzia Checkland Kindleysides, per le “community” vince Flickr, per i “giochi” il famoso Kongregate mentre per i “siti satirici” vince The Onion. Per i “film” vince il sito del film dei Simpson, per le “news” – lo dicevamo – il New York Times, per la “scienza” il sito di Nature mentre per il social networking vince il browser Flock. Qui tutti i premi e le nomination. Ottima opportunità, tra l’altro, per “rinfrescare” i propri preferiti&feed Rss. Buona navigazione!

America.com, a fine maggio un’asta da record

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Avete qualche soldino da parte? Allora dal 22 al 29 maggio c’è un importante investimento che potrebbe tornarvi utile. Si tratta dell’acquisto, all’asta, del dominio internet America.com.

Un dominio talmente importante e gettonato che secondo la società Internet Media Consultants SA di Nyon, in Svizzera, potrebbe stabilire un nuovo record assoluto negli acquisti di nomi di dominio: pensate che si stima che l’asta potrà oscillare tra i 3,5 e i 7,3 milioni di dollari (tra i 2,3 e i 4,7 milioni di euro!).

Ultimamente sembra che il mercato dei domini stia vivendo una “seconda primavera” dopo quella del 2000 (in cui, ricordiamo, ci fu l’acquisto di Business.com per 7,5 milioni di dollari); gli ultimi “acquisti pazzi” nel 2006, con Sex.com per 12 milioni di dollari e Games.com per 11 milioni di dollari.

Il mio sito funziona o no? Prova EstaCaido

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Chiunque abbia un sito o un blog almeno un paio di volte l’anno (ma anche di più, immaginiamo) si trova davanti al problema che il sito non si vede, e deve capire se è un problema del proprio computer e della propria rete, oppure se davvero non si vede da nessuna parte e il server è down.

Solitamente si chiede a un amico di effettuare il controllo; da oggi è possibile utilizzare un servizio apposito, chiamato EstaCaido.com (che – traducendo dallo spagnolo – significa più o meno “è down”) .

Collegandosi al sito, basta inserire il nome del dominio che vogliamo controllare e automaticamente riceveremo (sempre in spagnolo) la risposta al dilemma: se, cioè, siamo noi che abbiamo problemi o è il sito che vogliamo raggiungere. Un’applicazione semplice ma molto utile.

Il Social Network che combatte la malaria

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Un giovane imprenditore inglese già famoso per aver venduto, all’età di 17 anni, un sito internet da lui creato per 40 milioni di dollari, ha deciso di mettere il suo know-how a servizio della collettività presentando un social network tutto dedicato a combattere la malaria.

L’idea è quella di creare un sito che, se avesse anche la metà del successo che ha avuto Facebook, potrebbe aiutare a combattere una malattia che uccide circa un milione di persone ogni anno, molte delle quali in Africa.

L’idea di MalariaEngage è arrivata dopo un viaggio in Zambia, spiega il creatore Tom Hadfield, che ha ammesso di essere diventato così sensibile nei confronti della malattia dopo un viaggio in Africa. Il sito – continua Hadfield – non nasce come un mezzo per raccogliere soldi, ma il potere del social networking permette anche di tenere in costante contatto chi si vuole avvicinare a uno dei progetti benefici in atto a chi il progetto lo sta realizzando.

Tra i progetti supportati dal sito, la ricerca sulle piante che evitano la diffusione della malattia, quella sulle gravidanze a rischio, su nuove terapie, sinergie tra curatori tradizionali e personale sanitario internazionale e così via.

Olanda, chiuso il sito sul quale sarebbe stato “proiettato” un film considerato anti-Islam

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Arriva dagli Stati Uniti e l’Olanda una notizia che sta facendo molto discutere e di cui mi piacerebbe conoscere il vostro parere. Il provider americano Network Solutions ha sospeso un sito, regolarmente registrato dal deputato olandese di estrema destra Geert Wilders, in cui il politico avrebbe voluto pubblicare e rendere disponibile per la visione in streaming o il download il suo film “Fitna” (”La discordia”, in arabo) giudicato anti-islamico.

Fino a ieri il sito riportava la copertina di un Corano su fondo nero con la scritta: “Tra poco: Fitna”. Il film olandese, così come – lo ricorderete sicuramente – le vignette su Maometto pubblicate su alcuni quotidiani danesi, aveva scatenato nelle ultime settimane aspre proteste in tutto il mondo da parte dei fondamentalisti islamici.

Attualmente, collegandosi al sito Fitnathemovie.com, appare un messaggio di Network Solutions che spiega che il sito è stato sospeso in attesa che il provider verifichi che il contenuto del film non violi le regole di utilizzazione del sito. Assunto che siamo tutti d’accordo che non è giusto screditare i fedeli delle altre religioni e le altre religioni stesse, qui però ci troviamo di fronte a due importanti fattori.

Il primo è che si tratta di cinema, quindi di una forma d’arte, e bisognerebbe allora interrogarsi sulla legittimità di censurare un film, soprattutto su internet, dove vige la massima libertà di espressione. La seconda è che il deputato ha comprato uno spazio Web e, in teoria, dovrebbe poter fare ciò che vuole. Ovviamente non stiamo difendendo il deputato, perché né il sottoscritto né la redazione di Geekissimo condividono le sue idee, né attaccando i fedeli musulmani. Ma mi piacerebbe, rimanendo neutrale, sapere cosa ne pensate.

Repubblica.it, ultimo aggiornamento come il New York Times


Qualche giorno fa Repubblica.it ha cambiato (di poco) la grafica della testata, inserendo subito sotto anche l’utile dato dell’ultimo aggiornamento:

Repubblicaitnuovatestata

Ma non vi sembra un po’ “uguale” al sito del New York Times? Beh, comunque ottima scelta direi, dà a mio avviso il senso dell’aggiornamento continuo e della freschezza delle notizie.

Nytimestestata

Tante risorse per divertirsi e sfruttare al meglio Google Earth

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Se adorate esplorare il mondo con Google Earth, allora vi riporto un’interessante lista di risorse per sfruttare al meglio il grande e simpatico software di “Big G“, che ci permette di volare su posti nuovi e, perché no, anche di “evadere” con la fantasia dalle lunghe di giornate di studio o lavoro.

Nella parte sinistra della schermata del software, è vero, ci sono viaggi virtuali, layer, curiosità… ma una volta viste tutte le possibilità? Niente paura.

Sono moltissimi, infatti, i siti e i blog dedicati interamente a questo software. Oltre a quello ufficiale di Google (per la verità non molto aggiornato), vi consiglio Google Earth Blog, con notizie, immagini di posti “strani”, applicazioni e consigli sui luoghi più curiosi da non perdere.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Google Sightseeing e Google Earth Cool Places, che riportano numerosissimi ilnk a immagini o posti strani catturati dai satelliti (aerei in volo, città abbandonate, foto di grandi eventi, e così via).

Vi consiglio poi una community con un forum molto ben fatto, un motore di ricerca di luoghi, oggetti, curiosità con link diretti alle mappe (GE.Findr) e Earth Contest, un gioco interattivo tutto basato su Google Earth.

Come creare facilmente una Favicon con Photoshop

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Negli ultimi tempi vi abbiamo proposto degli ottimi generatori di Favicon.ico, l’iconcina 16×16px che identifica graficamente un sito (si trova, solitamente, nella barra degli indirizzi o tra i bookmark), utilissima e indispensabile per personalizzare al meglio il proprio sito o blog. Generatori che, solitamente, convertono testo o immagini Jpeg nel classico formato Ico. Ma, avendo un po’ di tempo, perché non provare a creare da zero la propria Favicon, con Photoshop?

Vi premetto che è davvero un’operazione semplice, e con pochi accorgimenti potrete creare delle bellissime iconcine personalizzate, per aggiungere un tocco di classe in più al vostro sito. Prima di iniziare abbiamo bisogno di un accorgimento: dobbiamo, infatti, scaricare il plugin di Photoshop che supporta i file .ico. L’operazione è gratuita, e da ora in poi, dopo aver installato il plugin, potremo sia aprire che salvare file in questo formato. Una volta installato il tutto, possiamo iniziare con la creazione dell’icona vera e propria.

16×16 pixel è probabilmente una grandezza troppo piccola per iniziare a lavorare. Per questo, vi consigliamo di iniziare un nuovo file di grandezza 64×64 pixel con 72 di risoluzione. In questo quadrato appena creato (per ingrandirlo ovviamente usiamo la lente d’ingrandimento) possiamo iniziare a incollare il nostro logo, oppure a creare una piccola scritta o – ancora – a inserire un simbolo. Una volta contenti del nostro disegno, andiamo a “Immagine > Dimensione immagine” (”Image > Image Size”) e cambiamo la dimensione a 16×16 pixel. Prima di confermare, andiamo dove dice “Resample image” e scegliamo “Bicubic sharper” (se disponibile nella vostra versione di Photoshop).

A questo punto, una volta ridotta l’iconcina, salviamo con nome e come formato, ovviamente, scegliamo Windows Icon (ICO). Una volta pronta l’immagine, non ci resta altro che metterla online nel nostro sito. Innanzitutto, rinominiamola “favicon.ico”, dopodiché facciamo un upload e posizioniamola nella stessa cartella dove c’è il file principale (solitamente “index.htm” o “index.html” o “index.php”). Dopodiché apriamo il file principale, e all’interno del tag
(head) e (/head)
inseriamo la stringa:
(link rel="Shortcut Icon" href="/favicon.ico")(/link)
E il gioco è fatto!

PS: I caratteri ( e ), ovviamente, vanno sostituiti con < e >

“Test everything”. Ovvero: oltre 128 tipi di controlli al tuo sito o blog

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In questi giorni di tranquillità dal lavoro o dallo studio, in molti – probabilmente – stiamo mettendo mano ai nostri blog o ai nostri siti per fare qualche piccola modifica o miglioria che, magari, abbiamo dovuto tralasciare durante l’autunno. Ecco un altro servizio gratuito interessante per testare praticamente ogni dettaglio di un sito o di un blog.

Test Everything dà la possibilità di effettuare ben 128 controlli, divisi in otto categorie. Così, potremo scandagliare il codice Html e Css, testare il design in 18 differenti browser, controllare i tempi di caricamento delle pagine, e tanto altro ancora.

Buon lavoro (soprattutto se scoprite che nella vostra home-page ci sono 180 errori :D!)

Repubblica.it compie oggi dieci anni

L’editoriale del direttore di Repubblica, Ezio Mauro.

Documentare la realtà
Giocare con le curiosità

di EZIO MAURO

Guidata dalla sua spinta naturale per il cambiamento e l’innovazione, Repubblica dieci anni fa ha attraversato per prima tra i giornali italiani la frontiera di Internet. Un obbligo di modernità, una scelta di sperimentazione, alla ricerca del nuovo, là dove si forma nell’ultimo rivoluzionario incontro tra l’informazione e la tecnologia.

E’ nata così, il 14 gennaio del 1997, la versione elettronica di Repubblica: un sito informativo con l’imprinting e l’identità del nostro giornale, che rappresentava una novità assoluta per il panorama italiano e che funzionò da apripista per tutti gli altri quotidiani, pur essendo appena un embrione delle potenzialità immense di internet.

Dieci anni dopo, internet ha cambiato la storia del mondo, perché in rete tutto è contemporaneo, ha cambiato la geografia (tutto è ubiquo), ha cambiato l’economia e i rapporti di potere, e infine il nostro costume privato e collettivo. Dentro questo spazio di tempo e dentro questa dinamica esplosiva, Repubblica.it è diventato non solo il primo giornale d’Italia come numero di lettori, ma soprattutto un vero e proprio giornale, che declina la migliore tradizione della scuola di Repubblica insieme con l’innovazione, la flessibilità e la velocità del web.

Oggi il nostro sito non è più la traduzione elettronica del giornale di carta, ma un grande portale d’informazione in continuo aggiornamento, autonomo e forte nella ricerca delle notizia e nella costruzione dei servizi, trend-setter per tutte le novità, capace di stabilire un rapporto con i lettori che allarga ogni giorno e fa durare nel tempo il mondo di Repubblica.

Un giornale rigoroso e modernissimo, duttile e preciso, capace di documentare la realtà e di giocare con le curiosità che nascono dalla giornata, pronto a unire alle grandi firme del giornalismo scritto i documenti fotografici, i filmati delle vicende più significative, le voci, le musiche, le testimonianze che formano il rullo della nostra vicenda multimediale.

L’ultimo sviluppo è Repubblica Radio Tv, il primo esempio italiano di radio-televisione nata sul web e per il web, che parte dal sito, recupera firme ed esperienze del giornale di carta, le sviluppa nel modulo radiofonico e televisivo, rendendo il sito una vera e propria piattaforma polivalente del nostro sistema informativo.

Dentro, uno sviluppo impetuoso di soluzioni tecnologiche al servizio dell’utente, grazie al supporto di Kataweb, e una coerenza formidabile con il codice giornalistico di Repubblica, testimoniato da tutti i giornalisti di Repubblica. it, dai fondatori fino a Giuseppe Smorto che oggi guida il lavoro della redazione.

Per Repubblica, il sito è un giornale nel giornale, che nasce prima del quotidiano e dura dopo, e ha la dimensione e la potenza universale del web, portando in quel mondo un modo di essere e un criterio di lettura, una dimensione culturale tipiche del nostro giornale. In più, una comunità autonoma e forte, giovane e moderna dentro il nostro universo di lettori, in un legame molto stretto che ci consente di usare in piena libertà e in piena coerenza i diversi linguaggi complementari della rete e del giornale di carta. Come se davanti ad un grande fatto a noi toccasse il compito di interpretarlo al meglio, sapendo però che quel fatto accade ormai dentro Repubblica.it.

(14 gennaio 2007)