Tra cremati e crematòri

ALEMANNO INVITA GLI ANZIANI ROMANI. A FARSI CREMARE
Incredibile ma vero, questa vicenda sta sconvolgendo gli anziani residenti a Roma e nessuno ne parla. Nelle ore di grande fermento politico della campagna elettorale per le Europee, uno scherzo molto pesante ha colpito migliaia di over-65 residenti nella Capitale, cercando così di intaccare (?) il regolare esito del voto. Un gruppo di persone con tanti soldi da buttare ha infatti deciso di spedire agli anziani romani una lettera, firmata a nome del sindaco Gianni Alemanno e del premier Silvio Berlusconi… nella quale si invitavano gli attempati lettori a farsi cremare, causa “raggiunto limite di età”. Gli anziani, dunque, erano pregati di farsi cremare, ma solo dopo aver esibito la ricevuta di avvenuto pagamento del servizio. Lo scherzo è stato bollato come “di pessimo gusto” dal portavoce di Alemanno Simone Turbolente: “Si tratta di un’azione spregevole che indegna e offende ogni senso civico e che passa qualsiasi misura”. Alemanno ha anche aggiunto di aver presentato una denuncia contro ignoti alle forze dell’ordine.

 

UOMO FERMATO ALL’AEROPORTO, NON AVEVA IMPRONTE DIGITALI
L’intelligenza umana (soprattutto quella di alcuni agenti della polizia di frontiera) non ha limiti. E così un 62enne di Singapore è stato arrestato, la scorsa settimana, con un’accusa particolarmente inusuale: quella di non avere impronte digitali. Il fatto è avvenuto all’aeroporto internazionale della città. In realtà l’uomo, malato di cancro, stava facendo una cura a base di Xeloda, sostanza che porta al deterioramento le cellule della pelle; e una delle conseguenze è proprio quella di far perdere le impronte digitali ai pazienti. Il problema, in realtà, l’hanno segnalato in moltissimi, fermati agli aeroporti di tutto il mondo. Quello che è successo a Singapore, però, è davvero molto grave: l’uomo è stato trattenuto, pensate, anche se non era una minaccia per nessuno. “Nessun criminale – ha commentato l’uomo a un giornale locale – prenderebbe un farmaco così potente e così devastante solo per farsi cancellare le impronte digitali”.

 

TROPPO LUNGO GLI TAGLIANO LE GAMBE
La notizia che segue è davvero macabra e drammatica, e quindi chiediamo ai deboli di cuore di proseguire oltre. A un uomo deceduto, troppo alto per entrare nella bara, sono state tagliate le gambe dai dipendenti delle pompe funebri. È successo ad Allendale, nella Carolina del Sud, dove a quattro anni dal funerale la famiglia di un uomo, alto più di due metri, ha chiesto (e ottenuto) di poter riesumare il cadavere perché avevano uno strano sospetto. Sospetto, il fatto che gli fossero state tagliate le gambe, confermato dall’apertura della bara. La moglie, infatti, al momento del funerale aveva immaginato che la bara fosse troppo piccola, e aveva chiesto ai dipendenti della ditta lumi sul da farsi. I “becchini”, però, non le avevano dato troppa corda, rispondendo elusivamente. Da allora la donna si era battuta per vederci chiaro. “Scoprire che avevo ragione – ha dichiarato alla Cnn – è stato come rivivere di nuovo il momento della sua morte”. Le indagini sono ancora in corso, ma alla ditta di pompe funebri è stata già revocata la licenza.

 

IL FIGLIO È TROPPO TIMIDO? E LUI GLI PAGA LA PROSTITUTA
Cosa non si farebbe per il proprio figlio! Cosa non farebbe un padre per iniziare il sangue del suo sangue a una corretta vita sessuale. O almeno, se non tutti, cosa non farebbe questo padre polacco! Che ha tentato di ingaggiare una prostituta per aiutare il figlio a perdere la verginità… con una donna matura che sapeva quello che faceva. Ma è stato arrestato. La polizia nazionale ha infatto beccato i due, padre e figlio, mentre facevano… come dire… un “puttan-tour”. Il padre si fermava ad ogni “stazione”, e il figlio veniva quasi obbligato a uscire fuori, esaminare la donna e contrattare un prezzo. Dopo un’ora di trattative nella zona a luci rosse, i due sono stati fermati dai poliziotti in borghese. Il padre è stato arrestato per undici mesi con l’accusa di aver obbligato una donna ad avere un rapporto sessuale con il figlio minorenne.

 

28MILA EURO DALLA MACCHINA
Ventitrémila euro buttati – letteralmente – al vento. È accaduto a un ragazzo tedesco di 23 anni, che ha visto una busta con centinaia di banconote volar via dall’auto decappottabile che stava provando, durante un test drive, nel nord della Germania. Il malloppo, in banconote da 500, 200 e 100 euro, è volato via e le banconote hanno fluttuato per diversi minuti sulle teste di numerosi increduli automobilisti del raccordo autostradale di Hannover. Che – inutile dirlo – hanno immediatamente stoppato le proprie automobili, creando una decina di tamponamenti a catena , per raccogliere “qualche soldino” da terra e dal proprio parabrezza. La polizia ha successivamente dichiarato che il ragazzo è riuscito a recuperare circa ventimila euro. Gli altri ottomila, però, sono volati via chissaddove.

Orgasmi e miliardi

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Gli orgasmi delle donne sono proporzionali al portafogli dell’uomo. Ma se l’uomo perde tutti i soldi in un cesso di un autogrill? Le notizie più strane (ma vere) della settimana

 

GLI ORGASMI DELLA DONNA SONO PROPORZIONALI ALLA RICCHEZZA DEL PARTNER
Le femministe più incallite, leggendo questa notizia, potrebbero arrabbiarsi all’inverosimile. Ma purtroppo non si tratta di un luogo comune: è tutto vero. Secondo uno studio dell’università di Newcastle, in Inghilterra, la ricchezza del partner assicura alle donne, oltre a un futuro economicamente solido, un sesso appagante con un maggior numero di orgasmi. “La frequenza degli orgasmi femminili – ha spiegato al Times di Londra lo psicologo Thomas Pollet che ha coordinato la ricerca – aumenta parallelamente al reddito del partner”. Il luminare ha spiegato di essere giunto a queste conclusioni analizzando dati provenienti da diversi paesi del mondo e riguardanti oltre cinquemila coppie. Secondo Pollet, a determinare le differenze nel numero degli orgasmi starebbe il ceto sociale dell’uomo: a portafogli più gonfio corrisponde, dunque, una quantità maggiore di orgasmi da parte della donna. Ok – direte voi – accettiamo la cruda realtà. Ma sentite cosa si legge nelle conclusioni della ricerca: “Il fenomeno costituisce un adattamento evolutivo delle donne, che sono sempre più portate a scegliere partner di qualità”. Viva le donne!

 

IL BUSINESSMAN CHE DIMENTICA DIECIMILA EURO NEL CESSO DELL’AUTOGRILL
L’uomo d’affari tedesco di cui parliamo oggi probabilmente sarà rimasto estasiato dalla nostra galleria sui cessi più strani del mondo… altrimenti non si spiegherebbe perché è riuscito a dimenticare ben diecimila euro in una busta di plastica in una toilette pubblica. Ci troviamo nei pressi di Haiger, nella Germania occidentale. L’uomo – che non ha voluto che le sue generalità venissero diffuse – ha spiegato alle autorità locali di essersi fermato in una stazione di servizio sull’autostrada per fare pipì. Ovviamente non voleva lasciare la grossa somma di danaro incustodita nell’auto, e così ha deciso di portarla con sé nel “ben più sicuro” cesso dell’autogrill. Qualcosa dev’essere successo durante la pipì, perché l’uomo è uscito dal bagno (dimenticandosi sullo sciacquone la busta) ma si è accorto dell’accaduto un’ora e mezza dopo, quando era già a centinaia di chilometri di distanza. Ovviamente, all’arrivo della polizia la somma era già volata via.

 

UNA MULTA PER IL PARCHEGGIO MOLTO SALATA
Spostiamoci ora in Austria, nella capitale Vienna, dove una donna ha iniziato qualche giorno fa a scontare ben 500 giorni di prigione per non aver mai pagato, in due anni, multe cumulative per il parcheggio del valore di 24mila euro. Secondo quanto riferito dalle autorità federali, infatti, la trentottenne assistente sociale di Graz ha ignorato le ben settecento notifiche delle oltre trecento multe collezionate in un periodo di due anni. “Possiamo anche accettare che una persona perda o si dimentichi di pagare anche tre o quattro multe – ha spiegato il capo della polizia locale – ma non vedere settecento notifiche è inaccettabile”. Beh, la prossima volta forse le converrà pagare il parcheggio. O andare in bicicletta!

 

VA IN BANCA, PER SBAGLIO, CON UNA PISTOLA
Voleva cambiare l’equivalente di 88 dollari, che aveva in monetine da dieci centesimi, in banconote. Ma è andato in banca dimenticandosi che all’interno del bustone con gli spiccioli aveva anche una pistola. L’incredibile è accaduto a Camden, nello stato meridionale statunitense dell’Arkansas. Protagonista dell’assurda vicenda è un diciottenne, che è entrato senza farsi troppi scrupoli in una filiale della banca “BancorpSouth”. Mentre porgeva al cassiere la busta con le monetine, non ha proprio pensato che quella pistola all’interno potesse diventare una minaccia per se stesso… purtroppo però il cassiere quando ha visto scivolare sul tavolo anche l’arma (che il ragazzo, facendo finta di niente, aveva preso e riposto all’interno dei pantaloni) ha schiacciato il pulsante dell’allarme, facendo intervenire immediatamente la polizia. Dopo averlo identificato e ricollegato a un ladro che rubava da collezioni private ma soprattutto da parchimetri in mezzo alla strada, la polizia, fatta irruzione nella casa del giovane, ha trovato valori rubati per oltre sedicimila dollari e otto armi da fuoco. Gli agenti hanno, inoltre, confermato che il ragazzo non aveva alcuna intenzione di rapinare la banca e che la pistola che aveva portato con sé era scarica. Ma purtroppo questo non è servito per eliminare i sospetti su di lui. Anche in questo caso, quando la distrazione diventa fatale.

L’Europa sull’orlo della recessione. Il mio servizio per Sky Tg24

 

La Commissione europea si prepara a tagliare drasticamente le previsioni di crescita per il 2009. In vista del vertice dei capi di Stato e di governo di venerdì, l’Eurogruppo – che si riunisce oggi – e l’Ecofin – domani – sono chiamati ad analizzare una situazione di sostanziale stasi dell’economia che, con la crisi dei mercati, potrebbe ulteriormente peggiorare. Per il commissionario europeo agli affari economici e monetari Joaquin Almunia ci troviamo di fronte alle previsioni più difficili degli ultimi anni, proprio perché dominate dall’incertezza.

Crisi economica e testosterone

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Se nel mondo degli affari comandassero le donne, avremmo potuto evitare la disastrosa crisi economica degli ultimi giorni? Decisamente sì, secondo alcuni psicologi

Negli ultimi giorni stiamo assistendo forse alla più grande crisi economica dal 1929 ad oggi. Borse in picchiata, migliaia di dollari e di euro bruciati in pochi giorni, governi che crollano e banche che sono costrette a chiudere. Per non parlare delle migliaia di persone che stanno perdendo i propri posti di lavoro. Secondo il presidente statunitense George W. Bush “solo con un’azione decisiva gli Usa potranno risorgere” ma in realtà, forse, prima bisognerebbe leggere un’interessante ricerca arrivata fresca fresca da Londra, secondo cui la crisi dei mutui e, in generale, il crollo delle borse sarebbero da imputare… al testosterone!

“Il problema della finanza è che c’è troppo individualismo aggressivo in giro, e poca cura femminile”. È la tesi che va ripetendo da diverso tempo la psicologa Julia Noakes che, tra l’altro, ha in cura presso il proprio studio numerosi agenti di borsa londinesi. “A tante donne di valore – ha spiegato il medico al “Times” di Londra – viene impedito di scalare i vertici della finanza per il semplice motivo che non sono disposte ad abdicare al cinquanta per cento della loro personalità”. In parole povere, le donne per fare il lavoro del top-manager o dell’agente di borsa dovrebbero cercare di mettere da parte delle caratteristiche fondamentali della propria personalità (tra cui la minore propensione al rischio, solo per fare un esempio).

D’accordo con questa tesi anche Heather McGregor, famoso “cacciatore di teste” della City londinese, secondo cui “la banca britannica risparmiata dalla crisi delle ultime settimane è l’unico istituto di credito che si è costantemente impegnato a portare le donne in posizioni di vertice” (la Lloyds Tsb, aggiungiamo noi, ndr). Non tutti, ovviamente, si trovano d’accordo con queste tesi, soprattutto tra i top manager: “Se fossero le donne a comandare nella City – ha spiegato un famoso uomo d’affari, che però è voluto rimanere anonimo – le cose andrebbero esattamente come vanno ora. Certo, sono stati fatti degli errori, però davvero credete che una donna si sarebbe tirata indietro davanti alla prospettiva di enormi profitti?”.

La questione è senza dubbio aperta, e – secondo alcune agenzie di stampa – toccherebbe addirittura due dei dilemmi più cruciali della cultura contemporanea: come funzionano davvero i mercati finanziari e quali sono le differenze comportamentali davanti al rischio di uomini e donne. Proprio la “dimensione del rischio” viene avvertita in modo diverso da maschietti e femminucce: a confermarlo è anche il fatto che gli uomini, per esempio, pagano premi assicurativi più alti.

Diversi psicologi sono d’accordo nel sostenere che se le donne non fossero state “costantemente represse nel corso del loro sviluppo” saprebbero correre gli stessi rischi degli uomini. Facciamo un esempio: sapevate che un uomo attraversa con più spavalderia un incrocio molto trafficato, rispetto a una donna? E, tra l’altro, lo sapevate che lo fa in modo ancora più spavaldo se accanto a lui c’è una ragazza? L’uomo, infatti, è “effusivo” e spesso più impulsivo, mentre la donna più conservatrice e attenta.

Chissà come sarebbero andate a finire le cose se il mondo degli affari fosse governato dalle donne. Ora non è dato saperlo, e quindi bisogna rimboccarsi le maniche per cercare di risolvere una situazione molto “scivolosa”. E chissà che in un futuro non possano essere proprio le donne a dare una “lezione di management” a noi maschietti.

La Commissione Europea (finalmente) dalla parte dei consumatori: in tre anni le aziende telefoniche dovranno abbassare del 70% le tariffe dei cellulari

→ D@di per Geekissimo.com

Chiamare i/con i telefonini costa troppo? La Commissione Europea ha lanciato una nuova “offensiva” contro i rincari delle tariffe dei telefoni cellulari, con l’obiettivo, ha spiegato il commissario europeo alle telecomunicazioni Viviane Reding, di “abbassare i costi delle telefonate di circa il 70 per cento nei prossimi tre anni“. Entro la fine dell’anno, dunque, verrà stilato un nuovo regolamento teso a porre un freno alla cosiddette tariffe di terminazione, quelle cioè che un operatore fa pagare agli altri operatori per far terminare sulla propria rete una chiamata (in pratica, le solite tariffe inutili volte solo a vessare gli utenti).

Il commissario Reding, inoltre, ha anche annunciato l’avvio di una consultazione pubblica che fino al prossimo 3 settembre coinvolgerà tutti gli operatori del settore della telefonia mobile, i regolatori nazionali e le associazioni dei consumatori. Secondo i dati forniti dalla Commissione Europea, per le chiamate verso la rete mobile le tariffe di terminazione variano attraverso i Paesi europei, da 0,02 centesimi di euro a 0,19 centesimi di euro al minuti, con una media di 0,09 centesimi. Per quanto riguarda l’Italia? Tranquilli, stiamo ben sopra la media, con 0,12 centesimi al minuto. Tariffe, ha sottolineato il commissario, “nove volte più elevate di quelle per le chiamate verso rete fissa”.

In Europa, tariffe più alte delle nostre le troviamo solo in Portogallo, Svizzera, Repubblica Ceca, Polonia e Bulgaria. “Le differenze tra i vari Paesi dell’Ue e il notevole gap tra le tariffe di terminazione fissa e mobile – ha spiegato Reding in una conferenza stampa – rappresentano un serio ostacolo alla realizzazione del mercato unico delle telecomunicazioni, il tutto a scapito dei consumatori“. Insomma, gli operatori della telefonia fissa (e i loro clienti…) stanno silenziosamente sovvenzionando gli operatori di telefonia mobile, pagando tariffe di terminazione più elevate per le chiamate fatte della rete fissa a quella mobile.

Sull’argomento si è espresso anche il responsabile dell’Antitrust europeo Neelie Kroes, per cui “tariffe di terminazione realmente orientate sui costi aumenteranno la concorrenza a beneficio dei consumatori, che da ora in poi devono aspettarsi come risultato un calo dei prezzi al dettaglio”. Questa raccomandazione, hanno sottolineato in molti, porterà benefici anche a gran parte dell’industria delle telecomunicazioni, in quanto “eliminerà le deformazioni della concorrenza tra gli operatori fissi e quelli mobili”.

Sesso e poligamia in Uk

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Questa settimana tante sensazionali storie d’amore provenienti dall’Inghilterra. Come quella della coppia che fa “sesso-elettrico” e quella del poligamo smemorato

SESSO BIZARRO, DONNA MORTA FOLGORATA DALLE SCOSSE ELETTRICHE DEL MARITO
È morta durante la notte, mentre faceva del sesso molto particolare con il marito. Kirsten Taylor, forse per superare la routine dovuta ai tanti anni di matrimonio, era solito stimolare le zone intime della moglie utilizzando dei morsetti e un cavo elettrificato, attivando e disattivando il passaggio della corrente elettrica. Una notte, però, le cose non sono andate come previsto. All’inizio – come sempre – la donna urlava dal piacere, ma qualche secondo dopo, forse a causa di un’esagerazione da parte del marito, le urla della donna si sono trasformate in disperazione. Preso forse dall’eccitazione del momento, l’uomo non ha però capito che si trattava di urla di dolore, e ha continuato come se nulla fosse. Dopo pochi istanti la donna non ha dato più segni di vita. Allertata subito un’ambulanza, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della signora Taylor per attacco cardiaco. L’uomo, interrogato dalla polizia, ha spiegato che la coppia era solita utilizzare la tecnica della stimolazione elettrica durante i rapporti. Il problema, ora, sarà quello di pagare la bolletta della luce!

BEFFA LA CASSIERA CON UNA BANCONOTA DA 1000 EURO
Lo sapevate che la banconota di valore più alto, nella nostra moneta, è di 500 Euro? Lo chiedo, perché una cassiera di una profumeria tedesca proprio non lo sapeva. E infatti ha accettato una speciale banconota da mille euro da un’abile truffatrice, che ha acquistato profumi e bagnoschiuma per un valore di 200 euro. La commessa, forse confusa da tutta una serie di domande sui prodotti poste dalla truffatrice, ha anche dato in cambio il resto di circa 800 euro. Può succedere, direte voi, soprattutto se la commessa era inesperta e confusa dalle abili domande della donna. Peccato, però, che la banconota da 1000 euro utilizzata per la truffa avesse, come disegno, delle donne nude in bella mostra!

SBADATO SI SPOSA DUE VOLTE, CONDANNATO PER BIGAMIA
A volte per un uomo il passo del matrimonio risulta difficile da accettare. Ma un uomo inglese la pensa davvero diversamente. Randolph Edge, camionista di 54 anni, per sbadataggine si è sposato due volte, con due donne differenti. Il primo matrimonio risaliva al “lontano” 2002, ma subito dopo qualche mese i due, capito che la convivenza era impossibile, avevano deciso di lasciarsi. Randolph, così, si è poi rifatto una vita e poche settimane fa, insieme alla nuova fidanzata, ha deciso di convolare a nozze. Peccato, però, che il precedente matrimonio non era stato annullato. Per una dimenticanza del genere la legge inglese prevede una detenzione fino a sette anni; l’uomo, trascinato in tribunale dalla prima moglie, è però riuscito a cavarsela (considerata forse la buona fede) con una condanna ad appena cento ore di servizio alla comunità.

..MA IN INGHILTERRA LA BIGAMIA NON È UN REATO, ANZI!
Sempre in Inghilterra, il governo ha stabilito che gli uomini che hanno più di una moglie potranno godere di benefici fiscali extra. E allora, direte voi, perché l’uomo della storia che abbiamo appena letto qui sopra è stato denunciato? Semplice: perché a godere della legge saranno soltanto coloro i cui matrimoni “multipli” sono stati celebrati in paesi nei quali la pratica è legale. Secondo il tabloid “The Sun”, i benefici ammonterebbero a circa 50 euro a settimana per ciascuna donna. Motivo della decisione, un’apertura nei confronti delle usanze di quei paesi musulmani in cui invece la poligamia non solo è possibile, ma spesso è una norma.

Google Sky vale 25 milioni di dollari?

→ D@di per Downloadblog.it

Quanto vale Google Sky, il livello di Google Earth che permette di esplorare il cielo? Circa 25 milioni di dollari. O almeno è quello che crede un ex-appaltatore di Google, Jonathan Cobb.

L’uomo, infatti, ha denunciato il grande colosso mondiale di internet chiedendo, appunto, 25 milioni di dollari di ricompensa (pari a circa 17 milioni di euro) per avergli rubato l’idea di inserire le mappe celesti all’interno di Google Earth.

L’uomo, in particolare, sostiene di aver parlato per la prima volta dell’idea in un forum di discussione “interno” dedicato ai dipendenti Google. Al momento da “Big G” non arrivano commenti alla notizia. In rete, però, sono già in molti coloro che si chiedono: se Google offre il servizio di mappe celesti gratuitamente e in teoria non guadagna nulla, perché allora tutto questo accanimento? Staremo a vedere.

Le reliquie di San Vincenzo, la spazzatura di Napoli e i vostri acquisti più “pazzi” su eBay

→ D@di per Geekissimo.com

Avete mai acquistato un oggetto particolarmente strano su eBay? La domanda potrebbe sembrare abbastanza banale, ma leggendo certe notizie probabilmente non lo è. L’Osservatorio di Telefono Antiplagio ha infatti denunciato al Vaticano il grosso commercio (illegale, ovviamente) di tutta una serie di reliquie dei santi (dalle ciocche di capelli di Santa Teresa di Gesù Bambino a un brandello della tunica di Santa Rita da Cascia, da un frammento osseo di Padre Pio al “Kit Sant’Ignazio”).

Non stiamo parlando di “falsi” (che pure ce ne sono tanti), ma di un vero giro d’affari illegale di reliquie trafugate da chiese sperdute, tombe o siti archeologici. I vertici di eBay assicurano di essere a conoscenza del problema e di aver allestito “una task-force di esperti per bloccare questo commercio”. Anche se, almeno questa mattina, scrivendo “reliquie” nel campo di ricerca si continua a trovare davvero di tutto.

Ovviamente non sono solo le reliquie ad essere oggetti molto gettonati su eBay. Che dire della spazzatura napoletana, messa in vendita da un “buontempone” per portare nel mondo intero (come se ce ne fosse bisogno) il problema rifiuti in Campania? E che dire – ancora – di quelli che vendono bottiglie con l’aria di Roma o di Venezia, o di quelli che scrivono su un foglietto di donare la propria anima in cambio di quache Euro?

Tutti oggetti che apparentemente nessuno comprerebbe. E invece vengono comprati, e come!. Per questo arrivo alla mia domanda: avete mai comprato oggetti molto particolari su eBay o su altri siti di compravendita online? E quali sono gli oggetti più strani nei quali vi siete imbattuti? Fatemi sapere nei commenti che poi stiliamo una bella classifica delle migliori stranezze. Intanto mi vado a ordinare un bel “Kit Sant’Ignazio”.

Arricchirsi con un dominio internet. A Los Angeles la grande asta mondiale

In California la più grande fiera di compravendita di nomi di siti Web. L’indirizzo più pagato? www. porn. net, costato 400mila dollari

ROMA – Se la crisi dei mutui americani continua a farsi sentire minacciando l’economia di tutto il mondo, le centinaia di persone che hanno partecipato martedì e mercoledì scorsi al “DomainFest” di Los Angeles proprio non dovranno preoccuparsi di tassi d’interesse o imposte sugli immobili. Gli indirizzi che hanno acquistato all’asta, infatti, rischiano di trasformarsi in una vera miniera d’oro e in centinaia di dollari al giorno di guadagni pubblicitari: si tratta, infatti, di indirizzi internet.

Il “DomainFest” non è altro che un raduno mondiale di esperti del settore e, ovviamente, anche di privati cittadini con qualche soldo da investire, che discutono di economia e strategie di vendita, ma che soprattutto mettono mano al portafogli scambiando siti a centinaia di migliaia di dollari alla volta. Le aste si sono susseguite per tutta la giornata di martedì e mercoledì, con centinaia di uomini d’affari e esperti del settore che, dati e previsioni alla mano, hanno cercato di prevedere quali fossero i domini più convenienti da acquistare.

Il sito più ambito e più pagato? È “Porn.net”, venduto per 400mila dollari (l’equivalente di 276mila euro). A seguire, “Bookmarks.com” (“bookmark” in inglese significa “segnalibro” e con la stessa parola s’identifica la funzione presente nei browser per “appuntarsi” le pagine Web interessanti o di maggiore consultazione), venduto per 300mila dollari. A seguire anche “Alimony.com” (che significa “alimenti”, nel senso legale del termine, ed è un sito che dà consigli sulle pratiche di divorzio) per 75mila dollari, “Butcher.com” (che significa “macellaio”, ed è un sito attualmente non ancora costruito ma evidentemente con grandi potenzialità) per 50mila dollari e, infine, “Satinpanties.com” (che suona un po’ come “mutande di raso”) venduto per 10mila dollari. Tra gli altri domini strapagati, anche “Dude.com”, “Natural.com”, “Authorize.com”, “Face.com”, “Checkout.com”, “Porn.net”, “Neighborhood.com” e “NewYork.net”.

Gli intervenuti, che sono arrivati a pagare anche la bellezza di 995 dollari (l’equivalente di 690 euro) per partecipare a tutte le giornate della conferenza, hanno avuto anche l’occasione di poter assistere a una lezione di Frank Shilling, guru dell’acquisto di domini internet. Un uomo che ha iniziato a collezionare indirizzi Web quasi per gioco e ora ne ha accumulati oltre trecentomila, valutati in più di cento milioni di dollari. Una storia, la sua, che affascina molti tra ingegneri, manager, consulenti e altri “esperti del settore” che vorrebbero tentare la fortuna attraverso la compravendita di domini: si dice che Shilling lavori nella veranda della propria casa alle Cayman Islands con davanti il mar dei Caraibi e al lato uno dei più grandi televisori del mondo.

Ma come si fa a diventare un esperto in compravendita di domini? Le basi del mestiere non sono cambiate. Basta avere un po’ di fantasia nel comporre nomi o fiutare l’affare, pensando ad esempio a un prodotto nuovo di un’azienda. Poi, con pochi euro, basta registrare il dominio, creare un sito anche molto rudimentale e metterci sopra la pubblicità. Se siamo fortunati, qualche azienda interessata all’acquisto ci contatterà per trovare un eventuale accordo; se, invece, siamo meno fortunati, possiamo comunque sfruttare i proventi della pubblicità e dei navigatori che capiteranno “per caso”, grazie ai motori di ricerca, sul nostro dominio.

Ci sono, inoltre, due teorie contrapposte su come guadagnare da un dominio internet e renderlo più “appetitoso”: la prima è quella di utilizzare al meglio il sito, curandolo, inserendoci oltre alla pubblicità tanto materiale, video e informazioni: gli utenti saranno attratti dalle informazioni e accorreranno in massa. L’altro, invece, è quello di lasciare il sito completamente vuoto mettendo una grande pubblicità al centro della pagina. Gli utenti capitati sul sito, così, non potranno fare altro che fare click proprio sulla pubblicità, facendoci guadagnare qualche soldino. Ovviamente, più il dominio è costituito da una parola comune, più saranno le possibilità di guadagno o di vendita.

Un’altra pratica largamente utilizzata, e altrettanto condannata, è quella dell'”assaggio del dominio”. Secondo la legge, le aziende che offrono servizi di registrazione di nuovi domini devono dare all’utente cinque giorni di tempo per ripensarci (in fase di registrazione, ad esempio, potrebbero verificarsi degli errori di ortografia). Così, trafficanti di domini senza scrupoli approfittano di questa clausola per registrare ogni giorno decine e decine di siti inserendo al loro interno semplicemente un banner pubblicitario; dopodiché analizzano il tipo di guadagno che riescono ad ottenere in quei cinque giorni e alla fine rimandano indietro i domini che non soddisfano il loro interesse, mantenendo ovviamente i più remunerativi. Addirittura, secondo una statistica dell’Icann, l’ente internazionale che ha l’incarico della gestione della Rete, nel 2006 circa il 90 per cento dei domini registrati ogni giorno era di questa natura.

Ma quali sono i siti che storicamente hanno fruttato di più? Ovviamente “Sex.com”, venduto per più di dodici milioni di dollari (l’equivalente di 8,2 milioni di euro) nel 2006. A seguire “Porn.com”, venduto lo scorso anno per 9 milioni di dollari, e ancora Beer.com, Diamond.com e Business.com, scambiati per 7 milioni di dollari.

Italia.it, cronaca di una morte annunciata

“A ottobre il ministro per i Beni Culturali con delega al Turismo Francesco Rutelli disse che il portale non era più funzionale. Noi di conseguenza abbiamo deciso di procedere ad un momento di ripensamento. Il contratto che era stato siglato con una società di cui l’Ibm era la capofila, era valido fino al 31 dicembre. Dal 1 gennaio abbiamo attivato le procedure di chiusura. Ora si dovrà decidere come procedere”.

È affidata a questo scarno comunicato del capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica, Ciro Esposito, la voce ufficiale del Governo, che dopo alcuni giorni in cui si rincorrevano voci contrarie, ha ufficializzato che il portale Italia.it, presentato l’anno scorso in pompa magna dal vicepresidente del Consiglio Rutelli e che doveva essere la vetrina turistica del nostro paese nel mondo, è stato chiuso. Un comunicato che arriva dopo i tentativi di numerosi giornalisti e blogger di capirne di più. Noi stessi abbiamo contattato il ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la presidenza del Consiglio nonché il ministero per le Riforme e le Innovazioni nella P.A., ricevendo risposte discordanti.

Secondo le ultime indiscrezioni, dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne sono stati spesi circa 7 per la costruzione e la gestione. E ora? Che ne sarà dei soldi dei cittadini? “Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro – ha spiegato ancora Esposito – ma bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore”. Staremo a vedere. Intanto continuano le polemiche su siti e blog, che parlano di vero e proprio ennesimo “scandalo all’italiana”. Il portale, lo ricordate sicuramente, non ha mai goduto di grande fama all’interno della comunità internettiana: già dai primi giorni fu molto criticato, in particolare per una struttura vulnerabile, non compatibile con molti standard di accessibilità del Web, troppo pesante e poco intuitiva.

Il 25 ottobre l’ultimo passo prima della chiusura, quando Francesco Rutelli aveva spiegato che “Italia.it non è salvabile”, spiegando di aver cercato di fare di tutto per evitare di staccare la spina, nonostante una dote finanziaria di molto superiore agli effettivi bisogni. In effetti neanche l’interesse degli utenti aveva mai premiato il portale, che nel maggio dell’anno scorso era ancora oltre il duemilacinquecentesimo posto nella classifica del Web italiano, e oltre il 579.000° posto in quella degli Stati Uniti. Attualmente il portale, irraggiungibile, è ancora disponibile nella cache di Google, ed esce tra i primi risultati se con Google cerchiamo “Italia”, “Italia turismo”, “Turismo”, “Italia.it” e così via.

Calcolare facilmente costi e commissioni di PayPal

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Utile, a mio avviso, per evitare ogni giorno login e controlli sul sito Web di AdSense.

Diventare ricchi con SecondLife

Inchiesta di Business Week sui paperoni del mondo virtuale
Abbigliamento, consulenze e edilizia i settori più remunerativi

Diventare ricchi con Second Life
i milionari si sono quadruplicati

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Per molti è solo un gioco, una seconda vita parallela e virtuale con cui passare qualche ora di tempo libero. Per altri, invece, è diventato un vero e proprio lavoro, molto più remunerativo di quello reale. Stiamo parlando di Second Life, il mondo virtuale che conta quasi sei milioni di utenti iscritti e due milioni che “giocano” regolarmente. Ebbene, secondo un’inchiesta di Business Week si sono quadruplicati i residenti che, grazie all’inventiva e a un irrilevante investimento economico iniziale, sono arrivati a guadagnare più di cinquemila dollari americani (reali) al mese, lasciando, nella maggior parte dei casi, il lavoro reale.

L’economia virtuale. Il funzionamento del gioco è molto semplice: ci si iscrive gratuitamente, si scarica un software (per Windows o Mac e in versione alpha anche per Linux) con cui collegarsi al mondo virtuale, si sceglie un nome e un cognome, si crea il proprio avatar (cioè la rappresentazione grafica) e si può iniziare a girare per questa terra costituita da enormi isole e piena di negozi, ristoranti, attività commerciali, aree per adulti. Il mondo di Second Life ha un’economia integrata, “studiata – spiegano gli ideatori – per premiare il rischio e l’innovazione”. La moneta di scambio è il Linden Dollar ed esiste un vero e proprio sistema di cambiavalute: per un dollaro americano si ottengono circa 300 Linden Dollars. In una giornata tipo vengono scambiati circa due milioni di dollari statunitensi.

Tipi di lavoro. Trovare un lavoro veramente remunerativo in Second Life all’inizio può sembrare un’operazione alquanto complessa. Quando si comincia, infatti, i (pochi) soldi si guadagnano solamente scommettendo nei casino oppure ballando nei locali o, al limite, prostituendosi. Poi, piano piano e soprattutto con le amicizie giuste, ci si può imbattere in lavori più remunerativi come hostess, commessi, organizzatori di eventi o baristi per circa 10 dollari l’ora. Per sfondare, però, c’è bisogno di ben altro: la maggior parte dei paperoni di Second Life, infatti, è costituita da persone che hanno creato un’attività in proprio come stilisti e creatori di vestiti, costruttori di oggetti, consulenti, venditori di appezzamenti di terra.

I “paperoni”. Il primo milionario della storia di Second Life è una donna, Anshe Chung (nome virtuale Ailin Graef), conosciuta da tutti come il Rockfeller di Second Life: con un investimento iniziale di soli 9,95 dollari ha acquistato oltre 400 lotti di terra rivendendoli tra i 1.200 e i 1.600 dollari (reali) l’uno. Al secondo posto troviamo Philip Rosedale (in Second Life, Philip Linden), uno dei creatori del gioco, che all’inizio è stato la controparte di Ailin Graef, con cui negoziava la vendita di grandi appezzamenti di terra. Ha guadagnato, insieme alla sua compagnia, oltre 19 milioni di dollari.

Non solo venditori e compratori di terra, però. Reuben Steiger, nome in codice Reuben Millionsofus, ha addirittura lanciato una propria azienda virtuale, la Millionsofus. Il suo lavoro è quello di consulente di marketing per grossi clienti. Ogni giorno qualche importante azienda o qualche politico apre un proprio quartier generale in Second Life, per farsi pubblicità. Ebbene, aiutare le aziende a interfacciarsi con questo nuovo mondo sembra essere il lavoro in assoluto più remunerativo: Steiger ha stretto accordi con nomi di primissimo piano come Microsoft, Toyota, Coca-Cola e Warner Bros, per fare alcuni esempi. Solo nel 2007 prevede di guadagnare sei milioni di dollari. Sulla stessa scia anche Sibley Verbeck (nickname Sibley Hartor), fondatore della Electric Sheep Co. che dà lavoro a 55 dipendenti: oltre alla consulenza, la sua azienda disegna anche palazzi e avatar per grandi società come Aol-Time Warner, Reuters, Cbs, Sony. Per ogni lavoro la fattura si aggira intorno ai 15mila dollari. Stessa cosa per Alyssa LaRoche (Aimee Weber) che ha iniziato disegnando vestiti e organizzando feste. Con la sua azienda, Aimee Weber Studio, ha creato una marca di abbigliamento, Preen, e viene pagata dalle aziende dai 30mila ai 100mila dollari.

Non poteva mancare, lo dicevamo, il settore del divertimento per adulti. Qui troviamo Kevin Alderman (conosciuto in rete col nome di Stroker Serpentine), che ha avuto l’idea, alcuni anni fa, di ricostruire nel mondo virtuale il quartiere a luci rosse di Amsterdam. Ebbene, con un’astuta mossa l’ha rivenduto su eBay per 50mila dollari (non virtuali!).