Navigare senza filtri per un mese? Si ricevono oltre 5mila e-mail di spam. Che per la maggior parte vengono da Usa, Brasile e Italia!

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Surfare in internet senza protezione porta l’utente medio a ricevere circa 70 messaggi di posta indesiderata al giorno. È quanto emerge da un interessante studio svolto da McAfee, una delle più famose società di antivirus, che ha creato un panel di cinquanta persone da tutto il mondo che, per un periodo di tempo di un mese, ha navigato in internet senza filtri. E i risultati non sono per niente incoraggianti: basti pensare che un partecipante ha ricevuto ben 5.414 e-mail di spam durante il mese di prova.

Il test ha anche permesso agli esperti di determinare quali sono i paesi del mondo dai quali parte più spazzatura elettronica. E a sorpresa, il nostro paese è al terzo posto nel mondo (con poco più di 15mila e-mail ricevute dai tester); al primo posto gli Stati Uniti (con oltre 23mila e-mail di spam), mentre la medaglia d’argento spetta al Brasile (di poco sopra l’Italia). Tra i grandi paesi del mondo che inviano meno spam, invece, c’è la Germania, con “soli” 2.331 messaggi. I risultati, si legge, mostrano che lo spam non sta per niente calando, anzi continua ad aumentare in maniera esponenziale.

“Molti dei nostri partecipanti – ha spiegato Guy Roberts, direttore dei laboratori McAfee in Europa, alla Bbc – hanno notato che i loro computer hanno iniziato a rallentare le prestazioni. Questo significa che mentre loro navigavano, capitava molto spesso che si installassero, a loro insaputa, malware”. Lo spam, inoltre, sta diventando sempre più una vera e propria minaccia, considerato che l’8 per cento delle mail ricevute conteneva in sé tentativi di phishing. Per quanto riguarda, ancora, il tipo di pubblicità ricevuta, si parte dai prodotti finanziari (come i prestiti), la cura del corpo e le medicine (vedi, Viagra), servizi per adulti, promesse di software gratis, e così via.

Tutti ovviamente penserete: la ricerca è stata fatta da McAfee che è, tra l’altro, un costruttore di software per la sicurezza informatica. Per questo, ovviamente, dobbiamo prendere con le molle questi dati. In ogni caso è difficile che una società così importante possa permettersi di falsificare di tanto i risultati delle proprie inchieste; per questo è importante ribadire: utilizzate sistemi operativi e browser sicuri e, se utilizzate Windows, soprattutto software (come antivirus, antispyware, antispam, firewall) che vi aiutino a difendervi da questa brutta piaga.

“Re della spazzatura” condannato a sei milioni di dollari di multa per aver inviato “solo” 100 milioni di messaggi spam al giorno su MySpace

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E che saranno mai cento milioni di messaggi di spam al giorno? È più o meno questa la versione del “re della spazzatura” (così è stato soprannominato) Scott Richter di Westminster in Colorado (Stati Uniti), che è stato condannato a pagare sei milioni di dollari (tra danni e spese legali) per aver “spammato” miliardi di messaggi a ignari utenti MySpace. In particolare, l’uomo dovrà dare 4,8 milioni di dollari (pari a tre milioni di euro) a MySpace, mentre le spese legali ammontano a 1,2 milioni di dollari (770mila euro).

Richter è stato denunciato da MySpace nel gennaio del 2007, con l’accusa di aver inviato dal proprio computer cento milioni di messaggi indesiderati al giorno; i messaggi, iniziati a circolare nel 2006, sponsorizzavano un sito Web chiamato Consumerpromotionscenter.com, ed erano inviati da normali account del social network, le cui credenziali d’accesso (username&password) erano stati ricavate attraverso operazioni di phishing su larga scala.

“Rispettiamo la decisione della corte”, ha spiegato Richter, aggiungendo poi che lui e la società per cui lavora (Media Breakaway) sono comunque sollevati dalla condanna, in quando la cifra da pagare è di gran lunga minore a quella chiesta dall’accusa lo scorso anno. Richter ha anche aggiunto che non intende appellarsi alla decisione del giudice. Non è la prima volta, tra l’altro, che Media Breakaway è condannata a pagare milioni di dollari per un caso del genere: nel 2005 (la società si chiamava Optinrealbig.com) erano stati condannati al pagamento di sette milioni di dollari per risarcire Microsoft in un caso del tutto analogo.

Media Breakaway non ha voluto ovviamente commentare, ma (incredibile!) ha spiegato che si è sempre avvalsa di avvocati per essere sicura di agire in modo legale (ma come, estorcere col phishing username e password a ignari utenti è legale???). Soddisfatti, ovviamente, a MySpace, secondo cui la sentenza conferma l’approccio del social network a combattere con decisione i fenomeni criminosi che avvengono sulle proprie pagine: “Continueremo a fare la nostra parte – si legge in un comunicato – per migliorare internet e fare pulizia di questi brutti fenomeni”.

Come nascondere (agli spammer) il proprio indirizzo e-mail con “The Enkoder”

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A volte capita di voler inserire, sul proprio sito o sul proprio blog, un indirizzo e-mail per essere contattati. Ma come sappiamo bene, inserire il link o comunque anche il solo indirizzo di posta elettronica sul Web espone lo stesso ad essere condannato a una marea di spam per gli anni a venire.

Ci sono molti metodi per “postare” su internet il proprio indirizzo e-mail senza incorrere in questo particolare problema, e oggi vi parliamo di uno di questi metodi, chiamato “The Enkoder”. Si tratta di un servizio Web composto da un form all’interno del quale dobbiamo inserire il nostro indirizzo di posta elettronica e il testo a cui questo indirizzo deve essere linkato (come ad esempio “Fai click qui per mandarmi una mail”).

Il sito, dopo pochi istanti, ci offrirà gratuitamente un codice JavaScript da inserire direttamente all’interno della nostra pagina Web, che contiene all’interno il nostro indirizzo e-mail crittografato, in modo da essere interpretato solo dai browser e non dai bot utilizzati dagli spammer per scandagliare la rete in cerca di indirizzi mail.

Tra l’altro, è disponibile anche una versione desktop per Mac Os X del servizio, scaricabile gratuitamente a partire da qui.

Gmail può comportarsi come un enorme server spam

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Ancora problemi di sicurezza per Gmail: sembra, infatti, che il pluripremiato servizio di posta elettronica di Google si possa comportare come un enorme server di trasmissione di messaggi di spam. Perché? È presto detto: molti sistemi di posta elettronica (primi tra tutti, Yahoo! e Hotmail) riconoscono tutti i messaggi in arrivo da caselle @gmail.com come messaggi “genuini”, e quindi non applicano i filtri antispam.

Ma non è l’unica notizia: a causa di un buco di sicurezza all’interno dei server Smtp di Gmail, è possibile inviare un numero illimitato di messaggi evitando di dover sottostare al limite di 500 destinatari e a controlli di sicurezza e genuinità sulle mail in partenza.

In questo modo, spammer senza scrupoli hanno bisogno solamente di una casella e-mail @gmail.com per trasformarla in una grande “spam-machine”.

Attualmente non è chiaro se questi metodi siano già stati utilizzati: se risolvere il problema degli indirizzi mail @gmail.com in whitelist nei principali servizi di posta elettronica è abbastanza semplice, i ricercatori che hanno fatto la scoperta hanno comunque spiegato che non è semplicissimo bypassare i sistemi di sicurezza Smtp di Gmail; quindi probabilmente il problema verrà risolto prima che una grande massa di spammer inizi a sfruttare il baco.

I (primi) 15 anni del termine “spam”

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Non tutti gli anniversari sono belli da ricordare, e quello di cui parliamo oggi ricade certamente in questa categoria. Stiamo parlando del termine“spam”, la posta elettronica indesiderata, che in questi giorni sta compiendo quindici anni di “onorata” attività. Il termine sembra sia stato coniato da Joel Furr, amministratore di un gruppo di discussione Usenet per riferirsi, appunto, a un messaggio pubblicitario.

Il primo vero e proprio messaggio di spam (quando ancora non si chiamava spam) è stato inviato, però, nel 1978 da un rappresentante marketing di un’azienda di computer a tutti gli utenti Arpanet della West Coast Usa. Nella mail si invitavano gli utenti a partecipare a un “open day” durante il quale l’azienda avrebbe mostrato i propri prodotti. Da quel momento, e soprattutto da qualche anno a questa parte, il trend è salito esponenzialmente, tanto che ad oggi sembra che circa il 90 per cento di tutti i messaggi e-mail scambiati ogni giorno (si tratta di miliardi di missive) faccia parte di questa categoria.

E basti pensare che circa 200 spammer sono esponsabili dell’80 per cento delle mail in circolazione! Una piaga che oltre a infastidire l’utente finale, blocca mail server, rallenta le reti, infetta computer di milioni di persone con virus, facendo diventare centinaia di utenti internet degli utenti delusi dal mezzo. Un mezzo meraviglioso, che permette alle persone di mettersi in contatto tra loro da un lato all’altro del globo, che però deve sopportare un problema di fronte al quale, al momento, non c’è soluzione.

Basti pensare che fino a poco tempo fa i messaggi e-mail provenivano prevalentemente da persone di cui ci si poteva fidare; ora con i furti di personalità non ci si può fidare nemmeno della propria casella di posta. E nel futuro, cosa dobbiamo attenderci? Secondo gli esperti non ci sono dubbi: è irrealistico pensare di bloccare del tutto lo spam perché la tecnologia antispam avanza, ma purtroppo avanza anche la tecnologia che permette di “fregare” gli antispam.

Condannato a 9 anni di prigione il super-spammatore mondiale

→ D@di per Geekissimo.com

La notizia sta facendo, piano piano, il giro del mondo. La Corte Suprema della Virginia, negli Stati Uniti, ha condannato a nove anni di carcere Jeremy Jaynes, accusato di aver mandato milioni di messaggi di posta indesiderata ad altrettanti ignari utenti internet. Una sentenza che, sicuramente, entrerà nella storia della Rete.

La vicenda, tra ricorsi e carte bollate, va avanti già dal 2003, anno del primo arresto di Jaynes. L’accusa ha presentato la prova di 53mila messaggi e-mail illegali inviati in soli tre giorni, ma tra luglio e agosto del 2003 pare che l’uomo abbia mandato un milione di messaggi spam al giorno. La difesa, invece, ha basato le sue argomentazioni sul fatto che le leggi anti-spam emanate ultimamente negli Stati Uniti violerebbero i diritti del primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, quando si tratta di anonimato.

La corte, però, ha rigettato quest’ipotesi, considerato che l’uomo utilizzava degli indirizzi e-mail fasulli e, quindi, era impossibile da contattare per chiedergli una cancellazione del proprio indirizzo dal suo database; inoltre, i prodotti pubblicizzati fanno decadere i diritti del primo emendamento sulla libertà di espressione. Il processo si è tenuto in Virginia, proprio perché lì risiedono alcuni server di posta di Aol attraverso i quali sono passati questi messaggi. Il “Computer Crimes Act” della Virgnia proibisce “la trasmissione anonima di posta indesiderata o pubblicitaria, incluso quella contenente messaggi politici e religiosi”.

Secondo molti commentatori si tratta, però, di una decisione molto dura, soprattutto perché la legge esiste solo in alcuni stati degli Usa (come a dire, se vivi fuori dagli Usa puoi spammare liberamente). A mio giudizio, non so cosa ne pensate voi, forse nove anni di carcere sono un po’ eccessivi, ma se i tribunali di tutto il mondo cominciassero a prendere provvedimenti severi contro gli spammer, allora ci libereremmo molto presto di questa brutta piaga che colpisce, indistintamente, le nostre caselle e-mail.

Il filtro antispam di Gmail inizia a fare cilecca?

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A porsi la domanda sono i colleghi di Mashable, secondo cui nell’ultimo periodo i potentissimi filtri antispam di Gmail starebbero iniziando a perdere colpi. E in effetti, almeno un paio di volte a settimana, sta capitando anche a me di trovarmi nella posta in arrivo (e non, quindi, nell’apposita casella dello Spam) pubblicità di medicine o e-mail di phishing provenienti da false banche.

Fino a poco tempo fa, in effetti, il filtro antispam non sbagliava un colpo. Adesso, invece, secondo Mashable addirittura ci sarebbero utenti che si sono trovati “dozzine” di messaggi di pubblicità non correttamente intercettati.

Ovviamente stiamo parlando di pochi messaggi, ma il dato è comunque allarmante. Mi piacerebbe conoscere qual è la vostra esperienza a riguardo: avete notato anche voi un abbassamento dei livelli di guardia?

Lo spam che si stampa da solo

→ D@di per Downloadblog.it

E se a un certo punto dalla vostra stampante uscisse come per magia una pubblicità? Non si tratta di fantascienza né di un brutto incubo. Può succedere realmente. Utilizzando una funzione presente praticamente in tutti i browser, una pagina Web può, da sola, lanciare una stampa su qualsiasi stampante presente sulla rete della “vittima”.

Teoricamente, quindi, la funzione potrebbe essere utilizzata da professionisti senza scrupoli dello spam per far stampare a tutte le stampanti collegate a una rete aziendale, ad esempio, volantini pubblicitari. Non è tutto: potenzialmente, è anche possibile sfruttare altre capacità degli apparecchi collegati alla rete, come ad esempio mandare un fax a un numero costosissimo, e così via.

A fare “la scoperta” è stato Aaron Weaver, capo della sicurezza di una società finanziaria americana, che ha pubblicato una ricerca chiamata “Cross site printing”. Ma come “ci infettiamo” (anche se non si tratta di un virus), e come possiamo difenderci?

Affinché un attacco del genere possa funzionare, spiega, la vittima deve aver visitato almeno una volta un sito “maligno” che invia un codice JavaScript al browser, che dialoga poi direttamente con la stampante. Gli attacchi colpiscono indifferentemente Internet Explorer e Firefox, e al momento sembra che gli funzionino solo sulle stampanti di rete, non su quelle direttamente collegate al Pc.

Al momento non sono stati ancora provati attacchi simili né esistono ancora soluzioni al problema, ma già il fatto di aver pubblicato una ricerca del genere, pensiamo noi, probabilmente convincerà gli addetti alla sicurezza che lavorano alla Microsoft come alla Mozilla come alla Apple o ad Opera, per citare i più famosi, a trovare soluzioni a questo problema, ma potrebbe anche dare idee nuove a spammer in cerca di fortuna. Non trovate?

Una statistica incredibile: lo spam interessa il 95% di tutte le e-mail in circolazione ogni giorno

Nel lontano 2001 lo spam, la posta elettronica indesiderata, era stimata nel cinque per cento di tutte le e-mail in circolazione. Sei anni dopo, nel 2007, rappresenta il 90-95 per cento di tutta la posta in circolazione. Il dato, incredibile e davvero allarmante, arriva da una ricerca di Barracuda Networks, che ha analizzato oltre un miliardo di messaggi e-mail.

Per quanto riguarda i numeri, il 65 per cento degli utenti riceve meno di dieci messaggi indesiderati al giorno, mentre solo il 13 per cento è “sommerso” da più di cinquanta messaggi al giorno. Stando ai dati della ricerca, inoltre, lo spam non solo è fastidioso, ma è considerato dai cittadini di tutto il mondo come la forma più fastidiosa di pubblicità (comparato al 31 per cento della pubblicità nella cassetta della posta della propria abitazione e al 12 per cento di chi si scaglia contro i venditori telefonici).

Sfortunatamente gli spammer continuano a far evolvere le proprie tattiche per battere i filtri. Nel 2006, ad esempio, c’è stato un grande incremento nello spam tramite immagini e “botnet” a discapito delle tecniche un po’ più vecchie come l’uso di allegati (come file Pdf) per non farsi beccare dai filtri.

Io personalmente ho diversi indirizzi e-mail, ma su quello principale (su Gmail, quindi con un filtro della posta indesiderata che funziona abbastanza bene e non riconosce due o tre mail di spam a settimana più o meno) ricevo un’ottantina di messaggi-spazzatura al giorno, pur cercando sempre di non dare l’indirizzo di posta a destra e a manca e di non iscrivermi a siti “di dubbia qualità”. Voi lettori di Geekissimo quanta posta indesiderata ricevete ogni giorno? E quali sono i vostri accorgimenti principali per evitare che questo numero cresca a dismisura? E, infine, quali sono i software o i servizi Web secondo voi migliori nel filtrare lo spam?

Lo spam che arriva… dagli Mp3

Daniele per Geekissimo.com

Ultimamente ci stiamo occupando spesso di spam, i tanto “odiati” messaggi di posta indesiderata che molto spesso invadono le nostre caselle di porta elettronica portando con sé, nei casi migliori, tanto fastidio, e nei casi peggiori anche una bella quantità di virus e spyware. E se i software per combattere lo spam stanno diventando sempre più sofisticati, anche coloro che stanno dietro a questi messaggi si adeguano, creando nuove forme di pubblicità occulta.

È il caso di questi ultimi giorni, in cui numerosissime persone stanno ricevendo messaggi di spam… audio. Si tratta di file Mp3 che vengono inviati come allegati alle mail di posta indesiderata. Aprendoli, si ascoltano (magari dalla voce suadente di una signorina) le stesse informazioni che si potrebbero leggere nei messaggi dello stesso tipo: guadagno facile, viagra, sesso, e così via.

I file vengono inviati con nomi fasulli (come ad esempio “bartsimpson.mp3″ oppure “justintimberlake.mp3″) che inducono all’apertura i meno esperti. Spesso questo nuovo tipo di posta indesiderata viene utilizzata per creare scompiglio in società quotate in borsa, che nella maggior parte dei casi non hanno autorizzato la “campagna pubblicitaria”. Alcune società, interpellate, hanno spiegato di aver tracciato le e-mail, e che la maggior parte di queste proviene dalla Russia.

Almeno al momento sembra difficile per i software antispam bloccare anche questo tipo di messaggi: sia il corpo del testo che i brani audio sono stati studiati apposta per non farsi riconoscere e risultano, sia all’occhio umano che a quello elettronico, delle vere e-mail con tanto di allegato Mp3. Io (e di spam purtroppo ne ricevo tantissimo) non ho ancora ricevuto un “mp3 spammatore”. E voi? In caso positivo fateci sapere, sarei molto curioso di ascoltarne uno.

Sommersi dallo spam?

Quante mail di pubblicità di Viagra o di finte Poste italiane ricevete ogni giorno? Io – purtroppo – in media una settantina. Avere più indirizzi può aiutare, ma spesso il proprio indirizzo (non si sa come…) anche se non lo si dà a nessuno e si presta molta attenzione dopo qualche mese finisce per essere in ogni caso attaccato.

Per ovviare al problema ci viene incontro un utile servizio, Contactify. Il funzionamento del servizio è molto semplice: si inserisce in un form la propria mail, si sceglie una password e automaticamente si ottiene un link. Quel link sarà il nostro indirizzo di posta elettronica da condividere su forum o da pubblicare su siti internet.

Chi vorrà scriverci dovrà solo cliccare sul link e verrà riportato a una pagina (sul sito di Contactfy) che conterrà un form con il quale sarà possibile inviarci la mail. Il tutto senza mai conoscere il nostro indirizzo privato.

Ecco lo spam all'italiana: più sesso che affari


Le esperienze dei lettori di Repubblica.it e alcuni consigli su come liberarsi
dai messaggi indesiderati che ogni giorno compaiono nella nostra posta

Dalle “casalinghe disperate” al Viagra
sesso e truffe nello spam degli italiani

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “Ciao sono Sonia. Sono stufa di fare la mogliettina casta e pura come vuole mio marito! Io non sono così, dentro di me arde un fuoco di passione che, da quando sono sposata, pian piano si sta affievolendo. Non voglio! Desidero un uomo che mi faccia ritrovare le vede emozioni che col matrimonio ho perso… ho pensato a te, ti prego contattami!”. Se ricevete un messaggio del genere, magari indirizzato proprio al vostro nome, non illudetevi. Si tratta, infatti, di uno degli ultimi ritrovati in materia di spam, la pubblicità spesso non richiesta che ogni giorno diciotto milioni di italiani, tanti sono nel nostro Paese i possessori di una casella e-mail, ricevono.

Dopo la classifica pubblicata da Aol, Repubblica.it ha chiesto ai lettori di segnalare i messaggi di spam più curiosi.

Sesso sempre al primo posto. Dai messaggi, corredati di fotografie che lasciano ben poco all’immaginazione, di giovani fanciulle che offrono i filmini delle proprie “acrobazie” a quelli di ragazzi che cercano di attirare la vittima di turno con consigli per fare impazzire a letto lui o lei. Ci scrive Diego, ad esempio: “Non riesco a liberarmi di e-mail che portano su siti porno assolutamente non richiesti. È un disastro”; poi c’è Francesco, che da anni cerca di rimuovere questi fastidiosi messaggi, senza riuscirci: “Quando sono a lavoro e mi capita di dover aprire la casella e-mail davanti a un mio superiore ho sempre paura che escano fuori messaggi erotici con conseguente brutta figura nei suoi confronti”. E poi non mancano i messaggi che invitano a sottoporsi a terapie per l’allungamento del pene o per il potenziamento dello stesso (ovviamente corredati da fotografie del “prima” e del “dopo”).

Le pillole. Ultima frontiera, segnalataci da numerosi lettori, è quella della vendita, da parte di società statunitensi, di pillole e medicinali spesso vietati nel nostro Paese. In cima alla lista figurano il Viagra, il Cialis, il Levitra (tutti farmaci che migliorano la potenza sessuale dell’uomo), ma anche aspirine, antibiotici, anticoncezionali, anticolesterolo, antidepressivi. Inutile dire che questi messaggi sono anche molto pericolosi, perché inducono all’acquisto di farmaci, che vengono venduti e consegnati entro pochi giorni, senza alcuna prescrizione medica.

Dagli investimenti finanziari alle lauree. Tra le altre categorie di spam, ci sono la vendita di azioni, di carte di credito, di orologi e gioielli di marca, di iscrizioni a lauree, master o dottorati online. Ma non mancano le truffe e l’uso improprio degli indirizzi e-mail dei propri conoscenti. Scrive Sergio: “Che ne dite dei filippini e dei nigeriani che hanno 13,8 milioni di dollari da far passare sul vostro conto corrente, facendovi guadagnare un milione di dollari?”. Oppure, scrive Edoardo: “Mi è pervenuta l’e-mail di un mio amico che mi invitava a vedere un filmato simpatico, e mi forniva anche un link. Io ho inutilmente provato ad aprire il file, senza riuscirci. Sento il mio amico e mi dice che lui non mi ha mandato nessun messaggio”. E in effetti, scrive Rita, i messaggi di spam sembrano mimetizzarsi sempre di più: “Usano come oggetto frasi ricorrenti nel mio lavoro o come mittente quello di un mio conoscente”.

Alcuni consigli per difendersi. Giuseppe da Lucca lancia un grido d’allarme: “Mi stanno stressando a duemila con lo spam. Mi era stato insegnato come liberarmene, ma ogni tentativo è stato inutile. Secondo me questa gente va messa in galera”.

I rimedi. Non è molto semplice riuscire a liberarsi di questa “spazzatura virtuale”. Si possono, però, seguire alcuni consigli. Innanzitutto bisognerebbe avere due indirizzi e-mail, uno “pulito”, da fornire solo ai propri conoscenti, per la corrispondenza personale o lavorativa, e uno, invece, da fornire su internet ogni volta che ci abboniamo a una newsletter o ci iscriviamo a un sito. E poi, soprattutto per chi controlla la posta attraverso un client (come Outlook, Thunderbird, Eudora), consigliamo di installare un software antispam: se ne trovano moltissimi in giro per la rete, sono quasi tutti gratuiti e filtrano i messaggi pubblicitari. Ultimo consiglio: cercare di evitare che il proprio indirizzo compaia su siti web. In rete, infatti, girano numerosissimi “spider”, cioè dei “ragnetti invisibili” sguinzagliati dalle agenzie pubblicitarie specializzate in spamming che scandagliano le pagine e inseriscono nel proprio database tutti gli indirizzi che trovano.

L’origine del termine “spam”. Il termine che ormai comunemente sta ad indicare un messaggio e-mail pubblicitario indesiderato sembra avere origine da un divertente sketch del Monty Python’s Flying Circus (una serie televisiva molto famosa in Inghilterra negli anni Settanta, che prendeva spesso di mira lo stile di vita “british”) ambientato in un ristorante in cui ogni cibo proposto dalla cameriera era a base di Spam, una marca di carne in scatola. Man mano che lo sketch avanza, l’insistenza della cameriera nel proporre piatti con Spam (uova e Spam, salsicce e Spam) si contrappone alla riluttanza degli avventori per questo tipo di carne. A questo indirizzo (http://www.spamterminator.it/orig_en.asp) è possibile ascoltare e leggere, in italiano e in inglese, un estratto dello sketch.

(29 dicembre 2005)

(Nella foto: Una scatoletta di carne “Spam”)