Nextdoor: il “social di quartiere” compie un anno e ora punta alle pagine aziendali

Grande successo in Italia per il social che permette di costruire comunità e relazioni sociali nella propria zona. Le piccole attività commerciali adesso potranno farsi pubblicità tra gli abitanti

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Da Sarahah a Thiscrush, l’estate dei social anonimi

Sono sempre più le applicazioni per cellulare che permettono di inviare messaggi in maniera del tutto anonima. E, come spesso accade, servizi nati per giocare e divertire finiscono per destare molta preoccupazione

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Facebook uccide Myspace: Murdoch dimezza i dipendenti

MySpace in crisi taglia 500 posti di lavoro e sul mercato si affaccia l’ipotesi dell’acquisizione da parte di Google

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Sesso e hacker alle origini di Facebook

 

Facebook – ora sotto accusa per la mancanza di privacy – è nato da tradimenti e particolari hot. A svelarlo è Ben Mezrich con il libro “The Accidental Billionaires”. Il mio servizio per la trasmissione “IO REPORTER” di Sky Tg24 di sabato 11 luglio 2009.

Michael, l’astronauta italo-americano che “twitta” dallo spazio. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Si avvia verso la conclusione la missione nello spazio dello Shuttle che sta riparando il telescopio Hubble. Quella di sabato è l’ultima passeggiata spaziale. Uno degli astronauti, l’italo-americano Michael Massimino, è diventato famoso raccontando in tempo reale le proprie emozioni utilizzando internet.

Le migliori figure di “cacca” su Twitter

→ Daniele Semeraro per lo Stivalo Bucato

Il popolare social network spopola. E decine di persone continuano a perdere il lavoro

 

Esiste da anni, ma solo negli ultimi mesi Twitter si sta affermando come uno dei più popolari social network, utilizzati ogni giorno da milioni di persone. Come funziona? Niente di più semplice: su Twitter si scrive – ogni volta che si vuole – cosa si pensa in un determinato momento o cosa si sta facendo, utilizzando esclusivamente 140 caratteri, un po’ come un sms.

Alcuni utilizzi comuni? Si può scrivere ad esempio “Sto andando al cinema a vedere XYZ”, oppure “Bello questo nuovo software per il Mac”, ma anche “Berlusconi ne ha combinata un’altra delle sue” o ancora “Sto andando al cesso”. Insomma: può venire utilizzato per commentare qualsiasi ambito della vita (un po’ come il servizio “Che stai facendo?” di Facebook). Anche lo Stivale Bucato ha un account Twitter molto apprezzato, che vanta già quasi 700 “amici”.
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“Stanotte ci facciamo il bagno nella piscina di quel riccone?”. Spopola in Europa lo strano fenomeno del “dipping”

La notizia sta facendo in queste ore il giro dei principali siti d’informazione, e ovviamente non potevamo perdercela. Si tratta della singolare moda del “dipping”. Che cos’è il dipping? Beh, se cerchiamo sul dizionario “dip” in inglese significa “breve immersione”, “breve nuotata”. E si tratta proprio di questo, in effetti, ma con l’aiuto di internet. In pratica, ragazzi che cercano su Google Maps piscine condominiali o ville con piscine e fanno un’intrusione notturna per una nuotata “al volo”.

Il fenomeno, che scoppia inevitabilmente d’estate, sta prendendo piede in Inghilterra e negli Stati Uniti, ma ben presto potrebbe approdare (con tutta la sua pericolosità, tra l’altro) anche da noi. Ma come funziona esattamente? Si cercano su Google Maps case con piscine nella propria zona, e sempre con Google Maps si cerca di capire com’è possibile fare un’irruzione pacifica al loro interno. Poi ci si dà appuntamento sui social network (esistono addirittura gruppi appositi su Facebook o Bebo) e, specialmente di notte tra mezzanotte e le tre, si fa il bagno fin quando qualcuno (come sempre accade) non scopre il “misfatto”.

Ai partecipanti è richiesto solamente d’indossare vestiti pacchiani, eccessivi, e di portare con sé una bicicletta o un motorino per scappare se dovesse arrivare la polizia o se la situazione dovesse mettersi male. In allarme, ovviamente, le polizie locali, soprattutto in Inghilterra, dove nella contea di Bournemouth sono stati inviati avvisi a tutti i possessori di piscine di stare molto attenti e vigilare sulla propria proprietà.

Ovviamente se tutto finisse con una strigliata da parte del proprietario o degli agenti di polizia, ci sarebbe solo da farsi una risata. Purtroppo, come sempre accade, a volte le cose degenerano anche: come in Spagna, dove un gruppo di 400 ragazzi ha fatto irruzione in una grande villa in campagna, gettando poi televisori e altre apparecchiature molto costose nella piscina, rompendo porte, danneggiando muri, distruggendo tappeti e rubando gioielli per un valore di novemila euro!

“Re della spazzatura” condannato a sei milioni di dollari di multa per aver inviato “solo” 100 milioni di messaggi spam al giorno su MySpace

→ D@di per Geekissimo.com

E che saranno mai cento milioni di messaggi di spam al giorno? È più o meno questa la versione del “re della spazzatura” (così è stato soprannominato) Scott Richter di Westminster in Colorado (Stati Uniti), che è stato condannato a pagare sei milioni di dollari (tra danni e spese legali) per aver “spammato” miliardi di messaggi a ignari utenti MySpace. In particolare, l’uomo dovrà dare 4,8 milioni di dollari (pari a tre milioni di euro) a MySpace, mentre le spese legali ammontano a 1,2 milioni di dollari (770mila euro).

Richter è stato denunciato da MySpace nel gennaio del 2007, con l’accusa di aver inviato dal proprio computer cento milioni di messaggi indesiderati al giorno; i messaggi, iniziati a circolare nel 2006, sponsorizzavano un sito Web chiamato Consumerpromotionscenter.com, ed erano inviati da normali account del social network, le cui credenziali d’accesso (username&password) erano stati ricavate attraverso operazioni di phishing su larga scala.

“Rispettiamo la decisione della corte”, ha spiegato Richter, aggiungendo poi che lui e la società per cui lavora (Media Breakaway) sono comunque sollevati dalla condanna, in quando la cifra da pagare è di gran lunga minore a quella chiesta dall’accusa lo scorso anno. Richter ha anche aggiunto che non intende appellarsi alla decisione del giudice. Non è la prima volta, tra l’altro, che Media Breakaway è condannata a pagare milioni di dollari per un caso del genere: nel 2005 (la società si chiamava Optinrealbig.com) erano stati condannati al pagamento di sette milioni di dollari per risarcire Microsoft in un caso del tutto analogo.

Media Breakaway non ha voluto ovviamente commentare, ma (incredibile!) ha spiegato che si è sempre avvalsa di avvocati per essere sicura di agire in modo legale (ma come, estorcere col phishing username e password a ignari utenti è legale???). Soddisfatti, ovviamente, a MySpace, secondo cui la sentenza conferma l’approccio del social network a combattere con decisione i fenomeni criminosi che avvengono sulle proprie pagine: “Continueremo a fare la nostra parte – si legge in un comunicato – per migliorare internet e fare pulizia di questi brutti fenomeni”.

Yahoo! Answers compie due anni. E tu, hai mai usato servizi del genere?

→ D@di per Downloadblog.it

Buon compleanno a Yahoo! Answers Italia, la “community” di Yahoo! dove gli utenti si pongono domande su qualunque argomento e ottengono risposte condividendo informazioni, che sta festeggiando in questi giorni i due anni dalla nascita e il raggiungimento della quota record di 5,5 milioni di partecipanti. Il servizio “per la condivisione della conoscenza” in due anni, stando alle statistiche ufficiali diffuse oggi, ha visto milioni di risposte solo nel nostro Paese.

La prima domanda, posta da Massimo C, era stata: “Chi sono Rocco e Antonia, gli autori del libro ‘Porci con le ali’?”. “Da allora – spiegano i responsabili di Yahoo! Italia – milioni di quesiti hanno trovato una soluzione grazie alle risposte di una straordinaria ed appassionata community formata, solo in Italia, da milioni di ‘answeriani’ che hanno fatto di Answers il punto di partenza per la condivisione della conoscenza online, ed uno dei più popolari servizi di Yahoo!”.

Secondo le statistiche diffuse a stampa e analisti, la community sta crescendo ogni anno dell’87,2 per cento, più del triplo rispetto alla media dei top-ten sites nella categoria “Research Tools”; ciascun utente, inoltre, passa in media su Answers 67 minuti al mese e visualizza 103 pagine.

Avete avuto qualche esperienza su Answers o servizi del genere? Siete riusciti a trovare la risposta a quello che cercavate? Oppure avete avuto brutte esperienze e pensate che siti di questo tipo non servano a niente? Fateci sapere, se volete, nei commenti.

Arriva il prontuario di buone maniere per Facebook, MySpace e similiari

→ D@di per Geekissimo.com

Come bisogna comportarsi correttamente sui social network come Facebook e MySpace? Quale atteggiamento bisogna intraprendere nei confronti dei nostri contatti? E come bisogna porsi nei confronti delle richieste di amicizia da parte di estranei? Dalla Gran Bretagna arriva la soluzione. Debrett’s, la celebre guida al bon ton, ha infatti stilato una lista di regole da seguire per il corretto utilizzo dei social network. Si tratta di regole che sono state scritte dopo che i risultati di una ricerca hanno mostrato che circa due terzi degli utenti di Facebook e MySpace sono frustrati e confusi da ciò che avviene in Rete.

Una confusione che apparentemente sembrerebbe generata soprattutto da messaggi e da richieste di amicizia provenienti da sconosciuti, o apparenti tali. Secondo la ricerca, inoltre, il 18 per cento delle persone ha rivelato di trovarsi a disagio sapendo che l’ex-fidanzato/a può accedere, tramite il profilo compilato su Facebook, a diverse informazioni personali, come ad esempio l’attuale stato di relazione con un’altra persona. Ma come ci viene in aiuto, allora Debrett?

Semplice: aiuta gli utenti più disorientati a sopravvivere attraverso un elenco di cinque regole del bon ton su internet. Numero uno: non inviate richieste di amicizia ad estranei, e pensateci bene prima di farlo. Numero due: aspettate almeno 24 ore prima di accettare o rimuovere qualcuno dalla lista dei vostri amici. Numero tre: eventi importanti come un compleanno o le nozze non sono virtuali, quindi non trascurate i mezzi tradizionali come il telefono o una lettera per inviare i vostri auguri.

Regola numero quattro: prima di pubblicare la foto di un vostro amico, pensate a come vi sentireste se in quella foto ci foste voi. Numero cinque: pensate con attenzione se sia il caso di pubblicare una vostra foto che potrebbe finire facilmente sui giornali locali. Che dite, inizierete anche voi a seguire le regole del bon ton tanto care agli inglesi?

MySpace, da mercoledì 18 un totale restyling grafico-concettuale

→ D@di per Downloadblog.it

MySpace, uno dei servizi di social networking più amati e utilizzati, soprattutto dalla fascia più giovane degli utenti internet, ha annunciato che durante la prossima settimana effettuerà un totale restyling grafico delle proprie pagine, per cercare di raggiungere una fascia maggiore di popolazione (soprattutto dal punto di vista demografico) e migliorare la user-experience.

Si tratta, secondo molti analisti e blogger, del più grande rilancio e restyling di un sito di questa portata: secondo molte indiscrezioni, il restyling riguaderà la home page, le singole pagine degli utenti, la navigazione, il modo in cui si modificano/aggiornano i propri profili e anche il player di MySpace Tv. Il restyling sarà graduale: inizierà a partire dalla prossima settimana e andrà avanti per tutta l’estate.

“Questo è molto di più di un cambio di facciata – hanno spiegato alcuni responsabili del social network – perché stiamo modificando il modo in cui le persone interagiscono con il nostro sito e con il nostro marchio”. E sembra che il rilancio farà bene anche alle casse di MySpace, considerando che un grosso inserzionista pubblicitario avrebbe prenotato tutti gli spazi disponibili nella home-page americana del servizio per il primo giorno di rilancio, che dovrebbe essere fissato per mercoledì 18.

Acrobat diventa “social”

→ D@di per Downloadblog.it

Acrobat, il popolare formato di Adobe per la condivisione di documenti, si aggiorna e diventa “social”. La multinazionale del software, infatti, ha lanciato un nuovo sito, chiamato Acrobat.com, che permetterà agli utenti di creare, conservare online e condividere i propri documenti Pdf. Una mossa che pone Adobe direttamente contro le altre grandi software-house per il predominio dell’importante fetta di mercato del settore dell’office online.

Al momento Acrobat.com è ancora in fase di beta e tutti si possono iscrivere. Una volta iscritti, si accede a un nuovo word-processor, chiamato Buzzword (è abbastanza “basic”) che permette di creare documenti di testo. Documenti che possono essere poi salvati in rete, all’interno del nuovo portale Acrobat, e condivisi (attraverso degli inviti) con altri utenti, che possono modificarli, leggerli o commentarli.

Nella versione definitiva è prevista anche la possibilità di creare delle vere e proprie conferenze Web in modo che gli autori possono collaborare e discutere in tempo reale e in maniera semplice.

La versione di prova del servizio permette agli utenti di creare gratuitamente fino a cinque file Pdf al mese; Pdf che poi possono anche essere inseriti (attraverso un tag “embed”) all’interno di siti e blog.

Adobe ha annunciato anche che a breve sarà disponibile una nuova versione definitiva di Adobe Acrobat: tra le novità, link diretti e opzioni di menu dedicate al nuovo Acrobat.com e la possibilità di inserire all’interno dei documenti anche dei video in Flash. La nuova versione (la 9) dovrebbe arrivare a luglio 2008.

“In internet ci sono troppe distrazioni, e in questo modo non stiamo preparando i nostri figli per il futuro”

Ogni giorno se ne sente una, dal punto di vista del comportamento delle persone in rete. Questa volta partiamo da un articolo abbastanza particolare, che spiega come i servizi del Web 2.0 portino molta distrazione, soprattutto a chi dovrebbe utilizzare la rete per studio o lavoro. Secondo un gruppo di ricercatori, facciamo notte per studiare, frequentiamo tutti i corsi all’università, ci facciamo il mazzo… ma poi ci perdiamo in un bicchiere d’acqua utilizzando YouTube, Facebook, Digg, Neatorama, eBay, Flickr, Amazon (e così via). Per non parlare dei siti porno o dei giochi online.

Secondo l’articolo, insomma, ogni volta che stiamo lavorando e che ci sentiamo stressati o oberati dal lavoro, ecco che con pochi click capitiamo quasi senza volerlo su siti assolutamente inutili che sono divertenti ma ci fanno perdere un mucchio di tempo. Secondo questa scuola di pensiero, “internet è uno strumento incredibile per quanto riguarda la produttività e offre l’accesso a una mole immensa di informazioni. Ma distrae troppo. E rende la concentrazione sul lavoro sempre più difficile da ottenere”.

La distrazione, si legge ancora, non è come un ostacolo che possiamo evitare quando siamo in macchina; ma è come un batterio resistente alle medicine: appare e riappare senza che possiamo fare niente. Il problema è che non solo questa “scuola di pensiero” si rivolge agli adulti, ma anche ai più piccoli. Secondo loro, infatti, tutti pensano a preparare i figli per il loro futuro donando loro computer o portandoli in scuole dove viene insegnata l’informatica.

Ma poi spesso i ragazzi si distraggono e iniziano a guardare siti che con la scuola c’entrano poco, oppure iniziano a giocare. Insomma, cosa bisognerebbe fare, allora? In nome di questa “distrazione” dovremmo vietare a bambini e ragazzi di utilizzare il computer? Questo – a mio giudizio – li porterebbe ad avere poi un enorme digital dvide sul mondo del lavoro. Che ne pensate? Notate anche in voi e nei vostri figli questa particolare distrazione?

Perché così tanti malfunzionamenti su Twitter?

→ D@di per Downloadblog.it

Negli ultimi tempi il popolare social network Twitter ha subito numerosi stop e rallentamenti al servizio. Stop che hanno allarmato la “twittersfera”, che si è ritrovata spesso a non poter utilizzare proprio social network preferito senza che alcuna spiegazione fosse data dai vertici dell’azienda.

Rallentamenti e downtime che hanno fatto parlare molto numerosi blogger, convinti che il team di tecnici dietro Twitter sia scadente. In un post sul corporate blog ufficiale, i tecnici di Twitter spiegano come il sito sia cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi mesi, e per far sì che non si blocchi ci sarebbero (addirittura!) da “riscrivere significative porzioni di codice”.

“Twitter – si legge – è un sistema di messaggistica, ma fondamentalmente non è stato progettato per essere un sistema di messaggistica. Al contrario, è stato costruito con tecnologie più adatte a un content management system. Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo cercato di far comportare Twitter come un sistema di messaggistica, ma questo ha introdotto una gran quantità di problemi complessi e imprevedibili”.

Una soluzione, si legge, sarebbe quella di sostituire tutto il sistema attuale componente dopo componente, riscrivendo da zero parti di codice per venire incontro alle esigenze attuali degli utenti: prima tra queste, la stabilità. “Per questo – continua – il nostro sistema attuale sarà ristrutturato mentre vengono costruite nuove parti, e le nuove parti sostituiranno gradualmente quelle vecchie”.

L’altra alternativa, invece, sarebbe quella di buttare tutto all’aria e di riscrivere tutto da zero. Il che, spiegano, ha dei costi (in termini di risorse umane ed economiche) non sostenibili al momento.