Follini Mondiale

Un Follini ma Vero molto particolare quello che ospita questo numero de lo Stivale Bucato: è dedicato, infatti, alle curiosità dei Mondiali 2010: dagli stregoni ai wc preriscaldati di Maradona, dalle nazionali più antipatiche all’epidemia da calcio

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Campioni si diventa

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Si è trastullato per quasi dieci ore entrando nel record. E noi abbiamo tifato per lui. Esclusiva intervista al vincitore della maratona internazionale di masturbazione

Ogni anno San Francisco ospita una maratona molto particolare. Non stiamo parlando né di sport né di maratone televisive, ovviamente. Altrimenti la notizia non avrebbe avuto spazio sullo Stivale Bucato. Stiamo parlando, invece, di Masturbate-a-thon, una maratona in cui ci si deve… beh, avete capito.

Ma perché organizzare – e chissà quanto sarà costata! – una maratona di questo genere? “Semplice”, spiegano gli organizzatori. “Innanzitutto – raccontano, un po’ ammiccanti – perché la masturbazione è il tipo di sesso più sicuro“. E fin qui non ci piove. Ma poi continuano: “Toccarsi significa avere molta più consapevolezza della propria sessualità, e inoltre farlo con il proprio partner può essere educativo (?, ndr) e molto sensuale”.

Non si tratta solo di uno show di masturbazione, precisiamo: all’interno dell’evento ci sono anche numerose gare (preferiamo non entrare nel merito) ma anche conferenze sulla sessualità e lezioni di educazione sessuale. Tutto pulito e legale, dunque.

Un po’ di numeri: la competizione è nata nel 1995 e all’ultima “maratona” hanno partecipato oltre mille persone provenienti da ogni angolo del mondo. Per quanto riguarda i record di “durata”, nella categoria donne è stato di sei ore e trenta minuti con quarantanove orgasmi. Record stabilito nel 2004. Ma la vera “notizia” di questa edizione è che è stato battuto il record degli uomini. A vincere, Masanobu Sato, giapponesino che ha “partecipato”, pensate, per nove ore e cinquantotto minuti. Quasi dieci ore consecutive. E non stiamo parlando di millantatori o storie da sala giochi: qui è tutto vero e tutto è stato filmato, parola di notaio. E noi, proprio con Masanobu Sato abbiamo chiacchierato, grazie alla magia di internet.

Signor Sato, congratulazioni per il suo record. Qual è il segreto per durare quasi dieci ore?
Sicuramente la mia abbondante immaginazione è stata la chiave per il trionfo. Inoltre, mi sono allenato molto in Giappone, dove in una competizione simile l’anno scorso ho vinto il primo premio.

Qual è l’allenamento tipo che ha svolto per prepararsi?
Vado a nuotare due volte a settimana e vado in palestra. Questo mi aiuta sicuramente a metter su muscoli e ad avere fiato. E poi ho sfruttato la grande tradizione della cinematografia pornografica giapponese, che mi ha aiutato ad allenarmi.

Abbiamo letto che ha utilizzato anche un particolare attrezzo. Di che si tratta?
Il segreto per vincere è stato sicuramente l’utilizzo di un oggetto che ho trovato in un sexy-shop di periferia a Tokyo, molto molto utile. In pratica si tratta di una specie di tubo all’interno del quale faccio scorrere il “mio attrezzo”: in questo modo sento una sensazione simile a quella che si prova quando si fa l’amore. Solo così sono riuscito a superare fasi anche di grande stanchezza fisica durante la maratona.

Parliamo di questi momenti di stanchezza. Come si fa ad andare avanti? Non le è mai venuta la nausea?
Devo ammettere che per ben due volte stavo per lasciare. Poi ho pensato a tutti i miei supporter, al mio fan club, alla mia famiglia e alla mia ragazza: non potevo deluderli!

Davvero la sua famiglia la supporta in tutto? Cosa pensano del fatto che lei sia campione del mondo di… masturbazione?
Sì certo, sono i miei primi supporter. Credo siano molto contenti dei miei traguardi. Basti pensare che gareggio con la bandiera del mio paese, e loro sono anche molto orgogliosi del fatto che posso portare il Giappone in cima al mondo, anche se in un settore di nicchia. E io sono molto orgoglioso di avere dei genitori così: le famiglie normali in Giappone non si comporterebbero mai così. E probabilmente nemmeno nel resto del mondo.

Come si è sentito, fisicamente, alla fine delle dieci ore?
Ero completamente esausto, il giorno dopo non so come ho fatto ad alzarmi dal letto. Mi sono letteralmente trascinato fino all’aeroporto, e sono stato fortunato a non perdere l’aereo.

Pensa che avrebbe potuto reggere ancora più a lungo?
Certamente questo è il mio limite. Tuttavia, mi sto allenando per superare le dieci ore, e proverò a mettere in pratica il nuovo record la prossima edizione.

Il cane e la Regina

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

In esclusiva per lo Stivale Bucato una notizia che riguarda un vizietto scoperto a corte della Regina Elisabetta. Ma parliamo anche di cani, lottatori di sumo e lavastoviglie che salvano un rapporto

IL CANE COSTRETTO A FARE ALL’AMORE
Premettiamo che per scrivere questo articolo nessun animale è stato maltrattato. Purtroppo, però, il protagonista di quest’assurda storia è proprio un animale maltrattato: un cane, pastore belga di cinque anni. Che veniva offerto dalla propria padrona per prestazioni sessuali a pagamento in un appartamento di via Tonale a Milano. Prestazioni che, oltre a coinvolgere il povero quadrupede, prevedevano a volte anche il diretto coinvolgimento della padrona, una brasiliana di 29 anni. La donna è stata denunciata e successivamente arrestata grazie a una segnalazione anonima. Ma cosa faceva esattamente la padrona? Semplice: pubblicava annunci a pagamento sotto copertura di centro massaggi; in realtà, per una clientela molto selezionata, la brasiliana offriva anche prestazioni di altra natura, tra cui i rapporti sessuali con la presenza attiva del proprio cane, e su richiesta, anche con la presenza attiva di lei stessa. Il cane era stato appositamente addestrato per prestazioni di carattere sessuale, e ogni “seduta” variava dai 150 ai 300 euro. Ma non era meglio se quel povero cane lo facevano accoppiare con una bella&sexy cagnetta?

COME FINIRE IN PRIGIONE PER MANCANZA DI LAVASTOVIGLIE
C’è chi dice la lavastoviglie può salvare un matrimonio. Apparentemente è proprio così. Trasferiamoci a Fort Worth, in Texas, dove una ragazza ventenne è stata arrestata con l’accusa di violenza aggravata. Cosa ha fatto? Semplice: ha morso il suo fidanzato, gli ha rotto una cornice di vetro in testa e lo ha colpito in faccia con un mattarello. Tutto perché lui non voleva lavare i piatti. L’uomo, interrogato in ospedale, ha riferito che tutto è iniziato perché la donna ha ha dato in escandescenza quando, tornata a casa dopo il lavoro, ha scoperto che il ragazzo non aveva lavato i piatti, come promesso. Così gli ha chiesto di andarsene di casa e lì è iniziata la colluttazione. Lui cercava di spiegare le sue ragioni, lei lo picchiava con ogni arnese che le capitava a tiro. La donna, che ora si trova in carcere, con ogni probabilità sarà rilasciata dopo il pagamento di diecimila dollari di cauzione. Probabilmente, se si rimetteranno insieme, la prima spesa grossa sarà l’acquisto di una lavastoviglie.

IL PICCOLO SEGRETO DELLA REGINA ELISABETTA
Avete mai notato, guardando il telegiornale la sera, quante notizie “stupide” arrivano dall’Inghilterra? Sondaggi sugli argomenti più disparati, stranezze ai limiti del reale, gente che fa cose curiosissime… e poi ci sono loro: la regina, Carlo, Camilla, e chi più ne ha più ne metta. Poteva lo Stivale Bucato essere da meno? Decisamente no, considerato che proprio sulla Regina Elisabetta ha avuto una soffiata in esclusiva direttamente da Londra. Ebbene, pare che Sua Maestà abbia ricevuto, prima dell’inizio del match di calcio Croazia-Inghilterra, la fornitura di mille litri di birra. Alla faccia del lusso e della sfrenatezza… nemmeno un ubriacone doc riuscirebbe a smaltire tutto quell’alcol. In realtà, spiega l’ufficio stampa della Corona inglese, la birra non era destinata alla sovrana, bensì a un pub (chiamato “Windsor Castle”, che però è anche il nome della residenza ufficiale della regina) che si trova a poca distanza dal castello reale. A trarre in inganno la ditta incaricata dell’eccezionale trasporto, dunque, l’omonimia. Il pub aveva ordinato la maxi-fornitura di birra prevedendo gran folla per la partita di qualificazione ai mondiali del 2010. “In passato è successo il contrario – ha commentato il proprietario del locale Misko Coric – e cio che ci hanno recapitato per errore delle merci che erano state richieste dal palazzo reale. È la prima volta che noi ordiniamo e loro ricevono”. Ecco dunque spiegata la ragione di quel carico così particolare. Ma siamo davvero sicuri che il pub “Windsor Castle” non sia tutta una montatura per nascondere un vizietto segreto dei cortigiani e della regina?

GIAPPONE, LOTTATORI DI SUMO “FUMATI” DI MARIJUANA
In Giappone i lottatori di sumo sono famosi per essere sempre rispettati e apprezzati, in quanto il sumo è uno sport che vanta oltre duemila anni di tradizione e rappresenta quasi uno stile di vita per la società giapponese. Addirittura, i lottatori sono tenuti a condurre una vita rigorosa, ispirata ad alti valori e legata ad antichi rituali. Perciò ha fatto molto scandalo, questa settimana, la notizia proveniente da Tokyo secondo cui alcuni sportivi sono stati scoperti mentre facevano uso di droghe leggere. I lottatori sono stati subito allontanati ed espulsi dall’associazione che li rappresenta; lo scandalo, però, ha colpito così profondamente l’opinione pubblica che addirittura il capo dell’associazione (uno sportivo molto famoso in Giappone, vincitore di numerosissimi riconoscimenti negli anni Ottanta) è stato costretto a rassegnare le proprie dimissioni. Lo scandalo, infatti, arriva solo un mese dopo un episodio del tutto simile, che aveva riguardato un lottatore russo. Una carriera in fumo, è proprio il caso di dirlo.

Leatherheads: in amore niente regole


(Qui il trailer in italiano)

Ieri ho visto un film molto carino: “In amore niente regole” (titolo originale: “Leatherheads”), diretto e interpretato da George Clooney, con Renée Zellweger. Un film molto molto interessante che come sempre consiglio ai miei lettori, soprattutto – a mio giudizio – per i costumi, la fotografia, le scene e la musica (bellissima!). La recensione.

South Carolina, 1925. Dodge Connolly è un esuberante giocatore di football americano e un’adorabile canaglia. Irriverente delle regole e sfrontato con l’avversario, Dodge è capitano dei Duluth Bulldogs, una squadra di avvinazzati attaccabrighe che perde in una sola partita sponsor e ingaggio. Dopo aver sciolto a malincuore il proprio team, il capitano Connolly convince un agente maneggione a rilanciarli sul campo, reclutando il giovane e aitante Carter Rutherford. Eroe di guerra per caso e fuoriclasse del football per inclinazione, il ragazzo aiuta Doodge ad educare la squadra e a riempire gli stadi. Se una folla persuasa accorre a celebrare il giocatore combattente, una giornalista del Chicago Tribune non sembra credere all’avventura eroica di Carter nelle trincee delle Argonne. Indagando finirà per innamorare l’esordiente e il veterano. Soltanto uno conquisterà il territorio, avanzando sulle linee delle yards e nel cuore della bionda Lexie Littleton.

Può sembrare incredibile ma è credibile che un regista racconti sempre la stessa storia, una storia importante che esalta i valori della democrazia americana, senza ignorare il pericolo sempre in agguato di una sua involuzione e di un suo ripiegamento. Ancora più sorprendente è se riesce a esprimere una riconoscibilità e una poetica operando dentro un sistema complesso come quello hollywoodiano. È il caso di George Clooney, l’attore-autore (anche) indipendente. C’è pertanto un modello autoriale, un sistema di segni, temi o motivi, che ricorre in due opere apparentemente lontane. Se al centro del popolare programma televisivo di Good Night, and Good Luck c’era la vicenda di un pilota della Marina, che avviava una lotta ideologica e dialettica tra un giornalista della Cbs e il senatore repubblicano Joseph McCarthy, è ancora un soldato a muovere le indagini di una cronista sportiva contro la limitazione della libertà di espressione.

Spostandosi indietro nel tempo, dagli anni Cinquanta agli anni Venti, e passando dal dramma in bianco e nero alla commedia sofisticata a colori, Clooney si pone nuovamente il problema della verità. L’America non si stanca di rimpiazzare la realtà con l’inganno fabbricando eroi come Carter Rutherford, atleta e soldato costretto a perpetuare il ricordo eroico di un gesto mai compiuto. Il percorso della retorica creato dai media è neutralizzato da una donna, la Lexie Littleton di Renée Zellweger, la buona coscienza dell’America e la “strega” cacciata dalla Cbs o dal Chicago Tribune.

In amore niente regole ha uno dei suoi punti di forza nella ricostruzione scenografica degli ambienti abitati dal (good) bad boy di Clooney e dalla (good) bad girl della Zellweger, abilissimi a sottolineare un desiderio che in quegli anni non veniva soddisfatto prima del matrimonio. Infine ma soprattutto c’è il football, prima delle regole, dei cachet illimitati e del primato commerciale su quello tecnico e sportivo. Il football visto come una guerra e i giocatori come soldati che combattono schierati di fronte a una linea di nemici da sfondare per guadagnare un centimetro in più di territorio, per arrivare “vivi” dall’altra parte del campo, scivolando sui corpi accatastati.

Clooney, dentro una fotografia seppiata e nostalgica, costruisce un perfetto meccanismo visivo e narrativo, che resta fedele all’ineluttabile battaglia per una causa sentita.

Scuola, un calcio alla violenza. Ecco il decalogo dei campioni

Il programma di educazione contro la violenza presentato dai ministri Fioroni e Melandri. Tra gli ospiti il capitano della Roma, il ct Donadoni e i tecnici Spalletti e Rossi. “Riportiamo la gente allo stadio”

Totti & C. danno un calcio al bullismo
“Lo sport a scuola per far vincere la vita”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “Gli stadi a porte chiuse? Una sconfitta per tutti, sia per i giocatori che per il pubblico. Ora vogliamo riportare solamente le famiglie sugli spalti e vedere bambini e ragazzi felici che si divertono guardandoci”. Nelle parole di Francesco Totti, capitano della Roma, il pensiero dei giocatori e di tutto il mondo del calcio, che questa mattina, in un affollatissimo ministero della Pubblica Istruzione, ha incontrato il mondo della scuola per riflettere sulle importanti opportunità che può offrire il potenziamento dell’educazione fisica.

Una giornata, dal titolo “Più sport a scuola e vince la vita”, che ha visto protagonisti principali i bambini e i ragazzi che hanno potuto dialogare con i propri beniamini dello sport, ponendogli domande e interrogativi sul perché di tanta violenza negli stadi.

I giocatori. “È giusto ricominciare a giocare subito – ha spiegato Totti, letteralmente sommerso da decine di telecamere e numerosi giornalisti, alcuni anche stranieri – perché non possiamo darla vinta ai violenti: il calcio è divertimento e purtroppo loro pensano ad altro. Quando mio figlio sarà più grande spero di non dovergli raccontare di questi episodi, ma di un calcio più bello. Da parte nostra – continua – cercheremo di portare questo spirito allo stadio. Lasciamo fuori la violenza e la politica, che non c’entrano nulla e cerchiamo di rigenerare l’ambiente”. “Il calcio ha un forte impatto a livello mediatico – ha detto poi il ct della Nazionale, Roberto Donadoni – e dobbiamo sfruttare quest’impatto per promuovere le immagini della vera sportività: speriamo, anche con il nostro lavoro, di portare avanti qualcosa di costruttivo”.

Le parole forse più toccanti all’indirizzo di bambini e ragazzi sono quelle di Luciano Spalletti, allenatore della Roma: “È un momento di svolta e di grande responsabilità, per questo dobbiamo cominciare a comportarci in maniera più corretta. Vedo questi ragazzi e penso ai miei figli: loro hanno voglia di diventare subito grandi, ma se posso darvi un consiglio – continua, davanti a un’attenta platea – vi dico di continuare ad essere bambini, orgogliosi di giocare e divertirvi. Diventare grandi significa anche dire no a chi vuole inquinare i vostri sogni con la violenza o col fumo, così come rispettare i diversi”.

Sulla stessa linea anche il difensore della Lazio, Guglielmo Stendardo: “Ai ragazzi dico che è stato giusto fermarsi, e che spero finiscano al più presto le rivalità tra tifoserie. Che il tifo torni quello di una volta, più famiglie e più bambini allo stadio”. Delio Rossi, allenatore dei biancocelesti, aggiunge poi che “più che parlare bisognerebbe agire, ognuno nell’ambito del proprio ruolo. La scuola è fondamentale, deve influenzare positivamente e educare i bambini e soprattutto i genitori. Giocare a porte chiuse sarà aberrante, ma era una passo che si doveva fare. Lo stato d’animo di tutti noi è d’amarezza per quello che è successo, speriamo si possa ripartire da zero per riprendere credibilità”. Alla giornata ha partecipato anche il campione di ginnastica Jury Chechi, che ha letto un appello “a giocare pulito e in modo corretto”, nella speranza che l’educazione allo sport trovi uno spazio e una diffusione sempre più vasta. L’appello è stato firmato, tra gli altri, da numerosi campioni come Debora Compagnoni, Stefania Belmondo, Giuseppe e Carmine Abbagnale, Andrea Lucchetta, ma anche calciatori come Cannavaro, Gattuso, Materazzi, Perrotta.

Sport a scuola. Al loro arrivo in sala, Giuseppe Fioroni, ministro dell’Istruzione, e Giovanna Melandri, ministro delle Politiche giovanili e attività sportive, sono stati accolti da decine di bambini che indossavano magliette bianche con la scritta “Raciti sei sempre con noi”. Prima di iniziare la conferenza stampa i bambini hanno cantato l’inno nazionale gridando in coro “Abbandoniamo la violenza”.

“La scuola – spiega il ministro Fioroni – è l’unica centrale educativa che può risolvere i problemi. Per questo abbiamo emanato una serie di normative per incentivare la pratica dello sport nella scuola, una grande opportunità per i giovani”. In Italia, ha sottolineato il ministro, ci sono 27mila insegnanti di educazione fisica, e siamo uno dei pochi paesi dell’Unione Europea dove l’educazione fisica è una materia curriculare: per questo “dobbiamo rilanciarla, affinché i ragazzi abbiano consapevolezza della solidarietà e del fare gruppo”.

Il programma presentato (vedi scheda) prevede dieci punti che andranno ad rivoluzionare lo sport a scuola, in modo che l’educazione fisica diventi anche educazione civica. Tra i provvedimenti, un tirocinio per i docenti, finanziamenti per attività motoria nella scuola primaria, supporto agli insegnanti, sport contro il bullismo e la violenza nelle aree a rischio . Per Giovanna Melandri “si tratta di una vera svolta nel rapporto tra scuola e sport nel nostro paese. Abbiamo investito risorse aggiuntive della Finanziaria proprio per questo. L’Italia deve colmare un ritardo culturale che ci vede indietro rispetto ad altri paesi: vogliamo stadi per famiglie, è un cammino delicato ma non impossibile”.

(Nella foto: Totti, Spalletti, Melandri, Fioroni, Rossi)

E la Juve ricomincia da Martina

da REPUBBLICA BARI – pag.I

I bianconeri in Puglia il 19 agosto per il primo turno di Coppa Italia

di DANIELE SEMERARO

Esordio pugliese per la Juventus. La squadra giocherà il primo turno di Coppa Italia – Tim Cup il 19 agosto sul campo del Martina Franca. La società bianconera è infatti precipitata al ventitreesimo posto nel ranking delle 72 squadre partecipanti dopo la retrocessione in serie B a seguito dello scandalo che ha investito il mondo del pallone. Del Piero e compagni sono dunque obbligati a disputare, a differenza delle otto squadre di serie A teste di serie (Inter, Roma, Milan, Chievo, Palermo, Livorno, Parma, Empoli) anche i turni preliminari.
Tra le altre partite in programma il 19 agosto anche Cavese-Lecce, Taranto-Catania e Gallipoli-Verona.

Come già sperimentato lo scorso anno, nei tre turni preliminari (che si disputeranno il 19, il 23 e il 27 agosto) le partite, ad eliminazione diretta, si giocheranno in casa della squadra peggio piazzata nel ranking, con un tabellone che assomiglia molto a quello del tennis. La Juve dunque è obbligata a battere il Martina fuori casa allo stadio Tursi (cinquemila posti) per approdare alla fase successiva.
Gli ottavi inizieranno l´8 novembre, mentre le finali sono previste il 18 aprile e il 9 maggio 2007.

F1: a Silverstone Alonso vola in pole. Schumacher terzo

Per il campione del mondo uscente la quarta pole consecutiva
In seconda posizione Raikkonen; quinto tempo per Fisichella

Gp Inghilterra, Alonso in pole
le due Ferrari in seconda fila

Terzo tempo per Michael Schumacher, quarto per Massa
Domani la gara. Diretta a partire dalle 12.10 su Rai1

di DANIELE SEMERARO

SILVERSTONE (Inghilterra) – Fernando Alonso su Renault ha ottenuto la pole position del Gp di Inghilterra, ottava prova del Mondiale di Formula 1, in programma domani (diretta a partire dalle 12.10 su Rai1). Il pilota spagnolo ha girato in 1’20’253. Accanto a lui in prima fila il finlandese Kimi Raikkonen con McLaren (1’20’397). Le due Ferrari sono in seconda fila: terzo tempo per Michael Schumacher (1’20″574), quarto tempo per Felipe Massa (1’20″764).

Schumi cercato di difendere il miglior tempo fino all’ultimo minuto delle prove; poi sono tornati in pista Alonso e Raikkonen: il ferrarista tedesco è riuscito a migliorarsi ma poi è arrivata la beffa dello spagnolo e del finlandese. Il campione del mondo uscente, infatti, ha effettuato un giro perfetto in 1’20″253 e ha conquistato la tredicesima pole della carriera, la quarta consecutiva quest’anno dopo quelle del Nurburgring, Barcellona e Montecarlo.

In terza fila la Renault di Giancarlo Fisichella (quinto con 1’20″919) e la Honda di Barrichello (1’20″943). In quarta la Toyota di Ralf Schumacher (1’21″073) e la McLaren-Mercedes di Juan Pablo Montoya. Tra i migliori dieci, in quinta fila, anche le Bmw di Nick Heidfeld (nono) e Jacques Villeneuve.

Jarno Trulli partirà dall’ultima fila della griglia di partenza. Il pilota abruzzese della Toyota, durante le qualifiche, è stato costretto a rientrare ai box con il motore in fumo dopo appena un giro. Brutte qualifiche anche per Jenson Button: il pilota di casa non è andato oltre il diciannovesimo posto nel primo turno delle qualifiche, e partirà quindi nella decima e penultima fila. Eliminati dopo la prima fase delle qualifiche anche l’australiano Mark Webber con la Williams, la Midland di Christijan Albers e le Super Aguri di Sato (il giapponese ha cambiato motore stamani, dopo l’ultima sessione delle libere) e Montagny.

“È la quarta pole di quest’anno – ha detto, visibilmente soddisfatto, Fernando Alonso -, è davvero un momento fantastico per me e la macchina. È uno dei momenti più belli di tutta la mia carriera”.

“Sono deluso ed è normale. Domani sarà la strategia ad essere decisiva”. Così, invece, Michael Schumacher ha commentato le qualifiche del gran premio d’Inghilterra. “Sappiamo di essere molto vicini – ha commentato – molto dipende dai livelli di benzina imbarcata. Onestamente pensavamo di riuscire a prendere la pole, ma le condizioni della pista sono state molto difficili. Ciò non toglie che abbiamo un pacchetto macchina-motore-gomme che può vincere”.

(10 giugno 2006)

(Nella foto: Il pilota della Renault, Fernando Alonso)

Tifoso multimediale, Mondiale portatile

I programmi, gratuiti, per approfondire e rimanere aggiornati
Risultati, classifiche, gironi e statistiche a portata di click

Quando il tifoso è multimediale
va di moda il Mondiale portatile

di DANIELE SEMERARO

ROMA – I Mondiali di calcio entrano nel computer e nei dispositivi digitali portatili. Sono numerosissimi, infatti, i software distribuiti gratuitamente che aiuteranno i tifosi a seguire, minuto per minuto, tutti i risultati e le notizie dell’appuntamento sportivo più atteso e seguito al mondo. Così, i possessori di Pc, Mac, telefoni cellulari e palmari, pur non trovandosi davanti allo schermo del televisore, potranno essere aggiornati in tempo reale sull’andamento delle partite; non solo, avranno la possibilità di consultare anche un’enorme miniera d’informazioni, dati e statistiche.

Tra i prodotti più completi segnaliamo “Germany 2006 1.1”. Il software, prodotto da un autore italiano, Pier Luigi Covarelli di Perugia, è distribuito gratuitamente (ma chi è interessato può anche fare una donazione) per Windows, Mac Os e Linux. Permette di consultare il calendario degli incontri, memorizzare i risultati, visualizzare i gironi e i tabelloni ed elaborare statistiche. Se collegati a internet, si potrà anche aggiornare automaticamente il proprio database, evitando, così, di inserire manualmente tutti i risultati. Per ciascuna delle funzioni, poi, è disponibile anche la possibilità di esportare i dati direttamente in un foglio di calcolo o in un word processor.

Anche Microsoft ha prodotto un suo software per seguire i Mondiali: si tratta di “Microsoft Football Scoreboard”, un programma molto leggero che s’installa in pochi minuti e permette di visualizzare in sul proprio desktop tutte le notizie aggiornate sul Mondiale di Germania. Come la precedente, anche questa applicazione, collegata a internet, scarica risultati e classifiche in tempo reale. La vera novità rispetto agli “avversari” è il lettore di feed Rss integrato, che può essere configurato per collegarsi ai principali siti sportivi o al sito ufficiale della Fifa e ricevere, così, in tempo reale anche le ultime notizie di cronaca e costume.

Anche Excel, il programma di calcolo elettronico inserito in Microsoft Office, può diventare un’utile applicazione per non perdere neanche un minuto dei Mondiali. Numerosi siti internet, infatti, offrono la possibilità di scaricare un modello di Excel contenente un tabellone dove inserire i risultati delle partite e seguire l’evolversi del torneo, dai gironi alla finale, con la classifica che si compila automaticamente.

Gli amanti dei Widgets, i programmini che s’installano sul desktop (integrati nell’ultima versione di Mac Os X e implementabili anche su Windows grazie a Yahoo!Widgets), non potranno lamentarsi. Gli utenti Mac hanno a disposizione numerosi programmi, tra conti alla rovescia per chi non riesce ad attendere il fischio d’inizio delle partite e orologi che segnano l’ora di Berlino. Per Pc, Yahoo! (partner ufficiale dei Mondiali 2006) ha prodotto “FIFAworldcup”: un widget che permette di “appendere” sul desktop alcune finestrelle che visualizzano in tempo reale risultati e classifiche.

Gli utilizzatori di Mozilla Firefox troveranno particolarmente ultile “FootieFox”, un’estensione che si rivolge a chi non può seguire le partite del mondiale in diretta perché lontano dalla televisione o a lavoro. FootieFox, in tempo reale, informa, tramite segnali acustici e luminosi, gli utenti sui gol e i risultati finali.

Gli utenti di Pocket Pc e Palm Os potranno affidarsi a “Worldcup 2006 Edition”, un programmino che offre gratuitamente ai possessori di computer palmari la possibilità di scaricare e portare con sé tutti i dati del Mondiale. Nel programma sono inserite molte funzioni “extra”, tra cui le descrizioni dei giocatori (incluse tutte le loro foto), degli stadi e delle nazioni partecipanti, con la possibilità di ascoltarne gli inni nazionali.

Non è tutto, perché i Mondiali quest’anno sono sbarcati anche sull’iPod. Grazie a un’applicazione gratuita, “iPod World Cup Guide”, il player musicale si trasforma in una piccola enciclopedia con i profili dei calciatori e il calendario dell’evento. Entro pochi giorni, inoltre, verrà resa pubblica anche una guida turistica delle città sede delle partite. Il sistema è distribuito gratuitamente ed è rivolto a tutti i possessori di iPod di terza generazione (o successiva), iPod Nano e iPod Mini con almeno 2 megabytes di spoazio libero.

(9 giugno 2006)

Zambrotta out; c'è il dubbio Nesta

Il centrocampista della Juventus è però in fase di recupero
Potrebbe giocare già nel secondo match, quello con gli Stati Uniti

Zambrotta salterà la prima partita
con il Ghana in dubbio anche Nesta

di DANIELE SEMERARO

COVERCIANO (FI) – Zambrotta non sarà disponibile per la partita di esordio della Nazionale, Italia-Ghana; Nesta, invece, resta in dubbio per un infortunio muscolare. Questo il responso degli esami radiografici ed ecografici effettuati stamattina dai due giocatori a Firenze.

“Per Zambrotta – spiega il professor Enrico Castellacci, che ha accompagnato i giocatori agli accertamenti – gli esami hanno mostrato una remissione di più di metà della falda liquida, quindi è in fase di recupero. Siamo molto ottimisti, già da oggi ricomincerà a correre. A fine settimana nuovi controlli clinici”. Il giocatore, lasciando la clinica, si è detto “molto contento” e probabilmente potrà scendere in campo sabato 17 contro gli Stati Uniti.

Nesta, invece, ha un lieve versamento muscolare: svolgerà un allenamento differenziato e sabato si valuteranno le sue condizioni in vista di Italia-Ghana, che si giocherà ad Hannover lunedì 12 alle 21. “Sto bene – ha risposto Alessandro Nesta subito dopo essersi sottoposto agli esami -. Se riuscirò a giocare la prima partita? Si spera”.

I due giocatori saranno sottoposti a nuovi esami clinici in Germania, sabato 10 giugno: il controllo definitivo sullo stato del loro infortunio avverrà a 48 ore dall’esordio della Nazionale. Il regolamento Fifa, infatti, prevede che le squadre possano sostituire giocatori della rosa dei 23 fino a 24 ore prima della prima partita.

(6 giugno 2006)

(Nella foto: Gianluca Zambrotta)

"Con l'azzurro stipendi più alti"

Uno studio della Bocconi fa i conti in tasca a 367 calciatori
Ecco come lievitano gli stipendi se si partecipa ai Mondiali

Quando un gol vale un tesoro
chi va in azzurro guadagna di più

E una buona prestazione condiziona i contratti con i club di A

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Se alzeranno la coppa non è dato sapere ma una certezza ce l’abbiamo: Totti, Del Piero, Materazzi e compagni dal prossimo anno guadagneranno di più. Almeno secondo lo studio di due docenti universitari, Giacomo Silvestri e Fabrizio Montanari: ai fini dello stipendio dei giocatori una convocazione in Nazionale conta più di una vita di esperienza in serie A.

“Da circa due anni ci occupiamo del mondo dello sport – spiega Giacomo Silvestri, docente di gestione del cambiamento organizzativo alla Bocconi di Milano – e in vista dei Mondiali abbiamo voluto interessarci alle dinamiche salariali. Insieme a Fabrizio Montanari, docente di organizzazione aziendale all’Università di Modena e Reggio Emilia, abbiamo cercato di spiegare quali variabili influenzano lo stipendio dei giocatori”.

Per svolgere lo studio, i due ricercatori hanno preso in esame 397 stipendi di giocatori che abbiano giocato almeno mille minuti in campionato tra il 2000-2001 e il 2002-2003. Così, incrociando sei diverse variabili in un’equazione di regressione, è stato possibile verificare quali fossero i fattori più influenti per la determinazione dello stipendio dell’anno successivo.

“Abbiamo preso in considerazione l’età del giocatore, il numero di stagioni disputate in serie A, le squadre cambiate durante la carriera, i punti accumulati dalla squadra nella stagione precedente e le performance personali (presenze, gol). A questo abbiamo aggiunto la convocazione in Nazionale, che – abbiamo notato – è uno dei dati più influenti. Molto di più di ciò che si dice di solito”.

Tra i numeri più significativi che emergono dalla ricerca c’è anche il fatto che due fattori non vanno quasi per nulla a incidere sullo stipendio: l’età del giocatore e, incredibile, il cambio di squadra. “I dati che incidono maggiormente sulla retribuzione dei giocatori sono proprio quelli individuali – continua Silvestri -: chi gioca meglio guadagna giustamente di più, e chi ha giocato in squadre di successo è più remunerato”. Il dato nuovo, per la forza statistica che porta con sé, è proprio la convocazione in Nazionale. Praticamente, è stato verificato, tutti i giocatori convocati per i Mondiali, l’anno successivo guadagnano di più.

(5 giugno 2006)

(Nella foto: Francesco Totti)

Federcalcio, Guido Rossi nuovo commissario straordinario

È tra i massimi esperti italiani di diritto societario
Ha guidato la Consob, Ferfin-Montedison e Telecom Italia

Federcalcio, arriva Guido Rossi
sarà il commissario straordinario

di DANIELE SEMERARO

GUIDO Rossi, 75 anni, da oggi commissario straordinario della Federcalcio, è nato il 16 marzo del 1931, si è laureato in giurisprudenza all’università di Pavia e nel 1954 ha conseguito il Master of laws ad Harvard. È stato professore ordinario di diritto commerciale presso le università di Trieste, Venezia, Pavia e successivamente presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano e nell’Università Bocconi.

Fra i massimi esperti italiani di diritto societario, è stato presidente della Consob, l’organismo di vigilanza sulla borsa, dal 15 febbraio 1981 al 10 agosto 1982 e senatore (nella sinistra indipendente) nella decima legislatura. Fra le attività parlamentari, si ricorda la presentazione del disegno di legge antitrust del maggio 1988.

È autore di diversi volumi, tra i quali, in particolare, “Il fallimento nel diritto americano” del 1956, “Trasparenze e vergogna. Le società e la borsa” del 1982, “La scalata del mercato” del 1986, nonché di numerosi studi monografici in tema di società, impresa, mercati mobiliari e legislazione antitrust (tra questi in particolare lo studio: “Antitrust e teoria della giustizia” del 1995). Le sue ultime opere di grande diffusione sono state “Il conflitto epidemico” e “Il gioco delle regole” del 2003.

Rossi è stato, inoltre, presidente del gruppo Ferfin-Montedison dal giugno 1993 al febbraio 1995 e della Telecom Italia Spa dal 30 gennaio 1997 al 28 novembre 1997.

(16 maggio 2006)

(Nella foto: Guido Rossi)