Da Bolzano arriva TeleSenior, un bel progetto di Web-tv tutta dedicata agli anziani

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Chi l’ha detto che gli anziani sono sempre molto lontani dalle nuove tecnologie? Chi l’ha detto che non possono avvalersi della possibilità di informarsi, in modo semplice, via internet? A Bolzano, proprio per venire incontro alle esigenze degli over-60 (ma gli anziani non erano gli over 75?) è stata lanciata la Web-tv “TeleSenior”, progetto dell’Upda (Università permanente per la terza età di Bolzano). Fra i servizi c’è un telegiornale quotidiano, prodotto da una redazione tutta composta da “seniores”, con servizi curati da giornalisti e operatori del settore. Ovviamente, con notizie sul mondo della terza età.

TeleSenior, spiegano i promotori, è stata ideata per avvicinare gli over 60 al mondo delle nuove tecnologie, dei media e della comunicazione su internet. A questo scopo, continuano, è stato anche creato un portale dedicato al mondo della terza età, curato da un gruppo di lavoro composto da pensionati e casalinghe, che si ritrovano a discutere dei contenuti. Lo stesso gruppo, tra l’altro, crea il telegiornale, focalizzato sui temi della terza età ed incentrato su notizie istituzionali e culturali, con un occhio rivolto al tema della salute.

Andando sulla home page della nuova Web-tv, al momento le rubriche “cultura”, “salute”, “notizie” e “servizi” sono ancora vuote. Facendo partire il player, però, è possibile vedere la prima puntata del telegiornale, condotta da due “arzille” signore. La scommessa, dice una delle due “anchorwomen”, “è quella di dimostrare che anche noi di una certa età possiamo muoverci agilmente e con scioltezza su internet. Non senza imbarazzo e agitazione: non capita tutti i giorni di stare davanti alla telecamera”.

Il telegiornale è fatto davvero bene e soprattutto, guardandolo attentamente, si nota come alle spalle ci siano state moltissime prove e soprattutto una grande cura dei particolari e del linguaggio utilizzato; cura che, a mio parere, è difficile ritrovare nei telegiornali di oggi. Dategli un’occhiata, se volete: mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

Il blog aiuta la vita sociale. Almeno in Australia

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La pratica del blogging aiuta a sentirsi meno isolati, più collegati ad una comunità e più soddisfatti delle proprie amicizia, sia online che di faccia a faccia.

È quanto rivela una ricerca della Swinburne University of Technology di Melbourne, che ha osservato che dopo due mesi di blogging regolarmente aggiornato le persone sentono di avere un migliore supporto sociale e una migliore rete di amicizie rispetto a chi non ha un blog.

La ricerca, pubblicata dai ricercatori James Baker e Susan Moore sulla rivista CyberPsychology and Behaviour, è stata svolta attraverso l’invio di inviti di partecipazione disseminati su MySpace. E così è stato scoperto che molti ragazzi che intendevano aprire un blog avevano anche dichiarato di sentirsi soli e di aver bisogno di un posto dove esprimere le proprie emozioni. Non è tutto, dopo alcuni mesi di blogging gli stessi ragazzi hanno ammesso di sentirsi meno ansiosi, depressi e stressati.

Non sei un modello? Allora non leggere

Post riservato solamente agli “strafighi” e alle modelle. Scherziamo, ovviamente. Non scherzano, invece, gli ideatori di ModelsHotel, il nuovo social network fondato da Jesper Lannung che permette ai modelli “di rimanere in contatto tra di loro in una comunità esclusiva”.

Per entrare, infatti, bisogna essere un modello professionista ed essere invitati da un altro membro. Una volta dentro, è possibile utilizzare tutte le funzioni di un normale social network come blog, condivisione di musica, video e foto, ecc.

“Oltre duemila persone hanno tentato l’iscrizione, e ne abbiamo rifiutate più della metà”, ha dichiarato con orgoglio Lannung. Noi comuni mortali che utilizziamo i vari MySpace o Facebook… potremo mai fahttp://www.blogger.com/img/gl.link.gifrne a meno?

Tassa sul lusso, sindaci divisi

da REPUBBLICA BARI – pag. V

La proposta lanciata dal presidente della Sardegna Soru trova molti consensi anche in Puglia, ma con qualche preoccupazione
Dicono sì i primi cittadini di Alberobello, Ostuni e Otranto. Contrari invece quelli di Martina e Vieste

di DANIELE SEMERARO

La tassa sul lusso potrebbe approdare anche in Puglia? Non è uno scenario così lontano dalla realtà, almeno stando a sentire alcuni sindaci dei luoghi più incantevoli della Regione. Venerdì il ministro dell’ Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio aveva appoggiato e applaudito il modello proposto da Renato Soru, presidente della Sardegna, da estendere nel nostro paese, o almeno «in quelle aree di grande pregio che in certi periodi vivono momenti di grande affollamento e che, invece, avrebbero bisogno di una tutela migliore».

Tassare il lusso significherebbe, ad esempio, applicare sovrapprezzi ai listini dei ristoranti e degli alberghi più costosi, oppure ai porti dove attraccano gli yacht. Tasse che, così, potrebbero aiutare i comuni a tutelare il territorio. «Sono d’ accordo con la proposta del ministro Pecoraro Scanio e, da amministratore, sono solidale con il presidente della regione Sardegna, Renato Soru», spiega il sindaco di Alberobello, Bruno De Luca. «In linea di principio sono favorevole alle cosiddette tasse sul lusso, specialmente se queste servono a recuperare fondi per la tutela e la valorizzazione del territorio. Un problema, questo, che alla nostra amministrazione sta particolarmente a cuore. Noi alberobellesi – continua De Luca – sappiamo bene quanto sia difficile avere cura di un territorio particolarmente delicato dal punto di vista ambientale e paesaggistico». Il sindaco, poi, si lascia andare anche a una considerazione: «Questo sciopero di ricconi spilorci mi sembra tanto ridicolo quanto volgare: chi ha veramente a cuore un territorio non si tira indietro quando gli si chiede di contribuire alla sua tutela».

D’accordo anche il primo cittadino di Ostuni, Domenico Tanzarella: «Devo ammettere che in Consiglio ci abbiamo pensato più di una volta – spiega – ma non abbiamo mai messo in atto questa proposta perché sulle modalità di attuazione esistono ancora problemi. Credo in ogni caso – continua – che si tratti di una risorsa finanziaria importante in un momento di grave difficoltà per gli enti pubblici, e per Ostuni non la escludo in nessun modo. Si tratta solamente di mettere a punto la tipologia di servizi da tassare».

Più modesta la risposta di Antonio Ferraro, sindaco di Castrignano del Capo, nel cui comune ricade anche capo Santa Maria di Leuca: «Quella della tassa sul lusso mi sembra un’ idea difficilmente applicabile, almeno per il momento. Leuca infatti non è la Sardegna e onestamente non mi sento di dire che possiamo fornire servizi di lusso. Attualmente – continua – siamo alle prese con il Piano urbanistico generale, e quando avremo i servizi e le infrastrutture, come ad esempio il porto, che ancora non è ancora completato, potremmo realmente iniziare a pensarci».

Anche per Francesco Bruni, sindaco di Otranto, «il problema per adesso non si pone, perché non abbiamo né ville sulla costa né punti di attracco per megayacht. Apprezzo, però – aggiunge – la filosofia di tutelare l’ ambiente e far diventare le città o i tratti più larghi di costa un po’ più slow e meno utilizzati in maniera selvaggia. Quello che per adesso dobbiamo fare è migliorare la qualità del tessuto urbano dal punto di vista edilizio, cercando di non svendere, ad esempio, il nostro terreno per un’ utilizzazione selvaggia. Non posso dire però – conclude – di stare dalla parte di Briatore e dei vip, che si ribellano a chi cerca di tutelare al meglio il territorio».

È contraria, invece, Ersilia Nobile, sindaco di Vieste: «Noi siamo una giunta nuovissima – spiega – e non abbiamo ancora affrontato il problema. Credo che per incentivare il turismo e tutelare il territorio ci siano una serie di iniziative da mettere in atto. Io personalmente non sono d’ accordo sulla tassa sul lusso: se all’ ospite che viene a visitare le nostre bellezze imponiamo un’ ennesima tassa, anche se può permetterselo, rischiamo di perderlo. Così a prima vista non credo che si possa parlare di vantaggio per un paese turistico né per la sua amministrazione comunale. In ogni caso – conclude – ne discuterò con la Giunta, soprattutto nel momento in cui porteremo a termine i lavori per il nuovo porto turistico».

In disaccordo anche il sindaco di Martina Franca, Leonardo Conserva: «Io ritengo – spiega – che realtà come le nostre necessitano di accogliere e non di creare ulteriori limiti. Abbiamo bisogno di crescere dal punto di vista economico per creare ricchezze che si ripercuotono sul territorio. Secondo me la tassa andrebbe a costituire una pregiudiziale nello scegliere una realtà invece che un’ altra per le proprie vacanze. Non è – aggiunge – che non vogliamo tutelare l’ ambiente, ma invece di inventare nuove tasse potremmo sfruttare meglio alcune misure comunitarie».