Italiano ucciso a Lloret de Mar, arrestati tre ceceni

Sarebbero stati stati tre giovani ceceni ad uccidere Niccolò Ciatti, il ragazzi di Scandicci pestato a morte in un locale di Lloret de Mar, vicino Barcellona

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In Spagna Robin e il Messenger aiutano i giovani a parlare di sesso, droga e alcol

→ D@di per Geekissimo.com

In Spagna è stata lanciata un’interessante iniziativa congiunta governo-Microsoft per parlare ai ragazzi più giovani e ascoltare le loro problematiche in tema di sesso, alcol e droga. L’iniziativa è rivolta proprio a parlare la stessa lingua di ragazzi e ragazze, senza pregiudizi né vergogne, attraverso l’uso della chat, e in particolare di Msn Messenger. Dall’altra parte della chat, un robot, chiamato Robin, che riconosce le domande dei ragazzi (o almeno ci prova) e fornisce loro delle risposte.

Utilizzare il servizio è molto semplice (ma, ovviamente, bisogna conoscere lo spagnolo): basta inserire tra i propri contatti l’indirizzo di Robin (robin@msc.es) e subito si potrà iniziare a interagire con lui. Il robot è stato programmato per parlare di diversi argomenti delicati, dalla contraccezione alla prevenzione dell’Aids, dall’interruzione di gravidanza alla “pillola del giorno dopo” fino all’assunzione di alcol e droghe.

Purtroppo alcune prove effettuate da giornalisti e blogger denotano ancora una certa difficoltà di Robin a rispondere a delle domande che normalmente potrebbero essere poste da ragazzi tra i 12 e i 17 anni, tra cui quelle sulla masturbazione, sull’omosessualità, sulla “prima volta”, sul sesso anale. Ma probabilmente è solo questione di tempo, e il robot (e, ovviamente, il team di esperti tecnici-psicologi che gli stanno dietro) imparerà presto a rispondere anche a queste domande.

Cosa ve ne sembra dell’iniziativa? Sicuramente, se messa in funzione come si deve, si tratta di un ottimo strumento per riuscire a parlare con i ragazzi di problemi che li riguardano molto da vicino, senza ovviamente metterli in imbarazzo e con la riservatezza che la rete e la chat offrono. Mi rivolgo ai genitori: voi incoraggereste i vostri figli a utilizzare questo servizio? Oppure non vi fidereste delle risposte che potrebbero ottenere?

Un dominio .es gratis per ogni ragazzo spagnolo

A partire dal 15 gennaio, tutti i ragazzi spagnoli sotto ai trent’anni che ne faranno richiesta potranno avere, gratuitamente, un dominio .es. Avete capito bene: accade in Spagna, dove il Consiglio dei Ministri ha approvato un programma, chiamato “Jóvenes en Red”, giovani in rete appunto, che costerà circa tre milioni di Euro per il 2008, e poi un milione di Euro per gli anni successivi.

Il programma prevede, oltre alla registrazione del dominio, anche un serie di strumenti per creare il proprio sito o il proprio blog per un anno. Quindi pagine Web, album di foto, posta elettronica e anche a disposizione un nuovo social-network. Ovviamente, ogni ragazzo potrà registrare un solo dominio. L’iniziativa fa parte di un programma molto innovativo che tende a dare maggiore impulso, a partire proprio dai minori di trent’anni, alla società dell’informazione.

Il Consiglio dei Ministri spagnolo, inoltre, ha approvato la creazione di un’”Oficina de Seguridad del Internauta”, un ufficio di sicurezza dell’internauta, che gratuitamente darà informazioni e consigli sulla sicurezza in rete e su come comportarsi davanti a determinati pericoli. Credo che l’iniziativa del governo spagnolo sia davvero importante, e sicuramente – a mio parere – riuscirà a far nascere nei più giovani una consapevolezza dell’importanza del Web.

Il dominio gratuito e un social network controllato e creato appositamente sono sicuramente un modo molto intelligente, a mio parere, per insegnare ai ragazzi come utilizzare al meglio la rete e quali sono, invece, i pericoli dai quali è meglio stare lontani. In un articolo del Times di Londra di sabato 22, molto discusso in questi ultimi giorni, si legge che la Spagna ha superato di gran lunga l’Italia in quanto a innovazione ed economia. Mi sa che hanno ragione. Forse lo sconto per acquistare il computer che danno da noi ai liceali non basta più.

Malaga, processioni in tempo reale col Gps

In Spagna, si sa, la Settimana Santa è molto sentita da tutta la popolazione, con numerose processioni che attraversano le città. A Malaga quest’anno, però, sarà introdotta una novità tecnologica: all’interno di ogni processione uno dei confratelli avrà con sé un apparecchietto Gps.

Tutti gli interessati, ha spiegato il sindaco di Malaga, Francisco de la Torre, potranno così visualizzare sul sito del Comune e dell’azienda di trasporto pubblico una cartina sulla quale saranno pubblicate le posizioni in tempo reale di ogni processione di ogni confraternita. L’idea, spiegano, è venuta per venire incontro alle difficoltà di coloro che vogliono raggiungere una determinata processione ma non sanno esattamente dove si trovi.

L’iniziativa è patrocinata dal comune di Malaga, dall’Unione della confraternite della Settimana Santa di Malaga e dalla locale Azienda di trasporto pubblico. A quando anche, ad esempio, a Taranto, che ha delle processioni simili?

Sabato sera senza rischi? Basta usare il "Durmibus"


Si chiama “Durmibus” ed è stato progettato dagli studenti del Politecnico della Catalogna. Ha capsule per dormire, wc, doccia e “alti standard abitativi”

Dalla Spagna un bus per dormire
dedicato al nomadismo urbano

Il bus può essere utlizzato anche ad evitare le stragi dovute alla guida in stato di ebbrezza o ad accogliere i sopravvissuti di un disastro

di DANIELE SEMERARO

MADRID – Come evitare le stragi del sabato sera o accogliere i sopravvissuti di un disastro naturale? Gli studenti dell’Universitat Politècnica de Catalunya hanno avuto una singolare idea: quella di progettare un autobus, battezzato “Durmibus”, “dedicato a tutti quelli che vivono e praticano il nomadismo contemporaneo”.

Creato insieme agli architetti Veronica Santos Costa, Irving de la Rosa, Patricia Cocco e Beth Gali, l’autobus è costituito, al suo interno, da piccole capsule, del tutto simili ai micro-alloggi giapponesi, grandi come un loculo, in cui è possibile entrare solo per dormire, in uso nelle megalopoli del Sol Levante.

Le piccole capsule (ogni “Durmibus” ne contiene 22) permettono di riposare “comodamente” mentre l’autobus è in movimento. Non è tutto, perché, a detta degli studenti, assicurano buone condizioni di abitabilità: ognuna ha, infatti, un sistema di climatizzazione e illuminazione indipendente. Il bus, poi, ha un sistema di ventilazione e di isolamento acustico rispetto ai rumori esterni, con alti standard di pulizia e privacy. Al suo interno anche doccia, wc e uno spazio per guardare la tv o bere un caffè. Il mezzo, specificano gli studenti, può essere costruito sia partendo da pullman nuovi che da autobus pubblici non più in uso.

“Durmibus” può costituire un alloggio di fortuna (ed essere utilizzato, ad esempio, in aeroporti per accogliere i passeggeri di voli cancellati, o fuori dalle discoteche) ma si rivolge anche a chi pratica il “nomadismo estremo”: “Abitare in movimento – spiegano i progettisti – è un’opportunità che apre a una nuovo modo di vivere la città e si adatta a necessità e problematiche del nostro tempo attraverso l’applicazione e la riutilizzazione dei mezzi tecnologici attuali. La virtù di questa proposta – raccontano – sta nel fatto che ‘Durmibus’ non è un elemento statico: migra nella città, diviene movimento”.

(25 aprile 2006)

(Nella foto: l’interno di “Durmibus”)

Márquez in crisi: "Non scrivo più, ho perduto l'ispirazione"


Il Nobel dopo diversi anni accetta un’intervista e rompe il silenzio: “Non ho più ispirazione, e la gente si accorge se non ci metti l’anima”

García Márquez si confessa
“Sono in crisi, non scrivo più”

di DANIELE SEMERARO

MADRID – “Nel 2005 ho smesso di scrivere”, non per rinuncia ma per mancata ispirazione. Così Gabriel García Márquez, premio nobel per la Letteratura nel 1982, spiega al magazine del quotidiano spagnolo “La Vanguardia”, in edicola domani, il suo lungo silenzio.

“Il 2005 è stato il primo anno della mia vita in cui non ho scritto una sola riga”, ammette lo scrittore colombiano, che per la prima volta dopo molto tempo ha fatto un’eccezione alla sua politica di non rilasciare interviste.

Durante la lunga chiacchierata, l’autore di “Cent’anni di solitudine” confessa anche alcuni suoi problemi personali, tra i quali il difficile rapporto con il computer. Poi si dice molto felice di aver avuto la possibilità di scroprire i piaceri di una pausa creativa.

Parlando, poi, della sua casa a Città del Messico, Marquez ammette di non escludere che l’ispirazione possa tornare, anche se si dice pessimista al riguardo. “Con la pratica che ho potrei scrivere un nuovo romanzo senza problemi – ammette – però la gente si accorge se non ci hai messo l’anima”.

Gabo (così è chiamato in Spagna García Márquez) è considerato il padre del realismo magico. Tra le sue opere più famose, oltre a “Cent’anni di solitudine”, “L’autunno del patriarca” e “Cronache di una morte annunciata”, anche l’ultimo libro, “Memoria de mis putas tristes”, del 2004.

(25 gennaio 2006)

(Nella foto: Gabriel García Márquez)