MySpace festeggia il suo primo anno in Italia

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MySpace, il più popolare tra i social nework, festeggia il suo primo anno di vita in Italia, con un ottimo risultato: 1.270.000 profili di utenti e 2.200.000 visitatori unici al mese.

Per festeggiare al meglio il primo anno di vita, Francesco Barbarani, da poco nominato country manager della società, ha anticipato a Prima Comunicazione che verrà lanciata una nuova Web-tv, per ora in versione beta: “Il progetto – spiega Barbarani – è quello di farne un vero e proprio canale televisivo con un suo palinsesto, composto non solo di contenuti inviati dagli utenti, ma anche di produzioni originali”.

“All’estero – continua – siamo già strutturati come una casa di produzione, stiamo già producendo serie di telefilm per il Web, brevi clip a puntate da 3-5 minuti. Diamo spazio alla comunità dei videomaker e anche ai broadcaster.

In Italia MySpace può contare su un team di circa venti persone. Tra le priorità del nuovo management, la principale è quella di affinare la politica commerciale del sito, basato ovviamente sulla pubblicità (dai banner ai profili aziendali alla sponsorizzazione di concerti ed eventi).

Facebook, nuove regole contro porno, pedofilia e bullismo

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Facebook ha annunciato un giro di vite su pornografia, pedofilia, bullismo e altri “pericoli online” per salvaguardare gli utenti più giovani. Si tratta di un patto per la salvaguardia dei bambini e dei ragazzi molto simile a quello firmato, lo scorso gennaio, dall’altra società leader nel social-networking, MySpace.

Secondo molti analisti ed esperti di sicurezza informatica si tratta di una pietra miliare nella storia della sicurezza del Web e dei social-network, e probabilmente – considerato l’esempio dei due più grandi siti – la decisione potrebbe essere seguita da tante altre piccole community.

Tra le azioni che Facebook ha promesso d’intraprendere c’è quella di migliorare il sistema di identificazione delle persone e delle età e di controllare al meglio i profili degli utenti e i link esterni.

Si tratta a mio avviso di una buona notizia considerato l’enorme successo, soprattutto tra i più giovani, di siti del genere; speriamo solamente che – dall’altra parte – criminali senza scrupoli non ci mettano troppo poco a superare le barriere protettive.

Vuoi vestirti come le celebrità? Prova Coolspotters

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Vi piace questa o quella celebrità e vorreste imitare il suo modo di vestire? Fino a ieri c’erano giornali, fotografie e riviste. Oggi, invece, è possibile sfruttare la rete. Come? Con un interessante sito, lanciato pochi giorni fa, chiamato Coolspotters.

Il sito ha nel proprio database una grande lista di celebrità, e per ognuna di queste diverse fotografie attraverso le quali si può analizzare il modo in cui queste celebrità si vestono. Gli utenti, oltre a commentare vestiti, accessori, cellulari e automobili, possono addirittura poi acquistare alcuni capi.

Una volta registrati, gli utenti possono, oltre che per celebrità, cercare per prodotti, marche, spettacoli, posti, eventi e tanto altro. L’idea, spiegano dalla Fantzer, la startup del Connecticut che ha avuto l’idea, è quella di mostrare le connessioni che ci sono tra le persone e gli oggetti (connessioni che sono chiamate “spots”).

Coolspotters è anche un sito collaborativo, perché è strutturato come un wiki: così escono fuori decine e decine di pagine molto strutturate con informazioni interessanti.

Fatemi sapere che ne pensate nei commenti, se volete.

Il Social Network che combatte la malaria

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Un giovane imprenditore inglese già famoso per aver venduto, all’età di 17 anni, un sito internet da lui creato per 40 milioni di dollari, ha deciso di mettere il suo know-how a servizio della collettività presentando un social network tutto dedicato a combattere la malaria.

L’idea è quella di creare un sito che, se avesse anche la metà del successo che ha avuto Facebook, potrebbe aiutare a combattere una malattia che uccide circa un milione di persone ogni anno, molte delle quali in Africa.

L’idea di MalariaEngage è arrivata dopo un viaggio in Zambia, spiega il creatore Tom Hadfield, che ha ammesso di essere diventato così sensibile nei confronti della malattia dopo un viaggio in Africa. Il sito – continua Hadfield – non nasce come un mezzo per raccogliere soldi, ma il potere del social networking permette anche di tenere in costante contatto chi si vuole avvicinare a uno dei progetti benefici in atto a chi il progetto lo sta realizzando.

Tra i progetti supportati dal sito, la ricerca sulle piante che evitano la diffusione della malattia, quella sulle gravidanze a rischio, su nuove terapie, sinergie tra curatori tradizionali e personale sanitario internazionale e così via.

FoodFeed: di’ al mondo cosa mangi

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“Theuer” ha mangiato cornflakes, “Fabian” la pizza mentre “zillionzilchzen” ha bevuto dieci minuti fa un succo di frutta. Di che stiamo parlando? Di FoodFeed, ovviamente: il nuovo social network stile Twitter che permette di informare i propri amici di quello che si è mangiato e di condividere le proprie abitudini alimentari.

Per aprire un proprio account bisognerà avere già un account di Twitter; poi bisognerà aggiungere l’utente “having” ai propri amici; dopodiché per aggiornare il proprio FoodFeed basterà, da Twitter, scrivere “@having pizza” (per esempio).

Oltre alla ricerca per nick, il servizio offre anche la possibilità di ricercare tutti gli utenti che hanno mangiato ultimamente un cibo particolare. Il servizio è gratuito e in beta, e presto – assicurano i creatori – verranno aggiunte nuove funzioni.

Di certo non si tratta, come molti suoi simili, di un servizio utile: è semplicemente un servizio “divertente” da condividere con gli amici. FoodFeed è stato creato da un ragazzo di vent’anni, Vitor Lourenço, di Rio de Janeiro, Brasile.

Weatt: cucinare al tempo del Web 2.0

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Oggi vi presento l’ultimo nato tra i social network che trattano l’argomento del mangiare bene e delle ricette di cucina.

Sto parlando di Weeatt, un servizio che permette di pubblicare le proprie ricette e condividerle attraverso immagini, video e consigli. Tra le peculiarità, quella di poter scegliere il livello di condivisione di ogni singola ricetta (privata, su invito, disponibile a tutti).

Il sito ha una grafica molto accattivante e – almeno nelle intenzioni – è stato sviluppato appositamente per essere semplice da usare (per la serie, anche la vostra mamma ci riuscirà senza problemi).

Ogni ricetta ha i suoi tag (ad esempio oggi tra i più popolari ci sono dessert e colazioni), i suoi commenti, i suoi voti… e addirittura è possibile acquistare gli ingredienti che non abbiamo nel nostro frigo direttamente online.

Come sempre, fatemi sapere nei commenti cosa ve ne pare. E se conoscete un servizio migliore, non esitate a segnalarcelo!

Facebook, arrivano i film della Paramount

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Se utilizzate Facebook e siete amanti del cinema, c’è una nuova applicazione molto interessante appena lanciata: VooZoo. Frutto della collaborazione tra Viacom e FanRocket, darà agli utenti del social network la possibilità di accedere a migliaia di scene di film della Paramount Pictures, da “Colazione da Tiffany” a “Forrest Gump”, solo per fare due esempi.

Le clip, che durano da alcuni secondi a alcuni minuti, potranno essere inviati ai propri amici per far loro rivivere una scena di un film famoso o per mostrare loro il proprio stato d’animo.

Ovviamente niente nasce per niente: per ogni clip, infatti, è possibile tramite un bottone acquistare il Dvd.

Chiude (di già) ReadBurner

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Il 23 gennaio 2008, neanche un mese e mezzo fa, nasceva ReadBurner, un interessante progetto che permetteva con una grafica chiara e intuitiva di conoscere gli argomenti più condivisi dagli utenti su Google Reader.

Un progetto che ha suscitato l’interesse di molti lettori e navigatori, tra cui il sottoscritto, che l’hanno inserito nei propri siti preferiti.

Purtroppo, almeno per il momento, ReadBurner chiude. Si legge da oggi nell’home-page:

“Mi dispiace dover annunciare che ReadBurner non è più disponibile. Il motivo è che non ho molto tempo per gestire il sito a causa di alcuni progetti freelance che non posso accantonare. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato, mi hanno dato consigli e hanno visitato ReadBurner. È stato davvero bello gestire un sito che ha fatto parlare molto di sé nella blogosfera in così poco tempo”.

Il messaggio si conclude con una proposta: “Se qualcuno è interessato ad acquistare il dominio ReadBurner.com o la tecnologia che gli sta dietro, mi contatti”. Non so quanto possa valere un sito del genere, ma considerati i contatti che ha ricevuto in pochissimi giorni e l’attenzione da parte di tutti i siti specializzati credo che chiunque abbia qualche soldo da parte e voglia fare un investimento non dovrebbe farsi scappare questa occasione.

E ora? In attesa di una riapertura del sito, viene suggerito di visitare RSSmeme, un clone “molto ben fatto” di ReadBurner svilupato da Benjamin Golub.

La tua biografia inserita su Wikipedia viene cancellata di continuo? Usa Biographicon

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Quante volte vi è capitato di stare ore e ore davanti all’editor di Wikipedia, di creare e confezionare per bene la pagina che parla di voi… e poi vedervela cancellata per criteri di notabilità? Oltre a rimanerci molto male e a capire che poi non siamo così famosi, solitamente mandiamo tutto a quel paese e lasciamo stare.

Oggi arriva un interessante servizio Web, chiamato Biographicon, che si pone a metà tra siti come Wikipedia e servizi di autopromozione come LinkedIn. Funziona più o meno così: ognuno, famoso o no, può costruirsi la propria biografia o quella di qualcun’altro. Ognuno, inoltre, può modificare le biografie degli altri, proprio come accade su Wikipedia.

Al momento il sistema è molto “basic”, anche se gli sviluppatori assicurano che arriveranno presto altre funzioni. Nella pagina, oltre alla propria foto, è possibile inserire tutta la propria “storia” (studi, lavoro, pubblicazioni, etc). Interessante anche poter scoprire, in fondo a ogni profilo, le relazioni con altri profili pubblicati nel sito. Ogni profilo, ovviamente, può essere commentato.

Un servizio di certo ancora giovane, ma decisamente innovativo e molto utile, perché – se prendesse piede – potrebbe rappresentare davvero un enorme database di biografie. Davvero utilissimo quando si fanno delle ricerche!

Yahoo! Buzz, il sistema di social bookmarking che fa paura a Digg. La nostra recensione

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Dopo mesi di attesa e indiscrezioni Yahoo! ha finalmente lanciato la beta pubblica di Buzz, il servizio di social bookmarking con il quale punta a “dare fastidio” allo strapotere finora indiscusso di Digg. Buzz, a dir la verità, è un po’ diverso dal suo avversario: nel nuovo servizio di Yahoo!, infatti, a postare le notizie sono circa un centinaio di publisher autorizzati; a votare, invece, possono essere tutti gli utenti registrati. Il funzionamento poi è lo stesso di Digg: più una notizia viene votata e più rimane in home page, più viene votata e più sale in alto.

A determinare la popolarità di una notizia, però, non saranno solo i voti degli utenti, ma anche le loro ricerche: se, ad esempio, tutto ad un tratto migliaia di persone da ogni parte della Terra inizieranno a cercare “Oscar”, allora il sistema “capirà” che l’argomento forte della giornata è la notte degli Oscar e quindi metterà nella parte alta della classifica gli articoli più interessanti sull’argomento.

Altra novità è che ogni giorno le notizie più “popolari” verranno inserite addirittura nella home-page di Yahoo! (generando, possiamo immaginare, un bel po’ di traffico – nei primi giorni circa due milioni di contatti in più per i siti che hanno ottenuto una segnalazione nella home di Yahoo!). Buzz include alcune categorie (entertainment, sports, world, video) ed ha una grafica accattivante: molto interessante soprattutto la “vetrina” fatta in Flash che si trova in home page, con una pubblicizzazione degli argomenti appena inseriti, e la classifica dei termini più ricercati nel motore di Yahoo!.

Sembra, dunque, almeno a prima vista che Yahoo! abbia fatto un ottimo lavoro nel costruire una specie di Digg con qualche funzione in più e una grafica migliore. Attualmente non sta andando malissimo: considerato che siamo ai primi giorni, le notizie più votate arrivano anche a 700 punti. Il tempo, ovviamente, ci dirà se riuscirà a togliere utenti allo strapotere di Digg… speriamo solo che non faccia la fine di un altro sito simile, Propeller, lanciato in pompa magna da Aol e poi rivelatosi un po’ un flop.

La difficoltà di chiudere per sempre con Facebook

Ma davvero è così “impossibile” riuscire a chiudere del tutto con Facebook? Pare proprio di sì. In rete ormai stanno “fioccando” decine e decine di articoli (l’ultimo ieri sul New York Times) che spiegano come non sia possibile cancellare del tutto le proprie informazioni dal popolare Social network.

È vero, è possibile cancellare il proprio profilo, ma i server continueranno a tenere salvate tutte le nostre informazioni private.

E mentre partono alcune azioni legali proprio nei confronti di Facebook, il direttore di un’azienda di biotecnologie, Nipon Das, ha commentato che si tratta, per fare un paragone, della stessa situazione della canzone “Hotel California” degli Eagles: puoi lasciare la stanza, ma non puoi andartene davvero.

Das è stato uno dei primi che ha voluto cercare di ottenere una cancellazione definitiva da Facebook, e la sua epopea (che va avanti già da alcuni mesi) non è finita: il suo profilo è vuoto ma continua a ricevere posta elettronica. Ma cosa dice la diretta interessata, Facebook?

Secondo il Social network le difficoltà nascono dall’opportunità offerta ai clienti (ma che gentili!) di rientrare nel sistema quando vogliono, “risvegliando dal sonno” il proprio account, con le informazioni che avevano lasciato nel momento della cancellazione (parziale).

D’altronde è scritto chiaro anche nel contratto che si stipula con Facebook al momento dell’iscrizione: “È possibile rimuovere tutte le informazioni in qualsiasi momento, ma procedendo dai libertà a Facebook di mantenere archiviate le copie delle tue informazioni per un arco di tempo ragionevole”.

Che ne pensate? Qualcuno di voi sta tentando di “evadere” – con poco successo, immagino – da Facebook? E che azioni state intraprendendo?

Chirpscreen e gli screen-saver sociali

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Chirpscreen è uno screen-saver per Windows che, incorporando feed (provenienti anche da siti come Facebook o Flickr), una volta attivato mostra con una grafica molto accattivante tutti gli aggiornamenti dei propri amici a portata di desktop.

Tra questi, ad esempio, le nuove foto inserite in Flickr o nel proprio profilo, gli aggiornamenti dei propri messaggi di stato, e così via.

Un modo, dunque, di utilizzare lo screen saver in maniera utile e risparmiare tempo aggiornandosi in tempo reale con tutte le novità dei propri amici. Chirpscreen si può scaricare grauitamente; entro breve dovrebbe arrivare anche una versione per Mac.

8hands, il client perfetto per i social network

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Se siete “maniaci” di YouTube, Facebook, MySpace, Flickr, Twitter e così via, allora questo software (per Windows) fa per voi.

Si chiama 8hands ed è un client leggero e funzionale che permette di gestire i social network più famosi direttamente dal desktop e da un’unica interfaccia, senza fare decine di login e aprire centinaia di schede.

Oltre a organizzare e a ottimizzare i propri profili, è anche possibile ricevere notifiche in tempo reale sugli aggiornamenti dei nostri amici. Tra le altre funzioni, molto utili la condivisione di video, foto e altri contenuti con gli amici attraverso un semplice click, e le statistiche e i riepiloghi giornalieri sul proprio utilizzo dei diversi social network.

In futuro dovrebbero arrivare anche un versione Mac e una Linux.

Nuova vita per la posta di Yahoo! Così la società americana vuole rivoluzionare il nostro modo di comunicare in rete

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Tra le novità più significative che riguardano il Web presentate al Ces in corso proprio in questi giorni a Las Vegas ce n’è una sulla carta molto interessante che arriva da Yahoo!. Nome provvisorio Yahoo!Life, come dire “il social network delle e-mail”. È indubbio che i social network come Facebook o MySpace (per citare i due più famosi) siano stati la vera novità dello scorso anno in termini di interesse e quantità di utenti registrati.

Proprio per questo la grande Y! ha deciso di voler puntare tutto sul far diventare, appunto, la posta elettronica più sociale. L’e-mail, insomma, diventerà il centro di ogni nostro divertimento e incontro online: gli indirizzi diventeranno profili, le e-mail saranno connesse con numerosi altri servizi e così via. L’esempio della presentazione della pre-relase è il seguente: vuoi invitare un paio di amici per cena. Con la posta elettronica social è tutto più semplice: prepari una mail, guardi i profili dei tuoi amici per vedere se sono liberi venerdì sera, ovviamente guardi i loro gusti culinari, poi scegli su una mappa i ristoranti che incontrano i loro gusti e che sono equidistanti da casa di ognuno.

Una volta fatto, trascini le loro iconcine sul ristorante, specifichi l’orario e il loro calendario viene automaticamente aggiornato. La strategia di Yahoo!, ha spiegato l’amministratore delegato Jerry Yang, è quella di far diventare Yahoo! “il più essenziale punto di partenza della vostra vita” (online, spero!). “Vogliamo prendere la complessità del Web – ha aggiunto – e semplificarvi la vita con tecnologie molto potenti”. Le prime relase pubbliche inizieranno a circolare a metà 2008.

Certamente interessante, certamente una cosa non poi così lontano da quello che facciamo già. Ma – mi chiedo io – non si tratta forse di un servizio che può piacere più a chi usa la posta per intrattenimento? Chi, invece, usa l’e-mail prettamente per lavoro, non gradirebbe di più un servizio sempre più veloce, affidabile e funzionale, più che un’aggiunta di servizi tipo Facebook e MySpace? Mi piacerebbe sentire la vostra opinione a riguardo. Personalmente conosco molti utenti Yahoo!Mail che, nell’eventualità di una scelta, sceglierebbero di rimanere alla vecchia versione della posta.

Non scrivere parolacce su Twitter: mamma ti guarda

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Siete grandi fan di Twitter, e allo stesso tempo vi capita di dire tante parolacce (in inglese)? Stamattina nella calza avete ricevuto tanto carbone? Bene: smettetela. Di dire parolacce, intendo. Altrimenti i vostri Tweet verranno pubblicati in automatico su Twittertale, la vostra mamma lo scoprirà e saranno guai. Non stiamo (troppo) scherzando: infatti il nuovo servizio Twittertale fa esattamente questo: pubblica nella propria home page tutti gli interventi di Twitter in cui appaiono parolacce, insieme ovviamente al nome dell’utente.

Il sito è interessante anche dal punto di vista sociologico, per studiare magari i perché delle arrabbiature della gente. Ma probabilmente non è nato per questo scopo. Il servizio, tra l’altro, è anche velocissimo, e gli aggiornamenti – provare per credere – avvengono praticamente in tempo reale. Nella parte destra è possibile anche inserire il proprio username di Twitter per vedere se siamo mai stati “segnalati”, mentre nella parte sinistra della pagina compaiono delle interessanti classifiche.

E così, ad esempio, veniamo a sapere che le parolacce più usate all’interno della Twittersfera sono “shit”, “ass”, “fucking”, “bitch” e “balls”. Presente anche una classifica degli utenti più citati: a vincere il primato della scurrilità è Extremo (chissà perché), poi a seguire bumblebunny, irreality, darkgracie e xmasinfrisko.

Il sito fortunatamente prende in oggetto, per la maggior parte, coloro che scrivono in inglese (anche se comunque capita a molti di noi, spesso, di inserire nei discorsi parole e anche parolacce nella lingua della regina Elisabetta). Che ve ne pare? Vi sembra un metodo educativo (mah), una sorta di gogna mediatica o, ancora, un’intrusione nella privacy?